La Terra è un enorme PENITENZIARIO viaggiante.

Finalmente “ho capito”, dopo mesi di messaggi, commenti, opinioni, obiezioni di ogni genere, dopo mesi che mi sono spaccato la testa a cercare di far capire l’ovvietà della nostra condizione di umani, finalmente ho capito non c’è niente che non vada in questo pianeta e men che meno nelle persone, esse perpetrano “se stesse”, non c’è niente di sbagliato, di ingiusto in questo luogo, esso è il riflesso dell’inconfessabile verità della sua natura e del suo “scopo”: La Terra è un enorme PENITENZIARIO, un gigantesco “Istituto correttivo” viaggiante, una prigione vasta quanto il pianeta, e le condizioni di vita stabilite sono la conseguenza, sono il frutto della nostra “natura” inumana e questo ci sta inesorabilmente conducendo alla degenerazione di quel poco che restava dell’individuo o elemento animico o soggetto esserico, l’embrione esserico. La causa principe è un abuso incessante e totale dell'”intelletto”, della funzione dell’intelletto a discapito della “conoscenza” e dei doveri verso l'”Essere” impersonale. Siamo stati relegati in questo luogo alla periferia dell’universo per darci un opportunità di cambiare, la prigione è la nostra stessa presunzione, è la mente, l’abuso di questo strumento, siamo carcerati, siamo stati isolati dal resto dell’universo per evitare che creassimo ulteriore danno. Non siamo mai stati sulla luna perchè nessun essere umano può uscire dall’atmosfera del pianeta se non si è purificato. Il recinto è l’atmosfera stessa. 
La terra è un “istituto correttivo” dove nessuno può correggerci, perchè siamo noi a dover capire i nostri “errori”, i vostri peccati veniali e porci rimedio, perchè è questo l’unico modo per acquisire consapevolezza e integrità. 
Dopo mesi attraverso i quali non riuscivo assolutamente a capire come si potesse delle volte essere così ottusi dal realizzare un mondo così decadente, così dementi, così idioti (dalla radice greca “particolare”) così come ci manifestiamo costantemente e collettivamente come umanità, e poi finalmente ho capito. Non potevamo fare altrimenti, perchè non vediamo, non abbiamo coscienza e fintanto che non ne daremo prova ed espressione resteremo qui. Stiamo morendo a causa di questa “testa”, questo mentale, come lo chiamerebbe qualcuno, o la “regola”, come lo chiamerebbe qualcun altro (anche se il problema non risiede nelle regole che ci siamo dati o che ci sono state imposte, non è solo questo, è proprio “pomposità”, arroganza, prosopopea, amor proprio) che abbiamo creato usando male l’intelligenza in chissà quale altro luogo. La cosa più tremenda è l’oblio, è una mente ottenebrata dal mare di scemenze su se stessi che sciacquano la nostra auto idea. Sappiatelo: siamo la veccia dell’universo toccati dalla compassione della Dama, la Natura di questo pianeta che ci ha voluto accogliere per darci un occasione e noi la stiamo ripagando depredandola. 
Chi sono io per dire tutto questo? Chi mi credo di essere? Nessuno. La differenza tra me e voi non consiste nel mio sapere o in chissà quali facoltà, ma nell’aver fatto mia, nell’aver compreso, cioè, con chiara consapevolezza proprio quello che affermo. La differenza consiste nell’avere consapevolezza del nostro “destino”, che non è qualcosa di prestabilito, ma qualcosa di inevitabile fintanto che resteremo nella nostra ignorante convinzione e presunzione di sapere. La Terra altro non è che il luogo nel quale, per ragioni che dipendono dal suo stesso  “scopo” o funzione, tenere quelle essenze che non hanno saputo cibarsi dell’albero della vita, l’eone Sofia che si è fatta affascinare dalla falsa luce della dialettica. Essenze circoscritte in un area riservata per evitare di nuocere al resto dell’universo, nell’attesa che da sole giungano alla comprensione della loro “perversione”. Pertanto tutta l’umanità perpetra questa tendenza, non può farne a meno, ne è soggiogata perchè è da lì che è nata, è da lì che è uscita; tutti in un modo o nell’altro perpetriamo il nostro peccato originale, ovvero l’arroganza dell’intelletto alterato che nulla ha di paragonabile con l’intelligenza, l’ispirazione, la natura di un pensiero ispirato, l’autentica “gnosi” dei nostri antenati, la conoscenza che non passa dal sapere una cosa, dall’avere l’informazione, ma dal conoscere le sensazioni che quella stessa informazione, quando ci perviene, ci provoca. E’ la differenza tra una persona “intelligente” ed un “erudita”. 
Eppure nonostante questo la Madre, la nostra signora, Maria, la Dame, ha compassione per i suoi figli e cerca in tutti i modi di aprirgli una via che non non può essere vista, può essere però percepita, e che è in questo che sta consistenza della “visione” dei saggi, … nessun aura, o doppio eterico o altro, quelli sono solo effetti collaterali che essendo tali ci spiegano il perchè del fatto che per lo più le persone dotate di questo potere non manifestano nessuna attitudine all’intelligenza, … vedere non significa necessariamente capire, comprendere e quanto meno esserci. La “visione” è uno stato interiore col quale osserviamo la nostra stessa prigione, e siamo capaci di pentirci, … ecco perchè Pistis Sofia non può che passare per tutti i suoi “pentimenti” se vuoi ritornare all’ineffabile. 
Siamo noi a realizzare il nostro pensiero, ed i nostri pensieri sono proprio cioè che ci tradisce davanti alla coscienza, tanto più che le nostra abitudini mentali generano sostanza tossiche per il nostro corpo. E’ così che attraiamo le circostanze e gli eventi che ci corrispondono e che solo la disattenzione, la mancanza di osservazione, di ascolto e di coscienza dei nostri stati che ce li fa apparire improvvisi, inaspettati. E’ l’umore a generarli, un umore determinato dal nostro “pensiero”, da come noi “pensiamo” la vita, le cose e le persone. E’ il nostro atteggiamento mentale, il filtro con cui osserviamo e soprattutto interpretiamo e crediamo di conoscere la vita, a realizzare quello che poi apparentemente sentiamo di subire. Mai come oggi l’eliminazione sistematica di questi stati è diventa cardinale e necessaria.
