Sul libro: "Essere Reali, essere reale" – edizione 2010

Se apparentemente il libro sembrerebbe una lettura della trilogia di “the Matrix” dei fratelli Wachowsky, esso, in realtà, insieme all’altro testo di “Essere Reale”, essere reali, si spinge oltre fino a proporre non solo una visione delle condizioni di vita su questo pianeta, ma una mappa, un piano di evasione da una realtà fittizia, fatta di ripetizioni meccaniche di conflittualità senza fine. La Terra è una prigione vasta quanto il pianeta, un purgatorio attraverso il quale innalzarci oltre il mondo delle macchine. 

Tutto ciò che vediamo, tocchiamo, sentiamo, odoriamo, l’esperienza stessa del reale, non è altro che la proiezione di un universo invisibile fatto di emozioni, fantasie, immaginazioni, chiacchiere, idee, pensieri, sentimenti, volontà. Questo influenza ogni nostra scelta, ci priva di un autentica scelta, ci priva della possibilità di “Essere Reali” e concretamente “veri”, “autentici”. 
L’unico mondo reale è l’essere, è per questo che ne siamo stati privati, come della luce e della Coscienza. La nostra capacità di renderci conto è stata limitata, lentamente demolita e sostituita da una tendenza al conflitto, al dubbio, alla paura, allo scetticismo. Il pensiero conflittuale, il dialogo interiore, il giudicare, criticare, correggere, spiegare giustificare fanno di noi dei magnifici agenti di un sistema di controllo che tiene noi e gli altri soggiogati in un sogno dal quale ci si sveglia solo in punto di morte. Esiste un varco, una rotta praticabile, questo è quello che cerca di proporre in questo libro.
L’idea di fondo è che siamo rimasti in qualche modo invischiati in una matrice di carattere psicologico che ci rende schiavi in un sistema di REGOLE ed IDEE, per lo più preconfezionate, che descrivono cosa siamo o casa dovremmo essere, come comportarci, come “essere”, e questo ha finito per limitare l’espressione reale di Sé. Non sto parlando del carattere, o di fare il “cavolo” che ci pare, sto parlando di autentica libertà, di un sentimento di Sè profondo, un “esperienza reale” che emerge sopra la coltre di “idee”, che sono parte della descrizione che ci è stata passata del mondo, che soffocano il nostro cervello.  
Noi non siamo il nostro corpo e non siamo le idee che abbiamo. Noi non creiamo idee, scegliamo a quale idea allinearci. E’ come se fossimo stati in qualche modo lobotomizzati, privati dell’autentico che risiede oltre le forme; siamo stati educati ad identificarci con un ritratto immaginario di noi stessi infarcito degli stereotipi che ci sono stati proposti, tutto nel tentativo di farci sentire importati od inferiori agli occhi degli altri. Il mondo, questa umanità, come nella pellicola di “the matrix”, vivrebbe addormentata sotto influenze che non comprende e di cui ne ignora per lo più l’esistenza. Nulla a che vedere con una qualche organizzazione o corporazione, ma un sistema molto più “vasto”. 
Il risveglio sarebbe qualcosa di traumatico, ragion per cui i più preferirebbero l’inconsapevolezza. Per cambiare il destino di un individuo bisogna cambiare la sua psicologia, il sistema di credenze e convinzioni. Esistono influenze che vanno oltre i media, l’educazione, la religione, la morale, la politica, l’economia, la scuola, etc… si tratta di influenze che hanno a che vedere con la natura stessa dell’universo, sono le macchine di matrix, sono le leggi meccaniche dell’universo, nessuna casualità o chissà quale inspiegabile mutazione. Il DNA stesso, quando non replica il suo messaggio fondamentale, è perché è stato danneggiato e questa non è una chance evolutiva, ma un handicap. 
Il caso? Il caso non esiste – “Dio non gioca a dadi nell’universo” – , il punto è che Dio non ha nulla a che vedere con le nostre idee o la descrizione che ne diamo. L’universo è la divinità, come lo è la sua energia, il suo sviluppo, la sua manifestazione. E’ come se un pesce che nuota nel mare si domandasse dove sia o cosa sia il mare. Ci è immerso dentro. Causalità, ne siamo tutti soggetti, le cose non accadono a caso; ad ogni azione, circostanza, evento, relazioni che abbiamo nella vita, equivale una qualche motivazione, ad ogni effetto è possibili risalire ad una causa, la causa è dentro di noi, la causa sta nel nostro modo di porci, nella nostra “tendenza”, nella nostra programmazione di base-psicologia, un comportamento “formato”, prima, e “regolato”, influenzato, poi, in modo preciso, deliberato, una tendenza che viene definita nei primi anni dell’infanzia per effetto dalla prima educazione che riceviamo, ma con origini nella notte dei tempi.
E’ necessario estirpare dal profondo ogni concezione, ogni idea, ogni descrizione che è stata introdotta in lui e che oggi è la causa della manifestazione di una mentalità conflittuale, auto distruttiva e degenerativa. Purtroppo nessun può spiegare agli altri che cos’è la realtà, come nessun può spiegare cosa sia matrix, questo perché la “realtà” ci è stata talmente tante volte descritta che abbiamo finito per crederci che sia l’unica possibile, siamo stati privati della sua esperienza diretta, ecco perché chiunque cerchi di liberare qualcun altro non potrà altro che porre ad un sistema un altro sistema, egli potrà mettere in essere certe idee affinché ciascuno possa tornare a fare esperienza del “reale”. 
“Cosa sono”? “Perché esisto”? “Dove vado”? “Cos’è esistere”?! … Colui che si pone queste domande si mette su un cammino impervio, ma che lo può avvicinare alla conoscenza di sè e quindi di che cosa sia la vita che sta conducendo così inconsapevolmente e guidato da impulsi esterni a lui. 
Nella casa dell’Oracolo in matrix c’è una targa sulla porta che dice – “Teme nosce” – ovvero, conosci te stesso. E – “Uomo conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei” – e’ proprio quello che c’e’ scritto anche sul tempio di Delphi ed è questo il tema del nostro interesse qui. 
Il mondo che ci è stato messo davanti agli occhi è un sistema di credenze che ci tiene al riparo da conoscere e scoprire cosa siamo, perché esistiamo. Materialismo e religione sono facce della stessa medaglia, entrambe chiedo un prezzo: una fede cieca. Credere per vedere! Infatti noi vediamo solo quello in cui crediamo. Il controllo passa dal privarci del nostro “Potere personale”, quella giusta attenzione verso dentro, verso i nostri processi, quel sano interrogarsi sul “perché” delle cose che è tipico in un bambino, ma che col tempo viene sistematicamente spento. Siamo stati educati a spostare la nostra attenzione su altro di diverso da noi stessi, questo perchè dove è la nostra attenzione lì sarà la nostra energia. 
Noi cerchiamo disperatamente l’approvazione altrui perchè così siamo stati educati. Esiste in noi un potere immenso che ci farebbe comprendere quante tentativi inutili operiamo quotidianamente nel cercare di attirare l’attenzione e l’approvazione altrui. 
Spieghiamo e giustifichiamo continuamente i nostri atti, ci lamentiamo, ci diamo importanza e giudichiamo tutto e tutti, tendiamo a correggere gli altri, ognuno di noi è di fatto un bravo “agente” di questa matrix prodotta da certi umani e da chissà chi altri … 
WAKE UP NEO! MATRIX HAS YOU!
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