L’università degli studi gnostici – anima

UNIVERSITA’ = verso l’uno, verso l’unità, un gruppo di insegnamenti atti a far prendere coscienza ad Anima, alla nostra anima, alla nostra parte animica, a PISTIS SOFIA, cioè, del problema dell’ego e lasciare che lo dissolva. Il potere di farlo è in anima, è nella luce stessa di cui è fatta, la sua presa di coscienza diventa una fiammata in grado di bruciare qualsiasi PARASSITA. Se quando abbiamo frequentato le “scuole elementari”, l’introduzione all’insegnamento gnostico, cioè, ci è stato detto che dobbiamo uccidere l’ego per liberarci, adesso siamo chiamati a capire profondamente di cosa si tratta e del come realmente questa azione può essere condotta.

Nella nuova università, la parola Ego descrive diverse forme, e si tratta di una sorta di parassita, un entità reale ed al di fuori del campo animico, anzi qualcosa che cerca di portarcela via l’anima, attraverso tutta una serie di interferenze, che sono le manifestazioni egoiche che abbiamo appreso alle scuole elementari della gnosi, essere le “legioni”. Le sette legioni, i sette peccati capitali non sono altro che interferenze, manifestazioni esteriori, l’effetto cioè di un fenomeno ancora più complesso e che richiede ulteriori studi ed approfondimenti. L’ego ci consuma e mangia tutta la nostra energia vitale, approfittando della nostra sostanziale ignoranza proprio sul problema. Egli sfrutta la nostra mancanza di conoscenza e la nostra mancanza di unità. Il più importante dei vangeli gnostici, che è il testo di Pistis Sofia, ci dice che il parassita nasce per opera degli Arconti, questo è quanto si può leggere a questo proposito:

Quando, per mezzo degli arconti del destino, un’anima antica è in procinto di discendere, gli arconti di quel grande destino – i quali si trovano nei luoghi del capo degli eoni che è il luogo denominato «luogo del regno di Adamas» e il luogo che sta di fronte alla vergine luce – gli arconti, dunque, del luogo di quel capo danno all’anima antica un calice dell’oblio 
[…] ripieno di ogni genere di passioni e di ogni oblio.

Non appena l’anima beve dal calice, dimentica tutti i luoghi nei quali era andata, e tutti i castighi tra i quali era passata. Quel calice dell’acqua dell’oblio diventa un corpo all’esterno dell’anima, rassomigliante all’anima in tutte le forme, e simile a lei: esso è il cosiddetto spirito di opposizione.
… i cinque grandi arconti del grande destino prendono il sudore di tutti gli arconti dei loro eoni, l’impastano assieme, lo dividono e lo trasformano in anima. Se poi essa (l’anima) è un resto di luce purificata, […] I cinque grandi arconti del grande destino impastano insieme questo resto e lo trasformano in tante singole anime, cosicché ognuno degli arconti degli eoni, ognuno di loro, mette nell’anima la sua parte: perciò lo impastano assieme, e così tutti prendono parte nell’anima.
[…]
… è lo stesso arconte che si trova tra i capi degli eoni a mescolare il calice dell’oblio con il seme della cattiveria: lo impasta con ognuna delle nuove anime, nel tempo in cui si trova nel luogo del capo. Questo calice dell’oblio diviene per l’anima lo spirito di opposizione: resta all’esterno dell’anima, le fa da abito essendole simile sotto ogni aspetto ed essendo un involucro all’esterno di lei, come un abito. …»

«…All’esterno dell’anima mettono lo spirito di opposizione, che la sorveglia e le è stato assegnato; gli arconti lo avvincono all’anima con i loro sigilli, con i loro vincoli, e lo sigillano a lei affinché in ogni tempo la costringa a compiere costantemente le loro passioni e i loro misfatti; affinché lei li serva in ogni tempo; affinché resti in ogni tempo, nelle trasformazioni del corpo, sotto la loro sottomissione; lo sigillano a lei, affinché lei venga a trovarsi in tutti i peccati e in tutte le passioni del mondo. È per questo motivo che io ho portato i misteri nel mondo: essi sciolgono tutti i vincoli e tutti i sigilli dello spirito di opposizione che avvincono l’anima; essi rendono libera l’anima, la svincolano dai suoi genitori, gli arconti, la trasformano in luce genuina; essi la conducono su nel regno di suo padre, della prima uscita, del primo mistero, per sempre. È per questo che, una volta, vi dissi: «Colui che non abbandona il padre e la madre, e poi viene e mi segue, non è degno di me».
In quel tempo, dunque, vi dissi: «Dovete abbandonare i vostri genitori, gli arconti, affinché io vi renda figli del primo mistero, per sempre».
Ma torniamo alle scuole elementari. A questo punto la domanda è, “Sapete perchè non riusciamo ad uccidere l’ego?” – Perchè le informazioni ce le ha la mente, la nostra anima non si è ancora realmente resa conto, non ha realmente realizzato quello che le sta accadendo, per questo che parliamo di coscienza addormentata od assopita. E’ la coscienza del fenomeno dell’ego che l’anima non ha, non ha cioè ancora preso coscienza del fatto che se continua a lasciar condurre la sua vita all’ego lei resta prigioniera e priva di ogni risorsa, perché l’ego essendo un parassita si nutre della sua energia vitale. L’anima legge questa sua condizione come una qualsiasi esperienza che le tocca vivere e quindi fintanto che non prende coscienza di quello che sono le reali implicazioni di una cosa simile, non vedrà mai la ragione di dissolvere l’ego; sarà solo tutto una gran facciata.

