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Il “natale” è innanzitutto astrologico, non nasce o è nato nessun umano o figlio di Dio di nome Gesù, men che meno in una stalla o cose simili. La stella dell’est o stella cometa che seguono i re magi, sarebbe Sirio; la stella più luminosa che la notte del 24 dicembre si allinea con le tre stelle al centro della cintura di Orione, note anticamente, appunto, col nome dei 3 re, indicando il punto preciso dove sorgerà il Sole nel suo giorno più corto e quindi più buio, quella del 25.

Il Natale, la festa di Natale invita a predisporsi per assorbire quelle particolari influenze che si processano quell’unica volta all’anno dopo il solstizio di inverno e che è il punto dell’orbita della Terra nel quale il Sole, che è il faro, il generatore ed emanatore in questo sistema della Coscienza, è più vicino. Il centro del Natale è il Sole, la sua influenza, un influenza capace di aiutarci a svegliare e far crescere in noi il seme del Cristo, puro rappresentante della coscienza e testimonianza della vita del creatore. Attraverso il Sole noi riceviamo quotidianamente vibrazione, luce e calore, forze necessaria al nostro sostenimento ed al nostro funzionamento.

La vibrazione è la mente, il pensiero del Creatore, la luce è la capacità di vedere, il Figlio del suo pensiero ovvero la Coscienza, la coscienza è conseguenza del fatto che nell’universo c’è intelligenza, ecco perchè si parla di Figlio, non è di una genesi genetica o corporea. Il calore è lo Spirito del Creatore, è ovunque, ed è la forza che in noi si esprime nel sangue. Ridurre il Natale ad un evento puramente astronomico è un errore, il natale è astrologico e l’astrologia è lo studio delle influenze sull’uomo. Ma veniamo al mito e a provare a “spiegare” alcuni simboli celati nel racconto stesso di questa nascita.

Come mai la stalla, il bue e l’asino? Il bue sarebbero le emozioni negative o positive, le une ci mangiano e consumano e le altre alimentano le nostre illusioni ed aspettative. L’asino sarebbe invece la “mente”, quel sunto di effigi, credenze, idee indotte, sulle quali si fonda il nostro Dialogo interiore incessante, che valuta, giudica, compara, e descrive tutto il mondo, le circostanze e le relazioni con gli altri, alla luce del nostro sistema di credenze; un apparato artificiale, una visione falsata figlia della prima educazione e che funziona classificando e usando il pensare associativo.

La stalla è proprio la condizione degli animali, il luogo dove l’animale sta, un livello, una condizione umana specifica. Il Cristo, cioè la Coscienza, nasce in una notte buia e da quel momento comincia la sua ascesa verso la aist luce, infatti da dopo il 25 la luce del giorno inizierà a mangiare il buio della notte e le giornate inizieranno ad allungarsi. La nascita del Cristo è una “presa di coscienza”, è in qualche modo una sorta di risveglio al mondo, un momento intimo di umana consapevolezza.

I tre Re, i re magi che come ho detto sono le stelle della cintura di Orione, costellazione molto visibile nelle notti di dicembre, rendono onore alla “Coscienza”, all’archetipo del sacro Sole, il Cristo, al quale ognuno di noi aspira, rendono onore ad un preciso cammino di risveglio, nei misteri iniziatici si attribuisce all’accensione del fuoco sacro, quello che Prometeo ruba agli Dei per dare all’uomo la possibilità di conoscere, la consapevolezza, la luce delle luci che il Sole stesso emana nel nostro sistema. Il Cristo nel “natale” ci parla di una matrice, una matrice luminosa, fatta di tutti quegli individui che hanno avuto il loro natale personale, il natale della loro rinnovata essenza, il natale, inteso proprio come nascita intima, interiore profonda.

