I Comuni! Il Progetto Zion un altro balzo in avanti!

In tempi non tanto lontani, alcuni individui che trovarono ad un certo punto insostenibile l’idea di essere vessati, malmenati, violati nell’intimità della loro casa, in una parola, “stufi” di essere trattati come “schiavi”, decisero di andarsene e fondare qualcos’altro. (Semplifico) Nacquero i Comuni, fondati su principi di solidarietà, cooperazione, “lavoro” e interessi in comune, e sorti per soddisfare il desiderio di governarsi da sé. Anche allora, come oggi, il “sistema” al quale costoro appartenevano era “corrotto” e “degenerato”, totalmente irriformabile, soprattutto, a causa del livello di corruzione e di avidità della classe dominante e dei suoi amministratori.

Quello che avevano sopportato sino a quel momento era divenuto per loro intollerabile al punto da rendersi necessario abbandonare la nave e smettere non solo di seguirli, ma anche di combatterli. Avevano “visto” che la rivoluzione tanto sentita e voluta, come ogni “rivoluzione” nella storia, non aveva dato i frutti sperati, la nuova classe “insediatasi” era ben lontana dal voler rinunciare alle prerogative che aveva ottenuto. Le forze della vita, l’anima profonda del mondo, la natura, come “Madre” di tutte le forme di vita organica di questo pianeti (“natura”, “madre”, sono solo parole, concetti, visto che esiste solo la vita: il movimento che possiamo osservare di questa cosa che chiamiamo così), di cui anche noi facciamo parte, almeno per una “parte”, ha i suoi scopi, e questi “cambiamenti” (che noi chiamiamo rivoluzioni) nella storia degli uomini o dell’umanità, le sono utili per mantenere la vita su questa sfera. La spinta viene dal Sole e gli uomini ne subiscono gli effetti inconsapevolmente. Ma ne parlerò più avanti nell’articolo di questo.

Torniamo, invece, al nostro racconto e al tempo dei grandi feudatari, potevo scegliere qualsiasi altra epoca, perché le cose sono sempre le stesse, perché l’uomo continua ad essere quello che non è in realtà. Ho scelto l’epoca dei vassalli sacralizzati dalla Chiesa, “nobili” signori (si fa per dire) a cui il sovrano affidava temporaneamente un territorio del proprio regno (un feudo, da beneficium), perché per quanto possa sembrarci distante come epoca, è lì che intravedo un possibile inizio del “ciclo” (attuale) che stiamo vivendo, e che, adesso, potrebbe essere giunto al termine. 

Corsi e ricorsi della storia, l’illusione sta nel fatto di credere che siccome siamo cresciuti tecnologicamente, dovremmo esserlo anche culturalmente o in termini di crescita come individui. Niente affatto, le logiche sono ancora quelle, non potrebbero essere diverse fintanto che non si arriverà a capire, in modo più vasto o esteso (massa critica), che cos’è l'”essere” umano e quale sia la sua “funzione” nell’ordine generale. Ma, vediamo le analogie. I vassalli o feudatari “rappresentavano” il sovrano in tutto e per tutto, potevano legiferare, riscuotere tasse, amministrare la giustizia (anche questo si fa per dire, si capisce che si parla di una giustizia, tutta tagliata su misura, a loro comodo).

Il feudatario non era il proprietario della terra, ma semplicemente l'”amministratore”, una sorta di usufruttuario che riceveva questi beni in gestione e la protezione del potente in cambio della sottomissione (omaggio feudale) e di un giuramento, denominato, vassallatico di fedeltà (il “governo”, fatto dai ministri, giura fedeltà alla repubblica italiana che, come è reso noto, è una Società Privata registrata presso la S.E.C. di Washington D.C., in America).

In base a questo giuramento, il feudatario era tenuto a tutta una serie di obblighi nei confronti del potente soprattutto in tempo di guerra (patto “Atlantico” della N.a.t.o.). Analogie interessanti, non trovi?! Analogie che fanno pensare e sorgere domande: Chi è quindi il proprietario del territorio italiano? I cittadini italiani o una società di pochi individui con interessi privati? Chi è veramente il “sovrano”? Il popolo o la società di diritto privato? A chi giurano fedeltà i nostri politici che compongono il “governo”? Al popolo o a questa “società” di diritto privato? Strano!

