Il simbolismo degli "Apostoli"

Torniamo agli apostoli ed il loro insegnamento. La castità ha a che vedere quindi molto con l’insegnamento dell’apostolo Pietro, ecco perchè egli viene raffigurato con le chiavi del paradiso (d’oro), ma anche dell’inferno (d’argento), questo perché il Sesso è Sacro e tremendamente divino, il Sesso è la scala per salire o per scendere; l’uomo si divinizza per mezzo del sesso; l’uomo e la donna si cristificano per opera del sesso. La clausura, il celibato, l’astinenza sessuale sono degenerazioni di questa meravigliosa dottrina.

In realtà, sempre, quando l’uomo e la donna si uniscono sessualmente, arriva lo Sposo, ovvero lo Spirito Santo è sempre presente nell’unione sessuale, perché egli si prepara comunque ad una creazione, da come gli ufficianti praticheranno quell’unione dipenderà cosa lo Spirito genererà: se un animale o un uomo. L’animale la bestia è l’ego. L’ego si cristallizza a causa delle cadute sessuali, a causa della perdita sessuale l’orgasmo animale. E’ lo Spirito Santo, il Nef egizio, l’ispirato annunciatore che ci accoglie nell’alto dei cieli o ci disconosce e ci allontana da essi.

Tutto dipende solo dal come “operiamo” nella Fucina dei Ciclopi (?). Si legge nel vangelo di Filippo – «a Gerusalemme tre erano le case che fungono da luogo di sacrificio […] il battesimo è la casa «santa»; l’unzione è «il santo del santo»; la camera nuziale è «il santo dei santi». Il battesimo comprende la risurrezione e la redenzione. La redenzione ha luogo nella camera nuziale. Ma la camera nuziale è superiore ad essa, poiché tu non troverai nulla come essa». Il battessimo è il battesimo delle acque seminali, la conoscenza della pratica sessuale, la nascita sessuale, la camera nuziale che è «il santo dei santi» è la trasmutazione sessuale. L’unzione è «il santo del santo».

Pietro è, rappresenta quindi, il sesso ed è intimamente collegato con le caratteristiche del segno dell’Ariete, ciò che dice e fa Pietro nei vangeli si riferisce esclusivamente ai processi del sesso. Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno rifiutata è diventata pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri”?… Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed essa stritolerà colui sul quale cadrà” (Matteo 21: 42, 44).

“Infatti si legge nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso». Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata la pietra angolare, pietra d’inciampo e sasso di ostacolo». Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati” (1 Pietro 2: 6-8). “Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare” (Efesini 2: 20). “Egli è “la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare” (Atti 4: 11).

Della nostra energia sessuale, egli è il conoscitore, ne ha tutte le chiavi, è una parte autonoma ed autocosciente del nostro “essere” interiore che opera o no il cambiamento, questo dipende dalla nostra scelta, e non mi sto riferendo ai passeggeri entusiasmi della moderna struttura della nostra personalità, ma all’anelito, a quell’anelito nascosto, aimè da noi stessi, nelle profondità del nostro inconscio, catturato ed imbottigliato in mille inutilità e che è ciò che ci caratterizza realmente. La caduta di cui si parla nelle scritture è sessuale. Perdere l’energia sessuale che è della costruzione del tempio equivale a cadere. La caduta è la causa della discesa degli umani su questo piano di realtà. Il sesso è la porta della discesa, il sesso è l’antidoto per la risalita, ma deve un sesso alchemico, deve essere scientifico.

Colui che perde le sue acque, degenera e muore. Colui che sperpera il liquido sacro degenera di fatto le sue acque che non possono più germinare. Il Frutto dell’albero della vita è il Cristo, l’albero della vita è il liquido che risale lungo la colonna vertebrale, l’albero è la colonna spinale, è vita quando genera il Cristo. Il Cristo è il cammino, la verità e la vita. IL Cristo è la rigenerazione, il Cristo sono i processi per la rigenerazione e la resurrezione dal regno dei “morti”. I morti siamo noi quando cediamo alle tentazione Luciferica e cadiamo. Cristo-Lucifero lavora in noi per la nostra redenzione. Il Cristo in sostanza è Coscienza, è il Lucifero imbiancato.

