L’alchimista!

Ultimamente la mia casella di posta personale si affolla di messaggio di individui che mi chiedono quali sono le pratiche abbinate, così l’hanno chiamata, “all’astinenza da sesso”. 

Tolto il fatto che le pratiche sono l’ultimo dei problemi, ma di quale “astinenza da sesso” si parla? Ma chi ne ha mai parlato in quei termini, poi. Bisognerebbe aver capito che le pratiche sono solo la ricetta, senza l’alchimista la ricetta non funziona. Parlare di “astinenza dal sesso” è un chiaro ed evidente segno di non aver ancora capito di cosa sto parlando, altrimenti non l’avrebbero mai chiamata così. Solo una mente distorta può intendere e confondere cosa sia un alchimista e l’alchimia solo come l’astenersi dal sesso. Ma andiamo per gradi. Che cos’è un alchimista? L’alchimista è colui capace di compiere un alchimia, anzi è lui stesso l’alchimia. 

L’alchimia non c’entra nulla con la metallurgia, l’alchimia è qualcosa insito nella presenza di un individuo in grado di trasformarlo radicalmente, il Kemi è la terra nera del Nilo, la personalità falsata dalle mille idee acquisite e cristallizzate in modo distorto a causa di errati processi educativi. Si inizia con l’acquisire un nuovo atteggiamento, una nuova otre, che faccia emergere questa qualità, si inizia con buttare l’otre vecchia, altrimenti tutto verrà trasformato sempre nella stessa cosa. Per diventare alchimisti, e lo sottolineo, bisogna perdere l’importanza personale, bisogna morire al “bisogno di considerazione”. Diversamente non può funzionare nulla. 
Le pratiche sono fuorvianti, nel senso che è fuorviante concentrare la nostra richiesta esclusivamente alla loro acquisizione, la pratica in se non lo è mai. Può una ricetta essere fuorviante? Ciò che distorce tutto è la nostra ricerca di “potere”, è il nostro modo di assimilare le cose. Se non si è capito la filosofia che sta dietro, se non si è capito chi e cos’è un alchimista, nulla in noi può agire. “Astenersi dal sesso” è un’aberrazione, basta guardare gli effetti nefasti che possiamo osservare in coloro che la professano, preti e suore, ad esempio. L’astinenza dal sesso è per coloro che fondamentalmente il sesso lo odiano, per coloro che non hanno compreso di quale incredibile potenziale si nasconda dietro alla funzione della riproduzione. E’ questo che simbolicamente rappresentano le 2 spose alle quali si lega Adamo una volta cacciato dal paradiso, Lilith, e cioè, coloro che praticano il sesso, ma lo degenerano trasformandolo in uno strumento di “piacere”, e coloro che il sesso lo detestano Nahemah, o lo considerano sporco o pensano si tratti esclusivamente di qualcosa che porta alla perdizione. L’atto riproduttivo di per se è un atto di creazione, ma quella energia può essere diretta a compiere un altro genere di lavoro. A questo proposito si legge in uno dei verbali inediti di certi incontri che Gurdjieff tenne tra il 1920 ed il 1946: 

“Dovrebbe essere un atto sacro. Si dovrebbe sapere che questo seme divino, lo Sperma, ha un’altra funzione, quella della costruzione in noi di un secondo corpo, da cui la frase “Felice colui che capisce la funzione degli ‘exioeccari’ per la trasformazione del proprio essere. Infelice colui che li usa in un solo modo”. Poiché all’origine conoscevamo l’uso di questa sostanza, da cui la castità dei monaci. Ora noi abbiamo dimenticato questa conoscenza e rimane solo la proibizione che attrae ai monaci una quantità di disordini specifici e malattie. Guarda ai preti dove crescono “come grassi maiali”, (li domina l’interesse del cibo) oppure sono “magri come il diavolo” (e hanno dentro poco amore per il prossimo), i grassi sono meno pericolosi e più affabili.”

L’alchimia è qualcosa di non organico, l’alchimista è colui che fa emergere (La parola “educere” significa portare fuori, l’idea di educare viene da questo concetto) ciò che già è, nulla a che vedere con qualcosa da sviluppare. L’Essere non deve essere sviluppato, sono le funzioni che devono fissarsi in modo equilibrato. Ciò che può essere sviluppato è un atteggiamento collaborativo, una personalità adatta a far emergere l’unicità che siamo. La personalità oggi obbedisce ed asseconda i bisogni organici del corpo fisico, i bisogni organici distorti da un errata comprensione di che il corpo è. Siamo riusciti ad andare oltre, in senso degenerativo, il soddisfare i bisogni primari di mangiare, dormire, difendere il territorio e riprodursi. Un individuo così, non conosce altro. Non desidera altro. E’ un vero animale, anzi è un animale dotato di intelletto, un intelletto che ha deformato le più semplici funzioni. L’animale va percepito come qualcosa di esterno, uno spirito di opposizione, un corpo che riveste ciò che siamo, la nostra unicità, che, ripeto, non è nulla di organico. Il compito di un alchimista è allenare il corpo e farlo obbedire, al posto di obbedirgli, e siccome lo stato naturale dell’animale o natura in noi è stato alterato a causa di ciò che abbiamo imparato sin dai primi anni di età, i suoi bisogni sono stati assimilati ad un unica carenza quella di “attenzioni”. Il cibo diventa compensativo di un bisogno di “attenzioni” che non abbiamo ricevuto, il territorio, una disputa per ottenere gratificazione e aumentare l'”importanza personale”, il sesso, che non ha più la sua funzione, è diventato uno strumento per possedere l’altro, per elemosinare quell’amore che siamo incapaci di sentire in noi, attraverso l’atto sessuale noi cerchiamo di legare l’altro, per questo disperato bisogno di essere “considerati”; e quando il partner ci snobba noi ci sentiamo offesi, ci sentiamo mancare e ci sentiamo traditi. 

Il nostro centro o funzione del sentimento è cresciuto a “casaccio e da solo”, ed adesso stiamo ancora cercando quella considerazione che inevitabilmente, date le condizioni stabilite su questo piano, non potevamo incontrare, dato che non era di considerazione che si trattava, ma di imparare cosa fosse il reale potere di quello che chiamiamo “amore”, ma che, per nostra sfortuna, non capiamo cosa sia. Lo abbiamo sperimentato di quando in quando è lo abbiamo relegato all’atto dell’innamoramento, ma la cosa è molto più estesa ed estendibile. Non abbiamo imparato la cosa più importante e cioè sentire amore dentro, amare come manifestazione della nostra “unicità”, e siccome ci siamo fidati di quello che abbiamo trovato qui, ci troviamo senza “potere”. 

Ecco come descrive questo aspetto del processo educativo il signor Gurdjieff nel suo libro “racconti di Belzebù a suo nipote”:

“Il cavallo, trascurato da tutti nei suoi primi anni e lasciato continuamente da solo, si è in qualche modo rinchiuso in sé stesso; in altri termini, la sua “vita interiore” è stata soffocata mentre le sue manifestazioni esterne avvengono solo per forza d’inerzia. A causa delle anormali condizioni circostanti, esso non ha mai ricevuto un’educazione speciale, anzi è cresciuto e si è formato esclusivamente sotto l’influenza di bastonate brutali e di urla continue.

Legato continuamente in pastoie, per cibo non ha mai ricevuto fieno o avena ma sempre e solo paglia, che non risponde affatto ai suoi bisogni reali. Non avendo mai percepito in alcuna manifestazione dell’ambiente che lo circonda un segno anche di tenerezza o di amicizia, ora il cavallo è pronto a dare tutto se stesso a chiunque gli faccia una piccola carezza. Le tendenze di un cavallo del genere, privo di qualsiasi aspirazione e interesse, debbono inevitabilmente concentrarsi sul mangiare, sul bere e su un’attrazione automatica per l’altro sesso; perciò egli si aggira sempre nei paraggi in cui può soddisfarle, e se per caso vede il luogo dove uno dei suoi bisogni è stato appagato anche una sola volta, non aspetta che il momento propizio per correrci ancora.”

L’atto sessuale diventa sacro solo nel momento in cui lo sei tu (Sacro), nel momento in cui diventi un alchimista, cosa che non può accadere fintanto che resti legati sempre agli stessi bisogni, ecco perché ho detto che per diventare un alchimista uno deve perdere l’importanza personale, il che equivale a morire alla considerazione, al “bisogno” di considerazione, il problema ovviamente non è la considerazione in se, come a volte viene frainteso, ma il “bisogno” stesso. Il “bisogno” di cui parlo ci precipita in uno stato di dipendenza dove nulla per noi è possibile, se non il suo esclusivo appagamento, per questo leggete cose relativamente al essere distaccati, non avere attaccamenti o accettare qualsiasi risultato, ma non li potete capire, ve ne fate un idea, ma l’idea non è tutto, l’idea è solo 1/3 di qualcosa che ancora non è cresciuto. Avere idee è un effetto della compensazione della mancanza di “attenzioni”. Usiamo ogni idea che viene espressa, anche se illuminante, per darci delle arie, per alimentare la pomposità, che è lo strumento finale per cercare considerazione. E se questo non accade, ci arrabbiamo, aggrediamo, opiniamo, mettiamo in discussione, commentiamo, per il semplice bisogno di darci importanza, … oppure, ci deprimiamo, ci sentiamo inadeguati, soli e molto altro di simile. 

