L’energia idro-sesso-termo-elettrica-nucleare, e le polluzioni notturne


“L’energia è la capacità di un corpo di compiere lavoro. la misura di questo lavoro è a sua volta la misura dell’energia.”

La parola energia è sempre associata al tipo di lavoro che potenzialmente può essere fatto da quel corpo o sistema. Questa sarebbe la ragione per cui si parla di energia elettrica, eolica, termica, geotermica, solare, eterica, fino a definizioni più articolate quali l’energia “idroelettrica”, ad esempio, che sintetizza in se 2 lavori precisi, la latenza nell’acqua di un potere che può essere trasformato in elettricità. Guarda caso esiste un lavoro simile che può essere fatto dal corpo umano, dalla nostra macchina biologica, ed è la stessa cosa di cui si parla in alchimia sessuale a proposito delle acque seminali, battesimali, o della vita che si possono trasformare o meglio trasmutare in elettricità o calore grazie a un lavoro preciso, attraverso l’osservazione di una ricetta precisa di lavoro.
Pensate a quale incredibile sintesi e lavoro deve compiere un corpo umano per generare un altra vita, è un miracolo di per se. Che cos’è il raskuarno sacro? Mi è capitato spesso sentire parlare di svegliare l’energia, di svegliare i chakra, ed ancora di Kundalini e del suo risveglio, in realtà non è nessun risveglio, ma è di un “lavoro” che si sta parlando, un lavoro che può essere svolto da quel corpo grazie all’intento di una coscienza che ha capito, di un individuo, cioè, che ha preso Coscienza che – “ci deve essere di più”, e non sto parlando di un pensiero o una credenza. Hai capito che c’è dell’altro perchè stai iniziando a sperimentarlo. Si tratta di una metafora, non c’è nessun serpente che si sveglia e si innalza o ti spara fuori dalla testa, queste sono le solite cose per fare paura o per i soluti intellettuali inconcludenti, che se solo si prendessero la briga di passare ai fatti, si accorgerebbero che si tratta esclusivamente di qualcos’altro rispetto a quello di cui blaterano tutto il tempo.
L’energia come viene intesa e definita è, di per se, latente, l’atto dello svegliare è una metafora per dire che inizi a metterla in moto nella direzione di un preciso “lavoro”, cercando di vincere un inerzia di fondo cristallizzata nel tempo da abitudini (che sono un altro tipo di lavoro svolto anche quello). E’ psicologica la cosa. E quelli che lo stanno provando a fare se ne stanno rendendo conto. Hanno situazioni complesse, devono vedersela con una maggior energia, e mi sto riferendo a quella sessuale, ad un maggior desiderio, che prima non conoscevano o conoscevano in parte dato che tenevano da bravi giardinieri il loro prato ben rasato. Avere polluzioni notturne è parte integrante di questo lavoro di “risveglio”, per così dire, anche se non è la parola esatta. Come ho già detto è solo questioni di tipo di lavoro che vogliamo far fare a questo corpo.
Adesso, domanda: “cosa pensi che possa accadere ad una persona che improvvisamente, invece di usare la fiamma pilota di una caldaia come ha fatto per anni, accende il “booster“?” Calore, molto calore, che dovrà imparare a pilotare. Il corpo stesso non è stato sviluppato per contenerlo e cede. Le visioni notturne è possibile che prendano dal conosciuto, da un immaginario erotico inconscio, pompato a dovere dal sistema; la mente si trova a fantasticare e il corpo risponde, più è alto il fuoco e più sarà incontrollabile, più ti addestri a dominarlo e più aumenterà. Sono le tue forze in gioco adesso, è il potenziale latente che tenevi sotto controllo e che adesso sei chiamato invece a guidare, dominare, proprio come le iconografie dei cristiani ti invitano a fare. Questo richiede responsabilità.
Altre volte, invece, sono le “macchine”, sono tentativi di una parte di farti tornare nei ranghi, di normalizzarti; è la natura delle cose.
Le persone che incontrano queste idee, essendo anche un pò abituate alle puttanate da 4 lire, pensano che giri una chiavetta e boom, vado a mille, ma la verità è che giri una chiavetta ed inizi un “lavoro” di rinascita dove devi morire a qualcosa. E’ la festa dell’Epifania, il carbone è per accendere i fuochi interni per far bollire l’acqua, i doni sono per quelli che hanno già iniziato a manifestare, il camino è sempre la colonna vertebrale, e tutto va nella calza, la radice (ne parlerò diffusamente in un post dedicato). Lo ripeto: di mille che mi cercano, uno mi trova, di mille che mi trovano uno mi segue, di mille che mi seguono uno è mio. Sai chi è che parla? Il “lavoro”. E’ il “lavoro” con le proprie energie che si chiama in alchimia Cristo. Cristo è l’unto, l’unto è colui che ha dominato la più grande delle pulsioni. L’unzione è fatta con un olio che viene chiamato Crisma, e l’olio è sempre la rappresentazione di un lavoro di raffinazione, fatto con la macina e con la “Pietra” cioè “Pietro”, PTR.
