Lo Spirito di Opposizione

 “Ricordati che sei venuto qui perchè hai capito la necessità di lottare contro te stesso e soltanto contro te stesso. Sii Grato dunque a tutti coloro che te ne forniscano l’occasione” – Gurdjieff, Aforismi.

Qualcosa è cambiato, qualcosa in noi si sta facendo. L’oracolo ha scelto di parteggiare per l’umanità, per quell’umanità dolente che sta cercando di risollevarsi da questo fango, parteggia per gli uomini e le donne di buona volontà il cui profondo intento è realizzare la loro anima, il pneuma che è il loro.

Smith è fuori e sta cercando di rientrare, ma la porta al momento è sbarrata, l'”essere” reale, Neo, l’integrità in potenza, sta lavorando nei suoi mondi inferiori per cercare di riscattare la sua luce ed espandere il flusso luminoso in ogni direzione. Non ci sarà legge che possa bloccare lo sviluppo della coscienza, le regole potranno solo ostacolarlo, ma non impedirlo se ognuno di noi tiene fede al patto intimo profondo che è la fede: credere per vedere.

Chi crederà fino all’ultimo alla fine vedrà significa credere che qualcosa in noi sta cambiando ed alla fine la struttura cambierà, il flusso luminoso si accende caricato dall’elettricità che abbiamo imparato ad accumulare nel corpo, usando coerentemente i circuiti elettrici del nostro sistema nervoso. L’uomo è dotato di plessi o gangli nervosi nei quali può circolare un mare di energia elettrica, caricandosi come un toroide egli può realmente innalzare lo stato della sua materia. E’ l’energia elettrica il perno qui, quella stessa elettricità che fecondo il caos. Siamo davanti alle vere motivazioni che ci hanno posto davanti a questo percorso di conoscenza di se stessi, ed adesso siamo alla resa dei conti, ma dobbiamo capire di chi si tratta, bisogna capire chi è “costui” col quale ci stiamo battendo e per cui è necessaria questa lotta senza quartiere proprio come si evince nelle scene finali di “matrix – revolutions”. Forse è giunto il momento di rendermi conto che l’idea stessa di essere “se stessi” è l’ennesimo abbaglio al quale veniamo esposti, il “me stesso” è ancora Smith, qualcosa, un essere, un “entità”, l’arconte, che falsamente mi rappresenta e che in ogni azione, pensiero o emozione cerca di sostituirsi continuamente a ciò che realmente sono, al punto di confondermi così bene da convincermi di essere lui.

Solo approfittando della situazione contingente attuale, dove Smith è uscito allo scoperto, grazie al fatto che la falsa personalità di cui si rivestiva non è più credibile a cause dell’accelerazione dei tempi nei quali stiamo vivendo, possiamo realmente accorgerci di questa assurda dicotomia, assurda realtà interiore che viviamo da un pezzo. Lo Spirito di Opposizione è là fuori e sta cercando in tutti i modi, proprio come fa Smith in “matrix – realoaded” di ritornare dentro, di riportarci in quel corridoio dove, grazie alla spinta della pasqua, abbiamo messo fuori di noi le sue regole, … Smith ha smesso di essere un agenti di matrix, finalmente ci possiamo trovare faccia a faccia col nostro antagonista, sfidante, avversario, è stato chiamato in molti modi ma un unica sola entità. Risvegliando le forze della vita risvegliamo anche tutto ciò che gli si oppone.

«La forza interiore muove l’anima alla ricerca del luogo della luce e di tutta la divinità, mentre lo spirito di opposizione devia l’anima e la costringe a fare continuamente tutte le di lui iniquità, passioni e peccati: assegnato continuamente all’anima, egli le è nemico e le fa compiere ogni male e ogni peccato, e stimola i ministri erinnici affinché le siano testimoni in ogni peccato che egli le fa compiere; inoltre se di notte o di giorno lei vuole riposare, egli la scuote con i sogni e le passioni del mondo la spinge a bramare ogni cosa del mondo; in una parola l’incita verso tutte quelle cose che gli arconti gli hanno ordinato: è ostile all’anima e le fa compiere quanto a lei non piace. In realtà, è questo, Maria, il nemico dell’anima, è questo che la costringe fino a tanto che compia ogni peccato.» 