Quando parlo di Sesso Sacro o di Alchimia sessuale, personalmente, mi riferisco e parlo di qualcosa che si risveglia dentro quando capiamo cos’è amare un altra persona, nel farlo capiamo, ci rendiamo conto. La pratica diventa la ricetta per collaborare a questa nuova presa di coscienza, la formula della pratica serve solo per capire di cosa si tratta quando la cosa inizia a manifestarsi e la assecondiamo attraverso piccoli suggerimenti o indicazioni. Ci rendiamo conto cosa significa quando dico che bisogna “sentire amore dentro” o quando dico “essere l’eletto è come essere innamorato”. Possibile che nessun ha capito che non mi riferivo realmente alla scena del film?! Nel film l’Oracolo usa questa espressione per portare avanti un altro tipo di discorso relativo al fatto che Neo avrebbe dovuto riconoscere per istinto di essere l’eletto, questo perché essere l’Eletto non ha nulla a che vedere con le idee che ci frullano nella testa. Essere l’Eletto è sentire la propria unicità, ed ho scritto “sentire”, non pensare di esserlo. E’ solo quel sentimento particolare che sentiamo quando siamo innamorati che è in grado di trasmutare la nostra energia, non le pratiche, quel particolare sentimento è “qualcosa” che domina la mia “presenza”, qualcosa che “io sono”, non può essere confuso con niente, se ti senti confuso non ci sei ancora arrivato. Solo così le pratiche diventano autentiche istruzioni per l’uso. Di cosa? Di ciò che sento e che ha una sua attitudine spontanea. 

Per questo che d’ora in avanti la domanda retorica che formulerò a tutti coloro che mi scriveranno per chiedermi conto di certe pratiche speciali sarà: “le pratiche sono strumenti. Per fare cosa? Tu lo sai?  Se non lo sai sei privo dello scopo, e quindi non vedo la ragione per cui dovrei assecondarti”. E’ come dice giustamente il Merovingio, ed il fabbricante di chiavi sono in questo caso le pratiche, quando dice che per sua natura sono solo strumenti. Senza il “perché” sei senza potere,  e come dice, ancora, il Merovingio, sei un altro anello della catena (alimentare, ovviamente).

L’alchimista è qualcosa di realmente magico, è qualcosa che ha a che vedere con la natura stessa del fatto che sentiamo amore, è il dono della nostra divina madre, Notre Dame, è il dono della Dama e non si concede solo perché hai deciso di voler praticare. Amore è conoscere la natura stessa della morte, ecco perché è assenza. L’integrazione con questo principio è totale, è di uno stato interno che parlo, non di un pensiero ossessivo, che crea nella nostra “presenza” altri demoni o ego, che tanto sono la stessa cosa. Il bisogno ossessivo di voler arrivare a qualcosa è del tutto irreale, ed è il frutto di un ostinata caparbietà nel non capire le semplici forze che ti attraversano e nella quali non ti riconosci più, tu sei solo la tua stessa ambizione. 

Se il nostro Padre è il Dio, la nostra Madre è la Dea, la signora di questo mondo, è la natura stessa che ama i suoi figli, amare la vita è ricevere il grande dono della nostra Signora. Ecco perché in varie occasione ho sottolineato l’importanza di volersi bene. 

Lo sviluppo del centro o funzione del sentimento non ha nulla a che vedere con le espressioni o risposte del corpo alla nostra modalità di pensiero che chiamiamo emozioni. Un demone è un atteggiamento reiterato, l’ostinazione ossessiva in un pensiero che realizza fissità nel nostro pensiero e genera sempre lo stesso genere di risposta nel corpo. L’energia che mettiamo nella nostra ossessione alimenta e dà forma a queste entità, che una volta createsi hanno bisogno del loro soddisfacimento per sopravvivere, ed è così che ci dividiamo in molti “io” capricciosi ed inconcludenti. Ciò che nel corpo rende positiva o negativa la risposta o emozione è soltanto l’idea che abbiamo in quel momento nella testa, il tipo di giudizio o credenza che più o meno esplicitamente esprimiamo. Se la cosa verrà pensata positivamente sperimenterò una risposta determinata da una certa quantità di sostanze che il corpo rilascerà in quel senso, se giudico la cosa o la penso negativa ecco emergere altre sostanze in gradi di farci sperimentare dolore, afflizione, paure e molto altro. Ecco perché ho detto che è tutta una questione astrale o di desideri, il vero pensiero è intuitivo ed imparziale, ma nelle attuali condizioni non si esprime più, e resta solo la follia di mille ossessioni.

Il corpo fa il suo lavoro, non distingue una simulazione da una reale minaccia, egli risponde sempre a come o cosa pensiamo, e a cosa, per lo più, immaginiamo sia l’osservato. Ogni impressione, per quanto priva di soggettività, viene assunta in modo personale, viene personalizzata in base ai proprio schemi, alle proprie credenze, di modo che il risultato finale sarà che abbiamo colorato quell’impressione che era pura informazione arrivata ai nostri sensi fisici. Senza sentimento siamo destinati alla follia, siamo destinati a fantasticare su un iniziazione che non è mai arrivata, perché non può arrivare. Il mistero si cela e si nasconde davanti alle ossessioni. 

Come direbbe G. – “La sfortuna degli uomini contemporanei deriva essenzialmente dal fatto che, grazie agli assurdi metodi usati ovunque per educare le giovani generazioni,” – quella certa “qualità” alla quale cerco di riferirmi da tempo, – “che dovrebbe essere presente in ogni uomo appena raggiunta l’età responsabile”, – è del tutto assente e non la potete trovare se continuate a piagnucolare come bambini, o se blamblanate alla ricerca di improbabili barchette magiche. Pensate soltanto a programmi come “amici” della De Filippi, “Saranno famosi”, “Xfactor”, o ai quiz, alle lotterie, etc. sono la cosa più diseducativa che ci possa essere, puri contenitori pubblicitari, ti tengono attaccati al televisione con ciarpame mentale, pomposi e pieni di amor proprio i protagonisti si librano in continui inganni e sproloqui, è puro scontro dialettico ed emotivo, proprio come gatti che si contendono un pezzo di territorio. Lo stesso ritornello lo vedo riproporsi sulla rete, ad esempio attraverso i commenti, tu mi hai detto, lui ha fatto, … etc. 

Fermatevi, siete ancora in tempo. Non fate niente, conservate il vostro “olio affinché non siate presi alla sprovvista quando lo sposo arriva. L’alchimista è colui che conosce la vita, che sente la vita in lui, è lui la pietra filosofale.  Allora e solo allora le pratica potranno avere una qualche utilità, diversamente cercate potere per darvi importanza e non lo troverete, non troverete niente se non la vostra stessa follia. Prima qualcosa dentro di noi deve cambiare. Volete le pratiche? Iniziate a fare piazza pulita dell'”importanza personale”, scovate giorno dopo giorno, quando cercate considerazione attraverso l’azione di “correggere gli altri”, “giudicare”, “lamentarvi”, “giustificarvi”, “obiettate”, “commentare”, “vantarvi”, “atteggiarvi”, “sollevare scuse”, “dare la colpa ad altri”, “indignarvi”, “offendervi”, e molto altro. 

Facebook, un eggregora spaventoso.