E’ di sonno che sto parlando qui, di incoscienza, di non conoscenza, non di morale, la morale non serve, ciò che scrivo è per chi si vuole rendere conto, per chi sta cercando, non è per rendervi ancora più ciechi o schiavi di nuovi paradigmi della mente, ciò che scrivo non è e non deve generare nuovi dogmi, ma visioni, visioni, solo esclusivamente visioni, immagini di qualcosa a cui forse “ancora” non avevate “ancora” pensato, a cui forse non ci eravate “ancora” arrivati. Quello che scrivo è per chi sospetta, non per chi crede.

Sapevate che durante l’atto sessuale di quelle centinaia di spermatozoi che si versano nel tentativo di concepire una nuova creatura ci sono solo dodici spermatozoi che si uniscono in una specie di schema sulla superficie dell’ovulo, schema che si sta ancora cercando di capire e che permetterebbe solo ad uno, l’undicesimo, il dodicesimo od il tredicesimo spermatozoo di penetrare nell’ovulo? Uno spermatozoo non può penetrare la membrana senza la presenza degli altri dieci, undici o dodici “concorrenti”.

Interessante relazione, non trovate? Dodici spermatozoi che permettono al tredicesimo di entrare. Perché secondo le scritture Gesù avrebbe riunito intorno a se dodici persone? Dodici individui scelti con precisione per collaborare al suo personale disegno, alla sua personale realizzazione di una nuova nascita, della sua nascita seconda. E’ forse possibile che il riferimento di certe scritture al fatto che il Cristo è il seme, lo sperma sacro abbia una qualche relazione con quanto esposto qui? E’ possibile che il Cristo è lo sperma sacro che dà alla luce un essere “Cosmocratore”?

Il piccolo spermatozoo penetra attraverso la zona “pellucida” con l’aiuto di altri spermatozoi, 12 collaboratori, 12 apostoli, e poi comincia a nuotare verso il nucleo femminile. Successivamente e guarda caso strano, la prima cosa che succede una volta penetrato è che la coda dello spermatozoide, la sua coda, che aveva tanto agitato vorticosamente, spinto e scaldato dall’impulso sessuale, si stacca e spari­sce – semplicemente non c’è più. Non è interessante? Nell’istante in cui lo spermatozoide penetra, la perde, si la perde per sempre, perde la coda, il Kundabuffer, il Kundantiguador, la coda del serpente tentatore dell’Eden. Lo sperma spinto dall’impulso Luciferico ed aiutato dai suoi 12 apostoli penetra la sfera, la bolla di realtà in cui vive, il ventre della creazione, “matrix”, dove tutto gesta e nasce, per morire e risorgere ad una nuova forma. Dire che è tutto oltremodo affascinate e di una coincidenza meravigliosa è quasi banalizzare.

Poi, la piccola testa si espan­de e diventa una sfera perfetta, il pronucleo maschile; diventa esattamente della stessa misura del pronucleo femminile che contiene l’altra metà delle informazioni, non 2 parti di una mela, ma un intero che si unisce all’altro, un intero che ha nuotato, che ha viaggiato nel mare della vita e l’altro che ne ha atteso paziente il ritorno, come nell’Odissea di Ulisse e Penelope.

Poi i due pronuclei passano l’uno attraverso l’altro e formano il rapporto geometrico chiamato “vesica piscis” o mandorla mistica. Non è possibile che due sfere passino una attraverso l’altra e coincidano perfettamente, cioè che abbiano la stessa grandezza, senza formare una “vesica piscis”[1].

E’ possibile che questo significa che in quel preciso momento, i pronuclei maschile e femminile formano l’immagine del pri­mo movimento del primo giorno della Genesi, e letteralmente in quella geome­tria è contenuta tutta l’informazione della Realtà e della luce? Christus-Lucifero e Iside-Meri sono il mistero della creazione. Gli apostoli sono insegnamenti, sono aspetti che appartengono all’umano ed hanno molto a che vedere col suo ulteriore sviluppo intellettuale, emotivo e anche fisico. Gli apostoli sono un insegnamento che permette all’umano di svilupparsi ulteriormente oltre la grande Natura di mantenimento, sono le facoltà latenti dell’”Essere Reale”, le 12 potestà del Padre Celeste, che possono essere risvegliate ed ingrandite per mezzo di un lavoro psicologico e di utilizzo sensato e coerente delle proprie energie. Pietro è il sesso, Giovanni è il Verbo, Giuda l’intelligenza e cioè quell’aspetto della nostra coscienza che è sempre sveglia, ecco perché sul monte degli Ulivi è l’unico che non si addormenta, Giuda è la “Guida”, è quella parte di noi che ci guida alla conoscenza, alla ricerca di qualcosa, è l’anelito che nonostante è respinto pulsa dalle profondità dei nostri inferni interiori.