Non c’è niente che dobbiamo sviluppare, dobbiamo solo morire, morire alla nostra umanità, l’ego separa, non esiste un “IO” superiore, o profondo o altro, l’io” è sempre separazione e le sua passioni sono le nostre trappole, le nostre catene, noi crediamo di essere lui, e quindi ci difendiamo, ci giustifichiamo, ci lamentiamo, correggiamo gli altri per poterci sentire migliori, li giudichiamo e prendiamo tutto in modo maledettamente “personale”, dominati dalla necessità di difendere questa falsa identità o personalità, che è lo strumento dell’ego per mantenersi in “essere”.
Se siamo capaci di intendere questa visione, le analogie che potremmo trovare od osservare con le carceri che abbiamo costruito nel mondo diventano un opportunità per conoscere questa umanità,  … ecco perchè ci sono tutti questi “ladri”, “corruttori” e “malfattori” a vario titolo e che più lo sono e più ricopriranno proprio le più alte cariche di governo, non potevamo che eleggere dei degni rappresentanti della nostra  corruzione interiore. Analogia e corrispondenza. Come in una qualsiasi prigione anche nel mondo, essendo esso stesso tale, troviamo in giro apparentemente a piede libero chi ruba, chi corrompe, chi traffica, chi molesta, chi violenta, chi uccide, …, chi si è adattato, chi si è assuefatto. talmente assuefatto che ha paura di tornare nel mondo libero o nei cieli e cerca di evitare che altri ci tentino solamente, dovessero restare senza compagnia o soli. E come in un qualsiasi carcere probabilmente ci saranno quelli che sono in prigione per un errore giudiziario che è poi come dire che non sono stati abbastanza attenti da non finirci, e poi ci sono i delinquenti cronici, quelli che non sono riusciti ad imparare niente dalle loro stesse opere, e ci sono poi quelli che arredano la loro cella, guardano fuori e si creano l’illusione che siccome lo vedono sono liberi. Niente di più incredibilmente falso, siamo chiamati ad un lavoro interiore di trasformazione della nostra materia oscura, alla purificazione del nostro essere dai “peccati” capitali e vizi veniali di cui  ne siamo tutti pieni, … la nostra pigrizia consiste nel correre continuamente dietro a falsi traguardi per non doverlo realizzare questo lavoro. 
Ciò che noi facciamo, ciò che noi pensiamo, ciò che noi amiamo è completamente condizionato dai questo ed è in questo che consista la differenza tra voi e me, io ho capito che è proprio così, e non mi faccio più illusioni, mi anima solo la volontà di cercare finalmente una via di uscita, non un piano di evasione, ma un autentica personale purificazione che mi permetta di uscire dalla porta principale delle carceri. “Guai a voi anime prave, non ispirate mai (fintanto che difendete abitudini e le giustificate, riferito al “mai”) di riveder lo cielo” – è per tutti coloro che scelgono l’Inferno in terra, invece di cercare la purificazione del purgatorio, sempre in terra. Liberarsi richiede necessariamente lavoro, quel lavoro che non vogliamo fare, e di cui ci piace invece tanto parlare, opinare, dubitare, … è necessario un “lavoro”, e non uno “qualsiasi“. Tutto qui “divide” (secare, sesso) l’uomo,  ecco perchè solo l’Alchimia gli permette la perfetta unificazione interiore. 
“Dubbi, paure, scetticismo … sgombra la tua mente”!
Inutile sottolineare che nessuna ricerca attualmente possibile ci può aiutare senza un intervento radicale in noi, nessuna delle nostre manie compulsive nel tentativo di cercare libri, corsi, guru, maestri a vario titolo, è motivata da una convinzione terrificante e di fondo che non siamo all’altezza di niente di ciò che ci accade senza di loro, l’incrollabile paura di quello che potremmo trovare dentro ci fa talmente terrore che ci spinge meccanicamente ed inesorabilmente a cercare all’esterno quello che solo dentro possiamo trovare. Cercare fuori le soluzioni ai nostri problemi è la nostra più preoccupante debolezza. Non saremo all’altezza dei tempi che verranno perchè abbiamo perso le potenzialità di base per sopravvivere, abbiamo delegato fuori ai nostri carcerieri la preoccupazione di darci pane e acqua ed un alloggio, ed adesso che temiamo il crollo della prigione cerchiamo i misteri in 4 mosse.  Quando e se la prigione crollerà, e non mi riferisco al pianeta adesso, ma al sistema economico-finanziario-politico-sociale e dei consumi, non resteremo che col terrore della nostra inadeguatezza, ecco perchè chi può si salvi, costruendo, attraverso l’eliminazione di ogni dipendenza, ogni abitudine, ogni atteggiamento, qualcosa di consistente dentro. Quello sarà l’unica cosa che resterà, e cioè quello che siete, smettete di nascondervi, solo così potete cambiare, smettere di cercare, lavorate con quello che avete appreso. 
Dovete rivolgervi dentro, dentro c’è tutto ma dovete sapere cercare, … e siccome sono certo che questo discorso non verrà realmente compreso, sappiano coloro che credono che lo stanno già facendo che si accertino che abbiano in realtà incontrato solo il loro personalissimo “io” spirituale, perchè per compiere un opera simile devi aver incontrato l’Alchimia, quel genere di ALCHIMIA che non ha nulla a che vedere con quello che uno possa aver potuto o pensato di aver appreso su di Ella nei libri o similari, perchè lo strumento efficace risiede in quello che Ella cela, piuttosto che in ciò che rivela. Siete fregati, letteralmente fregati, perchè per contare qualcosa dovete morire, morire dentro non fisicamente, per nascere una seconda volta. I maestri non scendono dal cielo, si sollevano dal fango della terra. Serve dare e fare pratiche, serve capire. 
