Il cambiamento di mentalità, lo spauracchio dell’ingovernabilità!

Non si può perdere quello che non si è, tutto quello che si può perdere sono le illusioni, e le illusioni sono generata da un intelletto esageratamente arrogante. Non si può perdere ciò che non si ha, si può solo perdere l’illusione di possedere qualcosa a cominciare dal controllo di sé. Non è il mercato ad essere in pericolo, ma le “false” certezze di un sistema basato sulla finanza. Il mercato, la finanza sono un illusione e le persone se ne stanno rendendo conto, è che sono spaventate perché gli è stato insegnato a dipendere da questo, gli hanno insegnato che il denaro è cibo e temono per la loro sopravvivenza. 
Se pensavate di andare a votare qualcuno e delegarlo a fare qualcosa per voi, per poi tornare a fare le cose di sempre, vi siete probabilmente sbagliati. Questa è ancora la stessa logica di sempre, quella di non prendersi la responsabilità di cambiare, un cambiamento di mentalità (il video), è questo quello che queste elezioni hanno mostrato, un opportunità di cambiare il “paradigma” di fondo. Da “correggere” ad “educare”. E’ di un umanità matura (di cui si parla), cresciuta capace di far emergere le sue qualità innate, quelle capacità di stare in piedi nonostante le “paure”, nonostante i tentativi di farla ritornare nei “binari” di sempre. Non pensavate veramente che sarebbe stato facile o che non fosse faticoso? I cambiamenti sempre lo sono e non possiamo delegare. Dobbiamo “operare”, essere vigili e guadagnarci la nostra libertà. Noi abbiamo imparato a non partecipare alla nostra vita subendone esclusivamente gli effetti, gli effetti però di un intelletto alterato che attribuisce costantemente ad altri la colpa della sua condizione. Come dentro così è fuori di noi, ecco perché la partecipazione è la parte importante della vita di una società, perché è il riflesso di una presa di coscienza e responsabilità dei propri processi di maturazione. La partecipazione alla vita sociale è il riflesso della partecipazione al nostro personale cambiamento, tutti gli insegnamenti, le scuole ed i profeti l’hanno chiamato il “sacrificio”, operare per il bene comune partendo dalla realizzazione di “qualcosa” in se stessi.
Deleghiamo sempre a qualcun altro la nostra “salvezza”, della nostra anima e quindi delle condizioni di vita stabilite qui. Cerchiamo guru, insegnamenti, leader capaci di renderci la vita più sopportabile, mentre solo tu lo puoi fare, perché la vita è tua e non di qualcun altro. E’ comodo delegare così possiamo sempre dare la colpa a qualcun altro della nostra inadeguatezza. L’egoismo è quello che ci fa chiudere dentro le nostre cose imprigionandoci fino alla fine dei nostri giorni, ognuno è chiamato a maturare e farsi responsabile e dare il suo contributo, grande o piccolo. Finiamola di farci “spaventare” dagli spauracchi dell’ingovernabilità o altro, è cominciata una guerra, una rivoluzione senza sparare un colpo, senza distruggere, una rivoluzione intima profonda, se non c’è quella avremo solo ancora una volta delegato a qualcun altro e questo prima o poi manifesterà tutti i suoi limiti. Siamo chiamati ognuno nel suo piccolo a produrre una rivoluzione personale unica, irripetibile, volta alla realizzazione di un uomo nuovo, siamo chiamati ad emanciparci da animali intellettuali ad esseri responsabili, in grado di compiere “miracoli”, in grado di capire di quale incredibile potere siamo dotati, e non tanto per esprimerlo sugli altri, ma per maturare la nostra possibilità di realizzazione, gli effetti esteriori saranno il cambiamento “auspicato” delle condizioni di vita stabilite su questo piano. Per farlo serve un altro tipo di “educazione”, senza un lavoro e certi strumenti il cambiamento non si realizza, si resta con la stessa testa di sempre convinti di essere cambiati, ma abbiamo solo alimentato il nostro bisogno di sentirci importanti. 
Essere “sotto”, sentirsi persi, è parte della vita, è parte del ciclo di sviluppo di un individuo e quindi di una società, se non lo si capisce e si vuole sempre stare a “mille”, si fatica di più, ci si abbatte, perché quello che credevi di essere per un attimo crolla, e scopri che era solo illusione. E’ questo il problema di tutti quelli che pensano che stanno facendo un percorso spirituale o di sviluppo o in quelli che pensano che avendo votato questo o quello questo basta. Non è facile liberarsi del condizionamento, e l’idea peggiore sta nell’idea stessa di spiritualità e di Dio, esiste solo un unica grande “legge” causalità, …. e la causa del malessere generale è possibile che risieda dell’orgoglio intellettuale, l’arrogante di cui si parla in Pistis Sophia, ecco perché non riusciamo a fermare la testa. La falsa luce è la dialettica. Troppe aspettative finiscono per indebolirci perché abbiamo “paura” di non farcela. Liberati del bisogno di riconoscimenti, liberati da qualsiasi genere di attesa, molla tutto, siediti e lavoro alle emozioni negative con la “ricapitolazione”, modifica il tuo stato interno, e fallo senza aspettarti di riuscirci. E’ solo così che avrai qualche “possibilità” di riuscita. Fai le cose senza aspettarti nulla, mettiti tutto te stesso aumenterai in conoscenza. 
L’Italia non mette in ginocchio nessun mercato, non fatevi infinocchiare con questa cosa, hanno già serrato le fila, ma dovete imparare a trasformare l’impressione negativa, la “paura” che stanno cercando di diffondere per farci rientrare nel recinto, le porte della stalla sono aperte, non permettergli di farvi ritornare per “paura” dell’ignoto, l’uomo è capace di realizzare cose che ancora non abbiamo visto e che tutti i profeti della storia hanno cercato di mostrarci, ma forse adesso è il momento propizio, è il tempo della maturazione, è il tempo Kairologico, forse non per tutti, ma quelli che ci sono vicini: non potete perdervi quest’occasione di scoprire cosa potete “fare”. Non credete a questa cosa, non fatevi intimidire, credete invece di poter cambiare, lasciate andare tutto: paura, scetticismo, dubbi. Lo sanno quelli che stanno più a dentro, il mondo finanziario è alle strette, è alla fine da tempo, quello di queste elezioni è solo la scusa per mostrare il loro limite e poter imputarne la colpa a qualcun altro. La finanza è finita da tempo non puoi continuare a creare denaro dal nulla, prima o poi qualcuno deve incassare ed a quel punto sarà il collasso, con o senza il M5S al governo di questo paese. 
