PROGETTO ZION | L’individuo al Centro | Un nuovo modello Educativo | Responsabilità



Ci accorgiamo che manca qualcosa a questo mondo, ci accorgiamo che la scuola cosiddetta pubblica non funziona, perchè è una scuola che crea schiavi, ed allora, sorge la necessità di riformarla, ma dato che è dimostrato che non si riesce, è nata ad un certo punto un “idea”, è nata l’idea del “progetto Zion”: una scuola pubblica al servizio degli individui, fruibile come l’acqua, come un bene indispensabile per “vivere”, e non “sopravvivere”, con la finalità di aiutare a sviluppare quella parte legata alla “coscienza” che non ha potuto crescere. Si da piccoli veniamo riempito di pensieri, opinioni, giudizi che si attivano e alla fine finiscono per gestire la nostra vita senza che ce ne rendiamo nemmeno conto. 

Credendo di pensare al nostro benessere in realtà siamo drammaticamente focalizzati sugli altri, su quello che fanno e quello che di noi penseranno. Preoccupazioni, paure, insicurezze, sembrano il bollettino oramai risaputo e stantio di una guerra invisibile, che nessuno vede, e che tutti si guardano bene dal riconoscere; pena la scoperta di quanto siamo egoisti o egocentrici. E dell’ego tutti ci vergogniamo, anche se ne facciamo spesso sfoggio. Lo chiamiamo carattere. Personalità: “Tizio ha una forte personalità“, “Caio invece, che misero“, “Sempronio: uno sfaticato“, “un vero leader“, “un uomo di intelletto“,  e lei? “Beh, lei è una gran donna“, “una donna seducente“. “Un pò mignotta forse”!

Veniamo programmati, creati dallo scopo per essere degli egoisti invidiosi, meschini, bugiardi, e pieni delle nostre opinioni e certezze. Per lo più in buona fede ci tramutiamo però di fatto in soggetti veramente “tossici”, veri agenti “inquinanti”. Questi programmi ci confondono e ci limitano, vengono inseriti nella nostra coscienza dalla società, da quella stessa società che poi ci manda a scuola per verificare quanto abbiamo imparato ad essere quello che da noi si aspettano che saremo una volta cresciuti. A questo si sommano le nostre esperienze vissute ed interpretate alla luce di quello stesso condizionamento ricevuto; qualcuno chiama questa cosa la STORIA PERSONALE. 

Il punto adesso è stabilire da dove proviene la nostra fondamentale insoddisfazione. Cosa non immediata dato che esiste di fatto tutta questa struttura di pensieri ed opinioni che si auto alimenta e costruisce su cose nuove che apprende convinta di stare imparando qualcosa. Questa per esempio è una delle ragioni per cui sono critico con i vari movimenti che partono dalla new age, della meditazione e risveglio della coscienza, alla produzione del cibo “bio”, le erbe, le tisane, la medicina alternativa, e altre cose sempre vendute come alternative, ma che alternative non possono essere fintanto che non ci si rende conto a chi si sta parlando. Chi è il soggetto dei nostri studi? Ovvero chi è che ti ascolta, tu lo hai capito? Hai capito che a questo lo hanno ribaltato come un calzino ed oggi non è in grado di intendere e di volere? Questi mercanti dello “spirituale” e “naturale” non hanno tenuto conto di chi si trovavano davanti, a chi si stavano rivolgendo; chi è “tu”, – chi sono gli individui che gli si approssimano e per quali ragioni. Dovevano saperlo che si tratta di soggetti deboli psicologicamente e estremamente bisognosi. Ma niente. E così tutto si è complicato. Incompetenti dello spirito, della terra, della vita, approssimativi ed incompetenti. Tutto è stato preso alla lettera e si è fatto un unico minestrone. Neanche a dirlo, poi, se lo hanno fatto consapevolmente, perchè è anche peggio, dato che hanno cercato solo di ingrassare le proprie tasche a discapito di questi poveri insoddisfatti egocentrici. 

