Niente di nuovo sotto il sole. Francesco I.

Le porte si stanno richiudendo su di noi, le pecore devono ritornare all’ovile, dobbiamo proprio “restare in allerte come vedette in tempo di guerra”, non lasciar passare nessuna “emozione”, non un atomo di inferno nel nostro paradiso (interiore), in quella “luce” di speranza di poter cambiare: noi, non gli altri. Se vi sentite abbandonati è perché avete ancora una volta investito in una persona, in una scuola o in chissà cos’altro che non foste voi. Non indugiate sulla soglia, per attraversarla devi lasciare tutto, ma dentro, è necessario sgombrare la mente da attaccamenti, da ogni schieramento, ogni “illusione”, ogni speranza di risoluzione della partita, ogni speranza di riaggiustare tutto, uno che dorme non si sveglia neanche a cannonate. Il risveglio è un processo personale, gli altri possono solo essere da coadiuvo, ci vuole un “evaso” che ti mostri come fare per evadere, ma poi sei tu che deve fare tutto, non puoi delegare nessuno al tuo posto, altrimenti resti al palo. Come ho già avuto modo di dire non ci sono mediazioni, le mediazioni non hanno mai chiarito, mai aiutato, mai accelerato il processo di consapevolezza, ma l’hanno sempre ritardato, sempre offuscato, sempre e solo confuso. La fase di normalizzazione è in atto. Come Ulisse dobbiamo uscire dalla caverna di Polifemo, nascondendoci tra le pecore. Polifemo è l’occhio che guarda, un solo unico occhio che tiene l’umanità schiava, ridotta a un gregge di pecore. 7 Miliardi di persone che vivono inconsapevolmente: cerchiamo di realizzare la nostra piccola fuga, il mondo non cambierà così alla svelta, come ci mostra questo dialogo di “matrix – revolutions”, dobbiamo solo riuscire a conquistarci la “possibilità” per quelli che lo vorranno di uscire da questa condizione umana deleteria ed inconcludente. Se si creerà una massa critica, e credo che stia già accadendo, i risultati verranno da soli, ma bisogna partire dal singolo.

Architetto: “Hai giocato una partita pericolosa..”
Oracolo: “I cambiamenti lo sono, sempre!”
Architetto: “Quanto a lungo ritieni che questa pace possa durare?”
Oracolo: “Durerà finchè durerà!”

Oracolo: “Che ne sarà degli altri?”
Architetto: “Quali altri?”
Oracolo: “Quelli che ancora vorranno uscire!”
Architetto: “Ovviamente saranno liberati!”
Oracolo: “Ho la tua parola?”
Architetto: “Scusa per chi mi hai preso? per un umano?!!”

L’Oracolo è Maria, la vergine, l’umanità realizzata che sta cercando di aiutarci, le sue apparizioni nel mondo non sono mai state ben viste dall’istituzione del Clero, questo dovrebbe farci intuire qualcosa. Maria sta cercando da tempo di aiutarci a capire che l’uomo è al centro e che da lui e non dalle sue guide, i suoi pastori, può provenire il cambiamento, la persona matura da se stesso nei suoi tempi questo bisogno, è una questione naturale che altri uomini però, interferendo, hanno cercato di allontanare, ostacolandolo: sanno, non passano loro e non ti lasciano passare, creano dogmi, organizzazioni, culti, poteri, per farti deviare, per farsi dare il tuo consenso e poi continuare come hanno sempre fatto. Senza il tuo consenso non potrebbero fare niente. Ecco perché vi ho parlato di un evaso, l’evaso non ha ideali da difendere, non ha importanza personale (da difendere), non ha istituzioni o organizzazioni da difendere, ha solo uno scopo: la libertà.
E quindi poche illusioni ancora una volta niente di nuovo sotto il sole, almeno alle apparenze, il “potere” precostituito non può cambiare con un elezione, ed anche in questo caso rivela tutta la sua ipocrisia. Si elegge un papa che si farà chiamare Francesco, nel tentativo di evocare grandi valori di carità ed umiltà, ma è tutta facciata, è solo illusione, l’ennesima finzione che va in scena; mediatica come mai nella storia, perché deve riportare tutte le pecore nel recinto del “buon pastore”. Se la scelta di Benedetto XVI poteva essere letta come un passaggio importante e di novità in quanto affermava la scelta personale di “coscienza” dell’uomo prima che il mandato di Pietro, e quindi poneva i fedeli davanti all’ipotesi di “responsabilizzarsi” da se stessi, perché deve venire prima l’individuo e poi tutto il resto, l’atto viene vanificato da un bagno di folla che finalmente può tornare a dormire sogni sereni perché ci sarà qualcun altro a provvedere a loro e alla loro conquista del “regno”. A questo punto resta l’ipotesi precedente secondo cui è stato un altro modo per condizionare le folle, falle stare male per poi portare la cura: il nuovo pontefice. Non c’è che dire se qualcuno aveva dei dubbi sull’uso strumentale dei “media” non può che averne l’ennesima conferma, da come viene continuamente trattata la questione del M5S a quest’ultimo “espluà” del conclave, siamo veramente difronte a quelle scene del film “V per vendetta”, dove il potere precostituito racconta la verità che gli è più comoda per pilotare le masse. Non c’è nessuna oggettività, c’è solo spettacolarizzazione. Siamo ad una fase più evoluta dell’uso di questo strumento, dal varietà, alle letterine, dai reality ed i talk show, che per lo più sono contenitori per la pubblicità ingannevole (penso alla carne di cavallo trovata nel brodo fatto meglio di come lo fai tu), ad una fase di sofisticazione totale delle cose. 
Francesco I è lo strumento per rifarsi una facciata, per recuperare un immagine offuscata dagli eventi storici e dai recenti scandali sulla pedofilia, tanto più che le persone hanno equivocato di quale “Francesco” si parla pensando che si riferisse al fondatore dell’ordine “Francescano”, mentre il nome è Francesco Saverio: gesuita e missionario spagnolo che nulla ha a che vedere con il San Francesco d’Assisi che fece voto di povertà e molto altro al quale tutti credono si rifaccia questo papa. Elezione che di fatto, come ho già detto, chiarisce la strategia che stava dietro alla scelta di Benedetto XVI di dimettersi dal suo mandato; un mandato, quello di Pietro, dalle incredibili e drammatiche implicazioni. Gesù (in Giovanni 21, 15-17) si trova nell’impossibilità di far intendere il suo messaggio sentenziando l’incapacità dell’uomo di auto motivarsi, e della necessità che ha di essere pascolato come un gregge da un “pastore”, anche lui a sua volta incapace di capire ed incarnare la rivoluzione del messaggio “cristico”, facendone un dogma e realizzandone un istituzione, un potere che nel tempo è diventato offuscamento e dai toni coercitivi. 

