PROGETTO ZION – un interessante esperimento "Sociologico"!


“La gente compie cattiverie per trarre vantaggi personali” – rispose. “Gli stregoni, però, hanno una motivazione ulteriore per le proprie azioni che non ha nulla a che vedere con i vantaggi personali. Il loro divertimento non conta come vantaggio. E’ piuttosto una condizione del loro carattere. L’uomo comune agisce solo se c’è occasione di profitto. I guerrieri agiscono non per il profitto, ma per lo spirito.” – Il Potere del Silenzio

Siamo alla resa dei conti, l'”esperimento sociologico” passa dalla fase 1, “verifica delle intenzioni“, quale dimostrazione pratica che uniti si può realizzare tutto quello che vogliamo ognuno dando o sacrificando qualcosa, alla fase 2, ovvero, passa dall’intenzione espressa nel sondaggio di “donare” al “donareveramente. Le donazioni possono essere fatte attraverso:
Ma facciamo un piccolo passo indietro. In data 11 giugno 2014 durante il consueto incontro del mercoledì a San Donato Mil.se, in concomitanza dell’annuncio dell’avvio del “to Zion contest“, ho lanciato un sondaggio (vedasi “video” correlato qui) nel gruppo su Facebook “the matrix”, una parabola moderna – per verificare l’autentico interesse dei miei contatti al “progetto Zion, dalla cui realizzazione, come già più volte detto, ne beneficerebbero tutti. La domanda posta agli aderenti al gruppo ed al profilo è stata: “visto che questo profilo conta circa 5000 contatti e che il costo per acquisire la prima tranche del terreno, consta di 1.500.000 euro, che diviso questi 5000 contatti, equivale a 300€, la domanda è: quanti sarebbero disposti a donare tale importo?

Avrei potuto in realtà proporre il sondaggio ai 3.402 iscritti al mio canale youtube, dato che, in teoria, non solo più di tutti sono quelli che hanno usufruito del “lavoro” e dei “video incontri” di questi ultimi 3 anni (senza interruzioni pubblicitarie), ma se si sono iscritti al canale una qualche ragione di “interesse” ci sarà dovuta pur esserci stata, magari, rispetto agli iscritti al profilo FB dove si sommano anche i miei contatti come musicista o altro. Sinceramente non ho trovato un software adeguato per farlo. Fate sempre in tempo a smentirmi dato che adesso con questo post lo sapete anche voi di quello che è in atto.

Il senso iniziale di questa iniziativa era dimostrare, numeri alla mano, che se mettiamo insieme le risorse ognuno con un piccolo contributo (si parla di 300€ in un caso, e di 440€ una tantum nell’altro), si sarebbe potuto dare corso ad un “idea” che a parole sembrava abbastanza condivisa, ma che nei fatti poteva risultare improponibile od impossibile da realizzare. Questo indipendentemente dal fatto che se ne sarebbe poi finiti per usufruirne direttamente o meno, dato che sembrava fosse stato compreso il senso generale e il beneficio indiretto che sarebbe ricaduto inevitabilmente su tutti.


Con i primi riscontri mi fu subito chiaro che più che di un “Sondaggio” vero e proprio, si stava trattando di un (interessante) “esperimento sociologico“, il cui valore intrinseco poteva essere percepito o visibile solo a coloro che seguendo l’andamento dell’esperimento (proiezioni dette EXIT POLL) osservavano i vari comportamenti che tale stimolo attivava nei “partecipanti”. Conoscendo il tipo o genere di condizionamento al quale le persone sono state sottoposte da sempre, l’esperimento stava dimostrando, oltre ogni ragionevole previsione, come quando si passa dalle parole hai fatti, brulicano nella testa delle persone le più svariate “giustificazioni” per spiegare le ragioni per cui una tale cosa non si può produrre.

Le diverse mail e messaggi ricevuti sono state, pur immaginandolo, a dir poco incredibili, quanto allo stesso tempo interessanti per dare una misura non solo della reale incomprensione sui fondamenti del “progetto Zion” (ognuno stava guardando a Zion come se la immaginava lui e non come gliel’ho spiegata in tutto questo tempo), ma confermava il sospetto che pur essendo qualcosa di rivolto a tutti e di cui tutti ne avrebbero potuto beneficiare, solo una minoranza dimostrava di aver capito quale incredibile “cambiamento”, “rinuncia” e sacrificio era richiesto per poterne far parte. I “tutti” (gli altri) che rimanevano vedevano per lo più questa cosa come una scialuppa di salvataggio per uscire dai propri casini personali, subordinando la loro intenzione di “donare” alle eventuali rassicurazione di avere un posto garantito a Zion qualora avessero “donato”. 

