ANCORA SUL NUCLEARE

Mesi fa scrissi che – “Il 10/07/2009 il Senato ha definitivamente approvato, in quarta lettura, il ddl n. 1195-B recante disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia.
Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge, nel rispetto delle norme in tema di valutazione di impatto ambientale, il Governo italiano adotterà uno o più decreti legislativi per la localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi e alle misure compensative in favore delle popolazioni interessate.” e molto altro.
Adesso, i sei mesi sono passati e nessuno ne parla, il ministro Scajola per questioni personali è stato rimosso, ma il progetto va avanti, nel 2013 la prima pietra. Si continua a non dare nessuna diffusione alle iniziative popolari che ci sono, le persone si stanno mobilitando soprattutto quelli che rientrano intorno ai siti scelti. Omertà innanzi tutto.
Attenzione, però perchè, per quanto ce ne freghiamo, è evidente che la cosa investe tutti, non possiamo continuare a pensare che non è un nostro problema finché non ce la fanno nel nostro giardino. Sapete cosa significa “misure compensative” contenute nel decreto? Significa che in cambio del fatto che ti faccio una centrale nucleare sotto casa dei essermi grato e consolati perché non ti faccio pagare l’importo o ti do una tariffa agevolata sulla bolletta. Ditemi chi è disposto a farsi fare una centrale N. di fronte a casa sua? Nemmeno quelli che lo sostengono il nucleare la vorrebbero. Perchè? Perchè non ci vuole uno scienziato per capire che è qualcosa di orrendamente pericoloso. Nucleare SI, ma nel giardino di un altro. Vero?!
Guardate che esistono reali rischi geologici ed esiste il problema delle scorie; ancora oggi le scorie delle vecchie centrali di Caorso, Latina, Garigliano, Trino Vercellese girano per l’Italia. Non esiste “assicurazione” al mondo disposta ad assicurare una centrale nucleare. Come mai? Il Nucleare non è sicuro, questo dovete saperlo, scrivete su un motore di ricerca “incidenti nucleari in Francia” e vedrete cosa esce, non esiste la tecnologia francese sicura o le centrali moderne. Le centrali di nuova generazione, che si chiamano “Epr”, di costruzione francese, le stesse che Sarkozy ha promesso di regalare agli aquilani nell’ultimo G8, non hanno l’approvazione perchè il sistema di emergenza non soddisfa i minimi requisiti della sicurezza.
In Inghilterra quando la Teacher mise in vendita le centrali non le comprò nessuno, nemmeno quando decise di regalarle se le sono volute prendere. La quantità di cemento che ci vuole per costruire una centrale nucleare è spaventosa. Chi vuole il nucleare o è mal informato o ci guadagna sopra, non tanto quando entra in funzione ma nella realizzazione ,  o è connivente con questi ultimi. Il guadagno è sulla costruzione, la gestione e lo smaltimento delle scorie e chi costruisce questo lo sa. E’ la stessa storia come quella degli inceneritori, … ops”! pardon, … i rigassificatori o termovalorizzatori; sono sempre gli stessi a costruirli e quello che gli importa è fare miliardi a palate lasciando e facendo pagare lo scotto alla comunità. Non si rendono conto che alla fine danneggeranno anche loro stessi. Possono fare quello che fanno perchè non si “ricordano” che un giorno moriranno anche loro, credono realmente che la vita si costruisce con denaro, con le banche, col potere, inquinando l’ambiente, i fiumi, l’acqua, l’aria, la terra. La vita si costruisce con la solidarietà, non con il malaffare. L’ignoranza uccide, la mancanza di consapevolezza è lo strumento del controllo.
L’ENEL fa spot pubblicitari su l’energia pulita, ma poi compra centrali nucleari vecchie nei paesi dell’est. I paesi che cercano il nucleare lo fanno per avere la bomba, il processo di arricchimento dell’uranio permette di arrivare a realizzarla. Il nucleare è fritto economicamente, ci vogliono anni prima che si rientri degli investimenti, non è vero che il nucleare riduce i costi dell’energia, l’uranio è presente i 4 o 5 paesi nel mondo, l’Italia non è uno di questi, quindi significa che lo dobbiamo comprare da qualcun altro, al prezzo che vorrà stabilire,  e comunque anche l’uranio presto finirà, entro 50 anni circa.
Il signor Rubbia in Spagna ha realizzato centrali col solare termicodinamico di 14 mila megawatt e lo ha fatto in 18 mesi, questo significa energia pulita, sicura e subito… Se si rompe l’impianto o avviene un incidente si fertilizza la zona, questo perchè usa una soluzione di sali fusi, che raggiunge 600 gradi e che rilascia il calore anche di notte; col buoi o con le nuvole, producendo energia sempre.
Sveglia! Sapete come funziona una centrale Nucleare? Usano il decadimento radiattivo e l’energia sprigionata provocando un’esplosione controllata. Controllata? Controllata a livello fisico. A livello atomico, o a livello Eterico-Vitale o nei mondo interni, a livello delle dimensioni interiori (parlando in termini esoterici od olistici) del pianeta, si crea un incendio perpetuo ed espanso che sconvolge tutto il sistema Pianeta. Il piano vitaleeterico, è una sorta di regione Spirituale del Pianeta, una sorta di un involucro energetico, un’atmosfera dove la forza vitale del pianeta si concentra e, per quanto, non si veda e la maggioria delle persone non crede, esiste ed è ciò che influenza tutta la vita e i comportamenti del Pianeta Terra. Gaia il pianeta che respira.
Si tratta della parte che contiene l’intelligenza del pianeta, è il serbatoio della vita, dove la vita in forma eterica sta, la Vrill è quello che sta dietro alla vita: il mondo Eterico-vitale. La scienza lo conosce, ma lo nega perchè dovrebbe di fatto giustificare certi suoi comportamenti a cominciare proprio dall’atomica. Dovrebbero spiegare dove sono finite le intuizioni del geniale Nikola Tesla e della sua auto spinta ad etere o come mai produciamo energia elettrica con carburanti fossili quando, Tesla, stesso nell’ideare il sistema alternato, lo aveva pensato per farlo funzionare con l’energia dei fiumi. Sapevate che la prima centrale a C.A. fu prodotta alle cascate del Niagara?
Il mondo atomico è energia intelligente e non possiamo pensare di lasciare fuori dalle nostre scelte lo Spirito del Pianeta. Noi ragioniamo in termini umani, antropomorfi, ma l’intelligenza esiste a tutti i livelli, da quello umano a quello planetario, a quello astrale, del cosmo, ect… Si tratta di ordini di mondo, ma tutto è permeato ed è plasmato dai piani interiori della Coscienza. Il Pianeta ha le sue misure di sicurezza, e quelle purtroppo per noi costano care a tutti indistintamente.
Siamo noi ad avere bisogno del pianeta e non il contrario. Esiste una relazione tra l’uomo e la terra, ma se l’uomo non dovesse rispettare più questa relazione la Terra è in grado di considerare la possibilità di cambiare razza, noi siamo già la 5a ronda. Il pianeta non è in pericolo, lo siamo noi! FERMIAMO IL NUCLEARE !!! IL NUCLEARE è UN DISASTRO AMBIENTALE ANNUCIATO.
IL SILENZIO IN QUESTO CASO STA DIVENTANDO ASSENSO. 
Perché vi dico queste cose? Per spaventarvi? No, le dico affinchè ci muoviamo. E’ di un moto interiore di cui sto parlando, non un azione precisa nel mondo fisico, ma di un atto interno di risveglio. Se raggiungeremo quello “stato”, la consapevolezza che ne consegue genererà un effetto nel mondo. La mente crea, ricordi?! Non possiamo che lavorare al miglioramento di questo mondo partendo da noi stessi, creando quella massacritica ideale e consapevole che serve a quest’umanità per superare la sua adolescenza tecnologica ed evitare di fatto l’autodistruzione di massa.