“Non fatevi chiamare rabbì… Non chiamate nessuno sulla terra padre spirituale (…). Non fatevi chiamare maestri (…). Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato, e chi si abbasserà sarà innalzato”. Matteo 23, 8-12

Ancora una volta il Cristo, la “coscienza” dell’uomo, viene tradito e posto sulla Croce e sempre dagli uomini, non da Dio, a favore di un pastore sempre più adatto a pascolare le sue pecore. Il punto è che il pastore non è disinteressato ed invece di aiutare le sue pecore a crescere le ha sempre tenute nell’ignoranza, nel sospetto e nell’invidia e il rancore l’uno per l’altro, per poi poterle tosare. Il pastore non può permettersi di perdere il suo gregge che cerca sempre di rimpolpare attraverso quello che chiama evangelizzazione. Dovete stare attenti alle parole che sono già state pronunciate tra ieri e oggi, l’attenzione verso l’evangelizzazione che viene nuovamente portata come baluardo di una nuova chiesa rinnovata. Il “lupo perde il pelo, ma non il vizio” e non mi sto riferendo alla persona, ma all’eggregora cattolico, all’istituzione del Clero che non può permettersi di cambiare e deve eleggere un cardinale di apparato, gesuita, e con una precisa visione dei poteri: il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, un anno fa, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II. Quello che viene taciuto è che è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò almeno 9000 persone.
Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro – “L’isola del Silenzio”. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina è raccontata dal giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente (fonte). Poi certamente il singolo può aver fatto degli sbagli e questi sbagli gli sono serviti per cambiare e capire l’orrore di quello che ha commesso, ma ricordiamo che non si paga solo per quello che si è commesso, ma anche quando potendo fare non si è fatto. Il Clero ha sempre silenziosamente appoggiato ogni forma di tirannia, tacere equivale ad avvallare: silenzio assenso. Se il singolo uomo può cambiare, l’istituzione no, e siccome quest’uomo non ha “scelto”, ma lo hanno scelto, siamo ancora una volta davanti ad un istituzione, un “potere” che ha a cuore solo la sua sopravvivenza. E poi se uno cambia non si presta a questo genere di utilizzo, per salvare cosa? I papi non scelgono servono il loro padrone: il Clero. Come per il sistema dei partiti che per mantenersi in vita è disposto a fare qualsiasi cosa, anche a rischio di dimenticarsi quali erano gli ideali che lo hanno motivato sino a quel momento. Incassare la fiducia per poi continuare come prima, raccontando dopo che non ci sono riusciti, ma non è colpa loro, … già è solo inettitudine di chi ancora gli crede. Ciò che diventa importante è la facciata, poi se sotto è marcio, raccontiamo balle, facciamo fumo (la stessa fumata che ha tenuto attaccate milioni di persone nell’attesa del nuovo pontefice), incitiamo i nostri tifosi a difenderci, passando tutto sotto alti ideali di giustizia. Pensate al PD, non vederebbe l’ora di fare il governo con il PDL e Monti, fosse solo per togliersi dalla scarpa il sasso M5S, ma non lo può fare per questioni di immagine, questo perché se lo facesse i propri elettori, che non sono così devoti come quelli del “divino” Silvio, li mollerebbero stavolta per davvero.
Francesco I un papa umile venuto “dalla fine del mondo”: ed è proprio della fine del mondo che si parla, la fine dei sistemi del mondo che sta avvenendo e che questo papa si occuperà di difendere, di salvare per il bene delle sue “pecorelle” che erano smarrite e spaventate per la perdita di una “guida” e per l’ingovernabilità recessiva. Potere politico e potere ecclesiastico ancora una volta uniti ed insieme nel tentativo di produrre un nuovo “medioevo” che gli garantisca nel futuro ancora lo “status quo”. Il “medioevo” fu un tempo di splendore offuscato dagli apparati di potere che hanno cercato in tutti i modi di spegnere la rivolta, le macchine vanno sempre all’assalto di Zion, ma come dice Morpheus, dopo secoli che ci combattono: noi siamo ancora qui e non ce ne andremo. Lo scontro è psicologico, è a livello delle certezze e delle paure, la persona che ha fame non ha tempo per ridere, non ha tempo per pensare alla sua realizzazione, ha tempo solo di pregare ed obbedire a quello che altri hanno predisposto per lui altrimenti resta senza cibo. Dipendenti ed assuefatti al sistema, impotenti e senza alcuna speranza di cambiare. Mentre invece la “possibilità” c’è ed inizia da se stessi ed inizia da una “sensazione”: ci deve essere di più. 

