La cattedrale di Notre Dame |

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La cattedrale di Notre Dame si trova su di un’isola posta nel centro della Senna nota col nome di isola de la Cité. Pare che 2000 anni fa quest’isola fosse abitata da tribù Celte, si pensa che fosse abitata da una sorta di casta sacerdotale dei Celti nota col nome di Druidi. Lì, essi avevano eretto anticamente un santuario dedicato alla Gran Madre, alla Madre Natura ed i suoi elementi. La prima pietra della Cattedrale fu posizionata nell’anno 1163, segnando il principio di un lavoro di costruzione che durò 170 anni. Fu un periodo di particolare luce, fu l’epoca di Nicolás Flamel e dei saggi alchimisti. Sul luogo dell’antico santuario Celtico, si costruì più tardi una chiesa e su la stessa dopo vari anni la Cattedrale attuale. Nella Torre Meridionale si trova la famosa campana Emmanuel che ora suona solo in occasioni speciali. Nel 1631, durante la sua fabbricazione, le donne offrirono i loro gioielli alla fonderia per la costruzione di questa campana, cosa che sarebbe stata all’origine del suo suono molto particolare.

La parte interna della Cattedrale, o navata centrale è circondata in totale da 29 cappelle. La facciata principale che dà ad ovest, ha tre grandi entrate con sculture, una galleria di statue ed un rosone di 10 metri di diametro tutta intorno alla “Vergine col bambino”. Ci dice Fulcanelli: “Notre Dame di Parigi anticamente innalzava la sua maestosa mole su una gradinata di 11 scalini. Oggigiorno, il successivo accumularsi di terra è andato coprendo i gradini fino ad assorbire a poco a poco l’ultima di esse.”. 11 è il numero della nostra Divina Madre (Notre Dame), la persuasione, la Sacerdotessa, in quanto 11 diventa 1+1=2, e 2 è la sacerdotessa, la Divina Madre Kundalini personale.

La facciata principale della Chiesa guarda verso una spaziosa piazza, chiamata Piazza del Parvis di Notre Dame. A questo proposito, Fulcanelli, riferisce che in mezzo a questa piazza “si ergeva anticamente una statua di pietra, alta e magra, con un libro in una mano ed un serpente nell’altra. Questa statua faceva parte di una fontana monumentale, nella quale si leggeva:

“Qui sitis, huc tendas: desunt si forte liquores, Pergredere, aeternas diva paravi! aquas.”[1]

Sempre Fulcanelli riferisce che la gente del paese la chiamava la preghiera di MONSIEUR LEGRIS, la preghiera del “Venditore Di Grigio”, del “Gran Digiunatore”, o “Digiunatore Di NOTRE Dame”. Gli antichi lo chiamavano FEBRIGENO, che significa figlio del Sole o dell’oro, o anche figlio d’Apollo; il volgo lo chiamò più tardi Maître Pierre, volendo dire pietra maestra, pietra di potere, la pietra angolare. Fu chiamato anche MICER LEGRIS, in un’epoca in cui la parola grigio significava fuoco, ed in particolare, fuoco fatuo.”. Tutto si capisce è simbolico: l’idea della pietra angolare (la scienza del sesso, l’alchimia sessuale) e dell’abbeverarsi, il fuoco, le acque, il serpente, il libro, la donna, etc…

La fontana simbolizzava le acque della vita, l’energia sessuale, e la statua al centro, il fuoco che è nascosto nell’acqua, il fuoco rigeneratore, il fuoco della terra, il divino Daimond, il Lucifero interno, il riflesso del Cristo negli uomini. Lucifero è la scala per salire, Lucifero è la scala per scendere, la tentazione ci fa salire se la vinciamo, ci fa scendere se la assecondiamo. Ecco perché si dice che il Lucifero è il Cristo in azione, è la forza che ci redime o ci condanna.

Niente di morale in tutto questo, tutto molto ovvio. Colui che cerca la Coscienza, deve vincere le manifestazioni della sua natura meccanica, deve vincere l’impulso animali che si esprime attraverso il desiderio e la tentazione, i Gargoyles (figure mostruose ed animali) sui tetti ne sono la rappresentazione. Se il Cristo è Coscienza, la tentazione diviene l’attrito che ho bisogno per svilupparlo, per generare una Coscienza, la Coscienza è un uomo che ha vinto le manifestazioni automatiche dell’ego animale, che ha costruito la sua immortalità. La Coscienza è ciò che resta, e resta in misura di quanto l’abbiamo sviluppata.

Per le foto e la lettura integrale dell’articolo estratto dal testo “Essere Reale”, essere reali – di R. Bruno, cliccare qui

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Lo Spirito di Opposizione

 “Ricordati che sei venuto qui perchè hai capito la necessità di lottare contro te stesso e soltanto contro te stesso. Sii Grato dunque a tutti coloro che te ne forniscano l’occasione” – Gurdjieff, Aforismi.

Qualcosa è cambiato, qualcosa in noi si sta facendo. L’oracolo ha scelto di parteggiare per l’umanità, per quell’umanità dolente che sta cercando di risollevarsi da questo fango, parteggia per gli uomini e le donne di buona volontà il cui profondo intento è realizzare la loro anima, il pneuma che è il loro.

Smith è fuori e sta cercando di rientrare, ma la porta al momento è sbarrata, l'”essere” reale, Neo, l’integrità in potenza, sta lavorando nei suoi mondi inferiori per cercare di riscattare la sua luce ed espandere il flusso luminoso in ogni direzione. Non ci sarà legge che possa bloccare lo sviluppo della coscienza, le regole potranno solo ostacolarlo, ma non impedirlo se ognuno di noi tiene fede al patto intimo profondo che è la fede: credere per vedere.

Chi crederà fino all’ultimo alla fine vedrà significa credere che qualcosa in noi sta cambiando ed alla fine la struttura cambierà, il flusso luminoso si accende caricato dall’elettricità che abbiamo imparato ad accumulare nel corpo, usando coerentemente i circuiti elettrici del nostro sistema nervoso. L’uomo è dotato di plessi o gangli nervosi nei quali può circolare un mare di energia elettrica, caricandosi come un toroide egli può realmente innalzare lo stato della sua materia. E’ l’energia elettrica il perno qui, quella stessa elettricità che fecondo il caos. Siamo davanti alle vere motivazioni che ci hanno posto davanti a questo percorso di conoscenza di se stessi, ed adesso siamo alla resa dei conti, ma dobbiamo capire di chi si tratta, bisogna capire chi è “costui” col quale ci stiamo battendo e per cui è necessaria questa lotta senza quartiere proprio come si evince nelle scene finali di “matrix – revolutions”. Forse è giunto il momento di rendermi conto che l’idea stessa di essere “se stessi” è l’ennesimo abbaglio al quale veniamo esposti, il “me stesso” è ancora Smith, qualcosa, un essere, un “entità”, l’arconte, che falsamente mi rappresenta e che in ogni azione, pensiero o emozione cerca di sostituirsi continuamente a ciò che realmente sono, al punto di confondermi così bene da convincermi di essere lui.

Solo approfittando della situazione contingente attuale, dove Smith è uscito allo scoperto, grazie al fatto che la falsa personalità di cui si rivestiva non è più credibile a cause dell’accelerazione dei tempi nei quali stiamo vivendo, possiamo realmente accorgerci di questa assurda dicotomia, assurda realtà interiore che viviamo da un pezzo. Lo Spirito di Opposizione è là fuori e sta cercando in tutti i modi, proprio come fa Smith in “matrix – realoaded” di ritornare dentro, di riportarci in quel corridoio dove, grazie alla spinta della pasqua, abbiamo messo fuori di noi le sue regole, … Smith ha smesso di essere un agenti di matrix, finalmente ci possiamo trovare faccia a faccia col nostro antagonista, sfidante, avversario, è stato chiamato in molti modi ma un unica sola entità. Risvegliando le forze della vita risvegliamo anche tutto ciò che gli si oppone.

