Ddl Cirinnà, è colpa del M5S! Famiglia allargata? Appuntamento rimandato. Millennium bug: uomini che odiano le donne.

Ddl Cirinnà, è colpa del M5S! Famiglia allargata? Appuntamento rimandato. Millennium bug: uomini che odiano le donne.

Grazie alla mossa delMovimento 5 Stelle, mossa degna della peggior Democrazia Cristiana della prima repubblica, il voto del ddl Cirinnà è stato, ricorderete, rimandato. Il problema è che questo rinvio non è indolore. Avendo bocciato il cosiddetto “emendamento canguro”, il quale avrebbe eliminato tutti gli emendamenti simili, riducendone il numero senza intaccare la sostanza delle proposte, tutte le migliaia di emendamenti dei vari detrattori del ddl sono rimasti. Inoltre, come se non bastasse, il “canguro” è stato definito anticostituzionale, eliminando così ogni possibilità di riduzione del numero degli emendamenti da parte della maggioranza. Tutte, tranne una: la fiducia. Perché se il governo pone la fiducia sul ddl, allora nessun emendamento sarà più votato. (fonte – articolo apparso su lacritica.org qui)

Troppo facile buttarla in caciara in questo modo. M5S come i democristiani? Ho idea che chi ha scritto l’articolo non c’era ancora, nel senso che non era ancora nato, quando c’erano i DC altrimenti avrebbe trovato più attinenza con i DEM che non con i 5 Stelle, e parlo da storico e non di parte politica, dato che personalmente ho già più volte descritto il percorso critico al quale sono destinati i M5S se non iniziano ad intraprendere un cambiamento radicale della mentalità, ovvero se non capiscono che devono tornare a scuola di vita o iniziatica che poi è la stessa cosa.

Bel colpo quello di Renzi, semmai direi. Ha visto a rischio il suo governo ed ha scaricato i 5 stelle, che gli avevano detto che avrebbero votato il ddl Cirinnà per intero, così come era, tout court. E’ formidabile, “emendamento canguro” – “senza intaccare la sostanza delle proposte”, sicuri? E’ troppo forte come siamo capaci di fare dei carpiati assurdi nel descrivere le cose. Rimango sempre molto colpito da come si è capaci di manipolare l’informazione e dalla scarsa capacità di farsi un opinione propria, si prende quello che c’è così come scrivono i giornali e lo si assume come verità.

Manca la voglia di prendere in mano la questione, è più comodo fare polemiche sulla notizia, il che equivale a fare propaganda (proprio come è sempre stato), senza mai veramente andare affondo alle “questioni”, qualsiasi sia il carattere, nessun di coloro che tengono le fila, coloro che su cui si regge di fatto il governo della società, del mondo, e dell’umanità che provi a cercare di capire il perchè siamo ridotti così. Lo stesso atteggiamento si può riscontrare in vari ambiti dato che la tecnica della disinformazione funziona sempre ed è sempre a proprio vantaggio. Calunniare, diffamare anche senza fondamento, costruendo prove, estrapolando discorsi, manipolando e ritagliando ad oc quello che si ha e si sa, per poi ricostruirlo nella pantomima vellutata di valori quali la giustizia, l’equità, l’onesta. Poco importa se è vero perchè la gente è predisposta a cercare e vedere il “marcio”. E’ il format delle Iene, di striscia la notizia, e dei talk in generale e di certi detrattori di mia conoscenza.

La crescita culturale è inevitabilmente ai minimi storici, sotto acculturati ce ne andiamo in giro con questi elettrodomestici tascabili convinti di trovare lì dentro tutto quello che abbiamo bisogno, dal locale dove passare una serata con gli amici, agli amici stessi con cui passare quella serata. C’è qualcosa di marcio in tutto questo e non è l’elettrodomestico, ma chi lo usa che è incapace di intendere e di volere.

Lo sperimento ogni volta che vado in giro a parlare con le persone, lo vedo chiaro anche se loro non lo vedono: manca il senso della carboneria, manca il bisogno di una rivoluzione culturale radicale che inizia dentro se stessi, un cambiamento totale di mentalità, una visione e un modo completamente diverso, non dico nuovo, perché di nuovo non ha nulla, qualcosa che vada oltre le logiche di “decrescita”, di sostenibilità, di resilienza, di autonomia persino oltre questa cosa della pulizia ed dell’onestà.

Il primo grande atto di onesta da fare è intellettuale, prendendo atto di non averci capito niente di cosa sia l’uomo e per quali ragioni esiste. Capire che stiamo vivendo in un mondo “fittizio”, la cui falsità non si basa necessariamente nel suo sistema economico-sociale, e nemmeno in realtà nei suoi valori, ma nel modo proprio “estraneo”, alieno, avulso di stare al mondo. Siamo formiche, con una coscienza collettiva che si abbassa sempre di più di valore, e per valore intendo le domande vere: chi sono? Cosa ci sto a fare a questo mondo? Cos’è l’uomo? Come mai penso? Ci deve essere di più!

E’ assolutamente vero: c’è qualcosa che non quadra a questo mondo, non lo vedi, non sai cos’è, ma senti solo che c’è, senti che c’è qualcosa che non ti spieghi, ma che catturi, che intimamente non sai dove collocare, ma senti forte il bisogno di scoprirlo, di venirne a capo. Poi ti confronti intorno e vedi che i più vivono inconsapevoli di questa tua personalissima percezione e se hai paura, rinunci. Non farlo, non sei solo e non sei matto, non sei ridicolo, o stupido. Stupido è, chi stupido lo fa, e domandarsi – cosa siamo? – e cercare un senso all’esistenza umana che non sia un qualche tipo di realizzazione materiale che se ne va insieme alla polvere, non è niente di stupido. Lascia perdere chi ti dice che c’è già tutto qui, che la vita è questo o quello: quello che c’è non basta.

Il mondo che ci è stato messo davanti agli occhi sin da piccoli non è in grado, non è in grado non tanto di dirti chi sei, anzi quello (che sei e devi essere) te lo ripete in continuazione, ma cosa sei! Questo mondo ha basato il suo sviluppo sui bisogni primari che condividiamo con tutti gli altri animali: cibo, riproduzione, territorio. Alterandoli per mezzo della qualità dell’intelletto di cui siamo dotati, qualità che ci differenzia in senso elevato dalle altre forme di vita, e che è stata usata, invece che per una crescita coscienziale, per diventare più furbi, per acquisire consenso, depredare, per fare ruberie, prevalere sugli altri, tutto in nome del bisogno velato, primitivo ed atavico di garantirsi il cibo.

Il sesso è stato alterato ed abbassato a mera sessualità col fine ultimo di portare piacere orgasmico, senza comprenderne la profonda connessione con lo sviluppo Spirituale e intellettuale di un individuo. Degenerando la donna, relegandola ad un ruolo secondario al servizio del maschio, questo mondo ha portato a termine il suo scellerato piano di dominio dell’uomo sull’uomo. La logica è semplice una logica da branco di lupi affamati, in competizione e desiderosi di coprire ogni femmina del branco: dominatore e dominato.

Mancando i valori femminili della vera compassione noi siamo in mano a caste sacerdotali che odiano le donne proprio come il Pietro dei vangeli: “Signore, non possiamo sopportare questa donna, ci toglie l’occasione, non lascia parlare alcuno di noi, parla sempre lei”.

Nel Vangelo di Tommaso troviamo ancora il grande patriarca della chiesa Pietro, che ha evidentemente una pessima opinione delle donne in genere, il quale ritiene nel detto 114 che lei “deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della vita (eterna)”.

