Capire i Quadrati Magici.

 La prima cosa da capire è la “misura” attuale nostra di comprensione di questi argomenti, onde evitare inutili speculazione e alimentare la “creduloneria” su questo tema come per altri simili. La “misura” dipende dal grado di libertà interiore dal condizionamento, cioè da quella modalità di “pensare”, acquisita e oramai attuate da tutti, o psichismo, che ci impedisce di “intendere” ogni cosa che porti con se un “codice”, che ci fa interpretare le cose sempre e solo in un certo modo. Questa modalità si manifesta in quella oramai consolidata abitudine dell’uomo moderno di “prendere tutto alla lettera”.

 Non c’è modo di sapere se realmente esista una qualche relazione tra la vibrazione che emette un pianeta e la struttura di queste matrici note col nome di quadrati magici. Bisogna capire che è come un gioco da tavolo, come gli scacchi o il “monopoli”; con elementi, relazioni e regole di funzionamento e uno scopo finale. Un gioco, altro non è che un programma di addestramento, un programma di apprendimento per raggiungere una certa conoscenza di se stessi e far emergere certe attitudini. Nessuno crederebbe mai che il “monopoli” sia la realtà, ma allo stesso tempo può capire che ha l’utilità di insegnarci qualcosa, che poi questo qualcosa sia funzionale al sistema in essere è un altro paio di maniche. 

 La cosa che deve essere ben intesa è, innanzitutto, l’urgenza di cessare quella continua ricerca di nuovi “mezzi” di nuovi sistemi nell’ottica e nell’illusione che possano essere migliori dei precedenti. La ricerca di “potere” o di “bacchette” magiche è estremamente nociva e per lo più inconcludente, oltre ad impedirci di capire che il vero ed unico scopo risiede nel cercare di diventare consapevoli di ciò che accade dentro di noi: tutto inizia e finisce lì, dentro di noi. I quadrati magici sono matrici quadrate di numeri interi positivi da 1 a n^2, tale che la somma degli n numeri in ciascuna riga, colonna e diagonale principale sia sempre lo stesso numero, questo numero viene chiamato costante di magia. 

L’origine di questi strumenti si perde nella notte dei tempi, è controversa. In Europa si presenta con il neoplatonismo rinascimentale (Firenze con Marsilio Ficino), gli storici parlano di una riscoperta a seguito della caduta dell’impero di Oriente e tramite l’introduzione dei manoscritti greci portati da Bisanzio, un amalgama di dottrine tra cui il “solito” Corpus Hermeticum attribuito al mitico Ermete Trismegisto, l’astrologia araba, la Kabbalah, le tecniche numerologiche e combinatorie del misticismo ebraico consecuzione della tradizione Egizia da cui poi sorsero anche i Tarocchi e chissà cos’altro legato all’idea e la figura del mago rinascimentale e dei saperi occulti derivanti da un presunto antico passato (vedasi rif. Pico della Mirandole – Conte di Concordia). 

Tra costoro vi fu Cornelio Agrippa di Nettesheim (1486-1535), autore del De Occulta Philosophia, una sorta di prontuario indispensabile per il mago rinascimentale, una summa di astrologia e Kabbalah, con l’introduzione di un operatività che passava per atti cerimoniali da eseguire. 

 Quello che deve essere capito o meglio ben inteso è che si tratta di un gioco, un gioco per insegnarci qualcosa, proprio come il programma di simulazione anti-agente della pellicola di “the matrix”. Non a caso Neo dice – “questa non è matrix?” e Morpheus risponde – “No. E’ un altro programma di tirocinio studiato per insegnarti una cosa. …”. Si tratta di atti cerimoniali o psico-magici attraverso i quali mettere all’opera e rafforzare quella data qualità, che nell’uomo moderno si è persa, chiamata “intento”, forza interiore, capacità di “fare” o creativa, implicitamente espressa dalla parola “mago”. Nell’antica Grecia i “magi” (Μάγοι) erano antichi sacerdoti Zoroastriani della Persia. Il “mago” è colui che sa e quindi è in grado di realizzare. Cosa sa?  Sa che l’opera, che la capacità di fare inizia da quella cosa che si chiama “forza interiore”, senza la quale nulla nell’uomo si può “fare” o realizzare. Come suggerisce il testo di Pistis Sophia, all’uomo è stata tolta la “forza”, quella forza in grado di spingere il suo “animo” a cercare la “luce”, ovvero quel sunto di conoscenza, coscienza e contatto con la realtà che produce la consapevolezza e quindi la capacità poi di realizzare su questo piano di manifestazione. 

