Che cos’è il "TO ZION CONTEST"?!

“La permacultura – per quanto complementare a molti approcci “dall’alto verso il basso” all’interno del movimento ambientalista – non ha come obiettivo principale quello di far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di accentuare la loro autosufficienza e autoregolazione.
Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte della società è pronta, disponibile e in grado, sostanzialmente – questo è ancora più significativo – di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò sia possibile e rilevante. Questa minoranza socialmente ed ecologicamente motivata rappresenta la chiave di volta di un cambiamento su larga scala.” – David Holmgren

To Zion Contest 2014 – ultima chiamata –, è un evento che si produrrà tra il 23 e 24 agosto 2014 nel comune di Comunanza nelle Marche provincia di Ascoli Piceno. L’evento è pubblico ed aperto a tutti, non servono inviti speciali, non è niente di elitario, è un incontro tra coscienze. Si possono trovare le istruzioni utili per parteciparvi all’indirizzo www.tozioncontest.orgIl “to Zion Contest” è il primo passo verso la realizzazione di qualcosa di diverso, sperimentale e riproducibile ovunque. Lo scopo è di condividere collettivamente l’idea che siamo alla ricerca di una verità diversa da quello che ci è stato messo davanti agli occhi e verificare se ci sono altri che in qualche modo hanno cominciato a sentire anche loro che c’è qualcosa che non quadra a questo mondo; che ci sono cose che vanno sotto un strato apparente di normalità, ma che nascondono una incredibile e a tratti triste verità su noi stessi, sulla nostra origine e sul perche’ nasciamo e viviamo. Siamo schiavi in un sistema di REGOLE ed IDEE preconfezionate e questo limita l’espressione reale di Se’.

Il “to Zion Contest” è l’inizio di quello che è stato chiamato e definito “Progetto Zion“. Si tratta di un intento che va oltre la politica, oltre il sociale perche’ nel tipo di lavoro proposto viene introdotto l’elemento dell’istruzione: la necessità di produrre un nuovo tipo di educazione che scalzi gli effetti devastanti di un condizionamento subito si primi anni di infanzia che ci impedisce di accedere alle nostre risorse e ci tiene bloccati nella “paura”, nella “preoccupazione” ed in molto altro che oramai resta sotterraneo non più percepito. Il carattere e’ quello di realizzare un “ateneo” che opera attraverso una seconda educazione cambiamenti nella struttura stessa della Coscienza dell’individuo, un attivita’ di sviluppo ulteriore di ciò che siamo partendo da quello che ci è rimasto di vero e di concreto, e per questa ragione il carattere del “to Zion Contest” è quello di aiutarci a drenare quelle risorse economiche utili per poter progredire in questo intento. A poco serve aggregarsi se questo deve generare inevitabilmente un “branco”. 

Per questa ragione anche se apparentemente sembrerà ad un primo sguardo un momento di grande festa e condivisione, in realtà il “to Zion Contest” sarà un momento di profondo raccoglimento dove l’uomo e la donna che sei sempre stato, con i suoi limiti e le sue potenzialità, emergerà prepotente come le domande di sempre che ti porti dietro ed alle quali ancora non hai trovato risposte, … risposte che non hai trovato perchè le hai sempre e solo cercato fuori di te, in qualcuno o qualcosa, invece che in te stesso: è arrivato il momento di fare i conti con ciò che sei. Le forme gregarie distraggono dall’individualità che è invece il punto centrale del nostro lavoro e di questo progetto. L’unità nella diversità di individui completi e autenticamente realizzati.

Ognuno ha una sua particolarità o talenti, ma fintanto che vivrà con i filtri dell’educazione ricevuta non la scoprirà mai. Come posso realmente sapere chi sono in questo marasma? Come faccio a sapere quall’è quella mia particolare “particolarità”? E soprattutto come posso fare ad innalzarla? Sarà realmente l’ultima chiamata prima dell’aZionE, una adunata o adunanza tra gli uomini e le donne di “buona volontà” che sentono che è arrivato il momento di produrre qualcos’altro, qualcosa di diverso dalla strada oramai tracciata da tempo e nemmeno da loro, ma dagli altri e dal mondo, sempre alla ricerca di assolvere a qualche aspettativa. Proprio come nella pellicola di “the matrix”, uno deve sentire proprio quello che sentirebbe chiunque quando sentisse quello Trinity dice a Neo: “quello che c’è là fuori già lo conosci. È come quella strada: sai esattamente dove portano. E io so che non è qui che tu vuoi stare”.

Dovrebbe essere oramai chiaro che l’attuale società, basata fondamentalmente su concetti di servilismo e sfruttamento a beneficio di un’esigua élite, non può dotarci degli strumenti adeguati per un crescita integrale dell’individuo o, – nella migliore delle ipotesi – , provvedere a noi, dato che i suoi scopi non sono i tuoi, non sono il tuo sviluppo come “essere” vivente senziente e sensato, sovrano e in grado di disporre della sua vita; e non sono nemmeno quelli di darti condizioni di vita dignitose per proseguire nel tuo cammino di crescita individuale. Sei solo uno dei tanti appartenenti alla razza dei lavoratori (o schiavi, vedi tu, quale termine ti piace di più) che li devono servire. E’ nel concetto stesso che qualcuno deve darci qualcosa o provvedere a noi che è il marchio o marcio di questo “mondo”. Come si evince dalla nota pellicola questo significa in sintesi che – “matrix non è in grado di dirti chi sei” ed aggiungerei anche che – non gli passa neanche per l’anticamera del cervello di metterti nelle condizioni di arrivarci da te stesso a saperlo. 