«La forza interiore muove l’anima alla ricerca del luogo della luce e di tutta la divinità, mentre lo spirito di opposizione devia l’anima e la costringe a fare continuamente tutte le di lui iniquità, passioni e peccati: assegnato continuamente all’anima, egli le è nemico e le fa compiere ogni male e ogni peccato, e stimola i ministri erinnici affinché le siano testimoni in ogni peccato che egli le fa compiere; inoltre se di notte o di giorno lei vuole riposare, egli la scuote con i sogni e le passioni del mondo la spinge a bramare ogni cosa del mondo; in una parola l’incita verso tutte quelle cose che gli arconti gli hanno ordinato: è ostile all’anima e le fa compiere quanto a lei non piace. In realtà, è questo, Maria, il nemico dell’anima, è questo che la costringe fino a tanto che compia ogni peccato.» 

L’arconte sta perdendo terreno su di noi, ed è adesso arrivato il momento di tenerlo fuori, il “voladores” sta realizzando la sua peggiore paura, quella di essere scoperto. Non voglio essere preso questa volta in termini allegorici, perchè sto parlando di un “ente”, “entità”, “essere” del tutto estraneo alla nostra identità “esserica” che come un parassita si è intrufolato nella nostra carne ed ha vissuto a nostre spese tutto questo tempo. Adesso l’ego è l’ha fuori, non fatelo rientrare dentro, sciogliete la vostra carne dai vostri errori, i vostri peccati sono perdonati (dice il Cristo per mezzo del rituale, dell’atto); non usate questo come giustificazione ma come modello per aprire la possibilità di sciogliere le catene che ci tengono in schiavitù. Avevamo necessità di separarcene per poterlo dominare, eliminarlo o distruggerlo è un altra questione che non ci compete.

Si legge in Pistis Sofia a riguardo dello Spirito di Opposizione che egli è fatto della stessa materia degli Arconti. Ragionate! E’ evidente che se egli fosse me non potrei separarmene, come invece sta accadendo proprio adesso. Eccone qualche assaggio:

«Quando, per mezzo degli arconti del destino, un’anima antica è in procinto di discendere, gli arconti di quel grande destino – i quali si trovano nei luoghi del capo degli eoni che è il luogo denominato «luogo del regno di Adamas» e il luogo che sta di fronte alla vergine luce – gli arconti, dunque, del luogo di quel capo danno all’anima antica un calice dell’oblio […]  ripieno di ogni genere di passioni e di ogni oblio. Non appena l’anima beve dal calice, dimentica tutti i luoghi nei quali era andata, e tutti i castighi tra i quali era passata. Quel calice dell’acqua dell’oblio diventa un corpo all’esterno dell’anima, rassomigliante all’anima in tutte le forme, e simile a lei: esso è il cosiddetto spirito di opposizione. … i cinque grandi arconti del grande destino prendono il sudore di tutti gli arconti dei loro eoni, l’impastano assieme, lo dividono e lo trasformano in anima.»

Il Cristo, come si legge in Filippo, è sceso per liberare gli uomini da questa “schiavitù”, i sistemi che l’uomo ha sviluppato e realizzato qui sono influenzati dalla natura dell’arconte che ha necessità di tenerci qui e sotto controllo per impedire che il nostro flusso luminoso possa accendersi perché a quel punto dovrà solo arretrare. Questo passo di Pistis Sofia rende molto l’idea.

«All’esterno dell’anima mettono lo spirito di opposizione, che la sorveglia e le è stato assegnato; gli arconti lo avvincono all’anima con i loro sigilli, con i loro vincoli, e lo sigillano a lei affinché in ogni tempo la costringa a compiere costantemente le loro passioni e i loro misfatti; affinché lei li serva in ogni tempo; affinché resti in ogni tempo, nelle trasformazioni del corpo, sotto la loro sottomissione; lo sigillano a lei, affinché lei venga a trovarsi in tutti i peccati e in tutte le passioni del mondo.»

«È per questo motivo che io ho portato i misteri nel mondo: essi sciolgono tutti i vincoli e tutti i sigilli dello spirito di opposizione che avvincono l’anima; essi rendono libera l’anima, la svincolano dai suoi genitori, gli arconti, la trasformano in luce genuina; essi la conducono su nel regno di suo padre, della prima uscita, del primo mistero, per sempre. È per questo che, una volta, vi dissi: «Colui che non abbandona il padre e la madre, e poi viene e mi segue, non è degno di me». In quel tempo, dunque, vi dissi: «Dovete abbandonare i vostri genitori, gli arconti, affinché io vi renda figli del primo mistero, per sempre». 

Non abbiate paura, il suo compito è solo questo di ostacolarci, il nostro è quello di liberarci, l’avversario alla fine sta operando per il nostro sviluppo, per lo sviluppo del nostro “essere”. E’ lo Spirito di Opposizione che ci fa dimenticare ogni esperienza di un mondo più reale, è per questo che fatichi a ricordare i sogni, lui è nella tua testa, e ti fa credere di essere lui attraverso quella chiacchiera incessante, è per questo che sono mesi che cerco di aiutarvi a spegnerla. Lui attutisce ogni tuo risveglio, mette ogni genere di spazzatura raccolta in giro dalle effigi mentali, agli stati emotivi più densi, o anche più svaporati che ci sono, usa quel lavorio mentale per convincerti di cose, mentre così non sei mai nel corpo e lui si nutre dell’elettricità che il tuo corpo produce. Le sue armi non sono mica grossolane e quella peggiore che ha potuto usare è quella di farti credere che stai “lavorando”, che stai lottando cioè contro di lui, mentre hai sempre e solo fatto quello che lui ti ha permesso di vedere. La maggior parte delle lotte che abbiamo combattuto contro noi stessi egli ha partecipato con entusiasmo, se prima erano molti “io” adesso lui ha preso integrità, ma allo stesso tempo è venuto allo scoperto, non è più frammentato e quindi sta diventando più visibile.


Lo Spirito di Opposizione è il miglior alleato dell’asceta, del moralista, persino dello zelante studente di scuola o seguace di qualunque credo o istituzione, compresi gli gnostici moderni di matrice sud americana dai quali mi sono dovuto allontanare per non essere travolto dal loro stesso fanatismo sonnolente ed ipocrita; ed ecco perchè quando mi viene detto che un risvegliato usa il sesso come il cibo, sorrido. Un risvegliato vero sa che innanzi tutto non esiste l’idea di risvegliato, e poi sa che per bruciarlo, il “voladores”, l’arconte, lo spirito di opposizione, Smith, ha bisogno di energia e che soprattutto non deve dargliene. La castità scientifica è una forma di caricare il toroide di potere, è questo che ti ha permesso di staccare Smith dalla tua carne, proprio come fa NEO nell’ultima scena del primo episodio, è il potere elettrico della trasmutazione e dell’amore, che lo manda in frantumi, lo scioglie, ed adesso lui è furioso, e come dice Smith – “si sente in dovere di restare” per farti ritornare nei ranghi.

Appena inizio a rendermi conto di qualcosa, appena sento un barlume di valore, di speranze, di luce, appena aggancio una “vibrazione” più sottile, appena riesco a sentirmi “potente”, lui combina qualche guaio, ci fa arrabbiare, litigare, cerca lo scontro con qualcun altro, ci pone in questioni di territorio, che è il suo solo interesse perchè è da quella cosa che dipende il suo potere, ecco perchè le persone che sono 100% assuefatte alla sua influenza hanno bisogno di possedere cose, compreso proprietà e terreni. Guardate come ci riempiamo inutilmente di preoccupazioni, di sensi di colpa, di dubbi e di paure tutto per farci dimenticare il senso della lotta che non è emotiva, ma nella mente, dovete togliergli in dialogo, dovete togliervi quel dialogo dalla testa. 

