L’amore e l’"errore imperdonabile", respirare e responsabilità..

Appunti personali su l’amore: “l’AMORE si sviluppa attraverso il lavoro su di sé, attraverso la dedizione e la devozione a sé stessi come unica reale risorsa di riscatto. L’amore è assenza di morte, a-mors, assenza dell’io, assenza di auto-sabotaggio, assenza di giudizio, assenza di servilismo, assenza di mente, assenza di emozioni negative o positive, poco importa, assenza di frammentazione, … l’Amore è integrità.
Nella coppia non è l’amore che muta, ma sono gli individui; interviene l’ego, l’organizzazione, la formalità di stabilire delle regole, e questo fa si che il fuoco si ritiri.
“…fra gli esseri, quando si incontrano, nasce un fuoco…non è importante come lo chiamano…questo Fuoco è abbagliante e vibrante…e sulle prime, ispirati dalla loro Origine Divina – risvegliata a sua volta dal Fuoco stesso – riescono un pò a danzare e a farlo garrire, come una banderuola di Energia… questo finche il buio della paura non sopraggiunge con la sua corte di regole e di aspettative… il fuoco allora si ritrae, non per regola o per morale… si ritrae perché non è più la sua Natura…” – di: Isas Aurind
Sì è vero noi cerchiamo di raggiungere l’amore, ma abbiamo un concetto di amore che ci impedisce di sperimentarlo realmente. L’ego si nasconde in tutto questo come una nave nella nebbia. Difficilmente è visibile perché usa i nostri migliori intendimenti. E’ importante lavorare a liberarsi dell’addomesticamento che abbiamo ricevuto e delle idee e concetti che adesso sono diventate le nostre credenze.
La mancanza di Amore o di a-mors si traduce in odio, conflitto, ma l’odio è verso di noi, è la dimostrazione che non siamo capaci di sentire amore dentro, di irradiarlo, di usare le nostre energie per uno stato diverso, “superiore”, per così dire, di coscienza, il conflitto è interiore non è con gli altri, gli altri sono solo specchio della mia frammentazione, mostrano le mie debolezza, la mia mancanza di “integrità”. “Colui che compie tutte le leggi, colui che unisce la sua volontà alla legge” … significa colui che onora il suo essere, colui che sta cercando la sua integrità, “the One”, l’Eletto, colui che porterà unità in se stesso, colui che si conforma alle leggi del suo Essere, alla legge di “essere”, ecco perché Gesù diceva: “io e il padre mio siamo uno”.
Amare non può essere un imposizione, amare significa rendersi reali, amare è un attimo di presenza, è come essere innamorati, è essere presenti a se stessi. L’amore sorge spontaneo in colui che lavora alla sua integrità, che significa colui che lavora a dissolvere e trasformare i suoi aggregati psichici. Non c’è amore senza morte psicologica. L’amore non è un emozione, non è un idea, non è un senso di svaporamento, l’amore non è sentimentalismo, l’amore non è coppia, l’amore non relazione, l’amore non è insieme a qualcun altro, l’amore non è il concetto di amore ch e abbiamo. L’amore è quello che resta dopo che sono morto alla mia vita passata, l’a-mors, è quando non ho bisogno più di morire, l’amore è quello che emerge quando sono presente, è una stato di “presenza”, nulla di romantico. Allora si che rispetterò la Natura ed il mio prossimo, allora si che sarà in grado di amarli come me stesso.
L’amore verso se stessi, l’amore dentro, nasce, sorge quando abbiamo dissolto i nostri conflitti, le nostre contraddizioni di vita ed ideologiche, e non è quello che sono stato abituato a credere sia. L’amore è assenza di dolore, assenza di mente, assenza di emozioni, quindi niente a che vedere con quello che hai sempre pensato sia, l’amore non è nemmeno l’idea confezionata di amore incondizionato che ti è stata inculcata, l’amore non ha nulla a che vedere con il prossimo, ha estremamente a che vedere con se stessi, l’amore è quello resta quando siamo “presenti”. L’amore non è un delirio mistico, è più uno stato di onnipotenza ed umiltà allo stesso tempo; ma anche questo difficilmente ci sarà chiaro, questo perchè siamo stati educati, abbiamo imparato e lo realizziamo continuamente, a confondere la tenacità con la cavillosità, il coraggio con le smargiassate e la “disciplina del pensiero” con dei tentativi limitati e pedanti di ragionamento.
L’amore è un respiro consapevole, respiro e responsabilità (e tra i vari significati di questa parola c’è anche “consapevolezza”) hanno la stessa radice perchè hanno la stessa funzione: la Coscienza. Tutti noi, la maggior parte, respira per mantenere il proprio livello di esistenza. L’uomo “superiore”, inteso come reale, presente”, attento, vigile – RESPIRA PER MANTENERE APERTA LA PORTA – che è riuscito ad aprire, con il lavoro su di sé, e che conduce al regno dell’esistenza superiore che è l'”adesso”, l’istante, il momento “presente”.
