Che cos’è la Gnosis, a SCUOLA per "disimparare", il sesto senso

La gnosis è un funzionalismo della coscienza. Che cos’è la coscienza? E’ possibile che sia semplicemente quando ci rendiamo conto? Se si, di cosa? Di molte cose: di dove siamo, di ciò che ci accade, ma sopratutto ci rendiamo conto di esistere. Quando siamo coscienti, cioè ci rendiamo conto della vita, la domanda che sorge è: “cosa sono”? “Chi sono realmente”? “Che cos’è questo mondo in realtà”? Perchè? A cosa serve?
Queste domande sono il riflesso di un bisogno di conoscere, da cui “g’nosis”, conoscenza. Il bisogno di conoscere se stessi, di capire cosa siamo realmente – “perchè siamo consapevoli?”, “come mai io mi rendo conto?”. L’espressione di un funzionalismo insito nell’uomo che per comodità abbiamo, come umani intendo, “gnosi” ovvero “conoscenza”. La parola è di derivazione greca e significa appunto “conoscenza”. In tutte le tradizioni è esistita la “conoscenza”, il riferimento non era però ad un preciso insegnamento ma ad una conoscenza che proviene da sapere, dal conoscere, dall’aver intrapreso uno studio del mondo in cui siamo messi e dall’aver scoperto, per analogia e corrispondenza, alcune verità in merito a noi stessi a cosa siamo, la nostra funzione, etc… 
Solo attraverso una semplice domanda – “cosa sono?” – “che cos’è matrix? (usando la solita metafora” – possiamo realmente capire il sistema dottrinale, l’insegnamento detto in questo secolo gnostico o della gnosi, che diventa ed anzi è per sua natura uno strumento, non lo scopo, ma solo uno strumento … 
… uno strumento per fare cosa? 
Fissare il proprio Spirito, purgarlo, renderlo perfetto? Cosa significa essere “dei”? Chi è il Cristo? Cos’è un Cristo? Cosa fa un Cristo? Un bel dilemma. Come dice il Merovingio – perchè volete il fabbricante di chiavi? – che equivale a dire, perchè volete l’insegnamento, a cosa serve una scuola, a cosa vi serve? Non lo sapete.
 “il fabbricante di chiavi,” dice il Merovingio, il francese, –” per sua stessa natura, è un mezzo, certo non è un fine perciò cercare lui equivale a cercare un mezzo per … fare cosa?” – Siete venuti senza un “perchè” e quindi senza potere. E tu sai che cos’è la gnosis? Sai il perchè? Sai perchè ti serve? Perchè semmai la cerchi? Sappi che senza quel “perchè” qualsiasi scuola, qualsiasi individuo, maestro, istruttore, qualsiasi dottrina ti addormenterà, non ti servirà a niente, sarai volontariamente o involontariamente “plagiato”, perchè dentro di te porti un elemento che rende ogni dottrina, ogni insegnamento, inutile, inservibile che è il processo educativo precedentemente acquisito che ti nasconderà la semplice ovvia verità. In questo marasma, poi altri sguazzano, e tra questi ci sono quelli in buona fede e quelli che carpiscono il tuo potere dalla tua stessa ingenuità. Senza “perchè” siamo ingenui, siamo idioti alla mercè del mondo, ecco perchè è così importante sapere cosa siamo e dove siamo messi. Senza perchè siamo senza potere. Quando abbiamo un perchè abbiamo il potere di rubare anche il fuoco al diavolo, al Lucifero al Merovingio. 

“Voi siete qui perchè siete stati mandati qui, vi è stato detto di venire qui e avete ubbidito. Ehe eh eh eh eh… del resto è così che vanno le cose. Sapete, esiste un solo principio costante, un solo principio universale ed è l’unica e autentica verità: la causalità. Azione… reazione. Causa ed effetto. 

Morpheus: “tutto comincia però con una scelta“.

Merovingio: “no, errore. La scelta è solo un’illusione creata e posta tra chi ha potere e chi non ne ha“.