Il lavoro su di se è l’antidoto perchè è l’assenza di pratica ad aver reso infermi i nostri organi in quella parte che sarebbe in grado di produrre energie, diciamo, superiori, inteso come intensità vibratoria, utili alla nostra rivoluzione, partendo da una sorgente inferiore; quest’energia altro non è che il “lavoro su di se” in se stesso, l’energia è il lavoro che un corpo o un sistema può e dovrebbe compiere, cosa impossibile fintanto che albergherà nell’individuo l’attuale mentalità. Siamo tenuti a decantare in questo luogo fino a quando non decideremo, fintanto che non sentiremo l’esigenza, la necessità di iniziarlo questo lavoro e di portarlo a compimento. Un solo pensiero non basta dobbiamo volerlo con tutto il nostro essere e per lungo tempo, dobbiamo sentirlo come una profonda necessità di fondo, e questo non può essere un capriccio momentaneo o una passeggera curiosità. Il “lavoro su di se” deve diventare l’unico valore nella nostra vita. Lo scopo è divenire un altro “uomo” ed un altra “donna”, completamente differenti da quello che conoscete, nulla di ciò che adesso credete di essere resterà o può restare. La rivoluzione è un eccezione, non la regola, la regola qui è tenervi sotto controllo, tenervi circoscritti perchè siete pericolosi, schegge impazzite che potrebbero contaminare altri sistemi. 
Se penso a certe cose che sentii anni fa in merito all’eventualità che entrando in contatto con altre forme di vita l’istituzione ecclesiastica si stava predisponendo all’evangelizzazione di questi eventuali esseri, rabbrividisco, difronte alla loro raccapricciante precisione nel perpetrare la loro stessa follia. E voi, spiritualisti e ricercatori nel “tempo libero”, praticanti dei “week end” di massaggi vibrazionali o dell’apertura dei chakra, vi attribuite facilmente la possibilità che siete a conoscenza del vostro destino divino e pensate ingenuamente di poterlo utilizzare e controllare. Se pensate di avere un anima o ne avete un bagliore, questo non significa che voi siate quell’anima, c’è una sostanziale differenza in questo. Resterete relegati qui fintanto che questa ambizione non sarà esaurita, il vostro più grande errore è credere di possedere realmente tutti i vostri attributi “divini”, non avete fatto nessuno sforzo per recuperali e quindi non c’è ragione per cui li dobbiate aver acquisiti. Non conoscete cosa sia la coscienza perchè non ne comprendete la sua natura mutabile, credete che sia qualcosa di permanente, ed invece essa è una corrente ondulatoria, la coscienza di un uomo non resta mai nel medesimo stato, ecco perchè a volte c’è ed altre volte non c’è affatto,  credete che ci sia, ma non è così, per voi la coscienza si manifesta in modo incontrollato o inaspettato. Non avete nessun dominio di essa perchè non sapete come fare. Emerge allorquando veniamo toccati da un grave problema che riguarda direttamente voi o qualcuno della vostra famiglia, in momenti di pericolo imminente o nelle situazioni completamente nuove. Lì allora il velo scende, e voi vi sentite nudi ed a quel punto invece di restare davanti al quell’assenza, a quella totale inadeguatezza, cercate immediatamente di sostituire quella sensazione con una qualsiasi sostanza prodotta dalla nostra assurda illusione.
Potete tentare tutte le pratiche di osservazione e ricordo di se che volete, ma senza questa conoscenza siete destinati a fallire. La coscienza è amore verso se stessi. La vostra illusione di unità (con dio o in voi stessi) è stata creata in voi per tenervi inoffensivi ed ancora qui. Solo l’uomo penitente, colui che sarà in grado di cambiare l’immutabilità della sua falsa personalità, potrà realmente uscire dalla porta principale della prigione, gli altri cercheranno solo espedienti ed improbabili piani di fuga … ma avete idea con quali forze ci confrontiamo? Nessuno può permettersi di uscire qui se non ha compiuto la giusta correzione di rotta. 
Guardate l’astrale, come lo chiamate voi, è pieno di tutte quelle anime dei defunti che perpetrano anche da morti i desideri del loro ego, … quello che vogliono è andarsene, ma non possono, pensavano che morendo si sarebbero liberati, che sarebbero tornati a casa, ma non è stato così, qui devono restare fino a quando non si saranno purificati della loro “perversione”. L’inferno è la degenza, il purgatorio la strada per uscire, … solo l’anima purificata può uscire da questo Penitenziario. Adesso mi è tutto più chiaro, non siamo in prigione per ingiustizia, o per crudeltà degli dei, o per colpa degli Arconti, di un Dio malvagio o di chissà cos’altro o qualcun’altro, siamo schiavi perchè ce la siamo GUADAGNATA la nostra condizione di schiavitù con l’ostinazione!
Concludo dicendo che prima di tentare qualsiasi genere di comprensione di ciò che siamo è necessario sapere “dove” siamo. Certo siamo sulla Terra e dove se no? E’ vero siamo sulla Terra e questo è certo, ma è certo che non abbiamo capito cosa sia la Terra. Terra è il nome che noi abbiamo dato a questo vascello spaziale che ha una precisa direzione e missione o compito, nulla a questo mondo esiste senza una ragione, non siamo un caso “cacato” nella periferia dell’universo. A cosa serve la Terra? Qual’è il suo scopo, la sua funzione? La scienza conosce pressapoco come funziona l’universo, ma non si pone la domanda più importante e cioè a cosa esso possa servire. Non se lo chiede nemmeno, questo perchè fondamentalmente non gli interessa, gli interessa razionalizzare, stabilire, misurare, raccogliere dati, informazioni fine a se stesse per alimentare il personale bisogno di considerazione dei suoi attori. Rari sono i sinceri ricercatori ed appena mostrano la testa, zac … E’ cosi con tutte le cose, con il sole ed i pianeti, con la natura e l’uomo, questo perchè non abbiamo appreso ancora la lezione più importante.
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Trinity, Stanza 303. lo Spirito Santo, il vero "guerriero".