Tra le più divertenti espressioni ci sono state anche quelle di chi si lamentava del fatto che ponendo la domanda solo all’interno del gruppo (limite che impone Facebook, infatti non permette di fare sondaggi sul Diario) il sondaggio doveva essere “invalidato“, dato che non era data a tutti la possibilità di esserne informati, manco fosse una gara a chi arriva prima, probabilmente sempre perché l’idea di fondo era ancora una volta quella di accaparrarsi un posto a Zion. Non me ne abbiano a male a questo punto quelli che non hanno potuto esprimersi allora, dato che, adesso, passando alla 2° fase dell’esperimento, che consiste nel passare dall’intenzione di “donare” al “donare” veramente, possono rifarsi dimostrando una “volontà” di “sostenere” questo progetto più autentica di un intenzione di voto fatta in un sondaggio dato che i canali dove fare questa operazione sono disponibili a tutti.


Il primo vero dato interessante è arrivato al primo EXIT POLL prodotto dopo solo 24h dal lancio che ci dava un indicazione virtuale di un ammontare di donazioni potenziali che ci avrebbero permesso da subito di arrivare alla fatidica caparra da versare a settembre per almeno avere un compromesso in mano garantendosi la proprietà annunciata, che consta di complessivi 110 ettari, 3 colli e 3 borghi (di cui uno già ristrutturato, e gli altri 2 da sistemare), stalle, bosco incontaminato, per un potenziale di accoglienza complessivo di ospiti e residenti di circa 200/max 500 persone. Una vera e propria oasi naturale incontaminata, una valle intera non solo dove daini, cerbiatti, fagiani, pernici, cinghiali, aquile, e molto altro proliferano, ma dalle caratteristiche ideali per realizzare realmente quella Zion tanto sospirata.


Nelle settimane successive si sono prodotti diversi EXIT POLL (così come li ho definiti) eccone un prospetto generale:

Nella sesta ed penultima proiezione EXIT POLL delle ore 17:10 di sabato 12 luglio (3 settimana circa dopo dal lancio del sondaggio in data 11.06.2014) si annunciava la fine della prima fase dell’esperimento e l’inizio della seconda, ci sono state le prime defezioni, messaggi del tipo – “purtroppo adesso non è più possibile“. E qui mi fermo. Non dico che non mi aspettassi questi risultati, d’altronde conoscendo quanto possano essere radicati i meccanismi di condizionamento nella persone e capendo anche chi non se la sente o non si fida, devo però dire che tutto sommato questa prima fase dell’esperimento ci fa ben sperare comunque in 2 cose: 1. di poter in qualche modo contare su un certo numero di persone che sono disposte a mettersi in gioco e provare a vedere se un cambiamento è possibile, 2. che in realtà se almeno una buona parte di quelli che hanno espresso la volontà di “donare” lo faranno realmente, avremo in mano i “denari” per bloccare il terreno e fare il compromesso. 
Ho molto sperato che il lavoro prodotto in questi ultimi 3 anni, concepito disinteressatamente ed ignaro degli effetti che avrebbe generatoavrebbe potuto far sorgere, in coloro che mi hanno ascoltato in tutto questo tempo, qualcos’altro, qualcosa di coscienziale, un urgenza che li avrebbe portati a comprendere almeno in parte che la costruzione di Zion ed il suo ATENEO, indipendentemente del fatto di esserne “cittadini” o di poterne usufruire direttamente, avrebbe dato un beneficio indiretto a tutti. 

Ci accorgiamo che manca qualcosa a questo mondo, ci accorgiamo che la scuola cosiddetta pubblica non funziona, perchè è una scuola che crea schiavi, ed allora, sorge la necessità di riformarla, ma dato che è dimostrato che non si riesce per via politica, nasce questa idea del “progetto Zion”: una scuola pubblica al servizio degli individui, fruibile come l’acqua, come un bene indispensabile per “vivere”, e non “sopravvivere”, con la finalità di aiutare a sviluppare quella parte legata alla “coscienza” che non ha potuto crescere. Mentre la prima è finanziata dallo stato, che solo in teoria è dei cittadini, la seconda pur finanziata dai cittadini è qualcosa di iniziativa popolare; i soldi per realizzarla vengono dagli individui, senza passare per lo Stato che è incapace di provvedere a noi se non per i suoi personalissimi scopi.

il progetto in atto serve per finanziare un primo prototipo, ma l’intenzione è disseminare il paese di queste piccole realtà non solo autosufficienti, ma soprattutto in grado di mantenere l’attenzione su quel “lavoro” individuale alla liberazione finale da tutti i meccanismi di controllo che il sistema ci ha messo sin dai primi anni d’infanzia. Tra questi meccanismi il più importante è il meccanismo proprio del sistema “denaro”. Cosa dà valore al denaro? Qual’è il suo vero valore? L’uso che se ne fa, ovvero la “volontà” che lo muove. 

