I vari miti Cristici ed il CRISTO STORICO

«Non vi è mai stato un vuoto nell’insegnamento. Il vuoto esisteva solo e unicamente nel pensiero e nell’intelletto degli occidentali. L’Occidente ha incoraggiato e diffuso il culto dei guru semi-analfabeti la cui unica aspirazione alla celebrità consisteva in una sedia sotto l’albero dei consigli e una tendenza a usare l’ombelico come sfera di cristallo anatomica. Sì, l’Occidente ha sempre ricercato la “saggezza orientale”, ma mai nei luoghi giusti. Sempre il pittoresco, la nota vagamente esotica, mai la dura realtà. Il pensiero occidentale non si è mai ripreso dalla manomorta della chiesa organizzata, eppure ha favorito e incoraggiato il monopolio della chiesa stessa, decidendo di non rimettere mai in questione i suoi diritti.

Qualsiasi allusione alla totale assenza, nella chiesa organizzata, di contenuti esoterici, veniva punita con il rogo. Io sono cristiano come lo era Gesù, ma non appartengo a quel tipo di cristiani rappresentati ancora oggi dai padri della chiesa organizzata. Persino il vostro Sant’Agostino asseriva che la religione cristiana esisteva ai tempi degli antichi, ma malgrado tutta la sua santità e la sua sincerità, si dice che sia stato influenzato da insegnamenti non cristiani.

« Ora tu sei giunto al punto in cui, incoraggia to dall’immagine di un uomo, vuoi seguire i suoi inse­gnamenti. Molto lodevole! Questi insegnamenti però, contrariamente alla fonte da cui provengono, hanno esaurito la loro efficacia e tu devi cercare la via me diante cui continuano oggi a operare. Quando l’avrai trovata, seguila; non perdere il tuo tempo in futili spe culazioni, non chiederti se può andar bene con Gurdjieff, con Simon Pietro o con il Faraone! Vuoi seguire un insegnamento evoluto e organicamente armonioso o vuoi ricomporre un “puzzle” cercando continuamente di scoprire i rapporti che esistono tra mille e una circo stanza, attività, popolazione, civiltà tanto dissimili quan to attraenti?

Se è questo che vuoi, allora studia l’ar cheologia, l’antropologia o le strutture culturali e ac contentati di scoperte interessanti e di prospettive ec citanti. Vuoi delle guide “soprannaturali” sotto for ma di capi Pellerossa, vuoi sentire le voci dell’aldilà? Rifugiati nello spiritismo. Ma se vuoi ottenere dei pro gressi autentici, attraverso un lavoro arduo e discipli nato, abbandona il tuo modo di pensare schematico, abbandona il tuo orgoglio tracotante, la tua fiducia nel la potenza del tuo intelletto e sperimenta ciò che può solo essere sperimentato. »

« Ora, vai … » e fece un gesto significativo. »

tratto da: I maestri di Gurdjieff di Rafael Lefort.

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Egitto 3000 a.c. – HORUS

NATO IL 25 DIC.
NATO DA UNA VERGINE (Isis-Meri)
STELLA DELL’EST
ADORATO DA TRE RE
INSEGNA A 12 ANNI
BATTEZZATO A 33 ANNI
12 DISCEPOLI
COMPIVA MIRACOLI
“AGNELLO DI DIO”, “LUCE”, ED ALTRI NOMI
TRADITO E CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’

nato il 25 dicembre dalla vergine Isis-Meri, la sua nascita viene annunciata da una stella dell’est che tre Re seguirono per trovare ed adorare il nuovo Salvatore. Insegnò all’età di 12 anni e fu un insegnante prodigioso, a 33 anni fu battezzato da una figura di nome Anup ed iniziò il suo ministero, aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui, eseguiva miracoli come curare i malati e camminare sull’acqua, era conosciuto con molti nome gestuali come “verità”, “luce”, “Sacro figlio di Dio”, “buon Pastore”, “Agnello di Dio” e molti altri. Tradito da Thyphon, fu crocifisso, sepolto per 3 giorni e poi resuscitò.

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Grecia 1200 a.c. – ATTIS

NATO DA UNA VERGINE (Nana)
NATO IL 25 DIC.
CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’

Attis di Frigia, nato dalla vergine Nana il 25 dicembre, crocifisso, sepolto e dopo 3 giorni fu resuscitato.

