Enneagramma, … altro che nove tipi!

L’Enneagramma (dal greco “ennea”, nove, e “gramma”, disegno) si sostiene sia un simbolo antichissimo. Pare che risalga al tempo dei “Sufi”, progenitori dell’odierna religione islamica, ma vi sono prove che fu tramandato da culture ancora più antiche dell’Asia. Anche se sono molti coloro che affermano che l’ennegramma sia rimasto sconosciuto per secoli, almeno in occidente, lo stesso uomo vitruviano di Leonardo lo smentisce.


L’enneagramma è un simbolo esoterico, e come tale si può comprendere solo alla luce della filosofia iniziatica o della conoscenza esoterica. Cosa significa questo? Significa semplicemente che l’enneagramma nasce per insegnare all’uomo la relazione che c’è tra sé stesso e l’universo, il creato ed il creatore, significa che l’utilità di questo simbolo la comprende e gli è di aiuto soltanto a colui che sta cercando una risposta in sé stesso di ciò che realmente è, come essere umano e come vita pulsante. Per quanto per secoli questo simbolo rimane pressoché sconosciuto nel 1916 compare nell’insegnamento di Georges Ivanovic Gurdjieff.


Noi occidentali ne disconosciamo l’esistenza e l’utilità (fatta eccezione per certe aziende sulla gestione delle risorse umane, che lo usano in modalità e scopi personalmente riprovevoli, o di certe scuole di quarta via “unici” depositaria della sua conoscenza), in gran parte dell’Asia è un simbolo conosciuto. Questo simbolo viene usato come speciale strumento per comprendere il meccanismo di ogni sistema relativamente chiuso, come il sistema solare e le leggi che lo governano, il funzionamento dell’organismo umano, degli organismi vegetali, ecc.


Geometricamente è composto da un cerchio suddiviso in nove parti uguali (da qui il nome) e la sua costruzione è molto particolare: una volta suddiviso il cerchio, occorre numerare i punti in senso orario da 1 a 9 e inscrivere un triangolo equilatero avente come base i punti 3 e 6. L’unione degli altri punti deriva da un calcolo molto semplice: se si divide il numero 1 per il numero 7 si ottiene il numero 0,142857142857…, numero periodico di periodo 1 4 2 8 5 7 ripetuto all’infinito. I punti restanti da collegare sono proprio questi sei numeri in questa successione. Questo simbolo è anche chiamato “legge del Nove” ed è considerato la fusione della “legge del Sette” (nota col nome di Heptaparaparshinokh) con la “legge del Tre” (Triamazikamno sacro); la sovrapposizione è evidente. 


Il tre crea ed il sette organizza, è questa la natura dell’universo che questo splendido simbolo cerca di trasmetterci. La prima legge del Heptaparaparshinokh serve a studiare ogni processo in cui un fenomeno integrale (come il raggio bianco della Luce o del Suono) è composto sempre di sette parti indipendenti (i sette colori in cui si suddivide la luce, le sette note intere in cui si suddivide il suono); la seconda del Triamazikamno sacro, come già più volte detto qui, indica come ogni fenomeno, dal più piccolo (atomo) fino al più macroscopico (stelle, Soli, ecc.), sia sempre generato e tenuto in vita da tre forze o parti dette “Positiva” o di affermazione, “Negativa” o di resistenza, e “Neutralizzante” o di conciliazione. L’enneagramma rappresenta ogni processo che si mantiene da solo per auto-rinnovamento: per esempio la Vita. I.N.R.I. Ignis natura renuvatur integra, la natura si rinnova per mezzo del Fuoco, chi è il fuoco?

Per questo Gurdjieff lo definì “il moto perpetuo ed anche la pietra filosofale degli alchimisti”. Egli disse anche: «La conoscenza dell’enneagramma è stata preservata per molto tempo in segreto e se adesso, per così dire, è resa disponibile a tutti, è solo in una forma incompleta e teorica della quale nessuno può fare alcun uso pratico senza istruzioni da parte di chi sa». Successivamente sono stati diversi coloro che hanno tentato di utilizzare questo simbolo come tecnica psicologica creando una corrispondenza tra i nove numeri e nove “tipi” immaginari in cui il soggetto è chiamato ad identificarsi. Nulla a che vedere col suo autentico ed originale scopo esoterico. 

Invece che insegnare a liberasi della personalità, della falsa personalità, per trascendere e uscire dalla dipendenza dei sistemi del mondo, l’enneagramma viene oggi diffusamente utilizzato, in modo del tutto arbitrario, per insegnare effettivamente ad adattarsi ad essi ed anzi utilizzare aspetti peculiari del proprio carattere per trarre un vantaggio dalle relazioni col gli altri o per conseguire successo, abilità, profitto e chissà cos’altro. La portata di questo meraviglioso simbolo è invece evidente se si osserva lo schema di lato proposto (the 3 stellations). 