 Come afferma il signor Gurdjieff (le parole sono riportate o estrapolate dal testo “Vedute sul Mondo Reale”): “per fare, bisogna sapere, ma per sapere, bisogna scoprire come sapere; e questo non possiamo scoprirlo da soli”. Questo “da soli” dipende sia da qualcuno in grado di farci intendere e sentire la “forza” che da precisi atti che possono essere intrapresi per giungere alla verità. Questi atti cerimoniale da sempre sono mezzi, ovvero programmi di tirocinio per insegnarci sempre qualcosa su di noi, che può essere conosciuto solo attraverso un “esperienza”, quell’esperienza, quella simulazione, ha lo scopo di farci sperimentare ciò che ci permette di conoscere dove siamo, cosa stiamo facendo, come possiamo ulteriormente svilupparci. 

 Capito questo, di quale programma di tirocinio ci parla il lavoro di Agrippa che è quello che attualmente è in studio e sul quale poniamo l’accento qui? Ci parla di qualcosa che ha molto a che fare con il “peccare” (ovvero deviare, mancare l’obbiettivo) e con il bisogno di purificarci da tutti quegli atteggiamenti cristallizzatisi in noi e che deformano la parte istintiva fino a farci perdere la “forza” e “l’onore”, fino a farci deviare nella direzione degli istinti alterati di una natura inferiore o animale piegati ai voleri di un sistema millenario di schiavitù e sottomissione. E’ attraverso questo “psichismo” che il sistema muove le molle o i fili del burattino erroneamente chiamato uomo, senza che lui se ne renda nemmeno più conto: milioni di persone che vivono inconsapevolmente”. Purtroppo questo discorso è molto difficile da intendere perché entrano in gioco quelli elementi deformanti che noi chiamiamo la “morale”, che non essendo oggettiva ed autentica, ovvero suffragata da una coscienza di se, diventano nocivi e ci deviano trasformandoci in bacchettoni, fanatici ed ipocriti moralisti.

 Ma veniamo alle regole del gioco o del programma di Tirocinio. Nell’edizione del 1533 i quadrati magici compaiono nel secondo libro, dedicato alla magia celeste, cioè al potere delle stelle e dei pianeti. Di ogni quadrato magico, Agrippa fornisce la descrizione in chiave planetaria, secondo il seguente schema:

 Ordine 3: quadrato di Saturno
Ordine 4: quadrato di Giove
Ordine 5: quadrato di Marte
Ordine 6: quadrato del Sole
Ordine 7: quadrato di Venere
Ordine 8: quadrato di Mercurio
Ordine 9: quadrato della Luna.

 Ad ogni pianeta poi viene attribuito un reggente prendendolo a piene mani dalla tradizione ebraica: Saturno è associato a OrifielGiove ZacharielMarte Samael e alla via così (seguirà uno schema esemplificativo). Ognuno di questi reggenti a loro volta rappresentano nella tradizione peccati e virtù. Orifiel è la forza con cui vincere la “brama” e ottenere la “temperanza”, Zachariel è la forza o l’opera il lavoro possibile, per trasformare l’invidia in “altruismo”, e così via (nello schema troverete anche queste corrispondenze). Il lavoro di Agrippa non si limita a questo ad ogni quadrato associa anche oltre alla costante magica e il totale che viene dalla moltiplicazione della costante per l’ordine del quadrato, i metalli. Ogni metallo è associato ad un pianeta anche qui secondo una precisa tradizione alchimista dell’epoca, un analogia e corrispondenza legata ad un lavoro alchemico possibile secondo l’idea di trasformazione del Piombo (la terra nera ricca di humus, il “kemi”, la materia prima, la personalità e l’ego o spirito di opposizione) in oro (la coscienza) attraverso dei passaggi di stato definiti dai vari pianeti e loro simboli associati. In realtà c’è molto di più di quanto sto dicendo, ma è impossibile essere esaustivi in un post. 