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La vergine Maria è la costellazione di Virgo o Vergine, appunto, il cui simbolo è una “M”. Mirra madre di Adone, Maya madre di Buddha, Maria di Gesù, “M” come Maddalena. La costellazione di Virgo a volte viene chiamata anche la “casa del pane”. Ecco perché spesso il simbolo di questa costellazione è una vergine con un fascio di grano. Guarda caso “Betlemme” si traduce di fatto proprio in “casa del Pane”, quindi oltre a riferirsi alla costellazione della Vergine ed essere il luogo dove nasce il Cristo, ci sta dicendo in che modo. Non è Gesù che nasce a Natale, ma l’essere interiore profondo di coloro che stanno lavorando a questa nascita, in una notte dove gli auspici astrologici ci invitano al risveglio a prendere coscienza della nostra esistenza. Ognuno avrà od ha avuto il suo natale personale, e non è, o sarà, in un giorno preciso: accade. Quello che tante volte sfugge è che è tutto simbolico ed è stata scritta sulle stelle la più grande storia mai raccontata.

Betlemme. Il pane ad esempio è la rappresentazione dello sperma sacro negli antichi riti “pagani”, il pane è la sostanza con cui costruire i corpi Solari del “Cristo”, con cui costruire una nuova consapevolezza. Il pane è la sostanza dell’uomo, la sua energia sessuale creatrice ed il vino è l’essenza dell’energia femminile, la donna è la coppa del Santo Graal, nell’ultima cena il calice è la donna, il principio femminino, il valore “animico” della donna è nel Calice. Consapevolezza ed “energia” creano la mia realtà. L’anima è dotata di una sostanza particolare, una luce, una luce delle luci, ma ha bisogno di sapere, deve essere istruita e deve “prendere coscienza” di cos’è.

Tra le altre cose. Ricordate quando dicevo – dove è la mia “attenzione” lì sarà la mia energia (creatrice)? Se la mia attenzione è nell’abbondanza della tavola, nei regali, nel festeggiare, nel consumismo, nell’andare a messa e tutto il resto, lì sarà la mia energia e genererà quello che potrà nelle circostanze che avrà o meglio che avremo procurato o prodotto. Cosa serve andare a messa se non so nemmeno per quale strana ragione dovrei farlo; non è Gesù che consacri, ma te stesso, la ragione della tua esistenza. Il Cristo non è un uomo, è una “possibilità”; una possibilità di risveglio, di rinnovamento, di cambiamento, di trasformazione da umani a divini, ecco perchè è il figlio unigenito di Dio, è unico, come la nostra stessa unicità.

Il Cristo cosmico è l’insieme delle consapevolezze che fanno questo, e quanto più individui compiono il loro natale e tanto più forte è la sua influenza nelle notti del solstizio di inverno, il cui fulgore è tra il 24 e 25 dicembre. Babbo natale è l’anziano dei giorni della tradizione esoterica, porta i regali perchè sono l'”essere” ci da gli autentici doni che non sono altro che quello che abbiamo acquisito nello studio di noi stessi. L’albero di natale con le sue sfere ci ricorda l’albero sefirotico dei cabalisti.

I re magi sono, anche, la rappresentazione di un processo di trasformazione, sono i passaggi che fa la sostanza per diventare sostanza per la costruzione dei corpi e del rinnovamento della coscienza, uno è nero, l’altro è bianco e l’ultimo è giallo. Nero è il mercurio arsenicato, e deve essere purificato con la mirra, che rappresenta la purificazione nel corpo, pratiche, castità etc…, la mirra è anche simbolicamente la giustizia, quella che nasce quando abbiamo imparato ad ascoltare la “voce” della coscienza. Bianco è lo stadio successivo a questo lavoro e può essere trasformato attraverso il dominio delle emozioni e soprattutto della mente che è il vento che le alimenta.

Emozione può essere tradotto anche come “azione del sangue”, anche se la sua radice è legata ad “emovere” (portare fuori): la reazione fisica alla nostra attività mentale, e questa purificazione passa per la mente ecco come mai l’incenso. In india l’incenso è proprio per purificare l’atmosfera, l’aria, attraverso l’odore induce buon sentimenti, e pulisce l’aria che è proprio l’attività mentale. L’ultimo è giallo come l’oro e porta con se appunto l’oro, cioè la sostanza per realizzare il Cristo, il seme, che è la sostanza si colora di giallo, quindi non il colore giallo, ma il colore dell’oro, proprio per la presenza di atomici di questa qualità.