Oltre al dato di fatto che non vi sono prove scientifiche che questo metodo fornisca risultati apprezzabili, non vi è nemmeno alcun genere di documentazione riguardo all’uso dell’Enneagramma (da parte dello stesso Gurdjieff ) come classificatore di personalità. Il primo a generare il pasticcio è indubbiamente il discepolo di Gudjieff, il signor Ouspensky. Non è mio interesse sollevare la vexata quaestio del tormentato rapporto tra Gurdjieff e Ouspensky, i cui nomi vengono spesso accostati come se fossero allo stesso livello, anziché essere collocati, in quanto maestro e allievo, su due piani differenti. E’ importante però sapere che dopo l’allontanamento dal maestro, Ouspensky continuò per conto proprio un lavoro di interpretazione riduttiva (dal mio punto di vista) in senso filosofico del cosiddetto ‘Sistema’, equivocando, come ampiamente esposto nel mio precedente libro “matrix, una parabola moderna” al capitolo “ti apparirà tutto assurdo!!!”, anche molti degli insegnamenti ricevuti, come quando ad esempio confuse ed attribuì i poteri ipnotici e orribili del serpente discendente Kundabuffer alla Divina Madre del Cristo: Madre dei sette centri, che riposa nell’armonia dell’ottava, “Santo Alito, Immacolato Soffio”, che – “purifica le ghiandole interne, dove esiste, il ritmo della mia vita!”.

L’allontanamento fu principalmente determinato proprio dalla sua eccessiva predisposizione a teorizzare tutto quello che gli veniva insegnato. Ad ogni modo ed ad onor del vero gli appunti di Ouspensky costituiscono un documento estrema­mente raro e prezioso. L’allievo descrive l’insegnamento e l’attività del maestro meglio del maestro stesso. Il libro (d’ora in avanti abbreviato in Frammenti) è perciò più adatto come introduzione alle dottrine di Gurdjieff rispetto al Belzebù, che è il primo dei tre libri di Gurdjieff. Secondo quanto teorizzato quindi da Ouspensky sull’Enneagramma, ognuno di noi percepisce la realtà attraverso una lente (a seconda della sua personalità o tipo) che spesso ne altera l’oggettività, e fino qui niente di strano.

Attraverso la scoperta e la conoscenza del proprio tipo e quindi della propria compulsione si può progressivamente ignorarla, con impegno e costanza, e migliorare così il proprio comportamento, la visione di sé stessi e le relazioni interpersonali. Solo molto più tardi Oscar Ichazo[1] e Claudio Naranjo[2] confezionarono una tecnica sperimentale simile basata sugli studi di Ouspensky ed alcune dubbie visualizzazioni. A causa di Naranjo, la conoscenza e lo studio dell’enneagramma ha trovato terreno fertile negli Stati Uniti e in certi casi anche poi in Europa. In poche parole ad un certo punto, a seguito di questa teorizzazione di Ouspensky, sono venute in cascate tutta una serie di reinterpretazioni che dal mio punto di vista hanno svilito il valore e l’utilità del lavoro del maestro Gurdjieff. 

Psicologi, psicoterapeuti, PNL, Neuroscienze, Jung, scuole di Reiki, ed altri si sono buttati a capo fitto su questo simbolo, inventandosi, sempre secondo me ovviamente, di sana pianta tutta una dottrina che non ha più nulla a che vedere con ciò che insegnava monsieur Gurdjieff. L’elemento di inganno o trappola psicologica veramente dannosa di queste nuove dottrine è l’introduzione dell’idea che è possibile migliorare il carattere, che è la Falsa Personalità, sottintendendo di fatto la possibilità di imparare a gestire le relazioni interpersonali nonostante l’ego vivo in noi ed ottenere una qualche utilità dai sistemi del mondo. Per quanto finora l’enneagramma della personalità non è stato riconosciuto come un concetto scientifico, l’introduzione di questo limitato uso rende più difficile la trasmissione della vera conoscenza ai più. 

Se G. insegnava a svegliarsi, studiare la psicologia del carattere non ha nulla a che vedere con questo nobile intento. Su internet è possibile trovare addirittura un test che vi permetterebbe di individuare che tipo di personalità siete e relativi consigli su come sviluppare la tal personalità. Ci sono anche corsi di formazione professionale dove si insegna ad utilizzare l’enneagramma per migliorare la nostra “performance” lavorativa e chissà cos’altro. Non vi dico quale genere di pena mi viene nell’osservare tutto questo. Sonno, sonno, solamente sonno della coscienza….

L’ennegramma non stabilisce nessuna Psicologia del Carattere o tipo, si tratta di un semplificazione che non porta a svegliare e morire, ma anzi a crogiolarsi nell’illusione di poter sviluppare un qualche genere di qualità o facoltà stabilite da uno schema, che mi lascia veramente inorridito sul grado di addormentamento che vuole diffondere. 