E’ su questo che dobbiamo concentrare i nostri sforzi, verso una reale presa di coscienza, che passa solo dal rendersi conto di cosa sta realmente accadendoci, questo si traduce nella percezione di uno stato di necessità, che può o non può manifestarsi in circostanze avverse o similari. Certo attraverso l’istruzione, attraverso una giusta informazione, lentamente certe cose iniziano a scendere dove devono andare e cioè nel nostro inconscio dove l’anima, l’essenza è imbottigliata e ignara del disegno che le sovrasta la testa. Il potere di dissolvere l’ego è in anima,

Si capisce come Kundalini è un modo archetipale per parlare ed individuare questo potere, un fuoco elettrico con cui Anima è in grado di dissolvere, di sciogliere, di fare flambè il nostro parassita psicologico. Ecco perchè si dice che Kundalini non può bruciare l’ego fintanto che c’è essenza dentro, perchè anima riconosce una parte di se impressa nel parassita e non vuole bruciarla. Finchè anima, cioè la nostra parte reale, non prende profondamente coscienza del problema non c’è dissoluzione, e questo processo richiede tempo, informazioni, e continue riflessioni, è in questo che consiste il nostro lavoro più importante. Meditare, pregare, fare pratiche di trasmutazione e conservare energia, sono tutti atti per dare forza ed energia ad una visione, ad una presa di coscienza, che però solo anima può fare. A questo punto dobbiamo capire allora a cosa servono tutte queste cose altrimenti non facciamo altro che alimentare una altro sistema (di credenze), religioso, spirituale, dello yoga, dell’healing, etc… La moderna religione è proprio la new age che ti dice che sei Dio, ma ti dice anche che non devi fare niente per esserlo, … mentre i tuoi parassiti si alimentano dei tuoi stati emotivi, che tu non potrai mai sconfiggere, o controllare perchè non si può controllare qualcosa che non si è. L’inganno peggiore è quello di crederci lui. Ma lui è un entità realmente aliene ed a parte a noi e deve essere allontanato dal nostro spazio sacro, dal nostro contenitore, dalla nostra psiche, devono essere eliminate tutte le sue interferenze, perchè lui ha in testa solo una cosa, nutrirsi della nostra energia vitale per restare in vita.

Se anima non prende coscienza non c’è dissoluzione dell’ego, c’è controllo, tengo apparentemente l’ego circoscritto in un luogo, un recinto però di manifestazioni, ma non è fare il primo fattore della rivoluzione della coscienza (morte dell’ego), perchè l’ego in quel recinto ci potrebbe restare anni senza che lo scalfisca minimamente; ognitanto si esprime mangia, e sembra che non c’è più. Guardate le persone che smettono per anni di fumare e poi accade qualcosa e riprendono in un giorno solo a fumare con lo stesso ritmo con cui fumavano quando avevano deciso di smettere. Come mai accade questo? Non avevano preso realmente coscienza del problema, l’avevano solo seppellito, e lui da li dentro ha operato tutto il tempo, attraverso strategie differenziate, attraverso il cibo, il nervosismo e persino la paura. Attraverso la paura il parassita ci tiene in una forma di passività, che col tempo non percepiamo più ma diventiamo inoperosi, proprio quello che serve ora, adesso, proprio adesso a questo genere di interferenza.

Crediamo di non aver paura, di gestirla, ma non è così. Come faccio a dirlo? Perchè ho scoperto cosa sia la paura, come lavora su di noi e come nessuno si accorga che lo fa. La paura è come una larva, stanziale, immessa nel plesso, un virus informatico introdotto nella cavità del plesso, … non è forse lì che la percepiamo? E’ reale, perchè l’entità che la dirige lo è, esiste, la paura non è nostra, è del parassita, del Voladores direbbe Castaneda, la paura è il suo strumento di controllo. Non un pensiero, non un comando subliminale, ma un preciso disegno emotivo, che comunemente abbiamo definito paura. Pat-veo, la Paura ha una radice nel “pàt” percuotere, la paura è qualcosa di legato all’essere percossi. Prendere le botte, le botte provocano dolore, la paura è il non voler sentire dolore. La paura, quindi il non voler sentire dolore ci rende immobili, passivi. E’ ancestrale; gli antichi percuotevano gli schiavi per tenerli a freno. Non è forse controllo questo? La buona notizia è che la paura si può bruciare. Solo che è anima che lo deve fare con un atto di coraggio, ecco perchè oltre alla paura il sistema ci insinua la scarsa stima di sé (l’auto merito è solo un altra faccia di questa medaglia, ed è fasullo anche quello), l’autosabotaggio, e la ridotta fede nelle proprie capacità, ci rende dipendenti dagli altri, dalla loro considerazione per sentirci forti, importanti o riconosciti.