Fb è diventato un “eggregora” impressionante, è una porta infernale che divora il tempo delle persone, e dal quale bisogna staccarsi, cancellare un profilo significa strappare quelle fibre che ti tengono preso lì dentro o imparare ad utilizzarlo in modo diverso. E’ diventato più potente o lo gestisci o ti gestisce. Esiste, poi, un problema, secondo me, di fondo che è il legame tra la persona, il suo account e la community stessa.
Il problema si sta manifestando a causa della iper-popolarità che facebook ha raggiunto e non in termini di iscritti ma di attività (mentale) che circola. L’utilizzo ossessivo (della modalità del “pensiero” alterato deformato dal dialogo interiore incessante) crea inconsapevolmente e fa crescere di volume la dimensione dell’eggregora stesso, che diventa un entità autonoma, e come tutto ciò che esiste a questo mondo ha bisogno di cibo per sopravvivere. Questo si è molto incrementato da quando è stata resa disponibile o sono state rese disponibili diverse applicazioni per cellulare. Questo ha aumentato ed incrementato il numero di messaggi e commenti, basta vedere quante volte trovate la dicitura – “inviato da cellulare”. Uno non sa cosa fare, aspetta l’autobus, e intanto guarda le notizie e commenta. Il problema ovviamente non è il contenuto del commento è l’atto stesso del commentare. Il commento è carico dell’energia vitale rivestita dello stato della persona che mentre legge si trasforma. Ricordate quando dicevo che le emozioni, nella loro autentica accezione (emovere – portare fuori, o emos – azione del sangue), non sono altro che sensazioni fisiche, sono la risposta del corpo a come stiamo pensando, e il modo con cui pensiamo dipende da quanta capacità abbiamo di capire realmente ciò che accade, dipende dal gruppo di credenze che abbiamo. Il condizionamento ricevuto ha creato un apparato artificiale, che per comodità viene erroneamente chiamato “mente”, che ci suggerisce cosa fare. In quel senso siamo tutti uguali, perchè tutto siamo passati per quelle “forche Caudine”. La “mente” interpreta costantemente gli stimoli esterni, anche le scritte su un post o di un commento e ad un certo punto c’è il coinvolgimento. Non lo vedete mai in metropolita come fanno le persone col telefono? Il telefono è sempre a portata di mano, in tasca, o in borsa, ed appena non so cosa fare lo prendo e faccio cose. 
Quanto più tempo ognuno dedica allo strumento tanto più l’eggregora si sta caricando, l’eggregora non è niente di fisico, è pura materia mentale, se così si può dire. Vive dell’energia vitale dei suoi membri. Facebook è un entità che si nutre dei suoi utilizzatori senza dare niente in cambio, e vive grazie alla quantità di “tempo” che viene utilizzato, senza dare niente in cambio. La genialità o perversione è stata quella di mettere insieme un eggregora potente come il cellulare con il social network. 
Esiste un legame tra l’energia vitale o psichica, o mentale, tanto è la stessa forza, che viene usata in vari modi, e l’account stesso; cancellare l’account potrebbe in certi casi significare lo smettere di dare energia all’eggregora e tagliare i filamenti che anche quando non sei collegato oramai si sono creati. Nessuno li vede, ma li puoi percepire se osservi con quale modalità ti approcci al suo utilizzo. Ad un certo punto e visto lo sviluppo che ha avuto il mezzo non basta più usarlo con parsimonia, ma potrebbe diventare necessario, per interrompere o far cessare ogni dispersione, cancellare l’account; tutto dipenderà dal grado di dipendenza e ovviamente da quale scopo ci si è prefissati nella vita. Facebook (da qui in poi FB) così com’è è praticamente perfetto, lo dimostra l’attrattiva che ha nel mondo. Il problema si presenta a chi sta cercando di fare qualcos’altro. 
Potremmo anche provare ad analizza, purtroppo molto sommariamente, a causa della natura dello strumento “post”, che richiede sintesi, certi funzionamenti impliciti, efficaci nella loro perversità di FB. Per esempio i contatti non sono contatti, sono amici, la richiesta non è di contatto, ma di amicizia, …. ma obbiettivamente l’amicizia è un altra cosa, ma te lo costruiscono appositamente così, in modo che ti possa sentire importante in base al numero di amici che hai. Poi c’è il “mi piace”, ma la cosa parla da se, se si è capito il senso e quali sono gli scopi di FB. Le immagini, le foto, i pensiero, qual’è il tuo stato … è incredibile! Se uno vede bene tutte queste cose si rende conto che è qualcosa di estremamente meticoloso e perverso per alimentare ancora di più l’ego, la personalità. Tutto è incentrato sul bisogno di attenzioni, di considerazione, sia interna, perchè il profilo delinea la considerazione che uno ha di se o che vorrebbe avere, che esterna, nel bisogno di essere notati. Sono esche per vedere se qualcuno ci nota. 
Perchè cambiare la foto del profilo? Ci avete pensato? Ognuno mette la sua foto migliore affinché qualcuno possa dirgli – “che bella o che bello che sei”, e tu guarda, ogni azione che tu fai parte un aggiornamento e quell’aggiornamento può essere rapidamente apprezzato con un “mi piace” e giudicato da un commento. Il commento è opinare, e questa cosa è funzionale se uno uso FB per mettersi in mostra, è parte del controllo, non il vedere cosa pensi o i tuoi dati.
Perchè uno cita passi importanti? Cose che vede di altri, molti le fanno passare per loro personali pensieri, tanto vanno nel loro “stato attuale”, senza citare la fonte, e anche quando la citano, per lo più, ben inteso, è funzionale al sistema stesso, per poi ricevere il ringraziamento e la gratitudine di tutti. A me personalmente se fosse possibile avrei fatto sparire tutto questo, ovvero commenti e gradimento. Pubblico e fine, perchè il mio è un interesse divulgativo, ma questo non farebbe di questo strumento lo strumento di controllo e di successo che ha. Nessuno è più di tanto,  dei gestori di FB, interessato a cosa dici, a controllare il tuo pensiero, il sistema è strutturato in modo da importi comunque le sue regole, senza che tu ne prenda coscienza di quello che ti fa a livello psicologico e sociale ed emotivo (che è il cibo vero). Per questo che spesso mi sono impegnato nel tentativo di mostrare una destinazione d’uso diversa. Il messaggio che ho cercato di passare è stato: “La mia bacheca è mia non è di FB, e scelgo di utilizzala come dico io!” Il mio intento era far vedere come puoi usare il sistema e dargli un altra destinazione d’uso diversa da quelli che lo hanno pensato. 
Ovviamente la ribellione a questo intento è inevitabile, ed ogni reazione deve essere intesa come una difesa del sistema stesso, e come catalisti di un evidente assuefazione, un po’ come dice Morpheus a proposito di quelli che sono disposti a battersi per difendere “matrix”. Vietare i commenti credo che in questo momento, non solo in FB, sia la cosa più rivoluzionaria che ci possa essere. Ma cosa pensate realmente che si possa esprimere in 2 righe? Per scrivere un articolo uno ci mette giorni, pensate veramente di leggere qualcosa di profondo in un commento? E’ raro. Vietare i commenti diventa la più grande provocazione che fa venire allo scoperto la contraddizione del sistema stesso, ovviamente a chi lo può capire, gli altri non possono che fungere da cavie o da concime. 
Una volta una persona mi ha scritto –“Se non vuoi che scrivano, devi trovare un modo diverso per farlo, dato che è inevitabile questo imbrattamento senza senso”. La mia risposta fu: “la forza sta in quello, lo lascio fare e poi lo sottolineo, … questo li manda fuori di testa, … non possono credere che vada contro lo spirito stesso di FB”. E’ interessate osservare le reazioni, come uno difende l’altro, perchè così facendo difendi di fatto se stesso. Anche quando condividiamo, non è una vera condivisione, non è opinando che si cresce, non importa a nessuno quello che pensi, è solo una facciata, è tutta apparenza per farsi notare, almeno per lo più delle volte; un altro modo per vedere se c’è qualcuno che ci presta la sua attenzione, e la gratificazione che ne ricaviamo alimenta FB. FB è di fatto un parassita, che prende dando l’illusione di dare (visibilità). FB pompa l’ego, e siccome l’ego è funzionale a tutto il sistema qui per sopravvivere, perchè l’ego è ciò che porta fuori la nostra luce, Fb è a sua volta un modo per tenerci sottocontrollo. Un saluto, e buona vita a tutti. Rocco

Il passo più importante. La mistica, la preghiera.

I pilastri funzionano se impariamo a capire cosa sia la “vera” mistica. Bisogna capire che senza mistica non c’è lavoro. Il cammino che Gurdjieff delinea sintetizza in sé il dominio del corpo con la via dell’ez-ezunavuran quello che Ouspensky chiamava erroneamente fachiro. I riferimenti di questo errore si trovano nel libro stesso di Gurdjieff dal titolo – “Incontri con uomini straordinari”, la mente con la meditazione dello Yogi, ed il sentimento con la preghiera e la mistica del monaco. Togliete uno qualunque di questi e restate in braghe di tela a piangere giornate senza ragione.

Questo è quanto emerso in uno dei gruppi che stanno cercando di mettere in opera le idee espresse in questo anno di lavoro, a dimostrazione che i gruppi possono lavorare e funzionare da soli quando capiscono cosa è utile fare per se stessi. Dal gruppo di Cosenza:
“Da una discussione avvenuta pomeriggio, si è arrivati a parlare di preghiera. Ho sentito molte volte da Rocco la parola dovere-dovere-dovere (i part-dolg-doveri esserici citati da G.) ma non l’avevo mai connessa ai tre modi di “lavorare” ovvero tre modi di pregare. Si potrebbe dire che bisogna pregare-pregare-pregare.