Personalmente considero il tutto l’ennesimo tentativo di spillare soldi e mantenere tutto nel naturale stato di demenza, sappiate che esiste persino un International Enneagram Association che vende corsi di ogni tipo. Come è mai possibile?! L’ENNEAGRAMMA è passato da INSEGNAMENTO ESOTERICO alla SPECULAZIONE NEW AGE e certi pseudo conoscitori di quarta via che parlano con proprietà di linguaggio di presenza senza averne conosciuto il “valore.
“La disarmonia del suo funzionamento soggettivo, dovuta alla asimmetria relativa all’insieme del processo del sacro Heptaparaparshinokh, consiste in questo: Se il processo della sacra legge avviene in presenza di numerose “vibrazioni prodotte da cause esterne”, il suo funzionamento produce unicamente risultati esterni. Se lo stesso processo avviene in condizioni di calma assoluta, in totale assenza di “vibrazioni prodotte da cause esterne”, tutti i risultati della sua azione rimangono all’interno della concentrazione in cui avviene il processo, e questi risultati sono percepibili all’esterno solo per contatto diretto e immediato. E se nel corso del processo non prevale nessuna di queste due condizioni diametralmente opposte, i risultati della sua azione di solito si dividono fra esterni ed interni.”

da Racconti cap. “Il santo pianeta purgatorio”

L’enneagramma non solo è la raffigurazione della creazione stessa, ma descrive i processi di risveglio e sonno dell’uomo, i punti di rallentamento (“stopinder”) di cui parla il signor Gurdjieff nel capitolo il “santo pianeta purgatorio” sono occupati dal triangolo, a dimostrazione che se il triangolo c’è, ovvero Mente/Pensiero (3), Anima (6) e Spirito (9), e per esserci deve esserci “Coscienza”, auto-coscienza, allora tutto fluisce tutto scorre ed i risultati della sua azione rimangono all’interno della concentrazione (racchiusa nel cerchio dell’enneagramma). 

Il triangolo è “Dio”, l’immanifestato, e l’uomo animico è il suo riflesso, il triangolo è l’uomo nella sua triade principale, le parti autocoscienti del suo “essere”; “Dio” nel microcosmo uomo è l’essenza. L’enneagramma pertanto così come si configura significa che se l’Essenza, la triade, collabora, è cosciente, è cioè presente ci nutriamo delle impressioni più sottili che sono in risonanza con essa e questo genera l’attivazione dello sviluppo, l’attivarsi cioè di tutte quelle trasformazioni che gli permettono di sviluppare una “Coscienza”; quando interrompiamo le nostre “rappresentazioni” e cioè i vari tipi, personalità o altro, allora iniziamo realmente a vedere e nutrirci di quella frequenza delle impressioni superiore alla visione intellettuale rappresentata da G. con l’idrogeno H48 e che nella citazione prendono il posto di “vibrazioni prodotte da cause esterne”.

Ecco perchè il lavoro inizia e finisce con la “presenza”, cosa non può essere spiegata ma solo trasmessa, proprio come insegna Guenon nel suo libro sull’iniziazione quando parla della “trasmissione”. Il resto sono tutte banalizzazioni che alimentano solo un gran bello stato “mentalista” che G. chiama nei suoi libri psichismo.  

[1] Oscar Ichazo*, nato nel 1931 in Bolivia, scopre a 19 anni il libro di P. D. Ouspensky (diretto conoscente di Gurdjieff), “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” e “Tertium Organum” e partecipa a Buenos Aires alle attività di un gruppo apparentemente collegato con Gurdjieff. Qualche anno dopo, secondo le sue dichiarazioni, per intercessione di Metatron, l’Arcangelo Gabriele, visualizza l’Enneagono (questo il nome che preferiva dare all’enneagramma, nonostante sia la definizione di una figura geometrica simile ma ben diversa dall’enneagramma) e dal 1955 comincia a condurre gruppi, fondando in seguito l’Istituto di Gnoseologia di Arica in uno sperduto villaggio cileno sul confine desertico con il Perù. La sua attività non fu mai approvata da Gurdjieff, come egli dichiarò e poi smentì.
[2] Claudio Naranjo*, psichiatra cileno, ha proseguito il percorso tracciato Ichazo.
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Le impressioni sono cibo autentico. Il santo Graal.

Morpheus: “Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello.”
L’informazione o sapere è sempre parziale, perchè è una parte dell’impressione che stiamo continuamente ricevendo, ma non è tutta l’informazione. La necessità di superare la dualità è un falso problema, il punto è proprio dare un salto verso una forma di pensiero diversa, è questione di vibrazione non tanto di sapere (intellettuale). Sapere le cose non equivale a “conoscerle”, la gnosi è conoscenza, non è sapere, non è informazione, ma la conoscenza diretta di un sapere. 