Fortunatamente Gesù che dimostra una natura superiore in assoluto dice: “Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Poiché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel Regno dei Cieli”. Va compreso ovviamente in senso e cioè che tramite lui ed il suo insegnamento, la donna diventa identica all’uomo nelle sue possibilità e capacità.

Evidentemente questo messaggio non è ancora passato dopo 2000 anni di tentativi da parti di molti, atti a far capire che il messaggio cristico è un messaggio di evoluzione umana, o meglio di rivoluzione da una condizione primitiva e oscura ad una luminosa e di comprensione, pace e vita, dove uomo e donna sono complici e non competitori. Dividi et impera. L’arca dell’alleanza è questa alleanza, rappresenta l’alleanza tra l’uomo e la donna. Se solo smettessero di farsi la guerra. Oggi l’uomo e la donna insieme sono considerati obsoleti, vecchi, superati, … svegliatevi e ritroviamo insieme la luce. Oggi uomo ed ogni donna sono stelle nel firmamento dell’evoluzione dell’umanità.

A tutt’oggi il messaggio Cristico non solo è rimasto inascoltato, ma è stato completamente adulterato per garantirsi la posizione e condizione di privilegio di sempre. La donna diventa il capro espiatorio di tutto, è lei l’imperdonabile autrice della cacciata dal paradiso. Ma non finisce qui. Paradossalmente altri maschi, che non sono più tali, e che evidentemente odiano le donne a loro volta e le invidiano, le vestono da mignotte, cercando poi in altra sede di usarle, in tutti i modi, come incubatrici dei loro futuri eredi.

Sono qualunquista, mi rendo conto, perché cercare di spiegare i mille modo con cui il dominio maschile di caste sacerdotali e lobbie laiche ha degenerato il principio femminile, degenerando, con la complicità stessa della donna, il suo massimo rappresentante, è praticamente impossibile per iscritto. Maria salvaci tu, Maria è il principio, Maria Nascenti del duomo di Milano, l’unico vero strumento della realizzazione umana, il simbolo di un umanità che dovrà auto realizzarsi se vuole sopravvivere alla sua adolescenza tecnologica.

Odiare le donne è stato il primo passo, il secondo e stato farle prostituire senza che se ne accorgessero, facendolo passare come qualcosa di necessario e gradito: direi che siamo a buon punto. Sesso, potere e denaro, sono le leve più importanti qui, molto più di quanto sembri. Degenerare la donna è equivalso a degenerare le possibilità dell’uomo di tramutarsi in un Dio, restando un animale intellettuale; abile, ma sempre un animale, abbruttito e senza speranze, se non quelle 4 cose che ci dovrebbero in teoria realizzare e farci sentire uomini e donne felici. Per quanto i merletti, i fuochi d’artificio e le coreografie di questo mondo ci facciano credere di vedere altro, l’orrore della situazione è possibile osservarlo a più sospinto nella nostra stessa ignoranza di ciò che siamo realmente e di cosa potremmo di meglio in realtà “fare” o realizzare.

Inutile dirlo non potete capire cosa sto scrivendo, siete troppo condizionati a vedere le cose in un solo modo ed appena uno vi mostra qualcosa di diverso tirate in ballo la frustrazione sessuale o i diritti civili o bollate tutto questo come un discorso da bigotti, morale, pessimista o altro che vi piace affermare. Ma qui non c’entra l’ottimismo o il pessimismo, c’entra quello che c’è: mercato, profitto, vantaggio, marketing, e quindi “controllo”! Non fotte a nessuno dei diritti civili, e quello che è stato votato in questi giorni ne è la dimostrazione evidente, nonostante le associazioni dei gay (DEM, e sottolineo Dem-PD) cerchino di convincere gli altri (gay) che è stata una vittoria dei diritti.

Personalmente non mi ci metto neanche a fare valutazioni di merito su questa cosa delle unioni civili, mi sono già espresso in merito alla mania di avere dei figli o altro relativamente al diritto che per quanto evidente di stare al mondo qualsiasi sia il gusto sessuale e le personali attitudini, provo solo a mostrare una strada alternativa, poi qui dico solo che questa famiglia allargata è la nuova trovata per fare profitto, controllarci e renderci sempre più sterili. Solo questo importa a questo mondo senza valori “esserici”: fare profitto. Profitto e Controllo, camminando sui diritto di tutti e gettando le basi di un mondo sterile ed elitario.

Incredibile la realizzazione umana è diventata avere dei figlio, il futuro è nella famiglia allargata? Ma lo sapete almeno l’etimo della parola famiglia? La voce famiglia procede dal latino famīlia, ovvero gruppo di servi e schiavi patrimonio del capo della “gens”. Il termina è anche derivato dalla parola latina famŭlus, “servo”, “schiavo”.

Benvenuti nel mondo vero!!!

Avere è più importante che essere. Avere un figlio, possederlo ad ogni costo è più importante che capire le ragioni di questo squilibrio mentale che proviene dalla cupidigia e il possesso quale compensazione di un vuoto esistenziale, e mi riferisco a tutti i generi senza distinzione, dalla coppia etero a quella “pansessuale”, dalla sessualità diventata “fluida” (così la chiama il noto giornale Repubblica). Possesso, questo modo di concepire i figli e la maternità evidenzia un problema di possessività grave, un tentativo di compensare i vuoti della propria esistenza con dei figli, sfruttato ad arte per fare denaro, profitto e controllo.

Normale, ogni grande business che nasce in questo ordine di idee non può che andare a colmare lacune esistenziali, cercando di vendere rimedi che non solo non possono colmarlo, ma che curano in realtà solo quello che il produttore stesso del rimedio ha creato a sua volta, per poterti vendere il suo rimedio.

La tv, il cinema ed i media in generale stanno lavorando consapevolmente o meno alla realizzazione di bisogni che non avevamo e che all’improvviso grazie al modo sciagurato di usarli (i media) credi di non poterne più fare a meno. E’ un lavaggio del cervello continuo, costante, una pressione che non avverti se non di rado, dato che sei tutto preso a cercare di soddisfare, come un bambino capriccioso, il tuo desiderio di acquisto del tuo nuovo giocattolo. Proprio come al bambino te lo hanno fatto vedere in Tv, e hanno convinto i tuoi genitori che non potrai farne a meno.

una sessualità fluida per una società liquida.

In un mondo dove l’evoluzione della Coscienza, con la “C” maiuscola, è passata in secondo ordine, dove essere coscienti e sensati è stato completamente rimosso, non possiamo che osservare questo. E’ un mondo senza Dio. Ancora oggi, nonostante la chiesa e la sua istituzione, l’umanità è, come afferma Gesù per mezzo dei vangeli, un gregge senza pastore. Questo perchè non sapete cos’è Dio e non potete capire cosa vi dovrebbe, o può, dare un vero pastore. Dio è, innanzitutto, una condizione umana di elevata evoluzione intellettuale, l’emancipazione dell’uomo dal suo stato di animale biologico a qualcos’altro che passa per i progressi esclusivi della sua “Coscienza” per mezzo della “coscienza”.

Ma siccome non sappiamo più cosa sia la coscienza, crediamo abbia a che fare con l’onestà e la morigeratezza, non la troviamo e non sappiamo come usarla. Coscienza è rendersi conto, è fare i conti con il fatto che siamo responsabili di ogni nostro atto, Coscienza è capire che ogni nostra azione crea un effetto, ha una conseguenza, e dobbiamo vederlo prima cosa produce, e non piangere sul latte versato dopo. Coscienza significa avere attenzione verso il prossimo, Coscienza è Dio, Dio è Coscienza, impalpabile, inspiegabile, ma che esiste e può essere conosciuto senza intermediari.

