Il Regno dei cieli sarà dunque simile a dieci vergini (Matteo 25; 1-13)

Con l’intento di continuare a portare avanti il filo sottile che lega Gesù ai suoi apostoli e al principio secondo cui tutto nel Dramma del Cristo (storico) è parte di un insegnamento, di un manuale d’uso, un protuario il cui scopo è liberarci dalle diverse forme di schiavitù, dalla società al cosmo o universo, analizzeremo, ancora per un pò, alcuni scritti, a cominciare dai vari vangeli, per capire quale fosse la scienza antica che è stata celato o che è realmente celata. In questo post verrà quindi analizzata una parabola contenuta nel vangelo di Matteo, con l’intento di far riflettere sulla natura sessuale dell’insegnamento del Cristo, ragion per cui il “sesso” è sempre stato considerato qualcosa di peccaminoso: Il cristianesimo primitivo è cento per cento sessuale, se Adamo ed Eva, rappresentazione dell’uomo primo, sono discesi in questo ordine di mondo a causa del sesso (la mela, l’albero della conoscenza del bene e del male), grazie ad un certa particolare formula di super sessualità l’individuo è in grado di rientrare nel suo paradiso personale, nei cieli interiori, che non sono un luogo preciso, ma uno stato di coscienza, una vibrazione spirituale, inteso come più sottile.

Non ci sono distinzioni in questo; spirituale o materiale sono facce della stessa cosa, l’energia qui è materia, lo spirito è materia che vibra in uno livello superiore, maggiore, elevato … ecco perchè il “regno” (del Cristo, cioè l’unto, il risvegliato) è nei cieli.  

Come già è stato fatto in precendenza per “le 7 parole sulla croce“, “i vari miti del Cristo” ed il “Pistis Sophia (Fede e Saggezza) – Il vangelo del Cristo“, abbiamo fatto utilizzando il vangelo di Filippo in precedenza, così in questo post voglio estrarre una parabola contenuta nel vangelo di Matteo per mostrare come in esso realmente vi è contenuta scienza, l’antica scienza dell’alchimia sessuale. Tutto l’insegnamento cristico o cristiano primitivo è per lo più sessuale, per questo che un certo tipo di educazione vi ha dovuto convincere che siete impuri nel sesso. Il sesso è la chiave di tutto il gioco qui.

In Matteo 25; 1-13 si legge: « Il Regno dei cieli sarà dunque simile a dieci vergini, le quali, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque erano stolte e cinque erano sagge. Le stolte nel pren­dere le loro lampade non si provvidero d’olio; le sagge invece misero negli orcioli l’olio per le loro lampade. Indugiando lo sposo, si assopirono tutte e dormirono.

A mezzanotte si udì un grido: ecco lo sposo, uscitegli incontro. Allora tute le vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: Non basterebbe più né a noi né a voi: andate piuttosto dai venditori e compratene. Mentre quelle si allontanarono per comprarlo, giunse lo sposo; e le altre, pronte, entrarono con lui nella sala delle nozze e fu chiu­sa la porta. Più tardi vennero anche le altre vergini dicendo: Signore, Signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: io non vi conosco. Vegliate dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora».

Iniziamo col dire che la stranezza di certi particolari di questa parabola non ci deve stupire. E’ proprio nell’insegnare attraverso i paradossi che si trova il primo segreto di questo insegnamento, di modo che davanti alle contraddizioni ed alle assurdità esposte, si è obbligati a supporre, nel caso di questa parabola, che la lampada, l’olio, lo sposo e le vergini siano necessariamente dei simboli da interpretare, se non si vuole adottare la solita creduloneria.

Accendere la lampada significa accendere i propri fuochi sacri, le vergini sono la castità, lo sposo è lo Spirito che discende. Si legge nel vangelo di Tommaso a questo proposito – «Gesù disse: “Se la carne pervenne all’esistenza a motivo dello spirito, è una meraviglia. Se lo spirito è pervenuto all’esistenza a motivo del corpo, è una meraviglia delle meraviglie. Ma io mi stupisco che una tale ricchezza abbia preso dimora in questa povertà “.»