Ecco perchè i figli si educano con le botte e le punizioni. “Mazza e panella fanno i figli bella” – vi ricorda qualcosa? Si insinua in loro in controllo con la paura, con il dolore morale o fisico; cambia poco. E quando non riesci così, scatta il senso di colpa, uno dei peggiori dolori morali che si possa far provare ad un essere umano che vi vuole bene. Ma passiamo oltre, semmai mi direte, cosa pensate dell’educazione moderna, dello psicologo per bambini, la guida all’educazione… educare, viene dalla parola “educere”, ovvero portare fuori, … che cosa? La coscienza, l’anima, solo l’educazione all’interiorità è l’unica autentica educazione, il resto farà anche le cose bene, ma non è detto che realizza l’intimo di un individuo. Ci vuole tempo per seguire gli sviluppi di un bambino, cosa che sembra mancare ai genitori moderni. Non serve comprare quella relazione che già hai con lui o lei con i giochi, lui o lei vuole solo stare con te, non vuole andare all’asilo o altrove, vuole stare con te perchè tu sei il suo primo esempio. Prima ancora di correggere i loro atteggiamenti picchiando o con le punizioni sullo stile di vita, si dovrebbe imparare a crescere noi, a sviluppare quello che c’è dentro, perche il bambino assorbe quello che sei, non quello che mostri, il tuo credo, le tue idee, le regole, o gli atteggiamenti corretti. Cosa assorbe una spugna? Risposta: Acqua. Appunto, emozioni. In esoterismo le acque sono simbolicamente le emozioni, quindi un bambino fino a 6 anni assorbe come una spugna tutto il caleidoscopio delle tue emozioni.

Come mai ci sono persone che danno un buon esempio, impartiscono il giusto comportamento nelle varie circostanze, eppure i figli sembrano non apprendere? Perchè assorbono quello che siamo. Se sei incazzato perchè ha fatto qualcosa che non va, lui impara quello; assorbe l’atteggiamento incazzoso, ecco perchè dopo un po’ diventa aggressivo e ti si rivolta contro; è quello che gli hai insegnato tu. Non lo capisci ancora? Non puoi educare un figlio senza prima educare te stesso.

Ma torniamo alla paura. La paura si può bruciare, ma è anima a farlo, e l’umano sperimenta uno stato di libertà che non sospettava …. e non parlo per sentito dire. In realtà la paura come descriviamo o definiamo comunemente non ha niente a che vedere con la realtà che ho sperimentato; la paura è un parassita, un entità, qualcosa che ti si mette fisicamente nel plesso, modifica persino la tua respirazione, la modalità cioè con cui respiri, restringendola ad un blando ansimare che mantiene a malapena in vita quei 4 neuroni che circolano nella testa. Respirare e responsabilità hanno la stessa radice, … interessante?! La paura mi toglie responsabilità.

Quando bruci questo parassita, è come se di colpo torni a vivere, fai come una sfiammata, … purtroppo il parassita cercherà di tornare dentro. E qui tocca iniziare una vera battaglia per conservare energia e per elevare il nostro stato vibratorio, di modo da non scendere sotto una soglia immaginaria di sopravvivenza. Attenzione all’umore, non va fatto precipitare, e qui entrano in gioco tutte le pratiche di trasmutazione, meditazione, mente in calma e decontrazione del corpo. Prendere coscienza è una questione di energia, e come ho già detto l’energia va dove è la nostra attenzione.

Anima ha una sua coscienza, una sua consapevolezza, che a noi è trasparente perchè non ne siamo collegati. Lo stato di coscienza abituale è uno stato di veglia, non di autocoscienza. Come non riceviamo così non trasmettiamo e quindi tutta quella conoscenza sulla metodica per la dissoluzione dell’io rimane un concetto, a meno che non si operi nella direzione di trasmettere questa informazione nelle nostre profondità recondite dove esiste il ritmo della nostra vita, che per comodità abbiamo chiamato anima. Quando uno si vede fare le cose è anima che si sta manifestando, anima è l’osservatore delle scuole di sviluppo armonico, di quarta via che prendono ispirazione dagli studi del signor G. Devo imparare a vivere e pensare come se fossi “anima”.

Nelle varie situazioni della vita provate a ricordarvi di porvi in questo atteggiamento, e cioè provate a chiedervi: “Se fossi anima cosa farei in questa situazione?” Tenendo ben conto che anima ha il potere di folgorare qualsiasi cosa, di modificare lo stato delle cose, il nostro umore, e la stessa realtà virtuale che stiamo vivendo. In poche parole devo imparare a conoscere cosa si “anima”, chi è realmente Pistis Sofia. Posso partire dal leggere libri ma prima o poi devo iniziare a contattare questa parte che è tutto ciò che di reale siamo. Se pensiamo di essere solo tutto ego, quando impariamo più a fidarci di noi stessi?

Beh! Buon lavoro e in campana, ci si prende in etere. On Air.