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India 900 a.c. – KRISHNA

NATO DA UNA VERGINE (Devaki)
NATO IL 25 DIC.
STELLA DELL’EST
COMPIVA MIRACOLI
CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’

Krishna, India, nato dalla vergine Devaki, con una stella premonitrice dell’est, compiva miracoli con i suoi discepoli, dopo la sua morte fu resuscitato.

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Grecia 500 a.c. – DIONISIO

NATO DA UNA VERGINE
NATO IL 25 DIC.
STELLA DELL’EST
COMPIVA MIRACOLI
“RE DEI RE”, “ALPHA ED OMEGA”, ED ALTRI NOMI
CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’

Dionisio della Grecia, nato da una vergine il 25 dicembre, fu un insegnante itinerante, compiva miracoli, come tramutare l’acqua in vino, era chiamato “re dei re”, “figlio unigenito di Dio”, l’“alpha e Omega” ed in molti altri nomi, e a seguito della sua morte, fu resuscitato.

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Persia 1200 a.c. – MITHRA

NATO DA UNA VERGINE
NATO IL 25 DIC.
12 DISCEPOLI
COMPIVA MIRACOLI
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’

Mithra della Persia, nato da una vergine il 25 dicembre, aveva 12 discepoli e compiva miracoli, ed alla sua morte su sepolto 3 giorni, dopo i quali resuscitò. Era anche noto col nome di “verità”, “luce” e molti altri nomi, il giorno sacri dedicato a Mitra era la domenica.

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Galilea anno zero – Gesù il Nazzareno

NATO IL 25 DIC.
NATO DA UNA VERGINE (Maria)
STELLA DELL’EST
ADORATO DA TRE RE
INSEGNA A 12 ANNI
BATTEZZATO A 33 ANNI
12 DISCEPOLI
COMPIVA MIRACOLI
“AGNELLO DI DIO”, “LUCE”, ED ALTRI NOMI
TRADITO E CROCIFISSO
MORI’ E FU SEPOLTO PER 3 GIORNI
RESUSCITO’