La povertà si riferisce alla condizione di umanoide in cui tutti versiamo, la miseria nella quale ci siamo messi; lo Spirito è ciò che cerca di farsi carne è lo Sposo, è un aspetto della nostra monade che tenta nel corso dei secoli e dei Mahavantara di incarnarsi per giungere alla Salvezza. Il potere Salvifico dell’opera del Cristo è alla base di tutto questo insegnamento. La lampada (e quindi le lampade) ha sempre raffigurato nelle varie culture esoteriche il lavoro da compiere su sé stessi, lucidare l’ottone o la pulizia della lampada che fa Aladino, sono simbolici sempre dello stesso lavoro di purificazione. In particolare nella leggenda di Aladino egli strofina per pulirla ed esce il genio, che sono le qualità nascoste, le virtù dell’essenza. L’olio è il frutto della trasmutazione, ecco perché sono le vergini a doverlo produrre, perché per produrre l’olio della trasmutazione bisogna essere casti. Il celibato non c’entra nulla con questo.

Cinque vergini sono sagge ed altre cinque sono stolte. Il cinque è l’ora di mercurio, le cinque del mattino è l’orario della trasmutazione è quando il pianeta mercurio, che guida la trasmutazione alchemica, sorge, ecco perché lo sposo sveglia tutti in piena notte, il riferimento è all’ora più fruttifera di quando praticare  quello che gli antichi Rosa Croce chiamano l’arcano A.Z.F.. Lo Spirito si fa carne per mezzo del Sesso, della magia sessuale. Il numero cinque poi è anche quello delle virtù fondamentali: la bontà, la giustizia, l’amore, la saggezza e la verità. Le cinque vergini sagge rappresentano, dunque, queste virtù, mentre le cinque vergini stolte rappresentano i difetti ad esse contrapposte. Il 10 è la lamina del libro di Thot che simboleggia la ruota delle reincarnazioni, le leggi di evoluzione ed involuzione.

L’olio simboleggia la forza vitale, la linfa che nutre tutte le cellule. In effetti l’olio si trova dovunque in natura: le piante lo attingono dal suolo, dall’aria, dai raggi del sole e, grazie a quell’olio, esse preparano la linfa, simbolo di quella linfa viva che scorre anche in noi. Dove? Nel nostro plesso solare. Il plesso solare è il serbatoio di questa forza, l’accumu­latore di tutte le nostre energie. Se sappiamo come riempirlo quotidianamente, avremo una sorgente alla quale potremo attingere in ogni momento le forze di cui abbiamo bisogno: ciò significa che la nostra lampada potrà fornirci la possibilità di aspettare colui che deve venire e che le vergini attendevano, lo sposo, che può giungere ogni giorno in noi sotto forma di luce, di saggezza, di ispirazione, di amore. L’olio sacro è fecondato dallo Spirito Santo.

La lampada in questo caso è il corpo fisico, è lo strumento della produzione e del lavoro su di sé. L’olio è il frutto della trasmutazione e dell’ispirazione, della capacità creativa, dell’inclinazione allo spirituale la quintessenza di sostanza (l’ens seminis) e di una vocazione all’interiore, solo così l’olio può essere fecondato dallo Spirito Santo, il Nef egizio. L’ispirazione è l’elemento della sintesi, l’ispirazione ci permette di superare le incomprensioni e le crisi emozionali. Il sentire dell’ispirazione è un sentire speciale che ci permette di ottenere la tanto sospirata relazione intima. L’ispirazione è ciò che ci permette di sentire il Padre nostro intimamente ed essere visitati dal grande Spirito.

Gesù ha parlato di vergini sagge o stolte, è proprio perché il plesso solare è in relazione col segno astrologico nuovamente della Vergine. Il plesso solare è ciò che Gesù ha designato con la parola “seno” quando diceva: “Dal suo seno fluiranno sorgenti di acqua viva”. Il Plesso è anche il luogo delle emozioni, le vergini sagge o stolte sono le emozioni: positive o negative. Il Plesso è il terzo cervello quello attraverso il quale riceviamo la terza forza del Triamazikamno sacro, la “Santa Conciliazione”, la forza dello Spirito Santo. Le cinque vergini sagge e le cinque vergini stolte rappre­sentano due categorie di esseri (donne o uomini, naturalmen­te): coloro che sanno preparare l’olio della propria lampada e quelli che non lo sanno fare. Qui si parla di un lavoro superiore, si parla del passaggio successivo all’essere o cercare di divenire casti. Infatti coloro che sono casti, ma consumano tutte le loro ener­gie in collere, in liti, in tradimenti, in invidie, nel provare invidia, nel parlare male, giudicare, in piaceri sensuali, in vanità, superbia, amor proprio, ecc…, anche se sono stati presenti o casti, non hanno saputo preparare quell’olio, hanno consumato tutta la loro sostanza in queste manifestazioni sgradevoli.