Solo portando l’attenzione in noi stessi, sentendo e desiderando fortemente un cambiamento verso la direzione della Coscienza che possiamo, dal nostro Potere Interiore nell’Adesso, modificare le decisioni, pensando ad un sistema diverso, pensando di irradiare luce e consapevolezza a coloro che ci governano affinchè possano udire la Guida della Coscienza e non le influenze nefaste dei nostri peggiori Incubi.
Per chi invece è anche interessato a partecipare un pò più attivamente alla questione “nucleare” qui trovate alcuni riferimenti:
Un saluto Fraterno
Rocco BRUNO
Official WebSite – http://www.thematrixrw.webs.com/
Annunci

Pistis Sophia (Fede e Saggezza) – Il vangelo del Cristo

Pistis Sophia (Fede e Saggezza) – Il vangelo del Cristo
«Cap. 111.       Detto questo da parte dei discepoli, il salvatore seguitò a parlare ai suoi discepoli: – Quando andate in città, in regni, in regioni, predicate anzitutto così: «Investigate in ogni tempo, e non desistete fino a quando troverete i misteri della luce, che vi condurranno nel regno della luce».
Dite: «Guardatevi dalle dottrine erronee. Molti, infatti, verranno in mio nome e diranno “sono io!”, sebbene non lo sia, e indurranno molti in errore».
Or dunque, a tutti gli uomini che vengono da voi, che credono a voi, che ascoltano le vostre parole e agiscono in modo degno dei misteri della luce, date i misteri della luce, non nascondeteli loro. A chi è degno dei misteri superiori, dateglieli; a chi è degno dei misteri inferiori, dateglieli: non nascondete nulla a nessuno!
Ma il mistero della risurrezione dei morti e della guarigione dei malati, non datelo a nessuno, né istruite in esso: poiché è il mistero degli arconti, sia esso sia tutte le sue invocazioni.
Perciò non datelo ad alcuno, né istruite in esso, fino a quando non avrete consolidato la fede in tutto il mondo; quando andate in città o in regioni e non siete accolti, non vi si crede e le vostre parole non sono ascoltate, voi, in quei luoghi risuscitate morti, guarite, in quei luoghi, paralitici, ciechi e malattie di ogni genere: per mezzo di tutto ciò essi crederanno che voi predicate il Dio del tutto e crederanno alle vostre parole.»
Si tratta di un estratto del noto manoscritto originale rinvenuto tra i codici del Mar Morto insieme a quello che sono stati considerati i vangeli gnostici e custodito attualmente al British Museum di Londra dal 1769. Un codice scritto in copto, attribuito a Gesù e che si presume contenga gli insegnamenti, del maestro, sui certi processi (iniziatici) che portano alla resurrezione ed alla realizzazione di un “corpo luminoso” o “corpo glorioso dell’anima” o “corpo d’oro dell’uomo solare” o “To Soma Heliakon” o “Sahu egizio” o “corpo astrale” o “corpo kesdjiano”, o immortalità o vita eterna, qualsiasi cosa questo significhi per noi al nostro attuale livello di comprensione dell’esistenza, insieme a diverse rivelazioni relative alla Natura dell’universo, la materia della Coscienza (e sottolineo “materia”), lo Spirito che si oppone o di Opposizione, gli Arconti e molto altro, impartiti ai discepoli in assemblea, incluse le donne Maria Maddalena, Maria, Marta e Salomè durante gli undici anni successivi alla sua resurrezione.
La relazione uomo universo è cardinale in questo tipo di studi, come si legge nelle tavole smeraldine di Ermete Trismegisto, ad esempio. Capiremo, presto, procedendo avanti in questa digressione nel mondo della “gnosis”, che quando ci riferiamo ad essa, la “gnosi”, cioè, non ci stiamo riferendo a nessun movimento eretico o “filosofico/religioso diffuso tra il I e IV secolo all’interno del cristianesimo (chiamato “gnosticismo”), ma a qualcosa che proviene da molto, molto più lontano, e distinto, … e ragion per cui ho scritto prima a proposito dei codici del Mar Morto – “che sono stati considerati i vangeli gnostici”. Una cosa è lo “gnosticismo” ed un’altra cosa è la “gnosi”, lo “gnosticismo” fu un effetto della “gnosi”, non la causa. La gnosi non si esaurisce nei temi dello Gnosticismo storico, ma li precede, li comprenda e li sviluppi nei suoi contenuti, accogliendo i contributi delle diverse civiltà nel corso dei tempo.
Dimostrerò come la gnosi è sempre esistita in tutte le forme spirituali che l’uomo ha realizzato nella sua storia. La “gnosi” non è una dottrina specifica, ma un funzionalismo della “coscienza”, è l’uomo che cerca la sua reale Natura, le sue origini, la ragione della sua esistenza.
Ben prima del Cristianesimo, essa si organizzò nel pensiero degli Egizi, dei Babilonesi, dei Persiani di Zoroastro, dei seguaci del Buddha e nelle scuole iniziatiche greche e alessandrine (Pitagora, Socrate, Platone, Plotino e i Neopiatonici). Dopo l’avvento dei Cristianesimo, si arricchì e si diffuse nell’ambito della civiltà romana con i Padri della Chiesa (Origene e Agostino) e, successivamente, con il monachesimo e la predicazione medioevale, con i Bogomili e i Catari, con le culture precolombiane, con la filosofia ermetica del Rinascimento, con gli alchimisti dei ‘600, con certi aspetti della filosofia del ‘700 e dell’800 (Kant, Schopenhauer, Nietzsche ecc.).
Credetemi lasciate perdere ogni tipo di tentativo di organizzare, catalogare, archiviare, razionalizzare od etichettare il “fenomeno”, ma cercate solo di arrivare alla verità e cioè che la “gnosi” non ha realmente un padre, nasce con l’uomo ed è, di fatto, la sintesi delle diverse espressioni dell’uomo impegnato nella ricerca della Verità. La gnosi è una cultura, un modo di vivere, è un approccio alla ricerca. Le radici di tale cultura si perdono nella notte dei tempi. Il fatto che come radice etimologica ci sia una derivazione dalla parola greca “g’nosis” (γνσις) che significa “conoscenza”, è una questione squisitamente legata ai tempi ad un periodo storico moderno. Inutile dire, quindi, che quanto riferito e si trova, a questo proposito, in certe enciclopedie con la “W”, la cui imparzialità e scopo è tutta da vedere, sia del tutto fuorviante.
Nella storia dell’uomo, quindi, quello che oggi chiamiamo “gnosi”, ha avuto diverse forme e nomi, ma un unico scopo: “la ricerca della verità, delle origini dell’uomo, la sua relazione con l’universo, la natura della sua esistenza, e la ricerca delle possibilità potenziali di poter avere un ulteriore sviluppo oltre quella della sua nascita umana” – ed in questo vi è tutta l’unicità di un percorso trasversale all’interno di qualsiasi dottrina, religione, movimento, scienza, filosofia ed arte. Il  punto centrale della connessione è la “Coscienza” illuminata, che a seconda della cultura prende il nome di “Cristo”, “Krishna”, “Horus”, o a seconda dei luoghi e dei tempi Buddha Sakia, India, Salivahana, Bermuda, Zulis, o Zhule, o anche Horus, Egitto, Odino, Scandinavia, Crite, Caldea, Zoroastro e Mithra, Persia, Baal e Taut, Fenicia, Indra, Tibet, Bali, Afghanistan, Jao, Nepal, Wittoba, Bilingonese, Thammuz, Siria, Attis, Frigia, Xamolxis, Tracia, Zoar, bonzi (Cina e Giappone),Adad, Assiria, Deva Tat e Sammonocadam, Siam, Alcide, Tebe, Mikado, Scintoismo (Giappone), Beddru, Giappone, Hesus o Eros, e Bremrillah, Druidi, Thor, figlio di Odino, Gallia, Cadmo, Grecia, Ketzalkoatl o Quetzalcoatl, Messico, Ixion e Quirinus, Roma, Prometeo, Caucaso, … e molti altri.        
