I corpi esistenziale dell’essere attraverso la visione della PsicoBioFisica.

Non esistono i corpi esistenziali dell’essere, esiste un unico etere e tante vibrazioni dalle quali parte e si genera il “movimento” e la cui apparenza è l’organizzazione in strati che erroneamente crediamo esista! I corpi esistenziali dell’essere sono un concetto espresso per lo più in esoterismo (corpo astrale, corpo mentale, corpo della volontà, et.) per indicare cosa? Non cerco qualcosa di solido. I corpi esistenziali dell’essere non hanno forma sono solo vibrazioni, essi sono solo “apparenze” di un etere in movimento, ovvero centro mosso. La parola corpo nel nostro sistema cognitivo attuale individua un immagine di qualcosa di solido, mentre è solo di etere che si parla, che è l’unica materia esistente, proprio come dice Gurdjieff quando parla di Idrogeni. L’etere è un concetto che più si avvicina a quello che osserviamo qui.

Idrogeni a varie vibrazioni; materia astrale, materia mentale, e alla via così. Sono solo vibrazioni diverse dello stesso ed unico etere: prakriti, materia indifferenziata. I “corpi esistenziali dell’essere” è una metafora per individuare alcune tra le funzioni dell’essere di un individuo, non qualcosa di straordinario, di irraggiungibile o aleatorio, ma qualcosa di conosciuto, osservabile e che sperimentiamo continuamente e quotidianamente attraverso pensieri ed emozioni, attraverso intuizioni e pulsioni. 

La mentalità attuale o sistema cognitivo ci induce a rileggere e rielaborare la conoscenza esosterica e colorarla di qualcosa che non esiste, è questa la vera illusione che si cela dietro la promessa del raggiungimento di un qualche genere di illuminazione, maestria o realizzazione. L’unica grande realizzazione possibile ed auspicabile è “crescere”. Crescere come individui, crescere in termini di consapevelezza e responsabilità, e per farlo serve un approccio ed un sistema cognitivo diverso. Siamo nuvole di etere cariche di elettricità che emettono frequenze, un complesso apparato elettrico oscillante che si traducono in campi elettromagnetici a bassa frequenza che si propagano nell’ambiente. La malattia, come viene comunemente chiamata, non è nel corpo, ma nello schema comportamentale o nella mente dell’individuo, che si manifesta come “apparenza” nel corpo stesso che altro non è che ancora etere in movimento.
Se l’individuo cresce non c’è più la malattia, il problema è la soluzione. Affrontare e risolvere le avversità della vita ci fa crescere, è doloroso e costa profondi turbamenti, costa fare bilanci e mettersi in discussione, un processo che passa da un uso più coerente ed utile di quella facoltà chiamata “intelligenza” o “intelletto”. L’uomo cresce se capisce, non basta l’applicazione di un metodo, o l’assunzione di informazioni, è un travaglio interiore incessante, se scegliamo finalmente di uscire dalla nostra sfera di confort che ci fa evitare gli ostacoli. Non possiamo scivolare liscio, perchè senza difficoltà non c’è crescita. L’importe sono le fasi. Momenti di riposo, di rigenerazione, e momenti di azione, di attività. Abbiamo bisogno di superare il mare di credenze che ci sono state passate e che sono andate a colorare la realtà delle nostre impressioni. 
Dio non è qualcosa di sconosciuto o inconoscibile. Lo vediamo ma non sappiamo di vederlo perchè non sappiamo cosa sia ed a cosa serva, proprio come fa un animale quando è in presenza di un qualsiasi oggetto di uso comune per l’uomo. La scienza misura l’universo, ma ignora a cosa serva. Una tazzina è una tazzina solo nel momento in cui capisco a cosa serve e come usarla, diversamente è solo materia, etere in movimento la cui apparenza è la forma solida che osserviamo. La strada per capire veramente cosa siamo è ancora lunga da essere percorsa perchè siamo stati infarciti di belle parola sulla natura di Dio e la sua relazione con l’uomo, sul risveglio della coscienza, l’alchimia, l’esoterismo e molto altro. Una autentica rivoluzione si basa su un “pensiero” rivoluzionario, quello che allo stato attuale è a mio avviso la PsicoBioFisica di Todeschini e la sua teria delle apparenza. Ci permette di fare tabula rasa delle credenze ed illusione che un trentennio di scemenze newagiane e pratiche orientali di cui non ne abbiamo capito la ragione hanno prodotto, alterando mostrusamente le capacità cognitive ed intellettuale degli individui che si sono avvicinati a queste informazioni. 
A causa della sostanziale non conoscenza di certi meccanismi da parte coloro che ne parlano ci ritroviamo un esercito di esaltati, fanatici alla stregue delle religioni che essi stessi deplorano e criticano. L’approssimazione nell’approcciare la conoscenza scientifica, penso a chi usa concetti di fisica quantistica per giustificare cose come la legge dell’attrazione, la risonanza o altre cose simili, è evidente all’occhio attento del ricercatore che non può che classificare tutto come un mucchio di superstizioni. E’ importante riportare tutto ad una dimensione più vicina, dove l’uomo e lo studio di se sia centrale, cercare alla nostra misura cosa i saggi antichi cercavano veramente di dirci senza alimentare fantasiose visioni sulla natura intima dell’individuo. L’uomo è un essere pensante in grado di provare sentimenti quali l’amore, l’abnegazione, la passione, ma anche inferni emozionali quali la paura, la collera, l’invidia e molto altro. Il sentimento più incredibile dell’uomo è lo spirito di sacrificio, non inteso come trovereste in qualsiasi testo di sinonimi – rinunciare, abbandonare, spogliarsi, sprecare, umiliare, offrire, dare – fine a se stesso, ma inteso come la capacità di mettersi al posto dell’altro, come il capire di mettere da parte i propri bisogni egoistici e personali per operare per il miglioramento della condizione di altri. E’ di una visione di cui parlo, qualcosa che si manifesta spontaneamente ed inaspettatamente nei momenti di criticità della vita collettiva. Lo spirito di sacrificio come solidarietà, come comunanza di intenti, come responsabilità. Qualcosa di cui l’uomo è dotato, che spesso ignora fino a quando non si manifesta e che gli eroi di sempre ci hanno ricordato e ci ricordano con i loro gesti straordinari.
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