CONOSCI TE STESSO: lamentarsi, la paura della morte

“Il potere è qualcosa con cui ha a che fare un guerriero. Da principio è una cosa incredibile, approssimativa; è difficile anche da immaginare. E’ questo che ti sta accadendo ora. Poi il potere diventa una cosa seria; si può non averlo, oppure non rendersi pienamente conto che esista, e tuttavia si sa che c’è qualcosaqualcosa che prima non era percettibile. Successivamente il potere si manifesta come qualcosa che ci arriva incontrollabilmente. Non mi è possibile dire come viene o come è veramente. Non è nulla eppure fa apparire meraviglie proprio davanti ai tuoi occhi. E infine il potere è qualcosa in se stesso, qualcosa che controlla i tuoi atti eppure obbedisce al tuo comando.”

 Viaggio a Ixtlan – Carlos Castaneda
Difronte alle prove della vita non abbiamo trovato meglio da fare che piagnucolare, lamentarci della nostra condizione, e della nostra impossibilità di cambiare. Ma la cosa veramente pessima è stata quella di prendere tutto terribilmente sul serio, senza capire che questo ha solo significato rafforzare la nostra descrizione funebre, negativa del mondo e di noi. Se un uomo cambia l’attitudine verso ciò che gli accade, questo, nel corso del tempo, e ripeto nel corso del tempo, modificherà la natura stessa degli eventi che incontra e imparerà da se stesso che cosa egli realmente sia. Il primo passo verso la libertà è realizzare che la paura della morte è ciò che governa la nostra vita, proprio come gli animali hanno l’istinto di sopravvivenza e vivono nel timore di essere mangiati. Questa paura come un tiranno ci rende timorosi e conseguentemente schiavi. Come liberarsene ognuno può trovare il suo metodo, ma saperlo (che la schiavitù dipende dalla paura della morte) ci rende diversi, almeno sappiamo su cosa orientare le nostre forze. 
Come ho avuto modo di dire questo tiranno si costruisce nel tempo, ecco perchè abbiamo bisogno di tempo per capire che noi non siamo la nostra paura. Il dolore, il male, la malattia siamo noi a procurarceli a causa della vita mediocre e senza senso che ci costringiamo a vivere per paura di illuderci (che esista altro oltre la vita e scoprire che non sia così), e per ironia della sorte è proprio quello che stiamo facendo. Creiamo cose come il successo, la realizzazione personale nel mondo o nella famiglia per non pensare a questa cosa, per non doverla affrontare. Creiamo molle, ammortizzatori irriducibili quali il sensi di colpa, lo scetticismo, il dubbio la frustrazione, ma sono finzioni, è tutta apparenza per fingere di essere occupati e poterci di fatto lamentare. E quando poi non ne possiamo più, cerchiamo la fine, con la morte. La morte fisica di un individuo si manifesta come conseguenza di un numero infinito di morti interiori. Sono i traumi, le emozioni negative, i pensieri distruttivi e l’ipocrisia che si accumulano nel nostro corpo a farlo diventare un luogo spiacevole in cui vivere al punto tale che la morte fisica sembra essere l’unica via d’uscita. 
Chi sarebbe disposto ad ammettere di aver scelto, seppur inconsapevolmente, di darsi la morte? Nessuno. Certo è vero non possiamo nemmeno parlare di una scelta, uno schiavo non sceglie, serve il suo padrone, ed il suo padrone lo logora, lo consuma e gli porta via lentamente ed inesorabilmente tutte le forze, tenendolo a questo livello o orbita vibrazionale. Scegliere presuppone consapevolezza, e per lo più noi subiamo i meccanismi di quello che viene chiamato il nostro inconscio, che è dove il tiranno risiede, quello che i saggi chiamano “ego”. L’ego è una costruzione dell’uomo, l’ego è alter ego, l’altro “io”, un falso “sè” che abbiamo eletto a giudice e tiranno della nostra vita attraverso l’esercizio delle regole condivise collettivamente, per paura della morte. Colui che non è in grado di amare se stesso per come o cosa è, non può essere responsabile di niente e di nessun altro o delle sue azioni, è un abbaglio, è una menzogna ed una tortura di se stessi senza utilità. Le regole sono per tenere a bada la nostra incapacità di usare con profitto la consapevolezza e l’energia di cui disponiamo.