“Trinity osserva e cerca Neo in previsione di un futuro contatto, ma la telefonata viene controllata. Subito dopo, infatti, interviene la polizia e Trinity deve fuggire.” 

Tratto dal testo “the matrix”, una parabola moderna

Il film comincia nella stanza 303 dell’albergo Heart, giusto per abituarci subito che nulla verrà lasciato al caso. Tre come la trinità. Padre (il vero Dio), Figlio (il divino fattosi carne) e Spirito Santo (la forza che anima gli universi), come dire: Luce, Vibrazione e Calore.
303 è scritto sulla porta ad indicare che quella stanza, la 303, è la porta d’ingresso, è la porta d’ingresso al Padre, al Nirvana, alla resurrezione, all’immortalità. E’ la porta d’ingresso al lavoro iniziatico, al lavoro con l’energia latente in noi.
Trinity é la Terza Forza, è lo “Spirito Santo” e l’aspetto “Materno di Dio” insieme, è lo sdoppiamento dello Spirito, è l’eterno femminino che imprime il ritmo perenne, è il principio universale che si sdoppia nell’eterno principio femminile universale, è il grande seno fecondo dell’universo dove tutto nasce tutto ritorna, è la forza motrice di tutta la creazione, è la forza della creazione, la Madre Cosmica.
Nell’essere umano la Madre Cosmica assume la forma di un serpente che raffigura la forza sessuale, essa è la Divina serpe Madre Kundalini ed è l’arcano numero 2 dei tarocchi egizi1e cioè “la sacerdotessa”, la scienza Occulta, perché il vero mistero occulto sono i misteri del sesso, la Madre Cosmica è la forza Elettrica che si sprigiona nell’unione sessuale tra l’iniziato e la sua Sacra Sacerdotessa, Trinity è in ultima analisi la Sposa Sacerdotessa che salva l’iniziato, è la Vestale Maddalena Sposa del maestro Gesù detto il Cristo. Molto spesso i personaggi nel film a seconda del contesto in cui si trovano assumono un momento un tale aspetto, un’altra volta un altro, Trinity è l’archetipo della sposa Vestale, della compagna dell’eletto e cioè di colui che cammina il sentiero dell’eletto, egli per compiere il suo destino ha bisogno di una sposa vestale.
Trinity è la donna innamorata che osserva di nascosto il suo uomo, colui che in cuor suo sente di amare, è la donna che cerca l’uomo, all’uomo è data solo l’illusione di aver deciso, ma è la donna che sceglie. Trinity è l’aspetto della Divinità in noi, il Dio Padre/Madre in terra, lo Yin e lo Yang, Ida e Pingalà, i due serpenti Shiva e Shakthi, La Madre Maria e lo Spirito Santo, il polo elettrico negativo ed il positivo del nostro potenziale Bioelettrico od Elettromagnetico (I.E.M.). Deva Kundalini arrotolata 3 volte e mezzo alla base del coccige. Trinity é la Madre Cosmica, la Madre Generatrice, l’energia creatrice del divino, è la vita che alberga nell’intimo di ogni individuo, è il potere di creare del divino, è ciò che ci assimila al divino – “fatti ad immagine e somiglianza”.
L’Essere primordiale che feconda il caos. E’ la forza che crea nell’universo i mondi. Trinity è questa grande forza, è la terza forza in noi, essa è interna è la nostra Madre Divina personale, il potere personale di creare. In noi é, esiste, lo stesso potere che creò il cosmo tutto – ad immagine e somiglianza. Un potere Titanico e sovrannaturale. Questa forza in noi ha quindi una manifestazione reale, esiste in noi in quanto personale potere creativo latente, è il ‘mercurio’degli alchimisti, è la pietra filosofale, è il Serpente Piumato Ketzalkoatl, è la Madonna, è Iside egizia, è Ram-IO, è la Tonantzin Azteca, è Stella Maris, è Diana Cacciatrice, è Kate Proserpina… Trinity è La Madre Divina, la Madonna, l’archetipo della madre, l’archetipo della Madonna, colei il cui frutto del seno suo è il Cristo, il Cristo Cosmico. Essa schiaccia la testa del serpente tentatore, a raffigurare il suo potere di eliminare, di dissolvere, di portare la morte dell’ego ovvero la morte del serpente che scende.
~ • ~
Vi faccio notare un’ultima cosa. All’inizio della scena l’immagine si ferma su alcune cifre del numero di telefono intercettato… Quali cifre? 506, si, 506, l’obbiettivo presunto della telecamera, passa in mezzo a questi tre numeri. Adesso! dice un antico rituale – “[…] per questo sono conosciuta con il nome di Nuit e con il nome occulto che vi darò quando alla fine mi conoscerete, […] Infine, io sono Nuite la mia parola è 56”.


56, 506, in somma cabalistica è 11 (5+6 oppure 5+0+6), 11 è la “LA PERSUASIONE”. Un caso? Cosa significa che la sua parola è la persuasione? Chi è Nuit? Nella Cabala l’Arcano 11 è conosciuto come La Persuasione. Il geroglifico di questo arcano è una bella donna che tranquillamente, con serenità olimpica, chiude con le mani le fauci di un furioso leone. 1+1=2, 2 è la sacerdotessa, Nuit la cui parola è 56.
In conclusione a questo capitolo e definitivamente dirò che Trinity altro non è che la Sposa Vestale, è la Sacra Sacerdotessa, è la Sposa Gnostica, che innalza l’iniziato nel cammino dei Misteri Maggiori; Maria Maddalena, Maya, Iside colei a cui nessun mortale ha mai sollevato il velo …

