Alla base della nostra maturità od immaturità, dipenderà dai punti di vista, come “umani” ci sono i processi educativi, cioè il modo con cui impariamo a conoscere la vita e sviluppare le nostre autentiche potenzialità; per farlo dobbiamo poter conoscere la struttura interna dell’uomo, lo schema della macchina uomo, cosa che in realtà non conosciamo, crediamo di sapere, ma non sappiamo, questo perché la nostra educazione è basata su di un tipo di scienza positivista che esclude categoricamente l’approccio esoterico, cioè, interiore, emotivo, corporeo, sensazionale dell’uomo.

Il nostro approccio allo studio dell’uomo è falsato in partenza, è sbagliato nei suoi paradigmi di base, l’”istruzione” nelle nostre scuole è basata esclusivamente sullo sviluppo di certe funzioni “intellettuali”, l’istruzione è basata solo sull’apprendimento di concetti, di informazioni teoriche e non sulla vera conoscenza diretta ed emotiva, anzi l’emotività viene alimentata e sedata per mezzo di timori, dogmi e superstizioni; limitando di fatto la libera iniziativa. In generale, quindi, l’individuo cresce, nelle nostre società, come meglio può, tralasciando e trascurando lo sviluppo della maggior parte delle potenzialità che possiede. Realmente non siamo in grado di diventare uomini responsabili, il nostro sviluppo non è stato completo ed armonioso, proprio a causa dell’educazione ricevuta che è fatta da “ignoranti” saccenti. E’ incredibile, ma la realtà dei fatti è questa – “una società di adulti, che non sono mai realmente diventati adulti e che insegnano a futuri adulti a diventare adulti…”. Un disastro in termini.

L’uomo moderno non è realmente un uomo “compiuto”; egli è cresciuto lontano dai principi, dai valori, o dall’idea stessa di “presenza” o di “coscienza” di Sé, non si è sviluppato secondo un metodo preciso e non conosce lontanamente il senso della parola “auto-realizzazione”, non conosce i significati “veri” delle parole – “coscienza”, “amore”, “speranza” e “Fede” – e men che meno cosa significhi “Essere”. Per quanto ci si voglia ostinare a negare questa evidenza gli effetti di questo “disarmonico” sviluppo sono visibili nelle modalità con cui questa stessa umanità si è insediata sul pianeta Terra; le “anormali” condizioni d’esistenza ordinaria stabilite qui sono il riflesso di questa stranissima proprietà del nostro psichismo[1]. Nessun rispetto, evidentemente “doveroso”, verso quella stessa Natura che ci ha dato la vita e che così inconsapevolmente viviamo. L’uomo moderno è il frutto ereditario di una società cresciuta senza essersi mai realmente posta in alcun modo la responsabilità di una “oggettiva coscienza morale”, una società cresciuta all’ombra dell’incoscienza e senza la preoccupazione, di doversene creare una (di coscienza), di dover cioè conquistare un grado di consapevolezza tale da renderci tutti meritevoli di chiamarci “esseri” umani. Ovviamente e di conseguenza quello stesso uomo non ha mai neanche prodotto quell’educazione adatta a svolgere questo compito, anzi ha distrutto sistematicamente ogni elemento, ogni traccia, ogni frammento di quell’antico insegnamento, sorto in e proveniente da epoche lontane, frutto dello sforzo di altri “esseri” umani degni di chiamarsi tali e caratterizzato proprio dal desiderio profondo di auto-realizzazione interiore e basato sull’antico metodo teocratico, … gettando, in questo modo, a “mare” o alle “ortiche”, la sua stessa “esistenza”, in cambio di una presunta libertà di fare “ciò che si vuole” senza alcun “sforzo”, proprio come fanno Pinocchio e Lucignolo, nell’omonima opera, i quali rinunciano a studiare (su se stessi) per andare a vivere nel paese dei Balocchi, dove tutto è “divertimento” e “distrazione” e dove finiscono per tramutarsi in 2 bei “ciuchini”. Ovviamente non era dello “studiare” nell’accezione comune che si parlava nel racconto, ma della scuola che ha lo scopo di insegnare il raggiungimento di una reale Ragione Oggettiva, attraverso una chiara presa di coscienza della Realtà ed un coerente lavoro su se stessi. Una scuola che insegnava a distruggere la predisposizione oramai quasi ereditaria all’orgoglio, alla vanità, all’amor proprio, alla collera, alla lussuria, alla gola, all’avarizia, all’invidia, alla maldicenza, alla pigrizia, etc… predisposizioni cristallizzatesi come conseguenza della mitologica “cacciata dal paradiso”, ed equivalenti alle cause prime della sofferenza, del sonno e della schiavitù dell’uomo su questo pianeta. Non sarà certo studiando i massimi sistemi che l’uomo si libererà della miseria in cui versa l’umanità, ma solo riconoscendo in se stesso l’origine di quella stessa miseria, lavorando su se stesso ed operando il “giusto” cambiamento.

La scuola oggi è la prosecuzione naturale di quella fatta dagli eredi di quelli stessi che si sono ribellati alla “conoscenza” e lo studio di se e sono andati a stare nel paese dei “balocchi”, anzi, hanno trasformato il pianeta nel “paese dei balocchi”, un mondo “fasullo”, falso ed irreale … il problema, la cosa grave, è che non ce ne rendiamo più conto, ci siamo affascinati con le parole – ci riempiamo la bocca di cose come “l’educazione”, “la scienza dell’educazione”, “il patto democratico”, “il patto formativo”, “il welfare”, “il target”, “la produttività”, “i costruttori di pace”, “le missioni umanitarie”, “la flessibilità”, “pari opportunità”, la parità dei diritti”, “la legge”, “la giustizia”, etc.; … La “scuola”, oggi, come la chiamiamo, non è una vera scuola, è una preparazione alla schiavitù del “sonno” della coscienza, è il luogo dove riceviamo la programmazione più massiccia, dove impariamo ad essere schiavi, sì, “schiavi”, “schiavi moderni”, senza le catene e senza i ceppi ai piedi; è in questo tipo di “scuola” che le nostre idee sbagliate si stabilizzano definitivamente in noi, dove le ragioni per giustificare il loro “potere” diventano le nostre “convinzioni” e “credenze”. Nel libro di Pinocchio viene clamorosamente spiegato, da Collodi (è l’autore), come l’essere umano, che non è più “Essere”, ma solo umano, solo umanoide, ha smesso di studiare alle scuole di antica “saggezza” ed è entrato alla scuola ordinaria che educa alla “schiavitù” interiore e per questo egli è divenuto un somaro. La “vera cuccagna” di cui parla il libro è quella che nessuno deve preoccuparsi più di nulla se non di divertirsi;

… ma questo non è forse quello che ci raccontano in continuazione “qui”? – quelli che non possono raggiungere questa “cuccagna” si prodigano in ogni modo per ottenerla; lavorano e sgobbano, accettano qualsiasi compromesso, costrizione od altro pur di avere un giorno il loro sospirato “posto al sole”, e quando, proprio, questo non dovesse bastare, quando cioè tutte queste false illusioni, questi illusori traguardi, letteralmente inutili all’uomo, ma divenuti oramai vitali per lui, non dovessero proprio verificarsi, ci pensano i potenti, i grandi “detentori di potere” di questo pianeta, con le armi, a sedare gli animi e i moti ribelli, …”e così vissero tutti felici e contenti ben addormentati nei secoli dei secoli…”

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