La persona, ad esempio, che non sa dominare il verbo, che non lo sa guidare, rovina la sua energia sessuale, perché la laringe è legata al sesso. La natura ci offre un po’ di quell’olio, attraverso il cibo e l’aria che respiriamo, ma siamo soprattutto noi che dobbiamo essere capaci di prepararlo interiormente mediante il dominio dei nostri sentimen­ti e i nostri pensieri. Mentire, calunniare, non mantenere l’impegno o la parola data, sono tra le principali forme di questo errato uso. Il “parlare inutile”, i pruriti intellettuali, il filosofeggiare, il “cazzeggio” emotivo ed intellettuale, per capirci, sono altre forme di sperpero del personale delle proprie risorse, dell’olio per la lampada.

Le cinque vergini stolte sono anche coloro che non hanno mai preparato l’olio per la propria lampada e per questo non hanno potuto avvicinarsi allo sposo e la frase – “In verità io non vi conosco” – vuole dire proprio questo, non si tratta di una crudeltà, significa solo che se non avete mai preparato dell’olio, venite oggi per la prima volta; durante la vostra vita non avete fatto lo sforzo cosciente per produrlo. “Io non vi ho mai viste, non so chi siate, per cui andatevene!” – marca solo la difficoltà e la severità necessaria nel lavoro ed il fatto che abbiamo consumato tutte le forze più preziose in inutili tentazioni.

“Vegliate, dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora” – dice lo sposo. Questa è una frase importante. Vegliate non significa “non dormite”, poiché tutte le vergini si erano addormentate, sia le sagge che le stolte; la parabola in questo caso non si riferisce allo stare presenti. “Vegliate” significa – siate “spiritualmente” svegli – e si riferisce al avere una disciplina esoterica quotidiana, una ricerca attiva, un interesse, uno scopo ed un intento nello sviluppo di Sé, … perché non sapete in quale momento verrà il diletto sposo. Colui che cura ciò che mangia, purifica il suo sangue, è casto e con le sue preghiere, la meditazione, la trasmutazione, la riflessione, il lavoro sull’attrito interno, la comprensione attraverso l’amarezze delle circostanze avverse della vita, uccide l’odio e si rende puro, è capace, allora, di preparare nel suo cuore, nella sua anima quell’olio spi­rituale tale affinché un giorno, prima o poi, sarà visitato dallo Spirito.

La vergine saggia di cui parla Gesù nella parabola è il simbolo dell’anima umana che si prepara a ricevere lo Spirito Santo. È per lui che essa deve avere l’olio, perché lo Spirito Santo è una fiamma. Una fiamma ha bisogno di essere alimentata e l’olio è il suo nutrimento. Il calore è la Terza Forza. Lo Spirito Santo altro non è che lo sposo di luce e verrà soltanto se avete olio sufficiente per alimentare la sua fiamma. Ora comprenderete perché è scritto che nel giorno della Pentecoste i discepoli hanno ricevuto lo Spirito Santo sotto forma di fiamme, di lingue di fuoco che bruciavano sopra il loro capo: era possibile perché avevano riempito le loro lampade di olio, questa quintessenza spirituale che sola può attirare lo sposo, lo Spirito divino. Come ho già avuto modo di dire, secondo la conoscenza della “gnosi”, intesa come la fonte di informazioni alla quale mi riferisco, gli apostoli rappresentano le parti auto coscienti del Cristo, le qualità dell’uomo solare, ricevere lo Spirito Santo significa che tutte queste parti interne dell’uomo, del maestro, si spiritualizzano nell’ultima cena, per mezzo dell’ultima cena che è l’atto stesso della trasmutazione sessuale.

Essere o avere

“La civiltà contemporanea vuole degli automi. E le persone sono certamente sul punto di perdere le proprie abitu­dini di indipendenza, diventando sempre più simili ad automi, a pezzi di macchine. Non è possibile dire come finirà tutto questo né come uscirne, e neppure se ci sarà una fine o un’uscita. Una sola cosa è certa, ed è che la schiavitù dell’uomo non fa che aumentare. L’uomo sta diventando uno schiavo volontario. Non ha più bisogno di catene: incomincia ad amare la sua schiavitù, a esserne fiero. E nulla di più terribile potrebbe accadere a un uomo”.

– da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”, P.D.  Ouspensky 

La schiavitù è comoda ed è “piacevole”. Nuove abitudini sorgono e con esse nuovi “piaceri” e nuovi autoinganni. I sintomi preoccupanti di questa tendenza sono sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ci fa caso. Più il grado di coscienza diminuisce, o di incoscienza aumenta, è lo stesso, più il numero degli individui cresce. Il numero di umani che abitano il pianeta sembrerebbe inversamente proporzionale alla crescita della Coscienza.