So che parlare in questi termini è estremamente pericoloso perchè se non vengo capito voi creerete un ego ammazza questo ultimo ego, e quindi saremo punto e a capo. dobbiamo capire che lui si insinua quando noi proviamo “collera”, “invidia”, “orgoglio”, “vanità” (superbia), o quando imponiamo aspettative su altri, o li tiranneggiamo (Cupidigia), quando proviamo “ingordigia”, ma noi non siamo una di queste cose, sono cose che lui riesce a farci provare, a far provare al corpo a causa o per mezzo della mente, del dialogo che genera, egli induce nei meccanismi biologici del corpo una reazione, e noi sperimentiamo tutte queste varietà emotive, ma è tutto irreale. Abbiamo la necessità di “disidentificarci” totalmente e solo riappropriandoci della nostra carne che lo possiamo fare, il corpo è il terreno della lotta ed è necessario riprendercelo, entrandoci, sentendolo, usando, come altre volte ho suggerito, il “lavoro in calma”, per sciogliere quelle false emozioni che si generano.

La minaccia è illusoria, lui in realtà non può nulla contro il potere elettrico della nostra anima, … dobbiamo renderci conto che abbiamo una sola possibilità per vincere questa cosa ed è “arrenderci”, “abbandonarci” all’idea che dobbiamo rafforzare la nostra “anima” facendo contro sulle nostre sole forze individuali, bruciando la paura o qualvolta essa si cerca di esprimere, vedendola, sentendola e allo stesso tempo sciogliendola con il potere elettrico di cui siamo dotati. Siamo soli contro di lui ed il terreno di scontro siamo noi stessi, e se lo individuiamo come il nostro “nemico” ha vinto ancora una volta, ecco perchè Neo alla fine di revolutions si arrende, questa cosa è difficile da spiegare, ma se lo senti come un nemico lui ti sta vincendo, perchè l’odio che provi lo alimenta e lo rafforza, più ti batti, più ti dimeni, più picchi, proprio come nello scontro finale del film e più lui riuscirà a rafforzarsi. E’ un grande gioco di astuzia ed abilità quello al quale se chiamato o chiamata, l’arte della guerra, l’arte di vedere nell’altro il “nemico” da amare, l’amore lo distrugge ma devi capire cosa sia l’amore altrimenti lo stai alimentando ancora con un idea romantica e romanticizzata da pseudo spiritualità, …

Se capiamo la necessità “vitale” di questa lotta, che significa lasciare ogni speranza nelle cose del mondo, ogni soddisfazione di desideri indotti, inutile ed irreali, atti solo a tenerci sotto controllo ed i schiavitù, allora possiamo iniziare a capire cosa significa amare i proprio nemico.Il suo lavoro è farci credere di essere lui; chissà quante volte lo abbiamo sentito dire e ancora non è ben chiaro in cosa consista la sua azione: i tuoi desideri, i tuoi pensieri, le aspirazioni, i bisogni, il senso del rispetto, la regola, la giustizia, e molto altro, non sono tuoi sono i suoi, sei stato programmato per sentire e pensare in questo modo. la paura che sperimentiamo è la stessa di qualsiasi animale che teme di essere predato, ma è lui che sta rischiando di essere scoperto non noi, noi siamo ciò che siamo, e ciò che siamo, siamo: “Ehie asher ehie”!

La sofferenza cosciente e’ subire le avversita’ e assurdita’ della vita quotidiana (lavoro, coniuge, figli, politica, strutture sociali) con la precisa consapevolezza che sono avallate e determinate dal pensiero umano che è il pensiero del nostro “avversario”, il nemico di sempre e quindi del tutto irreali; e’ un rimorso continuo, è un insicurezza che non si ferma, e non è solo individuale, ma un problema per l’intera umanità, la sua debolezza, e non è nemmeno sua. Questa precisa consapevolezza può diventare la chiave, il grimaldello per uscire dalle nostre prigioni, dobbiamo capire che c’è un nemico ed allo stesso tempo non sentirlo tale, altrimenti ha già vinto, dobbiamo solo comprendere il suo operato nella nostra vita e dissolverlo, sciogliere ogni sigillo con cui ci incatena, ecco perché ho detto che il sistema dei chakra è filosofico, individua stati di coscienza, non c’entra niente, come per i centri della macchina umana, la localizzazione nel fisico, quello è un altro inganno, un altro abbaglio. 

Ecco perchè gli altri sono solo coloro che ci forniscono l’occasione per conoscerci; coloro che producono in noi irritazione, collera, o comunque sofferenza, sono un falso nemico: usa il nemico che percepisci fuori per scovare il tuo reale avversario, per capire come ti sta lavorando dentro, come ti inganna, come si irrita se non fai e fanno quello che lui vuole e si aspetta. Ed ecco perchè ad un certo punto non si tratta realmente di essere grati o di amare (riferito alle persone che ci fanno irritare o soffrire) con un sentimento, ma significa riconoscere il più coscientemente possibile, e cioè significa prendere coscienza che queste persone stanno, volontariamente o meno, assolvendo ad una funzione, che nostro malgrado è quello che ci serve per rafforzarci dentro… non una questione di perdonare (atto che non è altro che un altra espressione del nostro avversario o ego), si tratta invece di volersi liberare dagli ostacoli o meglio da cioè che ci ostacola … l’idea di rimanere indifferenti ai nostri nemici, che equivale a non prendere niente in modo personale, è l’espediente per arrivare a lui, a Smith, ma dobbiamo averlo iniziato a vedere questo “lui”; se resta dentro di noi, guiderà ancora lui la lotta. Usa il nemico che percepisci fuori per scovare il tuo nemico è il senso di tutte queste parole. Questo nemico va conosciuto e dominato e dobbiamo attraverso questa lotta senza quartiere proprio come tra NEo e Smith in “revolutions” arrivare a capire l’importanza di vincerlo, l’importanza di accedere il nostro flusso luminoso che è l’unica cosa che lo scioglie e ci libera dal giogo degli Arconti. 

E’ di un “ars moriendi” che si parla qui, dobbiamo liberarci in vita del giogo, e realizzare quella coscienza in grado di vincere il Bardo, le regioni degli arconti, ecco perchè si legge in Matteo 5,25ss la parabola secondo cui Gesù avrebbe detto: «Quando ti trovi (riferendosi a quando sei morto) per la via con l’avversario cerca di liberarti di lui perchè non ti consegni al giudice e il giudice al ministro e ti mandi in prigione; in verità ti dico non ne usciresti fino ad aver pagato l’ultimo quadrante.» 

Esistono testi come il libro tibetano che trattano della pratica (nota con il nome di “Powa”) di conduzione degli stati di separazione dell’anima nei regni di mezzo, con la possibilità di arrestare i determinismi karmici, nel nostro caso i condizionamenti della potestà della … L’apocalisse di Giacomo come il “bardo thodol” espone attraverso le parole stesse di Gesù, come anche nella Pistis Sofia, quell’insegnamento segreto che deve consentire all’iniziato di affrontare le prove post mortem,  ecco perchè è considerato nell’insegnamento gnostico l’apostolo o patrono dell’opera, ecco perchè il cammino delle spade, la spada è la volontà che serve per superare le regioni inferiori dei morti, e salire attraverso la regione di mezzo dritto verso il Pleroma, egli, l’insegnamento cioè degli scritti di Giacomo sono una guida per l’iniziato che deve vincere le influenze nefaste degli Arconti e superare le loro regioni, Giacomo ci guida nei processi post mortem indicando all’essenza, l’essere cosa “fare”.  E’ a questo che ispira il rituale funerario dell’estrema unzione, reso inutile dall’istituzione eclesiastica (chiesa cattolica), e questo la dice lunga su chi li governa e chi è il padrone che servono, un rituale funerario quello dell’estrema unzione nel quale o attraverso il quale in sacerdote, quello vero, dovrebbe guidare il morituro aiutandolo a risvegliare il flusso luminoso della sua anima che gli permetterà o permetterebbe di superare incolume la regione di mezzo, senza deviazioni o arresti, appunto, nelle sfere arcontiche.

