2012 e l’identificazione

Cosa sta accadendo al mondo? Perchè c’è crisi? Di che crisi stiamo parlando? Cosa sono queste cose sulle profezie? Cosa c’entra il 2012? etc… Dove sono io? Cosa sto facendo? Cosa penso? Cosa sento, cosa provo? Sono in ascolto? In ascolto di chi? Forse di me stesso? Cosa c’entra questo con quello che accade al mondo?

Recentemente ho sentito questa frase: “Spero presto di trovare me stesso, ma forse non c’è abbastanza tempo… “. Perchè non dovrebbe esserci abbastanza tempo? Che il mondo stia cambiando velocemente a cominciare dal clima, passando per certi eventi geologici correlati tra loro e ripetuti, e finendo con i conflitti, guerre, rivolte, etc… è abbastanza evidente. Ma perchè dovremmo cercare noi stessi per questo? Quando ci siamo persi? E cosa abbiamo perso, semmai abbiamo perso qualcosa?


Non sono domande dalla risposta facile. Avete fatto caso che a volte cerchiamo “noi stessi” perchè quello che abbiamo trovato non ci piace? Ci mal giudichiamo secondo un malcostume che viene dal tipo di educazione ricevuta che non fa altro che indurci meccanicamente ad auto sabotarci, svalutarci, etc… e questo non ci fa particolarmente onore. Onora il Padre e la Madre si riferiva a qualcosa di molto intimo e personale.



Penso anche che l’intera umanità sia alle soglie di un grosso cambiamento, che inevitabilmente si sta già producendo, per quanto ci sforziamo di fare finta di non vedere. E’ anche evidente che non siamo dinnanzi ad una crisi economica o finanziaria o dell’occupazione, ma davanti ad una reale crisi del sistema di sviluppo, la crisi è nel modello e va ricercata indietro nel tempo. Le condizioni di vita stabilite qui dai nostri antenati in tempi antichi mostrano, oggi, tutta le loro contraddizioni. Per quanto ci abbiamo convinto del contrario la nostra non è l’unica cultura possibile, e non è nemmeno la migliore.



Karma è una parola indù, sanscrita (una lingua sacra), che significa causalità, “causa” ed “effetto”, ovvero ogni cosa che accade ha una preciso motivo per farlo od una causa di fondo: “causalità è questa la vera natura di questo universo!” – (dice il Merovingio in “matrix” reloaded)


Il riscaldamento del pianeta, le questioni climatiche, i terremoti, lo sterminio di migliaia di qualità animali e vegetali, l’allevamento intensivo, la perdita di identità, la fame, lo sfruttamento, le guerre, non ci piovono addosso per caso, accidentalmente, sono la conseguenza evidente di un preciso comportamento umano, un comportamento che abbiamo “appreso” ed al quale tutti ci siamo adattati per sopravvivere.



Il problema è che la cultura influisce sullo sviluppo dell’individuo trasformando un capolavoro inenarrabile della Creazione che è l'”ESSERE” umano in uno schiavo che non sa più nemmeno chi è. Adesso i tempo corrono e le persone intuitivamente percepiscono la terra scomparirgli sotto i piedi, si cominciano a rendere conto che hanno barattato la loro vita per e con ogni genere di “sistema” dei quali iniziano ad intuirne la fragilità. Un tempo il lavoro era una certezza e per quando fosse di fatto una prigione gli uomini per questo lo hanno accettato come condizione inevitabile per la sopravvivenza; se ne sono fatti una ragione, costringendosi a farselo piacere dato che in cambio ricevevano di fatto del cibo, un letto e di chissà cos’altro (qualsiasi genere di elenco qui sarebbe inutile non è questo lo scopo). La “carriera”? La promozione ad un livello superiore? La realizzazione nel “lavoro”? Altra/e illusione/i …



Ogni individuo vive la frustrazione di non essere la persona che avrebbe voluto essere o chi gli hanno messo nella testa sarebbe stato il caso d’essere, e questo genera inconsciamente un certo bisogno di rivalsa, che lasciato senza “controllo” genera un falso bisogno di attirare l’attenzione, l’ammirazione, fino al bisogno di avere ed esercitare il “potere”. Anche i potenti della Terra in un momento della loro vita sono stati bambini, … anche se per qualcuno fatico molto ad immaginarmeli o vedermeli in quei panni. Il problema è che le “essenze” incarnate oggi sono un miscuglio generale della storia di questa razza; razza che inesorabilmente è giunta al termine.



