ANALISI DEL RISULTATO ELETTORALE. L’uomo non può fare, perchè non è "libero"!

Se non si è capito, adesso è veramente chiaro, cristallino, lampante e raccapricciante allo stesso tempo. Pur sapendolo non ci ho potuto credere nel vederlo realizzarsi davanti ai miei occhi. La “gente” è talmente assuefatta e dipendere dal sistema e non ne ha per la testa di abbracciare una visione diversa da quella squallida vita da schiavo che difende in tutti i modi, si lamenta, ma alla fine preferirà sempre una linea di minor resistenza, l’uomo è disposto a sopportare qualsiasi cosa, anche Matteo Renzi, piuttosto che fare qualcosa per se stesso, piuttosto che prendere le redini della sua vita.

Leggo oggi che Renzi è stato capace di intercettare i voti, che la sua proposta è stata convincente, mentre è stato il primo lui a rimanere sbalordito del risultato, questo perché il “poverino” ignora lo “psichismo” umano. Lui stesso dichiarava prima del voto: non mi dimetto anche se vincesse M5S, – queste non sono parola di uno che ha capito di aver fatto bene, infatti in realtà non è stato capace di fare granchè, tutti avevano capito che era “fasullo”.

Purtroppo o per fortuna, dipende sempre dai punti di vista, Grillo ha fatto talmente bene la sua campagna elettorale che ha ricompattato il fronte: era chiaro che, con tutti i limiti del M5S, siamo davanti ad una “rivoluzione”, ad un cambiamento di visione; embrionale, perchè manca tutto il discorso relativamente al problema cognitivo e lo “psichismo” umano, ma siamo davanti ad una scelta. E’ stato talmente chiaro che la “paura” di cambiare ha svegliato l’agente Smith in coloro che ignorano di avercelo. Milioni di persone che vivono inconsapevolmente e dipendenti totalmente dal sistema e dalle sue logiche (il mercato). Adesso tutti sanno che non si può cambiare solo votando, ma che serve che ci si svegli e si intraprenda una strada per costruire, ove possibile, un alternativa a questo sistema: tocca fare ZION. Delegando attraverso il voto non possiamo che restarne delusi, o da chi abbiamo delegato, o dagli altri che non vogliono questo cambiamento.

Il dramma dell’uomo moderno resta la solitudine interiore e la perdita di valori la cui radice resta insita e silente nel condizionamento al quale l’uomo è stato sottoposto sistematicamente per secoli e al quale tutti siamo ancora oggi sottoposti quotidianamente. Sono cambiate le tecniche, ma lo scopo resta sempre lo stesso renderci inservibili, rubarci la vita con il nostro consenso. Ecco perchè per molti, quelli per lo più che non si sono adattati al “programma”, sentono forte che c’è qualcosa che non quadra a questo mondo; sentono che ci sono cose che vanno sotto uno strato apparente di normalità, e non solo sotto la nostra composta apparenza siamo completamente fuori controllo, ma questo strato serve a nascondere la verità su noi stessi, sulla nostra origine e sul perché nasciamo e viviamo, … e soprattutto su cosa siamo. Le domande per ritrovare la strada restano inevitabilmente sempre le stesse: Che cos’è l'”essere umano”? A cosa serve l'”universo”? Perchè esisto? Cos’è esistere? Chi sono? Cosa cerco? Perchè vivo? Cosa significa essere vivi? Perchè sono qui?

Non si può delegare con un voto a qualcuno il nostro “destino”, è ora che ci tiriamo fuori e realizzare, se è vero e non solo a parole, quella “comunità” che sembra poter esistere. Non è possibile aspettarsi qualcosa dalle persone, dalla “gente” dal popolo. La “gente”, il “popolo” è debole, cambiare richiede molta “forza” e noi non possiamo esigere da un individuo così “debole” più di ciò può esprimere ed in misura della “forza” interiore di cui dispone. Saperlo ci eviterà di rimanere delusi quando si viene ripagati con “ingratitudine” che è poi la ragione della delusione di questo voto. La gente ha dimostrato di avere “paura” della libertà, e questo ci fa capire, come si evince in “the matrix”, che molti non sono pronti per essere scollegati, sono talmente assuefatti e dipendenti dal sistema da difenderlo. L’uomo è “condizionato”, tutto ciò che fa, tutte le sue azioni, tutte le sue parole, pensieri, sentimenti, convinzioni, opinioni, abitudini, sono i risultati di questo “condizionamento”, se non si mette mano al condizionamento non c’è possibilità di “cambiamento” vero. – 