La "stampa" strumento del sistema. L’omologazione.

La stampa internazionale, ma anche quella italiana si sta dando veramente un gran da fare per esorcizzare quello che si è mosso in Italia e che il M5S e Grillo ha solo intuito, capito e se ne sono fatto carico. Chi ha votato il movimento lo ha fatto perché si è rotto i “coglioni” di non essere preso sul serio, si è rotto di sentirsi raccontare favolette e poi vedere il parlamento che fa gli interessi di chissà cosa. E’ stata fatta una legge di iniziativa popolare per liberare il parlamento dai condannati, niente. Sono stati fatti dei referendum sull’acqua pubblica, sul nucleare e altro, niente. E’ stato chiesto da più parti di rivedere il nostro rapporto di sudditanza con le decisioni del parlamento europeo, niente. “Questa Europa così com’è non ci piace”, – è questo quello che gli è stato detto, è così difficile da capire? Ma a chi piacerebbe che un pool di banchieri e finanzieri decida la solidità di un paese, decida della sua economia, decida del suo governo e soprattutto cosa devo o non devo produrre, e come devo approvvigionarmi? La preoccupazione se usciamo dall’euro sono le vacanze all’estero o l’acquisto di prodotti stranieri (parole di Fiorella Kostoris). Ma è mai possibile?! Ma dov’è l’individuo in tutto questo? Dov’è l’uomo? Dove sono finite le sue “possibilità”? In una vacanza? Ma di cosa stiamo parlando? E’ di un individuo nuovo che dobbiamo parlare, non c’è organo sovranazionale che possa decidere per lui. Questi vivono in prigione, mettono i fiori alle sbarre e si permettono di parlare di libertà e di crescita. Ma la crescita passa dall’individuo, è lui che cresce e modifica l’ambiente, infatti l’ambiente è il riflesso del suo sviluppo. Come dice Smith siamo un virus, distruggiamo, deprediamo, e quando abbiamo esaurito tutte le risorse ci spostiamo da un altra parte, per fortuna non possiamo uscire dal pianeta, altrimenti con quella testa lì chissà cosa combineremmo in giro per l’universo.  

Sono tutti incazzati perché gli italiani gli hanno detto non ci piace quello che fate, tutti presi e convinti della giustezza ed inevitabilità delle loro “ricettine”, tutti presi a farti capire chi sono i buoni e chi sono i cattivi, questo perché si ritengono sempre e comunque superiori intellettualmente e moralmente, unici portatori di “valori assoluti”, la loro è l’unica soluzione possibile “altrimenti”, … “altrimenti” ci arrabbiamo! Non ce la fanno a mandarla già sta cosa. Ma avete capito che è una minaccia quella di tornare al voto? E’ un altro “altrimenti”. Questi non vogliono fare nessuna accordo, il balletto di Bersani è di facciata, stanno già pensando alle nuove elezioni, credono ancora che torneranno al voto e per la “paura” che hanno fatto provare alle persone e gli spauracchi sul crack finanziario e la “declassazione” dell’Italia, le persone si orienteranno a votarli. Sono piccoli, piccoli ed insignificanti, ma tanto arroganti.
Questo voto parla di gente che non vuole queste cose, speravano di essere loro i porta bandiere del cambiamento (mi riferisco sempre al PD, il PDL non gliene frega niente, basta sopravvivere, nel torbido si pesca meglio), ma la gente, almeno alcuni, non ci stanno a farsi “impapocchiare” di nuovo. Non avrebbero fatto nulla, perché non hanno la visione, non hanno gli organi della comprensione per capire, lo dimostra il fatto che continuano a non capire cosa gli sta cercando di dire una parte degli italiani. Sono costretti a parlare dei rimborsi elettorali o dei loro stipendi, dei doppi incarichi, dei vitalizzi e quant’altro, perché il movimento ne ha messo in luce il problema, la contraddizione e li ha messi in ridicolo davanti a tutti per la loro inezia; sono costretti a parlare di come approvvigionarsi senza sprechi, di come produrre energia pulita, sono costretti a parlare di ambiente, e soprattutto saranno costretti a farsene carico, volente o nolente. Senza il movimento non ne avrebbe parlato nessuno, è questo che gli rode, temi che dovevano essere in cima alla loro lista di interessi, ed invece si sono preoccupati solo di dire scemenze sull’economia e sull’occupazione ed adesso se non ne parlano sono scoperti. Si certo qualche editoriale (per lo più retorico) qualcuno lo scrive anche, ma tutto sarebbe passato come al solito, ed invece adesso se vogliono “sopravvivere” saranno costretti a “fare” ed operare in quella direzione per non smascherasi e perdere quel poco di consenso che gli è rimasto, li abbiamo costretti ad ascoltarci. Sono in imbarazzo perché sono chiamati a rispondere a quelle cose che speravano di mandare in cavalleria, cose da rimandare come tutte le altre volte per la loro complessità e l’incapacità di mettersi d’accordo. Un parlamento che ha vivacchiato facendo minimi aggiustamenti e gettandola in “caciara” invocando la congiuntura regressiva. In Germania (guardavo la puntata di ieri sera di Piazza Pulita, penso ai tedeschi intervistati a teatro) la gente per lo più è omologata ad un unico pensiero, viziata dalla nostra e stessa stampa e dalle opinioni dei loro economisti.