Non dobbiamo avere cura del nostro pianeta perchè non è il pianeta a finire, ma l’umanità se persegue nella sua cecità e nel soddisfare il bisogno egoistico di potere. Siamo come in “matrix” quando Smith ha incasinato tutto e dice – “questo è il mio mondo”. E sì che ci ha ragione, questo è il suo mondo, un mondo egoistico, basato sulla frustrazione dell’ego ed in suo bisogno di rivincita, sulla sua insaziabile avidità.



Questa razza viene dalle acque di questo pianeta, il nostro corpo planetario è della sua stessa sostanza, una volta ripulita la superficie la Terra genererà una nuova razza, … pare lo abbia già fatto in passato … non siamo la prima forma di vita umana che è vissuta qui e sempre più reperti catalogati come strani o impossibili (giusto perchè contraddicono la versione ufficiale delle cose, mica perchè sono state confutate scientificamente; penso alle “Pietre del Perù”, o altro), lo dimostrano.



Se ci estinguiamo la Terra genererà una nuova razza. Ridistribuzione del codice. E’ come quando un computer comincia a fare le bizze, si formatta tutto e si riparte da capo, se non hai salvato certi dati sensibili li perdi, ma lui continua ad esistere e funzionare. la Terra si sta preparando a fare lo stesso, visto che l’uomo non è stato capace di superare la sua natura inferiore, ci penserà il “Lucifero” della Terra, che fisicamente è il fuoco centrale, a ripulire tutto. Non è il pianeta in pericolo, lo è questa umanità. Coloro che lavorano per raggiungere un stato di coscienza diverso, superiore, vibratorio o di risonanza, sono coloro che hanno la possibilità di essere i dati sensibili salvati, diventando potenzialmente il seme di questa nuova razza. Terra Reloaded è “matrix” Reloaded.



Quando in Tv un conduttore di talk show dice a proposito del riscaldamento del pianeta che cosa vuoi che siano 2 gradi all’anno, io penso che quando ho la febbre, 2 gradi fanno molto, mettono in crisi tutti i miei sistemi e devo mettermi a letto. L’uomo è un virus per questo pianeta e lui sta attivando le sue difese naturali.



Cosa accadrà nel 2o12? E chi lo sa, ma non serve essere un chiaroveggente per capire che le persone non si desteranno di colpo investite da una grande onda di illuminazione collettiva e diventeranno tutte coscienti e risvegliate, libere dal condizionamento, libere dall’ego, dalle pulsioni, … è più facile che di colpo ci sveglieremo in un “brutto sogno”.


Siamo così dipendenti e legati al sistema o ai sistemi che ne rimarremo così disorientati, man a mano che cominceranno a crollare (perchè lo faranno ed anche qui non serve essere un chiaroveggente per capirlo), da reagire con qualsiasi genere di manifestazione di panico e chissà cos’altro. E’ bene iniziare a disporsi a lavorare su se stessi, e non cercate “nessuno” perchè non lo troverete. “Me stesso” è quello che state vedendo ogni giorno di voi, non avete perso nessuno e non c’è nessuno da ritrovare, dovete fare la pace con voi, solo questo, … e smettere di odiarvi per non aver realizzato i sogni o le aspettative di qualcun altro o che qualcun altro o qualcos’altro vi ha messo nella testa. Recuperiamo quello che siamo smettendo di alimentare il ritratto immaginario e percependo quello che siamo così come siamo. “Io sono quel che sono e quel che io sono sono”. Solo partendo da una reale individuazione del proprio livello d’essere possiamo approcciare un nuovo sviluppo, partendo dalla consapevolezza.



Ma per farlo serve imparare a dis-identificarsi dall’ego e smettere di lasciare coscienza nei “sistemi”, accorgerci che ne siamo dipendenti ed iniziare un lavoro di purificazione, di pulizia, di disintossicazione. “Lasciate ogni speranza voi che entrate” – c’è scritto all’ingresso dell’inferno di Dante, ma pochi sono coloro che realmente hanno compreso quelle parole. Non si riferiscono ad un pentimento giustizialista, ma alla possibilità potenziale di percorrere i propri inferni atomici e liberarsi dalle insidie di un falso sè, della falsa immagine di sé, del ritratto immaginario, appunto.