Si tende a confondere l’essere con l’avere; infatti, ad esempio, avere la libertà non equivale ad essere liberi, e questo vale così per tutto, intendo per tutto ciò che facciamo od abbiamo. Le cose che possediamo ci possiedono. La personalità, l’immagine residua di sé, il ritratto immaginario, chiamatelo come vi pare, cresce a spese di ciò che ha realmente valore, di ciò che è reale. Tutto ciò che è esteriore, artificiale, superficiale, irreale, tutto ciò che non è nostro, cresce a nostre spese, a spese dell’Essere in cambio dell’avere; una casa, una macchina, un conto in banca, un salotto, bei vestiti, un immagine rispettabile, un lavoro, etc…

Nella nostra piccola ottica, ad esempio, il detersivo, lo shampoo od il dentifricio se fa schiuma vuol dire che pulisce di più, non importa se il “fluoro” è nocivo o distrugge i denti, ti hanno detto che fa bene, da “rifiuto tossico” è diventato per anni il principale componente nei nostri dentifrici, come è potuto accadere?  Come è possibile che ancora oggi si consigli alle donne in cinta di prendere il Fluoro? Come mai non ce ne siamo resi conto? La fluoroprofilassi, come i vaccini e altro, tutto sta diventando profilassi. Come mai non ce ne rendiamo conto? Per la maggior parte degli individui di questo paese è reale solo quello che va in TV.

Sapete cosa mettono per fare la schiuma nei detersivi sgrassanti? Sapete con cosa fanno i saponi od i profumi? Sapevate, ad esempio, che per fare i profumi da donna usano ferormoni maschili e per quelli maschili fragranze femminili? Sapevate che quegli ormoni li prendono da animali in calore? Indovinate quale animale? Il più compatibile (dicono loro) e vicino all’uomo: il maiale. Dovrebbe far riflettere. Perché lo fanno? La donna che si mette questi ormoni maschili mascherati da profumo si sente solleticata, lievemente eccitata e questa eccitazione le dà una falsa percezione di se; si sente bella ed attraente pensa che sia il profumo a farglielo, cosa che è così, ma non nel modo in cui pensa o crede. Figurati l’uomo che incontra quella donna e che istintivamente riconosce l’odore di un maschio, quale confusione incontrerà, ecco perchè spesso i profumi femminili non sono graditi agli uomini e viceversa, non è questione di gusto, ma di ormoni.

Personalità, immagine residua di sé. Perchè abbiamo bisogno di riempire la casa di oggetti? Cos’è un soprammobile? Perchè le mode? Perchè le auto, i televisori, i telefoni, etc… Perchè sexy? Che cos’è sexy? Guardate che non ne faccio una questione di qualità o altro, ne faccio una questione di attenzione, semmai, e di consapevolezza. Personalmente posso avere tutto quello che voglio, anche se dovrei forse arrivare a capire che tutto quello che voglio ce l’ho grazia al fatto che altri stanno “depressi” (per così dire); tutto dipende dal sapere dove è finita la nostra coscienza in tutto questo processo del desiderare. Tolto il fatto che nessun di noi  vuole realmente sapere da dove arrivano le cose che indossa, che mangia, che guida o altro, ognuno vuole che gliele diano, ad ognuno di noi interessa solo di poterle comprare, di avere il denaro per farlo ed i luoghi dove acquistare, e i nostri governi, le imprese o chi al posto loro devono procurarceli, in qualsiasi modo, il resto non conta più …e già questo sarebbe un certo segno di “inconsapevolezza” (mirata), di una qualche mancanza di autentica coscienza. Sarà mica scegliere questo? Sarà mica un comportamento normale, non dico spirituale o altro, dico normale? Vi sembra che uno si riduca a comprare, tutto quello che lo soddisfa è comprare e divertimento? Ma vi pare che sia una cosa reale? Spontanea?

Perchè sempre più persone cercano di incontrare altre, cercano relazioni, e le cercano sulla rete? Qual’è il vuoto che sta dietro? E’ un vuoto d’essere o un vuoto di avere? Che cosa ci sta succedendo? Il problema non è privarsi delle cose, non serve. Dal punto di vista della perdita di realtà  e di coscienza e quindi dell’essere (in senso di “esserico“), dell’esistere, della ragion d’essere, avercelo, ad esempio, un televisore al LED, full HD, plasma, 3D, o il nuovo Xphone, o rinunciarci desiderandolo tutto il tempo è la stessa cosa.

