Matteo 25; 1-13 – Trasformazione, Trasmutazione, Transustanziazione (ispirazione)

In Matteo 25; 1-13 si legge: « Il Regno dei cieli sarà dunque simile a dieci vergini, le quali, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque erano stolte e cinque erano sagge. Le stolte nel prendere le loro lampade non si provvidero d’olio; le sagge invece misero negli orcioli l’olio per le loro lampade. Indugiando lo sposo, si assopirono tutte e dormirono.
A mezzanotte si udì un grido: ecco lo sposo, uscitegli incontro. Allora tute le vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: Non basterebbe più né a noi né a voi: andate piuttosto dai venditori e compratene. Mentre quelle si allontanarono per comprarlo, giunse lo sposo; e le altre, pronte, entrarono con lui nella sala delle nozze e fu chiu­sa la porta. Più tardi vennero anche le altre vergini dicendo: Signore, Signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: io non vi conosco. Vegliate dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora ».
La stranezza di certi particolari di questa parabola non ci deve stupire. Davanti alle contraddizioni ed alle assurdità di questa parabola, si è obbligati a supporre che la lampada, l’olio, lo sposo e le vergini siano dei simboli da interpretare. Accendere la lampada significa accendere i propri fuochi sacri, le vergini sono la castità, lo sposo è lo Spirito che discende. Si legge nel vangelo di Tommaso a questo proposito – «Gesù disse: “Se la carne pervenne all’esistenza a motivo dello spirito, è una meraviglia. Se lo spirito è pervenuto all’esistenza a motivo del corpo, è una meraviglia delle meraviglie. Ma io mi stupisco che una tale ricchezza abbia preso dimora in questa povertà “.»
La povertà si riferisce alla condizione di umanoide in cui tutti versiamo, la miseria nella quale ci siamo messi; lo Spirito è ciò che cerca di farsi carne è lo Sposo, è un aspetto della nostra monade che tenta nel corso dei secoli e dei Mahavantara di incarnarsi per giungere alla Salvezza. Il potere Salvifico dell’opera del Cristo è alla base di tutto questo insegnamento. La lampada (e quindi le lampade) ha sempre raffigurato nelle varie culture esoteriche il lavoro da compiere su sé stessi, lucidare l’ottone o la pulizia della lampada che fa Aladino, sono simbolici sempre dello stesso lavoro di purificazione. In particolare nella leggenda di Aladino egli strofina per pulirla ed esce il genio, che sono le qualità nascoste, le virtù dell’essenza. L’olio è il frutto della trasmutazione, ecco perché sono le vergini a doverlo produrre, perché per produrre l’olio della trasmutazione bisogna essere casti. Il celibato non c’entra nulla con questo. 
Cinque vergini sono sagge ed altre cinque sono stolte. Il cinque è l’ora di mercurio, le cinque del mattino è l’orario della trasmutazione è quando il pianeta mercurio, che guiderebbe la trasmutazione alchemica, sorge, ecco perché lo sposo sveglia tutti in piena notte. Lo Spirito si fa carne per mezzo del Sesso, della magia sessuale. Il numero cinque poi è anche quello delle virtù fondamentali: la bontà, la giustizia, l’amore, la saggezza e la verità. Le cinque vergini sagge rappresentano, dunque, queste virtù, mentre le cinque vergini stolte rappresentano i difetti ad esse contrapposte. Il 10 è la lamina del libro di Thot che simboleggia la ruota delle reincarnazioni, le leggi di evoluzione ed involuzione. 
L’olio simboleggia la forza vitale, la linfa che nutre tutte le cellule. In effetti l’olio si trova dovunque in natura: le piante lo attingono dal suolo, dall’aria, dai raggi del sole e, grazie a quell’olio, esse preparano la linfa, simbolo di quella linfa viva che scorre anche in noi. Dove? Nel nostro plesso solare. Il plesso solare è il serbatoio di questa forza, l’accumu­latore di tutte le nostre energie. Se sappiamo come riempirlo quotidianamente, avremo una sorgente alla quale potremo attingere in ogni momento le forze di cui abbiamo bisogno: ciò significa che la nostra lampada potrà fornirci la possibilità di aspettare colui che deve venire e che le vergini attendevano, lo sposo, che può giungere ogni giorno in noi sotto forma di luce, di saggezza, di ispirazione, di amore. L’olio sacro è fecondato dallo Spirito Santo. 
La lampada in questo caso è il corpo fisico, è lo strumento della produzione e del lavoro su di sé. L’olio è il frutto della trasmutazione e dell’ispirazione, della capacità creativa, dell’inclinazione allo spirituale la quintessenza di sostanza (l’ens seminis) e di una vocazione all’interiorità, solo così l’olio può essere fecondato dallo Spirito Santo, il Nef egizio. L’ispirazione è l’elemento della sintesi, l’ispirazione ci permette di superare le incomprensioni e le crisi emozionali. Il sentire dell’ispirazione è un sentire speciale che ci permette di ottenere la tanto sospirata relazione intima. L’ispirazione è ciò che ci permette di sentire il Padre nostro intimamente ed essere visitati dal grande Spirito. Pochi sono coloro che realmente intendono e realizzano l’ispirazione. L’ispirazione è poesia, è una sonata di Wagner o di Bach, è una camminata in un campo, … è come essere innamorati, proprio come l’Eletto, si può sentire amore dentro per un tramonto come per un alba, per un fiore, o per la vita stessa.