Con la parola “gnosi” si intende, quindi, una conoscenza pervenuta da una linea diretta con la fonte stessa del “sapere”, da coloro che questa fonte l’hanno toccata, “vista”, vissuta, e di seguito provata a descrivere e tramandare, non una conoscenza intellettuale, un modello od un sistema, ma qualcosa di reale, di realmente conosciuto per presa diretta, una sapienza che proviene da un esperienza diretta del “Reale”, dell’universo percepito come “divino”. Inutile dire che la nostra visione antropocentrica di Dio è totalmente irreale. Colui che si libera del velo che copre i suoi occhi vede quello che gli altri non vedono, verrà ascoltato e preso per pazzo, forse, o manipolato. Lo gnostico è colui che persegue un cammino di “conoscenza” di sé, un cammino che lo trasforma radicalmente ed inesorabilmente in qualcosa d’altro; gnostici lo sono tutti e non lo è nessuno.
E qui incontriamo tutte le nostre contraddizioni. Vogliamo parlare di spiritualità senza fare nulla, vogliamo essere eletti, illuminati, profeti o maestri, senza capire che siamo schiavi e che questo ci costringe ad un “lavoro” se vogliamo essere “liberi”. Tutti coloro che hanno cercato in questo cammino hanno dovuto morire a loro stessi prima della morte fisica. Siamo chiamati a ribaltare tutte le nostre credenze, tutti i nostri punti fermi, siamo chiamati a lasciare ogni “illusione” …  Il metodo, il sistema, serve solo per portarci sulla soglia di quest’esperienza con il “reale”, è in questo che esiste il distinguo tra le varie scuole o le varie dottrine.
Ma torniamo a Pistis Sophia. Al di là del carattere simbolico, sia del testo che dei personaggi presenti, Pistis Sophia insieme al vangelo di Giuda, Tommaso e Filippo rappresentano sicuramente, nel gruppo dei documenti, i più interessanti e sconvolgenti sulla predicazione di Gesù e sul significato di quello che realmente il “Cristo” sia e rappresenti; non un personaggio storico o altro, ma un archetipo, la coscienza illuminata di qualsiasi uomo che aspiri alla resurrezione mediante la crocifissione della personalità umana e l’ego. In realtà alla luce di quello che piano, piano andrò rivelando sulla filosofia esoterica o gnostica (nel prosieguo si capirà perché le accomuno), vi renderete conto che applicando la stessa a tutti i vangeli conosciuti e ai vari testi sacri essi si riveleranno a voi con cose meravigliose su ciò che siamo, sulle ragioni della condizione umana così come la conosciamo e sperimentiamo e sulla possibilità reale di “essere” molto di più.
Questo post, quindi, vuole essere l’inizio dell’esposizione di questa serie di rivelazioni e di alcune informazioni relative al “significato esoterico” contenuto, non solo nella figura del “Cristo“, ma anche in tutti quelle figure e personaggi, quali gli apostoli e le donne, che partecipano alle discussioni o che compaiono nei racconti di Pistis Sophia e che, non necessariamente, avranno un riscontro storico. Una riflessione attraverso gli “atti” per introdurre le linee generale di cosa sia realmente l’insegnamento di Gesù per uno “gnostico”, alla luce delle precedenti premesse.
Sappiate, però, da subito che la mappa non è mai il territorio, ma senza la mappa difficilmente intraprendiamo un viaggio ed una direzione. Da lì ognuno saprà ispirarsi e far emergere in lui la sua particolarità e sarà capace di “vedere” se vorrà quello che è oltre le parole scritte in questi testi.
~ • ~
Il mito del “Cristo” lo ritroviamo e lo ritroveremo in moltissime culture. E’ corretto quanto viene espresso nel documentario ad esempio di Zeitgeist” a proposito dei vari “miti”, le loro relazioni e similitudini. Purtroppo, dal mio punto di vista, le conclusione sono un pò troppo affrettate e portano a “buttare il bambino insieme all’acqua”. Capisco l’intento, ma vorrei recuperare la parte che è passata in secondo piano che è quella degli insegnamenti veri, autentici e di quanto siano così utili e necessari proprio per vincere quel orribile quadro mondiale che descrivono e i tempi che presto ci investiranno. In Pistis Sophia quando è Gesù che parla è il “Cristo” intimo a parlare, è la “Coscienza” illuminata, la “coscienza” svegli di ogni uomo che lavora alla sua “rivoluzione” personale, è il potere assopito in noi, e che si risveglia grazie alle sue parole, quando vibrano dentro.
Il fatto che il potere temporale della Sacra Romana Chiesa Cattolica possa aver manipolato ed utilizzato a suo vantaggio le conoscenza presenti nell’insegnamento di Gesù è evidente, se analizziamo con mente aperta i “fatti” storici. 20 milioni di morti in 2000 anni di eresie varie e di crociate… alla fine, fatte, contro la “verità”. Tutti coloro che non sono stati d’accordo hanno subito il loro controllo, il loro potere, Gesù parlava di amore e di volersi tutti come fratelli e questi invece hanno fatto guerre per affermare questo principio, e per quanto potessero essere “Sante”, sempre di guerre si è trattato. Gesù parla di “amore” e i Cattolici parlano solo di “peccati” e di “inferno”. Catari, Albigesi, gli stessi Mussulmani sono portatori della conoscenza di Gesù, altra ragione per cui la “Chiesa” romana ha mosso verso tutti costoro vere e proprie Crociate. I cristiani primitivi erano conosciuti con il nome di “gnostici”.
I templari erano entrati in contatto con la conoscenza esoterica occulta degli gnostici attraverso la loro vicinanza con i Catari quando gli mossero guerra per ordine del papa Innocenzo III il quale, alla faccia dell’innocenza, quando gli posero la questione che ci erano uomini e donne pii tra i Catari, lui rispose: “uccideteli tutti ci penserà Dio a separare i buoni dai cattivi“.
Chissà se oggi valesse lo stesso se qualcuno, convinto di fare una crociata contro degli infedeli, facesse saltare in aria tutto il Vaticano … o se valesse nel caso della pedofilia di certi sacerdoti. Ci penserebbe ancora una volta Dio a dividere i buoni dai cattivi? L’altro giorno un alto prelato si è permesso di giustificare la chiesa per la presenza di questi sacerdoti dicendo che d’altronde anche Gesù aveva sbagliato a scegliersi il Tesoriere, ovvero Giuda. Quale incredibile bestemmia. Pietro offrì la sua anima al maestro, Giuda gliela diede. Il dramma di Gesù è tutto simbolico.
I veri padre della chiesa moderna non sono i cristiani, sono l’imperatore Costantino, i gruppi di presbiteri, le loro gerarchie; vescovi quali Ireneo (vescovo di Lione, 180 d.C.) che scrisse un voluminoso trattato intitolato “Contro le eresie”, un’accesa denuncia di tutti coloro che avevano una visione di Gesù e del suo messaggio diversa da quella della Chiesa dominante, prendendosela in particolare con un gruppo che seguiva gli insegnamenti proprio di “Giuda”. Come gnostici sappiamo che ogni vangelo è un pezzo di un corpo di una dottrina più grande; il vangelo di Giuda ritrovato, restaurato e fatto tradurre della National Geographic Society è un dodicesimo di questa dottrina. Ogni apostolo rappresenta un parte di noi da sviluppare ed insieme, ogni vangelo, porta l’insegnamento di come farlo.