 Da questa conoscenza, ad esempio, ne deriva anche tutto il lavoro sui talismani e la funzione di aiutarci nel tentativo di liberarci dalla bestia o nostri demoni. Definite le regole del gioco, le relazioni e gli scopi, il punto centrale del lavoro è e resta sempre l’osservazione personale sui nostri atteggiamenti, i quali una volta individuati possono essere in qualche modo lavorati usando questa simulazione, usando il programma di tirocinio definito attraverso una precisa modalità cerimoniale che ha la stessa funzione di qualsiasi altro atto cerimoniale o psico-magico. Dato che il “fare” noi lo individuiamo solo nell’istante di questa materia, abbiamo bisogno per dare seguito ai nostri proposito o “intento” di fare qualcosa materialmente, affinché questo fare ci permetta di dare consistenza e forza al nostro “intento” e ottenere dei risultati (dentro, non dimentichiamo che tutto inizia e finisce in noi), fermo restando che è necessario comprendere la parola alla perfezione. Qualsiasi cosa vogliate, quale che sia la vostra volontà, quello sarà il significato che avrà ogni parola. Dipende da voi! 

 Per cui è necessario avere chiaro quale è la “nostra volontà”: se è cercare potere, magia o altro, se ne avrete la possibilità quello avrete. Ecco perché questi strumenti sono sempre stati tenuti nascosti, dato lo scopo originale non era acquisire potere, ma liberarsene e realizzare una “verità” interiore ancora da conoscere. Questo è un altro dei significati della decretazione nella nota preghiera – “sia fatta la tua volontà”, riferendosi alla coscienza. “Allontana da me questo calice, ma non sia fatta mia volontà (egocentrica), ma la tua” (divina, luminosa, nella direzione di uno sviluppo di sé e l’acquisizione di maggior consapevolezza, non per sottomettere altri, ma per esistere al pieno). Troppo è stato tolto all’uomo del suo potere originale attraverso l’inganno o ingarbugliamento del senso e del significato delle parole. 

 Le ragioni per cui Agrippa attribuisce un pianeta ad un ordine di quadrato, dal mio punto di vista, è del tutto arbitraria dettata dalla necessità di mettere insieme un codice cerimoniale in grado di costringerci a pensare e di seguito operando la cerimonia provare a sviluppare “volontà” nella direzione del purificarci da questi elementi inumani che ci rendono schiavi delle passioni animali alterate dal sistema educativo del primo tipo. Diciamo che qualcosa possiamo dire. Osservando la sequenza abbiamo Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. Se consideriamo il periodo orbitale di ciascun pianeta abbiamo, in ordine decrescente, esattamente la sequenza appena riportata. Il sole viene logicamente posto al centro. Il primo quadrato può essere pertanto attribuito a Saturno semplicemente perché Agrippa può essere partito dal pianeta con il periodo orbitale maggiore. Sulle modalità e come approcciare a tutto questo potete vedere questo video – 22.01.2014 – S. Donato Mil.se, R. Bruno – Contatto con la realtà, i quadrati magici!

 Veniamo allo schema. Per qualcuno dei quadrati ho messo qualche spiegazione per introdurre il lettore ed indurlo a fare dei ragionamenti e trovare da se stesso le altre possibili chiavi di interpretazione. Nello schema è stato inserito anche il giorno che Agrippa considera di maggior influenza di quel logos o reggente e analogamente le ore nella settimana giorno per giorno, supponendo l’Aurora alle 06:00. Ripeto non è possibile essere totalmente esaustivo in un post, lo scopo è stuzzicare la curiosità e dare una lettura diversa dal “chiedere aiuto agli astri” – “o vincere al lotto”. 