E’ già, direi che è proprio tutto sotto i tuoi occhi, ma non lo leggi, non lo puoi leggere, perché ti hanno detto come devi leggerlo, e quindi non lo vedi. Capite perché si chiama “società”? Te lo dicono, ma in modo surrettizio, subdolo, in modo che tu non lo possa capire, ma è sempre stato lì sotto i tuoi occhi, solo che non lo puoi vedere. Sei nato in un mondo fittizio, caro il mio “Neo”, il mondo che esiste è il pianeta terra, il sistema solare, e tutto lo spazio immenso che ci circonda, fatto di forze che agitano l’universo e tutto il creato, non questo surrogato che chiamano “società”, … sei nato veramente in una prigione che non ha sbarre e odore, una prigione che è impossibile vedere se non inizi a capire che interpreti continuamente tutto quello che vedi alla luce di quello che ti è stato detto debba essere. Le parole che usi indicano cose che non stai vedendo chiaramente. … Ci ritorneremo. Procediamo avanti.

Una cosa che fa sorridere. Leggendo in giro, sempre sull’epoca in esame, ho trovato un passaggio veramente spassosa, perché veramente ci ho rivisto i nostri politici, che è questo: “I vassalli si dimostrarono in ogni situazione inaffidabili, incapaci ed insubordinati”. Troppo forte, non cambiano mai! C’è un altro punto sempre nello stesso testo che ha attirato la mia attenzione, un passaggio che potrebbe spiegare quello che si sta muovendo adesso, ed è un passaggio che descrive certi fatti che si stavano producendo nel cosiddetto “Autunno del Medioevo”, e cioè, da un lato – “la perdita di potere effettivo da parte dei feudatari”, e dall’altro, come conseguenza o necessità di “rafforzamento dell’autorità regia ed il consolidamento dei poteri centrali”. Vi viene in mente niente? La “politica” sta perdendo ogni potere effettivo, e si sta facendo imperioso consolidare il potere centrale. Le varie riforme attuate da Matteo “Maria Antonietta” Renzi (su suggerimento di re Giorgio), per chi vuole e le sa leggere, vanno proprio in questa direzione, nella direzione di accentrare il potere.

E’ per questo che è così evidente ed è così forte il sentimento comune sulla “politica” e suoi attori, i “politicanti”, e il perché di tutta questa attenzione sugli sprechi e l’incapacità di dare risposte ai “bisogni” del paese. Nessuno gli crede più, solo veramente pochi ingenui, cresciuti nelle sezioni dei partiti o al riparo di chissà quale improbabile certezza, gli credono e li sostengono ancora. I “politici” moderni sono incapaci di pensare ad altro che non sia preservare la loro bolla di privilegi, e che le continue inchieste e scandali di corruzione, spese gonfiate, e molto altro, che fanno a danno dei molti, dimostrano. Sono ingordi ed avidi di potere e sentono questa cosa scivolargli via di mano.

Fanno finta di interessarsi alle persone, ma fondamentalmente stanno cercando di preservarsi, concentrando maggiormente il potere intorno ai soliti “ignoti”, mascherandolo da volontà di “cambiare il paese”. Non sono tutti così, qualche ingenuo individuo c’è ancora, capitato lì per caso ed è convinto di esseri lì per fare il bene comune. Il poveretto o la poveretta, manifesta ancora i tratti di un qualche tipo di onestà o buona fede, ma non è in grado di manifestare altro che l’indottrinamento cronico subito, difende la parte di appartenenza, senza poter realmente farci qualcosa.