Ogni anima a questo punto incontrerebbe (è una schematizzazione, è l’unico modo che abbiamo qui per provare a descrivere qualcosa) nel suo stato nudo, liberato cioè dal vestito della carne, ovvero il corpo fatto della materia degli arconti, che sono le entità o enti che personificano i piani dell’esistenza e i loro governatori o arconti, il cui superamento è determinante nel tentativo di ristabilire l’identità trascendentale del suo essere o essenza che è il padre di cui si parla impropriamente. Esiste pertanto il mistero degli arconti di tutte le sue invocazioni. Quali invocazioni? Quelle che servono per superare le regioni dove essi dominano.

Si legge nell’apocalisse di Giacomo: Quando cadrai in loro potere, uno di essi, la loro guida, ti domanderà: “chi sei e donde vieni?” Tu risponderai: “io sono un figlio e provengo dal Padre”. Egli ti dirà: “che figlio sei tu da quale padre provieni?” Tu gli risponderai: “io provengo dal Padre preesistente, e sono un figlio che è dal Preesistente”. Allorché ti dirà: “Perchè sei stato mandato?” Risponderai: “sono venuto per vedere le cose che sono mie, e tutte quelle che a me sono estranee”. Egli ti domanderà: “Per te tutto questo è estraneo?” Tu risponderai: “no, non è interamente estraneo, ma proviene da Achamòth, cioè della femmina. E’ lei che lo ha cerato allorché trasse giù questa stirpe dal Preesistente… Perciò essa non è estranea, ma è nostra. E’ nostra perchè colei che è signora su di esso proviene dal Preesistente. Ma contemporaneamente ciò è estraneo perchè il Preesistente non ebbe alcuna comunione con lei, quando lei si accingeva a creare”. Allorché lui ti domanderà: “dove vuoi andare?” Tu devi rispondere: “Al luogo donde sono venuto, là io voglio tornare”. Se tu risponderai così sfuggirai ai loro assalti. Ma se cadi nelle mani dei tre violenti che portano via violentemente le anime in quel luogo, tu dirai loro: “Io sono un vaso assai più prezioso della femmina che vi fece”.

Il Mistero della resurrezione.


« Se qualcuno diventa figlio della camera nuziale riceverà la luce. Se qualcuno non la riceve, mentre si trova in questi luoghi, non la potrà ricevere nell’altro luogo. Chi riceverà quella luce non sarà visto, né potrà essere preso; costui non potrà venire molestato, anche se vive nel mondo. E, ancora, quando abbandona il mondo egli ha già ricevuto la verità per mezzo di immagini. Il mondo è diventato un eone, perché l’eone è, per lui, pienezza. E’ in questo modo: è rivelato soltanto a lui; non è nascosto  nelle tenebre e nella notte, m è nascosto in un giorno perfetto e in una luce santa»
dal Vangelo di Filippo.
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La resurrezione è l’atto conclusivo della rivoluzione intima che porta alla rigenerazione fisica e spirituale. La resurrezione è l’atto in cui un individuo distrugge per sempre la morte, disintegra la “paura” della sua inevitabilità, smette di essere uno schiavo del “sistema” che lo corrompeva e poi gli regalava dall’altra parte la soluzione alle “paure” che il “sistema” stesso gli aveva indotto. La trasfigurazione è la rappresentazione del fatto che sia possibile costruire un corpo di luce, ovvero di mettere in moto le funzioni di un secondo corpo, quello Kesdjiano, “to soma pucikon” o “To Soma Eliakon”, che sono tutto ciò che passa per un corpo fisico, ma non è del corpo; Spirito, mente, sentimento e ragione. La resurrezione ci lascia intendere che esiste una possibilità di renderci immortali, la resurrezione ci trasmette in realtà una conoscenza antica sull’autentica natura dell’uomo. Egli, l’uomo, forse è realmente divino, e solo grazie all’aiuto di Prometeo, che rubò il fuoco della conoscenza della resurrezione agli dei, che noi possiamo compiere la stessa opera. Gesù non venne per immolare sè stesso ai nostri peccati, ma per insegnarci la via verso la resurrezione e la restaurazione del Sè, della nostra autentica “natura” sovrasensibile.
Molte sono le domande irrisolte, molti gli interrogativi, ma è l’aspetto esecutivo che dobbiamo poter raggiungere; dobbiamo poter ambire all’atto di voler risorgere. LA RESURREZIONE è PER COLORO CHE SANNO DI ESSERE MORTI. La resurrezione è per coloro che cercano una vita diversa, la resurrezione è per coloro che hanno capito e sanno di essere “schiavi” ed hanno detto – “adesso basta”. La resurrezione è per chi non vuole avere più paura. La paura è una creazione illusoria del piano “astrale”, un istinto dell’ignoranza, della non conoscenza, un falso senso di pericolo, uno stato emotivo che si sostituisce alla comprensione delle cose. La paura ci ostacola la comprensione e deforma la realtà. La paura è alimentata dall’uomo stesso per sottomettere i suoi simili.
L’uomo è addormentato, ma se si risveglia capisce come agire, usa la sua “fonte” per rendersi libero, non c’è nulla che non sappiate già. Liberi e vibranti come hanno sperimentato tutti quelli che hanno provato a fare il pane e predisposto il vino, consacrato e se ne sono cibati.  Era questa la pasqua che non volevano che conosceste. Mentre gli scriba, i farisei e i sacerdoti del “circo” giocano coi loro falsi idoli, la caverna interiore vibra e per questo si scuote la Terra, il pianeta dalle sue fondamenta, ecco cosa serve questa notte del sabato, scendiamo nel sepolcro dei nostri inferni interiori, dove la forza della nostra coscienza sta lavorando alla nostra personale liberazione dagli istinti, dal dominio dell’animale per prepararci alla resurrezione di domani. Questa notte giocheremo la nostra partita con gli auspici del cielo e dei cicli, Melchisedek, il logos di questo pianeta, ha ricevuto tutta la luce dal disco solare e dalla luna e lo sta elargendo a tutti quei suoi figli che sono disposti a usarla per la loro rivoluzione personale. 
L’intento del Cristo è di compiere un lavoro nella direzione di una maggior acquisizione di Coscienza, lavora per la costruzione del tempio interno, quello spazio che abbiamo bisogno per iniziare a vivere, uno spazio interiore che è la realizzazione del nostro proprio “mistero”. Ed allora “pregate e vegliare” perchè non un granello di inferno deve penetrare in questa notte di grande costruzione, mentre stiamo costruendo cioè quel centro magnetico, quel centro di gravità intima,  quel potere intimo che è una grande Fede in ciò che siamo e possiamo realizzare sotto gli auspici della “coscienza”. Dobbiamo imparare a sottrarci per questo tempo che ci manca alla resurrezione e la nuova nascita, renderci inaccessibili; e domani di buon ora, realizzeremo il nostro primo pasto da uomini e donne liberi, pane e vino consacrati che diventeranno il sigillo di questo lavoro, di questa pasqua, di questo passaggio nella dimora di plutone per rinascere, per la nostra liberazione. Ognuno di noi porta una scintilla del fuoco di Prometeo, ognuno di noi è un Cristo in potenza. Non è una questioni di gradi,  ognuno innalza il proprio “Essere”, risveglia cioè il proprio “mistero” in accordo a quanto si libera, ed ognuno si libera in accordo a quanto è disposto a sacrificare di sé, del falso sé, dell’alter ego, del “me stesso” e di quello che i sistemi gli hanno dato come stampelle. 
L’uomo celeste è l’uomo che è morto al “me stesso”, si è sacrificato e ha costruito quello che viene chiamato il tempio di Salomone. Celeste è l’aggettivo che qualifica il lavoro svolto su sè stesso, non un luogo in assoluto da qualche parte nei cieli. Celeste è il colore di un alta vibrazione. 
Il Cristo è l’intermediazione astrale tra la nostra personalità fisica ed il Padre Solare”, la vibrazione solare, la voce dell’ineffabile, irrivelata, la cui forza e potenza creatrice è plasmata nel ritmo perenne della vita in tutto l’universo. Il Dio vivente che è ovunque, è impersonale e pertanto non parteggia per nessuno, egli è. Siamo noi che abbiamo, se lo vogliamo, se ne sentiamo l’impulso, il dovere di compiere l’opera di renderci non solo realmente umani, ma persino di elevarci alla comprensione e conoscenza. Il Cristo-Lucifero in noi è un impulso, uno stato di necessità, ecco perchè è ribelle; il Cristo è il compimento dell’opera, il Lucifero l’impulso, il genio intrappolato nella lampada pronto ad assolvere a tutte le nostre necessità. Sta a noi rendere questo reale. Oggi la nostra vita è il frutto di come pensiamo e cosa sogniamo o desideriamo, questo perché l’universo risponde alle nostre richieste. Solo rielaborando e definendo il nostro “atteggiamento” che possiamo sviluppare un attitudine alla crescita, alla ricerca della verità, alla cessazione delle ostilità interiori, alla comprensione ed eliminazione di tutti quelli “io” che determinano i nostri pensieri e desideri oggi.
Dobbiamo tornare a “sognare” una nuova possibilità, serve sentire che è possibile, che possiamo morire e rinascere, dobbiamo volere con tutto noi stessi il risveglio, inteso come una volontà a voltare finalmente pagina, lasciare ogni speranza nei sistemi per abbracciare finalmente la vibrazione autentica della nostra vita. 
Troppi sono coloro che si nutrono e vivono delle nostre paure e delle nostre emanazioni “sgradevoli”; siate vincitori, siate forti, fatevi forti; impariamo ad essere uomini veri, a costruire il nostro vero destino, impariamo a non gettare i nostri talenti, impariamo ad uscire dal labirinto di questa vita che altri hanno sognato e deciso al nostro posto.
La resurrezione prima che fisica è tutto questo, solo l’uomo Cosciente può raggiungere i piani dove la creazione si gesta, solo l’uomo cosciente è capace di plasmare la materia a suo piacimento, egli è padrone della vita e della morte perché è diventato padrone di sè stesso, la sua casa interiore non è più un caos, non è il dominio perenne del suo “alter ego”; egli lo ha dissipato e per questo è padrone della scienza della rigenerazione, dal luogo della luce, dal deposito della luce è in grado di infondere forma alla materia e quindi può ricostruire in qualsiasi momento un nuovo tempio. Non può che essere questo il nostro scopo, come re e regine di questa terra, di questo piano abbiamo la possibilità di risorgere, ecco perché si legge che il regno del signore il Cristo non è di questo mondo, egli è il Signore e re dei cieli, perché conosce (in quanto ne è cosciente, ne ha e ne fa vivida esperienza) i piani sottili, i mondi superiori, inteso in termini vibratori, almeno sulle prime, di questa creazione; INRI, è il fuoco perenne con cui plasmare la materia, la sostanza, l’energia creatrice, INRI è l’impulso, INRI è la volontà e la possibilità di dominare gli elementi che compongono la materia. I.N.R.I. sta per Ignis Natura Renuvatur Integra, la natura si rinnova per mezzo del fuoco, per fuoco è lo Spirito Santo che arde in ogni uomo e in ogni donna ed in ogni cuore, è il fuoco per la nostra personale purificazione, unica via per renderci più sottili. Il mondo non finisce oltre le colonne d’Ercole, è solo il mondo limitato degli umanoidi, che sono già morti in sè stessi, che finisce lì. Oltre le colonne il nostro Ercole interiore compie le sue 12 fatiche allo scopo di rendersi libero. 
La resurrezione non può essere un dogma di fede, la resurrezione qui ed ora è la strada da intraprendere, è una via da percorrere, è un lavoro da fare e che può essere fatto “adesso”, è una conoscenza da apprendere e praticare. 
Il mito è in parte filosofico, ma la pratica e tremendamente scientifica. Non permettete alla scienza materialista di inquinarvi l’animo, non cercate risposte dove non le troverete, cercate di predisporvi e imparate la scienza della rigenerazione. Dubbi, paure, perplessità servono solo a rimandare e consumare la nostra stessa polvere, non fatevi scoraggiare. Usate l’intuito, lasciate le domande senza risposta a quando sarà possibile trovarle, limitate l’attività, digiunate dai pensieri distruttivi, lasciate andare le inutili diatribe, evitate di dissertare di questioni di lana caprina, siate “Reali” o meglio “realisti”, portate sempre tutto alla vostra misura … 
Siate imprevedibili.