L’impressione è un cibo del quale non riusciamo a consumare a causa del fatto che abbiamo costruito delle rappresentazione di ciò che percepiamo, cioè della vera informazione che non è fatta di pensiero, ma di stimoli visivi, olfattivi, tattili e sensitivi in genere. Come il cibo fisico serve per sviluppare il corpo ed è estremamente materiale, anche il cibo delle impressione è materia che nutre gli organi che lo ricevono, se questo cibo non arriva a causa delle rappresentazione che abbiamo costruito nel tempo, non si sviluppa l’organo o il corpo a cui sarebbe destinato questo cibo ad alto voltaggio, corpo che i saggi chiamavano Kesdjiano o corpo superiore dell’anima, o corpo solare, etc… quello che percepiamo, quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale non sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello, ma cibo, uno stupefacente cibo, sono la sostanza della realtà in cui siamo immersi e che ci nutre. A quale livello dipende se viene interpretato dal cervello o permettiamo che vada a nutrire altre parti, che anche se non si vedono esistono. L’intelligenza di un individuo non è il suo cervello. Il cervello è uno strumento, programmato per fare cosa? Dipende dalla programmazione che ricevi. Se vieni programmato a nutrire le tue credenze quello farai, e finirai per abbuffarti sempre delle stesse cose, se impari a restare in uno stato di allerta novità, se quindi ti programmi per “percepire” allora è possibile che cresci in intelligenza e saggezza o coscienza, come dir si voglia. E’ in questo la differenza tra una via fatta nel pensare ed una vissuta nel percepire, indispensabile preparazione per qualsivoglia cammino interiore. Questo eviterebbe di trascorrere la vita a domandarsi: chi si ricorda di sé?


L’assimilazione dei 3 nutrimenti (cibo fisico, aria e impressioni), sostanze utili a mantenere in vita l’organismo si possono svolgere perfettamente a nostra insaputa. Non è necessario diventare consapevoli di tali processi nutrizionali, solo a un livello superiore di esistenza, inteso come “intelligenza”, dello sviluppo intellettuale ed animico è possibile utilizzare quelle energie consapevolmente là dove le impressioni e le percezioni del mondo esterno per mezzo degli organi di senso e dell’apparato neuro-sensoriale si trasformano in sensazioni e rappresentazioni. Lo choc dovrebbe quindi poter avvenire prima che il processo di trasformazione semiautomatico sia avvenuto. Si capisce perchè sostengo che l’idea di trasformazione delle impressioni è imprecisa e fuorviante a livello fondamentale? Nel momento in cui l’osservazione di qualsiasi cosa percepita o sentita si è già trasformata in sensazioni e rappresentazioni è già un prodotto che al massimo potrà servire alla razionalità per indagare, esaminare o descrivere (lavoro anch’esso utile), ma non è più nutrimento per nessun genere di sviluppo come cerco di intenderlo qui. Questo perché l’impressione si è già mutata in qualcosa d’altro perdendo il suo alto voltaggio.

Le impressioni sono intese come qualcosa di vibrante, immateriale, impalpabile, ma percepibile (non a caso Guedjieff attribuisce alle impressioni un valore nella scala degli idrogeni) che costituisce la vera realtà delle cose e di cui ci si può nutrire per realizzare un ulteriore sviluppo dell’essere dato che la loro qualità vibratoria è superiore a quella del pensiero che è ad esempio, H48 o del magnetico animale H96 o altro.
E’ come dire che il nostro mondo, così come lo percepiamo a livello sensoriale, è fatto di una sostanza intelligente, dotata di intelligenza o luce o suono, che per quanto immateriale sia si cristallizza nelle forme che percepiamo e che purtroppo trasformiamo inconsciamente in sensazioni, rappresentazioni, pensiero cerebrale e reazioni emotive. Il poche parole le impressioni sono lo strumento dell’evoluzione del genere umano, ma bisogna sapersene cibare. E’ in questo che consiste l’abilità di un individuo, cibare la sua “INTELLIGENZA” con il cibo delle impressioni. Per cibarsi di questa sostanza (materiale) è necessario interrompere la “rappresentazione” della realtà. Ogni volta che riceviamo uno stimolo noi quasi automaticamente lo trasformiamo in una sostanza più densa a causa del fatto che utilizziamo male il pensiero. 
“Un corpo umano genera più bioelettricità di una batteria da 120 volt ed emette oltre 6 milioni di calorie. Sfruttando contemporaneamente queste due fonti le macchine si assicurarono a tempo indefinito tutta l’energia di cui avevano bisogno. Ci sono campi, campi sterminati, dove gli esseri umani non nascono, vengono coltivati. A lungo non ho voluto crederci, poi ho visto quei campi con i miei occhi, ho visto macchine liquefare i morti affinché nutrissero i vivi per via endovenosa. Dinanzi a quello spettacolo, potendo constatare la loro limpida raccapricciante precisione, mi è balzata agli occhi l’evidenza della verità. Che cosa è Matrix? È controllo. Matrix è un mondo creato al computer per tenerci sotto controllo al fine di convertire l’essere umano in questa (una pila).”
Tutto nello studio interno dell’uomo e nel suo sviluppo è simbolico ed esoterico nel senso che è interno a lui. Quando leggete dei processi solari non hanno a che vedere con l’intelletto come lo intendiamo noi, si tratta di un attività dell’intelligenza nota come “ispirazione”, che è assenza di pensiero logico razionale, anche quando interviene per una parte, ma essendo purificato dalla carica emotiva diviene pura “intuizione”. Il processo corretto dello sviluppo di un individuo passa per l’ESPERIENZA, che genera Intuizione ed infine può essere rappresentazione a livello logico razionale. Galileo non usò mai il metodo galileiano, egli fece un esperienza, ebbe un intuizione e successivamente vide come doveva vedersela a spiegare agli altri cosa aveva capito o sperimentato che è lo stesso. In un momento di lucidità e presenza lui ed in campo sono diventati una cosa sola e così ha conosciuto.