– Pregare col corpo, rilassando i muscoli e le tensioni fisiche e prendendo consapevolezza d’esso (la via del “ez-ezunavuran”)
– Pregare con la mente meditando, evitando associazioni e forme di pensiero innescate (la via dello Yogi)
– Pregare col cuore, con preghiere al Signore, con fede e sottomissione (la via del monaco)

Secondo me è molto importante capire questo anche perché si può arrivare a capire lo scopo degli esercizi che si fanno ed il perché della loro diversa natura.Riporto una frase di Rocco detta in questa discussione che secondo me merita un attenta riflessione personale:
“Il Signore sei tu.” Lo ripetiamo dalla mattina alla sera ma non lo vediamo e non lo capiamo più. Buon giorno Signor Bruno, Buona sera Signora Rossi, … buon pomeriggio Signor Emanuele. Il Signore è ciò che ti rende umano ed è ciò che rende divino, avere “umanità” come la usiamo noi è un modo di essere divini, … non te lo dicono a catechismo? Dio è Misericordioso, è che tu non lo sai cos’è la misericordia perché odi te stesso e gli altri di conseguenza, ti senti un disadattato e non hai compreso che dovresti solo arrendere, … Se ti arrendi allora preghi, e le parole saranno le stesse, ma avranno la consistenza che oggi non hanno.”
Aggiungo solamente che l’unico vero modo di evitare le associazioni è fermare il dialogo interno della mente e far scendere o emergere in noi uno stato di calma. Questa operazione di ottiene addestrandosi il più possibile ed in qualsiasi luogo attraverso il “lavoro in Calma“. Imparando ad entrare velocemente con l’attenzione nel corpo esauriamo ogni eventuale sua risposta alla nostra modalità di pensiero. Ci sarebbe molto altro, ma al momento …

… è importante non dimenticare che la preghiere non è lo scopo, la preghiera è il mezzo, raggiunto il fine la preghiera non serve più.

I Pilastri della "moderna gnosis" – uscire da matrix?

Oggi un caro amico ha così sintetizzato i fondamenti del “lavoro” svolto in questo anno di conferenza ed articoli:
I 3 PASSI DELLA DISCIPLINA
1 DECIDERE CONSAPEVOLMENTE LE PROPRIE AZIONI
2 AGIRE SENZA ASPETTATIVE
3 ACCOGLIERE IN SERENITA’ QUALSIASI RISULTATO
I 3 PASSI PER TORNARE A CASA
1 CONTATTARE L’ESSERE, IMPARARE L’ARTE DELLA PERCEZIONE
2 SPEGNERE IL DIALOGO MENTALE ASSOCIATIVO
3 RISPARMIARE ENERGIA
I 4 PILASTRI DELLA COLLERA
1 FRUSTRAZIONE
2 SENSI DI COLPA
3 DUBBI
4 PAURE
LE 4 PAURE FONDAMENTALI
1 PAURA DELLA MORTE
2 PAURA DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA
3 PAURA DI ESSERE ABBANDONATI
4 PAURA DI VIVERE IN UN MONDO OSTILE
I 5 PASSI DEL LAVORO
1 SMETTERE DI GIUDICARE GLI ALTRI
2 SMETTERE DI CORREGGERE GLI ALTRI
3 SMETTERE DI LAMENTARSI
4
5
SMETTERE DI GIUSTIFICARSI     
SMETTERE DI ELEMOSINARE LA CONSIDERAZIONE DEGLI ALTRI

La retorica del P.I.N., il nuovo nazional-socialismo-spirituale

Questa mattina, giovedì 11 ottobre 2012, aprendo il mio solito profilo sul “libro dei fessi” (facebook) ho trovato un invito a partecipare ad un evento intitolato – “Vogliamo liberarci dalla schiavitù oppure no? Allora Uniamoci Tutti e riprendiamoci la nostra Vita e il nostro Paese.” – inutile dire che domanda è retorica retorica di per se, perchè chiunque se ha coscienza della sua condizione di schiavo cerca la libertà, il punto è che non ve nè coscienza, e quindi nulla può accadere. Il comunicato in realtà deve essere letto in un altro modo, … cosa ci sta realmente suggerendo? Hai capito cosa ci sta dicendo? Gira le parole così capisci, ci sta dicendo – 

“unisciti a noi tutti, se non lo fai allora vuoi essere schiavo!” – è implicito nella domanda con – “oppure no?”.

Il riferimento alla vita ed al Paese è un invito ad un patriottismo velato che abbiamo già visto in altre epoche, un nostalgico tentativo di ricreare il messaggio del rinascimento “italiano”, vedasi infatti anche l’immagine utilizzata. L’altra bomba veramente forte è la seguente – “Invito a partecipare alla GRANDE UNIONE DEL POPOLO ITALIANO, organizzata dai CITTADINI ITALIANI!” – lasciando intendere che si tratti di un iniziativa individuale con suffragio popolare, voluta dal popolo, dal popolo dei “Cittadini italiani”. Poi segue una piccola digressione su presunti movimenti che stanno già aderendo e sul fatto che non ci sono Leader, tutti uniti sotto un unica bandiera e cioè quella dei “cittadini Italiani Uniti” (la U e maiuscola non a caso) e poi arriva finalmente la verità – “Il PIN (Partito Italia Nuova) ha già aderito e scende in campo con tutti coloro che vogliono solo il bene comune e sanno abbandonare il proprio ego almeno per i prossimi 6 mesi! – A parte che c’era un altro che parlava di scendere in campo, … ve lo ricordate è quello che nell’ultimo ventennio insieme al suo movimento – Forza Italia – e poi – popolo delle libertà – puntava anche lui, con il buon proposito, al rinnovamento dell’italia, di unire gli italiani puri di cuore.

Ma poi, la cosa veramente fantastica è cosa ti stanno dicendo con questa frase. Ti stanno dicendo che il PIN è sceso “in campo” con tutti coloro che “vogliono solo il bene comune e sanno abbandonare il proprio ego almeno per i prossimi 6 mesi”, … –  sono fantastici! – Quindi implicitamente ti viene detto che quelli che non aderiscono non vogliono il “bene comune” e non sanno abbandonare il proprio ego! – tra l’altro, è per 6 mesi, e dopo, vinte le elezioni, tutti a “porcheggiare” un’altra volta. 

E’ la stessa retorica del ventennio fascista e del “berlusconismo” infarcita di concetti new-agiani, dovete guardare le parole chiave: POPOLO, ITALIA, CITTADINI, UNIONE, NUOVA/O … e molto altro. Cercano di fare branco, un branco non porta mai niente di buono, solo razzia, corruzione, …. quello che osserviamo tutti i giorni. Queste elezioni saranno un tentativo di ridistribuire per un attimo il codice, e poi torneranno tutti a fare quello che hanno sempre fatto. “Fai il bravo per 6 mesi!” – ma questa è liberazione? Come è potuto il messaggio del Cristo scivolare così in fondo nella scala evolutiva?!
Ma andiamo avanti perchè questi si qualificano con le loro stesse parole, – “Armando Siri attuale presidente ha dichiarato che il PIN è deciso a fare un passo indietro e a collaborare con tutti i movimenti al fine di creare un nuovo Soggetto Politico che sarà deciso TUTTI insieme che diventerà l’unione vera del popolo italiano tutti uniti sotto il tricolore per andare uniti alle prossime elezioni.”  – ma che cos’è uno scherzo?! Berlusconi l’altro giorno dichiara di essere disposto a fare un passo indietro per il bene del paese … ma come fai? Ma allora lo sai anche te che la gente si beve proprio tutto, non è Siri a fare il passo indietro, ma addirittura tutto il PIN. E’ la “massa” che gli interessa, questi puntano alla massa, ma non a quella “critica”, che si realizza da se, in se stessi, ma al popolo, al popolo bue, al solito popolo di tiepidi, … altro che “individui” coscienti”, magari puntano pure alla massa degli spiritualisti dell’acqua potabile, quella dinamizzata da Masaro Emoto, puntano alla democrazia diretta dei figli di matrix di D. Icke. L’alchimia non è mangiare marmo per cagare statue. Se uno credo in quello che afferma sa che la partita si sta giocando altrove, e quando guardi giù nel mondo fisico, i giochi sono già fatti.
Ma poi avete letto bene – “uniti sotto il tricolore“? Questo è nazionalismo, come se non avessimo capito che l’unità d’Italia, il risorgimento italiano è stata tutta una questione politica?! Ma se i confini sono il vero problema. E poi mi parli di matrix e di pillola rossa? E si, perchè qui viene uno dei pezzi più belli, il tizio che ha postato l’evento dice quando si qualifica: 
“Chi sono io? Nessuno in particolare! ma solo uno di voi: un cittadino Italiano che crede di aver capito buona parte dell menzogne cui è stato soggetto da quando è nato….Che ha aperto cuore, mente e anima e si è prima osservato internamente per capire qualcosa in più della sua vita e poi della vita in generale. Ha ascoltato e visto, letto e riletto e alla fine ha scelto la sua pillola Rossa (chi ha visto matrix capisce)… Non ho nessuna ambizione politica anzi tutto al contrario, non sono e non voglio essere leader di nessuno se non di me stesso!”

