Energia. Epifania – ἐπιφαίνω, epifàino – "mi rendo manifesto" – 2015

E’ tutta una questione di “energia”, ovvero di “intento” e “vitalità”. Mi riferisco al motivo di fondo autentico per cui pur essendoci persone, e non mi riferisco solo al lavoro che sto svolgendo, ma anche a tutte quelle centinaia, o anche migliaia di persone che ascoltano, studiano e raccontano di praticare a vario titolo ogni genere di insegnamento o scuola che parla di “coscienza” e del suo sviluppo, all’atto pratico faticano a realizzarlo, ovvero tutto quello che fanno non produce quasi nessun progresso, continuano a darsi un mare di importanza, si infuriano, si offendono, pensano solo ad avvantaggiarsi, o peggio, si sentono nulla, sono demotivate, si auto svalutano, e molto altro che sicuramente ognuno di noi conosce molto bene; è come quella strada sai perfettamente dove porta. E con buona probabilità non è lì che tu vuoi stare. Non sto esprimendo un giudizio, mi riferisco a tutte quelle persone che sono interessate, che seguono con interesse, parlo di chi all’atto pratico pur capendo di cosa si tratta si sta trovando in serie difficoltà, così serie al punto tale da fargli mettere in discussione l’utilità di quello che facendo o studia. E, per ironia della sorte, come dice Morpheus, invece sei vicino alla verità. Quale verità? “Che tu sei uno schiavo”? Questa già dovresti averlo capito, dovresti esserci giunto da tempo se leggi qui. No, la verità è che senza energia non puoi realizzare nulla. Ecco perché serve disciplina, abnegazione e una certa quantità e qualità di lavoro pratico: serve “energia”!

Le persone normalmente non hanno “energia”, la sperperano nel “mondo”, la sperperano in mille cose che sono funzionali al “mondo” e molto poco a loro stesso; questo senza neanche mettere in mezzo il discorso dello sviluppo ulteriore di se. Accade punto, perchè è così che siamo stati educati a fare. Purtroppo questa abitudine l’hai acquisita anche tu, e se non giri la barca ed inizi ad interessarti di quello che ti compete non ci sono molte variazioni sul tuo “tema” (musicale, inteso come la canzone della tua vita, che ti canti tutti i giorni). Premetto che per “energia” non si intende qualcosa di aleatorio, ma qualcosa di estremamente consistente e reale. Il termine “energia” per lo più viene utilizzato come formula aperta per includere innumerevoli sfumature di forza e vigore; ma in sé non è un concetto vago o svolazzante, anzi tutto l’opposto.

Per farmi comprendere meglio dirò che l’energia è la basilare attitudine a compiere un “lavoro“. La parola o termine “energia” è anche normalmente posta davanti ad un altro termine che indica la forza che descriverebbe questo lavoro: “energia” elettrica, “energia” termica”, etc., ma in questa prima analisi mi soffermerò sul precedente enunciato, ovvero, sulla basilare attitudine a compiere un “lavoro“. Capiamo che senza questa basilare attitudine nulla si può fare, nessun lavoro è possibile. Analizziamo quale potrebbe essere questa “attitudine”senza la quale nulla si può realizzare nella costruzione di una coscienza. Ognuno ha le sue inclinazioni, ma quello che serve qui è una certa capacità di mettersi in discussione, e una buona dose di non bersi sempre tutto come acqua, una certa abilità ad evitare di suggestionarsi con poco, ovvero, un certo “pragmatismo”. In poche parole significa avere un qualche tipo o genere di autentica volontà e predisposizione al cambiamento e al fare sforzi in quel senso. Per lo più le persone quando capiscono che c’è da “faticare”, tendono a arretrare e cercare situazioni più comode, il che è perfettamente armonizzato e previsto dal nostro condizionamento.

Mi viene in mente a questo proposito un passaggio del libro di Gurdjieff “racconti di Belzebù a suo nipote” quando a p.16 (delle versione che ho) si fa questa affermazione: “a mio parere, il vostro guaio in questo caso è che fin dall’infanzia vi è stato inculcato, ed è oramai perfettamente armonizzato con il vostro psichismo generale, un modo automatico di percepire qualsiasi impressione di tipo nuovo, e funziona cosí bene che vi permette di sottrarvi alla necessità di fare il benché minimo sforzo individuale durante tutta la vostra vita responsabile: una vera benedizione!