Sei stato allevato, come tutti gli altri sei nato in catene, proprio come il puledrino che nasce in una stalla e tutto quello che riconoscere essere vero è la sella che prima o poi gli monteranno sulla schiena. Non c’è rilancio dei consumi che possa salvare gli individui dalla catastrofe finanziaria, economica e sociale che presto o tardi arriverà, e anche se non fosse così: ma vuoi veramente continuare a vivere, o meglio vivere per sopravvivere, in questo modo? Il modello capitalistico è in crisi ed aggiungerei per fortuna, dato che ci sta offrendo quella grande opportunità di cambiamento che tanti auspicano oramai da secoli, questo nonostante gli attori di questo cambiamento saranno sempre una minoranza. Unaminoranza socialmente ed ecologicamente motivata”, responsabile e capace di essere “la chiave di volta di un cambiamento su larga scala.” dice il passo che ho messo in testata al post. 

Siamo sempre stati una minoranza che fuori controllo avrebbe potuto mettere in crisi il sistema, ed è per questo che hanno trovato sempre nuovi stratagemmi per riorientare il nostro malumore. Per fortuna non siamo poi così stupidi da ripetere lo stesso errore di regalargli l’ennesima rivoluzione di pancia ed armata, noi vogliamo solo una via diversa, una possibilità di riscatto, un momento autentico per poter dire sono un “essere” vivente e libero di questo pianeta sperso in miliardi di stelle. Questo evento, il “to Zion Contest“, come tutto il progetto Zion non è un movimento anti-sistema, non ne ha la conformazione e nemmeno gli scopi, si tratta di una rivoluzione dolce, silente, intelligente, che abbraccia solo coloro che lo vogliono intensamente, solo coloro che hanno iniziato a capire 2 cose e che sono pronti ad abbandonare tutto per poter dire e scoprire che ci deve essere di più di quello che mi è stato messo e passato davanti agli occhi fino a questo momento. 

Una rivoluzione rivolta solo a coloro che sono disposti a mettersi in discussione per iniziare un autentico cambiamento di mentalità. Coloro che pensano già di aver capito tutto, perdono tempo qui. Quelli che cercano una sponda dello spiritualismo, nelle idee vaporose e nelle illusioni a sfondo esoteristico, perdono solo tempo, perchè troveranno solo porte chiuse. Fatevi la vostra cosa, ma state fuori da questi contesti perchè le finalità sono diverse. Noi non facciamo nessuna guerra a nessun sistema, siamo consci che molte delle persone che vivono su questo pianeta sono “assuefatte e dipendenti” allo status quo, sono pronte a difenderlo e non possono in nessun modo aprirsi a nessun rinnovamento o cambiamento, loro malgrado e senza colpe apparenti, non ne hanno gli organi. Questa è la ragione per cui nel tempo queste parole (rinnovamento, cambiamento, tanto care alla politica attuale di questo paese) sono state sinonimo solo di mantenimento della condizione attuale: “cambiare tutto per non cambiare niente“. 

La storia non può far altro che ripetersi se l’uomo non cambia. Se non diventa veramente un uomo, dato che al momento è più assumibile ad una forma animale dotata di intelletto, che tra l’altro fa funzionare molto poco, dato che ha delegato al “sistema” la qualità di “pensare”, nulla in lui si può fare, nulla di diverso da ciò che attualmente è e credo di essere può realizzarsi. E’ il pensiero dell’uomo che deve cambiare, e questo è veramente il vero dilemma. In questi anni di lavoro e di incontri con le altre persone mi sono trovato difronte alla profonda difficoltà di riuscire a fargli vedere un mondo diverso, senza regole e confini, ma allo stesso tempo ordinato, pulito e sopratutto “potente” e “sottile”. Questo perchè molti di loro pensavano di aver capito quello che stavo dicendo loro, ma non era così, mi bastava sentirli parlare per capire che qualcosa era andato storto nella mia comunicazione. Le persone fanno “si” con la testa, ma di fondo non possono capire perchè applicano a quello che gli dico il loro sistema interpretativo, quello stesso sistema cognitivo che il “mondo” gli ha impresso sin da piccoli dandogli definitivamente una forma, e se non sono disposti a cedere, nulla per loro e in loro si può realizzare o fare. 