 Ordine 3: quadrato di Saturno
REGGENTE                                       ORIFIEL – (Brama – Temperanza)
METALLO                                         Piombo
COSTANTE                                       15
TOTALE                                             45 (ordine 3 x la costante 15)
GIORNO ATTUALE                          Sabato
GIORNO ASTROLOGICO               Sabato

Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom
21 -24
18-21
15- 18
12 – 15
09 – 12
06 * 09
24-03

numero magico: 15 (6)
Saturno ha tutto un significato per gli occultisti che non starò qui a spiegare. Si ponga l’accento però sul numero magico del quadrato 3×3 attribuito a Saturno che è 15, ovvero arcano maggiore 15, corrispondente alla passione, quella passione dalla quale dobbiamo incominciare il nostro lavoro di trasformazione. Il simbolo alchemico di Saturno (simboli dei pianeti che si formato combinando il disegno della luna, il sole e la croce) contiene una falce da cui “il grande mietitore”. In pratica quello che dice Agrippa è che bisogna prima mietere tutto ciò che è superfluo e quindi anche le passioni. Essere, guarda caso, “pesanti” come il piombo, che è il metallo associato al pianeta è ciò che ci impedisce di “crescere”.

Ordine 4: quadrato di Giove

REGGENTE                                        ZACHARIEL – (Invidia – Altruismo)
PIANETA                                           VENERE
METALLO                                          Stagno
COSTANTE                                        34
TOTALE                                             136 (ordine 4 x la costante 34)
GIORNO ATTUALE                          venerdì
GIORNO ASTROLOGICO               giovedì 

Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom
18-21
15- 18
12 – 15
09 – 12
06 * 09
24-03
21 -24

 numero magico: 34 – sintesi=7
Giove la costante è 34, cosa che può ed alla fine deve essere ridotto 3+4 a 7. L’arcano maggiore 7 è il trionfo, e ci parla di tutto il lavoro che concerne con quella che viene denominata l’iniziazione di Tifereth, e cioè: l’animo umano incontra l’animo divino, con le qualità superiore dell’uomo. Significa realizzare Giove ovvero Zeus, ovvero un grado consapevolezza superiore vincendo l’invidia che il pianeta rappresenta. Attraverso un lavoro costante e disciplinato si manifesterà l’autentico “altruismo”, il distacco, l’opera “disinteressata”.

Pescando poi negli arcani minori troviamo che l’arcano 34 a sua volta rappresenta l'”innovazione”. In questo Arcano incontriamo la necessità, che abbiamo quali esseri umani, di sistemare le nostre vite in direzione della vita nella direzione della “consapevolezza”; sarebbe vano che una persona aspirasse al suo miglioramento fisico e spirituale senza prima aver svegliato in sé stesso l’Ispirazione che gli permetta di fondersi con sé stesso e con la conoscenza intellettuale acquisita.

L’INNOVAZIONE è una esaltazione spirituale, e degna di una persona seria, responsabile che vive e lavora per una causa nobile, che elevi e dia dignità a quell’individuo. L’ INNOVAZIONE c’invita a vivere la conoscenza acquisita sullo Spirito mediante la mistica, il sacrificio e la morte al condizionamento.

Nella carta del tarocco 34 – l’innovazione, vediamo un uomo intrepido dirigersi per la strada portando come simbolo una Croce TAO nella destra, e una falce ed un cobra sulla fronte simbolo dell’Essere e della Saggezza; è il principio della propria ispirazione come guida delle attività.

Ordine 5: quadrato di Marte

REGGENTE                                        SAMAEL (Ira – Benevolenza)
PIANETA                                            MARTE
METALLO                                          Ferro
COSTANTE                                         65
TOTALE                                              325 (ordine 5 x la costante 65)
GIORNO ATTUALE                          Giovedì
GIORNO ASTROLOGICO                Martedì 

Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom
15- 18
12- 15
09 – 12
06 * 09
24 – 03
21 -24
18-21

numero magico: 65 – sintesi=11 (2)

L’Arcano minore 65 è l'”Apprendistato”. Questo Arcano ci mostra il lavoro che ogni persona deve fare, se in realtà aspira a cristallizzare in sé stesso un’opera che soddisfi le necessità ed i valori più esaltati e nobili dello Spirito. L’APPRENDISTATO è una tappa della nostra Vita che dobbiamo realizzare estraendo da tutti gli eventi della vita le conoscenze che devono nutrire la nostra “coscienza” e Comprensione.