Kundalini:
Kundasignifica serpente e questo nome viene dal mito del kundantiguador, del kundabuffer, che è il serpente che tentò Adamo ed Eva nell’Eden. “Kunda” significa serpente; “buffer” od “antiguador” si riferisce alla sua proprietà di addormentare, di ammorbare, la parola “antiguador” viene dalla parola spagnola “amorbador” che significa appunto ammorbare, corrompere, addormentare; lo stesso vale per la parola “buffer” proveniente dall’inglese.
Il kundantiguador è quindi il serpente che scende, che striscia sulla terra, il serpente della fornicazione e della caduta di cui si parla nella Bibbia, “lini” significa fine, morte, dissoluzione, distruzione. Riassumendo Kundaè il serpente tentatore, linisignifica fine, “Kunda” + “lini”, tutto insieme significa “Fine del serpente che scende”cioè fine della causa che genera l’ego2, dell’”io” identitario umano, di ogni nostra alterazione, fine della nostra natura adultera, fine della fornicazione ed inizio della rigenerazione e del risveglio della coscienza, inizio dello sviluppo armonioso dell’uomo che muore ai suoi bassi istinti; egli rinuncia all’inganno della natura inferiore che lo vuole “macchina”, per darsi ad una nuova luce, la luce del Cristo (l’archetipo).
Secondo i “Racconti di Belzebù a suo nipote”, il cui autore G.I. Gurdjieff narra che, alcuni esseri divini o superiori, che guidano lo sviluppo di questo cosmo od universo (gli arconti degli eoni dei racconti di “Pistis Sophia” e dei vangeli gnostici, i Deva della cultura indù, gli Elohim o spiriti della forma, etc…) e l’evoluzione stessa dell’uomo, vollero dotare i nostri antenati di un “io” (terrestre), per renderli coscienti della loro individualità, inserendo nel loro corpo planetario il kundabuffer, un organo, una sorta di coda la cui funzione era proprio quella di creare l’”io”, la percezione e la memoria, etc… ed i cui effetti però furono la nascita dell’alter ego, la “coscienza sinistra” delle macchine in “the matrix”. L’effetto fu l’identificazione e la creazione di una falsa identità, relegata alle forme di pensieri, emozioni, impulsi e desideri provati nell’esperienza terrena; “non solo ebbe conseguenze spaventose per gli esseri tricerebrali di quello sventurato pianeta” – dice Belzebù al nipote – “ma da allora rocò ogni sorta di sofferenze” e l’egoismo umano in generale. Il kundabuffersi riferisce quindi al fatto spirituale dell’autocoscienza.
Si presume, pensando ad Adamo in paradiso (rappresentazione allegorica di un principio spirituale o di un più stato), che l’uomo a quel tempo vivesse ancora in una totale armonia col mondo divino, l’”io” serviva per discendere dal mondo più sottile a quello più denso del mondo fisico, planetario, terrestre.

Note:
1 Inutile dire che ciò che credete di sapere dei Tarocchi, Egizi in particolare, non ha nessuna importanza qui. I tarocchi egizi sono una magnifica maniera di spiegare simbolicamente il cammino iniziatico e le 24 parti del nostro “Essere”.
2 Contrariamente a quanto si pensi, l’ego non è uno solo, ma è molteplice, cioè ce ne sono molti. Abbiamo infiniti aspetti egoici, ed ognuno sorveglia un pezzo della nostra essenza, delle nostre virtù. In gnosis l’ego viene chiamato anche Legioni, proprio a rimarcare il fatto che esso è molteplice.

IL pentagramma esoterico. La distruzione sistematica della conoscenza.


Il Pentagramma, chiamato pure Pentalfa, Pentagono, Pentacolo di Agrippa, Stella microcosmica, Stella di luce, Stella dei Magi, Stella dell’Iniziazione, è una stella composta da cinque punte, simbolo antichissimo e potente dai molteplici significati. Per Pitagora (parliamo del 500 A.C. in Grecia) e i suoi discepoli, ad esempio, il pentagramma era un simbolo sacro che esprimeva l’armonia tra corpo e l’anima, e divenne, su questa base, il segno della salute. In occidente quello del pentagramma è un simbolo antichissimo, lo si ritrova nei lavori in ceramica etruschi, a Roma è presente in una serie di monete dell’età repubblicana associato a simboli come capitelli corinzi, squadre, basamenti di colonne e altri oggetti: una sorta di collegamento con la professione del costruttore. Nelle tombe egizie le stelle del cielo vengono rappresentate a cinque punte. 

Il numero cinque viene ricondotto al numero degli elementi, la quintessenza spirituale (elemento puramente immateriale dello spirito del mondo) e i quattro elementi abituali (acqua, fuoco, terra e aria). Presso i cabalisti il pentagramma esoterico viene chiamato Tetragrammaton, che significa “parola di 4 lettere” e che sono il nome di Dio, cioè Iod-He-Va-Huè; il Tetragrammaton, come il pentagramma, del resto, rappresenta l’uomo o la donna auto realizzati, colui o colei che si è fatto Dio, “Quis ut deus?”, Michael, l’arcangelo che rappresenta l’archetipo di colui che è simile ad un Dio il cui nome è il tetragramma: Iod-He-Va-Huè (cosa che ritroveremo nel pentacolo che disegna Eliphas Levi e che è in uso presso gli esoteristi).

Il pentagramma esprime quindi l’essere umano dotato di ragione illuminata ottenuta grazie al dominio della sua natura inferiore, rappresentata dai cinque elementi. Le cinque punte rappresentano la testa, le braccia e le gambe dell’uomo. il pentagramma è colui o colei che ha dominato la materia, gli istinti e le passioni bestiali. E’ l’uomo o la donna la cui volontà è in grado di dirigere i pensieri, le emozioni e tutte le sue azioni armonicamente; colui o colei che hanno incarnato in se stessi i cinque principali aspetti del proprio “Essere” e quindi rivelano la forza del loro Spirito che è dentro di loro stessi, cioè la propria Scintilla Divina o Sé Superiore, frammento dell’Assoluto, l’essenza, l’essere interiore profondo. 