Il nostro Spirito, la vita stessa che siamo, è imprigionata, ma non in senso metaforico, lo è realmente, il processo educativo ha distrutto quasi completamente negli individui ogni possibilità di svilupparsi ulteriormente ed interiormente. Lo stesso insegnamento, qualsiasi, anche il più puro, viene preso e adattato alle conseguenze del processo educativo che per comodità ho chiamato prima educazione. Gli stessi istruttori, gli stessi adepti istruiti da un maestro se non fanno un lavoro di disintegrazione di questi primi processi, che sono veri e proprio programmi, prenderanno quell’insegnamento e lo trasformeranno in qualcosa d’altro, che sembra ancora quello ma non lo è più. Esempio più evidente sono di seguaci e successori tenutari della grande fede cattolica, nei quali, dalle gerarchie al più umile fedele, non c’è più un briciolo di quei meravigliosi insegnamenti che erano di Gesù detto il Cristo, ovvero l’unto, colui che sa, la Coscienza come sostanza, lo spirito santificato.
La nostra attenzione è totalmente rivolta fuori, anche quando osserviamo noi stessi, siamo alla ricerca della “considerazione”. Se non veniamo considerati ci sentiamo frustrati. Quando ci sentiamo frustrati cerchiamo la rivalsa giudicando o correggendo gli alti, meglio se più deboli. La morale nel mondo è un grave inganno, è il giocattolo che ci è stato dato per sentirci “importanti”, come quando ad un detenuto gli fanno fare l’aiuto carceriere. Diventiamo sbirri, mentre restiamo inesorabilmente schiavi. Siamo realmente senza potere, anche chi crede di averlo, non ce l’ha, crede soltanto, perchè così che funziona il processo educativo, serve a farti credere quello che non sei, qualsiasi cosa tranne ciò che sei: “interessante, divertente, antipatico, rancoroso,  super, sfigato, umile, esaltato, supremo, dimesso, cretino, intelligente, fanatico, ribelle, educato, grossolano,  fine, gretto, inusuale, imprevedibile, simpaticone, altruista, etc…, etc…” tutte fandonie, niente di qualcosa che si avvicini al reale. Capite la portata dell’inganno? SVEGLIA!
Se non si rimuovono le idee pregresse, non si può comprendere il “sistema”, non si può comprendere nessun genere di insegnamento. Potete andare in India, in Sud America o dove vi pare, ma tornerete sempre gli stessi di prima avrete solo cambiato facciata. Il vero potere è altrove, il vero potere è nel “perchè”. Serve “buon senso”, senza buon senso non c’è vera disciplina, senza rimuovere gli effetti della prima educazione il lavoro che potrebbe produrre un secondo tipo di educazione diventa del tutto inutile ed anzi ci si brucia l’occasione, lo choc della prima volta, che ci si porrebbe davanti quando lo incontriamo.
Siamo educati o meglio siamo stati “formati”, indottrinati, ad intellettualizzare tutto, trasformarlo in un dettame da seguire, facendolo diventare tutto regola, dogma, o credenza. In queste linee è facile individuare quale sia l’intento della prima educazione e cioè: CONTROLLO. Il controllato a sua volta vorrà, sentirà emergere come un esigenza, il bisogno di controllare altri, ecco perchè – “correggiamo”, “giudichiamo”, “ci lamentiamo”, “ci giustifichiamo”, “prendiamo tutto sul personale” e “diamo il tormento ai nostri simili”; 
L’uomo che impara a conoscere se stesso è un uomo di “potere”, non un potere da esercitare sugli altri, ma un autentica manifestazione del Sè reale, dell’identità divina, per dirla in qualche modo; e questo richiede autonomia, richiede libertà, indipendenza, atti interiori, richiede capacità di stare dentro, … richiede sapere vivere senza “regole”, facendo esercizio della coscienza, sempre ed il più possibile. Tutto il contrario di come siamo abituati a vivere. Un uomo cosciente non è né buono, né cattivo è “cosciente”.
La coscienza non si impara, la si fa emergere; quello che si impara è un “sistema” per farlo, per promuovere lavoro e circostanze, istanti, dove provare, tentare a vedere di farglielo fare. La coscienza è qualcosa di profondamente legato allo stato d’essere di un individuo e voi, e noi, purtroppo non esistiamo, non siamo; tutto ciò che siamo è realmente delle macchine, macchine biologiche programmate (dalla prima educazione) che rispondono reattivamente, secondo questo programma, alle circostanze della vita ed a certe influenze esterne. Macchine che possono smettere di esserlo, aveva molta ragione in questo il signor G. La trappola più incredibile risiede nella nostra convinzione di essere liberi di agire, all’interno del nostro recinto, aggiungerei; recinto che è stato ben occultato proprio da questa formale illusione di essere liberi.