Ecco perchè tutti parlano del progetto Zion, ma di fondo non hanno capito assolutamente nulla, lo vedono come una possibilità per scappare dalla imminente catastrofe, cercano di imbucarsi in questa cosa, mettendo dentro amici e famigliari, senza rendersi conto che questo cambiamento ha un costo, che forse si manifesta in termini puramente economici, ma di fondo è una forte richiesta alla rinuncia di quello che si è conquistato in questo “mondo” malsano e che, ironia della sorte, non è nemmeno vostro, e presto o tardi il sistema vi dimostrerà che se lo può prendere indietro quando vuole, proprio come la casa di quei poveracci che per difficoltà non riescono più a pagare le rate del mutuo (così, tanto per fare un esempio). 

E’ la paura che domina, è la paura a dominare sulla visione che si ha di questa cosa, e siccome è stata funzionale a non farvi più sentire quel certo “disagio” interiore, non la percepite più, e credete di fare scelte in piena libertà mentre siete solo spaventati. Avete paura ed avete fame, e quando l’uomo ha fame smette di ragionare, quando smette di ragionare, non ascolta più il suo cuore, e quando non ascolta il cuore diventa solo ed egoista. Da questo punto di vista non si può che fare scelte condizionate. Paura di essere soli, paura di non essere all’altezza, paura di aver fame; tutti sosteniamo questo regime di dittatura perché abbiamo paura. E’ un gran bel dilemma la distanza incolmabile che c’è tra le persone, altro scopo inconfessato del “to Zion Contest”: mettervi insieme, per vedere se iniziate ad andar d’accordo. 


Una volta, per sottomettere i popoli alla schiavitù venivano utilizzati certi mezzi d’intimidazione che sono le armi e le guerre. Cosa ancora molto in uso in altre parti del mondo, anche se voi lo ignorate od oramai ci avete fatto l’abitudine. Gli esseri venivano incatenati e defraudati di ogni ricchezza e libertà, poi col tempo, i carnefici sono diventati sempre più precisi e sofisticati ed è nato il mondo che conosci oggi. Nell’era moderna, uno dei moderni strumenti finalizzati all’asservimento, è l’istruzione o “sistema educativo” che altro non è che una forma di condizionamento sistemico all’obbedienza e alla sottomissione volta a non far mai emergere i veri talenti naturali.

Tutto questo processo descrive un mondo di degrado dei valori regnato dal vuoto interiore, destinato – bene che vada – alla sopravvivenza da oppressi e non al pieno e libero sviluppo e utilizzo del potenziale degli abitanti di questo pianeta. Cosa fare? Da dove ricominciare? L’idea che da tempo propongo come risposta a queste domande risiede proprio nella struttura fondante o “cuore” del progetto Zion, ovvero: prendere un area protetta, il più incontaminata possibile dall’uomo moderno (cosa che abbiamo trovato ed individuato) e fondare lì un ateneo che insegni i vantaggi della cooperazione invece che l’accettazione dell’isolamento competitivo. Finanziando il Progetto Zion si sta gettando un seme che germoglierà e darà dei frutti da mangiare soprattutto a quella parte di noi che ha estremamente fame, ma che non sentite più. Questa fame deve poter essere nuovamente sentita, percepita, cosa che nel disordine e nel caos delle nostre vite soccombe sotto il frastuono generale. Aiutare questo progetto significa aiutare la realizzazione di qualcosa (inizialmente questo primo campus) di cui beneficeranno tutti indistintamente. Chi aiuta Zion aiuta se stesso.

Per realizzare tutto ciò abbiamo la necessità di metterci in gioco, innanzitutto personalmente, iniziando dalle nostre stesse risorse, e solo chi ha veramente iniziato a capire ed è pronto a rinunciare a qualcosa può capire anche il perchè di questo contest ed il perchè delle varie raccolte fondi che stiamo mettendo in opera da tempo; scoprendo in seguito, e solo dopo, che non stava rinunciando a niente, ma anzi stava aiutando se stesso ed altri a realizzare qualcosa di cui tutti prima o poi ne beneficeremo. L’esperienza di “Raccolta Fondi”, attraverso il crowdfunding, è un moderno sistema di raccolta collettiva, via web, dove ciascuno, dona quello che può e che vuole, la cui trasparenza e riscontro numerico sono visibili da ogni utente e dove “la crescita” del progetto può essere vista da tutti. 

Presto passeremo alla seconda fase dell’esperimento sociologico iniziato l’11 giugno di quest’anno, e lì veramente vedremo se da un click su un sondaggio si passerà ai fatti. Li prenderemo atto o coscienza dell’autentica volontà di chi per anni mi scrive, guarda i video (il mio canale su youtube conta 3364 iscritti, 1.166.102 visualizzazioni ad oggi, più di 200 video di lezioni fruibili liberamente e gratuitamente da 3 anni a questa parte con una media di 4-5mila visualizzazione per video), legge questo blog, e chissà cos’altro, se ha capito il senso di sostenere questa causa, che non è far piacere a Rocco Bruno o riempirgli le tasche di soldi, ma ha capito il senso di tutto quel fiato speso nel tentativo di trasmettervi qualcosa di intrasmissibile in un dialogo, ed avrà anche capito che senza o dopo Zion non ci sarà più niente. 

Buona vita a tutti, e ci vediamo al “to Zion Contest”,
Rocco

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...