Giuda è la conoscenza del “bene” e del “male”. Filippo è il mistero, è l’occulto che si palesa per effetto del nostro lavoro, egli è la conoscenza occulta che nasce perché siamo casti, è la magia elementale ed la capacità di ordinare la natura, Filippo è il Teurgo interno, è il vivo elementale intercessore, è lo sdoppiamento astrale cosciente, è la scienza dello sdoppiamento astrale. Matteo è la scienza pura, la scienza dello gnostico, del cristiano primitivo, è la scienza e la conoscenza degli elementi dell’alchimia, è la scienza dei mercuri, ecco perché Il Vangelo secondo Matteo è l’unica fonte biblica a descrivere l’episodio della venuta dei Re Magi, perché i 3 re sono i gradi del mercurio, i 3 gradi per conseguire la pietra filosofale.

Timoteo sono i processi alchemici, la trasformazione dell’alchimia umana. Giacomo sono i misteri cristici, Giacomo è il patrono dell’opera, è Santiago; ecco il senso dell’omonimo cammino, poveri pellegrini gli hanno lasciato solo i Km da percorrere, eppure qualcosa accade comunque. Il Pellegrino nel cammino di Santiago sviluppa la costanza e la volontà. Santiago è noto come il cammino delle spade. La Spada è la volontà, è la volontà che si sviluppa nell’unione sessuale per non cedere allo spasmo animale. Leggere le epistole di Giacomo ci chiarisce molti aspetti dell’opera che cerchiamo di compiere.

Marco. Molte possono essere le persone ad aver risvegliato il proprio fuoco sessuale, ma pochi sono coloro che sono in grado di farlo ascendere, cioè, risalire lungo il canale midollare, questo perché non hanno prodotto abbastanza meriti del Cuore da permettere questa salita, e per questo motivo, l’apostolo Marco è il sacrificio, l’appiccato del libro dei Tarocchi, che è, sì, l’uomo preso nei sistemi del mondo, appeso per un piede senza possibilità di liberarsi, ma è anche il sacrificio e quindi i meriti attraverso l’apostolato, il rispetto della vita e degli altri. La Madre divina è dissolta in tutta la natura, essa è lo spirito vivente, lo Spirito Santo, se vuoi; per ottenere i suoi “favori” è necessario che l’essere umano sia rispettoso della vita.

Marco è i meriti del cuore che svegliano ed innalzano il nostro fuoco sessuale. Senza amore, senza rispetto per la vita, non possiamo ascendere, questo lo dobbiamo capire, non si tratta di una forma di moralismo, è reale. Come possiamo comprendere l’altro, se distruggiamo altre forme di vita od inquiniamo le acque per i nostri piaceri? Questo, è evidente, è solo il sintomo proprio della mancanza di una coscienza, non possiamo compiere qualcosa, qualsiasi cosa, senza di essa. Marco è l’amore verso il prossimo, è la capacità di rispettare l’altro, è l’alchimia dell’ascensione. Il sacrificio è insegnare agli altri come rendersi responsabili, come non essere “vigliacchi”, come operare nella vita secondo la dottrina della coscienza, il sacrificio è insegnare questa meravigliosa dottrina, … ma come posso insegnare ad altri ad essere responsabili delle proprie azioni se non sono in grado di dare per primo l’esempio?! Il sacrificio è un lavoro di eliminazione della nostra ipocrisia, della falsa morale, è la ricerca della verità interiore ed il rispetto dell’umanità, è l’amore profondo ed autentico verso gli altri, è provare un autentica compassione per la sofferenza altrui e per la condizione umana…

… e questo nessuno può fingere di avercela, la possiamo sviluppare, attraverso l’eliminazione dell’egoismo, questo, sì, lo possiamo fare. Chi sente sinceramente di voler compartire ed aiutare il suo prossimo dovrebbe impegnarsi ad estirpare in se la radice che gli impedisce di ascendere ad una Coscienza vera, che è la propria “soggettività”, che opera attraverso il giudizio, la mancanza di indulgenza, il voler attribuire meriti e biasimi, o attraverso la mancanza di sensibilità verso tutte le forme di vita (le 2 cose sono legate).