E’ sempre un problema di come si viene “condizionati”, questo determina il modo con cui giustificherà tutte le nefandezze che vede accadergli intorno. Adesso, il “sentimento” del “cambiare”, del “cambiamento”, è molto forte, ma è fasullo anche questo, se non cambia la testa. Appena qualcuno non condivide od obbietta sulla strada che si vuole intraprendere, viene tacciato come un untore di voler difendere lo “status quo” o di essere un conservatore. Non c’è niente di veramente costruttivo al momento in atto, da qualsiasi livello lo si voglia guardare, non può esserci, è un altra la “forza” che la “natura di mantenimento” sta agitando, adesso è tempo di “distruggere” (non materialmente, ovviamente) per ricominciare, il punto è capire come fare tutto questo e dove sta il vero cambiamento, dov’è questo possibile nuovo inizio.

Tocca abbandonare la nave e non dargli più nessun aiuto, devono essere lasciati soli, ma per farlo è necessario “vedere”, altrimenti si prende alla lettera quello che ho detto, e non si capisce il senso del “lasciati soli” o dell’espressione – “è tempo di distruggere”. Non è di una fuga che parlo, ma una intelligente strategia di “evasione” capendo quali sono le forze o influenze che l’universo sta emettendo il questo sistema planetario per mezzo del suo centro che è il Sole (Soliunesius).

Tutto attualmente si gioca a livello del pensiero, a livello di “mentalità”, di regole ed “assuefazione” al “modello” culturale in essere, per questo hanno messo un “mentalista” al governo di questo paese, per non farti fare nessun passo avanti nel tuo modo di pensare. Usano uno che sembra che dica cose nuove, che incarni il fatto che la gente è stufa, ma di fondo li sta pilotando tutti o traghettando da nessuna parte e non sta realmente dicendo nulla: ha bisogno solo del nostro consenso per proseguire nel piano scellerato in atto.

Approfittano del fatto che l’uomo attualmente non è in grado di fare un cambiamento tale di mentalità da prendere le redini della propria vita e capire che è nato in una scatola, in una prigione esclusivamente per la sua mente, che gli impedisce di vedere l’evidenza di ciò che sta accadendo e soprattutto di vedere quella via d’uscita che è sempre stata lì sotto i suoi occhi. In quel senso il “mentalista” è in gamba, perchè dice loro proprio quello che non vogliono sentirsi dire (26/mar/2014 – Renzi a Scalea: «Dovete essere voi a cambiare la Calabria» … «Il governo non vi lascerà soli, ma abbiate il coraggio di alzarvi e combattere».,), e sapendo che non possono fare niente, non ne hanno gli organi, ne approfitta. E’ fantastico quando dice: “Noi ci mettiamo il cuore, ma voi dovete avere (forse intendeva “darmi”) la fiducia”. Concedetemi ancora qualche digressione sul soggetto, è veramente formidabile, soprattutto quando dice, sempre nello stesso contesto rivolto ad una ragazzina: “Il tuo sogno non lo può realizzare un altro. Il tuo sogno il presidente del consiglio lo deve tatuare sul cuore” … troppo forte!

Ma torniamo all’uomo in generale ed alla sua “illusione” di decidere qualcosa nella sua vita. Egli si sente libero e rivoluzionario in questa sua espressione, non percependo per nulla che è la natura, ovvero la struttura istintiva, biologicamente sensata, a decidere per lui, dato che lui non esiste, è una proiezione dell’essenza che è stata alla nascita, ma che progressivamente si è dovuta ritirare nei piani dell’istinto per poter sopravvivere. Adesso lui credo di essere nel giusto e di battersi per degli ideali, per dei diritti, … senza capire che quel diritto è stato sancito proprio da quel sistema sociale che lo ha privato di tutto, a cominciare da quella volontà autonoma che crede di stare esprimendo.