E’ un tale spreco di energia e di tempo e la coscienza è catturata nel “sistema” che il televisore  o il telefono rappresenta. Quando la coscienza resta coinvolta nei processi del desiderare rimane presa nella trappola dell’avere e rinuncia ad essere. Essere equivale a scegliere, anzi equivale a non scegliere perchè non ce ne è bisogno, è nell’incoscienza che noi viviamo che ci impone di scegliere, stabilire cioè ciò che è male e ciò che è bene, ciò che è gradevole, con ciò che non lo è, ciò che è bello o brutto, buono o cattivo, etc… . La coscienza in quanto reale ed “esserica” non sceglie, agisce, fa, opera, ed opera da un piano che è la consapevolezza e non la struttura condizionata, artificiale (come tutti in matrix d’altronde) della mente, che tutto giudica, vaglia, critica, corregge, si lamenta, spiega e giustifica. Non fare, significa non fare la nostra “tendenza”. Quale è la nostra “tendenza”? In realtà le tendenze sono molte, ma tra queste la conflittualità e il bisogno di “avere” sono le più diffuse, tanto da non sembrare neppure strano o insensato farlo.

Trascrivo una delle storie buddiste forse più famosa, ma che mi permette di rendere l’idea di quello che dico a proposito dell’identificazione con le cose e col lasciarci la coscienza dietro. Inizia così: 

“Un giorno due monaci buddisti stavano facendo ritorno al loro monastero, camminando in silenzio, quando giunsero alla riva di un fiume ove notarono che non c’era il barcaiolo che solitamente li traghettava dall’altra parte. Nel frattempo, giunse una giovane donna che analogamente si mise in attesa del barcaiolo per attraversare il fiume. Cominciava a farsi buio, per cui decisero che non era più il caso di aspettare e di attraversare il fiume da sé. 

Vedendo, però, la donna in difficoltà, uno dei monaci si offrì di aiutarla e la portò sulle spalle mentre attraversava il fiume. Dopo la traversata, la donna ringraziò e i due monaci proseguirono il loro cammino verso il monastero in silenzio. Ad un certo punto, l’altro monaco interruppe il silenzio: «Come hai potuto fare una cosa del genere? Noi non dovremmo avere nessuna relazione con le donne, figurati poi toccarle e nientemeno portarle sulle spalle!» Alche l’altro rispose: «Io ho lasciato quella donna tempo fa, sulla sponda del fiume, ma tu, mio caro, la stai ancora portando con te».

Osservare questi meccanismi ci permette di capire cosa siano i  “sistemi”, come sono entrati  e lavorano nella nostra testa, ci serve per capire e liberarci  dell’illusione delle “idee” della falsa personalità. I problemi del mondo non si risolvono con “l’aumento della produttività”, i problemi del mondo non sono “l’aumento del salari”. Abbiamo bisogno di pensare un sistema nuovo, completamente nuovo, abbiamo bisogno di liberarci di tutta una serie di credenze che ci fanno rimanere schiavi appesi ad un mondo opportunista e basato sul profitto e lo sfruttamento delle masse. A meno che … non c’è dell’altro che ci sfugge?

Come mai in campo economico, ambientale, etc… i nostri governi sembrano comportarsi in modo così sconsiderato, facendo scelte così stupide? Cosa sanno che noi non sappiamo? Cos’è  che fatichiamo a capire? L’economia attuale, porterà inevitabilmente il pianeta allo stallo in pochi anni ma nessuno se ne preoccupa. Lavorare di più, per produrre di più, per consumare di più, per guadagnare di più, per spendere di più, ma quando i più non hanno più lavoro chi se li compra tutti questi begli oggettini? Lavorare di più sembra un modo per tenerci impegnati,  spostare la produzione all’estero è lo spauracchio per indurti a realizzare qui le stesse condizioni non di lavoro, ma di “controllo”. Continuiamo a fare una montagna di rifiuti, quando realmente basterebbe poco per arrivare al “rifuiti zero”, ogni rifiuto diventa la materia prima di qualche altro processo industriale. Vogliamo fare le centrali nucleari … ma adesso, supponendo anche che siano sicure, ma è troppo evidente che sono del tutto antieconomiche e che inizieremo ad usufruire tra anni; nucleare, inceneritori, centrali al carbone, …. sembra  mica tutto così tanto intelligente?!