Se mettiamo insieme questa prima concezione del termine “energia” col secondo fattore ovvero quello di legarlo al termine che descrive la forza applicata (che in questo caso è la forza “vitale” o “vitalità”), capiamo la ragione della mia iniziale affermazione, e cioè: senza “energia” nulla si può fare nelle persone. Pertanto, se da una parte la parola “energia” ci suggerisce (dal greco: energheia, composto di en intensivo e ergon opera, azione) l’idea di un “lavoro instancabile”, e portato a livello del nostro caso o intendimento, la parola suggerisce un lavoro instancabile nella direzione della crescita e dello sviluppo di sè nella direzione della coscienza, dall’altra, assunto il termine al tipo di qualità di energia necessaria, ovvero abbinato al concetto di “vitalità”, ci invita ad un utilizzo più coerente delle risorse di cui disponiamo. In una parola o in un esempio, come è idiota impiegare carbone e petrolio per produrre energia, allo stesso modo lo è dissiparla clacsonando in auto, o sminchinando su uno smartphone tutto il giorno condividendo foto, messaggi, o altro, o alimentando polemica sui social (network), che sono azioni al pari di covare rancori, essere nervosi, impazienti, montarsi la testa, et… Ingurgitare vitamine ho idea che in quel senso non sarà d’aiuto.

Per compiere quello che ci proponiamo “qui” serve energia, ovvero serve dedizione instancabile, ovvero serve “ricordare” perchè abbiamo iniziato ad interessarci a questi studi, e serve una certa vitalità per dare seguito ai nostri propositi di cambiamento. Ecco ciò che serve. Unitamente a questo serve, anche, iniziare quindi ad utilizzare le proprie risorse in modo più coerente con gli scopi che ci siamo prefissi (ecco perchè ho detto quello che ho detto in merito a certe attività, non c’era giudizio, mi riferisco ai social). In una carola serve diventare “ermetici”, ovvero serve diventare “casti”, serve una certa castità. Senza castità nulla si può fare perchè non abbiamo “energia” o “risorse” per farlo, non abbiamo la vitalità che serve per “fare”. In fisica si insegna che l’energia non si può tradurre perfettamente in “lavoro” perché esiste un inevitabile grado di dissipazione. In cosa consiste questo grado di “dissipazione”? Tutto il “sistema” o “mondo” che abbiamo interno a noi che ci influenza esercitando una pressione costante nella direzione della “dissipazione” stessa, lasciandoci senza forza e senza energia per compiere qualsiasi altro genere di lavoro se non quello “mentale” o “psichismo” al quale ci ha abituati ed educati.

Tocca mettere mano alle nostra abitudini e studiare il modo con cui iniziare a recuperare le forze sottraendole alle normali attività che svolgiamo nel sistema, tocca “drenare” risorse dal sistema. Questa è un autentica battaglia e per tua fortuna non si deve svolgere là fuori, contro i mulini a vento, ma dentro di te, partendo da te. Il punto duro, faticoso, è che devi rinunciare a voler portare a casa le tue “ragioni”, perchè sono le tue “ragioni” a tenerti attaccato alle dinamiche del “mondo”, ma allo stesso tempo non puoi esimerti dal farlo altrimenti staresti comprimendo. E’ un gran bel dilemma ed è qui che serve l’attitudine, come una sorta di talento che se non hai devi iniziare a sviluppare, perchè diversamente ti atteggerai gonfio come un pavone credendo di aver capito, ma all’atto pratico quando sei messo sotto pressione dal sistema resti sotto, ti arrabbi e fai sempre le stesse cose come tutti qui altri. Come tutti gli altri uomini quando hai fame non sai più ragionare, quando ragioni non dai più retta al tuo cuore, quando gli dai retta, dimentichi tutto.

