Che cos’è uno gnostico. Gnosi e Cristianità.

Recentemente mi sono trovato a leggere e rileggere certi tentativi di descrivere il fenomeno dello gnosticismo. Inutile dire che anche se in buona fede si tratta di tentativi poveri di contenuti e spesso atti solo a deformare una verità difficile da capire senza esserci dentro, senza conoscerne l’aspetto terribilmente pratico della cosa. Inutile anche dire che non si tratta nè di una religione e men che meno di un qualche movimento filosofico. La gnosi non ha nulla a che vedere con niente di conosciuto, almeno dal punto di vista del sistema, nonostante usi diversi sistemi per ottenere lo scopo, che è evidentemente al di fuori della visione e versione ufficiale del mondo; si tratta fondamentalmente di prendere coscienza della propria esistenza per capirne il senso autentico.

Innanzi tutto inizierò col dire in modo definitivo e senza grossi fronzoli che non esiste nessun “gnosticismo”, e men che meno storico, sono tutte mistificazioni e “titillazioni” mentali, quando non sono persino strumentali a causa della complessità del sistema in essere qui o alle condizioni di vita stabilite da secoli dai nostri antenati.
Esistono, semmai, individui che cercano la “libertà” attraverso la conoscenza di sé e che col tempo sono stati chiamati “gnostici”. Gli gnostici sono tutti coloro, indipendentemente dal movimento religioso, razza e destinazione “d’uso”, che cercano Dio, il divino, cioè, la fonte della creazione, la ragione della propria esistenza e la relazione con l’esistenza di questo universo, attraverso la conoscenza di se stessi. Forse storicamente si possono trovare mescolati a gruppi religiosi o sette a vario titolo, ma fondamentalmente si tratta di individui rivoluzionari, di ribelli al mondo delle “macchine”, volendo citare matrix; filosofi, medici, antropologi “pratici”, studiosi della natura umana e della sua massima possibilità potenziale di essere divina. Un “essere” divino di nascita grazia alla presenza dell’elemento animico o della coscienza; coscienza che li spinge a ricercare una condizione diversa dalla condizione di servo o schiavitù o sudditanza in cui invece versa l’intera umanità. Certo bisognerebbe chiarirci che cosa intendiamo per divino, … diremo che divino è la coscienza, è la capacità di creare, di usare la materie o l’energia per dare luogo ad una possibilità potenziale, divino è mettere in essere una progettualità, è la fonte, il principio intelligente che permetta l’esistenza.
Nelle parole “Essere” ed “umano” c’è la sintesi di della natura dell’uomo. L’essere è il divino, l’animico, l’umano è la forma, la macchina biologica attraverso la quale Dio sperimenta, conosce se stesso e cresce. Lo gnostico è cosciente ed intuisce che come tutti gli altri anche lui è nato in catene, ma se per gli altri questa condizione è in qualche modo, a torto o a ragione, sopportabile, lo gnostico la percepisce come effimera ed inconsutile, sente che ci deve essere di più nella sua vita di quelle 4 cose gli vengono sventolate davanti al muso come ad un cane che cerca l’osso. Egli sa di essere schiavo, ma aspira alla liberazione. Percepisce che c’è qualcosa che non quadra nel mondo, non sa cos’è, ma lo avverte, lo avverte in tutte le attività che compie e le relazioni che ha con gli altri ed il mondo. Sa, non sente, di essere in una condizione di sudditanza sia nei confronti del mondo, basato sullo sfruttamento dell’uomo su sull’uomo, ma anche di una condizione in rapporto a questo universo che lo vuole parte di un tutto, come una cellula del nostro corpo od un organo specifico. Egli è chiamato a servire l’economia dell’universo ed i sistemi che osserviamo qui sono un riflesso, la logica analogia e corrispondenza, questo perchè da un albero di cachi non nascono banane.
Questa condizione è nota nella dottrina esoterica con il nome di Trogo o TrogoEgoAutocratico comune. Nel vivere questa condizione questo individuo intuisce anche che egli probabilmente, in quanto dotato di coscienza, di coscienza di sé, ha la possibilità, attraverso lo studio di quel sè, di rendersi conto di alcune cose e aprire per se stesso la possibilità di cambiare questa sua condizione di servitù. Inutile dire che ogni genere di tentativo di inquadrare storicamente questa visione è del tutto banale e fuorviante e in certi casi, come ho già detto, anche del tutto strumentale. I tentativi di ricostruire il percorso della gnosi, dello gnostico e dello gnosticismo, fatti dagli storici in senso lato e dagli storicisti di cui che ho letto tra wikipedia e altri siti, risultano tutti arbitrai e privi di qualsiasi fondamento, non tanto storico, ma pratico, essenziale, filosofico, esistenziale. Come si sa i vincitori sono quelli che riscrivono la storia ed anche in questo caso è stato ed è così. Chi sono stati i vincitori? E di quale conflitto? Evidentemente il potere che ha portato poi alla nascita della Santa Romana Chiesa Cattolica. Il concilio di Nicea è la più grande bazza della storia. Lo gnosticismo non è un fenomeno che prende piede nella tarda antichità, agli inizi dell’era cristiana, ma ne stimola la nascita, ne è la causa. E’ il cristianesimo ad essere gnostico e non il contrario.
Gesù parla di libertà, egli è un rivoluzionario ed un liberatore, ecco perchè hanno cercato di farlo fuori. Gesù o Joshua Ben Pandirà, come viene chiamato tra certi gnostici, o ancora dai greci, Joshua Immanuel, Isa dagli Islamici, … era di estrazione Essena, e gli esseni per loro “natura” erano gnostici; gnostici ovviamente nell’accezione descritta sino qua. I cristiani primitivi erano gnostici ed il potere li temeva perchè riconoscevano un regno che non era di questo mondo, ma che lo compenetrava. Sapevano che il reale, la grande Talità non si limitava alla visione dell’occhio ed alla percezione dei 5 sensi, e men che meno alle condizioni straordinarie di vita, o si servitù, imposte da uomini ad altri uomini. Conoscevano la verità sull’origine dell’uomo e sulla sue incredibili potenzialità. Capivano che uomini avevano imposto ad altri uomini una visione della realtà e che questa doveva servire a limitarne l’espressione. Uomini senza anima hanno assoggettato altri più ingenui e diversamente dotati. Voi non siete di questo mondo diceva GEsù ai suoi discepoli, ma ancora una volta non si riferiva ad un luogo da qualche parte in cielo o in una dimensione, ma ad uno stato di coscienza che potevano raggiungere, visto che era da lì che provenivano. E non si riferiva solo ai suoi discepoli dato che discepoli od apostoli lo sono tutti coloro che ricercano la luce della coscienza che il CRisto ne è l’esempio. Si è costruito molto sulla questione della Crocifissione, ma è tutto per tenerci ancora sotto controllo con la paura ed il senso di colpa.