I templari avevano iniziato a scoprire come erano andate le cose con Gesù durante le prime crociate in terra santa e completarono la loro comprensione proprio nella crociata contro gli Albigesi e Catari. Bisogna sapere che la Chiesa Romana e Cattolica non è realmente figlia degli insegnamenti di Gesù, essi semmai sono coloro che quando capirono la portata di questo insegnamento, dell’insegnamento “Cristico”, intendo, hanno cominciato a trovare il modo, prima di soffocarlo con i martiri nelle arene, e poi di appropriarsi della conoscenza, delle chiavi, creando una finta religione di stato, con Costantino, appunto, ma già con Paolo che non era discepolo diretto di Gesù il quale andava in giro a predicare contro il peccato e portò gli insegnamenti tra i gentili. Gesù parla di amore e tolleranza, di pace a tutti gli uomini di buona volontà e questi per secoli hanno predicato l’impurità, il peccato, la vergogna e l’eresia per tutti coloro che non la pensano come loro. La setta dei Cattolici aveva infiltrazioni e contatti con il potere occulto dei sacerdoti del tempio di Gerusalemme, quelli stessi che Gesù aveva umiliato e rimproverato per aver nascosto la conoscenza al popolo, e che furono quegli stessi che lo vollero crocifisso.
La Santa Romana Chiesa Cattolica, e solo il nome dovrebbe fare riflettere, è essa stessa un istituzione dell’anticristo, inteso come la “sapienza”, la conoscenza, la Coscienza, nei secoli hanno operato contro chiunque abbia cercato di diffondere il vero insegnamento, come disse Gesù: “verranno lupi vestiti da agnelli”. Nessuno immaginava che potessero essere così furbi e famelici da usare il verbo stesso per soggiogare, ridurre nell’ignoranza e nelle tenebre così tanti individui. Questa istituzione che nulla ha a che vedere con il “Cristo”, in realtà lo odia, perché “Cristo” è Coscienza, “Cristo” ribellione, “Cristo” è la libertà, “Cristo” è verità, la via, la vita stessa vissuta con consapevolezza, tutto il contrario dell’ignoranza che hanno propinato per secoli … “Cristo” è super-sessualità, per questo odiano il sesso, non lo capiscono non gli è naturale, o meglio lo capiscono e per questo che lo osteggiano. Per questo è scritto in Giovanni: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. […] 14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo».
I Templari non erano sicuramente omosessuali, questa è un altra mistificazione della chiesa cattolica, i 2 cavalieri dell’emblema rappresentano il corpo fisico e il corpo astrale, la nascita fisica nel mondo e la seconda nascita alla quale si riferisce Gesù quando parla nei vangeli a Nicodemo. Le acque sono quelle seminali, per questo il Battista battezza Gesù, è simbolico, come lo è il fatto che Dante mette nel limbo tutti coloro che non vengono battezzati. Non c’entra il sacramento, c’entra la conoscenza esoterica della funzione redentrice del sesso. Il sesso è Sacro, come si legge in Filippo:
“L’anima e lo spirito sono nati dall’acqua e dal fuoco. Dall’acqua, dal fuoco e alla luce nacque il figlio della camera nuziale. Il fuoco è l’unzione, la luce è il fuoco. Parlo non di questo fuoco che non ha forma, ma di quell’altro che ha la forma bianca della bella luce e dà la bellezza.” – ed ancora – “Il Signore ha operato tutto in un mistero: battesimo, unzione, eucaristia, redenzione, camera nuziale. … Il letto nuziale non è per gli animali, né per gli schiavi, né per le donne impure, ma per gli uomini liberi e per le vergini.”
A Gerusalemme tre erano le case che fungevano da luogo di sacrificio: una, aperta dal lato occidentale, era detta “ il santo “; l’altra, aperta dal lato meridionale, era detta “il santo del santo”; la terza, aperta dal lato orientale, era detta “ il santo dei santi “; in questo luogo penetrava soltanto il sommo sacerdote. Il battesimo è la casa “ santa “; l’unzione è “ il santo del santo “; la camera nuziale è “ il santo dei santi “. Il battesimo comprende la risurrezione e la redenzione. La redenzione ha luogo nella camera nuziale. Ma la camera nuziale è superiore ad essa, poiché tu non troverai nulla come essa.
“Quanti le sono familiari, sono coloro che pregano nel santo, in Gerusalemme.In Gerusalemme vi sono alcuni che pregano aspettando il Regno dei cieli. Costoro sono detti “ il santo dei santi “, poiché prima che il velo fosse strappato, noi non avevamo altra camera nuziale, ma solo un’immagine della camera nuziale che è lassù. E per questo che il velo fu strappato dall’alto al basso, perché era opportuno che qualcuno andasse dal basso in alto. Coloro che si sono vestiti della luce perfetta non sono visti e, quindi, non possono essere trattenuti dalle forze: ci si riveste di questa luce nel mistero,nell’unione.” – ti interessa sapere cosa sta dicendo?
Nonostante i Templari fossero così potenti si sono imbattuti nei signori di questo mondo, la chiesa è solo un piccolo organismo di un organizzazione molto, molto più grande, più vasta e che vanta tra le file le persone più insospettabili. Nel vangelo gnostico di Filippo ci sono diversi riferimenti a certe entità chiamate Arconti. Gli Arconti sono i gestori della materia, lo spirito qui è imprigionato in una sostanza densa che noi gnostici chiamiamo ego e che genera tutte le deformazioni ed il sonno della coscienza. Il problema vero è che noi ci crediamo lui, ne siamo totalmente identificati e dipendiamo da questa immagine riflessa del nostro reale essere, abbiamo, e siamo stati educati da altri a farlo, creato un ritratto immaginario di noi che molto poco ha a che vedere con ciò che siamo, in tutti i sensi. Noi non siamo quello che crediamo di essere nè in termini psicologici, che sono quelli più tangibili, e nemmeno in termini di che cosa sia un anima o lo spirito.
Ogni uomo ed ogni donna che ad un certo punto del suo percorso incontra il potere è chiamato a fare una scelta, si chiama guardiano della soglia e significa che deve lasciare tutto quello che Satana gli ha dato se vuole ritornare nei suoi cieli interiori. Satana, non è un demone specifico, questo è il nostro bisogno di “antropomorfizzare” tutto, ma è “il sonno della coscienza”, “Sat” vuol dire esistenza e “an” è la negazione, in sanscrito, e volendo vedere quando siamo addormentati nei nostri ego l’esistenza ci viene negata, il sonno passa per l’identificazione nei suoi desideri e pensieri.
I Templari non trovarono nulla nel tempio di Salomone, essi scoprirono la verità su Gesù e la Chiesa Cattolica. Come nel caso della crociata contro i Catari anche in medio oriente entrano in contatto con le origini, ovvero i cristiani primitivi. Se tu parli con un autentico mussulmano, un derviscio, un sufi, un califfo, lui ti dirà che è cristiano, anzi ti dirà che è gnostico, un cristiano primitivo ovvero uno gnostico. Essi incontrarono la sapienza e divennero di fatto “gnostici”. Sapevano della natura di questo mondo, di come distorce le coscienza e di come sia così difficile liberarsene. Gesù stesso parlando di redenzione parlava in realtà di libertà.