Gesù Cristo, nacque dalla vergine Maria il 25 dicembre a Betlemme, la sua nascita fu annunciata da una stella nell’est, che tre Re, o Re magi, seguirono per trovare ed adorare il nuovo Salvatore. All’età di 12 anni fu un insegnante prodigio, a 33 anni fu battezzato da Giovanni Battista, dopo il quale cominciò la sua predicazione. Gesù aveva 12 discepoli, compiva miracoli come guarire i malati, camminare sulle acque, destare i morti, era anche noto col nome di “re dei re”, “figlio di dio”, l’”alpha e l’omega”, “luce del mondo”, “agnello di dio” e molti altri nomi. Tradito dal discepolo Giuda e venduto per 30 denari d’argento fu crocifisso, sepolto in una tomba e dopo 3 giorni risuscitò ed ascese al cielo.
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Inequivocabilmente la nascita di cui si parla qui è astrologica e si riferisce allo strumento luminoso di questo “sistema” che è il Sole, ad indicarci che il principio del Cristo è il Sole, il logos solare, emanazione ignea, vita potente grazie alla quale tutto avanza, Cristo come sostanza e coscienza, Cristo come luce e potere igneo fiammeggiante che tutto penetra, illumina, trapassa e bagna, purifica, divinizza e guarisce da tutti i mali ed ecco perché ognuno di loro (Horus, Attis, Krishna, Dionisio, Mitra, …, ) compiva il miracolo di guarire; i miracoli sono principalmente legati alle qualità che, risvegliate internamente, portano alla guarigione interiore intima, alla purificazione della psiche dalle cause dei nostri mali.
La risurrezione di “Lazzaro” è simbolica ancora una volta di un risveglio, quello della Coscienza, un risveglio in senso mistico spirituale, ma anche in senso materiale, nel senso che finalmente la persona si rende conto di ciò che è nella sua meccanicità: un morto tra i morti. Il Cristo intimo è quella forza interiore che si esprime e nasce in ogni individuo che si pone le questioni esistenziali sul senso della vita e ne cerca la “Verità”, cerca la “Luce”, cerca un “cammino” per conseguirla, un cammino che gli porti la “saggezza” e la “guarigione” per le sue pene psicologiche.
Lazzaro è il fratello della Maddalena ed il legame tra i due è abbastanza inequivocabile. Maddalena è la conoscenza dell’alchimia sessuale, è il mistero gnostico: il Vaso ermetico o di alabastro in cui è contenuta la sostanza del Nardo, il Nardo è l’estratto della Rosa, la Rosa è simbolo dell’amore, i Rosa Croce sono coloro che perseguono il cammino che fa fiorire la rosa sulla croce dopo aver crocifisso la “personalità” umana e l’ego. Maddalena non solo potrebbe essere la sposa di Gesù, ma ci insegna e ci indica la conoscenza celata del Sesso sacro, ella è il Santo Graal attraverso il quale può risorgere il nostro “essere”, non un oggetto, ma un autentico insegnamento. Lazzaro è morto di lebbra, noi tutti internamente siamo come Lazzaro, siamo ammalati e la malattia è generata dalla stessa presenza della sostanza degli Arconti, che è l’ego; uno spirito di opposizione mescolato col l’essenza e messo nella materia stessa della nostra forma Biologica.
Il Cristo, che quindi per forza non può che essere dentro, cioè “intimo” in ognuno di noi, è quella parte, è la “Coscienza” che può ordinare al Lazzaro di alzarsi e camminare, tutto l’episodio parla di un risveglio autentico della Coscienza. “Lazzaro alzati e cammina” – è riferito ad ognuno di noi che muore lentamente come un lebbroso perdendo un pezzo alla volta la volontà, la dignità di vivere ed alla fine la sua stessa vita. Moriamo un terzo alla volta a causa della non conoscenza e quindi dell’ignoranza su noi stessi su ciò che siamo. I nostri intimi fallimenti sono causati dalla presenza dell’ego animale e dall’ignoranza sulla nostra origine ed autentica natura. Ognuno ha nella sua psiche ha un elementi inumano che lo controlla, mentre a livello biologico e materiale è l’educazione ad agire in noi a livello della psiche il controllo è l’ego stesso.
“Lazzaro alzati e cammina” – equivale a dire “Wake up Neo, matrix has you”.
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Si legge nel vangelo di Filippo: “In mezzo al paradiso crescono due alberi: uno genera animali, l’altro genera uomini. Adamo mangiò dell’albero che genera animali: divenne animale e generò animali. Per questo i figli di Adamo venerano animali. L’albero di cui Adamo mangiò il frutto è l’albero della conoscenza. Questo è il motivo per cui aumentarono i peccati.”