Questo voto è la manifestazione esteriore, è l’effetto di una causa più profonda di un istanza di cambiamento che va oltre le condizioni generali di vita, investe la crisi profonda dell’umano che sta iniziando a percepire che ci deve essere di più che correre per le autostrade, lavorare tutto il giorno, costruire case, fare denaro a prescindere, avere oggetti e fare molto altro che facciamo quotidianamente. Una occasione senza fine per “liberarci” ed uscire (non si va da nessuna parte, si esce con la testa e si smette di dare “coscienza” ed “energia” a tutte queste cose, la nostra forza o energia va dove è la nostra attenzione, per questo bisogna imparare a guidarla) dal “controllo” stabilito su questo piano esistenziale in epoche antiche e la cui causa più recente risiede proprio nel “medioevo”, epoca in cui altri rivoluzionari cercarono di contrastare il potere precostituito (ecclesiastico e di controllo) e che il potere stesso ha cercato in tutti i modi di soffocare, apparentemente riuscendoci. Li chiamarono “eretici” come se fosse un insulto, mentre la parola di per se significa proprio tutto l’opposto, significa “colui che sceglie”. “Eresia” deriva dal greco αἵρεσις (haìresis) derivato a sua volta dal verbo αἱρέω (hairèō), che significa “afferrare”, “prendere” ma anche “scegliere” o “eleggere”. Non si trattava di una dottrina contraria al dogma ed alla fede ortodossa preponderante, questo è quello che raccontano, si trattava invece di mettere l’uomo al centro della vita, l’uomo come l’autentica missione del Divino. E’ di un “umanità” realizzata che si tratta ed è questa cosa che altri uomini, organizzati in ordini di potere e consociati, hanno sempre cercato di ostacolare, diventando a loro volta involontari strumenti di questo stesso sviluppo, solo che è arrivato il momento che si facciano da parte, hanno esaurito il loro compito, i loro successori pronipoti o altro hanno perso completamente la bussola diventando ingordi alla ricerca di riconoscimenti e di potere ed adesso devono solo farsi da parte, per quanto possa sembrare impossibile o altro. L’uomo rende possibile anche l’impossibile, ne è dimostrazione lo stesso sistema che è riuscito a realizzare qui. 
Tutto si processa dentro l’individuo, è nel soggetto che deve e sta avvenendo il cambiamento, è in questo la qualità epocale del momento. L’individuo ha smesso da tempo di dare energia alla materia, anche se non se ne è reso conto, lo ha fatto quando ha iniziato a vacillare la sua fede nelle cose, quando ha iniziato a sentirsi deluso dei sistemi, quando ha percepito che così non poteva continuare, e la materia adesso si sta sgretolando. Grazie a tutti coloro che sentono e credono che la loro esistenza debba essere utile a fare qualcos’altro che non quello che gli è stato messo davanti agli occhi e propinato come unico scopo esistenziale tutto sta andando giù e voi a questa cosa non ci potete fare niente perché è un istanza dell'”intimo” e l’intimo di un individuo non obbedisce alle leggi dell’uomo, non fa calcoli di vantaggio o di opportunismo. Non c’è nessun cammino spirituale da compiere, c’è che rendersi conto, c’è che svegliarsi in questo senso e capire che la ricerca è finita e che bisogna trasformarsi radicalmente, non resterà nulla di ciò che siamo stati, e questo può accadere in modo morbido o con forti movimenti, siamo in una fase di transizione dove un modello condizionante basato sul “correggere” gli altri per tenerli vicendevolezza sotto controllo, si sta spostando verso l'”emergere” di qualcos’altro, è questa la vera “emergenza”.  Questa fase ci fa sentire deboli e vulnerabili, ma è importante non lasciarsi ingannare e spaventarsi, resta nella tua inadeguatezza soffrine e lascia che le cose si compiano. Non abbiate “paura” di cambiare, non abbiate “paura” di aspettarvi l’inaspettato.
Gesù in momento del suo processo dice – “allontana da me questo calice, ma non sia fatta la mia volontà bensì la tua”. La volontà del Padre è quella di accrescere la sua manifestazione, espandere la sua consapevolezza, Dio crea per conoscere se stesso e diventare qualcos’altro, non c’è niente di morale o da correggere in questo. E’ questo il grande dono di Dio. Quanti credenti sono realmente capaci di realizzare questo? Quanti si sentono sufficientemente intrepidi e coraggiosi di vedere cosa c’è al di là del conosciuto?! L’alternativa è ancora lo “status quo” che sicuramente stempera i timori, ma ci tiene ancora una volta intrappolati in questa linea del tempo. Non abbiate “paura” di cambiare questo è il vero “segreto”. Certo forse a qualcuno ancora serve, ma è assuefazione, sono talmente assuefatti al sistema che sono pronti a battersi per mantenerlo in vita, perché credono che da questo dipende la loro sopravvivenza. Inutile dire che è falso, la nostra sopravvivenza dipende dalla capacità di adattamento, dipende dal dominio del dialogo interno, dipende dalla capacità di lasciare andare la materia, dipende dalla possibilità di dominare gli istinti, il fuoco passionario, che se non ben diretto invece di trasformarci ci brucia e si tramuta in violenza. E’ da questi che dobbiamo “temere”/aspettarci una reazione, non dal “movimento” che di protesta non ha nulla, è una autentica istanza di cambiamento di mentalità, cambiamento ognuno vissuto secondo il suo grado di intendimento, in accordo al suo livello d’essere, si direbbe. La “paura” è l’elemento che deve poter essere rimosso attraverso la fede nell’uomo e nelle sue capacità di trasformarsi in qualcos’altro. 