Purtroppo le persone cercano di arrivare all’esperienza attraverso un processo logico, invece di tentare strategie che gli permettano di fare quell’esperienza che è il cibo della loro “intelligenza” e finiscono per servire le macchine che altro non sono che la meccanicità di una mente ferma sulle posizioni di un informazione stantia. Mentre la logica dovrebbe servire sulle prime solo per acquisire gli strumenti per lo sviluppo dell’intelletto/intuizione (le strategia da tentare) e la grazia dell’esperienza diventa tutto ciò che resta, e che in una parola ho chiamato una “rappresentazione” delle cose. Se inizialmente conoscere ha il carattere di una grazia, col tento e lo sviluppo degli strumenti, diventa un processo (scientifico, nel senso della sua ripetibilità) di impressionante precisione. Ecco perchè è possibile spegnere la testa delle persone girando un immaginaria manopola davanti a tutti. Il “sapere” è una cosa meravigliosa, ma bisogna saperlo trasferire e per farlo devi essere. 

L’umanità si evolve grazie allo sviluppo di alcuni che superano il pensiero ordinario e impongono una nuova vibrazione al pensiero (vibrazione che è parte delle impressioni che riceviamo e delle quali dovremmo poterci nutrire), questo fa si che essa, raggiunta un certo numero di unità, faccia un salto evolutivo (sempre nel pensiero). voglio darvi dimostrazione come il sapere possa essere allo stesso tempo strumento di libertà o di schiavitù. la schiavitù è quando perdi la forza del “sapere” che è quello di indurti a trovare una conoscenza relazionata a te, il sapere è una chiave, e come viene spiegato diventa la possibilità di aprire quella porta come anche no. L’abilità di un insegnante sta nel riuscire ad usare le idee per far fare un processo di reale apprendimento ai suoi studenti. Di seguito cito un passo, estratto da una voce di Wpedia per dimostrarvi come si possa letteralmente distruggere un sapere trasformando tutto in lineare materialismo:


“molte tradizioni esoteriche hanno inteso sotto il nome Graal il simbolo della Conoscenza, della Sapienza, Tradizione Arcaica o Primordiale. Il Graal rappresenterebbe dunque la “Parola Perduta” cioè quella conoscenza che doveva essere concessa all'”Uomo dell’Eden” ed il cui simbolo era rappresentato dall’Albero della Vita. In tale ottica alcune tradizioni esoteriche occidentali tracciano una breve storia del percorso che avrebbe subito il Graal da dopo la caduta edenica del genere umano fino ad arrivare all’Ultima Cena.. Secondo una certa ricostruzione il Graal, caduto dalla fronte di Lucifero, perso da Adamo, recuperato da Seth e perso di nuovo, fu salvato durante il diluvio da Noè e successivamente fu utilizzato da Melchisedek per benedire Abramo e Sara. Dunque nuovamente fu posseduto da Mosè e dai Patriarchi prima di scomparire nuovamente. Il Graal sarebbe stato poi recuperato da Veronica detta Serapia la quale lo consegnò a Gesù Cristo per celebrare l’Ultima Cena.”.

Il graal non esiste e quindi non fa nessun viaggio verso nessun luogo, prima cosa da dire assolutamente. Quindi stabilito questo cosa significa in realtà tutto questo? Ad esempio cosa significa – “caduto dalla fronte di Lucifero, perso da Adamo”? – Lucifero significa portatore di Luce, Lucifero è il mezzo per conoscere i misteri del mondo, del regno della Luce. Non c’entrano niente gli esseri luciferini o gli dei luciferici, come non c’entrano niente gli dei lunari o quelli solari. Tutto è simbolico in esoterismo, gli dei lunari sono le parti in ombra ed il collegamento con la nostra luna psicologica. Gli dei lunari, gli dei luciferici o gli dei solari sono tutti passaggi nello sviluppo dell’individuo, sono livelli di intelligenza, è come la storia degli illici, psichici e pneumatici. I luciferici sono coloro che stanno cercando di vincere le loro passioni o tentazioni, ecco perchè si parla di tentazione luciferica. Poi altri uomini incapaci di conoscere e capire il significato profondo di questa conoscenza hanno creato corporazioni, istituzioni, o gruppi segreti conosciute come società facendo le peggiori nefandezze convinti di servire i loro falsi dei creati da loro stessi, ma la luna, il sole, il lucifero non sono entità, non sono dei non sono altro che stati dell’individuo e della sua trasformazione in qualcosa di Divino, ecco perchè questo equivoco. 

