Una via tortuosa. Un viaggio lungo. La tortura di se stessi.

Esci una sera sotto un vasto cielo stellato, alza gli occhi a quei milioni di mondi sopra la tua testa. Guarda la Via Lattea. In quell’infinità, la Terra si dissolve, sparisce e con essa sparisci anche tu. Dove sei? Chi sei? Cosa vuoi? Dove vuoi andare? Ti attende un viaggio lungo e difficile. E non sai se potrai riposare. Ricordati dove sei e perché sei lì. Non avere troppa cura di te, e rammenta che nessuno sforzo viene mai fatto invano. E adesso puoi metterti in cammino“. G.I. Gurdjieff
Lo scoglio più difficile di quando si cerca di “conoscere” (se stessi), inteso “Nosce te Ipsum”, è la “fede”, Pistis, la difficoltà di credere impedisce di fatto di vedere. La cosa che deve essere chiara che il credere al quale ci si riferisce non ha nulla a che vedere con il dogma (programma installati in tutti gli umani nei primi anni di vita), con il credere cieco, tu puoi credere in Dio o non credersi e credere nella scienza come la soluzione di tutto, ma sta di fatto che sempre di “credere” si tratta, questo a conferma che vediamo solo quello in cui “crediamo”, e che oggi il nostro “credo” attuale condiziona la nostra visione e ci impedisce di renderci conto di quello che realmente sta accadendo, ci impedisce di renderci conto che qualcosa in noi si sta facendo. La fede è potere per questo qualcuno diceva che sposta le montagne, ma non era al “potere” del credo che si riferiva, ma ad uno stato interno possente, di un individuo che comincia a capire il valore di “scegliere” e perseguire fino in fondo i suoi propositi. Cosa dice Neo quando Smith gli dice “perché” signor Anderson, perché continua a battersi, e lui gli risponde perché così ho scelto. 

Conoscere se stessi, conoscere cosa siamo realmente è lo scopo qui, e non possiamo scoprirlo se ci siamo già descritti tutto, se siamo così maledettamente convinti di sapere già cosa siamo. Il voler credere, non è “credere”, non puoi pensare di esserlo devi convincerti, e il convincimento è un proposito attivo, vivo, è responsabilità è un individuo che ha iniziato a maturare. La cosa drammatica è che noi pensiamo che in quattro e quattrotto conseguiremo una qualche facoltà od otterremo chissà quale dono o “testimone”, frequentando una scuola o per mezzo di qualcuno, e non funziona così; la conquista di una coscienza passa per un processo totalmente personale, “sei tu che controlli la tua vita”, … “parole tue” (Oracolo in Matrix). 

Appena qualcosa non va nel verso che ci aspettavano precipitiamo in una nuova crisi e non capiamo che quella crisi emozionale è proprio la conferma che in noi qualcosa di sta facendo. Deve essere troppo chiaro “la tortura di se stessi non porta ad alcun progresso”, essa è l’espressione della nostra “ignoranza”, è una menzogna, è una falsità, calpesta solo l’unica porta aperta verso la libertà e la conoscenza, calpesta la vostra “sensibilità”. Ecc0 perché vi ho detto “dovete volervi bene”; volersi bene è rispettare i propri tempi, è il rispetto di ciò che siamo, è qualificare e permettere alla nostra sensibilità di restare all’erta per concepire e percepire il cambiamento in atto. Sentire amore dentro significa essere l’eletto, essere l’eletto è come essere innamorati, e se ti detesti, se ti giudichi, se ti vuoi male, se perdi ogni speranza in ciò che fai, nella tua visione, cosa pensi di poter conseguire, … il mondo manifesta la tortura di se stessi, il mondo tortura uomini ed animali come espressione di una condizione intima, interiore, … se smetti di odiarti, se smetti di darti addosso e torturarti perché non sei l’iniziato, l’eletto che credevi di dover essere, smetterà anche il dolore nel mondo, sei tu che con il tuo torturarti alimenti la tortura nel mondo. Questo è potere che cerchi, sei Smith che vuole le chiavi da Morpheus per andare via, stai cercando le chiavi del tempio per portare questo mondo nell’altro, eppure qualcosa dentro si sta facendo, ma tu non lo puoi vedere, perché non credi. Credere è potere.