Tenete a mente, che dovrete faticare per ottenere il fabbricante di chiavi, il Merovingio non molla l’osso facilmente. E poi è giusto così, e poi è Persefone a consegnarlo, mica il francese. Ci vuole responsabilità e le persone che approcciano all’alchimia ermetica sono troppo superficiali, la Natura è saggia ed è donna (Persefone, appunto)bisogna saperla sedurre, e la natura si concede solo per AMORE, un amore che cresce dentro, verso il proprio essere, verso uno stato d’essere, essere l’eletto è come essere innamorati. E’ l’amore dentro che incanta la Natura che si concede. Il resto è solo animale, ed anche lui ha la sua funzione. Solo un cuore puro può veramente conoscere il segreto ed estrarre la spada dalla roccia. Cosa significa? Sai qual’è un cuore puro? Tu mi dirai – “quello senza peccato!” Si, ma anche no. Perchè tu non conosci cosa sia il vero peccato.
Il peccato è mancare l’obbiettivo, e mancare l’obbiettivo significa mancare se stessi, mancare l’appuntamento con il vuoto. Un cuore puro è un cuore vuoto, è il vuoto che illumina perchè dalla sua essenza scaturisce la luce e non il contrario. Come ho avuto modo di dire di recente (14. Le trombe del Giudizio, la sfera di Noè – Vigentino (MI) – 09-1-2012), la fonte non è la luce, quella è la sua manifestazione esteriore, l’ologramma, l’illusione, la realtà virtuale, la virtualità; la fonte è il vuoto, la luce è un effetto collaterale del vuoto. Non c’è nessun codice della luce, c’è solo il vuoto, e dal vuoto esce la luce. Quando chiudi gli occhi è il vuoto che sei che sperimenti, lo spazio infinito e senza confini, un cielo scuro pieno di milioni di stelle. Quelle stelle sono la manifestazione esteriore che c’è vita nell’universo, la coscienza, è ciò che sta dietro. Ha senso?! Parlo in termini assoluti, ma capitemi, non ho la presunzione di dirvi come è fatto l’universo, cerco di dirvi cosa non è. Il “lavoro” è l’esplorazione.
Sii un cuore puro, impara ad amarti, a sentire amore dentro, e piano piano, si riesce a dominare quel fuoco, quel l’impeto. E’ l’ego quello preoccupato delle polluzioni, perchè lui in questo ha già visto un potenziale di potere da ottenere, conquistare, avere … e ti rende competitivo, ti mette nello stato di competere e di volere una certa cosa, costruendo di fatto un aspettativa. Opera nell’operare, e sii vigile. Un lavoro sbagliato è permettere all’animale di accedere a quel potere; proprio quello che in “matrix reloaded” cerca di fare Smith. G. usa un nome per quel tipo di lavoro che definiva sbagliato, la parola è Hassnamuss. Quando un atleta della trasmutazione sarà riuscito a pilotare la sua energia e l’avrà fatta diventare luce senza luce, cioè quello che qui viene inteso come “coscienza”, il vuoto illuminante dei saggi, allora avrà anche imparato a pilotare la sua caldaia verso un lavoro superiore o comunque diverso e non ci saranno più perdite. Kundalini è la fine di un lavoro e un nuovo inizio. Kunda è il serpente che scende, e siccome non esiste nessun serpente, significa soltanto che Kunda è “procreazione” istintiva dell’animale.
Sai come si fa a trasformare tutto quel “calore” in Coscienza? Attraverso l’ispirazione. Ecco perchè serve un cuore puro, un cuore innamorato, un cuore che è capace di sentire amore dentro, ecco perchè vi ho detto non giudicate; giudicare non va d’accordo con il cuore, perchè come disse il saggio – “non è ciò che entra nella bocca dell’uomo che lo avvelena, ma ciò che da essa esce, perchè ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore”! Serve amare senza avere qualcuno nella vita, sentirsi innamorati è un esperienza del vuoto, quando smetti di assolvere alle aspettative verso gli altri e alle aspettative che hai posto nei confronti di te stesso.
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