Casa, lavoro, occupazione, chi è che ce li ha messi in testa? Ma veramente questo è l’unico modo di condurre un esistenza sul pianeta Terra? E si perchè qui è di questo che si parla, non dell’Italia. La repubblica italiana, come già detto, è un trust, una società di diritto privato, governata da “fenomeni” dell’acume, che regalano fino a “80 euro” alle famiglie per comprarsi zainetti, cinema, pizza e chissà quale altro bene superfluo. Possibile che non si veda che sono tutti tentativi per tenerci ancora in una certa “mentalità”? Zainetti, cinema, pizza, di cosa stiamo parlando? Solo chi vede che è finita, ma non l’economia, o la finanza, è finita come cultura, come pensiero, può provare a fare qualcosa. Questa società o umanità è alla fine del suo “pensiero”, un “pensiero” consumato, morto, che non produce più nulla. 

E non pensateci nemmeno: la scuola non può essere riformata per produrre un nuovo “pensiero”, perché è fatta degli stessi uomini e donne che non vedono aldilà di quello che gli hanno raccontato e al quale si sono adeguati e poi assuefatti totalmente. Spetta a qualcun altro. Far ripartire l’economia ed i consumi o la piena occupazione non sono soluzioni alla situazione contingente, ma pezze, toppe per arginare un sistema che oramai ha raggiunto il suo “break event”. Ed anche quando ci riusciranno, e va bene anche quello, il “pensiero” resta sempre e comunque un pensiero “morto”, pensato e ripensato al punto tale da non poter produrre più niente di diverso dall’invidia, l’avarizia, l’avidità, l’importanza personale, e molto altro che non fa altro che alleviare il torpore di una vita vissuta senza scopo inseguendo cose, invece che una autentica crescita dell’intelligenza. 
I cicli si ripetono, i corsi e ricorsi della storia ed è questo il modo che ha la “natura di mantenimento” per rinnovarsi ed aprirsi ad una nuova stagione. Una stagione che non può arrivare da coloro che il “sistema” attuale in essere difendono e solo apparentemente fanno finta di voler riformare. Il momento è importante, ma è importante anche saperlo leggere, perché se un cambiamento è possibile dobbiamo anche capire fino a che punto, fino a quale livello può essere operato. Renzi lo vede al suo livello, la gente lo vede al suo, ognuno lo vede a livello del “bisogno” che crede di dover soddisfare. Il punto è cogliere da dove arriva quel bisogno, se arriva dalla pancia o da qualcos’altro? Se arriva dal “cuore”? Se arriva dalla furbizia? Dal potere? Da dove arriva? Le persone vedono casa, lavoro, occupazione, denaro, ma questo bisogno non è il loro, è proiettato, è stato alterata la “funzione”, ed adesso tutto gira intorno a queste cose. Tutti in qualche modo sentono questa spinta verso il cambiamento, ma quanti vedono la portata possibile di tale cosa? Quanti vedono Noè? E quanti invece vedono solo l’Arca? Il cambiamento ci sarà, necessariamente, è la “natura di mantenimento” a gestirlo e chi ha imparato ad “ascoltarsi” capisce che è questo che è in atto. Il punto è alzare la vista tanto da cogliere quale altra grande opportunità abbiamo in questo momento che non solo riformare le istituzioni, o creare occupazione, o provvedere da dare un reddito di cittadinanza a tutti, o ridurre i costi della politica, o produrre o mangiare bio-vagano-vegetale-orto-botanico-idroponico, produrre energia con le rinnovabili o con Keshe o la bobina di Tesla. Con queste cose siamo solo ad un livello di cambiamento, quello più visibile, ma è solo ancora un livello umano, che assolve ai bisogni biologici sensati (territorio, cibo, riproduzione), ignorando, il bisogno più importante. Per vederlo dobbiamo capire che siamo in un immenso universo.
Abbiamo un vento a favore in questo cambiamento che non sono così sicuro che si sia visto. Siamo sempre ad un bivio, e possiamo cambiare in parte o molto, tutto dipende da quale punto si guarda il cambiamento attualmente possibile. Che le cose ci stanno indicando una direzione è evidente, ma che questa direzione debba o comunque possa essere arricchita di altri valori o ragionamenti è urgente e utile affinché non ci si ritrovi in una nuova “gabbia”. La storia in questo senso insegna. Fu questo il vero grande limite dei “Comuni”. Non ci saranno cambiamenti “utili” se non interveniamo sull’uomo, su come l’uomo pensa. Se la “testa” dell’uomo resta quella che è attualmente non c’è cambiamento duraturo e questa nuova rivoluzione che, oramai è chiaro, è evidente, si appresta alle porte, rischia di descrivere solo un nuovo ciclo nella polarità, un nuovo ciclo evoluzione-involuzione, un nuovo ciclo evoluzionistico, per poi degradare, degenerare come quello attuale per dare corso ad un nuovo inizio, e così per sempre nel tempo. Tutto previsto secondo legge di natura o necessità di “mantenimento” della vita.

