Intelletto, la natura "esserica". Il secondo corpo.



La “speranza che queste idee potranno servire da elementi costruttivi e preparare il cosciente dei miei simili a edificare un mondo nuovo – mondo reale, secondo me, e suscettibile di essere percepito come tale da ogni pensiero umano senza il minimo dubbio – al posto di questo mondo illusorio che i nostri contemporanei si rappresentano” – G.I. Gurdjieff, incontri con uomini straordinari, op.cit. p.28.

La fede cieca non serve a nessuno, non porta la conoscenza, non ci sveglia e non ci permette di percorrere il cammino, il Cristo non è fede, il Cristo è un espressione, è un archetipo, un ideale da raggiungere, non da piangere e nemmeno da compiangere. 


Non è venuto nessuno a pagare per i nostri peccati, ma qualcosa in noi per farsi carico dei nostri processi interni, è il nostro Cristo intimo che sorge, è il Cristo che sorge nell’uomo che smette di sprecare la sua vita inseguendo i falsi ideali che loro, altri, ci hanno gentilmente regalato ed inculcato. E’ il nostro Cristo intimo che paga per i nostri peccati, è il nostro stesso sviluppo che ci redime dai peccati del mondo, dai nostri sprechi nel mondo. E’ tutto simbolico, la persona che risveglia in se stesso la forza Cristo trova il modo per smettere di peccare, il Cristo Intimo è l’uomo onesto che paga per i suoi errori … a chi? A se stesso attraverso la “sofferenza volontaria” e i “lavori coscienti”. Espiare le colpe, pagare i debiti, pagare per i peccati, significa esclusivamente liberarsi per sempre di ciò che genera la nostra malattia, significa liberarsi delle proprietà indesiderate delle conseguenze delle cristallizzazioni adultere del Kundabuffer o Kundantiguador.

Si legge nel vangelo di Filippo: «In mezzo al paradiso crescono due alberi: uno genera animali, l’altro genera uomini. Adamo mangiò dell’albero che genera animali: divenne animale e generò animali. L’albero di cui Adamo mangiò il frutto è l’albero della conoscenza. Questo è il motivo per cui aumentarono i peccati. Se egli avesse mangiato del frutto dell’altro albero, cioè del frutto dell’albero della vita, quello che genera gli uomini, allora gli dei venererebbero gli uomini» – ed ancora – «coloro che vogliono essere battezzati discendono nell’acqua. Ma il Cristo uscendo (dall’acqua) la consacrò affinché coloro che ricevono il battesimo nel suo nome siano perfetti. […]»L’albero della vita è la colonna vertebrale, mangiare i frutti di quest’albero equivale a rendersi come dèi per mezzo della trasmutazione sessuale. Il Cristo che esce dalle acque battesimali è l’impulso sessuale purificato per effetto della castità, impulso che, se dominato, ci consacra rendendoci perfetti, il suo battesimo è il battesimo del sesso. Il battesimo è il miracolo di renderci umani ovvero uomini e donne veri, autentici. Generare animali significa generare ego, ogni volta che perdiamo l’a sostanza generiamo un “io”, nutriamo la generazione di ego, ecco perché si legge che – “aumentarono i peccati”; il motivo è organo Kundabuffer, chiamato nelle scritture l’abominevole serpente tentatore dell’Eden. L’orgasmo animale è il generatore dell’ego.