E’ importante raggiungere una certa maturità di modo da evitare che, come sacchi di patate aperti per strada, lasciamo entrare o versare in noi ogni genere di spazzatura, e questo lo facciamo se iniziamo a credere di essere qualcos’altro, non possiamo confidare in qualcosa o qualcuno fuori di noi, o comunque non per tutto. Non ci sarà cerimonia, rito, o maestro che possa tramutare un idiota in un “iniziato”, quello che lo fa sei tu, la scintilla, l’impulso per farlo sei te, non c’è nessun “testimone” che ti deve essere passato, devi aprire solo gli occhi e smetterla di elemosinare come un lebbroso, non potrai che restare sempre deluso. Si capisce cosa è che intendevano i vangeli quando parlano dei lebbrosi?! Stai guardando nella direzione sbagliata, guarda dentro, non fa una piega la frase citata sopra, “ricordati dove sei e perché sei lì”, è questo il ricordo di sé, è ricordare cosa è accaduto, quale è stata la molla, cosa è stato, quale impulso ad un certo punto di ha spinto a cercare, non l’idea, il sapore, la sensazione, lo stato interno, e “rammenta che nessuno sforzo viene mai fatto invano”, ma di tutto questo viaggio attore principale, l’autore, il conduttore devi essere tu, devi essere tu, sveglia; hai un altra volta investito su qualcosa o qualcuno, … ma basta, qui non c’è nessun fenomeno, c’è uno che ti sta dicendo che ti devi svegliare e sei tu quello che lo deve fare. Conoscere se stessi è un processo di acquisizione di coscienza che solo l’individuo può fare, la fede sta nel credere che questo sia possibile. 

La fede non deve essere in un maestro o in un metodo, che tra l’altro è solo burocrazia, … la fede è che ci deve essere di più di quello che vedi, la fede è che tu esisti e che sei molto di più ma se non te ne convinci come fai ad iniziare un qualsiasi lavoro, … allora sono storie quelle che ti racconti, … Voi non volete un lavoro di scuola, volete un lavoro di scuola che si adatti alle vostre esigenze, per non cambiare le vostre “illusioni”, ecco perché cercate un metodo,  … per questo cerchi un metodo così ti deresponsabilizzi. Il metodo è una via di minor resistenza, non ti costringe a guardarti dentro. Il metodo non c’è non esiste, sei tu che fai funzionare le cose. La natura non ha provveduto allo sviluppo della coscienza perchè sei tu che devi compierlo, alla natura l’animale uomo funzione bene così come è: “pappa, cacca, nanna”, persino il fatto che si ammazzi l’un l’altro è parte di ciò che è previsto, persino fare il politico è dettato dalla natura (ah, battutone); lo sviluppo di una coscienza pertanto passa da una volontà personale, individuale, in noi è solo messo un seme, e quel seme può crescere come no, e non dipende da quello che tu “credi” inteso come “pensato”, si capisce a quale fede faccio riferimento? Il seme è l’intelletto.

Parlo di una fede che non parla, non pensa, non ha idee, parlo di una fede che è volontà, è il sangue che bolle degli uomini di stirpe “Maya”, è il cuore impavido, che lotta per la sopravvivenza della sua anima, della sua dignità, e per fare questo serve il coraggio che solo una fede ferrea può donarti, anzi tu sei quello. La natura è saggia e non ha provveduto a sviluppare niente che non fosse di questo mondo materiale perchè sa che lo sviluppo “sottile”, spirituale è parte dello sforzo individuale, esso si realizza costantemente nella vita quotidiana, ecco perchè vi ho detto che in ultima istanza non c’è nessun metodo perseguibile che possa dare risultati se non impariamo a conoscere il valore del “buon senso” e del “volere”.  

A che vale applicare cose tipo – non lasciarsi “toccare” dagli avvenimenti che di solito ci trascinano in un vortice di emozioni (positive o negative poco importa), di reazioni contrastanti, di cattivo “umore” o altro, se non siamo in grado di capire perchè tutto questo accade, cosa sta realmente accadendo, e questo lo sai se smetti di applicarsi un metodo ed inizia ad usare il “buon senso”. Se tu ti imponi una lavoro simile ma non ti accorgi e riconosci lo stato, la vibrazione nella quella la tal situazione ti precipita, a che vale cercarne il distacco, a che vale non darli espressione? Lo farai solo quando hai iniziato ad individuarne lo stato vibratorio  nel quale ti sei auto precipitato e ti dai la possibilità di capire, possibilità che passa dal cercare una risposta che non hai ancora, se passi tutto al vaglio del tuo metodo non puoi concepire niente di nuovo. Capire è una questione di “impressioni”, di intuizione, di credere che ci deve essere di più, usare l’intelletto per domandarsi: cosa sta realmente succedendo? E’ possibile che sia tutto qui? Solo così hai una possibilità di capire, è in questo che devi osservarti, poco vale l’osservazione se non comprendi che ci deve essere di più di quello che vedi, e che quello che vedi dipende dal tuo pensiero condizionato. osservare non è per acquisire informazioni, serve per accorgerti come vibri, e quando lo scopri, che equivale a “vedere” realmente, scegli di separartene. 