Ed ancora – “Se egli avesse mangiato del frutto dell’altro albero, cioè del frutto dell’albero della vita, quello che genera uomini, allora gli dèi venererebbero gli uomini. Poiché all’inizio Dio creò l’uomo. Ma ora gli uomini creano Dio. Nel mondo le cose vanno così: gli uomini si fabbricano degli dèi e venerano le loro creazioni. Sarebbe invece opportuno che gli dèi venerassero gli uomini.”
Eloquente non trovate?! Generare o venerare animali, non solo è un esplicito riferimento all’ego animale, ma significa anche che a causa di questa condizione alterata della nostra natura noi creiamo falsi idoli, siano essi persone o cose o peggio divinità. La ragione del peccato quindi risale esclusivamente all’incoscienza e l’ignoranza, alla mancanza di conoscenza. Se da un lato per conoscere dobbiamo essere in errore, dall’altro questo ha un prezzo: la perdita di ogni potere che divinizza. Pistis Sophia, che è l’anima primordiale, la parte reale di noi, ciò che noi siamo oltre qualsiasi forma (umana o altro), discende nel mondo per fare esperienza e per conoscere, e si riveste del suo involucro fatto di essenza ed ego; ella è stata ingannata a motivo proprio della sua origine.
Si legge sempre in Filippo a questo proposito: “Gli arconti vollero ingannare l’uomo, a motivo della sua parentela con quelli che sono veramente buoni. Presero il nome di coloro che sono buoni e lo attribuirono a coloro che non sono buoni, per poterlo ingannare mediante i nomi e poterlo vincolare a quanti non sono buoni. […] Essi, infatti, vogliono eliminare chi è libero e farne un loro schiavo per sempre.Vi sono forze che lottano contro l’uomo perché non vogliono che egli sia salvato, si che esse possano…; poiché se l’uomo è salvato non avranno più luogo i sacrifici.., e non saranno più offerti animali alle forze.”
Gli Arconti potrebbero essere qualsiasi cosa dal mio punto di vista: entità dell’astrale, esseri che vivono a frequenze diverse sulla linea del tempo, quello che noi chiameremmo delle divinità; gli angeli, gli Dei degli Antichi Sumeri che si facevano adorare come Dei giganti (gli “Ilu” o “figli di Anak” o “Anakim”), gli Anunnaki o gli Elohim della bibbia ovvero gli Spiriti della forma, colore che danno la forma alla materia, gli Asura o i Deva nella cultura “vedanta”, il Viracocha dei tolteci, gli stessi Voladores di cui parla Castaneda nei suoi libri, o chissà cos’altro. Questo non sposta il problema che siamo addormentati, con una visione limitata nella forma e schiavi. Cercare un capro espiatorio in una qualche “entità” astratta ci serve a poco, serve però conoscere qual è il tipo di influenza che stiamo subendo, di modo da poter attuare tutte le necessarie misure per tirarcene fuori. Inutile dire, che l’odio non fa altro che tenerci nel sonno, lo stesso vale per la collera o l’indignazione, il moto rivoluzionario deve rivolgersi verso noi stessi nel tentativo di liberarci dagli effetti nefasti della presenza in noi dell’ego animale, chi lo abbia generato o la ragione per cui è stato introdotto nell’uomo è secondario. Se impariamo a liberarci dalle regole e dalla prima educazioni abbiamo speranza di poterci rendere conto che noi non siamo il nostro “Ego”.
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«Gli Arconti degli eoni, quelli del destino e quelli della sfera, si volgono alla materia del resto delle loro forze divoratrici, non permettendo che se ne vada e diventi anima del mondo. Divorarono la loro materia per non diventare fiacchi e deboli, perché non abbia fine la loro forza e non sia annientato il loro regno. Essi la divorano per non essere annientati, per poter indugiare, per far passare molto tempo fino al compimento del numero delle anime perfette, che giungeranno nel tesoro della luce. Se Io, il Cristo, non avessi voltato il loro tragitto e ridotto i loro periodi, non avrebbero lasciato venire nel mondo alcuna anima e avrebbero annientato molte anime. » (Pistis Sophia 27.1)
La parola Arconti viene dal greco arkhonontos, o giudici, coloro che presiedono, che comandano, una sorta di guardiani tiranni che svolgono il ruolo di controllori di questo mondo; sono i giudici del tribunale del Karma, i quali governano realmente il mondo materiale. Gli arconti erano i sommi magistrati nella cultura ellenica, i prefetti che presiedevano e gestivano la legge ad Atene. Gli Arconti, nella cosmogonia gnostica, sarebbero i responsabili della creazione dell’uomo e di questo mondo materiale, ecco perché questo parallelo o similitudine con la figura ebraica degli Helohim che sono gli spiriti delle forme, cioè, ciò che da forma alla sostanza o materia.