 L’APPRENDISTATO ci mostra la necessità di essere ben diretti affinché tutto nella nostra vita sia nutrito di sicurezza come fondamento dell’Opera che tutti stanno facendo. È il principio della disciplina: “Fa’ l’apprendistato, fallo bene, non sia che domani debba retrocedere per questa strada per correggere gli errori che non volesti correggere in tempo”. Questo Arcano si relaziona prima nell’arcano 11, la compassione, non c’è lavoro su se stessi se non si è in grado di volersi bene ed accettare qualsiasi risultato e la visione orripilante del nostro “io” con la quale dobbiamo confrontarci per portare a compimento, sintesi finale con l’Arcano No. 2, la Sacerdotessa, Chokmah, il Cristo ovvero una coscienza autentica. Nessuno nasce grande, ma lo diventa attraverso la “disciplina”, la sua capacita di imparare ed insegnare, al fine di ottenere gli attributi del Cristo o coscienza.

Ordine 6: quadrato del Sole

REGGENTE                                    MICHAEL (Superbia – Umiltà)
PIANETA                                       SOLE
METALLO                                      Oro
COSTANTE                                   111
TOTALE                                        666 (ordine 6 x la costante 111)
GIORNO ATTUALE                     Mercoledì
GIORNO ASTROLOGICO          Domenica 

Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom
12- 15
09 – 12
06 * 09
24 – 03
21-24
18-21
15- 18

numero magico: 111 = sintesi=3

Ordine 7: quadrato di Venere

REGGENTE                                 URIEL (Lussuria – Castità)
PIANETA                                    VENERE
METALLO                                    Rame
COSTANTE                                175
TOTALE                                     1225 (ordine 7 x la costante 175)
GIORNO ATTUALE                  Martedì
GIORNO ASTROLOGICO       Venerdì

Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom
09- 12
06 * 09
24 – 03
21 -24
18-21
15 – 18
12 – 15

numero magico: 175 – sintesi=13 (4)

Ordine 8: quadrato di Mercurio

REGGENTE                                        RAPHAEL (Accidia – Diligenza)
PIANETA                                           MERCURIO
METALLO                                         Mercurio
COSTANTE                                       260
TOTALE                                             2080 (ordine 8 x la costante 260)
GIORNO ATTUALE                          Lunedì
GIORNO ASTROLOGICO               Mercoledì

Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom
06 * 09
24-03
21 -24
18-21
15- 18
12- 15
09- 12

numero magico: 260 – sintesi=8

Ordine 9: quadrato della Luna.

REGGENTE                                      GABRIEL
PIANETA                                           LUNA
METALLO                                         Argento
COSTANTE                                       369
TOTALE                                             3321 (ordine 9 x la costante 369)
GIORNO ATTUALE                          Domenica
GIORNO ASTROLOGICO               Lunedì

Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom
24 – 03
21 -24
18-21
15 – 18
12- 15
09 – 12
06 * 09

numero magico: 369 – sintesi=18 (9)
Segue la sequenza dei quadrati magici:

 

Uriel
22
47
16
41
10
35
4
 5
23
48
17
42
11
29
30
6
24
49
18
36
12
13
31
7
25
43
19
37
38
14
32
1
26
44
20
21
39
8
33
2
27
45
46
15
40
9
34
3
28

Gabriel
37
78
29
70
21
62
13
54
5
6
38
79
30
71
22
63
14
46
47
7
39
80
31
72
23
55
15
16
48
8
40
81
32
64
24
56
57
17
49
9
41
73
33
65
25
26
58
18
50
1
42
74
34
66
67
27
59
10
51
2
43
75
35
36
68
19
60
11
52
3
44
76
77
28
69
20
61
12
53
4
45