Questi piccoli tedeschi tutti pieni della loro superbia, ridono degli italiani e poi vanno a teatro a sentirne le opere, ignorano completamente cosa stia accadendo in questo paese, di quale incredibile occasione si è presentata per cambiare tutti. Improvvisamente scopriamo che i paesi ai quali facevamo riferimento come “modelli” da seguire sono messi peggio di noi, se non economicamente, sicuramente dal punto di vista intellettuale, umano; sociologicamente morti, addormentati, sono disinformati e manipolati forse anche peggio di noi. E’ incredibile ascoltare quelle interviste senza rimanere basiti difronte a tanta tracotanza, ignoranza e qualunquismo, e non si trattava di persone intervistate per strada, ma a teatro: la Germania bene. Interviste totalmente mirate per dare una certa idea di come ci percepiscono i tedeschi, mentre non è la Germania quella che abbiamo visto, ma quello che volevano che vedessimo della Germania perché quelle interviste dovevano spaventarci e farci sentire esclusi, emarginati, tacciati di buffoneria e ridicolizzati, e forse anche per creare odio e spaccatura, perché se iniziamo a parlarci tra paesi, tra cittadini veri dei paesi europei, allora questa infezione si espande e loro la temono troppo, ed allora devono farti intendere che sei solo tu quello che sta sbagliando per riportarti dentro i soliti binari, per riportarti nel recinto di sempre. Sappiate che quello che avete visto non è il pensiero della Germania, dei tedeschi, ma quello che vogliono che tu creda che i tedeschi pensano di te: è diverso. Se qualcuno si domandasse ancora come abbia potuto Hitler andare al potere in Germania guardando queste interviste qualche dubbio se lo è potuto togliere, forse. 