“Se tu non riesci a fermare il mondo” – diceva Don Juan a Castaneda, – “tu non potrai mai entrare nel mondo dei sogni che costituisce la vera realtà”. Il mondo dei sogni è il piano oltre l’astrale, il mondo dei sogni sono i piani sottili dove noi non esistiamo, dove noi non siamo presenti, nel senso che non ne abbiamo non solo Coscienza, ma conoscenza che esistano. L’astrale è un illusione, è il mondo ancora una volta dei desideri, lì dove i desideri più inconfessati prendono forma, non ha senso di parlare di astrale se non riferendoci a mondi di un altro ordine. Per lo più le persone o certe scuole confondono il piano del desiderio, dell’emotività (collera, bisogno di rivalsa, lussuria, invidia, etc.) che si manifesta attraverso le esperienze oniriche come se fosse un ordine superiore di esperienza, quando è ancora una volta la riproposizione delle nostre rappresentazioni, momenti di elaborazione di una vita quotidiana vissuta nella meccanicità e nell’incoscienza (di ciò che realmente siamo). Raramente uno sperimenta stati diversi, particolari, di mistica devozione, o di incontri di crescita, e confonde queste esperienze con l’astrale che è abituato a descriversi. L’astrale di per se non è una dimensione ma uno condizione mentale, l’astrale per come viene inteso dai più è il mondo dei morti. Quello di cui sto parlando qui è quello che voi chiamereste il piano mentale o della volontà. L’astrale o meglio in viaggio astrale di per sé, come è inteso comunemente, altro non è che una bolla di energia all’altezza del torace dove l’individuo riprometta tutte le sue aspirazioni, desideri, passioni … L’autentico viaggio o meglio uscita, è un uscita dal corpo, un uscita in corpo astrale, che le persone non conoscono dato che si proiettano ancora l’immagine di un corpo fisico. Quando sei realmente liberò dalla forma vedi e vedi quello che vede Neo in matrix, vedi le persone nel loro letto, che dormono e sognano, una bolla di energia li sovrasta e lì dentro accade tutto il loro sogno, e mentre sognano desiderano, e mentre desiderano servono la natura, nutrono la terra. 

Ignoriamo tutto di questi mondi che si compenetrano ed è per questo che subiamo le influenze che da lì provengono. Il risultato di queste influenze a volte è la paura, temiamo l’ignoto perché non lo conosciamo, il mondo intorno a noi non è in grado di insegnarci niente a questo proposito. Solo incontrando una scuola, inteso come conoscenza, insegnamento, non mi riferisco a qualcosa o qualcuno in particolare, del secondo tipo che possiamo conseguire un certo tipo di conoscenza, che se sulle prime sarà esclusivamente intellettuale, successivamente richiederà un esplorazione ed una conferma pratica individuale. 

Questo significa che ciò che chiamiamo realtà in verità è solo una parte del tutto, quello che chiamiamo realtà è separata, si muove e reagisce rispetto ad un’altra realtà che crea continuamente situazioni nella vita degli umani e sulle forme di questo piano, proprio come le macchine influenzano e controllano continuamente “matrix” e le persone che in essa si muovono. Le macchine sono le leggi, le leggi meccaniche dell’universo, le 48 leggi della meccanica della creazione, della simulazione, sono le dimensioni, sono gli arconti, gli eoni dello spazio, gli agenti, essi sono i guardiani. La volontà risiede nel piano delle cause, l’impulso di creare è nelle cause, tutto è in unico luogo e in un “non luogo”, sono costoro quelli usciti dai senza-padre. Il piano psichico è un aspetto del mondo delle cause dove tutto si realizza prima di discendere in questo piano esistenziale. Come per lo spettro della luce la nostra percezione della cose è ristretta ad una piccola banda, … questo nonostante siamo così convinti di vedere tutto al punto tale da poter affermare con fermezza – “se non vedo, non credo!” -dimostrando di fatto tutta la nostra ignoranza. Esiste nell’universo una forza costante che plasma e crea ininterrottamente da sempre-mai. L’energia che è nel corpo umano è la trasformazione di questa energia universale. 