L’arconte sta perdendo terreno su di noi, ed è adesso arrivato il momento di tenerlo fuori, il “voladores” sta realizzando la sua peggiore paura, quella di essere scoperto. Non voglio essere preso questa volta in termini allegorici, perchè sto parlando di un “ente”, “entità”, “essere” del tutto estraneo alla nostra identità “esserica” che come un parassita si è intrufolato nella nostra carne ed ha vissuto a nostre spese tutto questo tempo. Adesso l’ego è l’ha fuori, non fatelo rientrare dentro, sciogliete la vostra carne dai vostri errori, i vostri peccati sono perdonati (dice il Cristo per mezzo del rituale, dell’atto); non usate questo come giustificazione ma come modello per aprire la possibilità di sciogliere le catene che ci tengono in schiavitù. Avevamo necessità di separarcene per poterlo dominare, eliminarlo o distruggerlo è un altra questione che non ci compete.

Si legge in Pistis Sofia a riguardo dello Spirito di Opposizione che egli è fatto della stessa materia degli Arconti. Ragionate! E’ evidente che se egli fosse me non potrei separarmene, come invece sta accadendo proprio adesso. Eccone qualche assaggio:

«Quando, per mezzo degli arconti del destino, un’anima antica è in procinto di discendere, gli arconti di quel grande destino – i quali si trovano nei luoghi del capo degli eoni che è il luogo denominato «luogo del regno di Adamas» e il luogo che sta di fronte alla vergine luce – gli arconti, dunque, del luogo di quel capo danno all’anima antica un calice dell’oblio […]  ripieno di ogni genere di passioni e di ogni oblio. Non appena l’anima beve dal calice, dimentica tutti i luoghi nei quali era andata, e tutti i castighi tra i quali era passata. Quel calice dell’acqua dell’oblio diventa un corpo all’esterno dell’anima, rassomigliante all’anima in tutte le forme, e simile a lei: esso è il cosiddetto spirito di opposizione. … i cinque grandi arconti del grande destino prendono il sudore di tutti gli arconti dei loro eoni, l’impastano assieme, lo dividono e lo trasformano in anima.»

Il Cristo, come si legge in Filippo, è sceso per liberare gli uomini da questa “schiavitù”, i sistemi che l’uomo ha sviluppato e realizzato qui sono influenzati dalla natura dell’arconte che ha necessità di tenerci qui e sotto controllo per impedire che il nostro flusso luminoso possa accendersi perché a quel punto dovrà solo arretrare. Questo passo di Pistis Sofia rende molto l’idea.

«All’esterno dell’anima mettono lo spirito di opposizione, che la sorveglia e le è stato assegnato; gli arconti lo avvincono all’anima con i loro sigilli, con i loro vincoli, e lo sigillano a lei affinché in ogni tempo la costringa a compiere costantemente le loro passioni e i loro misfatti; affinché lei li serva in ogni tempo; affinché resti in ogni tempo, nelle trasformazioni del corpo, sotto la loro sottomissione; lo sigillano a lei, affinché lei venga a trovarsi in tutti i peccati e in tutte le passioni del mondo.»

«È per questo motivo che io ho portato i misteri nel mondo: essi sciolgono tutti i vincoli e tutti i sigilli dello spirito di opposizione che avvincono l’anima; essi rendono libera l’anima, la svincolano dai suoi genitori, gli arconti, la trasformano in luce genuina; essi la conducono su nel regno di suo padre, della prima uscita, del primo mistero, per sempre. È per questo che, una volta, vi dissi: «Colui che non abbandona il padre e la madre, e poi viene e mi segue, non è degno di me». In quel tempo, dunque, vi dissi: «Dovete abbandonare i vostri genitori, gli arconti, affinché io vi renda figli del primo mistero, per sempre». 