Gesù ha parlato di vergini sagge o stolte, è proprio perché il plesso solare è in relazione col segno astrologico nuovamente della Vergine. Il plesso solare è ciò che Gesù ha designato con la parola “seno” quando diceva: “Dal suo seno fluiranno sorgenti di acqua viva”. Il Plesso è il terzo cervello quello attraverso il quale riceviamo la terza forza del “Triamazikamno sacro”, la “Santa Conciliazione”, la forza dello Spirito Santo. Le cinque vergini sagge e le cinque vergini stolte rappre­sentano due categorie di esseri (donne o uomini, naturalmente): coloro che sanno preparare l’olio della propria lampada e quelli che non lo sanno fare. Qui si parla di un lavoro superiore, si parla del passaggio successivo all’essere o cercare di divenire casti. Infatti coloro che sono casti, ma consumano tutte le loro ener­gie in collere, in liti, in tradimenti, in invidie, nel provare invidia, nel parlare male, giudicare, in piaceri sensuali, in vanità, superbia, amor proprio, ecc…, anche se sono stati presenti o casti, non hanno saputo preparare quell’olio, hanno consumato tutta la loro sostanza in queste manifestazioni sgradevoli. 
La persona, ad esempio, che non sa dominare il verbo, che non lo sa guidare, rovina la sua energia sessuale, perché la laringe è legata al sesso. La natura ci offre un po’ di quell’olio, attraverso il cibo e l’aria che respiriamo, ma siamo soprattutto noi che dobbiamo essere capaci di prepararlo interiormente mediante il dominio dei nostri sentimenti e i nostri pensieri. Mentire, calunniare, non mantenere l’impegno o la parola data, sono tra le principali forme di questo errato uso.
Le cinque vergini stolte sono anche coloro che non hanno mai preparato l’olio per la propria lampada e per questo non hanno potuto avvicinarsi allo sposo e la frase – “In verità io non vi conosco” – vuole dire proprio questo, non si tratta di una crudeltà, significa solo che se non avete mai preparato dell’olio, venite oggi per la prima volta; durante la vostra vita non avete fatto lo sforzo cosciente per produrlo. “Io non vi ho mai viste, non so chi siate, per cui andatevene!” – marca solo la difficoltà e la severità necessaria nel lavoro ed il fatto che abbiamo consumato tutte le forze più preziose in inutili tentazioni. 
“Vegliate, dunque, perché non conoscete né il giorno né l’ora” – dice lo sposo. Questa è una frase importante. Vegliate non significa “non dormite”, poiché tutte le vergini si erano addormentate, sia le sagge che le stolte; la parabola in questo caso non si riferisce allo stare presenti. “Vegliate” significa – siate “spiritualmente” svegli – e si riferisce al avere una disciplina esoterica quotidiana, una ricerca attiva, un interesse, uno scopo ed un intento nello sviluppo di Sé, … perché non sapete in quale momento verrà il diletto sposo. Colui che cura ciò che mangia, purifica il suo sangue, è casto e con le sue preghiere, la meditazione, la trasmutazione, la riflessione, il lavoro sull’attrito interno, la comprensione attraverso le amarezze delle circostanze avverse della vita, uccide l’odio e si rende puro, è capace, allora, di preparare nel suo cuore, nella sua anima quell’olio spirituale tale affinché un giorno, prima o poi, sarà visitato dallo Spirito. 
La vergine saggia di cui parla Gesù nella parabola è il simbolo dell’anima umana che si prepara a ricevere lo Spirito Santo. È per lui che essa deve avere l’olio, perché lo Spirito Santo è una fiamma. Una fiamma ha bisogno di essere alimentata e l’olio è il suo nutrimento. Il calore è la Terza Forza. Lo Spirito Santo altro non è che lo sposo di luce e verrà soltanto se avete olio sufficiente per alimentare la sua fiamma. Ora comprenderete perché è scritto che nel giorno della Pentecoste i discepoli hanno ricevuto lo Spirito Santo sotto forma di fiamme, di lingue di fuoco che bruciavano sopra il loro capo: era possibile perché avevano riempito le loro lampade di olio, questa quintessenza spirituale che sola può attirare lo sposo, lo Spirito divino. Gli apostoli rappresentano le parti auto coscienti del Cristo, le qualità dell’uomo solare, ricevere lo Spirito Santo significa che tutte queste parti interne dell’uomo, del maestro, si spiritualizzano nell’ultima cena, per mezzo dell’ultima cena che è l’atto stesso della trasmutazione sessuale.
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Un pensiero su “Matteo 25; 1-13 – Trasformazione, Trasmutazione, Transustanziazione (ispirazione)

  1. ho cercato e ricercato negli anni il significato di un sogno ricorrente:Olio che scende dal soffitto,olio che fa saltare i tappi delle bottiglie, olio che esce dalle porte delle credenze… grazie Rocco

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