Nell’osservare come lavora la sensatezza della natura ne ho colto alcuni aspetti che trovo geniali. Se gli esseri che appartengono a questo sistema, inteso proprio come vita organica, non sono in grado di fare passi avanti nella direzione di una maggior consapevolezza, la natura di “mantenimento”, nella sua immensa saggezza, glieli fa fare forzatamente ed in modo automatico, usando proprio i cicli, ovvero i corsi e ricorsi della storia. Il punto è che ogni volta che c’è l’inizio di un ciclo nuovo, ci si trova a questo bivio, ed ogni volta è data all’umanità o almeno a quella parte di essa che è in grado di capire, o intendere, di fare un salto di coscienza, un cambiamento da umani a qualcos’altro. 

Gli scontri che stanno accadendo ci fanno capire che questo processo si sta rapidamente accelerando, non tanto per gli scontri in se, ma per la modalità con cui puntualmente e con raccapricciante precisione vengono normalizzati. Si, certo con buona probabilità si tratta dell’ennesima intrusione di agitatori in un corteo, ma il punto è che ho idea che ci siamo: bolle qualcosa di grosso. Mettete i pezzi insieme tra le riforme accentratrici ed il malessere diffuso ad oc, adesso gli scontri che devono spaventarci, è tutto utile per non farci pensare ad un alterativa “intelligente”; una pressione costante che spinge le persone a cercare subito la “tetta” del sistema per riattaccarcisi a succhiare dal suo latte malato. 
Quello che poi mi interessa di più far passare è che il corteo stesso (mi sto riferendo ai recenti scontri a Roma) non ha più senso, a maggior ragione se capiamo quello che cerco di dire da un pezzo con questa idea del progetto Zion. Il problema è la “corruzione”, la corruzione dell’uomo. L’uomo è corrotto, è un dente cariato la cui carie ha mangiato lo smalto, l’osso, ed ha iniziato a mangiare l’anima del dente. Ironia della sorte secondo il senso biologico si tratta proprio di un problema di boccone che non si riesce a prendere, la gente cerca, egoisticamente, di avere il suo posto al sole e gli altri si fottano, … è solo un problema, per dirla alla romana, del fatto che te rode! Vorresti anche tu i privilegi destinati a questi pochi. Troppa assuefazione, è faticoso cambiare così in profondità, perché ci si dovrebbe spogliare di tutto, e ci vuole tempo, un altro tipo di “Educazione”, ed un luogo meno ostile per realizzare tutto. 
Questo sistema è “irriformabile”, dobbiamo costruire i nuovi “comuni” ed abbiamo bisogno anche di cambiare completamente mentalità, serve “educazione”, serve liberarsi di tutti i vecchi costrutti, di tutti i vecchi assunti, serve “veramente” un upgrade 2.0. Solo l’azione della fanteria (M5S) non basta, ma per fare questo passo in avanti dobbiamo drenare risorse dal sistema, è bene voltare lo sguardo da un altro lato, … e qui, come in matrix, … “la prima volta cadono tutti”! Ed io aggiungerei anche: la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta, … troppa assuefazione. L’attenzione sull’educazione è cardinale, di primaria importanza. Un lavoro in questo senso è cominciato, e va avanti, … ma adesso caro Noè, dobbiamo costruire l’arca. Cerca di svegliarti! E guarda bene fuori dalla finestra. 
Ci si sente in onda!