"the matrix" – L’invidia è un strumento di Controllo. La fede è una visione. Il "sogno" che ci è stato tolto.

“Non si dà la fede agli uomini. La fede che nasce nell’uomo e vi si sviluppa attivamente non è il risultato di una conoscenza automatica fondata sulla constatazione dell’altezza, della larghezza, dello spessore, della forma o del peso di un oggetto determinato, né tanto meno di una percezione mediante la vista, il tatto, l’odorato o il gusto- essa è il risultato della comprensione. La comprensione è l’essenza di ciò che si ottiene partendo da informazioni intenzionalmente acquisite e da esperienze personalmente vissute. (…) Pretendere di inoculare la fede con delle parole è come pretendere che uno si sazi di pane solo a guardarlo.(…) Il sapere non è che la memoria automatizzata di una somma di parole imparate in un certo ordine (…)” – da Georges I. Gurdjieff, “Incontri con uomini straordinari”

Per chi non fosse ancora convinto che è arrivato il momento di “svegliarsi” sul serio ed indipendentemente dalla veridicità delle notizie questa è l’unica vera soluzione ai nostri mali ed ai mali dell’umanità, ovvero, la “coscienza”, dedico queste poche righe nella speranza che smettiate di cercare inutili soluzioni in qualcosa nel mondo o peggio nella paura o altro. In parte mi sto ancora riferendo a questa storia del microchip perchè pare non avere fine, ma anche all’altra bufala che è ritornata in auge che è quella sui carburanti e come imporre il prezzo decidendo il gestore, etc. etc. La prima volta che ho ricevuto una mail di quel genere era almeno 12 anni fa, allora no c’era ancora Beppe Grillo con il suo blog, e veniva attribuita ad altro, ma se andate a vedere bene non c’è nessun post sul suo blog su questa iniziativa. Se volete un parere piantatela di girare quella mail, dobbiamo pensare altri sistemi per muoverci e per produrre energia, il petrolio è finito, personalmente può solo peggiorare ed parte integrante del ramo marcio che si sta tagliando. 
Non abbiamo bisogno di trovare un posto dove rifugiarci per salvarci dal disastro, ma cerchiamo un modo per realizzare un nuovo inizio. Dovremmo fare come è stato fatto per Las Vegas, ma questa volta invece di costruire la città del denaro, costruiremo la città della Coscienza. Ci sono persone che sentono e pensano di essere libere dal controllo dei sistemi del mondo, e forse questo è vero in parte, il punto è capire come esso agisce e come fa a tenerci sotto controllo. Ad esempio: 
Quanti sono disturbati dal controllo, dall’idea di essere controllati? 
Bene, quello è il controllo, è il controllo che lavora in noi e su di noi. Il controllo produce irritazione, quella stessa irritazione, insofferenze (qualsiasi sia l’oggetto su quale è rivolta) diventa il nostro stesso controllore, capite il sistema? Il sistema lavora sulle emozioni, lavora a farvi reagire, attraverso le emozioni noi restiamo schiavi, per questo è così importante lavorare e liberarsi dalle nostre passioni; il punto è che abbiamo concetti anche sulle passioni, ovvero abbiamo un concetto che descrive cosa siano le passioni, ma le passioni di cui sto parlando qui non sono quello che voi pensate. MI riferisco a risposte “emotive” automatiche prodottesi a causa di un impressione esterna non compresa od inaspettata, che viene alimentata da un dialogo interiore condizionato determinato dal tipo di educazione ricevuti nei primi anni di vita. 
E’ abbastanza importante capire come il controllo lavora e che in realtà ci siamo letteralmente immersi dentro, è proprio come “matrix”, una realtà che sta tutta intorno a noi e che ci è stata messa lentamente e meticolosamente davanti agli occhi per allontanarci e nasconderci il reale o verità. Uno dei suoi scopi è quello di impedire che gli esseri umani si possano rendere conto di certe cose, è quello che essi non si ravvedano mai della loro condizione di vita. Quale è un altro suo scopo? Limitare (la libertà? O Cos’altro?). 
Come lo fa? Attraverso il GIUDIZIO per esempio. Riflettiamo. A chi e su chi è rivolto il GIUDIZIO? Agli altri. A quale scopo quindi? Controllarli ovvero limitarli, limitarne l’espressione attraverso il controllo del loro comportamento esercitato da tutti su tutti. Si crea una idea generale di comportamento tutti quelli che ne sono fuori verranno in qualche modo normalizzati dal branco; anche coloro che credono di essere anti-conformisti o fuori dalle regole stanno rispondendo ad un ordine preciso della centrale delle macchine, ovvero del controllo. Tutto è stato previsto da questo sistema, persino l’anomalia, ed esistono sistemi per normalizzarci o comunque tenerci buonini, buonini, in nicchie tematiche dove esprimerci, una sorta di recinti nel recinto più grande; ci creano un abitat adatto alla nostra particolarità. 
Non dobbiamo dimenticare che il Sistema esiste da prima che noi nascessimo, le ha viste tutte e nel tempo si è perfezionato. Quindi riassumendo tutte le volte che voglio limitare qualcosa o qualcuno (persino limitare di limitare), che guardo l’operato altrui, etc… sto facendo controllo. Qual è l’emozione o la legione che mi motiva in realtà? L’invidia. Vogliamo che gli altri si comportino secondo i nostri criteri, … peccato che neanche questi sono nostri, ci sono stati insegnanti, depositato nei primi anni di vita attraverso un certo tipo di educazione mirata proprio a questo e cioè: tenerci sottocontrollo! Per fare cosa? Avere Potere, ed in forma più ampia servire la Natura di Mantenimento od inferiore del pianeta. 