In America, sono già più avanti, tolte le copertine ridicole dell’economist, si preparano a fare una guerra con l’Iran … L’unità, il giornale intendo, si arrampica su delle cose che non hanno veramente ne capo ne coda, il nemico, prendono di mira Casaleggio e Grillo pensando che siano loro il movimento, non hanno capito, che se non sarà Grillo sarà qualcun altro, perché noi ci siamo proprio rotti le “palle” di come si comportano, ci siamo rotti le “palle” di farci dire cosa dire e cosa pensare, come agire e come comportarci. E’ una rivoluzione del pensiero quella in atto, una rivoluzione della coscienza. Non avete nessuna autorità morale per farlo, siete morti, e i morti vanno solo seppelliti. Lo diceva anche Gesù lasciate che i morti seppelliscano i morti. Non puoi spegnere un movimento di popolo, non ci sarà modo di fermare questa cosa, è un onda, è un onda che si sta facendo “coscienza”; ha ragione Grillo, – “siete accerchiati, arrendetevi, non avete più scampo”. Loro non rappresentano più nessuno, sono loro che hanno “paura”, non sei tu, loro stanno cercando di fartela sentire, ma la “paura” è la loro, paura di cambiare, “paura” che se daranno retta a questa cosa e poi funziona, avranno veramente perso tutto. Non fatevi ingannare voi che potete, qui non c’è in gioco Grillo, ci siamo noi in gioco, è della nostra stessa libertà che si parla. E’ una rivoluzione della coscienza. 
Oltre all’Unità ci sono altri, che fanno parallelismi tra il discorso di Hitler e quelli di Grillo, ma è veramente stupefacente come credono di conoscerci. Ci conoscono così bene da sapere come fare per imbeccarci, sanno quali tasti toccarci per farci vedere quello che vogliono, la loro posizione parziale, che non è neutra, per farci aderire attraverso lo stesso strumento di sempre: la paura. Per fortuna è ancora solo un problema di una certa massa, gli altri hanno capito, per questo che c’è fermento, vediamo la possibilità di liberarci da questo giogo. Vi ricordate Smith cosa dice di Morpheus? Che è un – “Un pericoloso criminale”. Ad un occhio attendo non sfugge che la stampa ha il suo interesse, hanno “paura”, sono terrorizzati e te la vogliono passare, non ci credere. Le Tv per lo più parteggiano per il PD, ma che cos’hanno questi psedo democratici da essere così accattivanti, così necessari da dover essere difesi? Difendono, l’indifendibile. Assuefatti al sistema. Cosa gli muovono dentro al punto tale da non fargli vedere più in là del naso? Li votano con la molletta al naso, semmai, perché pensano ancora di votare qualcosa di sinistra. A me fanno solo venire da vomitare. Stiamo ancora a pensare che è necessario dire cose di sinistra per parlare alla gente?! Ma che mondo è questo? Ma a quale livello di degenerazione è arrivato che non esiste più nemmeno l’ombra di un pensiero autonomo? Tutti omologati e pronti a farsi dire cosa dover pensare, a farsi orientare secondo sempre le stesse logiche. Vai tra le persone e senti nuovamente le stesse cose che la sera prima hai sentito nei programmi di approfondimento, ognuno schierato per la sua parte, come per il calcio, sono tifosi. Tifosi di bandiere e colori, tifosi che non vedono il nulla dei loro rappresentanti. 
Gli sta bene così, è il paese che gli piace; la senatrice Paola De Michelis eletta in Emilia Romagna per il PD, che ha passato la puntata di Piazza Pulita a dire che quelle del M5S erano le idee del PD, ma con che faccia? Dice – “abbiamo anche noi volti nuovi?” – Ma cosa stai dicendo, sono persone di apparato. Questi sono cittadini, il M5S sono cittadini che hanno deciso di farsi la politica da se, di decidere cosa fare della nostra società partendo da un ispirazione, da un cambiamento di visione, da un “utopia” realizzabile; e soprattutto perché non si fidano di “voi”, non ci fidiamo, avete dato per troppo tempo dimostrazione di essere inaffidabili e opportunisti, non potete pensare di pulirvi il viso con un elezione. Siete lì da troppo tempo. Noi la vediamo quest’utopia che si realizza, ma questi non capiscono. Non capiscono, non possono capire non hanno l’organo della comprensione, ripetono un tormentone sul nulla. Sono allo sbando, sono l’armata di Cincischiello, colpita e spersa che gira per il campo di battaglia suonando ancora la fanfara della riscossa. L’euro è finito, stiamo ancora a dare colpe alle elezioni italiane. Cosa c’è di sbagliato nell’andare a rinegiziare la nostra sovranità nazionale? A dire non ci stiamo più, a dire a queste condizioni non ci stiamo più. Gente che ancora ha la faccia di dire – “ce lo chiede l’Europa”, ma chi se ne frega dell’Europa, se è questa l’Europa, ma che andassero tutti a … Un tedesco intervistato che ha la faccia di dire – “avreste dovuto votare Monti”. Ma cosa stai dicendo? 
Stanno facendo terrorismo psicologico con l’aiuto dei media. “Rubo perché ho fame?” – A questo siamo?! Un altro di un giornale tedesco che dice – “Non è una questione interna vostra, porterete l’intero settore finanziare europeo in allarme?” Ma questo è terrorismo. Quindi o facciamo come dicono loro o facciamo come dicono loro. Cosa significa che l’Europa non è d’accordo con questa scelta? Ma questa è dittatura, dov’è la scelta? Terrorismo, spaventano le persone, usano i “quindi”, mettono in relazione cose che non ce l’hanno. Questo è così, quest’altro è cosà, e quindi andrà cosè. Ma che razza di logica è questa – “siccome quando ci sono gli incendi ci sono anche i pompieri, quindi i pompieri appiccano gli incendi” – oppure – “le cicogne sono diminuite, nascono meno bambini, quindi le cicogne portano meno bambini”. Questo è positivismo, è materialismo, e la materia cade perché la gente non ci crede più, ha smesso da tempo di dargli energia, e gli effetti sono quello che osserviamo. Se volete trovare un colpevole cercatelo tra di noi, lasciate perdere chi fa da megafono alle istanze, ascoltateci e sentirete cosa abbiamo da dirvi, e cioè che  – “adesso è finita”, basta con questa “filosofia”; è di questo che si tratta un cambiamento di visione, e loro cercano solo di difendere quello che c’è a discapito di quello che potrà esserci, perché ci perdono tutti. Un mondo nella visione olistica è un mondo completamente diverso, questi non si possono permettere di perdere, sono secoli di storia e di malversazioni, di schiavitù che finiscono, secoli di potere che sta sgretolandosi, non lo potranno fermare, potranno cercare di ingannare i loro sostenitori, ma questa cosa non si ferma perché parte dalla coscienza dell’individuo che sta cercando di emanciparsi ad una visione diversa, più “credibile”, più umana. Parte dall’individuo e si raccoglie in un grande movimento.
Bersani che dice – “se dicono tutti a casa, adesso fanno parte anche loro di quelli che dovranno andarsene a casa se non si fa il governo”. Ma cosa dici? Ma quanta birra hai bevuto per andare in Tv a dire queste cose? Di cosa stai parlando? Più parlano e più rivelano la loro incapacità. I media sono schierati non fatevi infinocchiare da quello che fanno, non c’è un programma televisivo “oggettivo”, trattano questo movimento dall’alto verso il basso, sono infastiditi ed arrabbiati perché sono costretti a scenderci a patti, si mordono la bocca perché non possono dire quello che sentono e pensano veramente perché altrimenti danno ragione a quello che le persone già sanno. In compenso restano agli atti, perché lo hanno detto in campagna elettorale ed adesso cercano di fare finta di non averlo detto. Lo sappiamo come la pensano, cosa pensano non del movimento, ma di noi, basta solo riascoltarseli tutti (le ultime parole famose M. Travaglio). Non hanno capito che è con noi che devono scendere a patti perché loro non ci rappresentano, anche chi li ha votati lo ha fatto per “paura” o per “difendere” un ideale che non esiste da tempo. Lo stesso Ugo Sposetti dice che ha votato il PD per questioni di partito, ma che se avesse 20 anni non sarebbe nemmeno sicuro se li avrebbe votati, forse avrebbe votato il movimento. Chi vuole capire ha capito!
Stanno cercando di ri-orientare le persone, e sanno perfettamente di poterlo fare, perché sono loro che ci hanno omologati, ma questa volta potrebbero anche “toppare” perchè ogni sistema alla fine mostra i suoi limiti, ha un suo break point (punto di rottura), ogni sistema manifesta la sua anomalia (sistemica) e questi potrebbero essere proprio quei tempi. Ci vorranno forse 100 o 1000 anni ancora per cambiare definitivamente, ma sta di fatto che questa cosa prima o poi accadrà, le mediazioni non faranno altro che ritardare questo tempo del compimento, il raggiungimento del numero della anime perfetto di cui si parla in Pistis Sophia. Accadrà, ci ritroveremo presto e di nuovo di fronte alle contraddizioni di fondo ed alla loro incapacità di rispondere alle istanze delle persone, ed allora non saranno più il 25% degli italiani, ma molti di più. Omologati proprio come le automobili. Con le misure ben stabilite per circolare, altrimenti non puoi girare, puoi giusto giocare sulle linee, le forme dell’auto, ma la struttura portante deve rispondere a quello standard. Il nostro pensiero è omologato, la creatività di una persona non esiste, la creatività non è la capacità di scrivere musica o di dipingere dei quadri, o di scolpire statue, queste sono solo il riflesso di una “possibilità” enorme, più grande inespressa, perché è stata soffocata da un modello di vita, da regole morali.