Come mai se ne fregano di ridurre le emissioni? E non ditemi che c’è Kyoto perchè per metterci realmente al riparo bisognerebbe smettere adesso. In Lombardia abbiamo un aria preoccupante e facciamo l'”eco-pass”. A Milano alle 20,30 c’è un traffico in città che sembra l’uscita degli uffici alle 17, 30 di 5 anni fa. O non esiste il problema e le cose  vengono usate ad arte per alimentare altra “paura” o sanno qualcosa che noi non sappiamo e per cui non ritengono necessario intervenire, perchè guardate che se non si interviene ce la vediamo brutta in pochi anni. Non può essere che sia solo una questione di leva economica o di speculazione di certi imprenditori. O.k. (Zero Kills),  capisco c’è una tizia che fa inceneritori e centrali nucleari, ma non si manda in merda un paese per avvantaggiare una persona o un certo tipo di imprenditoria, come si può essere così demenziali?! Possibile che roviniamo sempre più irreparabilmente la Terra solo per stupidi interessi di sopravvivenza? A questo punto o c’è altro o è realmente un problema di “consapevolezza”, di incapacità di “rendersi conto”, è questione di esser poveri di spirito, è questione che si pensa che oltre questo povero pianeta e le sue mutazioni casuali non esista altro e quindi me ne “frego” … o invece c’è  altro sotto …

Che cavolo si sciopera per il “lavoro”? Per 4 briciole, Soldi? Ho il mutuo da pagare?! Le rate della macchina, i figli da mantenere … ma quanto pensi che potrà durare ‘sta pacchia? E’ il sistema ad essere in crisi, quello che porti a termine in una trattativa di questo tipo si basa ancora sui fondamenti di un sistema “consumistico” (per dargli un nome), che letteralmente ruba gli 8 decimi delle risorse terrestri per far star bene te? Devi lasciarla la fabbrica, molla la contrattazione. Devi dire “No ad oltranza”, chiedi di ripensare ad un mondo diverso altrimenti stai lottando per gli interessi di sempre. Un sistema che ti illude di cose. Tu lotti sulla base delle loro idee non le tue. Tu lotti per chiedere schiavitù, vuoi “avere” invece che pretendere di esistere, di “essere“; e non “sei” qualcuno od esisti se “hai” un conto in banca od un lavoro o i soldi per mantenere la tua famiglia, ma “hai” quando “sei” qualcuno, quando dentro emerge qualcosa che questo mondo sembra meticolosamente imbrigliare. Ma siccome non sei niente, preferisci il “sogno” di matrix alla “realtà”.