“Il calice è caduto dalla sua fronte e poi perso da Adamo” – è la metafora che parla di un momento preciso di questa creazione (per così dire, creazione perchè si sta riferendo al libro della genesi che dovrebbe essere un tentativo di spiegarci la creazione), di un passaggio della discesa della Creazione tra gli Eoni, che non sono altro che le dimensioni della Luce, del regno della Luce del Mistero della Luce riflessa, siamo discesi attraverso lo spettro Elettromagnetico; la caduta di Adamo, è la perdita ed è la discesa oltre l’infrarosso, oscillando nella limitata dualità rappresentata dall’albero della scienza del “bene” e del “male”. La creazioni è uno strato di energia, massa, mente, emozioni, materia, spirito, anima e quant’altro ed è nostro interesse scoprirne ed indagarne i livelli e la natura ed è forse per questo che ciò che chiamiamo Essenza, in noi, è discesa oltre questa soglia. Adamo doveva uscire dal paradiso per individualizzarsi. Lucifero, motivo per cui Adamo uscì dal “paradiso”, è l’impulso sessuale, la tentazione più grande, nel sesso. Adamo uscì dal paradiso a causa di Lucifero è simbolico del fatto che la caduta si genera per mezzo di un seme, dello sperma, la caduta è assolutamente sessuale; si capisce che non è morale, è reale, è ciò che è accaduto; si sta parlando qui, cioè, della storia dell’uomo, di quando da androgino si è separato nei due sessi, del momento in cui è disceso dalla dimensione vitale, eterica, dallo spazio-dinamica, nel piano fisico delle 3 dimensioni del piano di Cartesio od Euclideo, e per la qual caduta, o discesa, od uscita dal paradiso, ha attraversato la luce dell’infrarosso.

La parola “sesso” etimologicamente, dal verbo “seco”, significa “tagliare”. Le vicende evolutive della terza razza lemuriana parlano di questa separazione nei due sessi, dall’uovo cosmico, da un umanità, cioè androgina, ad uno stadio successivo di polarità, è il viaggio della luce attraverso le dimensioni, è Pistis Sofia, l’essenza, che discende nei piani di esistenza attraversando le leggi degli eoni. L’infrarosso potrebbe essere vista come una banda di vibrazione, quella della psicologia: è l’oscillazione nella polarità, è la conoscenza del “bene” e del “male”, “Futuro” e “passato”, ecc… l’infrarosso è il colore degli inferni atomici interiori. Se cerchiamo un luogo come l’inferno lo abbiamo trovato: è qui, qui ed ora, adesso, già in questa stessa esistenza. E’ l’ego che ci precipita nei nostri inferni interiori, nessun altro. Paure, attaccamenti, aspettative, falso sentimento, “vanità” e “superbia”, “odio” e “collera”, “lussuria”, “invidia”, “avarizia”, “pigrizia”, “avidità” sono tutti i nostri personali gironi infernali qui ed ora. La luce infrarossa è la luce che l’ego proietta fuori di noi mediano delle sue perniciose emanazioni.

Qui tutto è luce, questo piano è il piano della conoscenza della luce ed è forse il punto più lontano dalla sua radiazione, no nel senso di una distanza chilometrica od in termini di anni luce, ma nel senso dimensionale, siamo nella dimensione, nell’ordine di mondo più distante. Se la Fonte è la consapevolezza primaria noi siamo il suo estremo opposto, siamo la consapevolezza secondaria, solo quando siamo coscienza, quando smettiamo di oscillare nella polarità della luce infrarossa dell’ego, ci allineiamo con questa consapevolezza primaria e siamo uno col Padre, il collegamento di questo è il Cristo, la Coscienza, l’intermediazione astrale tra la personalità fisica e l’immanenza suprema del Padre Solare. E’ per questo che possiamo vederne gli effetti qui, perché quanto più vicini siamo alla fonte e tanto meno ce ne accorgiamo.

Quindi la coppa caduta dalla fronte di Lucifero si riferisce al luogo dove Dio (la consapevolezza primaria, il principio intelligente) sta’, e cioè la fronte, il lobo frontale, il cervello, la mitologica fronte o trono di Ra, dalla quale, a causa della tentazione luciferica, discese il serpente dai magici poteri, il mistero gnostico della nascita dell’Essere individuale. Si tratta del mercurio sessuale che dalla fronte dell’uomo e cioè attraverso la triade della ghiandola Pineale, Pituitaria e della radice del naso, il cervello (vedasi dettaglio della “Creazione” di Michelangelo), precipita lungo la colonna vertebrale svuotandola e per effetto della qual caduta si cristallizzò la mitica demoniaca coda (Kundabuffer o Kundantiguador) in ogni uomo, ecco perché partorirai con dolore e lavorerai la terra, perché questi sono i mezzi con cui risalire al cielo e cioè “sofferenze volontarie” e “sforzi coscienti”. Kundalini è solo un aspetto della Madre Natura, è quando la possibilità che è data all’uomo comincia a concretizzarsi, motivo per cui risale, inesorabile, il flusso che riporterà l’uomo nel suo paradiso interiore, cioè la terra di Jinas, ovvero la dimensione vitale, eterica, dello spazio-dinamica, questo sarà per quell’individuo il significato di “camminare tra 2 mondi”.