Non abbiate paura, il suo compito è solo questo di ostacolarci, il nostro è quello di liberarci, l’avversario alla fine sta operando per il nostro sviluppo, per lo sviluppo del nostro “essere”. E’ lo Spirito di Opposizione che ci fa dimenticare ogni esperienza di un mondo più reale, è per questo che fatichi a ricordare i sogni, lui è nella tua testa, e ti fa credere di essere lui attraverso quella chiacchiera incessante, è per questo che sono mesi che cerco di aiutarvi a spegnerla. Lui attutisce ogni tuo risveglio, mette ogni genere di spazzatura raccolta in giro dalle effigi mentali, agli stati emotivi più densi, o anche più svaporati che ci sono, usa quel lavorio mentale per convincerti di cose, mentre così non sei mai nel corpo e lui si nutre dell’elettricità che il tuo corpo produce. Le sue armi non sono mica grossolane e quella peggiore che ha potuto usare è quella di farti credere che stai “lavorando”, che stai lottando cioè contro di lui, mentre hai sempre e solo fatto quello che lui ti ha permesso di vedere. La maggior parte delle lotte che abbiamo combattuto contro noi stessi egli ha partecipato con entusiasmo, se prima erano molti “io” adesso lui ha preso integrità, ma allo stesso tempo è venuto allo scoperto, non è più frammentato e quindi sta diventando più visibile.


Lo Spirito di Opposizione è il miglior alleato dell’asceta, del moralista, persino dello zelante studente di scuola o seguace di qualunque credo o istituzione, compresi gli gnostici moderni di matrice sud americana dai quali mi sono dovuto allontanare per non essere travolto dal loro stesso fanatismo sonnolente ed ipocrita; ed ecco perchè quando mi viene detto che un risvegliato usa il sesso come il cibo, sorrido. Un risvegliato vero sa che innanzi tutto non esiste l’idea di risvegliato, e poi sa che per bruciarlo, il “voladores”, l’arconte, lo spirito di opposizione, Smith, ha bisogno di energia e che soprattutto non deve dargliene. La castità scientifica è una forma di caricare il toroide di potere, è questo che ti ha permesso di staccare Smith dalla tua carne, proprio come fa NEO nell’ultima scena del primo episodio, è il potere elettrico della trasmutazione e dell’amore, che lo manda in frantumi, lo scioglie, ed adesso lui è furioso, e come dice Smith – “si sente in dovere di restare” per farti ritornare nei ranghi.

Appena inizio a rendermi conto di qualcosa, appena sento un barlume di valore, di speranze, di luce, appena aggancio una “vibrazione” più sottile, appena riesco a sentirmi “potente”, lui combina qualche guaio, ci fa arrabbiare, litigare, cerca lo scontro con qualcun altro, ci pone in questioni di territorio, che è il suo solo interesse perchè è da quella cosa che dipende il suo potere, ecco perchè le persone che sono 100% assuefatte alla sua influenza hanno bisogno di possedere cose, compreso proprietà e terreni. Guardate come ci riempiamo inutilmente di preoccupazioni, di sensi di colpa, di dubbi e di paure tutto per farci dimenticare il senso della lotta che non è emotiva, ma nella mente, dovete togliergli in dialogo, dovete togliervi quel dialogo dalla testa. 

So che parlare in questi termini è estremamente pericoloso perchè se non vengo capito voi creerete un ego ammazza questo ultimo ego, e quindi saremo punto e a capo. dobbiamo capire che lui si insinua quando noi proviamo “collera”, “invidia”, “orgoglio”, “vanità” (superbia), o quando imponiamo aspettative su altri, o li tiranneggiamo (Cupidigia), quando proviamo “ingordigia”, ma noi non siamo una di queste cose, sono cose che lui riesce a farci provare, a far provare al corpo a causa o per mezzo della mente, del dialogo che genera, egli induce nei meccanismi biologici del corpo una reazione, e noi sperimentiamo tutte queste varietà emotive, ma è tutto irreale. Abbiamo la necessità di “disidentificarci” totalmente e solo riappropriandoci della nostra carne che lo possiamo fare, il corpo è il terreno della lotta ed è necessario riprendercelo, entrandoci, sentendolo, usando, come altre volte ho suggerito, il “lavoro in calma”, per sciogliere quelle false emozioni che si generano.