La verità vi renderà liberi” diceva. Ma a quale verità si riferiva, realmente sono pochi oggi a saperlo ed averlo intuito. Solo dopo questi “bastardi”, nel senso che sono mescolati nella razza, hanno preso la conoscenza del “Cristo” l’hanno cercatpo di renderla inservibile, togliendo l’essenza dei simboli ed il “metodo”, si sono inventati il dogma di fede, il demonio, Satana, … attribuendo tra l’altro a figure mitologiche una connotazione mostruosa. Si legge in Filippo a questo proposito: “I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: infatti, distolgono il cuore da ciò che è consistente per volgerlo a ciò che non è consistente. Così, chi ode “Dio “ non  afferra ciò che è consistente, ma afferra ciò che non è consistente. Allo stesso modo è con “ il Padre “, “ il Figlio” e “ lo Spirito Santo “, con “ la vita “ e “ la luce “ e “ la risurrezione “, con “ la Chiesa “ e con tutte le altre cose, non si afferra ciò che è consistente ma ciò che non è consistente, a meno che, si sia arrivati a conoscere ciò che è consistente. I nomi che si odono, sono nel mondo per indurre in inganno; se fossero nell’eone non sarebbero mai stati usati come nomi nel mondo, né sarebbero stati posti tra le cose terrestri. Essi hanno fine nell’eone.”;
~ • ~
Questo significa che dobbiamo quindi iniziare un nuovo percorso che passa dal linguaggio e dai simboli archetipali. Ad esempio, la parola “redenzione” per indicare qualcosa di consistente deve essere tradotta in – “realizzare la liberta interiore”, – “redimersi dai peccati” – significa, sempre ovviamente alla luce della filosofia iniziatica o gnostica, – “un lavoro psicologico su se stessi alla ricerca, comprensione e dissoluzione di tutti gli aggregati psichici che generano le circostanze e la sofferenza inutile nella nostra vita”, …almeno sulle prime. Il “peccato” – non e’ un male, un delitto od una colpa che richiede una punizione, ma una mancanza di “consapevolezza”, la perdita della “presenza”, la “cacciata dal paradiso o cieli” e’ la caduta in uno stato di coscienza inferiore, che richiede saggezza, umiltà, lavoro interiore e il “pentimento” che ne consegue non è un “rimpianto”, non è un rimorso, non è rammarico, e nemmeno un ipocritissimo “ravvedimento” o “riconversione”, ma una presa di “Coscienza” reale, un “rendersi conto” di quanto valore c’è in noi e quanto vogliamo realizzarlo; ragion per cui, naturalmente, e spontaneamente, cerchiamo di elaborare i nostri lutti interiori per trasformare la tenebra in luce. Solo se passiamo per la comprensione ed il “buon senso” abbiamo una speranza di incontrare la “libertà” autentica; punirsi, condannarsi alla dannazione eterna, penalizzarsi, etc… alimenta solo “odio” verso se stessi.
Ama il prossimo tuo come te stesso” – insegnava Gesù ed è questa una della sue più grande eredità. Se l’uomo non impara a conoscersi ed amarsi non può occuparsi coscientemente del suo prossimo. La persona che lavora a rendersi libero e cosciente è una luce per il mondo, la persona che è capace di amare se stessa e di affermare il suo “essere” invece che l’ego, quando è cosciente è capace di irradiare tutto intorno a sé stesso quell’amore. L’amore non è una cosa molle, sentimentale, essa è la forza più grande dell’universo, è la forza che tiene insieme le nostre molecole, esso è la sostanza di cui siamo fatti. E’ bene sapere che la maggior parte dei nostri problemi derivano esclusivamente dall’aridità del nostro Cuore. Dobbiamo vivere come se fossimo in uno stato di innamoramento. Abbiamo bisogno di capire cosa significhi vivere in uno stato di innamoramento.
Allora capiamo che – “aprire il Cuore” – significa entrare in una dimensione di complicità rispetto al mondo, significa – “andare al centro delle cose”, al cuore, all’essenza della nostra stessa vita, non l’organo, ma al centro magnetico la cui localizzazione fisica è la regione del cardias, la cui ghiandola endocrina di riferimento è il “timo”. Le altre persone smettono di essere fonte di paura, di sospetto o di ansia… e divengono nostre complici. Questo non significa ricevere insulti od angherie e porgere come un santo stupido l’altra guancia, significa essere coscienti dell’amore che proviamo indipendentemente dagli altri. L’amore non può essere frutto di un delirio di beatitudine allucinatoria. L’Amore è Coscienza, l’amore è assenza di morte, a-mors, per questo che Roma è la città eterna. Roma anagrammato diventa Amor ed a-mor deriva da “a” – assenza e “mors” – morte.
L’amore può solo “essere” cosciente, l’amore può esistere solo se c’è “Coscienza”. La “Coscienza” non prevarica, non cerca attenzioni, non vuole l’approvazione di nessuno, non ha complessi, non segue la massa, non per orgoglio o mania di grandezza, ma per sua stessa conformazione, ecco perché non è possibile imitarla, bisogna “essere” coscienti per poterlo dire, la “Coscienza” è un stato d’Essere così essenziale come l’aria che respiriamo. La “Coscienza” è l’antidoto all’”io” psicologico, l’aggregato pauroso e bisognoso di considerazione che inevitabilmente ci consuma e ci porta alla morte o “mors” prima spirituale e poi anche fisica. La persona “cosciente” ama ogni respiro, usa il respiro per rendersi cosciente. Porgere l’altra guancia significa che non cedo più alla reazione dei miei “Io”, comprendo che l’insulto non mi può danneggiare e che la paura è dentro di me, che il bisogno di approvazione anche, e quando qualcuno mi fa qualcosa, il vero torto è quello che faccio a me stesso quando mi accorgo di non essere adeguato e reagisco con rabbia, con orgoglio o superbia. E’ bello sapere che la nostra vita dipende esclusivamente da noi, dal nostro atteggiamento personale e non da quello che altri dicono o fanno.
Tutte le parole in noi devono ritornare ad indicare qualcosa di consistente, per interrompere questo inganno incredibile dobbiamo riappropriarci della sapienza antica. La fede cieca non serve a nessuno, non porta la conoscenza, non ci sveglia e non ci permette di percorrere il cammino, il Cristo non è fede, il Cristo è un espressione, è un archetipo, un ideale da raggiungere, non da piangere e nemmeno da compiangere. Non è venuto nessuno a pagare per i nostri peccati, ma qualcosa in noi per farsi carico dei nostri processi interni, è il nostro Cristo intimo che sorge, è il Cristo che sorge nell’uomo che smette di sprecare la sua vita inseguendo i falsi ideali che loro, altri, ci hanno gentilmente regalato ed inculcato.

Appunti sul Giudicare e il lavoro su "se stessi"

Ad un certo punto della vita ti trovi che analizzi tutto. Giudichi e pesi … e questo, per quanto i più non si rendano conto, ti priva di una autentica “esistenza”. Nel giro di qualche anno passi da uno splendido adolescente con speranze, ad un brillante (è ironico, ovviamente) adulto che non è capace più di vedere altro che il proprio naso.