La stella microcosmica è il celebre uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, dove l’immagine di un uomo è sovrapposta ad un Pentagramma racchiuso da un cerchio: l’essere umano come microcosmo nel Macrocosmo (il cerchio, la ruota delle incarnazioni, etc.). Il che significa che l’uomo (microcosmo) possiede potenzialmente, nella propria natura interiore, tutte le energie ed i poteri del Grande Universo (Macrocosmo). Ognuno di noi se chiude gli occhi e si ascolta profondamente scopre di essere senza limiti, e di essere egli stesso vuoto ed infinito come l’intero universo. Il Pentagramma è quindi innanzi tutto il simbolo, per eccellenza, del microcosmo uomo. 

La costruzione della stella a cinque punte prevede l’utilizzo della sezione aurea o rapporto aureo, una costante matematica, indicato con la lettera greca Φ (phi) dagli studenti di PITAGORA (vedasi anche il paragrafo “Il Pentagramma e la scuola di PITAGORA”). Questo rapporto, è stato osservato che si trova in tutti i sistemi biologici esaltando ulteriormente il suo “valore magico” o comunque “divino”. Il pentagramma rispetta il valore Φ e quindi, oltre a rappresentare, come già detto, il microcosmo circoscritto nel macrocosmo (l’universo umano immerso nell’universo circostante), rappresenta anche un simbolo di perfezione ed equilibrio.

Il pentagono è un poligono a 5 lati equilatero nel cui numero i pitagorici scorsero l’unione del principio maschile e femminile (rispettivamente nella somma del 2 col 3), il matrimonio tra Nagual (Spirito) e Tonal (il mondo materiale) nella cultura sciamanica o celtica, il matrimonio tra Psiche ed Eros nella cultura Greca; un matrimonio che avviene grazie alla forza magnetica dell’amore, inteso come collante; amore come coscienza, come stato di coscienza che concilia gli opposti. La Pentalfa è l’amore in azione, non l’amore profano o l’amore del possesso, ma a-mors, assenza di morte, fine del conflitto interiore. Altra cosa interessante da osservare è il fatto che sia possibile disegnare infiniti pentagrammi uno dentro l’altro.

Infatti, nel pentagono centrale possiamo iscrivere una nuova stella a cinque punte (o pentagramma), che produrrà a sua volta un nuovo pentagono centrale, in cui ripetere l’iscrizione del pentagramma e così via all’infinito, seguendo uno schema detto “ricorsivo” o “ricorsività”, concetto ripreso anche in “informatica” a proposito dello studio o scrittura delle funzione.

Guarda caso il “pentagono”, poi, è anche la forma ed il nome dell’edificio sede del quartiere generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, e sito nella città di Washington DC, città che, come è ben noto, è stata progettata da massoni, padri fondatori degli U.S.A. e firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza. La massoneria ha da sempre avuto o attinto ad un serbatoio di conoscenza esoterica e misterica che ha radici nella cabala ebraica e nell’antico Egitto (il monumento a Washington, stesso, è costruito sul modello di un obelisco egiziano), nel tentativo di acquisire potere e per poter controllare i popoli; gli “illuminati”, con la loro maglia di società segrete, sono parte di questo gruppo di controllo che governa e domina realmente l’intera umanità da notte tempora, tenendola nell’oscurantismo e nel disordine interiore nel tentativo di impedirgli di essere cosciente della sua origine. L’Egitto da sempre ha influenzato la tradizione esoterica, la Cabala ebraica, l’ebraismo in genere (per questo non esiste un popolo ebraico, ma esiste solo una religione ebraica) e successivamente il cristianesimo; dove abbia attinto la sua cultura e la sua conoscenza realmente ancora non è noto; ci sono diverse ipotesi, pare che le piramidi stesse si trovassero lì quando gli egizi sono comparsi come popolo, qualcuno altro ipotizza che fossero influenzati dagli Assiri Babilonesi altri addirittura parlano degli egizi come i superstiti o discendenti dell’antica Atlantide, come lo sarebbero Maya, i Toltechi, e certi stili tibetani, lo stesso vale per i Celti, i giganti in Sardegna, etc. qui le ipotesi sono diverse e non è lo scopo di questo opuscolo. Quello che noi studiamo e conosciamo come preistoria è facile che riservi diverse sorprese (le pietre di Ica, i disegni di Nazca, Piramide sommersa di Yonaguni, Teschi di Cristallo, Piramidi in Bosnia, Manoscritto Voynich, le Lampade di Dendera, … vedasi anche OOPA: Out of Place Artifacts, reperti o manufatti fuori posto).

Torniamo al nostro pentagramma. Anche se le prime tracce del pentagramma le troviamo in Mesopotamia, inciso su tavolette o frammenti di coccio come segno fonetico ed anche come fregio delle vesti di alcune divinità, fondamentalmente le origini di questo simbolo sono ignote, e si perdono nella notte dei tempi, questo perché è un archetipico (dal greco archètypon, composta dalle parole “archè” principio e “typos” forma), cioè qualcosa che parla dell’origine, del principio delle cose e dei tempi; la stessa etimologia del nome è controversa. Due sono le ipotesi più accreditate: la prima più intuitiva, ma anche la più semplicistica è che si tratti dell’unione delle parole “penta”, ovvero cinque, come le punte che ne caratterizzano la forma e “gramma”, “lettera”; la seconda è che derivi dal greco “panta”, che significa “tutto” e “kleos”, e che dovrebbe significare “azione gloriosa”, che ci sta con quello espresso sin qui relativamente al farsi Dei. Gli archetipi parlano fondamentalmente dell’uomo, ne descrivono la natura, la struttura e l’origine, qualcosa che non può essere trasmessa in un discorso, ma attraverso una simbologia che porta alla conoscenza grazie a ciò che suscita nell’osservatore. Gli archetipi sono il linguaggio delle Coscienza. I simboli sono archetipali o archetipici parlano direttamente all’uomo, riportando alla luce il significato essenziale dell’Esistenza, altrimenti nascosto, con l’utilizzo delle semplici parole. I simboli proiettano l’uomo nella dimensione del sacro. I simboli sono la parte visibile di un mondo sottile.