Luca è l’elemento che deve nascere in noi e che ci permette di comprendere la natura dei numeri, egli è ciò che ci insegna ad elaborare ed è per certi versi la conoscenza della Kabala. Luca può essere considerata la capacità di comprendere i codici sottesi nei legamonismi, nelle lamine del libro di Thot, nell’arte, nelle statue, ed in qualche modo di elaborarli per portarci ad una comprensione della dottrina, di noi stessi e dell’opera che stiamo compiendo. Luca è ciò che ci permette di applicare un sistema, ad esempio, cabalistico ed interpretare così i sogni, un sorta di processo di inspirazione combinata con la conoscenza intellettuale di questi sistemi.

Andrea sono i misteri della croce, sia la morte sulla croce, che la croce intesa come l’unione del fallo e dell’utero, la croce di sant’Andrea simbolo della bandiera Scozzese, dell’Inghilterra e dei paesi del Commonwealth, si riferisce a questo ed, insieme al simbolico fiore del Cardo, la Rosa Ignea centro della croce, è diventata ispirazione di una certa antica confraternita di quei luoghi. Molte sono le confraternite mistiche che hanno adottato il magico segno di Andrea, la X. “Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello, che gettavano la rete in mare poiché erano pescatori. E disse loro: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”” (Matteo IV, 18-19).

Andrea è colui che assistette alla miracolosa pesca del lago di Genesareth ed è simbolico del fatto che il fuoco sacro realizza tanti prodigi tra cui quello di moltiplicare il pane ed i pesci, ancora una volta non fisicamente, ma come simboli Cristici e quindi anche sessuali. La croce di sant’Andrea e le miracolose chiavi di san Pietro sono due meravigliose repliche dello stesso mistero sessuale: Lucifero è la scala per salire, Lucifero è la scala anche per scendere … La croce di sant’Andrea rappresenta l’unione e l’equilibrio perfetto del femminile e del maschile nell’individuo, sia esso donna o uomo. La croce di sant’Andrea è l’equilibro tra la forza e l’amore, tra mercurio e zolfo, tra acqua e fuoco.

Tommaso è la mente interna, è quando cominciamo realmente a mettere il dito nella piaga, come si suole dire; Tommaso è quando facciamo carne le istruzioni dell’insegnamento, ma soprattutto quando usiamo il giusto scetticismo per raggiungere la verità, Tommaso è quando smettiamo di essere dogmatici, creduloni e ci facciamo le domande, quando ci mettiamo in discussione, quando non diamo niente per scontato, quando vogliamo conoscere l’oggettività delle cose, Tommaso è quando superiamo i concetti di bene e male ed andiamo a ciò che c’è. Una piaga, una ferita, … non mi lamento, non mi auto commisero, lavoro, procedo; il saggio si rifugia sempre nel silenzio della sua stanza interiore ed intima, Tommaso è la mente interna, è la Fede che cresce per effetto di un opera fatta, Tommaso è la conquista della Fede con la “F” maiuscola.

Ultimo, perché è solo alla fine di tutto questo percorso che passa da ognuno di questi apostoli, come stazioni di un viaggio di trasformazione intima, arriva Bartolomeo che è la mistica, è il vero mistico, la relazione intima, l’intima emozione di sentirsi appagati connessi, collegati con la fonte, che è l’intimo nostro ”essere” profondo; la mistica è lo stato supremo della Coscienza, il quarto stato di coscienza, l’ispirazione.

Bartolomeo è l’aspirazione di ogni uomo: la pace in Cristo, la personalità fisica adatta per ricevere la luce per Padre; mi dispiace non c’è un altro modo di spiegarlo, capisco che sono parole anche vecchie e già usate, ma Bartolomeo è l’insegnamento dell’uomo equilibrato, il canale, l’alloggio dell’essere, se il Cristo è l’intermediazione astrale tra l’immanenza suprema del Padre Solare e la nostra personalità fisica, Bartolomeo è quella personalità. Bartolomeo è l’uomo liturgico.

Facciamo un piccolo passo indietro. Nel percorso personale ed individuale al quale siamo qui invitati a seguire Giovanni arriva, simbolicamente, dopo Pietro ed Andrea, egli è il verbo, è l’energia sessuale fatta verbo, fatta forza della creazione, ecco perché egli è tutto ciò che rimane e cioè l’Apocalisse, il racconto dell’Apocalisse. L’apocalisse di Giovanni è il testo che parla dell’apocalisse interiore che ogni iniziato attraversa nel viaggio di ritorno alla Fonte Eterna.