Oggi, riferendomi alle cose sulle quali si sta parlando e lavorando in questo periodo (vedasi il video del 15.4.2015 | S. Donato Mil.se, R. Bruno – Disorientamento: dissidio o desiderio?), il dilemma in esame è il seguente: “da dove proviene la mia confusione”? “Da dove proviene il mio disorientamento”? Capricci della percezione? Capricci di un ego insoddisfatto, illuso di poter diventare famoso, importante, ricco, felice, gonfio di cose, di vacanze esotiche, etc. oppure un profondo e reale dissidio? Ma io perché esisto? Cosa ci sto a fare a questo mondo? Stai cercando il compagno della tua vita? Il lavoro della tua vita? I figli della tua vita? La carriera della tua vita? O cosa? Illusioni, confusi capricci di una coscienza piegati ad uno scopo che non è il “tuo”. E quando dico “tuo”, non parlo con l’ego, ma mi riferisco a ciò che resta di quello che sei stato, e dell’uomo o della donna che avresti dovuto essere. 
Hai costruito la tua vita sugli altri che ti dicevano cosa è buono e cosa non lo è, cosa è giusto e cosa è sbagliato, adesso non ci capisci più niente, e allora fai finta di niente, ti adatti, ti omologhi e gridi anche tu le tue buone “ragioni” agli altri, pretendendo che ti diano “soddisfazione” e fintanto che vorrai avere l’ultima parola e non capisci di quale arroganza ti sei rivestito, … non mollerai, e se non molli non puoi “conoscere”. Con tutto il tuo grande “sapere”, caro il mio “sapientino” (giocattolo degli anni 70-80), non potrai conoscere niente se non ti arrendi e rinunci a vivere come vivi. Ti piace? Ne sei soddisfatto? Allora perchè leggi qui? Cosa te ne fai di queste mie parole? Non riesci nemmeno a capire cosa accade veramente durante una conversazioni con le persone, quello che vedi non è quello che realmente sta accadendo. Questo perchè non sai, ignori. 

Ignori che, per esempio, fondamentalmente ognuno evoca nell’altro solo ricordi. Ognuno porta avanti una conversazione e fa scelte solo in base ai ricordi che ha registrato, ricordi che altro non sono che il frutto dell’aver vissuto in un mondo fittizio, in un mondo pensato e studiato per renderti docile e manovrabile a piacimento. Non puoi sottrarti a tutto questo ed è per questo che le chiami “tentazioni”, per le quali ti è impossibile resisterle. E’ questo il senso del fatto che sei stato “condizionato”, sei stato addomesticato. Come dice Smith – “è lo scopo ad averci creato“! E lo scopo è la “ragion di stato” di tutti i governi del mondo e di questa civilizzazione. La mente erroneamente chiamata umana è un surrogato animale ottenuto attraverso la manipolazione della qualità di ragionare con cui l’uomo o la donna naturali nascono, ma vengono precocemente privati. Meglio sarebbe chiamarla malvagità umana, che intelletto o altro. Il “lume” della ragione viene piegato agli scopi della civiltà o società attualmente in essere e dominante su questo pianeta, creando questo surrogato mentale chiamato “mente”. La mente è la viva personificazione dell’ignoranza di questa società, del suo essere primitiva. Nonostante il suo sviluppo tecnologico, siamo inesorabilmente ancora agli albori di un’umanità cosciente ed auto-realizzata nell’essere. L’intelletto è un dono, un dono che gli uomini e le donne, a causa di altri uomini (meno dotati, ma prepotenti), non hanno ancora potuto comprendere di quale vastità e sostanza sia fatto. 

Cancellare la propria storia personale è alla base di una trasformazione, di un progressiva liberazione dal condizionamento subito per poter tornare a ragionare secondo quanto previsto dalla natura per noi umani. 2 cose si tengono insieme a vicenda in tutta questa storia, ed entrambe come 2 mani lavano la faccia alla nostra inutilità: (1) l’egoismo o programmi o condizionamento, e (2) il vissuto, i ricordi, memorie, la storia personale. L’una giustifica l’altra, e la giustifica in tutti sensi, sia in quello depressivo dell’inerzia, – del non ce la posso fare, non sono all’altezza, – che in quello attivo rancoroso e collerico, vestito da senso di ingiustizia o torti subiti. Entrambe sono facce della stessa patetica esistenza, patetica dato che viene vissuta senza alcuno scopo autentico, se non quello di servire un sistema che di te non può che fregarsene. Gli servi e ti usa quando gli fa comodo, quando fa finta di interessarsi ai tuoi problemi, perchè questo porta consenso politico o ai politici. 