Le Stazioni della Via Crucis

 

Le Stazionidella Via Crucis sono:
  1. Gesù è condannato a morte
  2. Gesù è caricato della croce
  3. Gesù cade per la prima volta
  4. Gesù incontra sua Madre (mistica)
  5. Simone di Cirene porta la croce di Gesù
  6. La Veronica asciuga il volto di Gesù
  7. Gesù cade per la seconda volta
  8. Gesù incontra le donne
  9. Gesù cade per la terza volta
  10. Gesù è spogliato delle vesti ed abbeverato di aceto e fiele
  11. Gesù è inchiodato sulla croce
  12. Gesù muore sulla croce

Le stazioni della via crucis sono 12, non 15 come è stabilito nella religione cattolica, ed ognuna di esse ha una relazione con i segni zodiacali. 15 è il numero della Passione. Il mistero della Passione, il Lucifero: deposto dalla Croce (13), la discesa nel sepolcro (14) e la resurrezione (15). 12 è il cammino, e la via crucis è il cammino della forza Crestosed i processi della Cristificazione; 12 sono le qualità dell’uomo solare, le qualità e le virtù di coloro che sono morti a sè stessi e sono risorti; 12 gli apostoli, 12 le fatiche di Ercole, 12 gli anelli delle scuri che la freccia scoccata da Ulisse deve sfilare.

Avete mai fatto caso che l’essere umano ha dodici costole? Chissà di cosa ci avrà voluto parlare il mito di Eva nata da una costola di Adamo? 12 costole, come 12 costellazioni. L’uomo è uno Zodiaco in miniatura. Per certi versi le stelle nel cielo non c’entrano molto, l’astrologia ermetica è un sistema per insegnare alcune cose che hanno a che vedere con ciò che è e potrebbe diventare un umano. La disposizione delle stelle nel cielo sono state lo spunto per imprimere questo sistema in un gioco astrologico ad incastro. La pasqua stessa è astrologica, ha a che vedere con l’inizio della primavera. Gesù viene crocifisso e scende nelle viscere della terra ed il terzo giorno risorge, proprio come la forza del Sole scende negli inferi del pianeta e riemerge attraverso i fiori che sbocciano ed il ritorno alla vita di tutta la natura.

La via crucis ci parla in parte di questo percorso, ci dice molte cose dei processi di un maestro e su noi stessi. Gesù è il nostro Cristo intimo, quindi in realtà la via Crucis ci parla dei nostri processi quando decidiamo di nascere per una seconda volta e morire a noi stessi, dissolvere la radice prima della nostra sofferenza, l’ego lo spirito di opposizione e renderci realmente liberi dalle leggi di questo mondo. Ogni costola è un segno zodiacale, la scala del Lucifero sono le costole, ogni segno ha un difetto caratteristico, conoscerli tutti potrebbe tornarci utile per compiere un lavoro su noi stessi. 12 sono le tribù, 12 le divinità dell’Olimpo, 12 sono i segno zodiacali. L’astrologia e stelle c’entrano poco qui. La prima costellazione è la prima stazione ed è in relazione con il segno dell’Arietee con Pietro. Giovanniè il segno del Toro, i Gemellisono Giuda, dove avviene la prima caduta; Giuda è il desiderio sessuale da dominare, è l’impulso Luciferico che ci tenta. Dodici sono le stazioni, 3 le cadute. Il segno del Cancroè la quarta stazioneed è quando appare Maria, la Madre. E’ la Madre mistica che lo accompagna nei suoi processi interni senza lasciarlo mai; si guardano e tra i loro sguardi c’è tutta la comprensione dei processi che sta per attraversare.