Samael
11
24
7
20
3
4
12
25
8
16
17
5
13
21
9
10
18
1
14
22
23
6
19
2
15

 


Michael
6
32
3
34
35
1
7
11
27
28
8
30
19
14
16
15
23
24
18
20
22
21
17
13
25
29
10
9
26
12
36
5
33
4
2
31

Zachariel
 

4
14
15
1
9
7
6
12
5
11
10
8
16
2
3
13

Raphael
8
58
59
5
4
62
63
1
49
15
14
52
53
11
10
56
41
23
22
44
45
19
18
48
32
34
35
29
28
38
39
25
40
26
27
37
36
30
31
33
17
47
46
20
21
43
42
24
9
55
54
12
13
51
50
16
64
2
3
61
60
6
7
57

Orifiel
4
9
2
3
5
7
8
1
6

Il "Cuore" del "Progetto Zion"!

Il “cuore” pulsante di Zion è inevitabilmente l’Educazione (derivazione del verbo latino educĕre cioè «trarre fuori, “tirar fuori” o “tirar fuori ciò che sta dentro”), senza rimuovere lo “psichismo” in essere non c’è Zion, c’è una “altra” cosa che sembra ma non è. Senza rimuovere il “condizionamento” non c’è comprensione, e per fare questo serve uno specifico tipo di educazione, maturato e coltivato nel tempo. Rendere un luogo autonomo energeticamente e in termini alimentari ed allo stesso tempo eco-sostenibile è il meno del problema, abbiamo la tecnologia per farlo, quello che manca in progetti simili è la parte relativa alla “formazione” di nuovi individui e al cambiamento della “testa”.

Non c’è Zion senza questa specifica Educazione! Sono in molti che stanno scrivendo che vogliono partecipare al progetto, ma tutti si concentrano esclusivamente sul discorso della costruzione materiale e della sostenibilità e non comprendono che la vera novità è proprio la necessità di educare e la possibilità di farlo. Zion è un avamposto di individui che stanno lavorando a diventare “autentici”, autentici “guerrieri”, liberi dai bisogni, dal bisogno di considerazione, dall’importanza personale, dalle recriminazione, dalla retorica e questo si compie solo se ci si lavora: serve uno specifico metodo, e questo metodo è il lavoro portato avanti sino qui con gli incontri “uscire da matrix?” e “system failure“. 