Sei schiavo del tuo “vissuto”, della tua Storia personale e della programmazione subita. Le cose e le situazioni non sono mai quello che pensiamo siano. Tienilo a mente la prossima volta che discuti o ti sta accedendo qualcosa, ricordati che quello che stai vivendo non ha nulla a che vedere con quel momento presente, perchè è sempre la stessa storia che si ripete. Discuti sempre delle stesse cose, e ti accadono situazioni simili tra loro. Non te ne sei accorto? Non sei tu che dici – “sempre le stesse cose”, “che barba che noia”? Perchè? Perchè ti accadono sempre le stesse cose? Il tuo vissuto si ripete perchè non l’hai capito; tutto quello che di irrisolto di porti dietro si ripeterà. E’ un cane che si morde la coda: prima sei stato riempito di cose, di concetti, di “verità”, di assolutismi. Ragioni per assoluti e pretendi che siano anche veri, senza capire che le “parole” servono per descrivere qualcosa che per sua natura non è descrivibile, ma solo evocato e vissuto in se stessi; le parole non possono essere prese alla lettera, la parola è un aiuto per capire e crescere, la parola deve aiutarti a scegliere. La parola è imperfetta per sua natura, ma utile se la si comprende alla perfezione, se – se ne comprende il senso e l’utilizzo -, se si comprende che serve per darci un idea, allora la parola ha raggiunto il suo bersaglio. E questo vale con tutto, con Dio, con Padre, Figlio e Spirito Santo. Le parole sono ingannevoli se le prendiamo in assoluto. Non esiste nessun inconscio, come non esiste l’intelletto, sono solo parole, … parole che servono per farci giungere alla verità, alla scoperta diretta della cose. 

Molti dei ricordi che ci portiamo dietro non sono nemmeno nostri, ci sono stati passati dai nostri antenati come “conflitti” personali irrisolti e “paure” ingiustificate (ovvero “preoccupazioni”). Tocca a te. O cambi, e te ne liberi, o la catena andrà avanti inesorabilmente – “avanti il prossimo!!!” Per farlo devi renderti capace di capire, e soprattutto capire la necessità di essere responsabile delle tue azioni, devi renderti responsabile di ogni tuo atto, devi capire il valore della causalità. Dovrai capire cosa significa essere responsabile. La responsabilità non ha nulla a che vedere con la colpa. Fai ciò che vuoi, questa è l’unica legge, ma ricorda che di ogni tuo atto renderai conto, che ti piaccia oppure no; questa è l’unica grande legge su cui regge tutto l’universo: Causa effetto, causalità, o Karma, sono tutti sinonimi. Dovrai capire che tutto ciò che fai è conseguenza inevitabile del condizionamento subito e del vissuto che hai già accumulato. Dovrai rimettere in discussioni, dovrai rivoluzionare tutti i dati raccolti sino qui. Dovrai “ricapitolare”. Ma per farlo ti serve prendere dimestichezza con la “calma”. Dovrai sperimentare l’alternativa ai tuoi stati ordinari.  Dovrai ricapitolare nel tentativo di capire, e per farlo ti servirà sapere (cosa diversa dal “conoscere”) che le opinioni che hai non sono tue, che non sei in grado di capire, e quindi non potrai solo che “ricordare”, e “ricordare”, ed ancora “ricordare” fino a quando ad un certo punto capirai. Non potrai usare la testa per farlo, perchè in questo momento come tu pensi è frutto del mondo là fuori e non di una nuova educazione auspicabile e possibile.