Gli Arconti sarebbero quindi i signori di questo mondo, coloro che questo mondo lo hanno creato; sarebbe loro la materia con cui è fatto, la materia con cui sono fatti gli uomini. Essi imprigionarono Pistis Sophia (la scintilla divina) in una forma materiale, gli Arconti inquinarono i figli di Adamo con il “vino dell’oblio”, prevenendoli così dal riconoscere la scintilla divina dentro di sé. Pistis Sophia, addormentata con il calice dell’oblio, ubriacata, vive immersa, affascinata ed identificata in un sogno illusorio continuo, dimenticando la sua origine. Sono gli Arconti che dotano l’uomo dell’organo artificiale Kundabuffer che genera l’”io”, esso crea una dipendenza psicologica a partire dall’esperienza del piacere sessuale. Il Kundabuffer è simbolico del serpente tentatore dell’eden.
Sesso ed origini (genesi) sono il punto cardine del mito di Adamo ed Eva e in questo c’è una profonda ed antica ragione. Non si tratta di una misura limitata all’idea di peccato originale, usata dall’”istituto cattolico” per tenere tante anime lontane da questa conoscenza, ma qualcosa che ha a che vedere con la trascendenza, l’ascensione ai cieli ed allo stesso tempo con il controllo e il sonno della coscienza. Il sesso, nella sua duplice veste di schiavitù/controllo e libertà, diventa così per questa sua natura lo strumento per la redenzione e la liberazione finale per coloro che incontrano il segreto gnostico del Santo Graal, simbolo femminile in assoluto, il calice (l’utero femminino) dove gesta la nascita seconda per mezzo del sangue del Cristo, il calice dove viene raccolto questo sangue di redenzione, il calice che cancella l’”oblio”.
Si legge in Pistis Sophia al cap. 131: “Questo calice dell’oblio diviene per l’anima lo spirito di opposizione: resta all’esterno dell’anima, le fa da abito essendole simile sotto ogni aspetto ed essendo un involucro all’esterno di lei, come un abito”. Ed ancora – “All’esterno dell’anima mettono lo spirito di opposizione, che la sorveglia e le è stato assegnato; gli arconti lo avvincono all’anima con i loro sigilli, con i loro vincoli, e lo sigillano a lei affinché in ogni tempo la costringa a compiere costantemente le loro passioni e i loro misfatti; affinché lei li serva in ogni tempo; affinché resti in ogni tempo, nelle trasformazioni del corpo, sotto la loro sottomissione; lo sigillano a lei, affinché lei venga a trovarsi in tutti i peccati e in tutte le passioni del mondo.”
Il Santo Graal parla di trasmutazione sessuale, parla di assenza di fornicazione, parla di “castità” scientifica. Le antiche scuole “taoiste” e del “tantra” parlano di questa meravigliosa conoscenza, il “fabbricante di Chiavi”, la fabbrica del sesso in castità. Dalla porta del Sesso l’uomo o meglio Pistis Sophia, la nostra anima, la scintilla divina, è uscita o, meglio, è entrata in questo mondo, e da quella stessa porta fa ritorno al Paradiso, che è di fatto, innanzitutto, un stato di coscienza oltre che molto altro. La Maddalena, Veronica e Maria parlano di questo, Pietro è la conoscenza gnostica del sesso trascendentale, Pietro è la Pietra Filosofale, Pietro è la pietra ad angolo scartata dai “costruttori”.
Chi siano realmente gli Arconti quindi nessuno veramente lo sa; molto pochi lo sanno, molti altri lo intuiscono, alcuni considerano che si tratta di alieni, di demoni. La tradizione esoterica ci dice che si tratterebbe di esseri senzienti che tengono in scacco l’umanità; come gli agenti di “matrix”, entrano ed escono dalle coordinate da qualsiasi ordine di questa “realtà”, rimanendo integrati al sistema, sono i guardiani, hanno le chiavi di accesso, e cercano di opprimere gli uomini per il fatto che sono dotati potenzialmente di “Coscienza”. Se ci solleviamo dai parametri di bene e male capiamo che si tratta di un antagonista senza il quale questa Coscienza difficilmente potrebbe emergere.
La “Coscienza” è la sostanza stessa del Cristo, e se risvegliata avrebbe fine la schiavitù dell’uomo, ecco perché egli (l’uomo, ciò che è vero in lui, la coscienza, cioè) è reso inoffensivo attraverso un dispositivo, che lo affascina e genera attaccamento in inutili desideri, lo addormenta in una visione “illusoria”, facendogli perdere il ricordo della sua autentica natura; egli dice a sé stesso che è sveglio ma, in realtà, continua a dormire e sognare, e questo può accadere numerose volte o per tutta la sua esistenza. Non appena un uomo si sveglia e per un momento apre gli occhi, tutte le forze che lo trattenevano nel sonno iniziano ad agire su di lui, queste forze hanno origine negli Arconti, sono loro ad aver mescolato la loro sostanza (qualsiasi cosa sia la loro sostanza, e qui ci sarebbe che indagare) con la materia stessa del corpo fisico biologico.