Percorri l’autostrada e noti distrattamente i cartelli, i pensieri ed il dialogo interiore dominano il tuo spazio, il tuo stato emotivo o umore. La tua attenzione è pari a zero. Bruci la tua vita come le sigarette che fumi, i km che fai, i conflitti cha hai, le preoccupazioni, i sogni, i premi, le gratifiche o la tua stessa carriera. Ma, se lavori su te stesso, se pratichi, a mano a mano si dischiudono i mondi innanzi a te e capisci. Capisci cosa ti sta accadendo e c’è speranza che inizi a intuire “il perchè”. Il “perchè” è il vero potere, saperlo è il valore per cui vale spendere una vita. Se lavori su te stesso, se pratichi, a mano a mano si dischiudono i mondi innanzi a te. Forse le esperienze che fai non assolveranno alle tue aspettative ma le porte dentro si aprono. Un giorno sei un individuo che ignora l’esistenza di un mondo interiore, sei uno che subisce i suoi pensieri, è reattivo e si rende solo quando ,oramai , il “danno”, tra virgolette, è fatto, ma … (“pausa”)
… dopo un po’ di tempo ed un po’ di lavoro cominci a capire che non sei quelle idee o aspirazioni e che puoi anche farne a meno ed esisti comunque, ti potresti rendere conto che quei pensieri sono “reali”  solo perchè sei tu renderli tali e che occupano molto dello spazio non solo “psicologico”, ma della tua stessa  intera vita; potresti sentire il bisogno, allora, spontaneo, di smettere di dargli “vita”, di nutrirli. Potresti accorgerti e sentire, e quindi cercare di smettere di farlo, che esiste un terribile legame tra questi pensiero e la tua modalità continua di giudicare, “pesare”, “valutare”, “analizzare” le cose e soprattutto l’operato altrui. Potresti “scegliere” spontaneamente di smettere di guardare quello che fanno gli altri, perché hai iniziato a capire, ma soprattutto a sentire, che la cosa, questa attività cerebrale intendo, in realtà ti “stanca”, ti “sfianca”. Capisci che ti richiede “attenzione”, costante, e tu adesso invece la vuoi condurre dentro quell’attenzione… perché?!
Perché hai iniziato a lavorare su te stesso per conoscerti realmente, per capire innanzitutto “come sei” per arrivare a percepire “cosa sei”. L’energia, quella vitale, quella essenziale va dove è la nostra attenzione. Se la nostra attenzione è catturata da preoccupazioni, pregiudizi, sogni ed ambizioni, manifestazioni esteriori di qualsiasi genere lì sarà la nostra energia. Se la nostra attenzione è rivolta verso l’interno, verso dentro lì sarà e permetterà a quello che c’è di emergere, a ciò che è più importante di manifestarsi. In tutta sincerità personalmente non so cosa sia il paradiso o il nirvana, di cui parlano le religioni o i maestri; non so nemmeno la vera natura dell’universo, conosco delle belle ed interessanti e logiche spiegazioni o descrizioni, ma è tutto da verificare, oggi posso solo leggere l’autenticità di queste “idee” solo tra le trame di quello che “vedo” al mio livello di comprensione del “reale”. Non so nemmeno bene cosa siano realmente [avere un idea o informazioni dal mio punto di vista non equivale realmente a sapere] o cosa si intende quando leggo le scritture e sento parlare di “Arconti” degli Eoni, di “Elohim”, di “gerarchie Celesti”, di “logge”, o di “Voladores” o qualunque altro genere di parassita o entità che si ciba della nostra vitalità; certo riconosco che porto dentro, qualcosa di artificiale, un traditore che ogni giorno lotta per farmi perdere la vita e la coscienza, una sorta di demone parassita che intuisco si ciba delle mie energie per sopravvivenre e che usa le idee che mi sono state messe da bambino ed i miei attaccamenti per gestirmi e fare il suo comodo. La terra stessa ci consuma attraverso la gravità terrestre che nessuno ha ancora capito da cosa sia generata.
Non so, se, realmente, l’essere umana sia destinato ad un “esistenza” oltre quella che vive qui, se nasce vive e muore come un “cane”, con tutto il rispetto per il cane, o se la Natura o il Cielo ha previsto altro per lui oltre che servirla questa Natura. Un novello Tommaso[1] che cerca di sperimentare quello che gli viene mostrato come “verità”? Chi lo sa!
Quello che però so, è che esiste un modo più “edificante” per condurre questa vita, conosco e scopro ogni giorno la possibilità di far emergere da dentro qualcosa che non ha molte spiegazioni e poco a che vedere con le cose che qui ci raccontano. Conosco ed ho capito come funzionano i “sistemi”, come veniamo condizionati, come ci insegnano a sognare ed ad alimentare “illusioni” e conosco il “perché”: Controllo! Siamo “schiavi”, addormentati in un mare di capricci, preconcetti e preconfezionati; strisciamo sulla terra invece che innalzarci al “Cielo” (stato superiore di coscienza e risveglio) e questo è controllato. Conosco ed ho capito che la mia vita ha un valore per l’esperienza stessa di viverla, che un iniziato è uno che ha iniziato se stesso alla saggezza, che ha iniziato a vivere la sua vita cercando la conoscenza di sé smettendo di giudicare e guardare cosa faranno gli altri intorno a lui.
Capisco cosa significa e l’importanza di guidare e dominare le proprie pulsioni, di vincere la brama, di seguire un retto cammino, capisco la libertà di fare una cosa del genere; capisco che “essere liberi” equivale a “servire” quello che voi chiamate “Dio”. Capisco quello che dico, e cioè capisco che mano a mano che uno pratica qualcosa dentro si apre, si mostra; e se quel qualcosa è Dio è un bel passo avanti nella comprensione della natura stessa delle cose. Se realmente le “informazioni” che abbiamo giungono da una “fonte affidabile”, mi riferisco a coloro che noi consideriamo “maestri” e siamo pronti a “difendere” (ed in questo una qualche similitudine con gli abitanti di “matrix” c’è), questa fonte ci dice che l’universo crea, manifesta, cioè, attraverso tre forze: affermare, negare, conciliare che sono l’equivalente di Padre, Figlio e Spirito Santo, od ancora Vibrazione, Luce, calore, … beh, allora queste cose qualcosa con l’esperienza interiore ce l’hanno a che fare.
Quando ti ascolti, quando ti permetti di farlo, ti percepisci e la prima cosa che osservi, che senti è il “Calore”. Praticando impari a sentire che esiste una “vibrazione” dietro a tutte le cose … e dietro alla tua stessa percezione. Impari a guidarla, impari a espanderla, quella “Vibrazione”; impari cosa la abbassa e cosa la innalza, impari a capire che il tuo stato, il tuo livello di “coscienza”, della coscienza che esprimi di istante in istante, intendo, della capacità, cioè, di renderti conto di certe cose, dipende da quanto sottile e forte è questa “vibrazione”, ti rendi conto per esempio, che i tuoi molti “io” operano ad abbassare questa vibrazione, … e che sembrano cibarsene lasciandoti “spompo” e senza energia.
Allora cominci a capire cosa sia un “percorso spirituale”. Ciò che consideri spirituale è il mondo sottile, è la parte leggera, lieve che sta dietro a tutte le cose. Capisci cos’è un iniziato, ne comprendi la sua filosofia, la filosofia della momentaneità, del vivere la vita di istante in istante, il più saggiamente possibile, e per riuscirci, capisci anche che devi “sbagliare”, capisci perché nella vita “sbagli” così tanto; e sì, perché sono i nostri errori a renderci saggi tanto quanto le nostre conquiste interiori. Capisci che gli “errori” non esistono e che sono semmai lezioni, pagate a caro prezzo a volte, ma sempre per avvicinarci a noi stessi, a rivolgerci dentro, per questo che coloro che si giudicano e non sono capaci di perdonarsi per quello che considerano i proprio “errori”, invece di avvicinarsi, si allontanano da sé. Capire non significa torturarsi, comprendere le proprie azioni, imparare ad esserne responsabili, non significa darsi il tormento, non significa punirsi, quello che è quello che ci hanno insegnato per tenerci sotto controllo.