La costellazione del Cancro è elemento acqua. Ogni segno zodiacale è in relazione anche con un elemento della terra; è ciclico, nel senso che, ad esempio, Ariete è fuoco, Toro è terra, Gemelli è aria, Cancro è acqua, e poi riprende, Leone fuoco, Vergine terra, Bilancia aria, Scorpione acqua, Sagittario fuoco, Capricorno terra, Acquario aria, Pesci acqua. Sono convenzioni, ma molto utili a certi scopi. E’ un sistema anche questo, ma è lo scopo che lo rende interessante; è come quando Neo scopre, nella mitologica trilogia di matrix, che il mito dell’eletto non era apparentemente destinato a niente, ma nel percorrerlo egli è diventato ciò che non avrebbe mai immaginato “essere”.

Un sistema è un sistema, e ci sono sistemi e sistemi; noi come umani non possiamo che svilupparci per influenze. Capito, compreso questo non dobbiamo fare altro che metterci sotto la migliore di queste. Il sistema socio economico in cui viviamo è funzionale ai nostri scopi? Si? Perfetto allora uno rimane con quello che ha, ma se la risposta è no, deve assolutamente cercare un altro sistema, questo perché “matrix”, cioè il mondo in cui viviamo, non è in grado di dirci chi siamo.

Il Cristo è un mito, un insegnamento, fosse anche un sistema, ma il suo scopo è portarci fuori dalla schiavitù interiore e del mondo, il Cristo ci insegna a liberarci dai sistemi del mondo che ci vogliono e rendono solo schiavi, ecco perché nel vangelo si legge: “date a Cesare quello che è di Cesare, date a Dio ciò che è di Dio, e date a me ciò che è mio” – riferendosi (Gesù), in questo modo, a sè stesso come all’archetipo, non certo all’uomo storico, alla personalità di quel momento. Il mondo ha già scelto 2000 anni fa tra Barabba Gesù e Gesù Cristo e ciò che rimane è l’insensibilità di questa umanità; coloro che non sono d’accordo devono scegliere qui ed ora il cammino del Cristo e percorrerlo se vogliono salvarsi da questa malvagità e dalla catastrofe dei sistemi.

La costellazione del Cancro è quindi l’apprendistato del lavoro con l’energia sessuale, il Cancro, Maria è l’amore, senza l’amore non c’è alchimia, l’uomo e la donna devono amarsi affinché il divino serpente di fuoco si risvegli e salga lungo la colonna: ci deve essere amore. Kundalini, la direzione dell’energia sessuale, si sveglia solo se c’è amore. L’uomo e la donna devono imparare ad amarsi se vogliono svegliare il serpente sacro.

Nella quinta stazione, Leone (fuoco), appare il Cireneo. Gesù è caduto ed il Cireneo sta ad indicarci che deve apparire un essere superiore, un insegnamento superiore che c’aiuta ad alzarci. Timoteorappresenta i “processi alchemici”, i processi che ci portano alla castità ed hai mutamenti di stato. La caduta nella via Crucis ha a che vedere molto col tentativo di divenire Casti e con i processi alchemici sessuali. Il Cireneo è l’aiuto provvidenziale. Oltre a questo, il Cireneoè, o potrebbe rappresentare anche, colui che per un attimo della nostra vita si fa carico della nostra Croce, un amico od una persona che per un momento si fa carico dei nostri processi spirituali aiutandoci, di fatto, a superare una momentanea e particolare circostanza difficile. Il Cireneo è un amico consolatore, ma non necessariamente vicino a noi, potrebbe essere anche un estraneo.

Il Cireneo è quella persona, è la persona che sa ascoltare, il Cireneo sono tutte quelle persone sulle quali riflettiamo e ci siamo appoggiati in determinati momenti difficili della vita e che hanno saputo, di fatto, alleggerirci. La croce oltre ad essere il simbolo dell’unione sessuale, rappresenta la sofferenza, il lavoro psicologico, il sacrificio della sofferenza, la croce sono i processi, le crisi emozionali che dobbiamo attraversare per renderci liberi ed è naturale e comprensibile che in certi momenti possiamo aver avuto bisogno di un aiuto extra. Quante volte durante una crisi emozionale, in presenza di un problema, quando ci sentivamo persi è arrivato qualcuno che si è offerto anche fosse solo ascoltandoci di caricarsi per un momento della nostra croce? Quello è il Cireneo, lo fa disinteressatamente, per una specie di predisposizione interiore. Il Cireneo, un estraneo in termini, completamente lontano dalla battaglia e dai problemi di Gesù, anzi obbligato a portare la sua Croce, in un momento sente compassione per lui, guarda ciò che gli stanno facendo ed in forma spontanea sente pena.

La sesta stazioneè quella del Segno della Vergine (Terra). Nella sesta stazione appare Veronicacolei che asciuga il viso al Maestro, e questo è simbolico del fatto che le acque si ritirano verso l’interno; si disegna il volto del Cristo Intimo per aver operato in castità e con l’amore nell’unione sessuale. La costellazione della Vergine è la casa del pane, il pane è la sostanza per costruire il corpo di luce, il corpo Kessdjano, il secondo rivestimento purificato dal fuoco sessuale; i “corpi esserici supremi” o corpi solari o corpi esistenziali che permettono al Cristo di compiere la trasfigurazione.

Nella settima stazionela Bilancia(aria) ha a che vedere con l’equilibrio e qui avviene la seconda caduta. L’aria è l’elemento legato alla mente, se il fuoco sono le emozioni, le passioni, l’aria è la leggerezza del pensiero, che diventa mente quando è senza equilibrio. L’aria della mente alimenta il fuoco della passione. La caduta sta nella necessità di purificare la mente; come per i tre gradi dei Re magi, questo è un equivalente secondo grado di purificazione ad un livello superiore, ad ottava superiore.

L’ottava stazione è in sequenza la costellazione di Scorpione (acqua). Scorpione dirige, regge gli organi sessuale; non dimentichiamoci che le acque sono sempre le acque seminali, la sostanza maschile e l’energia della libido femminile, ecco perché di seguito avviene la terza caduta, essa è nuovamente sessuale. In questa stazione Gesù incontra le Sacre Donne, che lo piangono. Dice a questo proposito un versetto di un libro sacro: “Iside colei che piange e veglia il suo beneamato fratello”.Sono le donne quelle che dicono – “questo è il mio maestro”;è la donna che è in grado di riconoscere l’uomo vero, colui con cui può auto-realizzare se stessa, non è mai stato l’uomo a scegliere, egli scala le montagne, ma la donna è l’ispirazione che lo induce a farlo. Tra queste donne c’era Maria, colei che nel suo ventre, gestò il Cristo Cosmico.

Nella nona stazione, costellazione di Sagittario(fuoco), avviene la terza ed ultima caduta. La caduta nel sesso è quando cediamo allo spasmo animale, ecco perché Pietro deve rinnegare il suo maestro tre volte. Dodici sono le stazioni 3 le cadute. Prima che canti il gallo, è ancora una volta simbolico. Il canto del Gallo è il nuovo giorno, è una nuova alba, il vero giorno, è il maestro risorto, è il Cristo risvegliato. Il gallo annuncia il giorno, il gallo dice “lui è lui”, il gallo dice: «Io sono colui che risveglia il giorno».

Non perdere un istante, pensa a farti perfetto! Osserva i tuoi difetti e correggiti, giacchè si avvicina il momento in cui riceverai la Luce! Questa Luce è il vero giorno, l’Aurora Immortale; sii puro per salutarla! Vigila e sii perseverante nella tua opera! Pietro è il sesso, e le tre cadute sono simboliche del fatto che uno non si fa casto in un pomeriggio, richiede tempo, fatica, dedizione e volontà, rinnegare il maestro come fa Pietro significa rinnegare la dottrina sessuale, è la pietra angolare scartata dai costruttori del Tempio di Salomone: ennesima raffigurazione della costruzione non solo dell’uomo “vero”, ma dell’anima, il tempio di Gerusalemme le cui colonne misurano 144 cubiti e che ci introducono alla nona stazione. Nove è la conoscenza del sesso, la nona sefira o sfera dell’albero cabalistico: “Daat”. L’opera è il tempio interiore.

