È davvero strano. Siamo sempre dalla parte dei buoni…

Ci riflettevo प्रोप्रियो oggi, mentre, guardavo i titoli dei giornali che stanno in aula docenti: noi occidentali, europei insieme ai nordamericani, abbiamo sempre ragione, qualunque grande causa si decida di promuovere, abbiamo ragione. Apparteniamo necessariamente alla religione giusta o alla giusta sensibilità filosofica, alla tendenza politica globale più corretta e, naturalmente, quando serve siamo sempre schierati dalla parte delle “guerre giuste”, se se ne presenta l’occasione. Tutto ciò è scontato, dal momento che siamo occidentali e perciò abbiamo, quasi per via ereditaria e per forza di cose, tutte le informazioni migliori. Scendiamo in piazza a protestare, ma di fatto stiamo solo dimostrando che abbiamo accettato il sistema così come è e senza tanto fiatare, tant’è vero che chiediamo di fatto più lavoro, più denaro, più privilegi, senza renderci conto che è l’impianto di base che è in crisi, che è il sistema con cui abbiamo scelto di svilupparci che è sbagliato nei suoi paradigmi di base. Nessuno protesta perché abbiamo la tecnologia ad esempio per avere energia libera e pulita per tutti e che questa si produce senza avvelenare noi ed il pianeta, o senza frusciarci tutte le risorse… e non mi riferisco al solare. Sto parlando di un energia che ancora fingiamo di non conoscere e che già nei primi del ‘900 Nikola Tesla ha svelato al mondo motivo per cui adesso al massimo i nostri studenti sanno che è un unità di misura in elettrotecnica.

Vorrei sapere se siamo dei veri ingenui o se facciamo finta di esserlo… per comodità.
Forse siamo tutte e due le cose… ma più ci penso e più propendo per la seconda possibilità. Siamo così affezionati alla nostra poltrona mentale, alle nostre false illusioni, le finte prospettive, il profitto, la ferrari, l’inter, il milan, … che non vogliamo più immaginare nulla al di fuori di essa. Oramai è incontestabile, siamo arrivati a preferire alimenti ipersterilizzati e predigeriti a quelli crudi o al naturale che potrebbero farci ricordare che le cose possono avere un gusto diverso. Chi parla di ambiente è fondamentalmente un rompiballe. Ci parla di sostenibilità, neanche a dirlo. Sempre certi di essere nel giusto. Pare che l’uomo sia fatto così: lì dove vive, ha sempre ragione. Solo che la nostra posizione di parenti ricchi, di privilegiati, in un mondo in cui più che mai ci si dilania a vicenda, ci rende forse ancora più responsabili di altri. Più responsabili delle nostre pigrizie, della docilità con cui ci facciamo coinvolgere in movimenti di opinione di cui non conosciamo con precisione né l’origine né il fine; e poi siamo più responsabili della nostra tendenza ad anestetizzarci a vicenda.

Se solo provassimo a riflettere un po’ non ci metteremmo molto a vedere che non ci sono né buoni né cattivi, ma semplicemente esseri umani… o meglio degli apprendisti esseri umani che stanno soffrendo. Uomini e donne che non hanno mai imparato a vivere, che non hanno nemmeno mai immaginato una scuola che serva a imparare l’arte di vivere, l’arte del rispetto, l’arte del saper individuare le prime tracce di felicità là dove questa comincia a fiorire.

Dove voglio arrivare? Alla solidarietà, non कुएल्ला कुएल्ला ipocrita, ma una vera mano sulla coscienza, dove provo a mettermi al posto dell’altro e capire le sue di ragioni. Siamo tutti nella stessa barca e questa barca va a picco (e questo non è più una frase fatta). Non usciremo dalla crisi finanziaria perché questa crisi è una crisi dei suoi valori. Da questa crisi si esce per un cambiamento di कोस्किएन्ज़, di modalità di vita, di condizioni di vita, in un senso o in un altro Da questa crisi possiamo uscirne rimettendo tutto in discussione e ripartendo dall’uomo o aumentando il giogo. Col tempo capiremo perché ci sono dei soldati un po’ ovunque. Che cosa possiamo farci? Non lo so non sono qui per dirvi come finirà, ma solo solo per veder come sta per cominciare. Il resto dipenderà da noi.