Monti, "Berlu" e "Gianluca". La soglia – "Sei tu che deve attraversarla".

Non può che venirmi in mente oramai la famosa frase de “i soliti idioti” – “dai Gianluca gazzo, esci dal mondo dei mini poni e dei bruchi”. Voi mi chiederete ma chi è Gianluca dei 3? Quello più ingenuo, 2 la sanno più lunga (Berlusconi rappresenta inevitabilmente la furbizia nostrana, il malaffare e la finanza cialtrona, creativa, qualcuno direbbe. Anche se in modo velato il PDL è il partito degli affari di Berlusconi. Monti finanza, banche, mercato e molto altro di preoccupante, un pezzo evidente di poteri forti mondiali): Pierluigi Bersani, un uomo ancora convinto che il PD sia un partito di sinistra, o che il lavoro nobilita l’uomo e molte altre cose che gli si sente dire, e che lasciano totalmente attonito qualsiasi ascoltatore, non di parte ovviamente. Mi fanno veramente “morire” (dal ridere): si criticano l’un l’altro su questioni di moralità quando il più pulito c’ha la rogna, penso al governatore uscente della Lombardia Formigoni (L’Istituto Clinico Humanitas è parte di un gruppo, la Techint, che fa dall’acciaio, Tenaris Dalmine, all’ingegneria, all’impiantistica, al minerario. Cosa c’entra la sanità? C’entra perché in Lombardia grazie al suo governatore è un business che fa un botto di miliardi ai privati), o quando criticano il M5S perché sostengono che ha un programma fumoso, o perché ci sono persone qualunque candidate, che sono aleatori, inconcludenti, etc. Inutile dire che quello che dice Berlusconi che i candidati sono presi dai centri sociale è del tutto una fesseria. Credo che dopo 20 anni di governo di “questi” chiunque di nuovo sarebbe più concludente di loro, fosse solo che ha nuove risorse in termini di energia ed entusiasmo. 
Se “Pippo” e “Pluto” hanno i loro interessi e non sono i tuoi, la sinistra crede ancora di rappresentare qualcuno, quando non rappresenta assolutamente nessuno e men che meno un cambiamento; rappresenta la “paura”, la paura di coloro che credono che nel lavoro c’è la libertà. Impresa, occupazione, sono solo delle pezze, sonno aggiustamenti marginali difronte al “potenziale” cambiamento che possiamo realizzare “adesso”. Comunque andrà siatene certi se restano “questi” ci porteranno solo alla deriva per poi dire che non è colpa loro, è la congiuntura, la crisi profonda, le alleanze, questo o quello schieramento. Credono ancora ai “mini pony”, agli “gnomi” ed hai “bruchi”, mentre il paese è in evidente trasformazione, come andrà questa trasformazione dipende solo dal fatto che in qualche modo le persone che capiscono operino anche nel cambiamento della mentalità, diversamente si sta solo aprendo un nuovo ciclo, destinato prima o poi ad incontrare la sua curva discendente, ed anche questo ci può stare, è ciò che è previsto per l’uomo fintanto che resta in questa condizione evolutiva di animale intellettuale. Semmai è in questo che sta la criticità del M5S, se da una parte rappresentano in questo momento una possibilità, dall’altra se non investono nella “visione” non  ci sarà cambiamento, ma una nuova ridistribuzione del “codice”.