Altrimenti sei sempre dentro le solite logiche dell’animale intellettuale, solo che adesso avrai anche un problema di pomposità. La chiara ed univoca formulazione di un sistema e di un suo metodo associato produce inevitabilmente una “burocratizzazione” del lavoro, una “burocrazia spirituale”, per questo non funziona niente, perché sei tu, con i tuoi aggiustamenti, che fai funzionare le cose, e questa cosa o ce l’hai o te la dovrai far crescere, nessun te la può dare. Le idee sono chiavi che aprono porte, ma sei tu che la deve oltrepassare la soglia. I metodi, se proprio ne vuoi, quelli utili, sono quelli che ti possono portare a sviluppare energia, trasmutarla, metterla in movimento, ma devi stare attento per quale scopo le cerchi, se lo fai per potere, … 

In un gruppo non si dovrebbe insegnare “niente”, si dovrebbe discutere, fare conferenze, organizzare dibattiti su temi importanti della vita, scambiare informazioni ed esperienze, … ma per farlo bisogna aver dissolto l’ostacolo più grande il “bisogno di considerazione”, altrimenti diventa il gruppo di psicoterapia o di alcolisti anonimi, che hanno tutto il mio rispetto per il compito onorevole che svolgono, ma non è quello di cui si cerca di parlare qui e di invitare a realizzare soprattutto. Qui si vuole parlare di una nave, di un equipaggio, di impavidi guerrieri dei piani sottili, di capitani coraggiosi, furbi contrabbandieri (Macedoni, la citazione è della canzone di Franco Battiato). Siamo segnali pirata in matrix, … se stai ancora con le paranoie sui traumi famigliare ed altro, devi fare un altro percorso, per adesso, devi seguire una strada che ti faccia crescere le ali, … e non è di sentimentalismo che parlo, parlo di “realtà”. 

“Un palazzo ha quattro entrate. Il suo pavimento è d’argento e d’oro, lapislazzuli e diaspro, e vi si respirano svariati aromi di rose e gelsomini. Ma in mezzo a tutto soffia un alito di morte! Lasciate che gli officianti penetrino ed aprano le porte ad una ad una o tutte in una volta. Lasciateli in piedi sul pavimento del palazzo; non sprofonderà. Allerta, o guerriero, o lottatore, se il tuo servitore sprofondasse! Ma ci sono rimedi e rimedi». Le quattro entrate sono le porte del tempio interiore, sono i misteri dell’alchimia e del fuoco, sono i misteri dell’unità, sono le 3 prime iniziazioni, e la consacrazione finale, esso sono i guardiani e su ogni porta c’è scritto una parola. 

Sulla 1° porta, primo guardiano della soglia, c’è scritto: SAPERE – e si riferisce a Sofia, ed è l’astrale, il mondo duale dove il conflitto emozionale precipita nell’ignoranza e rende impossibile la vera “conoscenza”. Il SAPERE diventa il primo strumento di cui abbiamo necessità, l’informazione che ci avvia verso la “fede” coscienza, ad abbracciare cioè la nostra “visione”, credere è una visione che si costruisce anche grazia a Sofia. 

Sulla 2° porta, secondo guardiano della soglia, c’è scritto: OSARE – la mente genera solo preoccupazione, ti precipita in uno stato di mancanza di fede e perdi la tua visione, OSARE è tentare, osare è avere il coraggio di vedere se quella cosa è vera.  

E sulla 3° porta, terzo guardiano della soglia, c’è scritto: POTERE – è il mondo causale, il piano della volontà, quella che si sviluppa quando incomincia a convincerti, è qui che la cattiva volontà o mancanza di fede viene sconfitta, mantenendo viva la propria visione, meditando, usando la preghiera come strumento di connessione intima, facendo esercizi di tramutazione, tenendo duro, vivendo ogni cosa, diventando ciò che siamo e realizzando il nostro disegno, che non è chiaro, ma che piano piano si mostra. La cattiva volontà si vince solo con la Volontà, e la volontà è PISTIS potere, PISTIS è Fede, la fede coscienza è POTERE. Sveglia!

Sulla 4° porta c’è scritto – “TACERE” … non te lo dico lo scopri da te stesso. Non ci sono parole per descriverla. Come ho già avuto modo di dire non c’è e non ci sarà mai una cerimonia o rito o passaggio del testimone che trasformerà mai un idiota in un iniziato, l’iniziato è un capitano coraggioso che affronta il mondo con viso aperto, è colui che vive la sua vita, diventa la sua vita e scopre il mistero dello Spirito che è in tutto, … la forza di essere un iniziato è dentro di te, ci nasci, è come le ali o ce le hai o te le dovrai far crescere, ma se senti tutta questa volontà di farlo forse, qualcosa ci deve essere già. L’iniziazione innanzi tutto è nella nostra testa, ma quello che emergerà non ha niente a che fare con qualcosa di conosciuto, non ha niente a che vedere col “pensiero”, men che meno con le tue associazioni. Il pensiero è l’inizio, è la porta di ingresso nel labirinto della tua mente, ma il centro, la rosa, è qualcosa che solo il silenzio potrà descrivere. 
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