Il mondo in cui viviamo è mondo statico ed illusorio, falso, o meglio falsato, questo perché se ti do una martellata è certo che la sentirai, ma allo stesso tempo pur essendo così solido e consistente, dal punto di vista della nostra psicologia o psichismo, è viziato dalle nostre rappresentazioni o descrizione di esso, che purtroppo per noi è condizionata dai primi processi educativi da un mare di idee inconsistenti. Invece di parlare di ipotesi di studio, purtroppo per noi tendiamo a confondere modelli descrittivi, come quelli che sto esprimendo qui, per la realtà, compiendo la solita operazione di rimozione e banalizzazione. La nostra visione, il nostro campo visivo è fissato e limitato dai condizionamenti psicologici subiti e dalle sovrastrutture che noi stessi abbiamo creato, siamo schiavi di noi stessi, delle nostre idee, dei nostri pregiudizi, preconcetti, … e nonostante lo scriva non siamo più capaci di vederli! Ci piace pensare di essere condizionati e questo alimenta il nostro bisogno di approvazione, di sentirci approvati nell’esprimerlo; parlare di condizionamento “fa trendy”. 

Condizionati, lo siamo tutti nessuno escluso, tolto qualche illuminato che ha conseguito la saggezza e forse è preso nel tentativo di aiutare qualcuno a svegliarsi. Fermare il mondo significa riuscire a “vedere” tutta la realtà circostante e comprendere come si muove. Non era una vera visione ottica, ma una condizione di lucidità nell’osservazione ordinaria delle cose, e se inizi a giocare con la tua testa a causa di tutte le cause di ogni evento che ti accade sei ricaduto nel sonno. “Vedere” significa stare a guardare e aspettare che la comprensione di ciò che sta accadendo arrivi, “vedere” è un incredibile “surrender”, una resa totale a qualcosa di più grande, un profondo desidero di “sottomettersi”, che l’uomo moderno non è più in grado di capire, ad una voce interiore, che non è una voce che parla, ma un sentimento del divino, del sacro, che è in noi. Esiste un’energia superiore in ognuno di noi, quella che le religioni chiamano Dio, e che compare solo quando mente e corpo sono davvero collegati. “Dio si manifesta quando due forze si oppongono ed una terza viene ad unirle” – dice Jeanne De Salzmann in “La realtà dell’essere” .

Rendersi conto dell’orrore della situazione in cui versiamo è indubbiamente la cosa migliore che possa capitare ad un essere umano che abbia un qualche anelito, impulso alla rivoluzione di se stesso, ma purtroppo va da sé che non basterà per renderci 100% liberi, coscienti e vivi, tanto più che a maggior aumento della coscienza equivale un aumento della sofferenza. Fintanto che non saremo in grado di vedere in tutti i piani di esistenza, è meglio non lanciarsi in affermazioni (in se stessi, ovviamente. Se un danno produciamo è quando ce ne convinciamo, non quando ne parliamo ad altri, al massimo risulteremo solo un po’ ridicoli o strani) che ci inducano a pensare di essere svegli o di aver aperto chissà quali occhi o di contattare chissà quale spazio “astrale”, quando alla nostra misura, si possiamo parlare di lucidità e di visione che si apre. 

E’ necessario compiere un lavoro di molti anni, senza tregua, e certi che il mondo non può in alcun modo aiutarci a perseguire il nostro scopo. Il motivo in se è semplice: lo scopo dei sistemi è impedire ogni via di uscita da questa modalità di esistenza, da queste condizioni stabilità qui, questo perché, essendo perfettamente al corrente che esisterebbero altri modi di condurre un esistenza, questa consapevolezza farebbe perdere ai potenti di questo mondo l’attuale condizione di privilegio che hanno sugli altri. L’uomo è una pedina, un inconsapevole vittima del caso. Fintanto che non conoscerà il mondo sopra di lui, il vero “astrale”, il mondo dei sogni, il mondo delle cause, della volontà, il luogo della coscienza, finchè non si sarà incamminato a realizzare quel lavoro che è il Cristo stesso e tutti i suoi insegnamenti, finché non imparerà a determinare gli eventi nella sua vita attraverso lo sviluppo di una volontà cosciente, egli resterà inevitabilmente quella pedina ed in quanto tale non potrà che agire in balia degli eventi e soprattutto dei suoi istinti, legittimi, … naturali, anche se non possiamo dimenticare che siamo dotati di duplice natura, e se la prima natura viene soddisfatta attraverso l’appagamento del desiderio, la seconda natura paga la nostra incapacità di superare l’animale.