Qui in gioco non c’è l’Italia, ma il pianeta intero, o almeno tutta la cultura “occidentale”, e questa trasformazione potrebbe partire proprio da questo “paese”. Lo tsunami, nome che Grillo ha dato al suo lavoro, investirà molto profondamente l’Europa, non per il referendum che vogliono fare o cose simili, ma per il “segnale” straordinario che stanno trasmettendo tutti coloro che si riconoscono in questa “cosa”. Anti-politica? Ben venga, cosa ci ha dato la politica se non ancora schiavitù. E’ questo che temono, non è Grillo, sono le persone, che a livelli diversi stanno cercando di incanalare verso questa “cosa” una incredibile “presa di coscienza”, che temono, temono che noi, come Italia, saremo un precedente che si riproporrà in tutta Europa, e non se lo possono permettere. 

Il M5S è finito, è diventato qualcos’altro, è un movimento dal basso, la cui forza deve essere gestita per fare un grande salto o almeno tentarlo. Si pensi solo al fatto che questo fenomeno ha raggiunto una forza tale da essere determinante qualunque sarà la maggioranza in Parlamento. Siamo davanti ad una lotta senza quartiere contro ogni forma di governo e che di democratico non ha più nulla. Il risultato elettorale ci dirà se abbiamo ancora tempo per realizzare il cambiamento, la rivoluzione della visione, del pensiero tutto, inteso proprio come i meccanismi, le molle che motivano l’uomo, spostando la crescita sul piano della “coscienza” o avviare da subito la realizzazione di piccole comunità autogestite, che collaborano e comunicano fra di loro perchè questa partita è andata persa. Certo per realizzarle serve però un grande cambiamento di mentalità altrimenti, gli stessi schemi di sempre verranno portati al loro interno, e presto o tardi genereranno di nuovo le stesse dinamiche di “territorio” (competizione), “cibo” e “riproduzione”. Non servono i soldi, serve cambiare testa. Siamo difronte allo sfascio totale della struttura e non dobbiamo avere “paura” di cambiare, di lasciare andare le nostre abitudini e la ricchezza della nostra mentalità, inadeguata in “esseri” che possono realizzare una diversa umanità. 
Come direbbe qualcuno del genere “Bradden” (passatemi la battuta, sfotto l’ipocrisia) – siamo ad una svolta “epocale”, ma veramente, siamo davanti alla possibilità di un cambiamento dall’adolescenza tecnologica alla tecnologia della “coscienza”, ma serve un nuovo tipo di educazione, serve svuotare l’otre, servono nuove otri, nulla di ciò che siamo e siamo stati deve restare, il processo è lungo, ma queste elezioni stanno diventando una occasione importante per infliggere al “sistema” un duro colpo, dal quale si riprenderanno, garantito, ma nel tempo che impiegheranno per serrare le fila e ricomporsi potrebbe servircene per la trasformazione autentica che molti sentono e stanno cercando. E’ ciclico nella storia sempre accade un momento in cui ci sia la possibilità di trasformarci in qualcos’altro, i profeti di tutti i tempi ne hanno segnato le epoche, Gurdjieff chiamava questo processo “Soliunensius” questo perché è il Sole a produrre quelle influenze che possono permetterci di cambiare lo stato della nostra “coscienza”, sperimentare una libertà diversa. 

“gli esseri aspettano con impazienza l’azione della legge di “Soliunensius” perché grazie ad essa il bisogno di una evoluzione accelerata, nel senso di acquisire progressivamente la Ragione oggettiva, in loro aumenta da solo”. da “Racconti di Belzebù a suo nipote”.