Energia è in questo che risiede il libero arbitrio. Il libero arbitrio è il potere di sapere che non si tratta di una vera scelta. La scelta, come dice giustamente il personaggio del Merovingio, è l’illusione posta tra chi ha potere e chi non ce l’ha. Tu puoi scegliere solo quando disponi, ovvero quando disponi di “energia”, altrimenti devi fare quello che il “sistema” ha già previsto per te. Capisci quanto è importante per te avere energia? Saperla conservare e molto altro? Lo capisci? Se disponi di 5euro puoi comprare un pacchetto di una certa marca presumibilmente pregiato, e puoi anche scegliere di comprarti un pacchetto di MS (Monopolio di Stato) e farti avanzare anche dei soldi. Ma se disponi di 3euro puoi solo comprare le MS, sempre che costino ancora così. 

Dimmi adesso dove è andato il tuo “libero arbitrio”? La miseria che misuri nella tua vita è la miseria energetica in cui ti precipiti. Più è ermetico un vaso è maggiori saranno le possibilità; quantunque sei chiamato ad usare quello che sei. E’ scritto che – “solo colui che conosce e percorre i misteri della luce che sono poi i misteri del sesso ha realmente il potere di cambiare le cose”, – di modificare “matrix” a suo piacimento, di attrarre a se tutto ciò di cui ha necessità, gli altri si illudono soltanto. Senza questa manifestazione di forza, il resto sono solo chiacchiere. E-pi-fa-nì-a Manifestazione della divinità; nella religione cristiana è la prima apparizione di Cristo: la rivelazione. Cristo è la coscienza, e l’epifania è la prima grande manifestazione di un briciolo di “coscienza” in un individuo, la manifestazione di qualcosa di nuovo a seguito dell’aver capito quanto sia importante e necessario compiere certi atti o compiere certi sacrifici. Se non hai la comprensione dietro del perché farlo, non vedrai mai la ragione per cui tu debba sacrificare tutte le tue “ragioni” e tutta quell’importanza che ti dai.

Epifania dal greco epiphàneia, manifestazioni della divinità, dal verbo epiphànein, composto di epì dall’alto e phànein apparire. Pare che le epifania (in greco il termine è plurale) nell’antica Grecia fossero le feste dedicate a una particolare divinità durante le quali essa si manifestava. Una manifestazione particolare in quello che veniva chiamato il cuore segreto e inaccessibile del tempio, detto anche “nous”, ad indicare ed esprimere un risultato di un’azione della coscienza, il rendere manifesta proprio quella “cosa”, il “nous”, qualcosa che va oltre la concezione di intelligenza, intelletto, o mente, ed ancora oltre “intelligenza divina che organizza il mondo”. Aristotele lo intendeva come intuizione intellettuale, una facoltà che intuisce i principi indimostrabili, ma si sta parlando di mente e cuore, di anima ed essenza stessa dell’essere, della umana seità (la parola è un estensione della parola “sè”, intesa come la qualità stessa del “sè”, ovvero l’essere stesso, la ragion d’essere, il fattore esserico).