Alla luce di quanto detto non possiamo non affermare che non esiste nessuna sette gnostiche dalle influenze cristiane, ma semmai il contrario; sono pagane perchè lo gnostico è così, è un ricercato delle origini, un cercatore della natura di Dio e della creazione, che non cerca in modo dogmatico o da credente, ma in forma pratica e diretta, in quanto egli sa di essere parte del Dio vivente che cerca, intuisce di essere Dio e ne cerca la sua realizzazione. Si capisce come da presupposti simili gli gnostici diventano particolarmente scomodi un pò a tutti, pericolosi per la stabilità del sistema e del tutto ingestibili; è per questo che andavano in pasto ai leoni, col beneplacito di vescovi quali irineo, ad esempio, o per questo ci sono state tante crociate contro Catari, Albigesi, etc… Se sposti l’attenzione sulla coscienza, questa cosa la mente non la può gestire e le regole vanno a farsi friggere e quindi devi muovere guerra a coloro che lo fanno se vuoi difendere il tuo dominio. Di fronte al problema di distinguere gli eretici dai cattolici, il legato pontificio Arnaldo-Amalric, ex abate di Poblet (?-1198), poi dell’abbazia di Grand Selve a Bouillac (1198-1200), quindi di Cîteaux (1200-1212), ed infine, arcivescovo di Narbona (1212-1225), quindi non un mercenario o un capitano di ventura, ma un monaco, ebbe modo di affermare: “Uccideteli tutti, Dio distinguerà i suoi” – (J. Sumption, The Albigesian Crusade, London, 1978, pag. 93, cit. in: ibidem, pag. 29).