Nella decima stazioneche si riferisce al Segno del Capricorno (Terra), Gesù viene spogliato delle vesti. “Io sono un verme e non un uomo, infamia degli uomini e rifiuto del mio popolo. Quelli che mi vedono mi scherniscono. mi guardano, mi osservano: si dividono le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte” (Sal 21). La nudità qui è simbolica del fatto che il maestro si è spogliato di tutte le vesti del mondo è tornato all’origine della sua nascita. La costellazione del Capricorno ha molta a che vedere con questa morte mistica, con l’atto di spogliarsi di tutte le cose.

Ricordate? “le cose che possediamo, alla fine ci possiedono”. Dobbiamo liberarci dei sistemi del mondo e della falsa Personalità se vogliamo giungere alla vera crocifissione dei nostri difetti, è solo togliendo la falsa personalità che l’ego inizia realmente un processo di morte. Colui che dovrebbe resuscitare è l’anima purificata che nel corso dei secoli cerca solo la conoscenza ed il ritorno a Dio come bisogno di ricongiungersi alla fonte stessa della sua emanazione. Ci siamo separati da Dio per compiere un viaggio di conoscenza, che passa dai mondi dei minerali, dei vegetali degli animali ed infine come umani. Quando stanca di peregrinare l’essenza cerca il riposo, come un figliol prodigo cerca il ritorno al Padre. Pistis Sofia, l’embrione della nostra anima, vide la luce e ne restò abbagliata e da allora cerca solo il modo di conseguirla, cerca la fonte della saggezza eterna ed infinita pace.

Nell’undicesima stazioneche corrisponde alla costellazione dell’Acquario (aria), Gesù viene inchiodato alla croce. I tre chiodisono l’immaginedelle tre purificazioni mediante il ferro ed il fuoco senza le quali il Signore non avrebbe potuto ottenere la resurrezione. La croce è sessualeedè il simbolo vivente dell’unione lingam-yoni (fallo e utero). I tre Chiodi, come le tre cadute, i tre re, le tre volte che Pietro rinnega il maestro sono simbolici di questa purificazione per mezzo di questa unione sessuale. E’ interessante rilevare che anche qui in questa stazione l’elemento aria è in relazione con la purificazione. Mente e purificazione. E’ importante purificare la mente, è la mente ciò che ostacola e limita la nostra visione della realtà. Mi riviene alla mente un dialogo tra Neo e Morpheus dopo il salto, quando Neo cade e sanguina, e Morpheus gli dice che è la sua mente a rendere tutto reale.

La mente è la tana dell’ego, è il luogo dei nostri pregiudizi, è lo strumento che compara, che giudica e che quindi ci allontana dal Reale, la mente è il frutto del tempo, è la mente che vive nell’oscillazione e nella polarità, è la mente che stabilisce il “bene” ed il “male”. E’ la mente che rende reali i nostri pregiudizi, i nostri preconcetti, le nostre preoccupazioni, le nostre frustrazioni, la mente è il dubbio, solo il cuore, l’emozione può agire, la mente oscilla tra tesi ed antitesi senza prendere mai una decisione.

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Si legge in Marco 15, 22-25 e Luca 23, 34- “E giunsero al luogo detto Golgota, che tradotto significa luogo del teschio. Gli offersero del vino con mirra, ma Egli non ne prese. Poi lo crocifissero. Era l’ora terza quando lo crocifissero. Gesù diceva: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”.

Il teschio è simbolico per eccellenza della morte mistica; è qui dove realmente il maestro ha la possibilità di eliminare per sempre l’ostinato ego e purificarsi dallo Spirito di Opposizione. L’ego è il frutto dell’albero della conoscenza, è l’animale generato da Adamo il cui compito è condurci alla conoscenza di sè stessi per mezzo della polarità, per mezzo della conoscenza del “bene” e del “male”. Solo in questo modo possiamo compiere la trascendenza per mezzo dell’elemento neutro che è lo Spirito Santo incarnato in un Cristo vivente. L’ego è incoscienza, per questo che non sa ciò che fa, coloro che crocifiggono il Cristo non sanno di farlo.

Perché Gesù rifiuta il vino con la mirra? Come mai se il vino è la sostanza della trasmutazione egli non lo accetta? Cos’è la mirra in questo caso? La Mirra lo avrebbe addormentato ed invece egli sceglie di restare sveglio. In altre versioni si dice che gli viene dato aceto e fiele, a rappresentare le due caratteristiche dell’umanità: quasi certamente i suoi amici avrebbero voluto dargli acqua, ma furono più intelligenti i suoi di nemici e gli diedero fiele. I nemici nostri sono l’ego. L’ego, l’ostinato, lo spirito di opposizione sempre cercherà di portandoci nel sonno della coscienza, nell’entropia e nella meccanicità e sempre cercherà di avvelenare il nostro Cristo intimo; l’ego sa che il Cristo (in quanto è il cammino, la verità e la vita), rappresenta la sua fine e non vuole: l’ego si difende dal risveglio. L’ego è nato dalla nostra ignoranza su noi stessi, sul chi siamo e cosa ci facciamo qui, ed adesso si attiva per difendersi, l’ego sono i nostri meccanismi di difesa dal “reale”.

Nella dodicesima stazioneche corrisponde ai Pesci (acqua), la croce viene innalzata tra il “ladrone buono” e quello “cattivo”. Il maestro pronuncia le sette parole e poi muore, entrando nella prealba di un nuovo giorno. “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!” sono le prime delle sette parole che Gesù pronuncia sulla Croce, trasmettendoci di fatto uno tra i più importanti dei suoi insegnamenti senza il quale è impossibile auto-realizzarsi. Solo perdonando i nostri nemici possiamo realmente realizzarci intimamente.

“Porgi l’altra guancia” – non è una questione di masochismo, ma per non cadere nella trappola di odiare. L’odio corrompe chiunque, ecco perché è necessario non odiare i nostri nemici. Dante nella sua epica commedia mette, nonostante fu murato vivo e lasciato morire di fame insieme ai suoi figli, il Conte Ugolino all’inferno, lasciandoci intendere che se odiamo i nostri nemici il tradimento ricevuto ci logora e ci precipita in un inferno personale senza ritorno tanto quanto chi tradisce.

L’odio ci precipita nei nostri inferni atomici senza possibilità di ritorno, non un atomo di inferno deve entrare nel nostro paradiso interiore, che è poi la coscienza stessa, e l’odio, il risentimento verso gli altri e noi stessi è parte di queste particelle che rischiano di inquinarci. Noi odiamo gli altri perchè come parte integrante di questo sistema, come agenti inconsapevoli di matrix, perchè imputiamo a loro la colpa della nostra condizione, siamo stati resi schiavi dalle stesse persone che ci avrebbero dovuto amare, ed adesso è veramente dura, ecco perchè è necessaria una via Crucis dove portare al golgota ogni nostra reticenza.

Dobbiamo cancellare la frase – “non si può fare” – dal nostro vocabolario e tornare a riempirci della pienezza del nostro “essere” (entusiasmo, “en tou tzeou asmos”… essere nel respiro del dio), tutto a questo mondo è possibile quando siamo pieni della pienezza e quando vibriamo nella frequenza del paradiso, ecco perchè vi ho invitato tutti ad impastare il pane e  bere il vino, affinché siate empi della potenza del Cristo che è ancora una volta la coscienza, quella coscienza, quella spinta coscienziale capace di sgretolare lo spettro della morte con tutte la sua inevitabilità. Ecco perchè Gesù parla sempre di resurrezione, risorgete dai morti dopo essere passati nuovamente per la dimora dei vostri inferni, ripuliteli dal dolore che come un parassita, uno spirito di opposizione, vi trattiene in una vibrazione mortale, ed allora nello stesso giorno salirete come il ladrone buone in paradiso, con il Cristo nostro/vostro Signore. 