Vincere la paura della morte è l’unico gioco che vale la pena giocare. E’ importante smettere di alimentare la “morte” fisica con pensieri ed emozioni demolitivi come l’insicurezza, la disattenzione, il disprezzo degli altri, ed iniziare a conoscere cosa sia la morte iniziatica; quello che Gesù chiamava morire in vita. Egli e tutti gli altri parlano della morte che può avvenire durante la vita. Si tratta della morte del tiranno che ci ha portato alla schiavitù, ovvero la “paura” stessa. I pensieri distruttivi e l’auto sabotaggio sono il frutto dell’ignoranza, si sono fissati con il dolore che abbiamo provato e che chiamiamo traumi; il metodo è scovarli, vedere quando generano emozioni negative e dissolverli come polvere. Con cosa? Con il potere più potente di cui disponiamo la nostra energia sessuale, e con il dono dell’attenzione, del buon senso, dell’astuzia di Ulisse, dell’intelligenza al servizio dell’Essere, dello Spirito combattivo e non rinunciatario, ecco perchè il sangue bolle; è necessario guardare il mondo con attenzione, con intelligenza e consapevolezza.
Non un solo granello di “morte” deve affiorare e mangiarci senza che noi non ce ne rendiamo conto. Non un granello di inferno deve entrare nel nostro paradiso interiore; in quel luogo, cioè, dove stiamo costruendo la nostra possibilità di riscatto e di libertà. Il paradiso è uno stato di coscienza ed un grado di libertà che deve restare imperturbato, è questo il tempio interiore di tutti i tempi, ed è per questo che “credere per vedere” è il motto di tutti coloro che stanno costruendo il vero “sogno”, che non è sonno, ma visione, il “sogno” è la fede cosciente dei saggi, che credono e per questo iniziano a vedere … la fede autentica nel fatto che ci può essere di più di questo mondo così come ci viene descritto. Una volta ho sentito dire che “un uomo è ciò che sogna”, – scetticismo, dubbio, paure, sensi di colpa sono ciò che uccidono il suo sogno e si sostituiscono ad esso, ecco perchè la nostra società è così maledettamente materialista: se distruggo il “sogno” controllo il mondo. Impara, nulla può entrare nel nostro tempio interiore, pena la perdita di tutta la nostra stessa realizzazione, è importante mantenere viva la visione. 
“Dobbiamo imparare a morire di meno ed a sognare di più”,  – so che sarò criticato per questo, ma solo perchè non si è inteso cosa sia l’arte del “sognare” … Se si mette in discussione l’idea che la morte è inevitabile, allora nasce, emerge una possibilità, quella possibilità di cui i saggi parlano, quella possibilità che la natura ha dato agli umani. Se non lo facciamo, rimaniamo prigionieri dell’illusione collettiva, vittime della nostra conflittualità e non potremo che morire dentro. I nostri conflitti interiori sono più pericolose di qualsiasi guerra. Quando ti arrabbi, quando sei invidioso, quando te la prendi col mondo, col traffico, con la politica (partitismo sarebbe meglio), con l’ingiustizia, con il vicino e lo vuoi correggere, lo vuoi normalizzare, quando giudichi, quando ti giustifichi, quando ti lamenti tu stai morendo dentro poco alla volta, stai rendendo la tua vita quell’inferno dal quale un giorno vorrai evadere morendo fisicamente.