La minaccia è illusoria, lui in realtà non può nulla contro il potere elettrico della nostra anima, … dobbiamo renderci conto che abbiamo una sola possibilità per vincere questa cosa ed è “arrenderci”, “abbandonarci” all’idea che dobbiamo rafforzare la nostra “anima” facendo contro sulle nostre sole forze individuali, bruciando la paura o qualvolta essa si cerca di esprimere, vedendola, sentendola e allo stesso tempo sciogliendola con il potere elettrico di cui siamo dotati. Siamo soli contro di lui ed il terreno di scontro siamo noi stessi, e se lo individuiamo come il nostro “nemico” ha vinto ancora una volta, ecco perchè Neo alla fine di revolutions si arrende, questa cosa è difficile da spiegare, ma se lo senti come un nemico lui ti sta vincendo, perchè l’odio che provi lo alimenta e lo rafforza, più ti batti, più ti dimeni, più picchi, proprio come nello scontro finale del film e più lui riuscirà a rafforzarsi. E’ un grande gioco di astuzia ed abilità quello al quale se chiamato o chiamata, l’arte della guerra, l’arte di vedere nell’altro il “nemico” da amare, l’amore lo distrugge ma devi capire cosa sia l’amore altrimenti lo stai alimentando ancora con un idea romantica e romanticizzata da pseudo spiritualità, …

Se capiamo la necessità “vitale” di questa lotta, che significa lasciare ogni speranza nelle cose del mondo, ogni soddisfazione di desideri indotti, inutile ed irreali, atti solo a tenerci sotto controllo ed i schiavitù, allora possiamo iniziare a capire cosa significa amare i proprio nemico.Il suo lavoro è farci credere di essere lui; chissà quante volte lo abbiamo sentito dire e ancora non è ben chiaro in cosa consista la sua azione: i tuoi desideri, i tuoi pensieri, le aspirazioni, i bisogni, il senso del rispetto, la regola, la giustizia, e molto altro, non sono tuoi sono i suoi, sei stato programmato per sentire e pensare in questo modo. la paura che sperimentiamo è la stessa di qualsiasi animale che teme di essere predato, ma è lui che sta rischiando di essere scoperto non noi, noi siamo ciò che siamo, e ciò che siamo, siamo: “Ehie asher ehie”!

La sofferenza cosciente e’ subire le avversita’ e assurdita’ della vita quotidiana (lavoro, coniuge, figli, politica, strutture sociali) con la precisa consapevolezza che sono avallate e determinate dal pensiero umano che è il pensiero del nostro “avversario”, il nemico di sempre e quindi del tutto irreali; e’ un rimorso continuo, è un insicurezza che non si ferma, e non è solo individuale, ma un problema per l’intera umanità, la sua debolezza, e non è nemmeno sua. Questa precisa consapevolezza può diventare la chiave, il grimaldello per uscire dalle nostre prigioni, dobbiamo capire che c’è un nemico ed allo stesso tempo non sentirlo tale, altrimenti ha già vinto, dobbiamo solo comprendere il suo operato nella nostra vita e dissolverlo, sciogliere ogni sigillo con cui ci incatena, ecco perché ho detto che il sistema dei chakra è filosofico, individua stati di coscienza, non c’entra niente, come per i centri della macchina umana, la localizzazione nel fisico, quello è un altro inganno, un altro abbaglio. 

Ecco perchè gli altri sono solo coloro che ci forniscono l’occasione per conoscerci; coloro che producono in noi irritazione, collera, o comunque sofferenza, sono un falso nemico: usa il nemico che percepisci fuori per scovare il tuo reale avversario, per capire come ti sta lavorando dentro, come ti inganna, come si irrita se non fai e fanno quello che lui vuole e si aspetta. Ed ecco perchè ad un certo punto non si tratta realmente di essere grati o di amare (riferito alle persone che ci fanno irritare o soffrire) con un sentimento, ma significa riconoscere il più coscientemente possibile, e cioè significa prendere coscienza che queste persone stanno, volontariamente o meno, assolvendo ad una funzione, che nostro malgrado è quello che ci serve per rafforzarci dentro… non una questione di perdonare (atto che non è altro che un altra espressione del nostro avversario o ego), si tratta invece di volersi liberare dagli ostacoli o meglio da cioè che ci ostacola … l’idea di rimanere indifferenti ai nostri nemici, che equivale a non prendere niente in modo personale, è l’espediente per arrivare a lui, a Smith, ma dobbiamo averlo iniziato a vedere questo “lui”; se resta dentro di noi, guiderà ancora lui la lotta. Usa il nemico che percepisci fuori per scovare il tuo nemico è il senso di tutte queste parole. Questo nemico va conosciuto e dominato e dobbiamo attraverso questa lotta senza quartiere proprio come tra NEo e Smith in “revolutions” arrivare a capire l’importanza di vincerlo, l’importanza di accedere il nostro flusso luminoso che è l’unica cosa che lo scioglie e ci libera dal giogo degli Arconti. 