Un creatività che in quanto omologata ad un pensiero “comune” si manifesta solo in certe forme, solo nella libertà di fare quello che altri hanno già stabilito per te. Forme predefinite. Ma la creatività vera è una “possibilità” di realizzare un altro tipo di individuo. Questo lo ritrovi in tutto è per questo che questi pseudo guru che parlano di risveglio della coscienza non ti convincono. Cosa leggi a fare Gurdjieff se poi ti omologhi ad un pensiero, farai una scuola omologata, mentre l’intento di questi personaggi della storia era quello di farti acquisire le qualità di un pensiero libero, autonomo. Se il nostro pensiero è omologato quale opinione vogliamo esprimere quella che ci è stata detta. Siccome il panorama è vario, cioè nel campo dell’omologazione ci sono diverse offerte, crediamo di porte usufruire di una certa libertà, crediamo di esprime qualcosa di nuovo, mentre non è altro che ancora lo stesso pensiero, ci hanno concesso solo una possibilità e cioè quella di schierarci, da una parte o da un’altra: di polarizzarci. E’ dentro che nasce l’alternativa, negli stati interni, quelli più elevati di coscienza, con cui si esprime un pensiero. Lo stesso pensiero di libertà enunciato da uno schiavo resta schiavitù, pronunciato da un uomo libero (dentro) è poesia. Loro lo sanno di questo meccanismo, ma non lo possono dire, perché dovrebbero ammettere di averti condizionato. Se non ci rieduchiamo non possiamo esprimere nessun pensiero autonomo, non c’è democrazia senza autonomia del pensiero. Ci si vede in onda. Rocco BRUNO

Tanti di loro sono così assuefatti, non ci sono mediazioni!

Mopheus: “Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d’affari, insegnanti, avvocati, falegnami… le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo.”