“Noi non siamo qui perchè siamo liberi, siamo qui perchè non siamo liberi; di sottrarsi a questo dato di fatto non c’è ragione, nel negarlo non c’è scopo perchè sappiamo entrambi che senza scopo noi non esisteremmo.” – Smith (Matrix, Reloaded)

Noi non siamo liberi. La schiavitù consiste in una uniformità di pensiero, di emozioni e di reazioni fisiche, tutti manifestiamo la stessa cosa, eppure siamo ognuno un entità a se e molto, molto diversa l’una dall’altra. Siamo stati uniformati, siamo stati privati della nostra possibilità di sperimentare la “conoscenza”, la g’nosis, ovvero ci sono state tolte le “domande”, – “è la domanda, Neo! è la domanda ….” – dice Trinity. Senza la domanda noi non esistiamo, ripetiamo la nostra normale vita; le nostra giornate sono una uguale all’altra proprio come nel film del “giorno della marmotta” o di quello di Albanese di “E’ già ieri”. Siamo intrappolati in quell’unico maledetto giorno, perchè ci siamo spenti, anche se apparentemente il sole è sceso e risalito in un nuovo altro giorno, cosa tra l’altro falsa, il sole non si muove, è la Terra che è infilata in un girarrosto, … siamo intrappolati sempre nelle stesse circostanze che per una strana ragione sembriamo non esservi mai all’altezza.
Come mai non siamo mai all’altezza di quello che ci arriva? Si anche quelli spavaldi fuori, dentro sono titubanti, sono rari i momenti di decisione autentica, e quelli che ce l’hanno di loro è perchè il processo educativo è stato leggermente diverso da quello della massa. Siamo stati educati ad avere paura (altro bel strumentone dell’educazione e del controllo), siamo stati educati ad essere preoccupati, preoccupati di non piacere agli, di non essere all’altezza, di rimanere soli, di essere abbandonati, di restare senza denaro, senza cibo, paura dello straniero, del territorio, della malattia, della catastrofe, del 2012, della crisi economica, … 

“… un guerriero”, dice Don Juan,  – “è guidato dal suo scopo inflessibile e può difendersi da tutto. Nulla lo può importunare, nè un topo, nè un serpente, nè un leone di montagna” – (Viaggio ad Ixtlan – Castaneda)

Siamo stati educati a non sentirci mai al nostro posto, siamo stati educati a crederci quello che non siamo ad indossare inutili maschere per superare l’imbarazzo di non capirci un tubo; e di fatto di non essere maturi e responsabili per accollarci la nostra vita, e la deleghiamo agli altri. E’ colpa degli altri se non siamo diventati famosi, ricchi, potenti, o chissà quale altra panzana simile. E’ colpa degli altri se non siamo felici. Se mio marito, se mia moglie, se i miei figli fossero o facessero come dico, cioè quindi come mi “aspetto”, sarei veramente una personcina a modo, felice, etc. …. ILLUSIONI!
Non vediamo l’inganno perchè siamo noi stessi l’inganno. Siamo identificati con un idea di noi che non esiste, noi non siamo quello che crediamo di essere. Non siamo il corpo, non siamo il lavoro che facciamo, non siamo il conto in banca, non siamo niente di tutto questo, questo è solo quello che ci è stato fatto credere di essere. Dura da secoli, ci siamo nati in questo mondo già fatto così. “E’ il mondo che ci stato messo davanti agli occhi per nasconderci la verità”. Quale verità? Che vieni condizionato e reso schiavo da altre macchine, che a loro volta non sanno di farlo, hanno subito, ignare il tuo stesso destino, capisci che non ci sono veri carnefici, capisci che i tiranni, sono a loro volta manipolati, perchè questa roba va avanti da secoli. Certo c’è stato un principio, e c’è chi sa ed usa questo sistema per i suoi scopi, ma tutto alla fine finirà per far tornare i conti: Causalità, causa ed effetto. “Se tu oggi togli una cosa a me, domani ne dovrai pagare lo scotto”, dice sempre il Merovingio o qualcosa di simile. Perchè? 
Ci irritiamo per qualsiasi cosa, ci permettiamo di sentirci indignati solo perchè crediamo di essere importanti; siamo pieni di abitudini, ecco perchè sanno sempre dove trovarci[*], siamo accessibili al mondo, ci preoccupiamo di quello che le persone pensano di noi, ci sentiamo continuamente in dovere di spiegare i nostri atti come se fossimo gli unici a sbagliare e come se avessimo l’attenzione del mondo su di noi … diventiamo accessibili al mondo ed il mondo ci mangia.