Solo così e spontaneamente posso imparare a cibarmi o a scegliere (e questa diventa una vera scelta, non un imposizione) di smettere, ad esempio, di fumare, o di abbuffarmi di cibo che mi potrebbe danneggiare, o mangiare a più non posso, o qualsiasi altra cosa che anche se mi danneggia fintanto che non me ne rendo conto non me ne posso liberare.
L’amore ci rende sensitivi e ci permette di percepire ciò che ci è utile e ciò che ci danneggia, percepire significa sentire, significa sentirlo nel cuore, inteso proprio come rispetto per sé, ma devo accorgermi che mi sto danneggiando. Se tengo in mano un carbone ardente, ma non mi rendo conto che brucia non lo lascerò andare. L’uomo ha imparato a non sentire più quel dolore per sé stesso, ma questo non significa che ha smesso di farsi del male, di auto-punirsi… di cosa?
Abbiamo educato il nostro corpo a “sopportare” il dolore, come fachiri abbiamo imparato a superare il disgusto della sigaretta, l’ebbrezza, lo stordimento e la nausea degli eccessi di alcool, persino dell’inquinamento atmosferico, facendoceli diventare dei piaceri irrinunciabili, vere e proprie dipendenze. Fumiamo per vanità, ci abituiamo ad una certa gestualità che ci renda interessanti e gradevoli agli occhi degli altri, fumiamo per appagare una fame interiore di attenzione, di considerazione esterna, non è vero che fumare è un piacere, è falso, ricordatevi le prime sigarette che avete fumato, tutti i fumatori ad un certo punto sognano di smettere di fumare, perché? Perché si rendono conto che era una trappola, una maledetta trappola … fumiamo per sopperire alla mancanza di fede in se stessi, per superare l’idea che siano nulla, che siamo un caso dell’universo, che siamo caduti qui per errore.
Quale errore? Qual’è l’”errore imperdonabile” che tutti noi avremmo commesso e per il quale c’è solo la dannazione e le punizioni che periodicamente ci infliggiamo e che si esprimono nella nostra mancanza di rispetto per la “VITA”?
Ognuno ha il suo, ma ognuno deve porsi la sua domanda. Ognuno soffre per una punizione e per un idea che ad un certo punto si è fatto ed è “ERRORE IMPERDONABILE”. Individuare quale sarebbe questo errore è l’inizio di una guarigione interiore e la nascita di un nuovo amore, quello verso Sé Stessi. Se uno non sviluppa l’amore mai smetterà di fumare, o di farsi del male, … tanto è la “stessissima” cosa. Per conoscere l’ego dobbiamo avere AMORE, dobbiamo sentire amore dentro, il che equivale ad essere presenti a noi stessi, anzi, così facendo, smettiamo di essere noi stessi e finalmente siamo; “io” e “me stesso” è ancora l’ego che separa. Grazie a questo stato di realtà possiamo imparare a rispettarci ed onorare i nostri migliori propositi, diversamente restiamo addormentati e meccanici nei nostri automatismi e dipendenze, nei nostri aggregati psichici pura personificazione dei nostri “errori” e della nostra “personalissima” auto-dannazione; nel senso che è auto inflitta senza che nessuno ce lo abbia richiesto realmente di farlo se non i nostri stessi preconcetti e la nostra scarsa consapevolezza su ciò che è.
Prima di conoscere il diavolo, il Satana, colui che separa, devo conoscere Dio, colui che unisce, la forza che unisce, il collante della vita, che è la vita stessa … prima di conoscere l’ego devo conoscere l’Essenza… la mia reale Essenza. Ecco perchè è importante ascoltare il pulsare di essa in noi e per questo è così importante diventare padroni delle nostre respirazioni.
Crediamo di respirare ma il nostro è solo un ansimare inconsapevole ed alle volte convulsivo, cosa che non può fare altro che fornire al sangue giusto quella minima quantità di ossigeno necessaria a mantenere in vita una limitata parte del cervello che usiamo: la corteccia. Una delle funzioni di una respirazione autentica è quella di portare l’essenza, la coscienza, quella certa possibilità di percepirsi, quel rendersi conto di essere molto più della mente, dei suoi concetti e delle sue espressioni emotive, fino ai più remoti recessi della Coscienza profonda. Gli uomini che si credono evoluti cercano di usare il pensiero o l’azione fortuita per influire sulla coscienza, ma è inutile, perché non conoscono né la dose, né la direzione, né l’intensità … e non sto affermando che dobbiate necessariamente andare a scuola di respiro (altra invenzione moderna), sto dicendo che dovete incontrare un respiro vero, e questo accade incontrando l’istante. Non c’è nulla da imparare a respirare, c’è che rendersi “responsabili”.
Ecco perchè è così necessario aver sperimentato quello che viene chiamato “lo stato d’essere”, quella percezione istantanea del Sè o di Sè; intuizione, sentimento e sensazioni si processano istantaneamente e sentiamo finalmente cosa significa respirare… l’a-more come è inteso qui è quel respiro reale.
Purtroppo – “nessuno di noi è in grado di descrivere Matrix agli latri. Dovrai scoprirlo con i tuoi occhi che cos’è.”
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