Dio è una qualità dell’essere umano. Qualità che prima è stata tolta dalla funzione, cioè l’uomo, e poi posta in un luogo irraggiungibile ed inesistente ovvero i “cieli” (cosa che anticamente veniva usato come termine e riferito alla testa, precisamente alla fronte, simbolo dell’intelletto e dello Spirito proprio in senso anagogico). Di intermediari a questo rapporto separato, ovvero, di sacerdoti, a vario titolo ne hanno tutte le religioni.

C’è stato un tempo in cui questi sacerdoti erano autentici maestri di vita, capaci di essere d’esempio per dimostrare e mostrare come arrivare a quello stato di coscienza che personalmente ritengo sia l’unica vera realizzazione di quel principio che chiamiamo Dio. Avevano moglie e conoscevano il potere di questa Unione (yoga). Oggi, e mi riferisco almeno agli ultimi 3/4 mila anni, i sacerdoti più che vere e proprie guide spirituali sono più dei cerimonieri, dei sacerdoti cerimoniali, arroccati nel loro organo di potere, predicatori incapaci di incarnare le virtù ed essere maestri di vita e d’integrità, dato che loro da questa vita sono fuggiti o si sono degenerati a loro volta.

Come può un prete parlare di matrimonio? Cosa ne sa di vita coniugale? Eppure è sempre pronto a dire cosa fare e come comportarsi. Il sesso, che non è riproduzione, ma sesso (c’è differenza, anche se non la vedete), è peccato e deve essere usato solo per procreare – ti viene detto, – Domanda: procreare cosa? Per mezzo di questo impulso che erroneamente chiamiamo sesso noi possiamo emanciparci, rivoluzionare in qualcos’altro, per questo è stato degenerato o reso impuro, e molto poco capito ed oscurato nella sue più profonde implicazioni.

Il sesso, infatti, come è inteso nel mondo, è solo l’appagamento di un “piacere” sessuale fine a se stesso, mentre ha una ragione, noi non solo creiamo altri corpi/contenitori, ma abbiamo l’incredibile possibilità di elevare il nostro Spirito, non con l’astinenza, ma con la “conoscenza” pervenuta a noi attraverso l’applicazione di un “sapere” che per secoli è stato ostacolato, osteggiato e reso inoffensivo dalle forme più basse di bigottismo e violenza del potere istituito. Anche quando lo chiamiamo sacro (riferito al sesso), stiamo sbagliando proprio come quelle persone che studiano Hamer e parlano ancora di Cancro.

Il sesso non è sacro, il sesso per come è concepito nel mondo è solo una questione ludica e di appagamento. Il sacro risiede nel conoscerne le immense possibilità creative delle forze che si sprigionano quando un uomo ed una donna sono insieme, questo è il senso della famiglia naturale, ma non potrà mai essere capito dato che la casta sacerdotale ne fa una questione puramente morale, senza spiegarne le ragioni, dato che le ignora, le ha distrutte in secoli di persecuzioni note ai più come crociate.

Alla casta sacerdotale che alimenta solo una visione superstiziosa di Dio, di Cristo, di Maria e dello Spirito Santo, si allineano tante persone in buona fede e convinte di adorare ed amare Dio. Soltanto perché seguono (si fa per dire, l’ipocrisia e tanta anche in questo) dei precisi dettami e per il semplice fatto di partecipare alle cerimonie, oramai vestigia e spoglie di un antica verità, pensano di stare compiendo un qualche tipo di realizzazione interiore. Scivolano, alcuni di loro, in fanatismi religiosi che invece di capirci qualcosa della vita, finiscono per negane le infinite possibilità.

Per poter controllare loro stessi hanno necessariamente bisogno di impedire che gli altri tentino di realizzarle queste “possibilità” e quindi cercano di imporre le loro adulterate regole, frutto, per lo più, di una cattiva interpretazione delle scritture da parte di chi li governa e li istruisce, ovvero dalla stessa casta sacerdotale, che è rimasta tale da secoli e che per ragioni di pura opportunità e di potere hanno confezionato nei secoli sempre nuove religioni. Non a caso la Chiesa cattolica romana ha sempre avuto per abitudine quella di assorbire feste pagane affibbiando nomi «cristiani» e chiamandole feste «cristiane». Stessa sorte è toccata a templi e luoghi di culto. Questo è stato fatto per rendere il «Cristianesimo» più appetibile e familiare ai pagani adoratori, che la Chiesa stava cercando di attirare dato che non riusciva a piegare nonostante le crociate.

Ireneo vescovo di Lion trovava inaudito il fatto che gli gnostici, ovvero, comunità residue dei primi cristiani primitivi originari, bollati come eretici, pensassero che l’anima dovesse sperimentare tutte le possibili forme di vita, comprese quelle peggiori, “irriverenti ed empie”, in modo da non aspettarsi più niente dall’esistenza carnale, questo perché – “le cose sono buone o malvagie solo secondo l’opinione degli uomini”. Egli scrive a proposito del fatto che questi gnostici credessero che – «Tutti passano incessantemente da un corpo in un altro, fino a che non hanno fatto tutte le azioni che si possono fare in questo mondo». Per lui il paradosso consisteva nel fatto che per sfuggire alla materia, bisognasse esaurirne tutte le possibilità.

I figli non sono tuoi. Ed è giusto che tu non possa avere, se questa è la logica. Non dovresti averne, li rovineresti. Li crescerai come un bene, come qualcosa che possiedi, senza averlo mai portato in grembo. Loro arrivano perché hanno bisogno di crescere come esseri senzienti e dotati di coscienza. Dov’è la coscienza in un bisogno di maternità surrogata? Cosa ne capiamo del fatto che un anima ritorna, compie delle cose per provare ad esaurire tutto lo scibile che può sperimentare? Cosa ne sappiamo della possibilità che – “uno non faccia tutto in un solo soggiorno”? Non sai nemmeno di cosa parlo, probabilmente.

Se non rieduchiamo l’uomo, la donna partorirà solo aborti. Lo so impossibile capire questo discorso, serve avere chiaro come l’educazione che riceviamo, come tutte le influenze che abbiamo assorbito in quel ciclo che va – dall’infanzia all’adolescenza – richieda una profonda “conoscenza” di cos’è l’essere umano ed un “sapere” adeguata ad aiutare questi bambini che nascono a sviluppare una personalità più armoniosamente adeguata all’Essere che è incarnato o nato per dargli la possibilità di sperimentare quello di cui ha necessità esserica.

Ripeto, sempre se questa è la logica! Ovvero la logica del possesso. Rimuovi questa logica e vedrai che capirai e forse avrai anche dei figli, ma non per colmare dei vuoti, ma perchè sai come crescerli e dargli un “futuro”, altra parola, questa (futuro) abusata ed usata per identificare questioni di realizzazione nel mondo lavorativo, mentre il vero senso del futuro è il futuro della specie umana, un senso molto, molto più profondo e legato alle ragioni per cui esistiamo. La natura si evolve e si rinnova attraverso le generazioni ed il ciclo di vita e morte, noi siamo chiamati tutti ad essere uomini e donne migliori dei nostri genitori. L’umanità deve evolvere e non solo tecnologicamente. Questo è il vero futuro, è di questo futuro che dobbiamo parlare e non di occupazione, quello è un bisogno biologico, il futuro è una questione esserica, esistenziale.