Dopo che il Cristianesimo si fu “installato” (e personalmente aggiungerei come un malware) sulle precedenti liturgie pagane, fu una sola l’epifania, pur mantenendo di fondo il carattere di generica rivelazione, se uniamo la concezione di Cristo col Nous comprendiamo che stiamo parlando ancora della stessa cosa ed allora l’epifania diventa un “idea” molto utile per comprendere altre cose, se restiamo invece sul piano del racconto storico, poco verificabile, la festa di per se o la sua celebrazione non ci porta nessun valore aggiunto se non ancora la stessa forma di “dissipazione” di un lavoro possibile dato che alla fine il risultato saranno milioni di persone che entrano ed escono dai supermercati e centri commerciale per comprare calze piene di cioccolata. Questa celebrazione, che ricorre oggi 6 gennaio, secondo la prassi comune dovrebbe ricordare pertanto la prima manifestazione “pubblica” di Cristo e l’omaggio reso dai Re Magi, se non è un tradimento della coscienza questo cosa stiamo aspettando d’altro per accorgercene? E tutto col beneplacito e il sostegno dell’istituto pontificio che altro non è che un altro strumento del “mondo” per tenerci in catene. Ma se proviamo a ragionare forse possiamo aprire il “mistero” che si cela dietro a questa ricorrenza. Il Cristo e il Nous sono la stessa cosa, è lo stesso simbolo pagano ripreso dai cristiani primitivi che essendo gnostici erano di derivazione greca. Il Cristo è il “nous” ovvero qualcosa di simile ad una “Coscienza”, una coscienza con la “C” maiuscola, non solo come facoltà di rendersi conto, ma una realizzazione di una certa consistenza, un individuo. L’epifania è l’azione del “nous” è la conseguente realizzazione dell’aver agito cercando e sviluppando coscienza, è il tentativo di cambiare il proprio punto di vista operando con l’unico strumento possibile l’osservazione e la capacità di rendersi conto. Spostare il proprio punto di vista, suona tanto come spostare il “punto di unione” di cui parla don Juan a Castaneda, ovvero, proprio quella cosa che fissa nella tua vita la descrizione del mondo. Per farlo hai bisogno però di energia, di forza vitale, di vitalità. Dove la prendi? I tre Re o Re Magi rappresentano questa operazione, questo tipo di lavoro ulteriore possibile ed auspicabile in modo da permetterci di manifestare “nous” ovvero “Coscienza”. Mica per niente sono Magi, ovvero, maghi, ovvero conoscitori della chimica di Dio o alchimia. E’ di un lavoro fisico che si parla, di un lavoro di purificazione della mente e di castità.

Epifania. E’ tempo di manifestarsi. Il Cristo/Nous si manifesta nel giorno dell’Epifania ai re magi che arrivano al suo cospetto. Ognuno di loro porta con se un dono che è lo strumento della redenzione, della rivoluzione integrale della coscienza: Mirra, incenso e oro. Mirra è la trasmutazione nel corpo e la purificazione di esso, delle tue sostanze, l’incenso è per la purificazione dei pensieri e l’oro è il lavoro più eccelso ed è quando il Cristo comincia a farsi “reale”, una manifestazione reale, autentica. Essi, i tre re, rappresentano Ermete Trismegisto, ermetico tre volte magnificato, si sta parlando di corpo, mente e Spirito. Non a caso i Magi sarebbero sacerdoti di origine iranica, depositari della sapienza esoterica.

La magia in ultima analisi è quella del sesso, la magia è quella di coloro che sanno come trasmutare la loro forza vitale, che altrimenti servirà la natura nella riproduzione sessuale (per questo si chiama anche energia sessuale, è l’azione che qui si evidenzia) , in qualcos’altro per dare vita al Cristo, per permettere a quella possibilità che è la coscienza di fari manifesta. 

Inutile dire che non ci sono scorciatoie, non c’è nessuna stupidaggine tipo l’idea di essere presenti all’orgasmo, ma c’è solo il dominio delle proprie pulsioni animalesche mentre spingono nella direzione della riproduzione. La vera autentica trasmutazione è: ASSENZA di SPASMO ANIMALE, o orgasmo, che poi ciò che spinge lo sperma nella riproduzione. L’orgasmo è un corto circuito che ti fa perdere ogni potere che divinizza, almeno fino al prossimo tentativo. 
Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, tutto questo lo potete capire solo se capite che il Cristo è Coscienza, è la grande coscienza capace di farci ritornare dal Padre, ABBA (una parola che anche palindroma), che non è una persona e nemmeno un luogo là fuori, ma uno spazio di “calma”, imperturbabile ed eterno (assenza di tempo) in se stessi.

Conservando l’energia (vitale) la coscienza si rende manifesta e duratura, ecco l’Epifania. La befana è Kate Proserpina, un lavoro negli inferni atomici di noi stessi. Epifania o Teofania, lo trovate anche su Wpedia, viene dal greco theophàneia, composto da theos (“dio”) e da phàinein (“manifestarsi”). Letteralmente, manifestazione di Dio nella Creazione, ma non del Dio creatore di questo universo ovvero il Demiurgo, o Architetto (si, proprio come quello di “matrix”), ma del Padre, Abba, la Coscienza del Pléroma, Purusha, un luogo senza luogo e senza tempo, dove esiste tutto ciò che un individuo incarna, dove il seme o atomo (nous) della tua coscienza sta. La teofania è quel processo attraverso il quale si riscontra la presenza di Dio, come l’immanifestato, colui di cui nulla si può dire, nell’universo creato e manifestato dal Demiurgo. Come dentro è fuori, come è in alto è in basso, ecco il senso di queste parole.