Aldilà del solito riferimento a Matrix non casuale e al nessuno in particolare, fatta per provare a tirare quelli che ascoltano le cose che dico, come a dire – “siamo dalla stessa parte”, “diciamo le stesse cose”, – cosa totalmente falsa – il definirsi un “cittadino italiano” è per sua stessa ammissione una “pillola blu”, altro che “rossa”, definirsi “cittadino italiano” ti qualifica in quanto schiavo di questo stato, significa identificarsi nella condizione di “cittadino” ovvero uno schiavo e di uno stato quello “italiano”. Quando che non sono nessuno e che sono uno di voi mi riferisco alla schiavitù non alla cittadinanza. Anche Berlusconi diceva – sono uno di voi”, ve lo ricordate il manifesto un presidente operaio?

Ma non l’abbiamo ancora capito che il problema è il confine? Sono i confini e l’identificazione in uno Stato in vero inganno, noi non riusciamo più ad immaginare niente di diverso da uno stato che ci governa e per il raggiungimento del “bene comune” non vediamo altra soluzione che realizzare un partito e portarlo in parlamento a fare le riforme che ci faranno continuare a fare ed avere quello che abbiamo adesso, perchè tanto l’ego lo devi mettere da parte solo per 6 mesi quelli che vanno da qui alle prossime elezioni, … e poi si tratta solo di quella parte che ti sta suggerendo lui e cioè l’amor proprio, … guarda caso quello che proprio ti serve adesso … se non sei capace di metterlo da parte implicitamente ti sta ancora dicendo e significa che non sei umile, … e a nessuno piace che gli si dica che è un orgoglioso. Sono sempre le stesse molle; ma chi è che scrive la propaganda del PIN?

Il problema di queste persone e di chi le segue non è realisticamente “uscire da matrix”, ma è rendere confortevole il soggiorno! Il bene comune, il bene più prezioso per loro non è il “tempo”, ma è avere cose, avere lavoro, avere agio, avere occupazione, avere l’agiatezza che dovrebbe darti modo di fare cosa? Tutto sotto l’egida di 4 “cacate” idee pseudo-spiritualiste mescolate con il solito linguaggio socialdemocratico. Il sistema non cambia, non può cambiare, … alcune cose cambiano, altre non cambiano, e per quanto tu possa modificare le condizioni di vita qui, le leggi che regolano questo pianeta e l’universo non cambiano, e non basta delegare qualcuno, anche armato di buoni propositi, per vedere la fine di questa cosa. 

Sempre dal comunicato: “Per Chi vuole mantenere la propria indentità si potrà decidere insieme tra tutti i movimenti aderenti di mettere i singoli simboli nella bandiera italiana che è il vero simbolo, unico che può unire il POPOLO ITALIANO. Tutti insieme poi decideremo nomi e logo e statuto in via del tutto democratica, naturalmente si potranno mettere insieme le idee e i progetti già esistenti più organizzati.” bona è partito il circo, è Casini che tratta con Bersani, Alfano con Fini, DiPietro – più avanti nel comunicato si legge – “”Nessun Movimento o lista civica per organizzata che sia (a meno che non è organizzata dai vecchi partiti per nascondersi) ce la puà fare da sola.” … hanno bisogno di voti per arrivare in parlamento e sono disposti a trattare, stanno facendo lo stesso balletto fuori dai partiti tradizionali, stanno dicendo hai movimenti – “devi metterti con noi da solo non ce la puoi fare”, è l’UDC di Casini che fa sempre l’ago della bilancia. Mi si accappona la pelle quando leggo parole come – “nomi, logo, statuto” – è tutto l’opposto della vera filosofia iniziatica, alchemica alla quale certi appartenenti a questo partito si ispirano, … ma poi non lo sentite? Non la sentite come suona la parola “PARTITO”? Il PARTITO, il partito mi ricorda tanto un certo bolscevismo, … 

Bandiere, Tricolore, cittadini delineano un confine, … e poi citi matrix, sei fantastico! Hai presente l’ultima scena? Quando Neo è al telefono? Ti ricordi cosa dice? “So che mi state ascoltando, avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi; paura di cambiare. Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire. Sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi. Un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini, un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo dipenderà da loro.” – ripeto – ” senza frontiere e confini”  – e tu mi fai il patriota?! Le società Gilaniche dimostrano che esiste un altro modo di pensare alla vita senza bisogno di identificarsi in un Paese o uno stato e senza delegare qualcuno al governo della comunità, questo serve perchè l’uomo è stato trasformato in un barbaro è stato fatto diventare “malvagio”.

Utopia? No, è che non è la strada con minor resistenza che avete scelto. Se contate di essere così tanti e fate appello al senso comune, perchè non provate a proporgli un modello diverso? Lo Stato non può essere riformato o cambiato, perchè lo Stato per sua natura esiste a causa dell’immaturità generale degli abitanti di un Paese. Le persone, la massa, non può esistere senza stato, distruggerebbe tutto, è stata sottomessa ed adesso conosce solo il bastone… non puoi fare l’alchimista e allo stesso tempo fare un partito politico. La politica è per tenere sotto controllo le persone, … se realmente le vuoi aiutare devi mostrare loro un altro paradigma, … se fai un partito dove sta la novità? Nella parola “Nuova”?

Ma proseguiamo. Qui sfondano i muri aperti, sono fantastici cercano consenso nel dissenso e di tirare sotto questa bandiera tutti quelli che ci sono – “Movimenti politici e non, liste civiche politiche e non, movimenti per la liberazione, per la libertà, anti casta, anti Equitalia, AntiMonti, anti europa, anti euro, Anti Casta,” – anti Equitalia? Anti Monti? ma cos’è sta roba? Anti europa, anti euro, a parte che mancano di originalità, … mah, … e qui viene la chicca, –  “per una Democrazia Diretta, eccovi ora messi tutti alla vera prova: Volete voi veramente il bene dell’Italia e sopratutto degli italiani?. Siete nati veramente con lo spirito libero, con l’anima elevata, con la coscienza consapevole… con il desiderio di liberare l’uomo dalla schiavitù e dalla menzogna?”
Questo è veramente il massimo della presunzione e della coercizione, ti metto alla prova per vedere se sei un vero italiano, se vuoi il bene del tuo paese e soprattutto dei tuoi concittadini, – ci mancava solo chiedere se crediamo in Dio. Collegano la “democrazia diretta” con lo “spirito” e l'”anima” che di democratico non hanno niente. Ma ti pare che per mettersi in discussione dobbiamo dipende da tutto questo? Se non aderisci alla sua iniziativa sei il contrario di tutto quello che ti ha detto. Lo capite come è costruito questo messaggio? E’ sempre la stessa tecnica. E’ il preludio del vescovo Cirillo che mette alla prova i suoi credenti, chi non aderisce è da biasimare. Se tu rispondi – NO! Sei un traditore, sei uno che vuole essere schiavo e non vuoi il bene degli italiani e dell’Italia. 
Questo passo poi è veramente spregevole – Siete nati veramente con lo spirito libero, con l’anima elevata, con la coscienza consapevole… con il desiderio di liberare l’uomo dalla schiavitù e dalla menzogna?”. – ma che cosa ne sai dello Spirito libero tu che sei schiavo di un ideologia, di un partito, di un intento nel mondo; di quale coscienza e consapevolezza parli? Quella di aver capito che il mondo è popolato di ladri? Che i politici in italia sono corrotti? Che per cambiare vuoi fare una rivoluzione esteriore? Ma come fai a parlare di consapevolezza quando il mondo che vedi è fatto solo di “anti Equitalia, AntiMonti, anti europa, anti euro, Anti Casta,”, sei un altro anello della catena, un altro pezzo della “natura di mantenimento” di questo pianeta. Lascia stare lo Spirito, lo Spirito è oltre la natura delle cose di questo tempo, le civiltà passano lo Spirito resta. Cosa vuoi che importi ad uno Spirito libero delle condizioni di vita se è capace di vedere oltre il singolo fotogramma di un periodo storico, se è in grado di capire che tutto è funzionale al suo sviluppo, alla sua maturazione. Lo Spirito vive un tempo diverso, lo Spirito è il tempo della sua maturazione, è il tempo cairologico (kairòs  termine greco e indica il momento “giusto”). Se fai quello che fai per conoscerti, perchè nel fare capisci, è un altra cosa, … ognuno, fa quello di cui dispone, e quello di cui dispone dipende dal tuo orizzonte, … ma, se vuoi liberare l’uomo dalla schiavitù non è questa la strada, questa è politica, … lodevole, utile, … ma lascia stare lo Spirito perchè questa diventa la tua “menzogna”. 
Anche qui –“Siete disposti a fare un passo indietro e a rimettervi in discussione? Se si per piacere contattatemi perchè stiamo organizzando una riunione tra tutti i referenti dei movimenti veramente ispirati e liberi al fine di creare il Movimento che sarà la vera madre di tutti i movimenti.. ” – avete visto quante volte viene ripetuta la parola “movimento”? Questi pensano veramente di potersi sostituire al “movimento” 5 stelle di Grillo. Sono fantastici. Vogliono diventare la madre di tutti i movimenti.  Anzi vogliono andare oltre Grillo, senti qua – “Una coalizione non serve neanche perchè richiede il 15% di preferenze…insieme ne possiamo avere di più perchè la maggior parte del popolo Italiano sarà con Noi perchè NOI saremo il POPOLO ITALIANO! Dobbiamo creare un nuovo Movimento Politico che riunisca TUTTI i movimenti che hanno il cuore e la mente ispirati e puri.” – Il popolo è con noi! Noi saremo il POPOLO?  Ma questo è delirio mistico! POPOLO; Spirito, PURI, menti Ispirati …

… non è il mio. 