[*] “Questo telefono è sotto controllo, perciò devo essere breve. Sono arrivati a te per primi, ma hanno sottovalutato la tua importanza. Se sapessero quello che so io… a quest’ora probabilmente saresti morto”. (Morpheus – “the matrix” – 1999)

Essere preoccupati vuole dire diventare accessibili, significa essere cibo per qualcos’altro; una volta che ti preoccupi ti aggrappi a tutto per disperazione, ed una volta che lo fai sei destinato ad esaurirti ed esaurire tutti. Liberativi delle regole, lasciate perdere le idee su voi stessi, giungete alla verità e cioè che il cucchiaio non esiste, e scoprire che siete voi a piegarvi … vi ricorda qualcosa?
“Essere inaccessibile” non significa estraniarsi dal mondo, significa saper vivere, significa “trasformazione delle impressioni”, significa “non fare” la propria tendenza, significa non essere reattivi, anzi … se hai la “tendenza ad essere reattivo” devi diventare “passivo”, se hai la tendenza ad essere “passivo” devi diventare reattivo, se sono pigro, statico, il mio “non fare” non è la contemplazione, ma l’azione… e viceversa. Noi siamo oggi costretti a imparare a vivere perchè siamo stati educati a non farlo, siamo stati educati a delegare le responsabilità ad altri; non si tratta di una reale educazione, per lo più è un disimparare, le regole del mondo.
La verità è in noi, ma noi non sappiamo cercarla, siamo stati deviati, spostati; vediamo mezzogiorno alle tre, non ci possiamo fare niente, possiamo solo disimparare; dobbiamo sviluppare un secondo tipo di attenzione, che ci mantenga agganciati dentro, a sentire quello che ci accade a livello emotivo innanzitutto e poi a livello dei pensieri, delle sensazioni, solo attraverso questo tipo di ascolto posso cominciare a vedere ed imparare cosa sta accedendo fuori. Le cose che vedo sono interpretate dal “cervello” perchè fanno parte di un prelievo sensoriale esteriore che si fonda solo sui 5 sensi.
Quale è il sesto senso? La seconda attenzione, il sesto senso è ascoltare dentro, percepire cosa mi sta accadendo. Solo così comincio ad avere una lettura più realistica di quello che accade. Se in un piatto di spaghetti nel centro, ben nascosto dentro, ci fosse del veleno, non lo scoprirei, servendomi solo del prelievi esteriore dei 5 sensi, se non quando ci arrivo e lo assaggio e sento amaro o qualcosa di strano. Se avessi attenzione, un secondo tipo di attenzione, percepirei informazioni da dentro e sentirei che il corpo sta già informandomi che c’è qualcosa di strano nel cibo, vuoi perchè ne ha elaborato l’odore o altro, vuoi che siamo dotati di qualcosa che è capace di rendersi conto.
Coscienza, è ciò che si “rende conto”. Non si impara, la si ha o la si sviluppa, alla coscienza si lavora, la coscienza è una conquista. Come? Facendosi la domanda, anzi facendo emergere, lasciando emergere la domando, facendo emergere lo stato della domanda. Quale domanda? “Chi sono”? Cosa sono? Perchè esisto? Cos’è esistere? Cos’è questo mondo? Che cos’è matrix? per avere domanda bisogna essere in uno stato di bisogno, di necessità, di urgenza, altrimenti ce la stiamo ancora raccontando su. Com’è difficile, non è vero? Ma perchè siamo noi che lo siamo diventati ed adesso disimparare è dura, … 
Il mondo non è così scontato, si tratta di un luogo dove è impossibile annoiasi, essere annoiati è l’inganno. Dobbiamo disimparare ed alla svelta;