E’ importante avere la necessità, un impulso/anelito, un chiodo fisso da non dormirci la notte, “io non ci volevo venire”, quella spinta inspiegabile che ti vuole portare in qualche luogo/non luogo; mai sentita la sensazione di dover “andare”? Questo è l’anelito, solo una molta manifesta tale necessità, tale stato di necessita che possiamo intraprendere un “lavoro” nella direzione della coscienza che passi dallo sviluppo o dello svilupparsi dell’organo del pensiero, un vero e proprio corpo, o meglio secondo corpo. Se è possibile individuare nel corpo fisico l’idea di primo corpo, ad un livello, o misura comprensibile a tutti, è legittimo parlare del pensare, o meglio in merito al pensiero, di un secondo corpo, la cui forma è una non forma, la cui forma è lo stato intuitivo che l’essere senziente acquisisce attraverso i suoi processi di vita ed educativi affrontando con tutte le sue forze le istanza che di volta in volta la sua “originale” esistenza esige da lui. Il metodo è la vita stessa. L’organo del pensiero diventa lo strumento di conoscenza della verità e per edificare un vero mondo interiore, questo fa si che si sviluppi quel corpo siderale, Kesdjieno o impropriamente detto “astrale”, di cui necessitiamo per esplorare in modo cosciente il mondi sovrasensibili. Diversamente non faremo che proiettare tutte le nostre ambizioni e desideri in una sfera di energia psichica dove il teatrino dei nostri sogni si processa. Fermare il mondo è l’acquisizione di un autorità interiore, una capacità di spegnere la mente fornicatrice del “pensiero associativo”, nella perdita progressiva dell’importanza personale, a quel punto la visione eso-cristica diventa impersonale e per questa ragione “autentica”.

Siamo così assuefatti al sistema, e così tremendamente soggettivi che allo stato attuale, salvo rari casi, non possiamo in alcun modo pensare di poter conoscere ed esplorare “piani superiori di coscienza” (e mettiamo tra virgolettato anche questa espressione dato che è a sua volta una schematizzazione utile però a dirci alcune cose rispetto alla possibilità di conoscere qualcosa che vada oltre la normale esperienza quotidiana). La “superiorità” o “straordinarietà” dei “piani” non dipende dalla dimensione, che di per se è un’altra schematizzazione del tutto, ma dalla capacità di “vedere” cioè di attuare quella coscienza di cui siamo dotati e di cui solo pochi ne fanno quell’uso introspettivo e analitico che tutte le tradizioni propongono. 

Forse qui c’è la possibilità di unire l’idea di diagramma interno dell’uomo e perdere il importanza, d’altronde il guerriero è colui che è in grado di “fermare il mondo” e quindi esplorare l’ignoto.
“C’è una cosa dentro di te, che non conosci, e di cui negherai l’esistenza. Finchè non sarà troppo tardi per farci qualcosa. E’ l’unico motivo per cui ti alzi al mattino. L’unico motivo per cui sopporti un capo stupido. Il sangue, il sudore e le lacrime … questo perchè vuoi che le persone sappiano quanto sei bravo, attraente, generoso, divertente, intelligente. Temetemi o riveritemi, ma per favore pensate che sono speciale. Condividiamo una dipendenza. Siamo tossicomani dichiarati. Vogliamo tutti la pacca sulla spalla e l’orologio d’oro. L’ip-ip-urrà del cazzo. Guardate il ragazzo intelligente con il distintivo, che lucida il suo trofeo. Brillate o chiamati impazziti … siamo solo scimmie, avvolte in bei vestiti, che implorano l’approvazione degli altri.” – revolver 2005 – Gay Ritchie
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