“Partiamo da NOI italiani e decidiamolo insieme mossi dal Vero Spirito. Il Diritto alla vita di qualità per tutti!”  – eccolo qui, ancora nazionalismo mescolato con la spiritualità (“Vero Spirito” messo in questo comunicato è pura bestemmia), mirano tutti al benessere materiale, la qualità di vita non è detto che dipenda da quello che possiedi, … non c’è niente di rivoluzionario, è quello che Gurdjieff chiama il bisogno di una casta inferiore di accedere allo stesso privilegio di quella che la controlla, la comanda. Siamo ancora ai bisogni materiali. 
Uniamoci veramente questa volta! Facciamolo per noi e per i nostri Figli e per la nostra madre Terra che questa “Tenia” sta divorando lentamente! Incontriamoci tra tutti i movimenti, liste civiche e neo partiti che desiderano liberare l’italia e restituire dignità al POPOLO ITALIANO Abbandoniamo il nostro ego personale. Ritroviamoci tutti per decidere una strategia comune tutti insieme. L’appello è rivolto solo a chi veramente ha la visione di una Nuova Italia dove è il Popolo a Comandare.” – Nuova Italia? il Popolo Comanda? Ok, allora l’appello non è per me. Ma questo è bolscevismo. Conclusione non sono un buon italiano, non voglio essere libero dalla schiavitù, non ho uno spirito puro.

Il resto ve lo regalo, leggetevelo da voi le parole sono sempre le stesse: “Tutti assieme ce la possiamo fare… Ma solo se saremo Tanti e Uniti!!!! per la Nuova Italia!” – l’ultima parte, l’invito alle persone ispirate, è veramente il sunto e il segno della fine dei tempi e della totale idiozia di questa umanità, si fa leva sull’ego per infarcirci ancora la testa con stronzate sull’italianità, l’amore per la patria, lo stipendio medio, rinuncia a te stesso … peccato che negare se stessi significa proprio rinunciare a tutto questo balletto, a tutto quello che stai offrendo qui. Ve lo lascio per leggervelo con calma e tranquillità, lo troverete alla fine del post, se questo è “essere ispirati”, … lasciamo perdere. Capisco e personalmente non discuto le buone intenzioni, tanto più che sappiamo che la strada verso un certo luogo ne è lastricata, ma non ho potuto non discutere come è costruito il comunicato, se i vostri intenti sono validi, così non si capisce, è tutto solo pieno zeppo di retorica, … tanto più che porsi – “l’obiettivo di giungere a occuparsi del Ministero dell’Educazione e dare avvio a programmi scolastici che aprano la coscienza dei giovani anziché fossilizzarla. Fare sì che agli autori classici vengano affiancati autori come Osho, Steiner, Krishnamurti, Gurdjieff, Givaudan, Aivanhov, ecc.” – è un altro modo per colorare le cose, servirebbe una classe di docenti che attualmente non esiste, … cosa fai? Gli fai il corso anche a loro? E magari a pagamento, giusto? Un corso abilitante a 2000euro all’anno. Già visto.

Non è facendo il ministro di un sistema corrotto e che ha fatto il suo tempo che potrai realmente realizzare questa cosa. Tutto può solo finire. Solo se questo sistema crolla, possiamo costruire sulle sue ceneri e dobbiamo partire dagli individui, quegli individui che sono realmente maturati e fuori il denaro da questa cosa. Il cambiamento va verso un altra direzione, e cioè quella di un cambiamento totale del “paradigma” in atto, il nuovo è – “nessun confine”, “nessuno stato”, “nessuna politica” – che, per quanto utopistico, è l’unica vera forma di cambiamento. Non è nell’uomanoide il cambiamento, non è promettendo educazione pseudo esoterica e agio per tutti, ma in ciò che l’uomo è e non sa di essere, non c’è un unica ricetta, c’è l’individuo quello che è stato lasciato fuori per il “bene comune”; qui siamo ancora ai movimenti di massa che sappiamo perfettamente, la storia insegna, dove porta: “nazional-POPOLARE-social-Spiritualismo”. Ripeto non voglio discutere le intenzioni, ma questo è un modo becero di porre una questione seria, se realmente si vuole porre la questione non si può fare attraverso questi ricatti velati. Buona vita a tutti.

Evento pubblico · Creato da Franco Spinella Dataflex

Alle persone più iperattive e ispirate:
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Lasciate da parte il vostro ego ve ne supplico! Pensate al bene Comune! Nella NOSTRA nuova italia staremo bene tutti perchè saremo NOI a decidere! Non imponete la vostra personalità, siate Umili, e il popolo italiano, se sarete degni vi sceglierà naturalmente! Ma ciò che vogliamo sono persone votate totalmente al bene comune e non a se stessi! I Politici che vogliamo sono Italiani Veri, che amano più il popolo e la patria che se stessi! ma veramente non solo a parole! E tu che vuoi presentarti come candidato… rinuncia a te stesso! accontentati di un buon stipendio medio perchè non è la materia a cui aneli, ma allo spirito e all’amore! e sii onorato del privilegio di servire la Patria e il tuo Popolo! Aiuta l’italia e gli italiani a stare meglio.

Coloriamo quello che percepiamo.

Nel tentativo di capire ed approfondire la questione di – come possono essere andate le cose qui su questo “pianeta”, che cosa, cioè, è accaduto ad un certo punto che ci ha portati a sviluppare una società e condizioni di vita così come la conosciamo oggi, – mi sono imbattuto in alcuni scritti che parlano di società Gilaniche. Era qualche tempo che cercavo e sospettato (vedasi il post “l’uomo medicina“) che i nostri antenati, non solo non fossero i primitivi uomini che ci fanno vedere nei documentari sull’Amazzonia, dove si legano il “pisello” al collo con un elastico, ma che disponessero di un atteggiamento nei confronti della ricerca della “CONOSCENZA” interiore (inteso come di loro stessi, in quanto forma di vita umanoide; un atteggiamento in grado di spingerli a porsi le domande del caso, le domande ovvie di un qualsiasi individuo dotato di “intelligenza” che si trova buttato su questo piano e cerca di capire cosa ci sta facendo), e di una visione più chiara delle cose, fosse solo perché le condizioni erano più semplici. Non stiamo parlando di idolatri pagani, o di mezze scimmie, e nemmeno di primitivi sottosviluppati, come i libri di scuola cercano di farci intendere, ma di fini cercatori della “verità”; altro che superstiziosi, conoscevano direttamente grazie alla “purezza” delle loro “percezioni”, non filtrate da un intelletto cresciuto smisuratamente in un ambiente ristretto e “civilizzato”, la superstizione nasce con questa umanità. 