In Zion c’è solo continuità di un lavoro iniziato tanto tempo fa, arricchito di ulteriori “possibilità” in termini di strumenti e di sanità del luogo. Zion è la Camelot di Re Artù, è Heliopolis, la città che sorgeva sulle rive del Nilo. È da millenni che viviamo sotto una tirannia di uomini mediocri la cui unica abilità è la furbizia e la prevaricazione: nessuna consapevolezza, se non quella che basta a garantirgli di tenerci in carcere. In questo momento le persone festeggiano il “capo d’anno”, vanno in vacanza, vanno a sciare, al mare, o chissà dove, senza capire che è solo una altro modo per chiamare l'”ora d’aria” che ci è concessa di quando in quando per farci decomprimere dalla pressione costante alla quale ci sottopongono, per poi riprendere a tenerci sotto. Temono che portiamo a termine i nostri propositi: dove è finito il “movimento 9 dicembre”? Mentre noi ci riposiamo, mentre noi andiamo in “vacanza”, loro continuano a lavorare, lavorano sempre anche quando noi dormiamo. 
Tentativi di “evasione” tramite espedienti esterni, tramite forme di “intrattenimento”: la musica, l’arte, la poesia, la politica, le scienze, le discipline olistiche e spiritualiste si rivelano totalmente vane se non capiamo la necessità di liberarci dal nostro “psichismo” generale. Non portano a nulla se non ad alimentare l’importanza personale, il bisogno di riconoscimento e di prestigio. Per dare consistenza a tutte queste “arti” antiche serve una formazione in grado di far emergere un altro tipo di “potere”, da sempre sepolto nei meandri più nascosti dell’Essere, un  potere assopito che sia in grado di sfidare la “regola” che ci tiene soggiogati, lo psichismo generale. Proprio perchè “un uomo, abbandonato a se stesso, non può imparare dal proprio mignolo come sviluppare se stesso, né tanto meno che cosa, precisamente, deve sviluppare” – serve aver chiaro come operare questo sviluppo e conoscere bene i meccanismi: sistema cognitivo in essere, condizionamento (Psiche), e il funzionamento della macchina (Biologia). 
Non un metodo qualsiasi, ma quel sunto di coscienza e conoscenza al quale sono pervenuto in anni di studi, meditazioni, ricerca, ragionamenti, e lampi di intuizione e genialità. Non è l’unico “possibile”, ma è l’unico che conosco ed è quindi l’unico che posso insegnare. Non c’è obbligo, ci sono tante cose là fuori disponibile e a buon “mercato”. Già perchè seguire questo “non-metodo” costa caro, costa fatica, e i risultati si conseguono a caro prezzo: in sudore. Il denaro non è l’unico metro di misura. Bisogna capire che in realtà non si tratta di un metodo vero e proprio ma di una “trasmissione” in grado di sintonizzare al grado di consapevolezza attualmente acquisito ed in essere. Costa confronto e fiducia. Qui non viene indicato nessun modo di sviluppare poteri o capacità nascoste, ma c’è solo un lavoro nella direzione di far emergere quel che c’è attraverso un confronto, un confronto con chi ci è già passato e sa come superare eventualmente quel dato ostacolo. Tutti i sistemi, fondati sulle più diverse teorie, sono straordinariamente seducenti, ma allo stesso tempo quasi del tutto ininfluenti, vi catturano per anni, senza arrivare se non raramente a dei traguardi. Questo perchè non si è profondamente capito che non c’è metodo o sistema che possa funzionare se non estirpiamo prima questo meccanismo, questo “psichismo” che si è cristallizzato dall’infanzia nella nostra anima ed adesso le toglie la “luce” e la capacità di vedere e soprattutto di sapere come fare.

Per fare, bisogna sapere, ma per sapere, bisogna scoprire” come arrivare a sapere, e se questo non è possibile scoprirlo da soli è una cosa che dobbiamo ammettere a noi stessi, altrimenti c’è solo tanta prosopopea e niente molto di più. Tanto più che anche l’aiuto che potremmo ricevere nel farlo non basterebbe, è necessario un lavoro personale, attento e soprattutto serve uno stato avanzato di “necessità”. Trinity dice a Neo – “quella strada, sai esattamente dove porta e io so che non è qui che vuoi stare”;  questo è lo stato di “necessità” al quale mi riferisco, se non c’è, lasciate perdere avete ancora tempo e bisogno di consumare la vostra esperienza di vita, che tra l’altro state rischiando di allungare dando retta ad un mare di dottrine demenziale e senza sbocco alcuno che tendono ad offuscare il pensiero e ne riducono la capacità “cognitiva”col rischio di condurvi alla psicopatia. Lo stesso rischio lo correte anche solo soffermandovi sulle mie parole invece di capirne il senso profondo. Imparate a lasciarvi accadere le cose, è questo il grande segreto del “non-fare”. Se mi prendete alla lettera non capirete, ecco perchè vi ho detto che dovete cambiare testa. Per scoprire come saper operare è necessario liberare la testa da un mare di scemenze. Questo è quello che ho in mente di realizzare.