Oggi la cosiddetta società civile, dai laici ai cattolici, non è in grado di far capire le necessità di sviluppo esserico dell’umanità stessa, non ne conosce le ragioni, non sa nemmeno che ne esistono di ragioni, cercano di farti fare qualcosa e di impegnarti in qualche modo. Intrattenerti, diremmo, per renderti questo soggiorno terrestre sopportabile, rendendolo di fatto del tutto inutile ed insensato. Alcuni creano persino un falso Dio: ci credi o non ci credi è sempre la stessa medaglia, e nessuno si preoccupa più di capire qual’è il senso della vita, al punto tale che crediamo ancora che esistono le malattie che come untori della peste del Manzoni ci investono senza una ragione. Siamo terrorizzati dalle malattie, siamo così nel medioevo medico da credere che esiste il Cancro, come se fosse qualcosa da combattere mentre trattasi di senso assolutamente biologico e sensato: studiate Hamer e le sue scoperte, e ve ne accorgerete.

La società cosiddetta civile si basa su pietismi e ipocrisie che finiscono solo per alimentare quella stessa pazza rincorsa ad avere figli che vogliono demonizzare. Figli da possedere, e se non posso averne (indipendentemente dal genere e dai gusti sessuali), mi sento frustrato-a e cerco in tutti i modi di averne uno, fino al punto di comprarlo. Oggi siamo all’ennesima farsa dei diritti e questa porcheria, scusatemi il termine, della famiglia allargata che sta creando scompensi culturali perchè per potar fare questo business, le grandi aziende devono pubblicizzare e sdoganare quest’idea di “fluidità”, cercando in tutti i modi, per i loro scopi di profitto e controllo, di convincerci, facendoti passare per un retrogrado se non lo fai, ad accettano l’idea che l’orientamento sessuale si sposta lungo una linea flessibile piuttosto che fissato su una scelta netta, … tutto, ancora e solo per fare profitto! Usando in quel senso i buoni sentimenti delle persone che evidentemente voglio stare insieme! Allora usano pop star che si dichiarano e quant’altro oramai vediamo un pò ovunque. Bel dilemma.

La realtà oggi è tale, è così orrenda e paradossale allo stesso tempo perchè è stato tolto l’uomo e il suo sviluppo coscienziale da tutte le attività che svolge, facendogli accettare come scopi della propria esistenza: la casa, il lavoro, la famiglia, i figli, la tavola, la carriera. In cosa trova realizzazione un essere umano simile? Nel piacere sessuale, nella piacere della tavola, in una bella serata passata tra amici, in un notte trasgressiva nei locali, in una carriera fulminea, in un amante infuocato, … state morendo. State solo morendo e disperatamente cercate consolazione in cose che non posso consolarvi.

Siete incredibilmente vicini alla verità, ma pur di non guardarla vi inventate ancora altri modi per evaderla: i social network proliferano e funzionano proprio per questa ragione, come la dipendenza patologia dal gioco delle slot machine. Ci ha visto giusto chi investe in questo. E’ la stessa smania di possedere qualcosa, che sia un figlio o una vincita o un pò di considerazione. Siete morti che camminano su una strada che porta dritto in un cimitero dal quale sentite inesorabilmente che non ne uscirete, ed invece vi sbagliate. I più cercano un modo per non rendersene conto fino al quel fatidico giorno. Il punto è che solo allora ti rendi conto e vorresti aver avuto più tempo. Più tempo per te, più tempo per capire, più tempo per capire perchè stai al mondo, più tempo per fare altro.

Ah! Dimenticavo. La parola matrimonio derivante dalla parola latina matrimonium, è l’unione di due parole: mater, madre, genitrice e munus, compito, dovere. Il matrimonium era nel diritto romano il “compito della madre”, il legame cioè che rendeva legittimi i figli nati dall’unione. Analogamente la parola patrimonium indicava invece il “compito del padre” di provvedere al sostentamento.


Copyright © 2002-2016 Rocco BRUNO, tutti i diritti riservati | I libri: usciredamatrix.com

Annunci

Il mestiere fra i più antichi del mondo e la bugia del diritto al “piacere” sessuale

Il mestiere fra i più antichi del mondo e la bugia del diritto al “piacere” sessuale

Si dice comunemente che “il mestiere della prostituta è fra i più antichi del mondo”: affermazione priva di fondamento, dato che dipende da quando iniziamo a contare l’inizio del mondo. Se ci riferiamo a questo mondo, intenso come ordine culturale e di valori, è possibile che tale affermazione sia vera, dato che in effetti ad un certo punto della storia qualcosa ha iniziato a prendere una direzione imprevista, almeno dal punto di vista degli attori dell’epoca ovvero i nostri veri e più antichi antenati. Mi riferisco all’ipotesi Kurgan di cui ho già scritto in precedenza.

La mercificazione della donna, in quanto strumento per il soddisfacimento del piacere sessuale tout court, interviene proprio nel momento in cui viene introdotto un certo strumento evoluto di controllo, ovvero: il mercato. Un mercato le cui finalità sono ottenere un “profitto”, un qualche tipo di vantaggio, ovvero un qualche tipo di piacere. La “mercificazione” deve essere visto proprio come un moderno strumento di sottomissione. E’ il mercato in questo senso a renderci schiavi, sofisticato e per questo considerato moderno: non c’è più un imposizione vera, ma sei tu che vedendoti costretto dalle necessità primarie ti prostituisci. Non ti obbligo più a fare lo schiavo, ma ti metto nella condizione di prostituirti. Puttane in questo senso lo sono tutti e non lo è nessuno, potenzialmente possiamo contare su 7 miliardi di persone pronte a vendersi pur di soddisfare qualsiasi genere di desiderio indotto dal sistema stesso.

La rivoluzione sessuale degli anni ’60 e le rivendicazioni femministe sul diritto alla libera scelta sul proprio corpo e sul proprio orgasmo sono solo la farsa finale di questo squallido scenario che si è venuto a produrre a causa secoli di sottomissione della donna. La consolazione finalizzata al piacere a causa della quale si perde l’intera consistenza dell’universo femminile, le sue funzioni, la sua vera potenzialità.

Un femminismo funzionale al maschilismo che non ha fatto altro che nascondere il problema sotto le vesti della soddisfazione sessuale femminile, come se la realizzazione della donna fosse tutta qui. Gocciolina di cioccolato sulla torta arriva la pseudo-rivoluzione medica, ovvero arriva la pillola e la donna può decidere, senza nulla chiedere all’uomo, se avere o meno figli. Liberata da questa preoccupazione (sono ironico) può finalmente concentrarsi su un unico e insperato dettaglio: il piacere sessuale o orgasmo. Ecco che siamo ritornati ancora nella stessa logica, infatti la pillola serve all’uomo, è ancora lui che cerca di avere la botte piena (il giocattolo sessuale, il trastullo, il suo passatempo di sempre) e la moglie ubriaca, ovvero nessuna conseguenza coniugale o l’incombenza di dover crescere un figlio per una “scopata”.

Ed ecco che la donna rimane invece sempre la stessa sognatrice, alla ricerca di una realizzazione che nonostante le crociate, la caccia alle streghe, la rivoluzione industriale, non si è assopita, non è morte, ma anzi è ancora viva in lei, anche se priva di consapevolezza. La donna ignora il suo reale potenziale e sta ancora inseguendo il suo carnefice, in preda all’ennesima sindrome di Stendhal, nel tentativo di soddisfarne il suo animalesco egocentrismo. Quanto segue è estratto da un forum per donne (qui c’è l’originale):

Mi vedo da 9 mesi con un ragazzo, al 2° appuntamento lo abbiamo fatto, io mi sono fatta prendere da lui più di quanto lo sia lui di me… Abbiamo un sesso ottimo, un rapporto meraviglioso di grande complicità! Ma, x lui siamo amici… Anche se, a gesti sembra provare qualcosa di più. Che faccio?? Da una storia dove il sesso è cosi forte, ma c’é anche grande complicità, può nascere amore anche se in 9 mesi non é successo?