Se mi immedesimo, vedo proprio quello che viene descritto nella genesi, un luogo dove c’era già tutto quello che serviva al sostentamento vitale, a tal punto da permettergli di orientare tutte le loro energie e facoltà, l’intelligenza, la capacità di “percepire” e prendere coscienza, nel cercare di comprendere la natura della loro esistenza, con l’intento di capire a cosa servissero, quale era la loro funzione nell’economia, non del pianeta, ma dell’universo. Non avendo la necessità di misurare la loro esistenza su questo piano attraverso i bisogni primari del cibo e del giaciglio, cosa di cui disponevano senza particolare fatica, vista la generosità della natura su questo pianeta, avevano, quello che oggi in realtà nessun ha, il “tempo”; avevano il “tempo” per studiare, per cercare, per interrogarsi e trovare e scoprire le cose. Noi pensiamo che in cambio di lavoro otteniamo denaro e crediamo che questo sia uno scambio equo, ed invece non capiamo che ci stanno portando via la cosa più preziosa di cui disponiamo: il “TEMPO”. La clessidra disegnata nelle tavole alchemiche o presenti sugli altari altro non sta dicendo che: “Il tuo tempo scorre più velocemente della tua polvere” – “Sbrigati (inteso come urgenza, come stato di necessità che emerge da se nel momento in cui capisco, prendo coscienza di ciò che sta “realmente” accadendo qui) a farti perfetto!“. La perfezione è l’integrità di un individuo.
Le loro costruzioni od opere erano incentrata unicamente a capire la natura dell’Essere Umano, parlano solo di quello, dell’uomo; che cos’è un uomo. Le loro opere parlano della costruzione di qualcos’altro partendo dalla materia del corpo fisico, proprio come fa un bruco quando si scioglie (Solve e Coagula) e diventa una farfalla. Chi sono? Cosa sono? Ma cosa ci sto a fare qui? Avevano capito, ad esempio, che esistevano luoghi, qualcuno impropriamente direbbe  “portali”, luoghi di potere (che bisogna capire cosa si intende) dove poter sperimentare un tipo di “percezioni” che aprissero la mente e gli permettessero di “conoscere” innanzi tutto ciò che sono, sperimentavano la “consistenza” del loro stato “esserico”. I megaliti, le costruzioni inspiegabile del Macho-piche, le mura ciclopiche, certe chiese e cattedrali gotiche, i templi meravigliosi che seguono il disegno di costellazioni, luoghi di moderni pellegrinaggi, dove poter realizzare un lavoro di trasformazione e di comprensione. Sono questi i siti di cui poi i celti, i druidi, gli sciamani, i sacerdoti, a vario titolo si sono fatti “garanti”, fino a quando l’azione di altri uomini li ha distrutti per sostituirli con i propri simboli religiosi per pura “ragion di stato”. Dobbiamo studiare il culto pagano se vogliano tornare a parlare con Dio. 
In cicli ripetuti questi certi individui umani, forse padri genetici di molti di noi, hanno cercato di sotterrare completamente la razza umana originaria, l’uomo medicina, riuscendoci non poco ed imponendo l’idea di una natura “malvagia” dell’uomo che dovesse essere repressa o in qualche modo controllata; “Caino ha ammazzato Abele”, forse ha un qualche significato in questo senso. Ad un certo punto qualcosa ha sterzato, è andato storto, si direbbe, – Morpheus dice a Neo: “Grande fu la magnificenza mentre davamo alla luce I.A., la cui sinistra coscienza ha creato un nuovo tipo di macchine”. 
Accettiamo le “regole” e non le mettiamo più nemmeno realmente in discussione, facciamo finta di contestarle, ma siamo totalmente dipendenti dal modello che le ha propugnate. Non le discutiamo semplicemente perchè si è sempre fatto così, crediamo di fatto che questo modo di governare il pianeta sia l’unico possibile, ci raccontano che le cose sono sempre andate così, ed invece, in realtà, in passato per un lungo periodo (dal 7000 al 3000 a.c.) è esistito ben altro, ed anzi grazie a quel ben altro che oggi possiamo ancora disporre di poveri frammenti che possono permettere, a quegli individui maturi, di prendere fiducia in ciò che sentono.

Avete visto un video su un presunto esperimento su delle scimmie? Prendono delle scimmie e le mettono in una stanza, al centro c’è una scala che porta ad una banana attaccata al soffitto, per un pò non accade assolutamente niente, tanto per dargli in tempo di iniziare a capire e lasciare che prendano l’abbrivio ad andare sulla scala. Ad un certo punto appena una o più scimmie inizia ad inerpicarsi sulla scala, giù una cascata d’acqua gelata. Lo fanno per un pò ed alla fine nessuna scimmia si azzarda più a salire per prendere la banana. Poi cosa fanno? Prendono una di queste scimmie e la sostituiscono con una che non sa nulla, con una nuova. Appena questa prova a salire sulla scala per andare a prendere la banana, gli altri le saltano addosso e la picchiano per impedirle di farlo. Piano piano anche questa scimmia smette di cercare di salire, e lo fa senza saperne nemmeno la ragione, solo perchè le altre la picchiano se lo fa, non sa nulla della doccia fredda.

Progressivamente sostituiscono una scimmia dopo l’altra fino a sostituirle tutte, nessuna di quelle scimmie sa dell’acqua fredda, eppure nessuna di loro tenta più nemmeno di salire la scala; perchè? Perchè così si è sempre fatto! La vedete l’analogia? Noi crediamo che questo sia l’unico sistema possibile, perchè così si è sempre fatto, noi non c’eravamo quando tutto si è verificato, non c’eravamo quando è arrivata la doccia fredda, eppure ci siamo adeguati, ci siamo così adeguati che pensiamo che non può esistere una società senza Stato, senza classi sociali, senza lavoro, senza polizia, senza, senza, senza, un mondo senza niente di tutto quello che conosciamo, ne siamo così assuefatti, che anche quando pensiamo ad un alternativa a questo governo, la cerchiamo nel recinto delle solite cose, nessuno vuole realmente cambiare questo modo di vivere, tutti voglio solo accedere alla possibilità di soddisfare qualsiasi bisogno gli passi per la testa.

Sappiamo solo ripetere che vogliamo “lavoro” occupazione, ripetiamo cretinate sui “giovani”, sul dargli un futuro, sempre occupazionale, ovviamente. Ma tu guarda se c’è qualcuno che dice che un nuovo sistema di sviluppo è possibile, che ci sono testimonianze anche nel passato e che questo è già accaduto; se pensiamo ad un crollo del sistema non siamo in grado di immaginarlo più nemmeno un mondo nuovo, un mondo fondato sui principi della coscienza, anche perchè si dovrebbe ripartire dalla cosa più importante che è il mistero dell’uomo, cioè – che cos’è, a cosa serve, – si dovrebbe aprirsi alla visione che noi abitiamo un universo e non un pianeta, il passaggio sul pianeta è transitorio, e dopo?! Non lo sappiamo, non lo sappiamo più, siamo realmente allo sbando, sotto quell’apparente capacità di distriminare, siamo totalmente nel panico, non riusciamo ad immaginare niente di diverso da quello che abbiamo sempre “avuto” ed adesso che intuiamo che sta succedendo qualcosa e che è tutto a rischio diventiamo nervosi, litighiamo, ci prendiamo per 4 idee, sfogando questa frustrazione obiettando su tutto, anche sulle virgole. Come quelle scimmie di quello che è accaduto nel passato, non ne sappiamo niente, non è rimasto nemmeno un sapore lontano ancestrale, e non ne sappiamo al punto tale che non sappiamo nemmeno se siamo stati noi a prenderle, cioè se siamo stati noi quelli ad essere stati distrutti e resi schiavi o se siamo stati noi a cominciare, perchè ripeto esiste la possibilità che i nostri antenati non fossero i Gilanici, ma che noi siamo i discendenti di quelli che li hanno distrutti e resi schiavi, e questo spiegherebbe anche perché non siamo in grado di pensarlo e sentirlo un sistema di sviluppo diverso, no lo abbiamo mai vissuto, non è nel DNA, qualcuno direbbe; d’altronde qualcosa di simile la “civiltà” contemporanei alla quale fino a prova contraria apparteniamo, lo ha fatto in america del Nord con i nativi, in europa con i Catari, gli Albigesi, … e molti altri posti. La ripetizione di un trend?! Speriamo veramente di esserci mescolati.

E’ stato un lavoro lungo, un lavoro durato secoli. Il lavoro di trasformazione della nostra civiltà ha richiesto ripetuti passaggi per arrivare alle condizioni attuali, in 3000 anni è stato sviluppato il più grande “sistema” di controllo attualmente esistente, passando dalla “repressione” con la forza, allo “sfruttamento” prima in schiavitù e poi indotto, il più grande inganno è avvenuto ed è passato attraverso la cosa più importante che è il “percepire”, è stata smussata la percezione attraverso la pomposità dice Letfort nel suo testo a proposito della radice della parola Kundabuffer, e poi ci sono i media, l’informazione manipolata, i gruppi di contatto, gli esperimenti, e molto altro tutto per correggerci, per correggere quell’imperfezione sistemica che il personaggio di Neo incarna nella trilogia di matrix. Il controllo non è la fuori, te l’hanno messo nella testa.

E’ stato progressivamente modificato e limitato, attraverso un educazione/condizionamento, il modo con cui vediamo o meglio percepiamo le cose: noi coloriamo quello che percepiamo con cose che ci hanno detto, con i colori che non sono i nostri, e così perdiamo consistenza, identificandoci nel “percepito” e non più nel “percettore” o “osservatore”, come lo chiamerebbe qualcuno. Ecco perchè abbiamo bisogno di soddisfare certi bisogni, ne siamo dipendenti, le cose che possediamo, ci possiedono; colorare la vita è diventato la perversione di questa umanità.