L’apocalisse è il lavoro esoterico, i 4 cavalieri, ad esempio, sono gli elementi con cui lavorare, ecco perché ogni cavallo ha un colore e quel colore definisce un lavoro, una prova. Giovanni è il potere della “parola”, il Verbo, ed il potere della “parola” si trova nell’energia che la produce, ovvero il sesso, l’energia che crea. La prima creazione che l’energia creatrice in noi fa è darci un corpo fisico, una macchina biologica, un corpo planetario per esprimerci su questo piano. La seconda potenziale creazione è il Cristo. La laringe è collegata all’apparato sessuale, ogni uomo lo sa, è una verità che conosce perché ne ha fatto esperienza. Quando l’energia creatrice si sveglia nei maschi si sviluppa quello che, guarda caso, si chiama il pomo di Adamo.

Perché? Perché quando cadde dall’Eden simbolico, perse il potere della “parola”. E’ una questione ormonale, gonadi e tiroide sono collegate, e questo significa solo una cosa che a seconda dell’uso che faccio dell’una influenzo l’altra, se sono casto il mio verbo si fa di potere, d’altro canto se non mento, se non uso lamentarmi o giustificarmi, se sono coerente nel parlare, se sono casto nel verbo lo divento anche nel sesso; è l’atteggiamento che mi aiuta nel compiere la mia castità sessuale. Pietro è la pietra su cui fondare la costruzione del tempio; la pietra scartata dai costruttori che è diventata pietra d’angolo, la pietra angolare è quella su cui si regge un tempio, il Tempio è l’uomo edificato, è il Tempio di Salomone, l’anima umana, frutto del lavoro fatto di comprensione ed eliminazione dei difetti, e l’anima divina, che da sempre attende colui che compie l’opera, si uniscono a formare la stella a sei punte simbolo del sigillo dei Re. Le 2 colonne del tempio si chiamano Jakin e Boaz, sono una nera ed una bianca e stanno a simboleggiare i 2 cordoni nervosi che si dipanano lungo la spina dorsale a destra e a sinistra, intrecciandosi a forma di otto e che permettono l’ascesa miracolosa dell’energia seminale fino al cervello.

Questo è l’edificio del tempio e la pietra angolare scartata dai costruttori è Pietro, il sesso. Questa è l’unica autentica chiesa di cui parlava Gesù: la costruzione di Sé. Ogni apostolo in questo insegnamento ha una valenza negativa, positiva e neutra, proprio come le tre forze del Triamazikamno Sacro, ad esempio Pietro, nella sua parte negativa odia le donne, nei vangeli si innervosisce quando parla Maria, nega il suo maestro, nega il Cristo interno, nega la castità; nella sua parte positiva è l’asceta, la castità senza l’alchimia, senza la magia sessuale; nella sua parte neutra è quando è trasceso per effetto del lavoro con la Croce, di Andrea, che è i misteri della Croce, la conoscenza del sesso nella coppia, della trasmutazione nel Matrimonio perfetto, nell’arcano AZF, i misteri del Sesso Yoga, e quando questo accade, quando il Pietro interiore è casto e tramutato compare Giovanni, il verbo magico. Giovanni è adulterato quando mentiamo, quando facciamo un cattivo uso del verbo.

Come gli altri apostoli anche Giuda ha 3 aspetti, quello negativo, ad esempio, è essere terribilmente passionale, il tradimento è legato a quest’aspetto, quello positivo è l’intelligenza, ma usata a proprio vantaggio. Uno degli aspetti invece eccellenti di Giuda, è quello neutro ed è quello di un’intelligenza utilizzata per la morte dell’ego. Giuda è, inoltre, il tesoriere del gruppo, è, cioè, il depositario della dottrina, il discepolo più esaltato, l’unico in grado di compiere il ruolo del traditore. E’ Giuda che conduce i soldati da Gesù e gli dice: “maestro questi ti cercano”. Chi sono i soldati? L’ego. E’ Giuda che conduce l’ego davanti al maestro, è Giuda che con il bacio afferma che Gesù è il maestro, perché, come ci dice il mito, nessuno sapeva quale dei 12 era il maestro, è Giuda che con un bacio glielo indica.