L’OSTILITA’ è un altro strumento di controllo, insieme alla PAURA. Essa è un modello energetico che può assumere più forme: POSSESSO, AUTOCOMMISERAZIONE, IRONIA, INGRATITUDINE, VIGLIACCHERIA, “BUONI SENTIMENTI”, etc…. Si tratta di un tipo di vibrazione, un tipo di umore, di stato interno, che domina tutte le nostre azioni. Assume più forme ma un unico STATO EMOTIVO, un’unica percezione ed è questa percezione che ci permette di scovarla per liberarcene. Qualsiasi siano i pensieri che sto formulando o l’idea od falsa impressione che mi sto auto-inducendo se osservo ciò che sto provando, quale è cioè il mio umore, mentre penso o agisco o mentre mi giustifico o porto avanti le mie ragioni, etc… posso capire che in realtà è tutto falso, perché proviene da uno stato visionato da emozioni sgradevoli prodotte dal mio sub-conscio. La cosa migliore che posso fare e arrivare a capire quale reale esperienza pregressa sta in questo istante manifestandosi come ricordo emotivo e di pensieri… 
Adesso vi domando sapendo tutto questo cosa si nasconde dietro a tutte queste catene, queste notizie, su carburanti, microchip e quant’altro? PAURA! La paura di essere controllati, … quello è, il punto, perchè noi vogliamo controllare gli altri. Capite che è l’ultimo dei nostri problema stabile se la storia dei chip sia una delle bufale più longeve di internet oppure no? Non vedete su cosa si basa? Per esempio. Il fatto che sia molto diffusa negli USA ci fa percepire che sia vera, ma non lo è. Nonostante si sappia che circola da decenni e che fu inventata da giornali sensazionalistici come il Weekly world News, ci sono persone che la percepiscono vera, come una possibilità possibile. Perchè? Perchè hanno paura, e soprattutto non credono in niente di quello che professano e sostengono, non hanno cioè fede in ciò che sono. Blaterano su ciò che sono, ma all’atto pratico se vengono posti difronte ad un problema vogliono trovare la soluzione fuori di loro. 
Internet è, sta diventando “the Matrix”, perchè è la mente collettiva, c’è tutto quello che tutti pensano, e tutto quello che tutti pensano per lo più è determinato dalle proprie credenze, è un mondo creato al computer per tenerci sotto controllo al fine di convertire l’essere umano in una pila… La “paura” che provi è l’energia che cedi, è così che sei una pila, hanno bisogno di farti vivere emotivamente, sono le emozioni negative il cibo dei nostri “aguzzini”. E la paura come tutte le emozioni è una risposta del corpo fisico al tuo modo di pensare ed il tuo modo di pensare è viziato dai processi di condizionamento. Se non ti liberi da quelli, sarai sempre sotto controllo, ed il primo programma di cui ti devi liberare è la paura di essere controllato. 
SVEGLIARSI è la cosa migliore, è l’antidoto a tutto. Internet fotte il cervello delle persone, è un mare di dati senza discernimento, senza la maturità per assimilarli. Occhio a come lavorate con la testa, tornate al corpo. Ascoltate la vita che siete, è lì il vero mistero, ed è lì che non vogliono che andiate con questa roba per la testa. Lasciate perdere le teorie il risveglio è qualcosa di a-causale, almeno dal nostro punto di vista, e cioè dal punto di vista della nostra mente, dei nostri concetti che sono tutto in cui crediamo e ci identifichiamo. 
Come identità o personalità umana o pseudo-umana non possiamo fare assolutamente nulla, possiamo “solo” collaborare, allenandoci ad ottenere un certo grado di attenzione su noi stessi, o sull’idea di risveglio. Per esempio sarebbe utile leggere non tanto per acquisire cose, ma con il proposito di diventare intelligenti, come un esercizio, non per trovare informazioni da usare in discussioni o altro o da condividere, o menarsela da soli. Sotto questa luce nasce la possibilità di “vivere col proposito di alimentare l’ANIMA”, se uno legge con quell’intento non può assorbire niente, ma può solo educare, cioè “educere”, cioè portare fuori, non intasare dentro. Noi abbiamo bisogno di vedere cosa siamo capaci di fare, abbiamo bisogno di un movimento Inside-out, da dentro a fuori, per vedere realmente cosa siamo. Inutile continuare ad imbottirci la testa, perchè questo limita la nostra espressione. 
Certo che finchè cercheremo l’approvazione o considerazione degli altri avremo bisogno di input per risultare sempre interessanti e non potremo che continuare ad oscillare nella scala dei nostri malumori o umori. Voi volete svegliarvi restando quello che siete; o meglio quello che credete di essere.  Non devo farvi pensare, devo portarvi a sentire, il 95% di quello in cui crediamo ed abbiamo investi è niente, in confronto a quello che sei. le persone che incontro sono in condizioni disastrose! e non se ne rendono nemmeno conto. Lo sento da come si muovono, da come parlano, dai passi che compiono e soprattutto dal tanfo delle loro emozioni. Una moltitudine, una folla di pensieri, ma dove andranno in questo stato?!
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