L’uomo ha paura della libertà, perché in realtà non la conosce, crede di saperlo, ma per lui la libertà è solo un concetto, quando raramente la sperimenta, ne ha paura, dato che la libertà è qualcosa che ti libera da tutti gli attaccamenti e i punti di riferimento che avevi fino a quel momento.Questo voto è una gran bella scossa per capire che se non ci muoviamo noi, non lo potrà fare nessun altro per noi. E’ da un pezzo che ve lo dico, ma adesso lo avete toccato con mano, l’uomo difende la sua schiavitù, è stato troppo lavorato per secoli per intraprendere un cammino di liberazione: la libertà lo spaventa e il sistema conta proprio su questo. Nessuna deve essere risvegliato, nessuno va innalzato o abbattuto, tutto procederà come sempre, dobbiamo capire solo che quelli che hanno orecchie per intendere si devono mettere insieme e realizzare qualcos’altro.

Ecco perchè più volte ho ribadito che il mio intento va oltre la politica, il sociale od altro, perché nel tipo di “lavoro” che propongo (in forma del tutto gratuita e per senso di fratellanza o filantropia, ognuno usi il termine che più gli piace) ha questo utilizzo, viene introdotto l’elemento dello sviluppo di una “coscienza”, unico vero antidoto alla “condotta gregaria”, ed ecco perchè ho detto che se M5S non capisce che devono essere fatti certi o questi discorsi non può che fare la fine della Lega Lombarda. Attraverso una seconda educazione si possono produrre cambiamenti nella struttura stessa della Coscienza dell’individuo, e solo allora sapremo veramente cosa fare proprio come è accaduto a me quando ho potuto far emergere l’idea del progetto Zion.

La difficoltà a farlo capire sta proprio in questo, dato che il progetto Zion non può essere creduto, ma deve essere “visto”, deve essere “inteso”, le parole hanno un limiti, ma la vista, quella vera, no, e quando compare il quadro, tutto diventa chiaro. Zion non è stato pensato è emersa l’idea quando ho capito cosa stava realmente accadendo. Nessun può spiegare agli altri che cos’è “matrix“, ognuno deve viverlo in se, per questo, a mo esemplificativo, vi ho parlato e proposto un attività’ di sviluppo ulteriore di Se’, perchè a poco serve aggregarsi se questo deve generare inevitabilmente un “branco”. Le forme gregarie distraggono dall’individualità’ che e’ invece il punto centrale di questo “lavoro”. E’ questo il senso delle parole: l’uomo al centro. Siamo schiavi in un sistema di REGOLE ed IDEE preconfezionate e questo limita l’espressione reale di Se’, per evadere da questa prigione serve un piano, ma bisogna capire che si tratta di un piano e non di uno “scopo”, il progetto Zion è il piano che vi ho proposto. Un giorno un individuo straordinario di nome Gurdjieff ebbe a dire a questo proposito:

«Un uomo da solo non può fare nulla. […] Siete in prigione. tutto quello che desiderate, se siete intelligenti, è fuggire. Ma come fuggire? È necessario scavare un tunnel sotto il muro, ma un uomo da solo non può fare nulla; supponiamo però che ci siano dieci o venti uomini: se lavorano a turno e si coprono a vicenda, possono completare il tunnel e scappare».

“Io sono” o posso “essere” solo nel momento in cui mi sono reso libero da tutte le strutture del condizionamento subito, fino ad allora nulla si può fare nella mia vita. Come ho già detto, purtroppo o per fortuna, dipende da dove si vuole guardare, nessuno di noi può completamente spiegare agli altri cos’è questo condizionamento, può solo sollevare un sospetto, un dubbio, e provare a mostrare il modo con cui “liberarsi” o suggerirne la “chiave”. E’ necessario arrivare ad una comprensione e per conseguirla serve compiere un “lavoro”, certi “sforzi”, e serve dare una direzione a questo “lavoro”, in una parola: serve addestramento. Più un uomo comprende che cosa sta facendo, maggiori saranno i risultati di questo “lavoro”. Il risultato del lavoro è proporzionale alla consapevolezza di cosa si sta facendo,alla consapevolezza su che cos’è questo “lavoro”. In Pistis Sophia tutto questo è mostrato, in chiave naturalmente, ma è mostrato, ed ecco come viene espresso il “lavoro” di cui parlo, atto ed adatto a colui che vuole conquistare nuovi gradi di libertà; non va inteso in modo moralistico o denigratorio, ma come vere e proprie istruzioni per colui che si è accorto di essere prigioniero:

Perciò, una volta, vi dissi: «rinunziate a tutto il mondo e a tutta la sua materia, per non assommare altra materia alla restante vostra materia». Perciò annunziate a tutto il genere umano: «rinunziate al mondo intero e a tutti i suoi rapporti, per non assommare altra materia alla restante materia che è in voi». Dite loro: «giorno e notte non desistete dal cercare, non arrestatevi fino a tanto che abbiate trovato i misteri purificanti, i quali vi purificheranno e vi renderanno luce pura: così potrete andare in alto ed erediterete la luce del mio regno» (“Pistis Sofia”, il “Codex Askewianus”)

La difficoltà sta nel capire che uno non deve fare nulla, finchè costui non avrà compreso alla perfezione queste parole non deve fare nulla. Nessun, ma proprio nessuno può realmente realizzare qualcosa che non abbia prima previamente compreso, altrimenti crederà di poter fare mentre resterà imbrigliato nel modo con cui ha interpretato queste “idee”. Tutto ciò che si può fare sono esperimenti sotto, purtroppo per noi, la supervisione diretta di un “educatore”. E qui viene l’ostacolo più grande, perchè se quell’educatore viene malinteso, o peggio, se il suo ruolo o funzione viene male interpretata, si creerà un nuovo branco con nuove attitudine, ma sempre di branco si tratterà. 

E’ importante per questo osservare i propri atteggiamenti, i propri modi di fare e le abitudini, che sono parte della nostra vita, senza (apparentemente) fare nulla, dato che l’elemento in grado di capire non è nella “mente” e nemmeno nelle idee stesse o nell’educatore. Solo osservando il nostro movimento corporeo, espressioni, posture, intonazione della voce possiamo capire: per questo vi ho detto lavorate col “lavoro in calma”. Tutto passa per il corpo, e attraverso l’osservazione del suo movimento possiamo, o non possiamo, renderci conto. Non c’è un metodo certo c’è solo tanta voglia di volersi osservare alla luce di una calma auto-critica, quello che esemplificativamente viene detto: mettersi in discussione. Noi consumiamo in tensioni emotive che si manifestano in micro-tensioni nel corpo più energia del necessario, usando muscoli di cui non abbiamo bisogno, lasciando correre i pensieri a ruota libera e reagendo troppo emotivamente e di fatto, così facendo, perdiamo la “forza” motrice. Entrare in gestione invece di farci gestire dal nostro condizionamento è il traguardo. Questo è molto altro è l’obbiettivo e la sostanza del “lavoro” proposto, senza questo nulla altro può realizzarsi là fuori, per questo vi ho detto l’uomo non può fare perchè non è libero: tutto inizia e finisce dentro di lui. 

Noi possiamo soltanto dare una direzione e creare alcune condizioni. L’anima è come un seme che deve germogliare e svilupparsi e per farlo ha bisogno di “cura” ed “acqua”, ecco perchè quello che dico è pubblico e disponibile per tutti, l’acqua è di tutti, è non può essere privatizzata è un bene prezioso per la sopravvivenza e per lo sviluppo di “qualcos’altro”, deve essere disponibile e fruibile per tutti, con la comprensione che l’informazione e le “idee” sono entropia, se non vengono intese come strumenti per aprire certe porte interne sono inservibili. Nessuno capisce che il grado del sapere d’un uomo è l’espressione del grado del suo livello d’essere. Quando il sapere surclassa eccessivamente l’essere, diviene teorico, astratto, e può diventare persino “nocivo”, perché, invece di servire la vita e di aiutare un individuo nella lotta contro le difficoltà quotidiane e per conseguire la “liberazione” finale dalla propria personale prigione, gli spiega tutto dandogli l’illusione di aver “realizzato” qualcosa in se stesso, mentre è solo spiegazioni ed un altra inutile descrizione. Tutto questo e molto altro è Zion. Per cui non desistete ne di giorno, nè di notte fintanto che non avrete trovato il mistero e la ragione del vostro essere. Tutto a questo mondo passa, anche questo voto, ma la spinta adesso è ancora maggiore, l’uomo moderno purtroppo è ridotto così male che per fare deve trovarsi in uno stato di totale necessità. 

Lunga vita a Zion, ci si sente in onda. Con affetto, Rocco Bruno

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