La stella è di per se un simbolo archetipico che individua lo “splendore” e la “luce”, la Stella è la irradiazione dell’essenza umana, del sentimento umano, ed ecco perché se disegnata capovolta evoca il suo polo negativo, che altro non è che la sua la sua natura inferiore, la sua natura animale e non la donna, come si è cercato di mistificare in epoca medievale ed ancora recentemente in certe religioni. Incolpare la donna di essere Satana è un espressione dell’ignoranza da una parte, ma dall’altra di un tentativo chiaro di profanare e distruggere l’ideale femminile che è poi il potere salvifico che i nostri antenati conoscevano bene. Ne sono traccia evidente la figura di MARIA madre del CRISTO o di ISIDE madre di HORUS, … e così per tutte le altre culture. L’eterno femminino è la parte creativa, generatrice, in ogni essere vivente, le sue correnti energetiche/elettriche più importanti, Maria è il fuoco sessuale di Kundalini, Kundalini non è una forza od una Dea ma un lavoro che può essere compiuto da colui e colei che opera al forno degli alchimisti in castità, Kundalini è la fine di una tendenza, è il “non fare” le proprie tendenze. La chiesa Cattolica ha odiato la donna per molti secoli accusandola di essere guidata dal demonio, dimenticando che in realtà entrambi, uomini e donne, hanno un proprio polo positivo (maschile) e polo negativo (femminile), che dovremmo imparare a sviluppare (sistema logico e sistema percettivo), niente a che vedere con l’opposizione di nature contrarie. 3 sono i “peccati” (intesa come “mancare l’obbiettivo”, quale obbiettivo? La salvezza della propria anima e lo sviluppo in senso coscienziale): mancare di rispetto ad una donna, il gioco d’azzardo e vendere la conoscenza. 

L’uomo e la donna non sono opposti, ma sono essenze complementari. E’ in questo che risiede il mistero del matrimonio alchemico: l’uno aiuta l’altro, svelandosi a vicenda le reciproche prerogative e punti di forza. La stella capovolta disegna la testa di un caprone, le cui punte sono le corna e che rappresenta proprio lo squilibrio, emblema degli istinti e dell’animalità, è la raffigurazione della bestia in noi, l’ego, gli istinti della natura animale; non rappresenta pertanto nessuna anima femminile o principio femminile che dir si voglia. Il pentagramma disegnato capovolto simboleggia “lo squilibrio degli elementi”, e quindi disarmonia, ne più ne meno che questo. In certe scuole viene utilizzato per invocare certe forze sinistre e malefiche.

La punta rappresenta lo Spirito, la quinta essenza. Rivolta verso l’alto rappresenta “l’equilibrio degli elementi” e quindi armonia nell’individuo, sia esso di sesso maschile o femminile, è fonte di “ispirazione creativa” e, contrariamente a quanto si crede, è uno strumento potentissimo di protezione proprio dalle forze e persone sinistre, malefiche e negative. Non è chiaro di sapere se si trattò di un sintomo di confusione mentale, o d’ipocrisia, o un tentativo di controllo, ma sta di fatto che per secoli, a causa di questa errata interpretazione, il simbolo del pentagramma su condannato dalla Chiesa Cattolica come simbolo demoniaco, ed associato con l’adorazione di Satana, stendendo un velo di ignoranza su tutta la conoscenza antica. Da cui l’altro equivoco tra il Lucifero e il Satana.

In tempi antichi il pentagramma era il simbolo di Venere, la dea della bellezza e della femminilità. Venere è la “stella del mattino”, l’annunciatrice di una nuova nascita del sole, del sorgere di un nuovo giorno (uno degli aspetti dell’ermetismo è il carattere astrologico degli insegnamenti), l’energia creatrice in azione, la divina Madre che genera il Cristo, il Kundalini degli indù. Per questa ragione il pentagramma è conosciuto anche col nome di stella fiammeggiate, il fuoco è il potere sessuale (domato). L’idea del “Fiammeggiante” è indicazione d’Onnipotenza, di una possente forza che ad un certo punto si sveglia diramandosi in tutte le direzione come un’emanazione luminosa della Divinità da dentro verso fuori, proprio come è una stella e un po’ come fa Neo alla fine del primo capitolo della trilogia di “the matrix” quando manda in frantumi Smith. Quindi, tornando a noi, perché poi è questo quello che ci dovrebbe interessare, il PENTAGRAMMA disegnato con una sola punta rivolta verso l’alto, è un segno benefico e di protezione, raffigurante il corpo umano con le braccia aperte e le gambe divaricate; l’apice di questa stella riproduce la testa dell’uomo, le altre quattro punte sono le sue membra. Il nome Lucifero deriva chiaramente dal latino – lux (luce) e ferret (portare) – e significa “Portatore di Luce”, ed era un chiaro riferimento alla “Stella del mattino”.

La Chiesa ha voluto denigrare questo simbolo perché parte di quella tradizione pagana, pre-cristiana, che i Cattolici hanno cercato di cancellare totalmente dalla faccia della terra, anche, ma non solo, attraverso le crociate, forse perché questa tradizione parlava di verità e delle autentiche origini dell’uomo, della sua natura divina. La parola di “dio” non può essere messa in discussione quando il divino o Dio, che alberga nell’uomo, diventa qualcosa là fuori di noi, quando diventa un “dio” debole che punisce coloro che lo discutono, … che “dio” è un simile “dio”? Di cosa ha paura? Non è evidentemente un “dio”, Dio è colui che conosce tutto, è compassionevole e sa discutere coi suoi figli, accetta la provocazione, proprio come Gesù insegna quando i suoi apostolo lo mettono in discussione perchè vogliono conoscere. Forse si tratta di “dio” creato a tavolino, pensato per dover diventare come il manichino in un campo che serve a spaventare gli uccelli che cercano il seme deposto. Solo per questo saremmo tenuti a riflettere sulla natura di questo potere temporale che veste gli abiti dei mediatori tra l’uomo e Dio, avendo creato di fatto una falsa divinità. L’uomo è Dio, Dio è l’uomo, Dio è in tutto come nell’uomo. Esiste un legame indissolubile in questa equazione che si è cercato di distruggere.