La rivoluzione della coscienza, chi siamo, Darwin

La storia ci ha abituato alla “rivoluzione”, la ribellione dell’uomo sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, tutto per modificare le condizioni di vita su questo piano di esistenza. Ma facciamo il punto, dove ci ha portato tutto questo? Certo forse a guadagnarci un posto al sole, la rincorsa di un sogno, l’illusione di una libertà contro una schiavitù che ha solo, però, cambiato forma, ma è rimasta la stessa nella sostanza. Certo non portiamo più ceppi hai piedi e non sgobbiamo tutto il giorno come animali (forse?!), ma il livello di sviluppo interiore è quasi lo stesso se non inferiore. La coscienza collettiva in migliaia di anni non si è granché evoluta. 3/4 del mondo non accede alle risorse, gli 8/10 della risorse sono in mano a pochi paesi ed all’interno di queste sacche di ricchezza restano sempre in pochi a tirare realmente le fila del mondo. 
Il sistema si è adattato, rivoluzione dopo rivoluzione, riportando nel tempo i valori sotto gli stessi parametri. Oggi la democrazia è solo l’ennesima illusione per impedirci di guardarci dentro e scoprire che non c’è niente. La gente è “incazzata” e non sa nemmeno perchè; è frustrata perchè intuisce che gli è stato tolto qualcosa, un qualcosa che, a causa di come è stata educata a pensare, riesca a ricondurre solo ad una serie innumerevole di privilegi, favori, posizioni, carriera, denaro, oggetti, … in un parola aspettative. 
Ma quello di cui siamo stati privati è molto più grande ed è la nostra vita, la coscienza, la possibilità di investire la nostra vita nel suo sviluppo. La coscienza è un valore nell’universo. L’uomo coscienza non può essere controllato, colui che rivolge gli impulsi della sua ribellione dentro è un anomalia che il sistema sa come aggiustare, ma di quando in quando qualcuno sfugge ed allora … 
Serve usare l’impulso ribelle per generare un autentica rivoluzione, non una “rivoluzione esteriore” fatta di reazioni impulsive che, anche se motivata da alti valori umani di giustizia e libertà, finisce per essere un’altra espressione violenta nel mondo. Ogni rivoluzione esteriore viene sedata, viene ricondotta sotto l’egida del potere, la “rivoluzione interiore” invece no, essa è la “rivoluzione della coscienza” auspicabile per ogni essere umano che scelga di uscire dal tragico torpore della sua vita che inesorabilmente lo conduce ad una morte lenta e senza senso. Il potere di cambiare se stessi non e’ nella mente, ma nel corpo e nei sentimenti. “Conosci te stesso” e’ il motto di tutti coloro che cercano la vera conoscenza ed il vero “essere”; non il carattere della personalita’, ma l’Essere Reale, il Se’ interiore profondo, l’Intimo Deus ex machina. Ecco perchè non vogliono che vi conosciate. Ci insegnano a creare un ritratto immaginario di noi stessi, un immagine che non ha nulla a che vedere con ciò che siamo realmente. Noi non siamo il corpo, siamo il “manovratore”. 
Noi non siamo un corpo fisico animato da una forza dell’universo, noi siamo quella forza, noi siamo cio’ che anima questa macchina umana. Le forze che creano l’Universo risiedono in noi stessi qui ed ora. Un tempo sapevamo cosa e chi eravamo. Purtroppo – “non sappiamo chi fu per primo a cominciare, se noi o loro, ma sappiamo che fummo noi ad oscurare il cielo” (dice ad un certo punto il personaggio di Morpheus, nel film “the matrix”), fummo noi, cioè ad offuscare i nostri cieli, cioè la Coscienza, fummo noi a perdere il ricordo di cio’ che siamo, perdendoci nell’illusione di cose inutili, di falsi traguardi, di miti, di superstizioni, di inutili credenze; fummo noi ad oscurare il nostro stesso cielo con l’”egoismo”, l’”invidia”, la “vanita’”, l’”amor proprio”, l’”orgoglio”, l’”ira”, la “collera”, fummo noi ad oscurare il cielo con la non conoscenza e l’ignoranza, fummo noi a produrre la perversione sessuale, la pornografia ed anche l’astinenza demenziale monastica. E’ così che siamo cambiati. Il mondo in cui siamo discesi è denso, e col tempo ha cancellato il ricordo, l’uomo moderno è uno smemorato cronico, dimentica tutto persino se stesso, si immerge nel suo passato o sogna un futuro migliore, sogna denaro, potere, riconoscimento e gloria. 
Non fraintendetemi, dal mio punto di vista la vita ha sempre e comunque un senso, nulla a che vedere con il fatalismo o qualche filosofia della “nuova era”. Tutti gli scopi del mondo, anche quelli piu’ indegni, alla fine mirano, anche se in modo cosi’ imperfetto da offuscarne il significato, ad un unico scopo e cioe’ conoscere se stessi, conoscere la vita, conoscere cosa sia la vita e perche’ esistiamo. Il meglio è arrivarci consapevolmente e non credendo di essere vittima di chissà quale ingiustizia, o accidentalità. Possiamo scegliere. Causalità, è molto vero ed osservabile che ne siamo tutti soggetti, le cose non accadono a caso, nel senso che ad ogni azione equivale qualcosa di uguale e contrario, ad ogni effetto è possibili risalire ad una causa, la causa è dentro, la causa sta nel nostro modo di porci, nella nostra “tendenza”, nella nostra psicologia; non è così difficile da capire, altro che evoluzione casuale, altro che una somma di eventi o mutazioni casuali. Il DNA stesso, quando non replica il suo messaggio fondamentale, è perché è stato danneggiato e questa non è una chance evolutiva, ma un handicap che riduce asintoticamente le probabilità di sopravvivenza. La selezione naturale è giustificata solo all’interno di una specie. 
L’uomo non discende dalle scimmie, non c’entra nulla. Ci sono voluti quasi tre miliardi di anni per vedere la diffusione dei primi organismi pluricellulari. I primi vertebrati marini sono comparsi circa 500 milioni di anni fa, i primi pesci 440 milioni di anni fa, i primi anfibi 400 milioni di anni fa, i primi rettili 250 milioni di anni fa. Come è possibile che tra uno scimpanzé e i suoi presunti discendenti, cioè noi, ci siano voluti giusto, giusto, approssimativamente ed a malapena 7-8 milioni di anni?! L’uomo è comparso dal piano della volontà, letteralmente comparso quando le condizioni hanno permesso la comparsa della Coscienza. Ma torniamo alla rivoluzione.
La paura è lo strumento di controllo e noi ce l’abbiamo dalla nascita. E’ la paura a generare certi comportamenti indegni per degli esseri umani. La codardia ed il tradimento nascono dalla paura. 
Persino la violenza, la crudelta’, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo sorge da una paura fondamentale, che e’ quella di morire. L’uomo deve dimenticarsi di esistere per poter danneggiare gli altri.

