| PROGETTO ZION | area Formazione | L’uso di FB come piattaforma DIDATTICA |

Non è una novità, almeno per i frequentatori di questo blog, che personalmente abbia più volte sollevato alcune riserve, non tanto sullo strumento in se, ma su l’utilizzo sconsiderato, inutile, inconsapevole, strumentale, deviato, alterato, adultero, miserabile, esecrabile, etc. di facebook. Le persone non vengono preparate, non sono educate ad utilizzare questi strumenti. Sono solo lasciate a se stesse, per quanto ognuno creda di saperne qualcosa in merito al suo utilizzo.

D’altronde cosa c’è di male?” – mi dirai. Risposte –  “nulla, niente” – non è questo il punto, nel domandarselo si perde il centro o punto del discorso. Questo bisogno di identificare o individuare cosa è “bene” e cosa, per lo più, è “male”, fa parte del modo stravagante col quale siamo stati “educati”. Nella stessa affermazione – “Cosa c’è di “male” – implicitamente presupponiamo un qualche genere di colpa o peccato. conosciamo bene da dove deriva questo senso di colpa ed inevitabilmente però lo alimentiamo e perpetriamo lo stesso. Abbiamo bisogno di trovare sempre una colpa ed un colpevole, invece di capire che ciò che importa, ciò che è realmente centrale è crescere, è ciò che “siamo“, è chiedersi semmai – “cosa sto diventando”. Il centro resta sempre “il divenire” o, qualcuno la chiamerebbe, l'”evolvere“. Quando il divenire va nella direzione di un cambiamento o crescita o maturazione o saggezza la chiamiamo per comodità evoluzione, quando è in senso della perdita di dominio su di se, di discesa negli istinti più animaleschi, la chiamiamo “involuzione”.

Nei miei precedenti articoli, “facebook. Un eggregora spaventoso” e “facebook. Il piacere di mettersi in mostra” mettevo l’accento proprio su alcune su queste finalità e scopi. L’innovazione è uno strumento che dovrebbe servire per rendere non solo migliore la vita delle persone, migliorandone le possibilità sociali, di relazione, ma dovrebbe anche migliorarne le qualità intellettive, ovvero dovrebbe servire anche per migliorarci come individui. Purtroppo non è quello che accade perchè alla deriva o sbaraglio ad utilizzarli senza particolari avvertenze, questi strumenti si traducono ancora una volta in modi diversi per dire sempre le stesse cose di noi, dandoci sempre la stessa sensazione di contare qualcosa, cosa che così non è. Milioni di utenti Fb. Le persone non sono preparate ad utilizzare questi strumenti in un altro modo che nel modo con cui usano continuamente tutto, con le solite logiche e finalità: bisogno di considerazione e bisogno di mettersi in mostra.

Lasciati senza un adeguato tipo di educazione tutti questi incredibili strumenti di lavoro diventano le solite piattaforme utili solo a chi le ha pensate, strumenti utili a produrre: uno, controllarti e due, prendere ed acquisire dati sensibili per rivenderle, o produrre campagne pubblicitarie o servizi o cose sempre più adatti ai vari gusti, ovvero per pilotare i tuoi interessi. Per fare indagini di mercato e rendere disponibili a chi paga i tuoi dati personali. La prossima volta che pensi che un account è gratuito ricordati che quando clicchi su accetto e do il consenso, stai accettando le condizioni di utilizzo del servizio, condizioni che comprendono le clausole vessatorie relative all’utilizzo dei tuoi dati sensibili, il monitoraggio, e molto altro utile per l’invio di promozioni, indagini di mercato e molto altro.

La cosa veramente interessante dal punto di vista sociologico è che nel giro di pochi anni (circa una decina) sono riusciti a farci credere che Facebook sia in qualche modo un luogo dove socializzare, uno strumento per socializzare ed aumentare la cerchia delle nostre conoscenze o amicizie.

L’etimologia della parola (sociale, socializzare) deriva dal latino socius, ovvero socio, compagno, inteso come colui che condivide una qualche appartenenza. Di stesso indirizzo è la parola associare, ovvero mettere insieme. Il bisogno quindi di appartenenza, di sentirsi parte di un gruppo è il meccanismo sul quale si fa leva per portarci nel sistema sociale o social network. Mi frega assai di socializzare su uno strumento così assurdo e virtuale come questo. Socializzare è qualcosa che ha a che vedere col l’incontrare le persone materialmente.

Se questo “sistema digitale” o rete o network che chiamiamo “internet” aiuta a fare questo è un conto, ma se crea dipendenza, e le persone invece di trovarsi, di aggregarsi, l’unico contatto che hanno è questo surrogato virtuale, comincia ad esserci qualcosa che non quadra più del solito. Per questa ragione ho deciso già da tempo di mettere mano ai rapporti che si sono creati attraverso il web e che li sono rimasti. Sono esclusi pertanto da questo discorso tutti coloro che conosco di persona e che quindi hanno avuto modo di incontrare il lavoro che faccio e sono capici di capire che non c’è altro che quello.

Non essendo io unico e solo proprietario del mio profilo e delle pagine e gruppi che amministro, dato che, avendo io accettato le condizioni di utilizzo del servizio, di fatto è facebook.it, in qualità di utente del servizio però e nel rispetto delle regole della “community di facebook” intendo disporre di questo mio profilo come di una “PIATTAFORMA DIDATTICA“, cosa che avevo già in qualche modo palesato da qualche tempo e che adesso, avendone il tempo, formalizzo. Questo significa che pur rispettando le regole della community non intendo sottostare necessariamente alla consuetudine con cui viene utilizzato questo strumento o servizio.

Questo significa che tutti coloro che chiederanno l’amicizia a questo profilo verranno considerati studenti ed aderenti alla piattaforma DIDATTICA i cui scopi sono innanzitutto scovare ogni forma di egocentrismo. Ogni, a mio insindacabile giudizio, ipocrisia verrà fermamente demolita con tutti i mezzi verbali disponibili, come è già stato più volte dimostrato. Chiunque si sia fatto qualche strana illusione di considerarmi suo amico, dovrà iniziare a convincersi dell’impossibilità di tale relazione telematica. Nulla di ciò che gira qui dentro è reale, e dimostrarlo è mio preciso e fermo interesse.

Coloro che si avvicinano a questa “piattaforma didattica” dovranno essere motivati dall’aver ben compreso la mancanza di libertà nella quale versano senza illusioni di alcun genere e lasciando ogni speranza di uscirne con giustificazioni di qualche tipo. Coloro che hanno chiesto l’amicizia nel passato sono informati che aderendo al mio profilo aderiranno anche a tutti gli strumenti didattici che intendo mettere in atto, anche a maltrattamenti di qualsiasi sorta. Se pensano di incontrare in me un amico si sbagliano. Io non esisto, per voi sono solo una stringa di caratteri che risponde alla vostra stessa emotività con la stessa vostra veemenza. Non ci provete nemmeno a capire con chi avete a che fare non fare che polarizzarvi sulla vostra idea.

A questo proposito, invito pertanto tutti coloro che hanno chiesto in tutti questi mesi e anni l’amicizia per altri scopi differenti dalla DIDATTICA di togliersi dal profilo dando la possibilità ad altri di usufruire di questo servizio. Per i contenuti che pubblico potranno comunque usufruirne dato che sono disponibili anche senza far parte dei miei contatti.

Tutti gli altri non si stupiscano dei miei “eccessi” o eccentricità dato che sono parte integrante del tentativo di fare di questo strumento “inutile” quale è Facebook in una piattaforma DIDATTICA di qualche tipo.

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Info varie ed attività: associazionezion.org

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