Se capiamo questo, sveliamo e capiamo anche tutto il resto del significato della storia che viene raccontata e del suo carattere mitologico. Certo che Erode, che rappresenta tutti i sistemi del mondo, e Caifa e tutti i suoi sacerdoti che sanno chi è Gesù inteso come la “coscienza”, vogliono impedire la sua manifestazione o nascita. E’ sotto gli occhi di tutti e tutti i giorni la falsità e l’ipocrisia di questo mondo che parla di “coscienza”, ma non ne incarna per nulla le ragioni. Non possono. Le persone non possono incarnare “coscienza”, non ne hanno le risorse, non hanno l'”energia” per farlo, non hanno nemmeno gli strumenti per iniziare a farlo, e soprattutto ne ignorano la necessità di farlo, ne ignorano il “perchè”, a causa dello psichismo perfettamente armonizzato nella loro presenza, non sono in grado di compiere ed avere nessun altro intendimento se non quello che gli è stato inculcato sin dai primi anni di infanzia, anche se sono pronti a giurare il contrario. Senza un tipo diverso di ri-educazione nulla si può produrre attualmente in nessuno o quasi.

Proseguendo nella spiegazione del mito. La Befana nell’immaginario collettivo rappresentata un mitico personaggio dall’aspetto di una vecchia che porta doni ai bambini buoni nella notte tra il 5 e il 6 gennaio e vola su una scopa. Ma cosa significa realmente questa cosa? La sue origini discendono, tanto per cambiare, da alcune tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, la Befana, si fonderebbe successivamente con elementi folcloristici e cristiani. Ella porta dei doni in ricordo di quelli che furono offerti al Gesù Bambino da parte dei 3 re magi, ed i doni sono per i bambini perchè il bambino Cristo è la coscienza appena risvegliata. Volando sui tetti, la tanto attesa vecchietta, è a cavallo di una scopa e compie veri prodigi. La scopa è ancora qualcosa con cui pulire, ci parla di purificazione di pulizia della casa, la casa disordinata, che è la nostra stessa mente e corpo.

Scende lungo il camino perchè quella è la colonna vertebrale; la colonna è la misura del nostro lavoro, il centro di gravità di una persona è la sua colonna vertebrale, la postura con cui si muove, il camino è questa cosa ed ecco perchè la befana porta anche il carbone a taluni od i doni a tal altri, essi sono la conseguenza della maturazione del nostro lavoro, del lavoro che facciamo su noi stessi di morte e rinascita, … il carbone diventa la punizione per non essere stati bravi, nel mondo, ma per lo spirito colui che è bravo nel mondo è cattivo per lo spirito e viceversa. Il carbone è per accendere i fuochi, non c’entra niente la bontà o la cattiveria nei propri atti, c’entra il lavoro verso la conquista di un autentica coscienza, se hai già acceso i tuoi fuochi sacri ed hai iniziato a lavorare, i doni sono quello che raccogli, se invece non hai ancora incominciato la tua purificazione, il tuo lavoro, il carbone ti sarà troppo utile per accenderli … e molto altro. Per chi fosse interessato sull’approfondimento di questa parte potrà trovare ulteriori dettagli nell’articolo precedente scritto nel 2012 sempre in questo blog dal titolo  “Legge dell’attrazione, libero arbitrio. Epifania – ἐπιφαίνω, epifàino – “mi rendo manifesto“. Ai tempi feci dei riferimenti a Monti, oggi le stesse valutazione possono essere fatte nei confronti del nuovo PR, che non sta per premier, ma per “pubbliche relazioni”, Renzi. Il quale come un buon PR da discoteca sa attrarre persone col suo modo accattivante, veloce, diretto, “giovane” e “smart”. Un cordiale saluto a tutti e buona epifania, … se potete!!! 

Copyright © 2002-2014 Rocco BRUNO, tutti i diritti riservati