Separiamo la qualità dalla funzione, “sesso” infatti equivale a dividere. Il punto vero è che la donna, il principio femminile, nei tempi in cui non esisteva ancora la prostituzione, qualcuno direbbe in tempi preistorici, non solo aveva un ruolo fondamentale, ma era la base della civiltà in quell’epoca che è durata secoli. Non mi sto ovviamente riferendo al matriarcato, ma ad una civiltà già esistita dove ognuna delle 2 parti o genere era consapevole del proprio ruolo e lo espletava con massimo rispetto l’uno dell’altro, in una profonda unione per la realizzazione di un bene comune.

La donna è il fulcro dell’arte sacra, era necessaria per mantenere e sintonizzare tutta la civiltà neolitica europea, e dico intenzionalmente civiltà per quanto in noi sia radicata l’idea di uomini primitivi con la clava che pestavano le loro donne, in realtà stiamo parlando della perduta era dell’oro, sviluppatasi proprio qui nel vecchio continente e delle cui tracce archeologiche si cerca in ogni modo di farle sparire e non darne nessun rilievo.

Le donne sono biologicamente organizzate in cicli, portatrice della fertilità della razza umana, potenti dispensatrici di nutrimento per la prole, alle donne sono attribuiti potenti poteri di risveglio sessuale. Le attività svolte nel tempio sono attività femminili, cioè svolte dalle donne; sono loro le sacerdotesse, in questo modo riduttivo le definiremmo noi oggi (per usare un termine noto alla storia, ma non alla preistoria).

Una civiltà in cui la donna è chiamata alla cura del tempio è lei che dispensa e provvede a realizzare i corredi ceramici, presiede i rituali di rigenerazione, di trasformazione e alla sepoltura. Le case del villaggio erano spoglie e disadorne, sebbene le attività del villaggio fossero molteplici e diversificate, abbiamo testimonianze di commerci su tratte inimmaginabili anche solo nel medioevo: conchiglie che sono originarie della costa dell’Asia Minore trovate in sepolcri nelle isole Orcadi. La produzione della ceramica è notevole e di ottima fattura, tuttavia i corredi ceramici dentro le mura delle case sono scarsi, mentre all’interno degli edifici centrali del villaggio (il tempio appunto) troviamo ricchi servizi di ceramiche, forni per il pane, vasi per semi e per bevande; preziose statue, altari in pietra finemente lavorati, colonne, incisioni di simboli: serpenti, spirali, onde, cerchi concentrici.

Il tempio era il fulcro della vita della comunità neolitica europea: gli atti fisiologici erano concepiti e portati a termine con cerimonie e rituali; noi li definiremmo atti sacri, rituali, cerimonie. Questo non lo possiamo più capire perché dal nostro punto di vista, costruito in secoli di privazione della coscienza, leggiamo questa attività nei templi come una sorta di superstizione quando va bene, e quando va male come rituali per la fertilità della terra Dea madre. Nessun oggi è più in grado di capire che invece il centro di questa attività è il perfezionamento di sé, un impulso nella direzione della realizzazione di quel destino umano che ci differenzia così tanto dalle altre forme di vite che abitano questo pianeta.

L’uomo condivide con le altre forme i bisogni primari (cibo, territorio, e riproduzione), ma si differenzia enormemente per una caratteristica che per comodità chiamiamo coscienza, ovvero, la capacità di renderci conto ed esprimere il concetto stesso di esistenza, esistenziale. E’ da queste domande che l’uomo primitivo come lo chiamiamo noi, intendendo meno evoluto solo perché là indietro nella storia e non evoluto tecnologicamente al nostro livello, è partito per trovare la strada di casa, ovvero la strada verso quello che noi chiamiamo Dio, senza comprenderne più il senso e la ragione. Dio è uno stato dell’essere che l’uomo può raggiungere ed attraverso il quale tutto gli diventa chiaro, ovvero: chi sono veramente? Cosa sono? Perché esisto? Cos’è esistere? Sono queste le domande che i nostri antenati tenevano in buon conto ed hanno sviluppato un intera civiltà su questo. Oggi c’è separazione fra “tempio” e “vita quotidiana”, mentre nel neolitico erano unità: il nutrimento ieri era nel tempio, in un rituale sacro, il cui scopo non era il culto, ma l’esperienza del divino come testé concepito. La cerimonia era un sintonizzarsi, rendersi disponibili all’esperienza con questa condizione e si realizzava con il contributo di una donna e un uomo che celebravano il rituale.

La testimonianza di numerosi reperti di statuette di donne con vulve prominenti, seni abbondanti e natiche sporgenti, reperti di falli e disegni di maschi iperfallici sono testimonianza di una tradizione che non si è mai spenta e si origina nel profondo paleolitico a livello planetario lo ritroviamo in tutte le isole culturali: il serpente è il simbolo rigenerativo che interessa tutte le culture sub tropicali paleolitiche e continua a permeare la cultura europea neolitica. Il serpente Kundalini per gli antichi europei è simbolo del nutrimento, rigenerazione, trasformazione, risvegliato dalla dea serpente è fonte della trascendenza. Una civiltà in cui l’energia sessuale era fonte di sviluppo e di ispirazione.

Le statuette neolitiche vengono classificate dai nostri geniali studiosi di antichità come pornografia neolitica: visioni oscene di popoli depravati, mentre la vera origine di questi frammenti è l’idea che l’unione uomo/donna è creazione, forza energia vitale, cosa che i nostri “primitivi” antenati (si fa per dire, ovviamente) sapevano bene e conoscevano il potere della trasmutazione di questa santa alleanza. E’ questo il simbolo moderno dell’arca, la famosa arca dell’alleanza degli ebrei altro non è che l’alleanza tra l’uomo e la donna consapevoli del potere trascendente che uniti sono, Adam Jot-Chavah, l’androgeno divino (ἀνδρός – andròs: uomo – e – γυνή – gyné: donna), risalenti agli antichi egizi Qad-Amon, cosa che ha un senso solo per chi ha orecchie per intendere, è purtroppo inevitabile verità questa, la nostra mente è stata abbassata ed educata alla sottomissione. La civiltà moderna, si fa per dire, nel senso che non ha niente di civile, ed anche sul moderna, datosi che per moderno si intendono gli ultimi 3000 anni, ha separato il sesso dalla sua qualità.

Ma nel mito e nel folklore possiamo riannodare e ricostruire la sua essenza. Nella nostra memoria possiamo ritrovare i racconti mitologici di dei e dee la cui unione sacra risvegliava le forze vitali che stimolano la crescita, lo sviluppo e la rigenerazione: l’unione sessuale ci permette attraverso il mito di prendere contatto con il sacro e di rivivere l’unione sessuale originale. Attraverso il contributo del racconto mitologico degli dei e delle dee, attraverso la nostra esperienza diretta, empirica fare in modo che diventi una fonte di ispirazione per aprirci a comprendere il mondo e ricollocare un atto fisiologico alla sua sacralità rituale.