Cosa vuol dire, allora, essere in identificazione? L’identificazione è una condizione in cui l’identità di un individuo è associata ad una cosa sola, sia esso un oggetto, una persona, un pensiero, un idea, un “sistema”, etc… Quando pensiamo intensamente a qualcosa o siamo catturati da un evento, e generiamo qualsiasi genere di “emozioni” (desc.: reazioni del corpo fisico a pensieri e circostanze o eventi) abbiamo la tendenza a dimenticare tutto quello che ci circonda e che compone il momento “presente” a favore di un solo elemento, eventi, circostanza, oggetto o cosa che sia. E’ questo quello che significa essere totalmente “dipendenti“, dipendenti da oggetti, persone; cosa che ci rende schiavi della sua influenza o potere attrattivo.



Questa assenza di contatto con il momento “presente”, unica cosa che è “reale” in quel dato momento, è la condizione naturale dell’uomo moderno od ordinario. E si sto parlando di noi, sto parlando proprio di noi, di come siamo continuamente assuefatti ed assorbiti da migliaia di inutili pensieri e convinzioni. Il momento “presente” è di fatto una realtà molto più vasta di quella che noi filtriamo attraverso i nostri ego e le idee limitanti. L’uomo medio ignora la reale natura dell’universo e del luogo in cui è messo, la Terra, la sua funzione, e per questo ne subisce ogni influenza, ma questo non è accidentale, è solo ignoranza.


In base a quello che un individuo ha appreso nel corso della sua vita ogni stimolo viene immediatamente ricondotto, in base alla tendenza umana a cercare sempre il punto di “minima resistenza”, ad una risposta precostituita, basata su idee preconcette e reazioni stereotipate e questo avviene attraverso il processo di identificazione con lo stimolo stesso. Non ci può esserci consapevolezza ed identificazione nello stesso momento, l’una vive a scapito dell’altra. L’identificazione è uno stato in cui siamo in potere delle cose, ne siamo totalmente dipendenti. Liberarsene richiede un certo lavoro mirato e paziente.



In conclusione se realmente i tempi ci stanno chiamando a compiere un qualche “lavoro” personale, il mio spassionato consiglio è quello di cercare quei modi che ci permettano di poterci liberare dalle influenze esterne del “sistema” culturale in cui siamo messi, non uscendone licenziandosi o facendo qualsiasi altro genere di reazione, ma imparando a dominare le proprie passione ed intraprendendo un cammino di disintossicazione. Il fatto che vi priviate del televisore piatto a 32 pollici non significa che vi siete liberati del “sistema”, se passate tutto il tempo a rimpiangerlo o se di quando in quando vi soffermate sulla parete vuota con rammarico. Uscire dai sistemi non significa rinuncia, ma comprensione e libertà.



Un modo più adeguato per separarsi dall’identificazione con i falsi bisogni, gli oggetti, le persone, le circostanze, etc… (i gradi di identificazione qui sono diversi e rientrano tutti nella nostra sfera del condizionamento e del desiderio) è attraverso il tentativo di provare ad “espandere la consapevolezza” di quello che ci circonda cercando di riconoscere e capire quali siano i meccanismi che ci mantengono legati. E’ importante vedere che c’è una certa assuefazione e ripeto che si tratta di tentativi e come tali dobbiamo avere la pazienza di accettare qualsiasi genere di risultato dei nostri esperimenti di risveglio.


Tre sono i punti fondamentali di una disciplina ed è molto vero:

1. individuare il proposito che si vuole tentare,

2. eseguire l’osservazione, il lavoro, il proposito senza aspettative,
3. accettare qualsiasi risultato, anche apparentemente fallimentare (quella è la mente a dirlo, ma non è così; dobbiamo capire che impariamo attraverso ripetizione e gli errori commessi).


Pazienza, pare che ci voglia molta pazienza ed a-more verso se stessi, verso ciò che si è, ed allo stesso tempo nessuna indulgenza verso l’ego. Mica semplice no?! Soprattutto se prendiamo identità dalle idee e dall’ego. Noi non siamo il nostro ego, i suoi bisogni, noi abbiamo ego, ma non siamo quella cosa lì. Un saluto fraterno a tutti, rocco