So che queste parole se non ben comprese possono diventare ancora più pericolose di quello che si sta già manifestando in tutte quelle persone che hanno accolto volontariamente la scusa che adesso la colpa della caduta del paese sarà di Grillo e del M5S. La parola nemico significa per me qualcosa che si oppone, che manifesta resistenza, il nemico non sono le persone, questo deve essere chiaro, il nemico è il modello, è lo schema comportamentale che è stato condizionato. Le persone credono di essere libere e di aver scelto molto di quello che fanno o hanno, ma non è così sono state prima, nei prima anni di infanzia e poi successivamente, modificate e non geneticamente, ma mentalmente, e poi assuefatte; è stato creato un binario comportamentale, fatto di linee di codice invisibile all’apparenza, ma che si manifesta continuamente nelle situazioni di difficoltà e che ti induce inevitabilmente a difendere il sistema. Quello stesso sistema che ti ha creato o meglio condizionato. La cosa veramente incredibile di come ci hanno lavorato è che non ne sospettiamo nemmeno l’esistenza e ignoriamo la ragione per cui lo difendiamo, anzi crediamo che provenga da noi, per tutte quelle ragioni che ci raccontiamo, ma che non abbiamo capito che non sono nostre e che ci sono state imposte con la “paura”. Non abbiate paura di restare senza niente, avrete sempre la vostra vita e la capacità di rifarvi, e se non è così è ancora più grave significa che il sistema ti ha privato anche di quella risorsa, ovvero la “speranza”. 
Ti tocca ricapitolarle tutte le tue risorse se vuoi tornare ad essere efficiente, ma non puoi ancora elemosinare “cibo”, il sistema non provvederà più a te perché Grillo o non Grillo il sistema è giunto al suo termine naturale, e se gli lasceremo fare per sopravvivere dovranno allargare la massa degli indigenti, dei disoccupati, dei meno ascoltati. E’ questo che sta accadendo quelli che lo hanno capito stanno cercando di evitare questo disastro, il disastro non è il risultato elettorale, il disastro è il piano in atto per garantirsi ancora risorse per mantenere lo status quo e siccome sanno che non ce n’è molto, devono ridurre i commensali alla loro tavola, perché stanno saltando fuori tutte queste inchieste, secondo voi? Stanno buttando fuori dalla grande tavolata alcuni per poter continuare a mangiare in pochi. Per questo il Silvio nazionale si è presentato alle elezioni, non gli importa di governare gli importa solo di potere sopravvivere (tra l’altro con un mare di soldi di rimborsi elettorali, chi pensi che l’ha pagata la lettera dove ti restituirà l’IMU? Tu stesso con i rimborsi che gli dovrai pagare), non vuole farsi buttare fuori dalla tavola.
Il sistema ti ha mantenuto nell’ignoranza e ha provveduto al tuo sostentamento con il lavoro e il denaro, con un pacchetto di cose che adesso non può più darti e ti mette intenzionalmente sul lastrico, chi lo ha capito sta cercando di correre hai ripari e gli sta dicendo no grazie, togliti dai piedi, io non mi fido di te, ho intuito il tuo gioco, stai fuori dal mio spazio sacro. La maggior parte delle persone ignora che vi sia questa differenza tra lui ed il sistema, dato che solo grazie al sistema lui o lei hanno un identità, quella stessa che il sistema gli ha dato con tutta una serie di influenze. Il condizionamento non è mai stato diretto, ma sfrutta il meccanismo delle influenze. Sei solo tu che non lo sai che cresci per influenze, ma dipende dal tipo di queste influenze alcune sono dirette ad uno sviluppo e presa di coscienza, altre tendono a farti fare sempre le stesse cose, ad omologarti agli altri se vuoi essere accettato dal branco, e molto altro. Sapendo della natura animale di cui siamo fatti il sistema attuale ha lavorato sui suoi bisogni in modo da farti diventare un gregge. Sei stato influenzato, siamo stati tutti influenzati, e quindi abbiamo dato le risposte che si aspettavano, un influenza è impalpabile e passa se proprio la vuoi tutta per i neuroni specchio. E’ questo che ti ha passato l’altra sera Bersani da tutte le reti televisive. Era mesto, scoraggiato, impaurito, tu lo hai guardato e il tuo neurone specchio di ha fatto prendere la sua forma, che a te interessi la politica oppure no, poi il tuo animale ha risposto di conseguenza a quel dato messaggio e ti sei trovato improvvisamente e senza ragione precipitato nella sua stessa “angoscia”. 
Tu non sei là fuori, sei dentro e per capire il fuori ricevi informazioni dai sensi, ma cosa traducono i sensi? Influenze, influenze, un influenza dopo l’altra si deposita in te uno schema, una prigione comportamentale che tu credi di essere perché ti sei identificato a causa proprio di come funziona il tuo cervello diciamo così, altrimenti non ne esco. Per questo che hai paura ancora che qualcun altro ti influenzi. Sei terrorizzato di potere essere influenzato e non potere più esprimere ciò che sei perché è quello che ti è già stato fatto, e ne riporti una memoria ancestrale.  
Purtroppo la maggior parte delle persone non hanno capito e non possono capire anche perché non ne hanno gli “organi”, dato che il sistema gliene ha impedito lo sviluppo adottando precise influenze, il correttivo di cui parlavo nel video di qualche giorno fa. Se non passiamo dall’idea di correggere, di giustificarci, di difendere le nostre posizioni, dell’importanza personale, del lamentarci, dell’incolpare altri, della paura, dell’invidia e di molto altro, all’idea che abbiamo bisogno di ritornare sui banchi di scuola e ripartire con nuove influenze che ci permettano di ripartire da dove abbiamo lasciato nei primi anni di infanzia, non ce la faremo a “passare”. 
La maggior parte delle persone, a maggior ragione quelle schierate con i partiti, non possono capire che questo “movimento”, ed in questo caso lo sto usando il termine nel senso più ampio, non mostra solo di voler abbattere questa classe dirigente, ma che è la possibilità di rivedere da cima a fondo un modello di sviluppo che non è capace di mettere l’uomo al centro della vita, ma che parla solo di comunità, di gregge, di popolo. Certo non possiamo passare da un uomo schiavo ad un uomo libero in un salto, ci vuole “educazione”, ci vorrà un momento di transizione, “transition”, e quindi lì diventerà fondamentale “formare” persone capaci di aiutare altri a cambiare la loro mentalità non per un vantaggio economico personale, ma per una questione etica di servizio: “metto del mio tempo a disposizione degli altri in modo gratuito e volontario”. 