Il centro di questa civiltà era lo sviluppo della coscienza, che avveniva, proprio come descrive Tommaso nel suo vangelo, nel momento in cui avrebbero realizzato il maschile come il femminile, l’alto come il basso, la destra come la sinistra. E già purtroppo o per fortuna dipende dai punti di vista l’insegnamento cristico altro non è che un nuovo tentativo del Dea nel mondo. Gesù insegnava ad uomini ed alle donne indistintamente, in un epoca in cui le donne non avevano diritto al sapere. Ecco perché la diffusione del cattolicesimo non può che essere considerato un tentativo di manipolazione del paleo-cristianesimo da parte della classe che da un certo punto in avanti della storia ha sempre e continuato ininterrottamente a determinare i destini dell’umanità. La sua morale basata sulla mortificazione dei piaceri ha definitivamente spostato l’attenzione proprio sul “piacere” stesso. La scissione fra corpo e spirito, predicata e praticata con digiuni, punizioni corporali auto-inflitte, veglie forzate – con lo scopo di portare l’annullamento delle pulsioni erotiche e l’eliminazione/alimentazione del concetto di piacere sessuale. Chiunque sa che il proibito ha una doppia utilità:  ammansiva i mansueti ed inoffensivi, ed attivava gli indomabili, i ribelli, i trasgressori.

La conseguenza di tutto questo protrarsi nel tempo di questo sterminio della coscienza, una persecuzione profonda nei confronti dei valori dei nostri antenati, valori che qualcuno definirebbe “Pagani”, eretici, et., vero simbolo della civiltà neolitica Europea e era dell’Oro, è che oggi la sessualità è banalizzata, ridotta ad un mero giocattolo, piacere ludico ed è anche frequentemente associata con esperienze di sofferenza. Il ragionare sul sesso è riduttivo ed imbarazzante: piacere ludico oggi, proibito e tabù con l’avvento della tradizione giudaico-cristiana. Lo chiamiamo sesso di notte e atto rigenerativo di giorno, ci siamo persino inventati la letteratura erotica nel disperato tentativo di far valere il diritto al “piacere”.

Non a caso una delle accuse più di frequente rivolte alle streghe era quella di essersi unite carnalmente con Satana oppure di aver ammaliato e traviato, grazie appunto al potere conferito dal maligno, poveri giovani innocenti, e non a caso molte donne oggi si identificano molto volentieri con le streghe senza capire quale incredibile condizionamento abbiano subito.

Per capire quanto sto affermando dobbiamo superare l’idea di sesso, il concetto stesso è allo stesso tempo esaustivo, ma descritto e concepito in modo deviante: sesso tra i suoi significati etimologici ha anche quello di  “secare”, “dividere”. Chi deve essere diviso? Purtroppo per quanto vicini alla verità, ecco che il concetto di “Sesso” diventa, è uguale a “piacere”, puoi dargli tutte le connotazioni che vuoi, ma l’impulso tornerà in un unica e sola esperienza conosciuta che è il piacere, la soddisfazione, il soddisfacimento. La natura in questa cosa è sapiente ed ha miscelato gli elementi in modo tale da rendere praticamente impossibile uscire dalla sua stessa trappola: mantenere la vita sul pianeta è più importante di tutti noi e dei nostri ragionamenti. Anche nei confronti dell’uomo per la sua stessa evoluzione diventa necessario che esistano contenitori nei quali ritornare per compiere la propria evoluzione o meglio rivoluzione.

Discorso, quello della reincarnazione o metempsicosi, che viene tirato spesso in ballo con riferimento all’oriente insieme alla convinzione che in occidente “la riflessione sul piacere è stata marginalizzata”, mentre nel mondo orientale il godimento del corpo è riuscita e cura dello spirito, quale ennesima banalizzazione di questa apparente modernità. Una società ipocrita dove proliferano “peccatori” e “peccatrici” pronti a dedicarsi ad attività illecite ma, dove per la maggioranza della popolazione la soddisfazione dei desideri sessuali resta ancora qualcosa di cui vergognarsi, abominevole e sconveniente, tanto da dover essere trasgredito. L’idea stessa di trasgressivo evidenzia una valutazione di merito puerile ed ipocrita.

E’ evidente che tale ragionamento è difficilmente comprensibile per una mente sottomessa da secoli di ostinata focalizzazione in un conflitto tra i generi (uomo-donna) utile solo a mantenerci tutti sotto controllo. Un persona coscienza, è una persona libera, ed una persona libera non ubbidisce più. La schiavitù moderna è il riflesso della schiavitù alla quale siamo sottoposti da secoli di oppressione.

Nei secoli questo valore di libertà ha cercato vessilli in nuove e sempre più elaborate rivoluzioni, ma siccome nascevano e sorgevano da problemi di classe e non culturali o storiche si sono tradotte solo in nuove opportunità per il potere costituito di stringere la corda o tirare il guinzaglio. L’evoluzione tecnologica alla quale siamo pervenuti è la conseguenza di creare continuamente nuove forme, nuovi strumenti di intimidazione al fine di contenere e controllare le masse, le quale aveva il cattivo gusto di quando in quando di svegliarsi, almeno qualcuno tra di loro, e sollevare obiezioni sulla conduzione generale del genere umano. L’umanità è evoluta culturalmente solo grazie al balzo di pochi che hanno permesso ai tanti di usufruire di tale vantaggio. In modo complementare la classe dominante ha cercato di sviluppare strumenti di controllo sempre più sofisticati, sulle prime limitandosi allo sviluppo tecnologico di armi e successivamente allo sviluppo tecnologico logistico e controllo dell’informazione. E’ evidente che senza il bisogno di controllarci e tenerci sotto controllo ed ignoranti non avremmo avuto l’attuale sviluppo. Questo perché alla coscienza serve altro, e tutti i tentativi di tenerla imbrigliata hanno finito per renderla sempre più forte. Come viene spesso ricordato se cresce una parte, cresce anche l’altra e per questa ragione che siamo cresciuti tecnologicamente.

Il problema oggi è che chi porta avanti il governo del mondo non ha chiaro nemmeno perché sta lì, e cerca disperatamente solo di controllarlo, attraverso i numeri, oggi la finanza che controlla il mondo è ignara di essere sopra un treno (cassandra crossing) che viaggia verso un ponte che è destinato a crollare, e non c’è nessuno al volante. Oggi la cosa più intelligente da fare è scendere da questo treno, e per farlo dobbiamo imparare a saltare già a 300 km/h, ecco perché ci serve addestramento, ecco perché non basta sapere ed aver capito (una cosa non può escludere l’altra, quindi questo è già un bel passo da compiere), ma serve una transizione. Ma questo è un altro tema ancora.


Copyright © 2002-2016 Rocco BRUNO, tutti i diritti riservati | I libri: usciredamatrix.com

Sostieni il progetto Zion | Centro Studi e Seminari – facendo una donazione su: qui!

Dalle onde gravitazionali alle “trappole spirituali”: stessa forma mentis!

Dalle onde gravitazionali alle “trappole spirituali”: stessa forma mentis!

Quando la matematica e la fisica non ci arrivano c’è solo una strada: la filosofia sperimentale o detta anche “filosofia iniziatica“, sempre che le persone siano in grado di capire e “sapere” (anche in questo serve avere un qualche tipo di preparazione) di cosa parlo. Trattasi di “filosofia” pratica, nulla di accademico o universitario, laboratorio alchemico, sperimentazione empirica e diretta, non per atteggiarsi, ma per arrivare a conoscere. Un metodo con 3M in grado di dotarci di quegli strumenti utili per arrivare a sondare quel mondo sottile legato a come penso, sento e vivo la vita, mondo che sembriamo ignorare costantemente, pur essendo questo mondo il primo mondo di un individuo e motore delle sue scelte, consce ed inconsce. Lo chiamiamo spirituale così non dobbiamo più cercarlo.