Capire significa comprendere e dissolvere per sempre. Capisci, allora, che il cammino spirituale è fatto di ricerca, di sperimentazione, di pratica, e di tentativi, di fallimenti e di successo, tentativi per realizzare una vera “integrità”, non quella presunta della morale soggettiva e falsa di un dogma di fede o altro. Quando capisci questo quello che consideravi i nodi della tua vita, le preoccupazioni, i problemi, ed altro iniziano ad allentarsi. Quando pratichi la “momentaneità”, quando cerchi lo stato di meditazione nella vita, ad occhi aperti intendo, tutto diventa “facile”, questo perché non ti appesantisci più delle solite storie non risolte, ma ti concentri sulla cura di cioè che sei, di quello che sta dentro, e ti “sposti” in un nuovo tipo di “attenzione”. Non è indolenza, quello i cui parlo, e nemmeno tolleranza od indulgenza per se stessi, è disciplina ed a-more, è un sentimento reale che emerge, non può essere controllato e non può essere deviato, giudicato, ragionato: è. Cerca lo stato d’essere, non la sua spiegazione, e nemmeno la sua idea, cerca l’esperienza e così saprai cosa significa “amarsi dentro”, cosa significa imparare a “perdonarsi”; scopri così anche cosa sia la falsa indulgenza e il perbenismo delle parole melliflue e della finta misericordia di una morale estremamente soggettiva.
˜ ˙ ˜
Se non pratichi veramente, dopo un pò, non resta molto di cui parlare. Mi potevano spiegare tutto sul sax, avrei potuto studiare anche tutta la storia del saxofono, raccogliere fotografie, ascoltare varie interpretazioni, avrei, e l’ho fatto, potuto fantasticare su quello che sarei potuto diventare suonando, ma se non avessi preso in mano il mio strumento e non avessi iniziato a praticare quotidianamente nulla nella vita sarebbe cambiato, nessuna musica verrebbe suonata oggi. 
Quando suoni veramente capisci quello che nessuno può insegnarti e cioè “cosa Sei”! Possono insegnarti tutti i metodi che vuoi, ma se non pratichi realmente non apri quella porta.


[1] Tommaso è colui che toglie il velo del mistero, nella tradizione gnostica, ogni apostolo rappresenta passaggi, parti interne, nell’allegoria del dramma del “Cristo” come mito per raccontare qualcosa intima di noi, ogni apostolo è un aspetto del nostro “essere”.

La disobbedienza o disubbidienza

“Che cos’è reale? Se ti riferisci a ciò che puoi vedere, toccare, annusare, quelli sono solo segnali elettrici interpretati dal tuo cervello.” “Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d’affari, insegnanti, avvocati, falegnami…. le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo.”
Cosa pensate che serva oggi? In questi tempi che stiamo vivendo, intendo. Cosa? “Disobbedienza”. Si, serve la “disobbedienza”. Per tanti motivi ed a tanti livelli, ma resta in assoluto ciò che, ovviamente dal mio personalissimo punto di vista, serve oggi. Serve “disubbidire”, ma si deve sapere bene cosa questa parola significa e come farlo. Si, prima si deve sapere cosa significa e poi sapere ed imparare come farlo, come “disubbidire”, cioè.
Disubbidire
[di-ʃub-bi-dì-re]
o disobbedire
(disubbidìsco; si coniuga come ubbidìre)
A v. intr. (aus. avere)
Agire in modo diverso da quello ordinato o stabilito: disubbidisce continuamente‖ Contravvenire agli ordini di qualcuno, trasgredire: d. ai genitori; d. a un ordine, a un comando, alla legge
B v. tr.
raro, fam. Non ubbidire: d. il padre, un ordine, un comandamento
Purtroppo, per quanto mi sia sforzato di trovare una definizione adeguata al termine “disobbedienza”, quello che ho trovato a proposito di disobbedienza, disubbidienza, disobbedire o disobbediente sono tutte definizioni con un accezione negativa, di “trasgressione”, di violazione alle leggi, ed in molti casi il termine è messo in relazione con il bambino, con frasi tipo; esempio: un bambino disubbidiente, “che non fa ciò che gli viene ordinato”. Sinonimi: “indisciplinato”, “ribelle”. Ed ancora dal vocabolario etimologico: “non adempiere all’altrui comando o volere, trasgredire l’altrui volontà”. “Disobbedire” significa “essere reali”, significa “essere presenti”, significa conoscere cosa sia lo stato del “ricordo di sé”, cosa sia la “presenza”, disobbedire significa rettitudine, significa percezione reale. “Disobbedire” significa smettere di dare energia al sistema, significa smettere di oscillare in un pendolo secondo la polarità del momento, significa smettere di credersi tutto come acqua fresca, di dare energia e forza al pregiudizio, alle opinioni, al parlare inutile, alla chiacchiera ideologica, al dialogo interiore, alla manifestazione delle emozioni negativa, al bisogno della considerazione degli altri, questo significa “disobbedire”, significa libertà dal conosciuto, libertà di sentire che esiste un mondo interiore profondo e molto più reale dell’esteriore.
Viviamo di opinioni, preconcetti che crediamo nostri, giudichiamo in continuazione il prossimo, lo correggiamo, ne siamo infastiditi se non fanno quello che vogliamo; comandare ci fa sentire orgogliosi, comandare è una forma di “superbia”, per questo che dobbiamo imparare a “disobbedire”. Ci lamentiamo, giustifichiamo il nostro operato, temiamo il giudizio altrui come la peste. Disobbedisce colui che smette di fare tutto questo, colui che smette di trasformare la sua vita in un eterna schiavitù fatta di reazioni: collera, invidia, orgoglio, desiderio sessuale, malizia, indolenza, ansia, etc… e inizia a rivolgersi “dentro”.
disubbidienza
[di-ʃub-bi-dièn-za]
o disobbedienza
s.f.
1. Il disubbidire: fu punito per d. ai regolamenti
‖ Azione con cui si disubbidisce: non ti perdono questa d. ‖ Disubbidienza civile, atteggiamento di resistenza passiva che si manifesta con il rifiuto di obbedire a determinate leggi, ritenute ingiuste, o di cooperare con il governo ‖ SIN. trasgressione
Interessante, no?! Se pensiamo poi che dal punto di vista della “religione” REALE (inteso in termini di ordine di mondo) il “disobbediente” in realtà è un individuo molto disciplinato, ed è colui che segue la disciplina interiore, la cosa comincia a prendere una certa piega. Il trasgressore o disobbediente dal punto di vista esoterico non è un individuo che fa la rivoluzione in piazza è un individuo che la rivoluzione la fa dentro. Il sistema ha bisogno di demonizzare il “disobbediente” altrimenti non c’è più controllo. E’ una questione di termini e di come questi termini ci sono stati insegnati. La cosa mi fa venire in mente un passo del vangelo di Filippo che dice così:
I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: infatti, distolgono il cuore da ciò che è consistente per volgerlo a ciò che non è consistente. Così, chi ode “Dio “ non afferra ciò che è consistente, ma afferra ciò che non è consistente. Allo stesso modo è con “ il Padre “, “ il Figlio” e “ lo Spirito Santo “, con “ la vita “ e “ la luce “ e “ la risurrezione “, con “ la Chiesa “ e con tutte le altre cose, non si afferra ciò che è consistente ma ciò che non è consistente, a meno che, si sia arrivati a conoscere ciò che è consistente. I nomi che si odono, sono nel mondo per indurre in inganno;
Pensate alla parola “sacrificio”. Essa deriva da “sacer” e “facio” ovvero “rendere sacro”; e qui si spiega anche il significato del termini “Sacro Ufficio” che significa ed identifica in realtà l’atto del compiere una cerimonia che manifesti la natura divina e quindi sacra dell’essere, nulla a che vedere con le cerimonie per il controllo delle masse. L’uomo libero dentro non può essere controllato, l’uomo cosciente non è né buono, né cattivo, non oscilla più in un pendolo di falsi valori, cattura la sua forza direttamente da dentro, sente la sua connessione con il “reale” o “divino”, e non teme più, non sente più la paura come del giudizio quanto di morire, non brama più (potere e sesso) e questo fa di lui un individuo molto pericoloso, è un anomalia che puo’ creare fluttuazioni ed instabilità in tutto il sistema ed in quelle altre entità o esseri che si stanno svegliando. Il “disobbediente” ha bisogno di realizzare sé stesso e liberarsi dalle trappole del sistema, che sa essere nella sua testa e nelle sue false emozioni. Il “disobbediente” ha smesso di polarizzarsi, è uscito dall’influenza, o almeno ci sta provando ad uscirne, della legge del pendolo.