Mi dispiace, ma a questo punto, che il tempo si sta rarefacendo, devo porre delle condizioni, ci sono troppe persona che mi stanno proponendo le più incredibili e paraboliche metodologie e pratiche. Il metodo che conosco è frutto di un lavoro e di un esperienza acquisita in oltre 15 anni di personale sacrificio e trasformazione. Nel tempo si è modificato, arricchendosi della “comprensione” alla quale sono giunto nel lavorare su di me, … e per questo si modificherà ancora nel tempo, … ma questo è il punto centrale, il “cuore” di “Zion”, altrimenti è un altra cosa. A Zion non c’è yoga, non c’è trans-personalità, non c’è PNL, nè Reiki o bioenergetica, e nemmeno corsi di “campane tibetane”, nessun metodo fine a se stesso e per lo sviluppo di chissà quali facoltà; non c’è nemmeno Gregg Bradden, non ci sono “marchesi”, o “sgizzi”, o altro, c’è solo questa opera che è in atto da tempo. Questo le persone lo devono capire e sapere. Dato che il tempo che sto mettendo a disposizione per portare avanti il progetto Zion è il mio, non intendo spenderlo per fare cose che assomigliano, ma non sono fondate su questo genere di “lavoro”. O questa Zion o mi dispiace non ho tempo da dedicare.

Chiaro non è certamente l’unica via, ma sicuramente questo è il modo con cui scelgo di condurre il gioco. Niente giochetti ed indovinelli, se avrò tempo a disposizione vedrò come impiegarlo per aiutare altri similari, ma non intendo mischiarmi con pasticci “psedo esoterici”, “alchemistucoli” da strapazzo, o altre “fantavolanti” iniziative spiritualiste od occultiste. E’ necessario essere abbastanza forti da rendersi liberi da queste forme di superstizione, idee false e conoscenze “insipide” capendo che si tratta di tutto un materiale inutile raccolto in tanti anni di dimenticanza ed incoscienza, soggiogati da un sistema cognitivo inadatto, serve essere abbastanza forti da gettare tutto via. A chi mi chiede collaborazione sappia che questa è la “condizione”: Zion è un preciso tipo di Educazione!

E’ mia intenzione formare o meglio “sformare”, alcuni “individui”, che ho incontrato e che hanno sentito e manifestato l’urgenza di “rivoluzionare”, a partire da loro stessi, e di abbracciare realmente questa “causa”. Chi cerca scappatoie o vie di fuga e pensa che Zion sia questo, si sta sbagliando, Zion è un dispositivo ad orologeria per realizzare un cambiamento “culturale” e sociale. Quello che è importantissimo capire è che non si tratta di indottrinare, ma di far emergere, lavorando insieme e a contatto, quella particolarità, quella particolare forza, quel particolare “potere” in grado di dare una direzione allo spirito che bolle, trasmettere e portare ad un certo grado di libertà altri individui. C’è un canovaccio, come guida per iniziare un lavoro di sviluppo di un “distruttore”, ma il “vero” metodo emergerà e sarà l’individuo stesso, con le qualità che sarà stato capace di costruire, cristallizzare o far emergere dal profondo del suo sè. Il mio lavoro a questo livello di “formazione” ha un unico scopo: rimuovere lo psichismo. Una volta operato questo si capirà da se stessi cosa sta realmente accadendo adesso nella propria vita e su questo pianeta.

Un altra cosa che dovrebbe essere chiara è che non ho nessun altro interesse personale nel realizzare tutto questo “bailamme” se non quello di acquisire maggior “consapevolezza”, a me non interessa realizzare nessun paese del ben godi a me interessa la “rivoluzione”. Nella vita non ho altri propositi che la “rivoluzione”! “Ognuno è qui per fare quello che deve fare“, ma forse voi questo ancora non lo capite, non capite come si possa rinunciare a tutto per un “ideale”. Cercate ancora riparo, e la soddisfazione dei vostri personali bisogni e quindi non riuscite a vedere la grandezza di un esistenza vissuta nella realizzazione di uno scopo più elevato oltre il cibarsi, riprodursi e il consumare territorio.

Pensate che si tratti di una “rinuncia” mentre quando quell’ideale pulsa non c’è nessuna rinuncia, c’è solo una via inevitabile e che deve essere percorsa, pena la morte “interiore”. Come scrive Mr. Gurdjieff nella copertina dei racconti a Balzebù a suo nipote – “La vita ci è data per uno scopo elevato e tutti insieme siamo tenuti a servirlo: in ciò consiste la nostra ragion d’essere. Tutti gli uomini (e le donne) senza eccezione sono schiavi di questa grandezza”.