Se ne discuteva da qualche parte, proprio qualche ora fa, in merito alla questione Todeschini/Eistein le onde gravitazionali, chi conferma “cosa”, chi ha ragione di cosa, sempre che “cosa” si sia realmente stato capito in termini di cosa sia e cosa implichi. Delle teorie ne è pieno il “mondo”, ma non per questo è un “mondo” migliore, le diatribe non piacciono a nessuno eppure esistono. La vita è conflitto, bisogna solo capire dove dirigerlo, se fuori di noi o dentro, perché se è dentro lo chiamiamo “attrito”, ed è utile per crescere, mettersi in discussione è funzionale a questo, ma serve una certa “preparazione” per affrontare quello che questa discussione intima implica, altrimenti c’è solo dolore e sofferenza inutile, noi invece cerchiamo di usare la sofferenza in modo volontario per renderci liberi. Questa “preparazione” è il metodo filosofico iniziatico di cui parlo. Se il conflitto è fuori di noi diventa “guerra”, “battaglie” o cose simili. A volte serve anche fare qualche piccola rivoluzione (culturale, meglio) nel mondo esteriore, serve per scuotere le coscienze, e provare a rompere quella barriera di un intelletto fin troppo strutturato dalle tante teorie, comprese le “dottrine” scientifiche, ma non sono le sole a danneggiarci. Per questo che il metodo è sperimentale ed empirico, perché non prevede solo la teoria, ma anche il “lavoro” pratico, senza il quale, la teoria si traduce in “dottrina”. Il “lavoro” pratico è il pezzo che vi compete e senza il quale tutto è vano.

In quanto alla parte teorica le lezioni frontale hanno l’unico scopo di aprire una crepa. Essendo consolidato in noi tutto un sistema di “idee”, anche detto “cognitivo”, ovvero un sistema di concetti con cui interpretiamo i fatti della nostra vita, ovvero un insieme di “assunti” atti a spiegare e giustificare la nostra attuale condizione evolutiva, essendo, dicevo, ben radicato in noi e trasmesso per linea ereditaria da secoli di oppressione e rari, ma bastanti per farci camminare come umanità, lampi di genialità, che si fa fatica a ricevere e accettare concetti nuovi, che di nuovi non hanno nulla, ma lo sono per noi a causa del livello attuale di regressione cognitiva e culturale, per cui si resta strutturati e radicati in una certa “forma mentis“.

Le nostre credenze, o assunti o idee su ciò che è “reale”, ovvero su cosa sia e perché esiste il mondo attuale, sono organizzate, strutturate ed immagazzinate (si fa per dire, il processo è un pò più complesso) in una rete interconnessa (è per questo che siamo portati a usare la funzione del “pensare” in modo associativo, invece che intuitivo, dipende da come siamo stati educati) che noi chiamiamo per comodità “mente”, o anche “psiche”, sottintendendo che non si tratta solo di “idee”, ma di un preciso modo di catalogare ed archiviare in nostro vissuto. Infatti se parliamo di psiche non possiamo non tenere conto di quella cosa che chiamiamo per comodità “emozioni” o “emotività”, che altro non è che la forza magnetica (inteso che attrae e aggrega) con cui teniamo insieme la rete delle nostre “idee”, che tra l’altro, per l’appunto, non sono neanche nostre, ma avendole rese tali, attraverso un processo di condizionamento e di sottomissione, oggi difendiamo a spada tratta.

All’interno di questa cosa che non esiste materialmente, se non per quella parte che possiamo osservare come riflesso nel comportamento delle connessioni neurali, che chiamiamo “mente” o “psiche”, ogni dato è coerente con gli altri dati raccolti nel tempo ed impressi, cosicché l’intera rete di concetti ed assunti si sostiene reciprocamente. Questa rete la chiamiamo per comodità “vissuto”, ed è il vissuto a condizionare tutte le nostre risposte, sia emotive che fisico-biologiche (Hamer docet). Quando una nuova informazione deve essere inserita al suo interno, essa, l’informazione, intendo, viene processata per stabilire il suo grado di coerenza con la rete stessa, ovvero ne viene verificata, è questo che noi facciamo ogni volta che ascoltiamo qualcosa, la compatibilità con le informazioni o “sapere” già contenute nella rete stessa. Se questa informazione contraddice significativamente gli “assunti” preesistenti, – “essa non viene ritenuta degna di credibilità e viene rigettata”. 

Se contraddice soltanto un pò, allora può darsi, che venga accettata un pò. Se non contraddice nulla, viene creduta vera, se poi conferma in pieno l’attuale sistema di credenze o assunti viene adottata per rafforzarlo ulteriormente creando, a volte, quella cosa nota anche come “rigidità mentale”. Alle volte va anche peggio, e questo lo verifico continuamente negli incontri, e cioè le persone prendono le nuove informazioni, le processano e le adeguano o riadattano alla coerenza generale delle loro credenze, non capendoci un bel niente, ma credendo di essere cambiate, mentre fondamentalmente sono rimaste sempre le stesse. Questo processo è ben descritto nei vangeli a proposito di mettere vino nuovo in otri vecchie, cosa che viene per lo più ripetuta senza essere stata ben capita fino in fondo. D’altronde come si potrebbe sarebbe necessario rimuovere le convinzioni attualmente in essere e scegliere di cambiare completamente stanza, richiederebbe cioè di avere la pazienza di ripartire da capo, cancellando tutto quello che si è imparato, il che equivarrebbe a rinunciare ad essere se stessi, e scegliere di essere ciò che si è. Scelta difficile.

Esiste solo un modo perché le persone possano realmente trovarsi nelle condizioni di rimettere in discussione il proprio sistema di credenze: col ragionamento e soprattutto devono volerlo, altrimenti si viola il libero arbitrio di credere quello che si vuole, e si trova utile. Poi serve che incontrino qualcuno che a sua volta lo abbia fatto, ovvero hanno bisogno di un evaso, o comunque di qualcuno che ci sta lavorando da un pò a questa evasione e ne conosce abbastanza i risvolti, almeno per quella parte che non vi è nota. Questo perché per lo più quello in cui le persone credono non è molto utile al loro sviluppo fisico, mentale ed emotivo, ma aiuta a sostenere e mantenere in vita il sistema cognitivo e economico attualmente in essere che si basa sulla presunzione e il credere di sapere. La cosa veramente singolare in questo è che il punto non è avere ragione, ma è far crollare il castello di carte, proprio come Sansone: spingendo su solo qualche colonna riesce a far cadere il tempio sui Filistei. Cosa che è fuori dagli obbiettivi di sviluppo spirituale o pseudo-tale.

E’ questa la ragione per cui uso e sostengo nei miei incontri e scritti teorie fuori dal normalmente accettato, non è perché siano necessariamente corrette, o giuste o altro, ma perché torna utile per provare a mettere in discussione non le altre teoria, ma l’impianto stesso di come siamo portati a percepire il “reale”. Si capisce? E’ un operazione che è oltre il sapere, serve a destrutturare: è diverso! Nel lavoro di rivoluzione che porto avanti cerco solo di creare una crepa nelle dissertazioni di tutti giorni per mostrare un “mondo” che, pur avendolo sotto gli occhi ogni istante, non viene percepito. Sei tu che devi vederlo, non devo essere io a descrivertelo, ma per farlo devi “crepare”. La scienza attualmente in essere esclude e sperimenta senza una profonda conoscenza delle verità spirituali. Verità spirituali ovviamente per come la intendo qui e la spiego di solito, ovvero: la parte sottile, impalpabile se non attraverso il “pensiero”; la realtà emotiva, mentale e della volontà di cui ogni essere, a livelli diversi è dotato. La realtà emotivo-pensata di ciò che crediamo di essere.