Come “disobbedire”? Come si fa? Seguendo un percorso, lavorando su se stessi, imparando una dottrina per la rivoluzione della coscienza. Sempre Filippo nel suo vangelo ci dice: “la verità addusse nel mondo dei nomi, poiché è impossibile insegnarla senza nomi. La verità è una unità, ma è anche molteplicità per noi, affinché impariamo tale unità attraverso la molteplicità.”
Ci è stato insegnato che la “disobbedienza” è una reazione un espressione aggressiva, aggressivo-distruttiva, provocatoria e ostile e di solito verso le figure di autorità. Ed invece?! Si, è vero, “disobbedire” significa smettere di obbedire, ma si sta parlando di un obbedienza silente, strisciante, che è oramai nella nostra testa ed alla quale difficilmente riusciamo a sottrarci; “disobbedire” significa smettere di obbedire al “controllo” mentale, alle aspettativa, alle idee “malsane” e “malvagie” su di noi, su cosa siamo, su cosa dovremmo “essere”, smettere avere “paura”, smettere di avere “paura” di ciò che gli altri pensano o penserebbero di noi, di sentirci non all’altezza, smettere di autodistruggerci per paura di non piacere, smettere di minacciare sempre la nostra integrità, smettere di frammentarci in miglia di “io”, smettere di giudicare, di lamentarsi, di punire e punirci, smettere di alimentare un orrendo “ritratto immaginario” di noi, … in una parola smettere di “sognare”, uscire dal “sogno” collettivo ed iniziare a conoscere la vera vita.
Serve “risveglio” e “lavoro”, un lavoro mirato alla consapevolezza ed alla conoscenza di ciò che siamo realmente, un lavoro diretto ad eliminare ogni trappola, ogni idea, ogni opinione precostituita, un lavoro che ci porterà inesorabilmente ad “essere” liberi, molto, molto più liberi di adesso.
Se lavori su te stesso se pratichi, a mano a mano che lo fai si dischiudono i mondi innanzi a te. Forse, le esperienze che vivi, non assolveranno alle tue aspettative, ma le porte dentro si aprono. Un giorno sei un individuo che ignora l’esistenza di un mondo interiore, sei uno che subisce i suoi pensieri, vive di opinioni, preconcetti, affascinato, esaltato, dominato, reattivo; uno che si rende conto di come reagisce e di quello che fa solo quando oramai il “danno” (tra virgolette) è fatto, quando la frustrazione, la violenza o la falsa retorica, il perbenismo, la falsa illuminazione che ha dentro è uscita e come un veleno ha inondato tutto intorno, … Chi non vorrebbe “essere” un disobbediente di tutto questo?!
se lavori su te stesso … dopo un pò di tempo, ed un pò di lavoro, cominci a capire che non sei quelle cose, non sei le tue idee, non sei le opinioni che hai, capisci, intuisci e senti che non ti appartengono, senti che non hai mai creduto a quelle cose, le hai accettate per sopravvivere alla pressione del mondo esterno, capisci che la reattività che hai è la conseguenza di una condizione di “frustrazione”, dovuta a questa pressione che si produce senza tregua. Non dico che non vivi istanti di felicità, che ti diverti, che senti la vita, dico solo che non la senti abbastanza, che non l’hai sentita abbastanza, che non le hai prestato la dovuta attenzione. L’auto sabotaggio di se stessi è impresso nei nostri atteggiamenti, sono questi atteggiamenti e comportamenti che descrivono continuamente il nostro ritratto immaginario. Capisci che cerchi soltanto attenzione dagli altri, e, siccome non te la danno o non te ne danno abbastanza e secondo le tue aspettative, hai iniziato a detestarli, li hai considerati la causa di tutti i tuoi problemi, di tutti i tuoi mali.
Ma quando lavoro su te stesso, capisci, sì, capisci e capisci che puoi farne a meno, che puoi fare a meno di tutto questo, capisci che esisti comunque. Quando lavori su te stesso, quando pratichi le porte della tua interiorità si dischiudono ed emerge un mondo che non conosci.
Emergono da dentro, sensazioni, sentimenti diversi, allora, solo così potresti renderti conto che, ad esempio, quei pensieri che non sono reali occupano molto dello spazio non solo del pensiero e psicologico, ma della tua vita; potresti sentire il bisogno spontaneo, allora, di smettere di guardare quello che fanno gli altri, di cercare la loro approvazione, magari, perchè hai iniziato a capire, ma soprattutto, a sentire che la cosa ti “stanca”, ti “sfianca”, ti toglie molto delle tue risorse, consuma le tue energia, la tua vitalità, … capisci che è un “attività” che richiede “attenzione”, un attenzione costante e tu, adesso, invece, la vuoi condurre dentro quell’”attenzione”; potresti iniziare a percepire, di quando in quando, una specie di carezza interiore, come sentirsi “innamorati” …
Voglio chiudere questo post con un passo che ho trovato sulla retea proposito dell’educazione dei bambini, un sito di quegli geni dell’educazione, che dice così: ”il bambino spesso va in collera, litiga con gli adulti, sfida attivamente le regole, accusa gli altri per i propri errori, si rifiuta di rispettare le regole, è suscettibile e spesso irritato dagli altri, spesso è arrabbiato o rancoroso, dispettoso o vendicativo.”
Un sola domanda: Da chi pensate che abbia imparato a fare tutto questo?
Ed ancora dall’articolo: “Tenendo presente che gli anni dello sviluppo sono contrassegnati da un crescente senso di individuazione e autonomia, di conseguenza l’ostinazione fino a sei anni è normale che ci sia, quando supera certi limiti oltre i sei anni invece si potrebbe pensare ad un disturbo oppositivo-provocatorio.”
Perchè proprio fino a 6 anni? L’essenza fino ad allora è libera si accorge dell’oppressione, si sta rendendo conto che gli mettono un collare e si ribella, si ribella al controllo, si ribella al “sogno” collettivo… certo dopo diventa frustrazione, la frustrazione di un “schiavo”! Questa non è disobbedienza, questo è reattività, è frustrazione, il bambino aggressivo cerca di liberare quello che la pressione fuori vuole educare al controllo, quello che il mondo delle “regole” e degli uomini “maturi” e “responsabili” vuole tenere imbrigliato, bloccato, perchè ne ha fondamentalmente paura e non sa come gestire. Ma avete letto cosa dicono questi? Un “disturbo oppositivo-provocatorio”! Dio mio salvami dall’uomo. Viva la Disobbedienza. State attenti a chi prestate la vostra attenzione ed la vostra fiducia, costoro non sono liberi dall’interesse. Tutte queste persone vivono, mangiano e si arricchiscono su un mucchio di menzogne vendute collettivamente e purtroppo a caro prezza, quello della nostra libertà. Con 30 denari ci vendiamo l’anima, o la possibilità di realizzarne una. Con 30 denari ed un bacio vendiamo il figlio d’uomo, vendiamo la nostra divinità, la nostra possibilità di nascere una “seconda volta” per un mucchio di illusioni, potremmo essere “Re” e “regine” ed invece ci lasciamo ingannare e trasformare in “schiavi”.

Medicinenon.it – Salute – Disease Mongering

Medicinenon.it – Salute – Disease Mongering