«Voi potete fare quello che fate perche’ non vi ricordate che un giorno morirete, altrimenti smettereste di umiliare e sfruttare i deboli, smettereste di vendere e rubare, di depredare questo nostro pianeta, smettereste di soffocare ed ancora … smettereste!!! Ma siccome ve lo dimenticate tutti i giorni e tutto il tempo, create il denaro, le banche ed il debito, dimenticandovi della solidarieta’, sporcate i fiumi ed inquinate le acque, dimenticandovi che quell’acqua la berremo tutti, … » 

Tre sono le grandi paure che dominano le nostre vite e ci rendono dei “vigliacci” incalliti: “paura di non essere all’altezza” e questo crea complessi, di inferiorita’ o di superiorita’ (e’ la stessa cosa alla fine), “paura di essere abbandonati” (e’ la sensazioni di essere stati mollati qui senza un perche’ e questo sviluppa il bisogno di possedere gli altri ed ecco perche’ troviamo consolazione nel comprare cose) e la peggiore di tutte, quella che crea il pregiudizio, il diverso, il razzismo e l’intolleranza che e’ la “paura, sensazione di vivere in un luogo ostile“. 
Attraverso un lavoro di auto conoscenza e di purificazione della nostra psicologia dall'”elemento dell’egoismo”, un lavoro atto a realizzare il “non fare” la tendenza, possiamo realmente anelare ad un autentica “liberazione”, contrariamente restiamo schiavi dei sistemi del mondo, dei falsi bisogni che ci sono stati dati appositamente per impedirci di conoscere la verita’ su noi stessi. Quale verita’? «Che sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente». 
Questa prigione e’ il nostro stesso psichismo, e’ una doppia natura inumana; sono le conseguenze della proprieta’ dell’organo Kundabuffer trasmessesi per eredita’. Tutto nell’universo e’ “cibo”. E’ della storia dell’umanita’ che si sta parlando qui, molte sono le toerie: «una societa’ evoluta e’ giunta sulla Terra ed ha manipolato geneticamente un primate per ottenerne schiavi»; il pianeta nel momento in cui si stava fissando nel piano fisico e’ stato colpito da un asterioide ed alcune gerarchie celesti hanno installato nella presenza dei nostri antenati un organo (il Kundabuffer, così lo chiamò il signor Gurdjieff) per ri-stabilizzarlo; una gerarchia nota col nome di Arconti uscita dal Pleroma ed agli ordini di un architetto Demiurgo tiene gli esseri umani schiavi per potersi nutrire delle loro debolezze, della paura», etc… e molte altre, la cosa e’ che qualcosa e’ accaduto e quanto e’ riportato dalle antiche scritture contiene i motivi della nostra origine. Sono gli Androgini Divini o Cosmocratori ad aver creato questo Universo. 
La razza umana per un qualche motivo, ha dovuto, per discendere o nel discendere, su questo piano fisico, perdere la sua “innocenza”, motivo per cui ha cristallizzato la sua attuale natura “egocentrica”. Il mito di Adamo ed Eva ci parla della storia dell’umanita’, il sesso e’ lo strumento: dalla porta del sesso siamo usciti e dalla porta del sesso dobbiamo passare per tornare ai cieli interiori e riconquistare l’antico splendore.

Cosa del Sesso non vogliono che scopriamo? Perche’ i sistemi di questo mondo hanno inventato la pornografia? Perche’ l’astinenza sessuale? Che cos’e’ la vera castita’ scientifica, invece? La via di mezzo, la via del filo del rasoio e’ cio’ che ci rende liberi dai sistemi e dalla schiavitu’ celeste. 

La consapevolezza primaria che contiene l'”intelligenza” del creato si e’ separata per discendere nelle dimensioni, ma quando ha attraversato il piano dell’infrarosso la sua consapevolezza secondaria ha iniziato ad oscillare nella dualita’ perdendo il contatto con la fonte originaria. Il Cristo e’ il mediatore che ricrea questo collegamento, colui che nasce una seconda volta diviene di fatto un Cristo, ovvero Coscienza. L’Anima delle persone si trova ad un livello superiore dell’Essere. L’Anima e’ tutto quell’insieme di forze, poteri, virtu’,  in una parola Coscienza, che cristallizzano in noi quando viene dissolto l’ego animale. Ogni volta che un difetto psicologico viene dissolto, cristallizza dentro di noi una virtu’. La dissoluzione totale di tutti i difetti implica la cristallizzazione integrale dell’Anima in noi. L’Anima e’ il Cristo, il Cristo e’ Coscienza non un individuo. Ma questa è ancora un altra storia …