“Amate i vostri nemici” – era per nostra utilità, non del nemico. E’ in questo che consiste la grande utilità l’autosservazione, nel guardasi dentro per scovare tutti quegli stati, l’umore distruttivo che ci logora e ci uccide lentamente. E’ in questo che consiste la guarigione e la libertà. Se non sono cosciente di questo processo di generazione dell’umore e non lo circoscrivo, questi stati si materializzano negli eventi spiacevoli della mia vita. Il plesso, devo imparare ad ascoltare quali sono le sensazioni, quali gli stati emotivi che mi attraversano proprio adesso in questa regione del mio corpo, perchè è lì dove sta la digestione, sia del cibo che delle impressioni ed idee, delle circostanze e del prelievo sensoriale. Quando vibriamo nella “paura”, il livello si abbassa, la nostra visione si restringe, ci sentiamo deboli e vulnerabili ed è allora che cerchiamo conferme nel mondo esterno, rassicurazione e considerazione ed è questo il momento in cui qualcosa in noi si nutre. 
L’ego è la paura della morte, l’ego è animale che vuole sopravvivere a nostro discapito; esso è un parassita che inizia a formarsi già al concepimento del feto, quando ancora si trova nella pancia della madre, è l’“istinto” dell’animale con i propri “poteri” e le sue pulsioni; – “gli uomini non nascono, vengono coltivati”. L’ego, l’io è una struttura psicologica alterata dai primi processi educativi, o di condizionamento, che l’esperienza sensoriale ha contribuito e contribuisce a rinforzare e costruire, un ritratto immaginario di sé costruito sulle idee altrui e sull’idea che siamo solo fondamentalmente mortali ed umani, i suoi bisogni diventano i nostri nel momento in cui crediamo alla descrizione del mondo che ci è stata passata, invece che cercare di scoprire da se stessi la realtà. La controparte, l’antagonista all’io animale, è la coscienza, è l’intelligenza, è il potere di cambiare; ecco perchè l’ego non sa che la fonte dell’energia è dentro di noi, ed ecco perchè ci spinge a cercarla fuori, elemosinando la considerazione altrui, perchè non è in suo possesso, perchè la fonte non si può possedere, si deve esserla. 
E’ il nostro “alter ego” che ha bisogno e cerca il compiacimento degli altri, e siccome noi ci crediamo lui, abbiamo fatto dei suoi bisogni i nostri. E’ la sua paura quella che sentiamo, ma è inutile che te lo dico, perchè ne siamo talmente soggiogati che non siamo capaci di credere che una cosa simili, e così assurda, possa essere anche allo stesso tempo vera, reale, anzi l’unica realtà. E’ la mancanza di conoscenza e soprattutto di un autentica fede a farlo, cosa che si traduce nella nostra incapacità di “sognare” o di “credere” che è la stessa cosa, infatti sognare per me è immaginazione cosciente, è fede, è una mente focalizzata in una verità che non può essere descritta, ma vissuta intensamente dentro. Ecco perchè abbiamo bisogno di avere contatti con coloro che conoscono la fonte di questa particolare sensazione che è il “sogno”, invece di cercare continuamente solo la loro approvazione. E’ così che il lavoro di questi “profeti”, di questi trasmettitori moderni, di questi portatori sani di un lignaggio, della baraka, viene vanificato. Il problema è nella stupidità e nell’ignoranza di cercare la loro considerazione, la loro attenzione, … è in questo piccolo dettaglio che consiste la forza e la grandezza dell’azione del condizionamento che abbiamo subito e che subbiamo. Le masse sono controllate, ma l’individuo può cambiare il flusso del suo destino. Le persone cercano i maestri, ma non sanno come usarli, li venerano, e così non apprendono niente, restano gli animali impauriti di sempre. 
Smettiamola con tutte queste scemenze sulla spiritualità, così come li riceviamo sono solo altri sistemi di controllo; voi cercate lo spirito perchè avete paura della morte, ma sappiate che vivere e morire è cosa seria, molto seria e soprattutto estremamente materiale; lascia andare i giocattoli che il mondo ti ha dato per tenerti in schiavitù, – la reinacarnazione, il karma, e chissà quale altra diavoleria, – ed inizia a rinunciare a morire, perchè l’idea vera della morte non l’hai mai veramente avuta, altrimenti avresti scoperto come ti controlla. A Dio non serve altro. La reincarnazione, il karma come lo conosci è una buffonata romantica per tenerti attaccato ad una speranza. Siamo schiavi, schiavi della visione, del “sogno” di qualcun altro. Moriamo perchè non abbiamo mai visto altro che quello. Non c’è niente là fuori. Fuori di noi, non c’è nessuna forza, nessun maestro, Dio o fratello dello spazio che possano influenzare il nostro destino. In noi la vita si compie senza la nostra personale partecipazione, crediamo di avere libero arbitrio, ma non è altro che un illusione se non rinunciamo a tutti i beni che il mondo degli umani ci ha dato per tenerci impegnati. Dio stesso allo stato attuale della nostra consapevolezza non è altro che la proiezione dei bisogni del nostro “alter ego”. Il libero arbitrio è scegliere di non morire più. 
Carriera, soldi e successo, sono tutte proiezioni per farti sentire frustrato quando non li raggiungerai, sono aspettative nel “mondo” irreale e sono le vere illusioni, sono necessarie alla produzione delle emozioni di gioia e dolore, che formano la tua vita. Conquistate il regno dei Cieli e il resto vi verrà dato come conseguenza. La nostra vita è un effetto collaterale del fatto che esistiamo, a che livello esistiamo determina gli eventi. Il livello è un tipo di vibrante manifestazione di Sé. Se vibriamo in emozioni dense invece che in un sentimento di sé, moriremo, e questo è tutto. Il mondo è il campo da gioco, ma se non capisci che le cose che ti accadono non devono servirti a trasformarti in uno sconfitto disilluso e cinico, o per caricarti di amarezze, e per alimentare una quantità d’amor proprio e di vanità, ma per consentirti di conoscerti e liberartene, resti intrappolato. La stessa cosa che può salvarti è quella che produce il sonno e l’illusione. Quindi come vedi il mondo non è né buono, né cattivo, è utile, e quello che ti accade lo è molto se impari come guardarlo per arrivare un giorno a vedere. 