Per questo le reazioni del nostro ego animale sembrano così reali e nostre. Noi ci crediamo lui, siamo rivestiti di lui, ma non siamo lui, ci siamo solo identificati, prendiamo identità dalle sue espressioni perché crediamo di essere solo il corpo materiale.
All’interno di una gamma di frequenze di manifestazione della triade di Spirito, mente e materia esisterebbero, quindi, diverse forme vitali o entità il cui gradino più basso sembrerebbero essere proprio gli umani, anche se negli umani alberga qualcosa che queste entità superiori cercano. Entità di vario tipo abiterebbero l’universo, l’impossibilità di vederli o percepirli dipenderebbe esclusivamente dalla frequenza e ordine di mondo nel quale opera ognuna di queste entità. Questo spiegherebbe la distinzione, ad esempio, tra gli Arconti degli eoni, del destino e della sfera, e altre esseri viventi che approfittano della sua ignoranza. Esisterebbe quindi una certa differenza tra gli Arconti ed ad esempio i “Voladores”: esseri invisibili all’occhio fisico che approfitterebbero della condizione di inconsapevolezza degli uomini per predarli a loro volta; esseri oscuri, inorganici, come li descrive lo stesso Castaneda, molto evoluti posti direttamente sullo sfondo del campo energetico umano e per questo difficilmente individuabili, e che mangiano la patina della luce dell’uovo luminoso di cui siamo rivestiti.
Diventa evidente che alla luce di quanto espresso potrebbero esserci infinità di forme, entità viventi che giustificherebbe persino il “panteon” di tutte queste forme ex-traterrestri di cui parlano vari contattisti o ricercatori, e che avrebbero una profonda relazione con la presenza della forma umana. Esseri che tentano di ingannare l’umano, manifestandosi nelle forme più luminose, amorevoli ed attraenti (angeli custodi, entità celesti, confederazione stellare, maestri dello spazio, etc…) o più orrende e spaventose, con lo scopo ultimo di derubarli del bene più prezioso, che è l’anima stessa. Ma che cos’è l’anima? L’anima è ciò che sta dietro alla nostra esistenza, è ciò che osserva, è il testimone che registra tutto, non è la personalità, è ciò che sta dietro ed impara, è la psiche ecco perché il controllo è stato introdotto a livello psicologico. Psiche significa “anima”, ciò che anima la macchina biologica, la parola viene dal greca.
Il problema vero è che la nostra consapevolezza in qualche modo è stata autenticamente molto limitata. Il destino dell’uomo secondo i vangeli gnostici è segnato dall’azione degli Arconti del destino, i quali mescolano la loro sostanza con quella dell’anima umana generando questo “spirito di opposizione” che ci riveste come fosse l’anima stessa. Un destino fatto di schiavitù e sofferenza. Io credo che questo “spirito di opposizione” sia proprio l’ego animale. Gli arconti opprimono Pistis Sophia. Pistis Sophia è la nostra anima. Gli Arconti vogliono la luce di Pistis Sophia, è questa l’unica ragione per cui la opprimono nel tentativo di catturarla ed impedirle di ritornare dal luogo da dove proviene. La luce di Pistis Sophia è la “Coscienza”, Pistis Sophia è lo Spirito eterno.
La sfera è l’universo nel quale esistiamo, con le sue leggi e le sue diverse dimensioni ed ordini di mondo; un universo olografico, fatto di sostanza eterica e di materia, dove le forze agiscono come influenze sull’uomo. In questo universo, per sua natura, tutto sembra essere cibo; mangi e sei mangiato. Guardiamo solo a livello di ecosistema. La verdura mangia il minerale, la mucca mangia la verdura, l’uomo mangia la mucca. Chi mangia l’uomo? La natura dell’universo è predatoria.
E’ in quest’ambito ed in questo contesto che prende corpo il significato ed il senso autentico dell’insegnamento di Gesù e del “Cristo”; il potere salvifico di questo archetipo risiede proprio nel “risveglio della coscienza”, il “Cristo”, un risveglio rappresentato dalla nascita nella sporcizia della stalla di Betlemme, tra bue ed asino. Come Ercole purifica le stalle del re Augia con un fiume così noi siamo chiamati a liberarci dalle catene dell’ostinato ego. La stalla è il luogo degli animali, l’asino rappresenta la mente ignorante, ed il bue le emozioni disordinate. Il Cristo è la presa di coscienza di una condizione umana di sofferenza e schiavitù della mente e delle emozioni.