E’ l’uomo ed il suo sviluppo individuale che deve venire prima delle logiche comunitarie e di società, liberiste o comuniste. Il modello attuale è al tracollo, anche economico, ma soprattutto dei valori, non c’è più niente, c’è solo schiavitù, indebolimento della dignità, è un recinto che, singolarmente ognuno secondo le sue possibilità, è già stato superato, è stato superato dalla coscienza, dalla presa di coscienza di tanti singoli individui che hanno visto. Individui che stanno capendo che il mondo non può essere tutto qui, che là fuori ci sono milioni di Km di spazio infinito e che ci deve essere una cavolo di ragione per cui esistiamo. Per questo che non ci possono essere mediazioni, le mediazioni ritarderanno questo processo, è necessario vincere la paura di perdere tutto, allora conquisteremo finalmente noi stessi. E’ l’istanza esistenziale la prima cosa, … e questo sta modificando inevitabilmente le condizioni fuori è per questo che è accaduto quello che è accaduto a queste elezioni, forse dovremmo anche smettere di chiamarle elezioni, ma evento “storico”. So che a qualcuno può sembrare che esageri, ma per me il moto rivoluzionario che si è mosso è partito da dentro le persone e si sta esprimendo a vari livelli là fuori, che uno ne abbia coscienza oppure no. 
Per questo che il mio invito è a continuare nella fede e nella coscienza che dentro di noi c’è tutto quello che serve, eviteremo di farci spaventare dal niente, qualsiasi cosa accada saremo sempre in grado di stare in piedi, è da secoli che cercano di distruggere l’uomo, di tenerlo invischiato in magagne quotidiane impedendogli di fatto di realizzare che c’è molto altro che deve fare nella vita e che il divino ha messo in lui ogni possibilità ed investito nella sua realizzazione. Dio non ha mai creato uno strumento di morte come la croce, è l’uomo che l’ha creata ed ha convinto altri uomini che era giusto e che fosse nel progetto di Gesù andarci. La morte di Gesù è dovuta a come ha vissuto, ed è il sistema che lo ha crocifisso, non Dio. Se fosse vissuto in un altro modo forse sarebbe morto nel suo letto, o forse non sarebbe nemmeno morto se le persone avessero capito il suo messaggio e quale grande dono di Dio gli stava mostrando. Egli ha mostrato cosa fosse il Regno dei Cieli. E a noi restano soltanto queste 4 cose cattoliche dove il martirio e la croce diventano la consacrazione del Cristo, mentre il messaggio resta ancora inascoltato. Gesù è stato ammazzato perché non è stata accettata l’immagine di Dio che lui raccontava, la sua libertà è quello che lo ha portato alla croce. La libertà è ciò che spaventa il sistema ed è per questo che ci tiene soffocati nei bisogni primari o dell’animale. Nello stato in cui siamo messi abbiamo paura della libertà perché sarebbe una conquista dolorosa, dovremmo lasciare andare tutto, proprio come insegnava Gesù, non resterà nulla di ciò che uno è stato e questo spaventa, senza la visione di una controparte o contropartita è difficile, e quando la visione viene compresa resta comunque faticoso e non tutti sono disposti a guardare veramente al regno dei Cieli, preferiscono raccontarsi scemenza su la vita dopo la morte o sul paradiso, l’inferno e quant’altro, invece che entrarci nel Regno. 

Il potere ha fatto molto affinché non ci sia una presa di coscienza, ma non si è accorto che si stava indebolendo  tutto preso a tenerci sotto, dobbiamo capire che i mediatori, i politici, i nostri governanti, come li chiamate voi, lavorano, sono assoggettati ad un potere di cui loro sono i loro secondini, un potere che ci vuole tutti sottomessi all’obbedienza. A loro interessa solo che la libertà non porti all’uomo, perché se la coscienza arriva a lui, egli si rende conto e non è più giostra-bile. L’uomo al centro, la sua realizzazione viene prima di ogni cosa, la vita è passeggera, ma la coscienza ha la possibilità di restare. Non possiamo dannarci perché questa cosa non viene capita, è al momento solo una questione di chi ha capito, di chi ha visto la “possibilità” che si cela dietro a tutto questo movimento; diventa purtroppo per tutti come in “the matrix” una questione di noi e loro, ma bisogna sapere che spetta a chi ha capito avere la capacità di non scendere nel conflitto e nella polemica, non polarizzarsi, ma portare avanti le proprie istanze con fede e determinazione, con Pistis (Fede-potere) e Sophia (conoscenza), … non c’è un altro modo, se cadiamo nello scontro, peggio poi se è della dialettica, è finita, non è una buona ragione il voler far capire a tutti i costi. Procedere! Procedere dentro, …  è dentro la partita, è dentro che si cambia la vibrazione e si stabilisce un altra linea temporale. 

In questo senso non ci possono essere mediazioni, non ci sono mediazioni. Le mediazioni non hanno mai chiarito, mai aiutato, mai accelerato alcun processo di consapevolezza, ma l’hanno sempre ritardato, sempre offuscato, sempre e solo confuso. E’ questa adesso la prova del M5S che non deve farsi intimidire dalle accuse che gli vengono rivolte o dai tentativi di tirargli la giacchetta. Come ho già detto, non lasciamoci fuorviare dalla paura e dalle lusinghe del potere. E’ questa la grande forza che ho visto nel movimento, non mollate proprio adesso! O vi fanno fare il governo e votano loro la fiducia o niente! Un saluto, Rocco Bruno