Marco 8:36, “Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?”

Vinci, vincete questo è tutto, dice un antico rituale, e si sta riferendo al fatto che siamo chiamati a vivere, ad essere presenti e reali a noi stessi per sconfiggere il nemico dell’eternità, la morte stessa. Siamo circondati da infinito e meraviglie e non lo vediamo più, perché non siamo più capaci di sentirlo, dobbiamo operare un profondo cambiamento passando per l’eliminazione della paura. Come? Prima devi scoprire di averla, sorveglia la tua vita e scopri come la paura domina le tue scelte (preoccupazioni, immaginazione negativa, amor proprio, vanità, insicurezza, sensi di colpa, scetticismo, dubbi, etc..), e quando avrai accumulato abbastanza energia per farlo dirigila su di essa. Quale energia? Un energia verde, un energia di colore verde, brillante ed il calore, che genererai trasmutandola. Senza l’energia sessuale non c’è alchimista, non c’è l’arca di Noè. Il sesso come lo conosci è dell’animale, il sesso di cui ti parlo è mistico, è religioso ritorno all’essere, è la camera nuziale di cui parla Filippo nel suo vangelo –

“Il letto nuziale non è per gli animali, né per gli schiavi, né per le donne impure, ma per gli uomini liberi e per le vergini”.

La “petite mort“, così viene chiamata, lo spasmo animale od orgasmo alimenta la morte fisica ed è la piccola morte che non ti puoi permettere se vuoi vincere la morte. Non c’è nessuna aberrazione in questo. Ragiona! Nel mondo gli uomini e le donne si uniscono per partorire nuovi umani, e questo è in accordo con la natura di mantenimento della vita su questo piano. Le masse vengono coltivate, sono un fiume in movimento senza sosta e solo se si riproducono questo fiume può continuare. Alcune gocce, grazie alla possibilità di evaporare e riprecipitare nel calice del santo Graal, metafora della rinascita, sfruttano la possibilità che la natura mette loro a disposizione per saltare su un altro piano esistenziale. 

“In mezzo al paradiso crescono due alberi: uno genera animali, l’altro genera uomini. Adamo mangiò dell’albero che genera animali: divenne animale e generò animali. Per questo i figli di Adamo venerano animali. L’albero di cui Adamo mangiò il frutto è l’albero della conoscenza. Questo è il motivo per cui aumentarono i peccati. Se egli avesse mangiato del frutto dell’altro albero, cioè del frutto dell’albero della vita, quello che genera uomini, allora gli dèi venererebbero gli uomini. Poiché all’inizio Dio creò l’uomo. Ma ora gli uomini creano Dio. Nel mondo le cose vanno così: gli uomini si fabbricano degli dèi e venerano le loro creazioni. Sarebbe invece opportuno che gli dèi venerassero gli uomini.”

Allo stato attuale non vi è prova certa, solo una ipotesi di lavoro ben fondata. Se un individuo accetta la sessualità concepita nel senso comune assolve ai compiti della natura di mantenimento, genera animali, diversamente lotta contro la sua morte fisica e sceglie l’albero della vita, smette di generare peccati (inteso come mancare l’obbiettivo) divenendo un uomo od una donna autentici. Entrambe le cose sono in accordo alla creazione. L’albero della conoscenza del bene e del male da il potere di conoscere ma esentò Adamo ed Eva dal male né li stabilizzò nel bene, ma predispose la morte per quanti ne mangiarono i suoi frutti. – Poiché quando egli disse: “ Mangia di questo, non mangiare di quello “, fu l’inizio della morte (sempre dal vangelo di Filippo). Vincere la morte inizia dal vincere la pulsione alla riproduzione per nascere una seconda volta, 

“Giov. III.  3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.  6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è Spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne senti la sua voce, ma non sai donde venga nè dove vada; così è di chiunque è nato dallo Spirito». 

Si capisce vero quello che stanno dicendo? La carne è la riproduzione, la sessualità nella concezione comune, ed anche se gli uomini ne fanno un uso ludico, alla natura non importa, ne è testimonianza 7 miliardi di esseri umani su tutta la terra,  ciò che nasce dallo Spirito è frutto della trasmutazione, lo Spirito è lo Spirito Santo e lo Spirito Santo e la forza di Kundalini sono legati in modo indissolubile, almeno in termini di concetti esoterici. Acqua e spirito, l’acqua è l’energia sessuale, le nostre acque seminali, lo Spirito è il fuoco con cui accenderle, il fuoco della passione che arde e fa volare gli amanti, nascere da acqua e Spirito significa trasmutazione, la nascita è una nuova creazione che non è umana  e che per realizzarsi non può che utilizzare l’energie creatrice erroneamente chiamata sessuale. Ma l’uomo scarta il sesso come pietra delle fondamenta della costruzione della sua personale Gerusalemme interiore, il sesso è sacro ed è cosa tremendamente divina, nel sesso risiede il potere che ci divinizza, il sesso è cosa del Cielo, dei Cieli interiori. IL sesso è la pietra angolare scartata dai costruttori del tempio di Luxor. Luxor è la luce interiore, il Cristo, la poderosa intermediazione astrale che allaccia la nostra personalità fisica con l’immanenza del padre solare. Kundalini è il serpente che Mosè innalzo nel deserto. 

 12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 13 Nessuno è salito in cielo, se non Colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo, che è nel cielo. 14 «E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in Lui abbia vita eterna».”

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