Questo è il senso di un autentica dottrina: insegnare a disimparare; e per ironia della sorte questo non può essere fatto senza imparare, senza un secondo tipo di educazione, che deve essere impartita come tale e con questo presupposto di base, non insegnare cosa pensare e nemmeno come, ma lasciare che emerga, se la verità è in noi essa può solo emergere. Disimparare è lo strumento affinchè emerga, ma dobbiamo disimparare sistematicamente, serve conoscere come ha operato la prima educazione, serve riconoscere le sue idee nelle nostre convinzioni, serve capire come è avvenuta la programmazione, come sia potuta accadere.
Attenzione, ve lo dico per carità, non affilate le armi della vostra arroganza, non pensatevi “dei”, “potenti” o “migliori”, smettete di credere di sapere o di aver capito, di essere avanti, di aver svegliato questo o quello o  peggio di essere oramai quasi giunti ad qualche traguardo trascendente, etc…  quando non lo siate; e non lo siete non perchè non lo “siete”, ma non lo siete perchè siete stati convinti di esserlo, senza aver conosciuto che lo “siete”. Piantetela di sentirvi “importanti”, non frega a nessuno cosa siete o chi siete, importa solo a voi, e questa è l’unica cosa decente, piantatela di cercare l’approvazione altrui, la loro considerazione non vi renderà migliori o peggiori di quello che siete.
Non fatelo! Non fatelo di essere così arroganti da sentirvi avanti, spiritualmente eletti o di aver capito, o quant’altro di simili, non perchè è un cavolo di peccato di superbia o altro, ma per la vostra stessa incolumità. DOVETE DISIMPARARE se volete conoscervi. Non fatelo, la conoscenza è un cambiamento radicale, i piccoli passi non esistono, quelli sono per tenerci ancora nell’inganno. Per mollare questo mondo, per fermarlo fuori e scoprire le cose autentiche dobbiamo disimparare. Il resto sono carezze, vezzeggiamenti al nostro Ego, che oramai è diventato realmente smisurato, proprio come Smith nei seguiti di Matrix.
State attenti a cosa vi attribuite, finchè la prima educazione è ancora parte di voi, finchè le regole del mondo sono appiccicate al vostro essere; e non pensiate che perchè siete ribelli, contestatori siete liberi, perchè non è così. Tutti siamo stati educati allo stesso modo, solo rari casi, e quindi tutti rispondiamo agli stessi stimoli nello stesso modo, l’illusione di decidere viene dal fatto che non si è operato sulla gamma delle scelte, ma sulla stessa reale possibilità i scegliere. Nessuno realmente sceglie, le sfumature sono solo un altra illusione, ragioniamo per opposti, ci polarizziamo, positivo, negativo, … ricordate i Sistemi
Guardate la nostra tendenza a chiacchierare e scoprirete che c’è una ragione per cui non sappiamo assaporare il silenzio o non conosciamo il suo reale “potere”. La vera funzione dell’intelletto, la sua manifestazione, è intuito, è un intuizione, è la lampadina di Archimede Pitagorico, non un flusso ininterrotto di pensieri già pensati. Scollegarsi dal sistema, uscire da matrix, andare via da questo mondo significa semplicemente smettere di ricevere informazioni dalla mente collettiva e per farlo devo DISIMPARARE.
Siamo fregati, siete fregati perchè tanto queste parole (questo mio scritto, intendo) la prima educazione dentro di voi le prenderà e le girerà nel suo verso, e tutto sarà stato inutile, usate la coscienza, tenete fuori il raziocino da queste mie parole, evitate ogni genere di riflessione, incassate in silenzio, cercate di non giudicare, questo forse serve, lasciate che queste idee scivolino, senza significato, a chi importa… .milioni di Km di spazio infinito dove siamo noi? Evitate persino di affermare che avete capito, ascoltate e basta! Impedite all’educazione di fare confronti, di fare collegamenti con qualcosa che conoscete, limitate l’esperienza alla letture e poi ciao! Fine un saluto, stammi bene, addios, saludos amigo, au revoir, arrivederci!
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