Il Mistero della resurrezione.


« Se qualcuno diventa figlio della camera nuziale riceverà la luce. Se qualcuno non la riceve, mentre si trova in questi luoghi, non la potrà ricevere nell’altro luogo. Chi riceverà quella luce non sarà visto, né potrà essere preso; costui non potrà venire molestato, anche se vive nel mondo. E, ancora, quando abbandona il mondo egli ha già ricevuto la verità per mezzo di immagini. Il mondo è diventato un eone, perché l’eone è, per lui, pienezza. E’ in questo modo: è rivelato soltanto a lui; non è nascosto  nelle tenebre e nella notte, m è nascosto in un giorno perfetto e in una luce santa»
dal Vangelo di Filippo.
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La resurrezione è l’atto conclusivo della rivoluzione intima che porta alla rigenerazione fisica e spirituale. La resurrezione è l’atto in cui un individuo distrugge per sempre la morte, disintegra la “paura” della sua inevitabilità, smette di essere uno schiavo del “sistema” che lo corrompeva e poi gli regalava dall’altra parte la soluzione alle “paure” che il “sistema” stesso gli aveva indotto. La trasfigurazione è la rappresentazione del fatto che sia possibile costruire un corpo di luce, ovvero di mettere in moto le funzioni di un secondo corpo, quello Kesdjiano, “to soma pucikon” o “To Soma Eliakon”, che sono tutto ciò che passa per un corpo fisico, ma non è del corpo; Spirito, mente, sentimento e ragione. La resurrezione ci lascia intendere che esiste una possibilità di renderci immortali, la resurrezione ci trasmette in realtà una conoscenza antica sull’autentica natura dell’uomo. Egli, l’uomo, forse è realmente divino, e solo grazie all’aiuto di Prometeo, che rubò il fuoco della conoscenza della resurrezione agli dei, che noi possiamo compiere la stessa opera. Gesù non venne per immolare sè stesso ai nostri peccati, ma per insegnarci la via verso la resurrezione e la restaurazione del Sè, della nostra autentica “natura” sovrasensibile.
Molte sono le domande irrisolte, molti gli interrogativi, ma è l’aspetto esecutivo che dobbiamo poter raggiungere; dobbiamo poter ambire all’atto di voler risorgere. LA RESURREZIONE è PER COLORO CHE SANNO DI ESSERE MORTI. La resurrezione è per coloro che cercano una vita diversa, la resurrezione è per coloro che hanno capito e sanno di essere “schiavi” ed hanno detto – “adesso basta”. La resurrezione è per chi non vuole avere più paura. La paura è una creazione illusoria del piano “astrale”, un istinto dell’ignoranza, della non conoscenza, un falso senso di pericolo, uno stato emotivo che si sostituisce alla comprensione delle cose. La paura ci ostacola la comprensione e deforma la realtà. La paura è alimentata dall’uomo stesso per sottomettere i suoi simili.
L’uomo è addormentato, ma se si risveglia capisce come agire, usa la sua “fonte” per rendersi libero, non c’è nulla che non sappiate già. Liberi e vibranti come hanno sperimentato tutti quelli che hanno provato a fare il pane e predisposto il vino, consacrato e se ne sono cibati.  Era questa la pasqua che non volevano che conosceste. Mentre gli scriba, i farisei e i sacerdoti del “circo” giocano coi loro falsi idoli, la caverna interiore vibra e per questo si scuote la Terra, il pianeta dalle sue fondamenta, ecco cosa serve questa notte del sabato, scendiamo nel sepolcro dei nostri inferni interiori, dove la forza della nostra coscienza sta lavorando alla nostra personale liberazione dagli istinti, dal dominio dell’animale per prepararci alla resurrezione di domani. Questa notte giocheremo la nostra partita con gli auspici del cielo e dei cicli, Melchisedek, il logos di questo pianeta, ha ricevuto tutta la luce dal disco solare e dalla luna e lo sta elargendo a tutti quei suoi figli che sono disposti a usarla per la loro rivoluzione personale. 
L’intento del Cristo è di compiere un lavoro nella direzione di una maggior acquisizione di Coscienza, lavora per la costruzione del tempio interno, quello spazio che abbiamo bisogno per iniziare a vivere, uno spazio interiore che è la realizzazione del nostro proprio “mistero”. Ed allora “pregate e vegliare” perchè non un granello di inferno deve penetrare in questa notte di grande costruzione, mentre stiamo costruendo cioè quel centro magnetico, quel centro di gravità intima,  quel potere intimo che è una grande Fede in ciò che siamo e possiamo realizzare sotto gli auspici della “coscienza”. Dobbiamo imparare a sottrarci per questo tempo che ci manca alla resurrezione e la nuova nascita, renderci inaccessibili; e domani di buon ora, realizzeremo il nostro primo pasto da uomini e donne liberi, pane e vino consacrati che diventeranno il sigillo di questo lavoro, di questa pasqua, di questo passaggio nella dimora di plutone per rinascere, per la nostra liberazione. Ognuno di noi porta una scintilla del fuoco di Prometeo, ognuno di noi è un Cristo in potenza. Non è una questioni di gradi,  ognuno innalza il proprio “Essere”, risveglia cioè il proprio “mistero” in accordo a quanto si libera, ed ognuno si libera in accordo a quanto è disposto a sacrificare di sé, del falso sé, dell’alter ego, del “me stesso” e di quello che i sistemi gli hanno dato come stampelle. 