Come dicevo all’inizio la nascita è astrologica ed allo stesso tempo simbolica. La notte del 25 dicembre è la notte in cui la luce inizia a vincere le tenebre ….
L’Astrologia è lo studio delle energie e forze che agiscono nell’Universo ecco perché in assoluto la nascita deve essere anche astrologica, simboleggia la vittoria della luce, come simbolo della “coscienza”, sulle tenebre, come simbolo del sonno, dell’identificazione, della schiavitù dell’ignoranza. La luce è quello che manca alla conoscenza dell’esperienza umana.
Le costellazioni hanno una relazione micidiale con ognuno dei 12 apostoli. 12 apostoli, 12 archetipi nei segni zodiacali, 12 parti di un unico grande insegnamento, quello del Cristo, quello della nascita di una autentica consapevolezza. Ma andiamo per gradi. La stella dell’est è Sirio, la stella più luminosa che la notte del 24 dicembre si allinea con le tre stelle al centro della cintura di Orione indicandoci inesorabilmente il punto preciso dove sorgerà il Sole nel suo giorno più corto e quindi più buio, la notte nera dell’anima. I tre Re, i re magi rendono onore all’archetipo del sacro Sole al quale ognuno di noi aspira, rendono onore ad un cammino di risveglio. La vergine Maria è la costellazione di Virgo o Vergine ed il cui simbolo è una “M”. Mirra madre di Adone, Maya madre di Buddha, Maria di Gesù, “M” come Maddalena. La costellazione di Virgo a volte viene chiamata anche la casa del pane, ecco perché spesso il simbolo di questa costellazione è una vergine con un fascio di grano. Betlemme si traduce di fatto in “casa del Pane”, quindi oltre ad essere il luogo della nascita del Cristo, si riferisce anche alla costellazione della Vergine, quello che non capiamo è che è tutto simbolico: è stata scritta sulle stelle la più grande storia mai raccontata.
Il pane è la rappresentazione dello sperma sacro negli antichi riti “pagani”, il pane è la sostanza con cui costruire i corpi Solari del “Cristo”, il pane è la sostanza dell’uomo, la sua energia sessuale creatrice ed il vino è l’essenza dell’energia femminile, la donna è la coppa del Santo Graal, nell’ultima cena il calice è la donna, il principio femminino, il valore “animico” della donna è nel Calice. L’energia che si sprigiona durante un unione sessuale come crea un corpo fisico allo stesso modo può generare, se ben orientata, i corpi interni od esistenziali dell’”anima”, la vera luce, il corpo luminoso di Pistis Sophia, ragion per cui Gesù dice nel suo vangelo: “indossando il mio abito luminoso: risplendevo molto, e la luce che era in me era al di sopra di ogni misura.” Di quale abito luminoso parla, quale è la vera genesi di questo abito? Il Sesso.
Sempre nello stesso vangelo si legge – “Gabriele e Michele diressero il flusso luminoso sul corpo materiale di Pistis Sophia instillando in esso tutte le luci che le erano state tolte. Il suo corpo materiale divenne tutto splendente; così tutte le forze di lei, la cui luce era stata sottratta, ricevettero la luce; la loro mancanza di luce cessò poiché ricevettero quella luce che era stata loro tolta: per opera mia, infatti, fu data loro la luce.”. Michele o Michael è il logos Solare, Gabriele o Gabriel è quello lunare, metaforicamente essi sono le due correnti elettriche dell’anatomia occulta, il Sole e la Luna, maschile e femminile, Ida e PIngalà, i 2 serpenti del caduceo medico.
Ed ancora – “Le luci immesse dentro Pistis Sophia rianimarono il suo corpo materiale nel quale non c’era più alcuna luce: era in procinto di andare in rovina, o sarebbe andato in rovina; ma esse raddrizzarono tutte le sue forze, che erano in procinto di sciogliersi; acquisirono una forza luminosa, divennero di nuovo come erano state prima, e riacquistarono la percezione luminosa.” – ad indicarci il potere salvifico e rigeneratore della trasmutazione sessuale. I.N.R.I. non significa “Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum” ovvero Gesù re dei Giudei, ma in realtà significa “Ignis Natura Renuvatur Integra” e cioè la natura si rinnova per mezzo del fuoco. Quale fuoco? Quello che si sprigiona nell’unione sessuale, sia se generi un corpo o l’abito luminoso.
… continua
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