E’ per questo, ed in questo, che trovo geniale Marco Todeschini, perché nel suo lavoro introduce questa dimensione. Voi lo chiamereste “l’osservatore”, il quale in teoria altera il campo, ma in pratica lo riempie solo dei suoi concetti e “dottrine”, facendolo collassare in ciò in cui crede, osservandone successivamente l’effetto credendolo reale. Se la scienza non si appropria di questa dimensione “sottile”, “volatile”, lascia un vuoto che viene continuamente colmato da superstizioni, religioni ed, aimè, dalla moderna/vecchia trippa della new age. 

La spiritualità oggi è oltre le trappole, è oltre il fare business, il cui – “standard prevede di accumulare titoli da curriculum e imparare a vendersi, finanche a prostituirsi ideologicamente, per potersi poi fregiare del titolo di “professionista spirituale”. La spiritualità come viene comunemente intesa si compone di strati di “stronzate”, tali perché mai veramente verificate direttamente, ma sempre e solo per sentito dire. A questo punto ognuno sceglie lo strato di stronzate che più gli si addice e lo difenderà ad oltranza, senza guardare più veramente a nulla, senza capire che il problema è proprio quello di credere invece che agire. Per agire devi metterti in discussione, devi destrutturarti, ma invece ti strutturi con nuove stronzate. Se messo in discussione, proprio come si dice nel film revolver, è messo in dubbio l’investimento della vittima e quindi anche la sua intelligenza. Nessuno può accettarlo. Nemmeno da stesso”. 

Purtroppo non ci si accorge che lo si sta facendo a vantaggio di chi ci sta mangiando, sia esso un professionista dello spirito, il sistema economico, la madre, il padre, un amico, la sorella, e chissà con chi altri ve la fate. L’investimento è il tempo che hai dedicato a quella cosa, è il credito che hai dato alla persona, al sistema, o al gruppo, alla scuola, o altro, ecco perché se messo in dubbio l’investimento ti arrabbi ed a quel punto parti all’attacco: non potendotela prendere con te stesso, riversi l’odio verso di te sugli altri. Attui quello che tutti fanno ogni giorno: te la prendi con il tuo prossimo, ovvero con colui che ti si approssima, invece di accettare che ti sei sbagliato, invece di accettare l’umiliazione di non essere poi così importante. E’ per questo che ognuno difende le sue stronzate, è dura mettersi in discussione, costa dolore e sofferenza vedere che non si è nulla. Invece di capire che comunque quel tempo è stato ben utilizzato e riposto per imparare qualcosa, si pensa di averlo perso.

Recentemente sono stato invitato ad un Simposio il cui intento dovrebbe essere quello di mettere in discussione quello che in Italia si fa chiamare “spiritualità contemporanea”. Il titolo è Simposio: Le trappole della spiritualità” – sottotitolo – “come guarire dalle malattie spiritualmente trasmissibili”. Il sospetto è che se da una parte stia crollando un pò tutto, dall’altra c’è il rischio che si cerchi in qualche modo di cadere in piedi, infatti il fatto che questo crollo sia imminente non è necessariamente un sintomo che possiamo aprire una strada a qualcosa di nuovo, ma anzi al contrario, se non si opera con circospezione e distacco, e con competenza e conoscenza dei meccanismi umani di opposizione e sopravvivenza, si finisce per creare proprio quella sponda, quel cuscinetto di salvataggio, dove farla cadere questa specie di spiritualità. Proprio presumendo di demolirla, le creiamo quegli spazi entro i quali non aveva ancora avuto accesso.

Personalmente quando ho visto che l’iniziativa ha un costo (65€ a persona), mi sono voluto sottrarre ed ho scritto agli organizzatori di questa mia intenzione, dato che, per quanto la cosa vada in beneficenza, non è un buon messaggio da dare, visto che è proprio il business e il denaro l’obbiettivo principale non dichiarato al quale punta principalmente ogni “operatore” o “ricercatore” spirituale o “professionista dello spirito”. Il punto è che non si può essere rivoluzionari ed allo stesso tempo professionisti.

Capisco che ci sono costi organizzativi, ma 65€ a persona per il mio sentito è un eccesso per una cosa così, cioè per un “simposio” dove si vuole provare a bandire il mercificare lo “spirito”, o comunque, provare un attimino a regolamentare il denaro, facendo dei distinguo, con un pò più di etica e competenza. Le trappole sono cose trite e ritrite dal sapore romantico-pseudo spirituale che alimentano stronzate sentimentaliste di reincarnazione, di divino interiore o altro di simile, portato avanti con poca o scarsa competenza e sopratutto assenza quasi totale di sperimentazione empirica, vendute a buon mercato quando va bene, profumatamente quando va male. Volete fare dei corsi? Volete fare della cultura? Legittimo, e capisco anche la necessità che venga ricompensata. Quando suonavo (è parte del fare cultura anche quello per chi non lo sapesse), non sopportavo quando gli organizzatori di eventi cercavano di fregarti sul cachet. Per finanziarsi la cultura ha bisogno di essere in qualche modo finanziata e sostenuta. Ma se volete rivoluzionare il sistema, non è così che si fa. Così lo fa la chiesa, lo ha fatto per 2000 anni, ha preso la rivoluzione del Cristo e la fatta diventare una religione, una merce di scambio. Bisogna saper fare i distinguo. Un simposio simile deve essere finanziato in altro modo, che ne so, col dono, ad esempio. Con le donazioni, come una raccolta fondi. Non si riesce a finanziarla, vuole dire che le persone non la vogliono o non sono pronte ancora per mettersi in discussione. 

Oltre al rimborso spese viaggio e soggiorno, mi è stato detto, che ogni relatore prenderà un cachet di 2-300€. Inutile dirlo, ma a queste condizioni personalmente non intendo parteciparvi, a meno che tutti i relatori non accettino di rinunciare a questo cachet e al rimborso spese. Questo dovrà in qualche modo modificare i costi del simposio. Personalmente credevo addirittura che la cosa si tenesse a Roma, e non a Torino dove invece è attualmente prevista, ed ero pronto e disposto a pagarmi, come altre volte ho fatto, a mie spese la partecipazione. Pensavo che trattandosi di un simposio che tratta delle trappole della spiritualità ognuno dovesse fare un passo indietro e dare l’esempio per primo di voler realmente cambiare. I partecipanti infatti sono quasi tutti noti prestatori d’opera spirituale Igor Sibaldi, Selene Calloni Williams, Federico Clapis, Daniel Lumera, Claudio Marucchi, Stefano Re, Anna Laura Cannamela, Antonio Rezza e Jorge Ferrer

E’ a loro che rivolgo l’appello: volete che realmente parliamo di trappole spirituali? Volete veramente non sentirvi dei mercanti dentro il tempio dello Spirito? Bene rinunciate ai vostri compensi per questo simposio e allora sarò onorato di essere annoverato tra i vostri nomi, altrimenti per cortesia, e lo scrivo a Tlon.it che organizza, togliete in mio nome dalla lista dei relatori. A queste condizioni non vi autorizzo ad usare il mio nome e la mia immagine per promuovere l’evento. La rivoluzione ha bisogno di mezzi e quindi il denaro serve, questo mi è diventato chiaro col progetto Zion, ma se vogliamo fare un fronte etico ed intelligente questa cosa si deve fare senza circolazione di denaro, non è un corso, non è un seminario, non è una raccolta fondi, è un incontro di “menti” che vuole cambiare, che vuole fare una “rivoluzione culturale”, allora iniziamo col dare l’esempio da subito.

Resto in attesa di un cenno di riscontro, cordialmente, Rocco Bruno


Copyright © 2002-2016 Rocco BRUNO, tutti i diritti riservati | I libri: usciredamatrix.com

Sostieni il progetto Zion | Centro Studi e Seminari – facendo una donazione su: qui!