Il sistema ci ha insegnato ad un uso strano del denaro, quando usiamo il denaro è sempre per ottenere qualcosa, un qualche tipo di vantaggio personale, che riempia una fame interiore che ci portiamo dentro, e quando la sentiamo la compensiamo comprando oggetti, e quando otteniamo quello che vogliamo ci sentiamo appagati. Per la maggior parte delle persone il valore del denaro è misurato dalla quantità di cose “materiali” che si possono comprare e quindi possedere, senza capire che le cose che possediamo alla fine ci possiedono. Questa è la ragione del perché non si riesce a capire il progetto Zion, fatto invece di circolazione delle “idee”, di modelli “sperimentali“, di “riproducibilità” e di “autonomia, di “senso dell’abbondanza“, di “ricerca” ed “istruzione” come fondamenti e basato sulla solidarietà, sul concetto di “dono“. E’ talmente radicato il meccanismo “denaro” negli individui che invece di vedere questa “donazione” in prospettiva “futura”, come di qualcosa di cui beneficiarne in seguito, a mente più serena e con i tempi di maturazione necessari, si guarda al proprio torna conto immediato e la si percepisce come una perdita, come un investimento a vuoto se non da un immediato vantaggio personale. Tutto nella vita delle persone comuni si traduce in una mera questione di “denaro”, il “denaro” è diventato l’unica cosa che muove la loro volontà. 

Priorità! E’ di questo che stiamo parlando, non di “denaro” ma di priorità. Di priorità e di urgenza, e per fare tutto questo serve il contributo di tante persone, ed almeno di quelle persone, di quella minoranza motivata al punto tale da rappresentare senza accorgersene di essere la chiave di volta di un cambiamento riproducibile su larga scala. Le persone aspettano che i soldi piovano dal cielo, che siano altri a fare il passo. Dov’è il sacrificio in tutto questo? Dov’è quel lasciare andare quella strada che sai perfettamente dove porta, e sulla quale non ci vuoi più stare? Dov’è la “volontà” di intraprendere un autentico cambiare? Dopo questi anni ho capito perché Gurdjieff colpiva le persone nel portafoglio. La loro volontà è mossa solo dal “denaro” e quindi se vuoi fargli fare qualcosa, anche se è per a loro beneficio, devi colpirli in quello. E’ come quando ci si iscrive in palestra e ti fanno pagare in anticipo, sanno che una volta che hai pagato frequenterai, altrimenti se devi pagare di volta in volta, dopo un pò non ci vai più … Avete bisogno veramente di farvi “spingere” in questo modo? Volete proprio che si adottino questi sistemi? Consideri che sia troppo poco vantaggioso donare per qualcosa di cui ne potranno beneficiare tutti? Le vedi come una motivazione troppo deboluccia? E’ troppo poco in cambio del tuo “denaro”? Vuoi per te un qualche vantaggio personale nell’immediato? Bene, allora serviti subito: 

3° Fase dell’esperimento a latere della 2° fase

Al fine di verificare se si è realmente in grado di essere o diventare “genuini figli di Zion” sono aperte le selezioni o test d’ingresso o valutativi (test fisici e mentali attitudinali e molto altro) per verificare se un soggetto è idoneo a iniziare un “percorso” di integrazione nella comunità. Percorso probatorio durissimo che saggerà le reali intenzioni e volontà ad un cambiamento radicale di mentalità e di vita, di abitudini e dipendenze dai sistemi conosciuti. In quest’ottica tutti coloro che doneranno almeno 300€ (cifre maggiori assicureranno una maggiore priorità) acquisiranno il diritto e la priorità ad accedere, non a Zion (figurati!), ma ai suddetti test o prove.  La lista verrà stilata estraendola dal tracciamento delle “donazioni”. 


O pensavi veramente che ti avremmo messo a costo zero, no spese affitto, no bollette (uniche cose che le tue orecchie sentono), … poi ti diamo anche da mangiare, una casa e magari ti diamo un reddito di cittadinanza per i tuoi piccoli acquisti, sai cose tipo: l’auto, la benzina e chissà cos’altro … così solo perché mi hai chiesto l’amicizia su Facebook o mi hai scritto qualche mail?! Pensi che sia aria quella che stai respirando?! 

A chi avrà da obiettare che in questo modo si agevolano solo quelli che dispongono di denaro dirò solo questo: è una mera questione di “Priorità”. 


Buona vita a tutti, 

Rocco


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