Nella sua relazione al Pontefice sta scritto:”Oggi, Vostra Santità, sono stati passati a fil di spada ventimila cittadini, senza riguardo all’età o al sesso.“. Pensate ci sia stato dello sdegno o disgusto per l’atto? No, nessuno. Solo grazie alla sostanziale ignoranza generale che queste persone possono ancora dirci come ci si deve comportare e darci lezioni di moralità. In quella che è stata storicamente la più terribile persecuzione contro i cristiani, sotto l’Imperatore Diocleziano, si calcola siano morti circa duemila cristiani. Nella sua prima operazione di “pulizia”, Innocenzo III° ne aveva ammazzati dieci volte tanti. 

Tra le varie cose che ho letto c’era uno studio che diceva che gli gnostici credevano in un Dio trascendente, transmondano, un Dio la cui realtà nulla avrebbe a che fare col mondo. L’autore di questo scritto scriveva a questo proposito – “Il mondo che ci circonda non parla di lui, non lo esprime, non lo mostra, anzi. Il Dio gnostico è un dio sconosciuto. Viene chiamato da Marcione “Dio straniero”, “Straniero” o semplicemente “l’Altro”, “l’Innominabile”, “il Nascosto”.  Inutile dire che si tratta di una “cagata pazzesca”, una semplificazione dovuta alla scarsa conoscenza della natura stessa dello gnostico. Lo gnostico è un uomo che aspira alla libertà, riconosce Dio in tutto ed anzi ne cerca la relazione, riconosce in lui l’unica realtà possibile; la Talità degli gnostici è la grande realtà, è conoscere la matrice che sta dietro alla nostra descrizione limitata del mondo, che è evidentemente irreale e parziale. Nel vangelo di Tommaso infatti si parla del Dio Vivente. 

La visione lontana, di un Dio irraggiungibile, è invece proprio e tipica del mondo cattolico, un Dio lontano nei confronti del quale si è perdutamente peccatori ed indegni di conoscerlo, un Dio sconosciuto e che vive in cielo ti manda le sue leggi alle quali devi obbedire, pena l’inferno e la dannazione eterna. … Mh! forte! Il bue che dice cornuto all’asino. Non vi suona di controllo?
Poco male. E’ evidente, almeno dal mio punto di vista, che non si deve capire un tubo sulla gnosis e lo gnosticismo, perchè qualora le persone cominciassero a capire di cosa si tratta, sarebbero cavoli amari a causa di quelli che capiscono, e capire non significa avere l’informazione, ma è rendersi conto che è così …  – le implicazioni di un simile pensiero minano alla stabilità del sistema precostituito, la sua utilità viene profondamente messa in discussione e nessuno di questi se lo può permettere. Se poi pensiamo che lo gnostico lavora allo smantellamento di tutte le sue “credenze”, al condizionamento subito nei primi anni di vita con l’intendo di non ricevere più le influenze soporifere e “soporifizzanti” dal sistema socio, economico, culturale, … e ne ha anche gli strumenti per farlo …. e beh! La cosa si inizia a fare seria. Si capisce perchè sono state fatte le crociate? Questa roba porta ad una presa di coscienza che oggi nessuno si può permettere. Chi guarderebbe più la TV? Chi comprerebbe più i loro prodotti così ben confezionati e pubblicizzati? Chissà magari, invece di comprare i telefonini impareremmo a comunicare telepaticamente. Chi farebbe più tutte quelle cose che quotidianamente affollano la nostra vita? Chi farebbe più debiti? Chi rincorrerebbe mete di carriera, ambizione o potere? Chi si preoccuperebbe più di come impiegare il suo tempo? Che fine farebbero gli hobbies? E il sesso? La pornografia? Chi si farebbe curare da un medico che mette davanti prima il profitto e poi il suo assistito? Chi darebbe più i soldi alla ricerca sul cancro? Nessun, perchè capirebbero come funziona il sistema, e semplicemente non lo alimenterebbero, non lo sosterrebbero più, perchè smetterebbero di dargli attenzione e la loro coscienza.
Si comincia a capire finalmente perchè Gesù diceva il mio regno non è di questo mondo? Non si riferiva ad un luogo là fuori o dopo la morte, ma si riferiva ad un luogo dentro di noi che si consegue proprio grazie alla morte, non quella fisica ma quella della personalità, dell’ego, del servilismo, della codardia, delle regole e del potere, dei vincoli col mondo ordinario. Fermare il mondo! Non è di questo che anche Don Juan nei testi di Castaneda parla? Ah, a proposito, non li stampa più nessun i libri di Carlos, e mi è stato detto che la Mondadori non ne svincola nemmeno i diritti così nessun altro li può stampare. Stravagante informazione e decisione! La coscienza è l’unico vero valore, e coloro che la perseguono stanno seguendo il Cristo, che non è un individuo, ma l’archetipo, cioè un immagine simbolica che attraverso i suoi atti mostra cosa sia un uomo cosciente. E’ questo il senso di queste parole prese dal vangelo di Matteo:

“24Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 25Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. 26Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? 27Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.”

“Se qualcuno vuole venire dietro di me rinneghi se stesso” – direi che è la cosa più eloquente e significativa di questo brano per sintetizzare cosa sta cercando di fare uno gnostico. Seguire il Cristo significa realizzare una coscienza, significa conquistare la propria anima, ecco perchè chi vorrà salvare la sua vita la perderà; la nostra vita non è la nostra, ma è quella che ci è stato detto di vivere, è quella che ci è stata descritta e imposto di riconoscere, ma non è l’unica possibile, anzi è forse la peggiore condizione che potremmo incontrare, ma allo stesso tempo utile, se impariamo a liberarcene. “L’unico modo per diventare più intelligenti è affrontare un avversario più intelligente.”, mai sentita questa espressione? Viene dai fondamenti degli scacchi (Fundamentals of chess, 1883) … non che sia uno scacchista, ben inteso … 
Colui che sacrifica la sua vita in nome suo, in nome della coscienza, cioè, “Chi la perderà a causa mia” – significa morire psicologicamente, annichilire l’ego, è l’annichilimento buddista, del Budda, che significa liberarsi dal condizionamento di una vita disegnata da altri, a favore della coscienza; non è del suo sacrificio sulla croce che si parla, colui che cerca una tale morte, troverà, nel senso che troverà una vita vera, autentica. La croce non è il fanatismo di un martirio, ma la raffigurazione di una morte psicologica, di un azione rivolta verso se stessi nell’eliminazione sistematica di tutte quelle interferenze che ci impediscono di “essere reali” e quindi di conoscerci realmente per quello che siamo.
Conoscete quest’altra frase? – “C’è una cosa dentro di te, che non conosci, e di cui negherai l’esistenza. Finche non sarà troppo tardi per farci qualcosa, è l’unico motivo per cui ti alzi al mattino, l’unico motivo per cui sopporti un capo stupido, il sangue, il sudore e le lacrime, questo perché vuoi che le persone sappiano quanto sei brin questo senso lo gnostico avo, attraente, generoso, divertente, intelligente. Temetemi o riveritemi, ma per favore pensate che sono speciale. Condividiamo una dipendenza, siamo tossicomani dichiarati, vogliamo tutti la pacca sulla spalla e l’orologio d’oro, l’ hipp-ip-ourrà del cazzo. Guardate il ragazzo intelligente con il distintivo, che lucida il suo trofeo, brillanti e diamanti impazziti : siamo solo scimmie avvolte in bei vestiti, che implorano l’approvazione degli altri.”

Lo gnostico è colui che sovverte questo ordine delle cose perchè cerca i misteri autentici della vita e della morte, cerca il mistero della creazione, che anche se occulto, non è detto che sia inaccessibile. Credo fosse il signor Gurdjieff ad aver detto – “Colui che è padrone della sua vita è padrone della sua morte”  – … uno gnostico è questo, nessun  movimento, nessuna associazione o istituzione, nessuna strana religione, nessuna setta, … uno gnostico lo incontreresti ovunque, …  è uno qualunque, uno qualunque con una serie di domande alle quali, per fortuna, non ha ancora trovato risposta. Si legge nel vangelo di Tommaso – “e GEsù disse: Se i vostri capi vi diranno, ‘Vedete, il Regno è nei cieli’, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘È nei mari’, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa.”
On Air!
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