L’evangelizzazione della Chiesa Cattolica si è imposta come nuovo culto sovrapponendosi a quello pagano, per una questione di potere e di controllo; ne ereditò le sedi, senza comprenderne il profondo significato o peggio fregandosene nel tentativo di piegare le popolazioni al loro credo religioso. I luoghi di culto dei Celti, ad esempio, venivano distrutti e sostituiti con santuari o chiese. La cattedrale di Chartres in Francia ne è un esempio luminoso; si tratta di una cattedrale che sorge su un luogo della tradizione dei druidi dedicato al culto dell’albero della quercia, che era la vegetazione prevalente sulla collina su cui si erge la città francese. La statua dei druidi, oggi nota col nome di “Vergine di Chartres” raffigura una donna (che è la stella) con una corona di foglie di quercia e ghiande posta sul capo, ad ulteriore conferma di questa forte ritualità e del legame con le querce e con l’eterno femminino di questa tradizione. 

Quando arrivarono i Cattolici costruirono una chiesa in questo luogo sacro ed abbatterono tutte le querce. Ancora oggi in tutta Chartres non trovereste una quercia a cercarla. I culti antichi, definiti pagani contengono le radici di un umanità libera e sviluppata dal punto di vista della consapevolezza, le religioni che ne sono conseguite sono stati tentativi di delegittimazione ed allo stesso tempo di controllare questa conoscenza. La distruzione della biblioteca di Alessandria è un altro esempio dello zelo clericale, dei post cristiani, che nulla avevano a che vedere con l’insegnamento di Cristo che non solo non hanno compreso, ma adattato ai loro scopi di potere, … nelle scuole insegnano agli studenti che ad un certo punto furono “sostituiti” i simboli pagani con quelli del culto cristiano, omettendo volutamente la carneficina e la distruzione sistematica di tutta la conoscenza per imporre un dogma ignorante e basato sul terrore della collera di Dio di cui gli stessi “parabalani” si fecero falsamente custodi, giudici ed esecutori materiali. In 1500 anni 20 milioni di morti evidenziano una sistematica pulizia etnica operata dai discendenti di Paolo di Tarso, che mai fu apostolo di Gesù, ma si appropriò per i propri scopi di quanto appreso da Pietro o Kefa. Ad un certo punto intorno al 500 d.c. nessuno poteva mettere in discussione la presunta parola di Dio, che altro non era che la personale e a proprio vantaggio interpretazione dei vangeli di certi vescovi e patriarchi, auto proclamatisi depositari del messaggio Cristico, del tempo. 

Coloro che disponevano di una conoscenza e di un proprio pensiero autonomo furono perseguitati ed uccisi. I primi cristiani primitivi erano tutti gnostici, inteso come coloro che conoscevano la verità che Cristo aveva portato loro, e furono i primi a fare le spese di questo loro sapere attraverso le persecuzioni, mentre, nel II e III secolo, i vescovi ingrassavano nelle loro sontuose sedi e decretavano lentamente la fine della dottrina Cristica (mi riferisco al noto Ireneo vescovo di Lion, che con un colpo di spugna cancella tutti i vangeli tranne i 4 oramai considerati “canonici”). Vescovi che altro non erano che gli stessi Scriba e Farisei che, riconvertiti per opportunità politiche e di potere, avevano riadatto e distrutto la conoscenza del cristianesimo primitivo fondato sulle basi nell’antica tradizione del bacino del mediterraneo. Solo la decaduta Roma ha potuto permettere che frange di esaltati medio orientali potessero prendere il posto della conoscenza dei loro antenati e di fatto invadere e demolire Roma i 5 secoli; nel mito stesso della nascita di Roma, Romolo e Remo abbandonati nel fiume, proprio come Mosè, ed allattati da una Lupa, risiede il mistero di una conoscenza molto arcaica ed oggi pressoché perduta e che i pennivendoli moderni del “copia ed incolla”, orientalisti “nostrani” e sedicenti guide e venditori spirituali d’oltre Oceano stanno finendo di demolire. 

Questa tradizione parlava di un uomo integrato col il pianeta, rispettoso delle sue leggi, e degno figlio di Dio, emissario del suo messaggio e molto altro di cui adesso non intendo dilungarmi, almeno per iscritto. Il pentagramma è l’uomo al centro della vita che splende di Luce propria come le stelle nel firmamento e questo, questo mondo, non lo può o non lo vuole permettere. Significherebbe perdere il potere conquistato, che è solo il riflesso una terribile paura, e cioè che oltre questo mondo materiale non ci sia altro. Il pentagramma ci parla di una verità che non può essere comprese dalla mente umana, ma da un essere che ha risvegliato in se la sua umanità, e intuito che c’è molto di più di quello che gli hanno raccontato e rinuncia a tutte le sue credenze. 9 sono gli scalini della scala meravigliosa ognuno rappresenta un passaggio nella trasformazione della materia grezza dell’anima in un Essere Spendente che è un Dio vivente, … la carne si fa Spirito grazie all’azione stesso dello Spirito in  noi in sinergica opera con l’Anima e la mente umana. 

La rinuncia, il distacco, l’esilio volontario, l’obbedienza, il lavoro al forno, e molto altro sono i gradini di questa meravigliosa scala, ma possono essere compresi solamente se abbandoniamo ogni speranza, proprio come suggerisce Dante Alighieri nel suo viaggio nei propri inferni atomici personali per risalire ai cieli della più sublime Coscienza. 

Morpheus: “Riposati, ne avrai bisogno!”
Neo: “Per cosa?”
Morpheus: “Per l’addestramento”.