Ed ecco perché attualmente il mondo non cambia, non può cambiare, il sistema attualmente resta quello che è, e che è stato predisposto e previsto. Ciò che può cambiare è il modo con cui lo guardiamo, e questo si che è “utile”, perché questo ci permette di capire cosa sta realmente accadendo. E’ “utile” e nel tempo può generare un sostanziale cambiamento anche fuori, è questa la vera sostanza del “lavoro su di se”, a questo si riferiscono tutti quegli scritti che leggiamo senza capire e che ci affascinano tanto a tal punto da citarli in continuazione, senza alcuna utilità, perseverando nella perversa trappola studiata per noi. E’ in questo che consiste l’importante o meglio l’utilità di aprire la propria mente o visione, e questo avviene esclusivamente se “moriamo” a tutto ciò che crediamo, e crediamo di essere. Non dobbiamo essere niente, non ci serve la considerazione, non dobbiamo coltivarla, non siamo tenuti a comportarci come ci si aspetta secondo una codice di regole condiviso. Coloro che lavorano a questo, lavorano ad un autentica rivoluzione, ma ricorda sempre che non è per cambiare le condizioni di vita qui, altrimenti stai un altra volta colorando di uno scopo irreale il tuo lavoro, ma è per capire cosa stai a fare sulla terra. Che cos’è la terra? A chi serve questa umanità? Cosa è quello che c’è la fuori e che chiamiamo universo o cosmo? E molto altro. E usa la tua testa, non berti tutto quello che leggi come pura verità.
Anche se di quando in quando possono cambiare un pò le condizioni di vita, e la schiavitù è più sopportabile o meno percepita, non è questo lo scopo finale, sarò sempre un mezzo od un effetto collaterale di una rivoluzione che parte dalla distruzione sistematica di tutte le “minchiate” che affollano il nostro cervello… La strada passa da noi, ma noi non siamo ancora nelle condizioni mentali per fare niente, deve cambiare la testa altrimenti ci inventiamo altre scemenze sull’essere interiore. Smettiamo di chiamarlo “io” profondo, lo chiamiamo “essere”, ma in realtà nessun è in grado di spiegarlo, perché fondamentalmente non sa quando lo sperimenta, non sa riconoscerlo, per lui è solo un concetto, mentre è molto semplice farne esperienza, ma vi deve essere mostrato, spiegato, in cosa consiste la sua consistenza. Nel vangelo di Filippo si legge di quest’inganno. Ci stanno indicando qualcosa che non ha alcuna “consistenza”, mentre l’essere di “consistenza” ne ha; è così che funziona il sistema, deve sviarti, ecco perché invito sempre a diventare atleti e lavorare con il “lavoro in calma”, quello permette di tornare a “percepire”, percepire la “consistenza” innanzi tutto del corpo, e da lì si può andare anche oltre … Percepire è un arte, solo tu la puoi attuare, io posso solo mostrarti cosa fare, ma il resto è il tuo impegno, la continuità che riesci a dare al tuo lavoro, l’abnegazione, la pazienza, la capacità di accettare qualsiasi risultato, l’assenza di qualsiasi genere di aspettativa, … Calore, pulsazione, vibrazione, qualsiasi sensazione arriva dal tuo corpo quando lo ascolti in calma è parte di quella cosa che chiami “essere”, ma che non riconosci, perché a questa parola ti hanno associato qualcosa di fantasioso, e così anche se “percepisci” qualcosa lo farcisci, lo colori con quell’idea.

Dobbiamo partire proprio da quello che “percepiamo”, ecco perché Gurdjieff parla delle impressione nel modo in cui ne parla, sono cibo solo nel momento in cui non le filtriamo con la nostra attività “formatoria” che consiste proprio nel colorare le impressioni ricevute. Noi coloriamo la “percezione”, che a questo livello di comprensione, è il nostro essere, quello che “percepiamo” è la natura di quello che chiamiamo un “essere” senziente, la percezione è tutto ciò che possiamo dire ed attribuire all’ESSERE, … quello che chiamiamo il nostro essere è il “percepire”, ma noi lo coloriamo con i concetti, con le idee, col giudizio, col dubbio, con la paura, l’invidia, la lussuria, e sviluppiamo comportamenti od atteggiamenti di indolenza o reattività quali la collera, l’orgoglio, correggiamo gli altri, ci lamentiamo o ci giustifichiamo ed è in questo che consiste il prendere le cose in modo personale, ragion per cui sono trappole. Ecco perché invito le persone a vederle queste cose, mi riferisco al giustificarsi o lamentarsi o altro. Per fargli capire, dando una qualche lettura a ciò che fanno, di modo da arrivare a comprendere che quelle azioni sono parte del controllo e del modo con cui il sistema ti lascia fare, tanto tu colorerai sempre le tue impressioni, a meno che non hai capito che cosa sia il “percepire”. Le impressioni diventano un cibo particolare, qualcosa che ci permette di nutrire, di coltivare, cioè, in noi la possibilità di aumentare la nostra abilità di “percepire”, e quindi capire, prendere coscienza, di ciò che c’è.

Arriva un impressione e qualche istante dopo parte il “moviolone” e l’impressione è finita, e quindi al nostro livello di comprensione attuale, anche l’essere stesso è finito, … ecco perché la necessità di stare nelle cose, o di dominare il dialogo interno, … L’essere sparisce nell’istante in cui iniziamo a colorare … e pensare che ci sono persone che sono ancora preoccupate di microchip, scie chimiche, o rituali enochiani, quando ci sono seduti sopra il problema o il controllo, … come quelli che parlano di risveglio della coscienza, di risvegliati, di armonia, amore o altro senza sapere cosa stanno realmente combinando a loro stessi …. quelle idee colorano le impressioni … sei già psicopatico e non lo sai.

Nessuna azione di risveglio può essere compiuta dall’umano, dalla personalità umana, ciò che si sveglia è lo sposo, la personalità può solo cercare di adottare un “atteggiamento” collaborativo. Ognuno di noi ha un suo tempo “cairologico” (kairòs  termine greco e indica il momento “giusto”), un tempo cioè di maturazione, e né tu, né io, né altri, sono in grado di saperlo, perchè tu non sei tu, ma quello che credi di essere, e gli altri non conoscendo loro stessi non possono esserti di nessun aiuto o conforto, se non che nel “mal comune” ti consoli con “mezzo gaudio”. E’ di questo che parla la parabola delle 5 vergini stolte e delle 5 vergini sagge, che aspettano l’arrivo dello sposo e sono chiamate a conservare l’olio per le loro lampade. Lo sposo è la tua stessa maturazione, è il compimento del tuo tempo “cairologico”, del tuo destino, qualcuno direbbe, della tua personale leggenda, e siccome tu non ti conosci, – conosci solo quello che ti hanno detto, conosci solo la superficie, perché non ti fai le domande “utili” e cioè – chi sono? cosa sto a fare qui? Cos’è la terra? A cosa serve l’universo? Cos’è l’universo e quale sia la mia relazione con questa cosa?, – non puoi sapere quando questo arriverà, lo tuo sentire, lo potresti riconoscere per istinti, proprio come spiega l’Oracolo a Neo, ma siccome il tuo istinto è intasato dalle scemenze che ti sono state messe e ti continui a mettere nella testa, cosa che hai anche imparato a fare benissimo da solo, puoi solo fare la cosa più saggia che è poi quella più utile e cioè conservare l’olio per la tua lampada, perché lo sposo arriva di notte, quando meno te lo aspetti.

Dobbiamo capire che ci sono solo cose “utili” da fare, proprio come dice il ragazzino a Neo quando gli dice di non cercare di piegare il cucchiaio, arriva alla verità che il cucchiaio non esiste, e capirai che sei tu che ti pieghi, … il mondo è quello che è, e durerà ancora molto e così per altro tempo ancora, fai la cosa più “utile”, conserva le tue energie, che equivale a conservare l’olio, non sperperarlo in conflitti, in polluzioni, in indolenza o altro, … e per farlo, forse, 4 dritte ti sarebbero utili, ma questa è un altra storia.

Stavo per postare questo articolo e di lato leggo:

“*Le anime devono ritornare all’Assoluto da cui sono emerse. Per raggiungere questo fine, però, devono sviluppare le perfezioni il cui seme è già insito in loro. E se non avranno sviluppato tali caratteristiche in questa vita, allora dovranno cominciarne un’altra, una terza, e così via. Dovranno continuare così finché non avranno acquisito la condizione che permette loro di tornare in compagnia di Dio”

Che cosa significa questo? Un cazzo, assolutamente un cazzo, al nostro livello di esperienza, non significa un cazzo, è un altro modo di colorare le proprie impressioni e rimanere convinti di un mare di balle, anche se è lo Zohar a dirlo, noi non lo possiamo capire, … Illusioni. Se lo capissimo non lo banalizzeremmo citandolo fuori dal suo contesto. “Basta una vita per realizzarsi?”, questa era la domanda che l’articolista si poneva, e la risposta erano questa 4 “cacate” righe citate nel nulla. E poi, me la chiami vita quella che conduci? Una vita vissuta alla ricerca della considerazione, dell’attenzione degli altri. Lo vedete che parliamo di “minchiate”, tutto per rendere più sopportabile l’idea di fondo, … e cioè che un giorno morirai, e non ci sarà niente che tu possa fare … è questo il programma, e quel programma non lo sradicate compiacendoVi di quello che è scritto tra queste righe, come in molte altre, … dormite e non ve ne rendete conto. E’ vero serve a vivere meglio l’illusione di essere qualcuno. 
Non capiamo che questo è il prodotto del mondo che ci circonda, non c’è niente che possa tirarti fuori da questo se non inizi a capire cosa ti sta accadendo, perchè sei qui, ma non intellettualmente o leggendo 4 righe ognitanto, ma cercando, in uno stato profondo di preghiera che le tue suppliche più sincere vengano accolte, e che finalmente quella testa di cavolo maturi.
… Buon lavoro, ricordate che coloriamo le impressioni e che invece per capire queste parole abbiamo bisogno di diventare degli atleti dell’ARTE di Percepire.