Soliunensius e condizioni di vita avverse, queste sono le molle adesso, chi nota più una e chi nota più l’altra, ma il ciclo in atto si muove determinato da queste 2 linee di comando, il “sistema” inteso come condizioni di vita non regge più e sotto si fa prepotente la spinta del Sole. Basteranno cento deputati per gettare il parlamento nel panico e far saltare tutti i giochi, questa possibilità è molto più realistica di quello che apparentemente sembra. Anzi senza nemmeno un grande sforzo, se realmente il M5S arriverà in parlamento e in senato col preciso intento di mettere tutto in luce, in piazza, far emergere tutto quello che ancora non sappiamo di questi personaggi che ci stanno governando da tempo e non faranno passare più nulla e non faranno accordi sottobanco, beh, allora, ne vedremo delle belle. Tutto verrà alla luce e questo è più importante, ciò che sta accadendo fuori accade perché sta accedendo dentro, le persone hanno smesso, almeno alcune, di credere nella “salvezza” del sistema, Monti non è un “salvatore”, il “salvatore” è la “Coscienza”. Grillo di cose ne dice, ma è Grillo, spetta a tutti fare qualcosa e questo inizia dentro. 
Tra un anno si voterà di nuovo? Forse, ma nel frattempo lo sfascio del sistema di potere si sarà manifestato in tutta la sua impotenza ed è quello che conta di più se vogliamo che i lacci stringano di meno, semmai, nel mentre, bisognerà saper essere abbastanza veloci da approfittare del momentaneo disorientamento. Shiva il distruttore, questo è il tempo, e bisogna cercare di non stare nel ramo che verrà comunque tagliato, per farlo c’è solo una strada perdere l’importanza personale, il bisogno di considerazione, aprire una relazione intima, lavorare a liberare parti della coscienza, estendere la propria visione, è questo il lavoro veramente più faticoso, non è tanto trovare soluzioni fuori sul come fare, ma realizzare dentro quello che è “adesso” arrivato il momento di realizzare; le porta della gabbia della prigione sono aperte, ma per uscirne non bisogna guardarsi indietro: morire e rinascere.
E’ un tentativo e pensandoci bene è l’unico possibile ecco perché secondo me indipendentemente dai vari credo o sensazioni sulla politica è importante se si partecipa alle elezioni. Chi non vota è silenzio assenso. Non è più questione se ti interessa oppure no la politica, è questione che questo movimento ci permette di toglierci dai piedi questa “politica”, Smith è fuori controllo, cercherà in ogni modo di rientrare dalla porta di servizio, e lì che il guerriero dovrà mostrare la sua “integrità”, penso al “Berlu” che compra deputati a destra a manca per cercare di riprendere il “controllo”, glielo abbiamo già visto fare. Se capiamo in quale ciclo siamo messi in questo momento in qualche modo possiamo approfittare. Per il resto è questione solo di “maturazione” e in questa cosa non c’è movimento o persona che possa aprirti la mente, o fartelo fare; ci sono solo soglie, soglie di una porta, ma come dice Morpheus giustamente nella pellicola, sei tu che la deve attraversare. “Paura”, “dubbio” e “scetticismo” sgombra la tua mente. Non ricadete nelle solite logiche, siate coraggiosi, veri “visionari” (immaginazione creativa) capaci di modificare “matrix” a proprio piacimento, non so come possiate farlo, quello dipende da ognuno e dalla sua capacità di mettersi in discussione e qui non posso che alzare le mani, il lavoro lo porto avanti, dedico parte del mio tempo per dare in mio contributo, ma i risultati sono sempre imprevedibili, perché imprevedibile è l’animale quando si sente braccato. Come ho già detto in quel senso oltre a provare a mostrare un mondo diverso, una visione della vita diversa, non posso che provare un autentico “sentimento” per tutti, amare se stessi è amare il proprio prossimo, non è qualcosa che si decide, si sperimenta quando apri la mente e scopri che c’è molto di più di quello che credevi e pensavi, … non perdete la speranza, non perdete la fede, e la fede sta in una unica domanda: ci deve essere di più?” E se non c’è allora lo creerò. 
Un saluto, Rocco

Ancora su "the matrix", il mio nome è una convenzione!

“The Matrix”, di Sofia Stewart – parla dell’uomo, parla di uno sviluppo e parla di Eroi, parla di quell’ulteriore sviluppo che è concesso agli uomini di “buona volontà” che sono gli autentici Eroi moderni. Esistono gli umani, e sono coloro che restano a guardare, ed esistono gli Dei, esistono i servi ed esistono i re, e poi esistono gli Eroi, coloro che aspirano a diventare Dei e a sedere nell’Olimpo imparando ad onorare se stessi e scoprendo e sviluppando le proprie potenzialità latenti. Essi sono tutti semi-dei, come coloro che cercano un ulteriore sviluppo. La natura dà all’uomo solo possibilità potenziali, spetta a qualcun altro realizzare questo potenziale: la Coscienza, la particolare sostanza di cui tutti gli uomini sono dotati, ma che solo alcuni imparano realmente ad ascoltare.