Oro, incenso e Mirra sono i doni che sperimentiamo, riceviamo, quando nasciamo, quando nasce il Cristo, quando nasciamo alla luce della nostra coscienza, … il simbolo nel mondo dell’abitudine di farsi regali è un riflesso di questo.

La “strage degli innocenti” legato all’editto di Erode, che rappresenta i sistemi del mondo, rappresenta l’uccisione sistematica che fa il mondo delle anime, che sono per loro natura innocenti. E’ la rappresentazione del condizionamento, del servilismo umano verso un sistema che ci inganna e ci anestetizza, rendendo ogni sforzo di risveglio od ogni presa di coscienza difficile quando impossibile.

Onorare Gesù equivale ad onorare se stessi – “amatevi l’un l’altro come io ho amato voi“. Gesù è un mistero più grande di quella fiaba materialista che ci è stata raccontata. E’ bene capire che la chiesa è un istituzione e come tale un sistema, un sistema che si è venuto a creare proprio per vanificare il messaggio autentico, per allontanarci da un autentico risveglio; usa le stesse chiavi, episodi dei vangeli, ad esempio, ma li traduce in una descrizione o mappa che non serve per giungere a conoscere.

In 2000 anni la unica vera testimonianza di se che la chiesa ha dato è di connivenza col potere, inganno, guerre e crociate contro chiunque avrebbe potuto rivelare il segreto della sua stessa genesi. Controllo, persecuzioni, tutta la storia di questa istituzione si è macchiata del sangue di innocenti. Ha usato il messaggio del maestro Gesù per camuffare le ragioni di un terribile potere, una vera e propria tirannide, la stessa che lo ha messo in croce. Gli organi, nel corpo umano, servono anche per sognare, ed invece in queste notti ci abbuffiamo, li sovraccarichiamo di cibo, impedendo di fatto ai nostri organi di assorbire la coscienza e le energie che si spostano sollecitate dalle influenze del cielo di NATALE.

La chiesa usa gli atti e gli insegnamenti di Gesù, e per quanto sembri o paia essere la stessa cosa, non lo è. Riveste l’insegnamento di un velo che distorce ed altera la sua autenticità, proprio come, guarda caso, fa lo “spirito di opposizione” creato dagli Arconti, di cui si parla in Pistis Sofia, che ricopre e riveste l’anima e la fa “peccare“. A questo proposito si legge in Pistis Sofia:

«All’esterno dell’anima mettono lo spirito di opposizione, che la sorveglia e che le è stato assegnato; gli arconti lo avvincono all’anima con i loro sigilli, con i loro vincoli, e lo sigillano a lei affinché in ogni tempo la costringa a compiere costantemente le loro passioni e i loro misfatti; affinché lei li serva in ogni tempo; affinché resti in ogni tempo, nelle trasformazioni del corpo, sotto la loro sottomissione; lo sigillano a lei, affinché lei venga a trovarsi in tutti i peccati e in tutte le passioni del mondo.

È per questo motivo che io ho portato i misteri nel mondo: essi sciolgono tutti i vincoli e tutti i sigilli dello spirito di opposizione che avvincono l’anima; essi rendono libera l’anima, la svincolano dai suoi genitori, gli arconti, la trasformano in luce genuina; essi la conducono su nel regno di suo padre, della prima uscita, del primo mistero, per sempre. È per questo che, una volta, vi dissi: «Colui che non abbandona il padre e la madre, e poi viene e mi segue, non è degno di me». In quel tempo, dunque, vi dissi: «Dovete abbandonare i vostri genitori, gli arconti, affinché io vi renda figli del primo mistero, per sempre».

Altri sono i simboli del Natale, …

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