La cattedrale di Notre Dame si trova su di un’isola posta nel centro della Senna nota col nome di isola de la Cité. Pare che 2000 anni fa quest’isola fosse abitata da tribù Celte, si pensa che fosse abitata da una sorta di casta sacerdotale dei Celti nota col nome di Druidi. Lì, essi avevano eretto anticamente un santuario dedicato alla Gran Madre, alla Madre Natura ed i suoi elementi. La prima pietra della Cattedrale fu posizionata nell’anno 1163, segnando il principio di un lavoro di costruzione che durò 170 anni. Fu un periodo di particolare luce, fu l’epoca di Nicolás Flamel e dei saggi alchimisti. Sul luogo dell’antico santuario Celtico, si costruì più tardi una chiesa e su la stessa dopo vari anni la Cattedrale attuale. Nella Torre Meridionale si trova la famosa campana Emmanuel che ora suona solo in occasioni speciali. Nel 1631, durante la sua fabbricazione, le donne offrirono i loro gioielli alla fonderia per la costruzione di questa campana, cosa che sarebbe stata all’origine del suo suono molto particolare.

La parte interna della Cattedrale, o navata centrale è circondata in totale da 29 cappelle. La facciata principale che dà ad ovest, ha tre grandi entrate con sculture, una galleria di statue ed un rosone di 10 metri di diametro tutta intorno alla “Vergine col bambino”. Ci dice Fulcanelli: “Notre Dame di Parigi anticamente innalzava la sua maestosa mole su una gradinata di 11 scalini. Oggigiorno, il successivo accumularsi di terra è andato coprendo i gradini fino ad assorbire a poco a poco l’ultima di esse.”. 11 è il numero della nostra Divina Madre (Notre Dame), la persuasione, la Sacerdotessa, in quanto 11 diventa 1+1=2, e 2 è la sacerdotessa, la Divina Madre Kundalini personale.

La facciata principale della Chiesa guarda verso una spaziosa piazza, chiamata Piazza del Parvis di Notre Dame. A questo proposito, Fulcanelli, riferisce che in mezzo a questa piazza “si ergeva anticamente una statua di pietra, alta e magra, con un libro in una mano ed un serpente nell’altra. Questa statua faceva parte di una fontana monumentale, nella quale si leggeva:

“Qui sitis, huc tendas: desunt si forte liquores, Pergredere, aeternas diva paravi! aquas.”[1]

Sempre Fulcanelli riferisce che la gente del paese la chiamava la preghiera di MONSIEUR LEGRIS, la preghiera del “Venditore Di Grigio”, del “Gran Digiunatore”, o “Digiunatore Di NOTRE Dame”. Gli antichi lo chiamavano FEBRIGENO, che significa figlio del Sole o dell’oro, o anche figlio d’Apollo; il volgo lo chiamò più tardi Maître Pierre, volendo dire pietra maestra, pietra di potere, la pietra angolare. Fu chiamato anche MICER LEGRIS, in un’epoca in cui la parola grigio significava fuoco, ed in particolare, fuoco fatuo.”. Tutto si capisce è simbolico: l’idea della pietra angolare (la scienza del sesso, l’alchimia sessuale) e dell’abbeverarsi, il fuoco, le acque, il serpente, il libro, la donna, etc…

La fontana simbolizzava le acque della vita, l’energia sessuale, e la statua al centro, il fuoco che è nascosto nell’acqua, il fuoco rigeneratore, il fuoco della terra, il divino Daimond, il Lucifero interno, il riflesso del Cristo negli uomini. Lucifero è la scala per salire, Lucifero è la scala per scendere, la tentazione ci fa salire se la vinciamo, ci fa scendere se la assecondiamo. Ecco perché si dice che il Lucifero è il Cristo in azione, è la forza che ci redime o ci condanna.

Niente di morale in tutto questo, tutto molto ovvio. Colui che cerca la Coscienza, deve vincere le manifestazioni della sua natura meccanica, deve vincere l’impulso animali che si esprime attraverso il desiderio e la tentazione, i Gargoyles (figure mostruose ed animali) sui tetti ne sono la rappresentazione. Se il Cristo è Coscienza, la tentazione diviene l’attrito che ho bisogno per svilupparlo, per generare una Coscienza, la Coscienza è un uomo che ha vinto le manifestazioni automatiche dell’ego animale, che ha costruito la sua immortalità. La Coscienza è ciò che resta, e resta in misura di quanto l’abbiamo sviluppata.

Per le foto e la lettura integrale dell’articolo estratto dal testo “Essere Reale”, essere reali – di R. Bruno, cliccare qui

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2 pensieri su “La cattedrale di Notre Dame |

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