Non puoi deresponsabilizzarti solo perchè la società te lo ha fatto credere, perchè comunque la tua vita oggi è la conseguenza di tutto quello che hai fatto e quello, che potendolo fare non hai fatto, nel bene e nel male. Pensaci! Nulla di ciò che fai non ha conseguenze, ma al contrario, tutto quello che fai ha delle conseguenze, delle ripercussioni nella tua stessa vita, in positivo ed in negativo, a meno che tu non abbia iniziato a capire e conoscere la filosofica iniziatica. Allora capirai che tutto è una grande opportunità di crescita, non ci sarà giusto o sbagliato, ma ci sarà solo cosa sta realmente accedendo e perchè. Questo significa stare, ovvero, spostare la propria “ragione” nel “campo di esistenza” di un problema. Ogni cosa che fai è macchiata dal giudizio, dal credere quello che pensi essere giusto o sbagliato. Sei di destra o di sinistra? Ma che domanda è? Fai cose di destra o di sinistra? Ma come siamo ridotti?! La vita è contornata di opportunità per capire chi siamo e cosa facciamo qui, opportunità di crescere, ogni evento è uno schema di video game, una prova che superata ci rende più intelligenti, ed invece cosa facciamo, ci rotoliamo a terra e sbattiamo i piedi come un bambino capriccioso e viziato che vuole quello che gli è stato promesso. Ma non hai capito che ti hanno raccontato un mare di “balle” per tenerti buono? Come fai ancora a credere che la politica, o il sistema possa provvedere a te? 
E poi vuoi sapere cos’è il progetto Zion. Ma come potrai capirlo se sei attaccato alle tue opinioni, alle milioni di credenze che ti porti addosso? Non puoi liberarti da questa cosa senza farci un lavoro sistematico e con metodo. Da quando sei bambino hai sentito e visto cose, cose di questo mondo, di questa civiltà. La prigione è tutta intorno a te e davanti ai tuoi occhi. Gli adulti di allora ti hanno fatto e detto cose, che per lo più tu hai assorbito e quindi di fatto subito. Ad un certo punto hai iniziato a crederci, non puoi nemmeno ricordarlo quando, perchè è stata una goccia dopo l’altra, ma sta di fatto che hai iniziato a credere che la realtà fosse così come ti è stata mostrata ed interpretata per tutto quel tempo. Cosa hai visto realmente? Saresti in grado di dirlo con certezza? Oggi le tue decisioni si basano su questo tipo di esperienza. Sei rimasto intrappolato in un circolo vizioso di riproduzione perpetua di ciò che credi essere vero. Lo capisci che senza una scuola tu da questa cosa non ne esci? Ti serve un lavoro sistematico e senza sosta. E’ come scavare un tunnel. Se solo tu sentissi di essere schiavo, non esiteresti un minuto ad iniziare a farlo. E’ questa la rinuncia promossa della filosofia iniziatica. Ma chi la capisce veramente? Vi piacciono le parole con cui infarcite la vostra importanza personale, ma c’è molto poco, altrimenti avremmo già iniziato a vedere altro. 

Priorità! E’ di questo che sto parlando. Di priorità e di urgenza. Ecco perchè è difficile realizzare il “progetto Zion”. Perchè quando dico l’individuo al centro non viene capito, viene inteso l’individualismo, l’individualità al centro, ma non è quello che ho detto. Intendo dire che il primo lavoro sostanziale deve essere fatto individuo per individuo perchè è così che ti hanno lavorato, sistematicamente e con metodo: è che tu non lo hai capito e visto, e loro lo hanno svolto senza neanche accorgersi di esserlo. Servono persone che sentono questa urgenza, sentono la minaccia, sentono la necessità di iniziare a mettere il seme, di mettere la pietra di una nuova cattedrale. Ecco perchè serve il contributo delle persone, il contributo diventa l’espressione di questa necessità, perchè dal cielo senza necessità non piove nulla. 

Serve il contributo almeno di quella minoranza motivata al punto tale da rappresentare, senza accorgersi di esserlo, la chiave di volta di un cambiamento riproducibile su larga scala. Le persone aspettano che Zion piova dal cielo, aspettano che siano altri a fare il passo. Tempo fa scrissi che capivo la ragione per cui il signor Gurdjieff colpiva le persone nel portafoglio, ma allo stesso tempo lo trovo “riduttivo”. Purtroppo oggi la volontà dei più è mossa dal “denaro”. La volontà dell’uomo moderno è mossa solo dal “denaro” e quindi se vuoi fargli fare qualcosa, anche se è per ed a loro beneficio, devi colpirli in quello. E’ come quando ci si iscrive in palestra e ti fanno pagare in anticipo, sanno che una volta che hai pagato frequenterai, altrimenti se devi pagare di volta in volta, dopo un pò non ci vai più. Chissà che non ci sia un modo diverso per fare le cose. 

Ci si prende in onda!!! At salut!

Scritto da Rocco BRUNO – 2015
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