Sostieni il progetto Zion facendo una donazione su: http://buonacausa.org/cause/progetto-zion-centro-studi-seminario,

Info varie ed attività: associazionezion.org,

In verità vi dico: quell’uomo sono io, e io sono quell’uomo.

Da Pistis Sofia Cap. 96: “Colui che accoglierà l’unica parola del mistero, del quale vi ho parlato, allorché uscirà dal corpo della materia degli arconti e verranno i ricevitori erinnici – i quali sciolgono tutte le anime che escono dal corpo -, verranno, dunque, i ricevitori erinnici per scioglierla dalla materia degli arconti. Ma quando i ricevitori erinnici scioglieranno un’anima che accolse quest’unico mistero dell’ineffabile – del quale vi ho parlato ora -, non appena l’avranno sciolta dal corpo della materia, quest’anima, in mezzo a quei ricevitori, diverrà un grande flusso luminoso. Davanti alla luce di quell’anima i ricevitori avranno molta paura: a seguito della paura provata alla vista della grande luce, i ricevitori perderanno la forza, cadranno, desisteranno completamente.” 

E vedranno allora un grande esercito che non hanno visto mai, un esercito di quelle anime di uomini e di donne di buona volontà e “lavoro” che hanno ricevuto in loro stessi il mistero dell’ineffabile che è il mistero della sua voce, il suo nome, che è una vibrazione. E sarà questa vibrazione a risvegliare il mondo ed ad elevarne la coscienza. E fu per questo che il grande sacerdote gnostico Gesù disse: “Questo è il mio corpo ricevilo per la tua redenzione, questo è il mio sangue ricevilo, che è stato versato per redimere il mondo, che la pace sia con te affinchè tu partecipi della luce”. E’ all’anima umana che si rivolgeva ed è all’uomo e la donna che sei che si rivolge per consacrante nel suo santo nome, che è ancora una vibrazione di consapevolezza ed energia, quello che in Pistis Sofia è detto il flusso luminoso. Non c’è formula, sistema, ideale o altro al mondo che possa cambiare questo mondo se non l’acquisizione di maggior Coscienza da parte di questa umanità che evidentemente soccombe sotto il peso della sua inadeguatezza. La personalità umana a cercato inutilmente di sostituirsi allo Spirito Santo, e capitemi cosa intendo, e questo mondo si è macchiato del sangue degli innocenti. Se non cambiamo livello di coscienza, non c’è cosa al mondo che possiamo compiere per invertire le sorti di un sistema che manifesta i suoi limiti, perchè? Perchè non è un sistema sostenibile. 

Come ho giustamente letto di recente, In qualunque società  un sistema non sostenibile è destinato a crollare: se non è sostenibile a livello spirituale impazziranno tutti, se non lo è a livello di risorse, avverranno guerre e distruzione per l’accaparramento delle risorse, se non è  sostenibile in entrambe avrai dei pazzi guerrafondai. Solo la Coscienza può liberare l’uomo dalla sinistra coscienza di I. A. (intelligenza artificiale), la sinistra coscienza cioè della nostra meccanicità, del nostro condizionamento, del nostro auto sabotaggio, della nostra inconsapevolezza, dell’arrivismo, del profitto a discapito dell’altro, dell’ambizione, dei nostri pensieri distruttivi e delle nostra inutile emotività espressione di un istinto animale deformato dall’iperattivismo dell’intelletto. L’intelligenza ci è sfuggita di mano ed ha creato un alter ego, la mente, che adesso governa tutte le nostre vite, un Sè irreale, un “IO” inesistente che ha preso il dominio del mondo e lo sta portando alla catastrofe; il programma “Smith” è fuori controllo; … ecco perchè ho detto: “non c’è nessuno al volante” – ed ecco perchè ho detto – “dobbiamo cercare di saltare giù da questo treno in corsa pazza verso la fine”. E l’unico modo è consacrarsi al Cristo nostro Signore (e cercate di capre cosa sto dicendo), inteso come la “coscienza”, l’unico vero signore di questo mondo o del nostro mondo interiore, l’unica cosa per cui valga la pena consacrarsi. Siate il buon pastore dei vostri pascoli interiori, cercate finchè non avrete trovato i misteri dell’ineffabile che è una vibrazione, una elevata vibrazione, un alto voltaggio, … per questo avete bisogno di tuta l’energia (vitale/sessuale) di cui disponete; un potente mezzo, I.E.M. impulsi elettro magnetici, l’unica arma che abbiamo contro le macchine, ovvero contro la nostra stupida indulgenza, contro la nostro giustificazione della nostra condizione, il patetismo, l’auto commiserazione, il lamentio pedante delle nostre recriminazioni. Lasciate andare tutto quanto, che sia l’ultima cena di un condannato a morte l’ultimo vostro atto da schiavi e che si aprano le porte di Ka affinchè possiate sorgere a nuova vita, nel primo pasto da uomini liberi nella santità eccelsa della pasqua di resurrezione, che non è fondamento religioso ma un autentico atto rivoluzionario… quello che non vogliono che voi scopriate, per questo vi hanno dati intermediari tra voi ed il regno di Dio, così che non scopriate che il divino è già in voi e che lo Spirito Santo come in me discende su tutti voi, ogni istante della vostra vita. 

“L’anima che ricevette il mistero dell’ineffabile, essendo un grande flusso luminoso, volerà in alto: i ricevitori non la potranno afferrare, ignorando come è fatta la via che lei percorrerà. Diventa un grande flusso luminoso, volerà in alto e nessuna forza sarà in condizione di trattenerla, non sarà in condizione neppure di avvicinarla. Lei, invece, attraverserà tutti i luoghi degli arconti e tutti i luoghi delle emanazioni della luce, senza dare, in alcun luogo, né risposte, né difese, né segni segreti: infatti, nessuna forza di arconti, nessuna forza di emanazioni della luce, sarà in condizione di avvicinare quell’anima. Bensì, tutti nei loro luoghi la loderanno: tutti i luoghi degli arconti e tutti i luoghi delle emanazioni della luce, spaventati di fronte alla luce del flusso che avvolge quell’anima, (la loderanno) fino a quando lei, attraversati tutti i luoghi, giungerà al luogo dell’eredità del mistero da lei accolto, cioè il mistero dell’unico, dell’ineffabile, e fino a quando lei si unirà con le sue membra. In verità vi dico: In quel luogo ella si tratterrà quanto lo scoccare di una freccia.” 

Ed ancora – “Ora, in verità vi dico: Ogni uomo che accoglierà quel mistero dell’ineffabile e giungerà al compimento di tutti i suoi tipi e di tutte le sue figure, quest’uomo si trova sì nel mondo, ma supera tutti gli angeli e li supererà tutti ancora di più. È un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti gli arcangeli, e li supererà tutti ancora di più; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti i tiranni, e si innalzerà al di sopra di tutti loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti i signori, e si innalzerà al di sopra di tutti loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti gli dei, e si innalzerà al di sopra di tutti loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti gli astri, e si innalzerà al di sopra di tutti loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti i puri, e si innalzerà al di sopra di tutti loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti i dotati di triplice forza, e si innalzerà al di sopra di tutti loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti i padri primordiali, e si innalzerà al di sopra di tutti loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti gli invisibili, e si innalzerà al di sopra di tutti loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera il grande e invisibile padre primordiale e si innalzerà anche al di sopra di lui; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera tutti quelli del luogo di mezzo, e si innalzerà al di sopra di tutti loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera le emanazioni del tesoro della luce, e si innalzerà al di sopra di tutte loro; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera la miscela e si innalzerà completamente al di sopra di essa; è un uomo che si trova nel mondo, ma supera l’intero luogo del tesoro, e si innalzerà completamente al di sopra di esso; è un uomo che si trova nel mondo, ma dominerà con me nel mio regno; è un uomo che si trova nel mondo, ma è un re nella luce; è un uomo che si trova nel mondo, ma non è uno del mondo. 

In verità vi dico: quell’uomo sono io, e io sono quell’uomo.”