E’ di un “ars moriendi” che si parla qui, dobbiamo liberarci in vita del giogo, e realizzare quella coscienza in grado di vincere il Bardo, le regioni degli arconti, ecco perchè si legge in Matteo 5,25ss la parabola secondo cui Gesù avrebbe detto: «Quando ti trovi (riferendosi a quando sei morto) per la via con l’avversario cerca di liberarti di lui perchè non ti consegni al giudice e il giudice al ministro e ti mandi in prigione; in verità ti dico non ne usciresti fino ad aver pagato l’ultimo quadrante.» 

Esistono testi come il libro tibetano che trattano della pratica (nota con il nome di “Powa”) di conduzione degli stati di separazione dell’anima nei regni di mezzo, con la possibilità di arrestare i determinismi karmici, nel nostro caso i condizionamenti della potestà della … L’apocalisse di Giacomo come il “bardo thodol” espone attraverso le parole stesse di Gesù, come anche nella Pistis Sofia, quell’insegnamento segreto che deve consentire all’iniziato di affrontare le prove post mortem,  ecco perchè è considerato nell’insegnamento gnostico l’apostolo o patrono dell’opera, ecco perchè il cammino delle spade, la spada è la volontà che serve per superare le regioni inferiori dei morti, e salire attraverso la regione di mezzo dritto verso il Pleroma, egli, l’insegnamento cioè degli scritti di Giacomo sono una guida per l’iniziato che deve vincere le influenze nefaste degli Arconti e superare le loro regioni, Giacomo ci guida nei processi post mortem indicando all’essenza, l’essere cosa “fare”.  E’ a questo che ispira il rituale funerario dell’estrema unzione, reso inutile dall’istituzione eclesiastica (chiesa cattolica), e questo la dice lunga su chi li governa e chi è il padrone che servono, un rituale funerario quello dell’estrema unzione nel quale o attraverso il quale in sacerdote, quello vero, dovrebbe guidare il morituro aiutandolo a risvegliare il flusso luminoso della sua anima che gli permetterà o permetterebbe di superare incolume la regione di mezzo, senza deviazioni o arresti, appunto, nelle sfere arcontiche.

Ogni anima a questo punto incontrerebbe (è una schematizzazione, è l’unico modo che abbiamo qui per provare a descrivere qualcosa) nel suo stato nudo, liberato cioè dal vestito della carne, ovvero il corpo fatto della materia degli arconti, che sono le entità o enti che personificano i piani dell’esistenza e i loro governatori o arconti, il cui superamento è determinante nel tentativo di ristabilire l’identità trascendentale del suo essere o essenza che è il padre di cui si parla impropriamente. Esiste pertanto il mistero degli arconti di tutte le sue invocazioni. Quali invocazioni? Quelle che servono per superare le regioni dove essi dominano.

Si legge nell’apocalisse di Giacomo: Quando cadrai in loro potere, uno di essi, la loro guida, ti domanderà: “chi sei e donde vieni?” Tu risponderai: “io sono un figlio e provengo dal Padre”. Egli ti dirà: “che figlio sei tu da quale padre provieni?” Tu gli risponderai: “io provengo dal Padre preesistente, e sono un figlio che è dal Preesistente”. Allorché ti dirà: “Perchè sei stato mandato?” Risponderai: “sono venuto per vedere le cose che sono mie, e tutte quelle che a me sono estranee”. Egli ti domanderà: “Per te tutto questo è estraneo?” Tu risponderai: “no, non è interamente estraneo, ma proviene da Achamòth, cioè della femmina. E’ lei che lo ha cerato allorché trasse giù questa stirpe dal Preesistente… Perciò essa non è estranea, ma è nostra. E’ nostra perchè colei che è signora su di esso proviene dal Preesistente. Ma contemporaneamente ciò è estraneo perchè il Preesistente non ebbe alcuna comunione con lei, quando lei si accingeva a creare”. Allorché lui ti domanderà: “dove vuoi andare?” Tu devi rispondere: “Al luogo donde sono venuto, là io voglio tornare”. Se tu risponderai così sfuggirai ai loro assalti. Ma se cadi nelle mani dei tre violenti che portano via violentemente le anime in quel luogo, tu dirai loro: “Io sono un vaso assai più prezioso della femmina che vi fece”.
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