Una MATERIA PRIMA nella quale sia individuabile un modo d’Essere differenziato e quasi regale, che non accetterà mai i limiti esistenziali che invece sono sufficienti alle persone comuni. Neo è “The One”, l’eletto, una divinità in potenza, la potenzialità di “essere divini”, è l’Eroe, colui che non si ferma davanti alle apparenze. Essere divini significa “essere”, significa individualità e significa luce, coscienza, significa integrità, significa smettere di auto-sabotare ogni nostra ispirazione, significa piantarla con l’immaginazione negativa, significa fine di una tendenza morbosa ed ossessiva alla ricerca della considerazione e delle gratificazioni altrui. Essere divini è uno stato interiore di grazia ed allo stesso tempo una lucida ed imperturbabile “presenza”. Essere presenti a se stessi e sentire la vita è essere divini, la vita è la divinità stessa nella quale siamo immersi. E’ come il pesce nel mare che nuota e si domanda dove sarà mai il mare.
Parlo di rivoluzione, un’autentica rivoluzione interiore, ma è come apparecchiare la tavola e poi mandarla all’aria. Il mio è un involontario sforzo di provare ad aiutare coloro che cercano e che hanno intuito che c’è qualcosa che non quadra a questo mondo. Quelli che hanno già tutte le risposte non possono farci niente con quello che dico. Dubbio, scetticismo, paure sono il mondo che ci è stato messo davanti agli occhi per impedirci di raggiungere la verità su di noi. Si, certo che siamo schiavi, ma anche un’altra incredibile verità è che potenzialmente possiamo essere molto, ma molto di più di quello che siamo, il problema è che il sacrificio richiesto è immane, significa rinunciare a tutto ciò che crediamo sia reale, significa rinunciare all’ego, alla falsa identità che questo mondo ci ha dato.
Noi riceviamo un nome e quel nome diventa la nostra identità, noi ci crediamo e non è così, io non sono Rocco, non lo sono mai stato, io sono un mare di cose, ma l’ultima cosa che sono è proprio Rocco. Il nome è una convenzione, è il codice con cui poter esser individuati, identificati. Viviamo in un mondo fittizio, il vero mondo è un altro e il risveglio è traumatico, perché scopriamo la cruda realtà che ci circonda e che siamo, perché perdiamo ogni genere di credenza e dobbiamo farci responsabili della nostra vita. È proprio come dice Morphues nelle persone di una certa età -“il cervello stenta a rifiutare il passato”.
Matrix è un sistema e come tale serve alla conservazione della specie, servono unità produttive, unità che producano energia, ovvero, cibo per il pianeta. Matrix, ci dice cosa dire, cosa mangiare, come vestire (attraverso le mode, ad esempio); Matrix dice al nostro cervello come interpretare la vita, Matrix è la mappa, ma la mappa non è mai il territorio. Matrix è dipendenza e l’irresponsabilità che volevamo, ecco perché è così difficile svegliarsi. L’ignoto ci fa paura, ci è stato insegnato ad avere paura ed adesso la paura ci domina e ci tiene nella matrice. Matrix ci dice: “tu non preoccuparti di niente ci penso io a te. Ti dò da mangiare, un auto, una casa, un lavoro e tutte le preoccupazioni che vorrai per tenerti impegnato, ti dò anche il meritato riposo, ti dò anche la possibilità di scegliere (limitatamente, ovviamente, anche in questo Matrix ci aiuta pensando per noi e selezionando per noi cosa scegliere) in cambio tu non pensare più a niente, sei del tutto deresponsabilizzato”.
Matrix ci fa esercitare il nostro libero arbitrio in un mondo ben delimitato; non siamo maturi per prendere vere decisioni e fintanto che ascolteremo il mondo non lo diventeremo mai. Siamo assuefatti ad un sistema e disintossicarsi richiede coraggio. Come? Da dove comincio? Facile, lo dice anche Morpheus: “dall’addestramento!”. Matrix è una terribile trappola che ha lo scopo di tenerci oppressi e silenziosi, addormentati in falsi traguardi e mode d’ogni genere. Matrix è il mondo che mi è stato descritto, loro malgrado, durante tutta la mia prima educazione e che ha finito per limitare fortemente le mie possibilità di riconoscere la verità anche quando gli sto di fronte. Tutti gli uomini e le donne ne sono assoggettati pur ignorandone totalmente l’esistenza. Matrix è un sistema sofisticatissimo per tenerci sottocontrollo.
Conosco persone che sono terrorizzate all’idea che le stiano controllando, ascoltando, senza accorgersi che non ne hanno assolutamente bisogno, ci controlliamo a vicenda. Quando vogliamo correggere qualcuno o un suo atteggiamento, è lì che stiamo esercitando il controllo, quando qualcuno è diverso dagli altri il branco si coalizza ed inizia a schernirlo, a prenderlo in giro, ridicolizzandolo fino a quando anch’esso si uniformerà alla massa. In Matrix, Agenti lo siamo tutti e non lo è nessuno, basta solo che qualcuno faccia qualcosa di diverso da ciò che ci è stato impartito nei primi anni di vita attraverso un correttivo educativo, che può essere la morale stessa, che subito gli Agenti Smith o Brown si attivano e prendono il dominio della nostra vita, delle nostre reazioni, dei nostri impulsi.
Come mai siamo così disturbati dall’operato dei nostri simili? Cosa è che si sta attivando realmente in noi in quei momenti? Programmi, esatto, programmi. L’uomo come lo conosciamo non è realmente un uomo è una macchina, anzi è un animale, un animale che è stata programmata ad obbedire alle leggi della natura di mantenimento, poi l’uomo stesso ha insegnato ai suoi fratelli ad auto-sabotarsi, a lamentarsi, ad auto commiserarsi. Nessuno crede realmente in se stesso, nemmeno i più fervidi sostenitori della loro immagine, sono solo edonisti e come tali solo un’altra faccia della medaglia. L’uomo reale, l’uomo coscienza non è né buono né cattivo, è cosciente. Cosciente di cosa? Di se stesso. Proprio come dice l’Oracolo la libertà passa non dal conoscere chi siamo, ma cosa siamo. Che cos’è un “Essere Umano”? Quale è la sua relazione con la creazione stessa? Matrix è ovunque, è intorno a noi, è una falsa immagine, è ciò che ci hanno convinto essere, è il mondo creato a tavolino, è la falsa scienza positivista. Matrix è una verità a metà. In Filippo, nel vangelo intendo, si legge:

“I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: infatti, distolgono il cuore da ciò che è consistente per volgerlo a ciò che non è consistente. Così, chi ode “Dio” non afferra ciò che è consistente, ma afferra ciò che non è consistente. Allo stesso modo è con “ il Padre “, “ il Figlio” e “ lo Spirito Santo “, con “ la vita “ e “ la luce “ e “ la risurrezione”, con “ la Chiesa” e con tutte le altre cose, non si afferra ciò che è consistente ma ciò che non è consistente, a meno che, si sia arrivati a conoscere ciò che è consistente. I nomi che si odono, sono nel mondo per indurre in inganno; se fossero nell’eone non sarebbero mai stati usati come nomi nel mondo, né sarebbero stati posti tra le cose terrestri. Essi hanno fine nell’eone.”

Molte persone si trovano difronte alla paradossale situazione di avere la porta della loro cella aperta e di restarne sulla soglia intimiditi e senza la volontà di oltrepassarla. Hanno investito troppo nelle cose del del mondo, in termini di credenze, ed adesso nonostante sentono che qualcosa non sta funzionando non riescono a superare l’impasse, non riescono a lasciare andare quella descrizione del mondo, delle cose e di se stessi, ed è questa condizione interiore che le rende inerti. Serve fidarsi delle proprie intuizioni, serve sentire che ci deve essere di più, e se non c’è lo creo. Nell’omonimo libro Pistis Sophia dice intona sempre un inno – “loda la luce”, “loda il signore”, “egli ti libera da ogni iniquità, dal tuo lamento, egli ti libera dal tuo abito di mestizia” e molto altro. Dobbiamo saper vibrare, serve imparare a far vibrare la nostra “presenza” generale in un altro modo, è inutile cercare di liberarsi dei preconcetti usando lo stesso strumento che le ha generati, … la mente, le “idee” vecchie depositate in essa.
Azione, e non reazione. Pistis Sophia inneggia alla luce – è un intento il suo, un intento proteso ad aumentare la frequenza del suo stato emotivo o meglio del suo umore, … non possiamo cambiare umore cercando un emozione positiva, … dobbiamo sentire amore dentro, sentire, in assenza di mente, tutte le forze che sono in noi. Serve “pratica”, pratica quotidiana. I gruppi in giro, intendo nelle varie città, si sfaldano perché quelli che vengono agli incontri poi non si trovano per fare le pratiche, … con o senza di me la “pratica” funziona, comunque, una volta impostata. Cercano un messia, ma il vero messia è dentro, sei tu che gestisci la tua vita – “parole tue”! Non serve a niente arrivare agli incontri se non c’è un seguito, e quel seguito può essere osservato, realizzato, messo in opera. 

Ratzinger, le grandi manovre. Dobbiamo cambiare, ed alla svelta. Lo faccia chi può.