L’uomo celeste è l’uomo che è morto al “me stesso”, si è sacrificato e ha costruito quello che viene chiamato il tempio di Salomone. Celeste è l’aggettivo che qualifica il lavoro svolto su sè stesso, non un luogo in assoluto da qualche parte nei cieli. Celeste è il colore di un alta vibrazione. 
Il Cristo è l’intermediazione astrale tra la nostra personalità fisica ed il Padre Solare”, la vibrazione solare, la voce dell’ineffabile, irrivelata, la cui forza e potenza creatrice è plasmata nel ritmo perenne della vita in tutto l’universo. Il Dio vivente che è ovunque, è impersonale e pertanto non parteggia per nessuno, egli è. Siamo noi che abbiamo, se lo vogliamo, se ne sentiamo l’impulso, il dovere di compiere l’opera di renderci non solo realmente umani, ma persino di elevarci alla comprensione e conoscenza. Il Cristo-Lucifero in noi è un impulso, uno stato di necessità, ecco perchè è ribelle; il Cristo è il compimento dell’opera, il Lucifero l’impulso, il genio intrappolato nella lampada pronto ad assolvere a tutte le nostre necessità. Sta a noi rendere questo reale. Oggi la nostra vita è il frutto di come pensiamo e cosa sogniamo o desideriamo, questo perché l’universo risponde alle nostre richieste. Solo rielaborando e definendo il nostro “atteggiamento” che possiamo sviluppare un attitudine alla crescita, alla ricerca della verità, alla cessazione delle ostilità interiori, alla comprensione ed eliminazione di tutti quelli “io” che determinano i nostri pensieri e desideri oggi.
Dobbiamo tornare a “sognare” una nuova possibilità, serve sentire che è possibile, che possiamo morire e rinascere, dobbiamo volere con tutto noi stessi il risveglio, inteso come una volontà a voltare finalmente pagina, lasciare ogni speranza nei sistemi per abbracciare finalmente la vibrazione autentica della nostra vita. 
Troppi sono coloro che si nutrono e vivono delle nostre paure e delle nostre emanazioni “sgradevoli”; siate vincitori, siate forti, fatevi forti; impariamo ad essere uomini veri, a costruire il nostro vero destino, impariamo a non gettare i nostri talenti, impariamo ad uscire dal labirinto di questa vita che altri hanno sognato e deciso al nostro posto.
La resurrezione prima che fisica è tutto questo, solo l’uomo Cosciente può raggiungere i piani dove la creazione si gesta, solo l’uomo cosciente è capace di plasmare la materia a suo piacimento, egli è padrone della vita e della morte perché è diventato padrone di sè stesso, la sua casa interiore non è più un caos, non è il dominio perenne del suo “alter ego”; egli lo ha dissipato e per questo è padrone della scienza della rigenerazione, dal luogo della luce, dal deposito della luce è in grado di infondere forma alla materia e quindi può ricostruire in qualsiasi momento un nuovo tempio. Non può che essere questo il nostro scopo, come re e regine di questa terra, di questo piano abbiamo la possibilità di risorgere, ecco perché si legge che il regno del signore il Cristo non è di questo mondo, egli è il Signore e re dei cieli, perché conosce (in quanto ne è cosciente, ne ha e ne fa vivida esperienza) i piani sottili, i mondi superiori, inteso in termini vibratori, almeno sulle prime, di questa creazione; INRI, è il fuoco perenne con cui plasmare la materia, la sostanza, l’energia creatrice, INRI è l’impulso, INRI è la volontà e la possibilità di dominare gli elementi che compongono la materia. I.N.R.I. sta per Ignis Natura Renuvatur Integra, la natura si rinnova per mezzo del fuoco, per fuoco è lo Spirito Santo che arde in ogni uomo e in ogni donna ed in ogni cuore, è il fuoco per la nostra personale purificazione, unica via per renderci più sottili. Il mondo non finisce oltre le colonne d’Ercole, è solo il mondo limitato degli umanoidi, che sono già morti in sè stessi, che finisce lì. Oltre le colonne il nostro Ercole interiore compie le sue 12 fatiche allo scopo di rendersi libero. 
La resurrezione non può essere un dogma di fede, la resurrezione qui ed ora è la strada da intraprendere, è una via da percorrere, è un lavoro da fare e che può essere fatto “adesso”, è una conoscenza da apprendere e praticare. 
Il mito è in parte filosofico, ma la pratica e tremendamente scientifica. Non permettete alla scienza materialista di inquinarvi l’animo, non cercate risposte dove non le troverete, cercate di predisporvi e imparate la scienza della rigenerazione. Dubbi, paure, perplessità servono solo a rimandare e consumare la nostra stessa polvere, non fatevi scoraggiare. Usate l’intuito, lasciate le domande senza risposta a quando sarà possibile trovarle, limitate l’attività, digiunate dai pensieri distruttivi, lasciate andare le inutili diatribe, evitate di dissertare di questioni di lana caprina, siate “Reali” o meglio “realisti”, portate sempre tutto alla vostra misura … 
Siate imprevedibili.
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