La consapevolezza Secondaria è l’Essenza, è Adamo, è l’essere uomo, non la macchina umana; l’eroe, una parte del principio intelligente, lo sperma cosmico gestato nel ventre dell’universo che discende nel tentativo di rendersi umano. Una creazione su più piani significa che ognuno di quei piani concorre alla generazione, la macchina umana non è solo biologica, ma psichica, animica, mentale, emozionale, coscientiva e fisica, questo perché ogni piano ha contribuito alla sua gestazione, alla sua formazione.

La Teoria delle Superstringhe, e l’evidenza per sostenerla esigono un universo di dieci dimensioni. Le tre dimensioni comuni dello spazio (lunghezza, larghezza, altezza) e una del tempo vengono estese da altre sei dimensioni spaziali. Edward Witten, fisico dell’Institute for Advanced Study di Princeton, è l’esponente principale della Teoria delle Superstringhe, il quale sostiene che i quark sono costruiti da stringhe. Le superstringhe esistono in uno spazio/tempo di dieci dimensioni. Le sei dimensioni ulteriori sono “arrotolate” e formano le strutture interne di quark ed elettroni. La misura della scala delle stringhe è 10-33 cm, miliardi, miliardi di volte più piccolo della misura di un protone che è 10–14 cm. Per cui vi è una minuscola “pallina” di sei spazi dimensionali associata con ogni punto nel nostro universo di spazio/tempo quadridimensionale. Questo significa che i “cieli” di cui si parla nei testi sacri sono interiori, sono le prime sei dimensioni arrotolate in se stesse, ecco perché tutto ciò che possiamo esplorare fuori di noi è tridimensionale o quadrimensionale, il resto lo possiamo conoscere, lo possiamo conseguire solo operando una profonda introspezione. Cosa cerca lo Yogi quando insegue l’illuminazione del vuoto, il Samadì supremo, nella meditazione? Non sta forse cercando di entrare in contatto con queste dimensioni interiori, arrotolate e per questo Intime? Quanto importante diventa conoscere sé stessi alla luce di questi assunti? Quanto diventa necessario operare un cambiamento nella modalità e nella struttura del nostro modo di cercare la conoscenza? Quanto è necessario studiare il nostro Psichismo per fare il vuoto? Quanto è importante per stabilire un centro stabile in noi stessi, eliminare tutti gli aggregati psichici che ci impediscono di stabilirci definitivamente in quello che i saggi chiamano il Sacro Spazio Assoluto?

“Recuperato da Seth”, perché Seth è la rappresentazione egizia dell’ego, i demoni rossi di Seth sono la viva personificazione dei nostri difetti che si sono cristallizzati appunto come conseguenze di questa caduta e cioè per effetto dell’impianto della coda nella presenza dei nostri antenati. Noi siamo la loro discendenza, la quinta razza. Non si tratta di un vero e proprio organo, ma di una conseguenza prodotta dall’aver perso l’energia creatrice nell’orgasmo animale, ecco, perché, come già precisato prima, tutte queste rappresentazioni mitologiche di figure metà uomini e metà animali. In tutto pare esserci una sorta di collegamento tra le gonadi sessuali, il sistema nervoso centrale del sistema simpatico, il midollo spinale, il cervello e nello specifico con le ghiandole endocrine della Pineale e della Pituitaria, come se esistesse una sorta di ponte invisibile che attraversa l’intera struttura del corpo umano e che permette alle correnti elettriche prodotte durante l’atto sessuale di trascendere od in una qualche maniera risalire lungo questo midollo per tornare a troneggiare nel loto frontale, allo scopo di risvegliare le facoltà latenti legate appunto alla visione dell’occhio unico o terzo occhio, che sono le potenzialità irivelate della Pineale e Pituitaria, ed altro. Questa azione, questo movimento è detto Kundalini, ovvero, “lini” fine del “Kunda” serpente o caduta, come a sottintendere nuovamente che il cielo si conquista con la castità. Kundalini è la direzione, è una direzione di questo flusso elettrico.