Questo è uno dei simbolismi più importanti del dramma del Cristo, perché ci sta ad indicare che tutto ha inizio con un bacio, e può finire o col la cristificazione o con il tradimento e la caduta sessuale. Giuda è la passione, il Lucifero, la tentazione che dobbiamo vincere per elevarci, per prendere la saggezza imprigionata nell’ego. Giuda è il filo del rasoio, egli ci mostra l’ego e ci prova nei suoi aspetti quando lo stesso agisce in noi, spetta a noi “restate svegli, per non cadere in tentazione” – proprio come diceva Gesù ai suoi discepoli sul monte degli ulivi, ma l’unico a rimanere sveglio era Giuda.

Giuda insegna nel bene e nel male. Giuda è la Guida, il Lucifero, colui che ci fa uscire o precipitare per sempre nell’Averno. Lucifero è uno sdoppiamento del Cristo. Lucifero non è brutto, Lucifero si vede brutto, e si conosce come il demonio perché egli si rivestì della malvagità ed del peccato di ognuno di noi per mostrarci e farci vedere come siamo internamente. Lo scopo del Cristo-Lucifero è sempre quello di liberarci, sfortunatamente se noi non lo vinciamo nella fucina dei Ciclopi che è l’unione sessuale egli ci trascina, anzi, noi stessi ci trasciniamo, all’involuzione ed alla morte seconda, che non è altro che la dissoluzione dell’ego per mezzo della Madre Natura nel suo aspetto di Kate Proserpina.

L’essenza sempre verrà liberata dalla malvagità di cui si è rivestita nel corso delle esistenza, quella malvagità è lo strumento di Dio per conoscersi e per liberarsi dalla sofferenza prodotta dall’impietoso Heropas. Questa purificazione, questa liberazione può essere condotta per Coscienza, conquistando cioè un Anima o attraverso il passaggio nei mondo atomici inferiori dove la Madre Natura col nome di Kate Proserpina opera.

La scintilla divina che siamo, la nota “Essenza”, può tornare alla fonte solo se purificata della sostanza astrale degli Arconti con cui è stata mescolata all’origine di questo mondo; l’ego, l’ostinato è lo spirito di opposizione in noi, su di noi e motivo per cui si legge, ad esempio, in Pistis Sofia – «Questo calice dell’oblio diviene per l’anima lo spirito di opposizione: resta all’esterno dell’anima, le fa da abito essendole simile sotto ogni aspetto ed essendo un involucro all’esterno di lei, come un abito. …» L’ego è l’involucro che oscura la scintilla divina che anima e dà vita ad un corpo fisico, il corpo è il calice in cui è stato tutto mescolato, ecco perché la purificazione è sessuale.

Dante descrive realmente gli inferni atomici qui ed ora su questo pianeta, l’inferno è il luogo della purificazione, è il luogo che serve all’essenza per ritornare alla fonte purificata come all’origine. La purificazione non può che essere atomica, visto che la sostanza è stata mescolato con noi (scintilla divina) a quel livello di esistenza. Come questi inferni vengono attraversati dipende dalla monade personale, dipende dall’anelito spirituale che alberga in ognuno di noi, ecco perché Dante compie il suo viaggio da vivo, come un uomo vero egli entra nei suoi inferni personali allo scopo di purificarsi e giungere a Sofia, la saggezza per eccellenza la conoscenza, la gnosis, costruendo così anche un secondo rivestimento per l’anima purificata.

Giuda sta a Gesù come il Cristo al Lucifero, Giuda è la stella del mattino, Venere. Giuda è la Coscienza libera ed in grado di comprendere le conseguenze delle nostre azioni. E così via per tutti gli altri apostoli. Ogni apostolo è un insegnamento ed ognuno dei vangeli parla di un aspetto di questo insegnamento; i quattro canonici, i sinottici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), più gli apocrifi, gli gnostici (Filippo, Tommaso, Giuda, quelli ritrovati), sono la sintesi della dottrina del Cristo insieme al vangelo di Verità, di Maria e di Pistis Sofia[2].

____________________________________
[2] “Pistis Sofia” o “Pistis Sophia”: documento scritto in copto, probabilmente seconda metà del III secolo, rinvenuto tra i codici del Mar Morto insieme ai vangeli gnostici, oggi custodito al British Museum di Londra dal 1769, attribuito a Gesù risorto e contenente gli insegnamenti ed alcune rivelazioni segrete sulla Natura dell’universo ed impartiti ai discepoli in assemblea, incluse le donne Maria Maddalena, la Maria e Marta, durante gli undici anni successivi alla sua resurrezione.

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