Siamo veramente alle grandi manovre: il papa si dimette! E le ragioni sono tremende. Milioni di credenti cattolici che vivono inconsapevolmente sono precipitati, o almeno questo è il tentativo, in uno sconforto totale, che va ad aumentare la coltre di nuvole atte ad oscurare il cielo, proprio come in matrix, non sappiamo chi fu ad incominciare ma sappiamo che fummo noi ad oscurare il cielo. A quel tempo le “macchine” si alimentavano della luce (coscienza), ma adesso hanno bisogno di emozioni, meglio se negative, per vivere. Alle emozioni positive ci pensa la new age ad alimentarle. Dopo il 21 dicembre dove non è successo nulla, è stato dato un altro colpo alle “illusioni” umane, che se per certi versi era auspicabile, dall’altro se questa azione si rivolge a masse inconsapevoli diventa la realizzazione di un mondo oscuro. Un nuovo medioevo, … 
C’è un fatto da non sottovalutare, il medio evo non è stato un periodo oscuro, è stato un periodo luminoso ragione per cui, quando crei una parte, crei anche l’altra, fu necessario oscurare e soffocare tutti i focolai di risveglio. Lo dissi tempo addietro, Benedetto XVI, il 16 è la torre fulminata, la caduta della torre di Babele, da una parte, e la caduta totale dall’altra. Sopravviverà solo chi sarà capace di cambiare radicalmente la natura del suo “pensiero”. Dobbiamo renderci conto che capiamo alla rovescia e che questa modalità di pensiero è la vera “dannazione”. Inutile dire che non mi sto riferendo a nessun genere di “salvezza” o cose tipo il “numero perfetto delle anime”. Se a malapena capiamo perchè viviamo e come mai ci muoviamo sulla terra quella delle anime perfette è una preoccupazione fantasiosa frutto ancora una volta di un pensiero lineare.  Dovremmo poter capire che si tratta di una metafora, il numero delle anime perfette sta parlando di “temperanza”, di “misura” nelle cose, una misura perfetta. Temperanza è quello di cui abbiamo bisogno. Discernimento e buon senso, ma non possiamo ottenerlo o praticarlo senza un cambiamento radicale del “pensiero” e questo può avvenire solo attraverso un certo tipo di educazione. Dobbiamo vuotare la testa, e rieducarci a “pensare”.
Non possiamo mettere vino nuovo in un otre vecchia, ecco perchè certe manifestazioni sono motivate dalla ricerca di potere nonostante si mascherino da buon intenzioni, e mi riferisco alle mie recenti osservazioni di certi fenomeni e personaggi che ho invitato a cacciare dal tempio (interiore). La mancanza di temperanza produce “brama”, “avidità”, sete di potere, … più cerchi potere e meno misura avrai, meno misura avrai e più sarai schiavo della considerazione degli altri. Ma non puoi liberarti della considerazione se non la vedi in azione. E si è proprio un gran bel dilemma  Credo sia questa ragione per cui G. disse hai suoi in punto di morte: “vi lascio in un bel casino”. Senza la sua influenza erano tutti persi. Sapeva che la rivoluzione interiore e del “pensiero” non può avvenire solo attraverso le “idee”, serve una “presenza” realizzata, serve qualcuno che trasmetta particolari influenze dovute alla costruzione di un centro, influenza che emanano dalla sua “presenza” generale. Non a caso coloro che hanno cercato di utilizzare il “sistema”, come lo chiamavano i successori di 4 via, per lo più non gli è servito a cambiare, vedasi lo scritto di Ouspensky intitolato “un nuovo documento”. Lo stato di “calma interiore” in “presenza” genera effetti su tutte le altre unità senzienti nel raggio di azione di quell’influenza proprio come lascia sottintende lo stesso Gurdjieff nel suo libro “racconti di Belzebù a suo nipote” quando dice che – “tutti i risultati della sua azione rimangono all’interno della concentrazione in cui avviene il processo, e questi risultati sono percepibili all’esterno solo per contatto diretto e immediato.” – riferendosi ai processi di assimilazione della Sacra Legge. Esistono diversi tipi di quest’influenza, influenze in grado di tenerci nel sonno e stimolare i bisogni primari dell’animale, ed altri che ci facciano toccare le vette di una consistente “presenza”. All’interno di queste ultime ci sono livelli e livelli.

Un saluto, non perdete la “speranza”, è la “speranza” oggettiva a farci riconquistare tutte le altre qualità perse nel mare di scemenze depositate a suo tempo della nostra “mente” o “testa”. Non c’è nulla che possiamo fare per contrastare la “follia” che avanza se non cedere, arrenderci alla nostra inadeguatezza e ripartire da dove abbiamo lasciato all’inizio della nostra nascita. Il mondo si sta dividendo, il grano si separa dalla gramigna, per farlo abbiamo dovuto lasciarle crescere insieme, ma adesso la cosa è troppo chiara e visibile. C’è un mondo che va verso una direzione, ed un altro che ha iniziato a capire, penso solo a quello che ho appreso recentemente sulle leggi biologiche, una parte squarta e rimuove ed un altra che cerca di capire le ragioni. Il solco è segnato. Presto arriverà il momento di realizzare Zion, tante comunità piccole, autonome dal sistema, che parlano tra loro. Ma per arrivarci non solo dobbiamo superare la distanza incommensurabile che c’è tra tutti e l’individualismo, ma anche la mente generata dal condizionamento, altrimenti tutto andrà perduto anche lì. E’ necessaria una radicale rivoluzione del pensiero. Gli ecovillaggi sono destinati a fallire senza prima un cambiamento radicale della modalità di pensiero, se non ci si libera del condizionamento. L’esodo o transition deve avvenire a livello dei valori e dei reali bisogni, cioè quelli interiori. Non c’è esodo nel mondo senza un esodo nella testa. Fraternamente Rocco