La “parola Perduta” è un altro riferimento alla fornicazione sessuale, intesa non come la pratica sessuale in se, ma come la perdita, l’atto del versare il seme, del perdere l’energia, del cadere nella tentazione dello spasimo sessuale. La cosa è in se di facile comprensione se si pensa che le gonadi sessuali sono strettamente correlate con la laringe, motivo per cui anche si legge nella Genesi, in origine era il verbo; perdere la parola significa perdere il potere magico della castità scientifica, perdere i poteri che la castità porta con se. Non è di altro che si parla qui. L’albero della vita è la colonna vertebrale, l’albero della vita ha le radici in comune con un altro albero dell’Eden, che è l’albero della scienza del “bene” e del “male”, il quale simboleggia a sua volta ancora una volta la perdita dell’energia, infatti l’effetto della perdita seminale fu la conoscenza per l’uomo del “bene” e del “male”, e per questo che solo Lucifero poteva farlo. Lucifero il riflesso della Forza del Cristo, l’angelo più esaltato di Dio, che si sacrifica e discende fino al centro della Terra per aiutare gli uomini a risalire, Lucifero l’impulso sessuale. 

La salvezza (per dargli un nome a questo processo di liberazione) risiede nel neutro, ma dobbiamo capire cosa sia il neutro, la neutralità, la conciliazione della dualità & c. Il neutro è uno stato oltre l’idea stessa, oltre le idee, è uno stato, è assenza di rappresentazioni, assenza di tentazioni, assenza di paura, assenza di giudizio, assenza di vigliaccheria, assenza di invidia, assenza, come è l’assenza di morte, a-mors, tutto questo è molto altro è quello che uno gnostico chiama il Cristo, che è il Lucifero purificato, l’imbiancatura dei sepolcri, Aladino che ripulisce la lampada dalla quale esce il genio nella tana dei 40 ladroni. Cristo e Lucifero sono aspetti dello stesso principio, Lucifero la scala per salire o per scendere, il Cristo è il mezzo; per mezzo di lui l’uomo ritorna alla Fonte eterna. Il “sapere” sono i gradini di questa scala vanno percorsi, e non ci si ferma sopra perchè si sta cercando la “verità” che è l’autentica conoscenza. Il Cristo da questo punto di vista diventa il risultato della Liturgia (litos – pietra, tutto insieme è lavoro con la pietra, quale pietra? Il sesso, che è l’altare) è il frutto della castità scientifica, il figlio della trasmutazione sessuale in castità, ecco perché il Graal giunge sino all’”ultima cena”. “recuperato da Veronica detta Serapiala quale lo consegnò a Gesù Cristoper celebrare l’Ultima Cena.” – Cosa significa? Veronica è uno dei passaggi della trasmutazione è colei che asciuga il Volto di Gesù ovvero il Cristo, nella Sesta Stazione.Asciugare è l’azione della trasmutazione, ecco perché è lei che lo consegna a Gesù per l’ultima cena, che è l’ultimo atto della trasmutazione cioè la transustanziazione, il vino ed il pane, da sostanza materiale si trasformano in sostanza spirituale, inteso come sottile, e di cui nutrirsi per diventare più intelligenti. Il Cristo è l’ufficiante insieme alla sua sposa vestale Maria… e potrei proseguire per ore. Perchè è la sesta stazione? Qual’è l’etimologia del nome Veronica? Perchè è detta Serapia?


vi ho già detto dove ho preso la parte in corsivo quella che iniziava con “molte tradizioni esoteriche hanno inteso sotto il nome Graal il simbolo della Conoscenza, della Sapienza, Tradizione Arcaica o Primordiale” e seguito. Qualcuno di quelli che lavorano in Wpedia e che l’ha riportata, secondo voi , ci ha letto tutta questa spiegazione in quelle poche righe? No, non ha potuto perchè si è posto difronte a questa cosa secondo le sue rappresentazioni meccaniche, che per comodità tanti chiamano “credenze”. Ha preso queste parole e le ha ricopiate con lo scopo di rafforzare l’auto idea di sè stesso, senza riflettere che forse cercavano di comunicargli qualcosa, qualcosa che aveva a che fare con lui, di estremamente intimo e personale. Ne hanno fatto una voce come qualsiasi altra, usando il solito modo di “rappresentarsi”, e sottolineo “rappresentarsi” quello che li impressiona continuamente ma senza apparente efficacia. Sì, impressione, proprio come una pellicola di una macchina fotografica veniamo costantemente impressionati attraverso il rilevamento della luce, che è informazione, là fuori; poi interviene il meccanismo automatico della prima educazione e interpretiamo quello che abbiamo visto alla “luce” della nostra istruzione o condizionamento. 


Ecco perchè devi essere presente a te stesso, per non rappresentare e scoprire quello che realmente sta accadendo. Ma anche questa mi sa che è un altra storia. Le impressioni sono cibo che puoi decidere di iniziare a mangiare per sviluppare la tua “intelligenza”. vi ricorcate cosa dice Morpheus a Neo? Il “sapere” è una cosa meravigliosa, ma bisogna saperlo trasferire e per farlo devi esserci. 


“Devi lasciarti tutto dietro, Neo: paura, dubbio, scetticismo. Sgombra la tua mente!”