Carlo Cracco, i vegani e l’incendio di Roma

Carlo Cracco, i vegani e l’incendio di Roma

E’ notizia di questi giorni che la sera del 2 marzo, intorno alle 21.30, si sono presentati vestiti di nero davanti al ristorante del cuoco di Masterchef in via Victor Hugo a Milano 15 persone che protestavano contro il cuoco. Un blitz – così è stato definito – che è durato 15 minuti e che ha origine da un piatto cucinato dallo chef con carne di piccione, mostrato nel corso di una puntata andata in onda lo scorso 14 gennaio su Sky. Pare che gli autori di questo “blitz” fossero di natura “vegana”, uno di loro è entrato con la scusa di voler prenotare un tavolo, mentre gli altri rimasti fuori si sono messi a urlare alcuni slogan.

All’arrivo della polizia, chiamata da un addetto al ristorante, erano già tutti scappati (strano!). Nello stesso momento, a seguito sempre del suddetto piatto, Carlo Cracco si è beccato anche una denuncia inoltrata alla Procura di Milano dal presidente dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, Lorenzo Croce, che non si è mosso a caso o per fanatismo, ed il quale dichiara:

“Nessuno discute che Carlo Cracco sia un grande chef – aveva scritto il presidente Aidaa sul sito dell’associazione –  ma il fatto che vada in tv a presentare un piatto a base di carne di piccione che è un animale protetto dalla legge nazionale ed europea rappresenta un reato penalmente rilevante che non potevamo far finta di non vedere per questo motivo proprio oggi ho firmato ed inviato la denuncia alla procura di Milano per violazione della legge nazione di tutela della fauna selvatica e della direttiva europea 147/2009”.

Il fatto che il blitz viene fatto a seguito di questa denuncia ha dello strano anche questo. Denuncia, tra l’altro, del tutto legittimissima; cosa che sottolineo, visto che è sembrata tutta una grande esagerazione, come se non si può più cucinare quello che si vuole, mentre è chiaro che se cucini un animale che fa parte di una specie protetta, non è proprio così lineare. In effetti il Blitz è utile per addolcire le conseguenze mediatiche di questa cosa.

Carlo Cracco e i Vegani che protestano davanti al suo ristorante” – suona tanto come “Nerone. Sono stati i Cristiani ad appiccare l’incendio di Roma”. Qualcuno ha visto le foto dei presunti manifestanti? Non ne ho trovate in giro. Erano veri “vegani”? Come distinguo in vegano vero da un finto vegano? E se tutto serve solo per montare una polemica sul cibo, d’altronde sempre più persone sono orientate a cucinare in un altro modo, far passare i Vegani per degli intolleranti, è un buon modo per sviare e manipolare la situazione.

Trovare gruppi di integralisti è sempre molto facile, viste le teste che girano, gruppi di integralisti sono reperibili in ogni genere di filosofia ed è facile poterli usare per i proprio scopi, a me personalmente capita sovente che, per creare confusione sul mio lavoro, venga tacciato di essere intransigente, volgare, ed avere seguaci fanatici, mentre le persone, quelle che si avvicinano con fermo intento di fare un lavoro su loro stessi, hanno tutt’altro che del fanatismo in testa.

Purtroppo attorno ad ogni fenomeno, a causa dello psichismo generale presente e che condiziona le scelte degli individui, si avvicinano anche persone che di fondo cercano solo molta considerazione, sono frustrate e soggiogate dal bisogno di attenzioni, reprimono l’aggressività dovuta alle mancate aspettative, ai sopprusi subiti, e chissà cos’altro, senza, per quanto credano di farlo, neanche capiere la necessità di cambiare, all’atto pratico non fanno altro che esaltare quello che c’è per poi, una volta delusi, ovvero una volta che non hanno ricevuto la considerazione che pretendono ed esigono di dover ricevere, passano a ad arrabbiarsi, denigrare e calunniare.

Ma veniamo al fanatismo quello vero ed alla manipolazione per scopi ben più gravi di quelli sin qui esposti, per quanto il processo che porta alla separazione e la mutazione di un insegnamento da integrale alla sua adulterazione religiosa avviene proprio a causa di chi non capisce l’insegnamento stesso, credendo di capirlo, e divenendo, come si suol dire, – “più realista del Re” • , ovvero, sostenere o difendere un’idea, una tesi, un diritto o simili con maggior accanimento di chi vi è direttamente interessato (frase coniata da Adolphe Thiers, uomo politico e storico francese). Lo vedremo pochi paragrafi sotto con l’esempio proprio della Gnosi Cristica integrale quando si separa nella chiesa pneumatica e la chiesa delle origini Romana e cattolica.

L’abilità in chi opera e governa il mondo sta nel saper manipolare la società in modo da ottenere risultati desiderati senza che la società stessa si accorga di essere stata manipolata. L’esempio più eclatante è proprio l’abiità di saper utilizzare l’eccesso di zelo di chi porta avanti le proprie convinzioni, si infitrano e stimolano la reazione. In Italia, ad esempio, è noto a tutti che è così che si sono formate le brigate Rosse negli anni ‘70. Esse, per quanto motivate da alti ideali di libertà ed uguaglianza, di fatto hanno realizzato quello che serviva ai nostri governanti, ovvero, creare una strategia del terrore, nota come gli anni di piombo, strategia il cui scopo finale era far accettare alcune restrizioni della libertà e molto altro che oramai è storia.L’11 settembre ed il “terrore” hanno la stessa caratura, l’isis sono i nuovi Talebani, e lo sceicco è il nuovo Bil Haden. Che dobbiamo fare: questa è la mentalità, questo è lo psichismo, non impariamo mai, perchè non abbiamo più gli strumenti e la volontà per gererare quegli organi di senso utili ad un autentico cambiamento di mentalità e, quindi, per un miglioramento della società, un vero interessamento al bene comuni e gli altri valori, senza dover ricorrere continuamente alla violenza, la prevaricazione, e la manipolazione dei valori.

Si vede che oggi la battaglia si è spostata altrove, d’altronde ci sarà pure una ragione per cui abbiamo appena concluso proprio a Milano un Expo proprio sul cibo ed il nutrire il pianeta; tematica che per quanto possa sembrare assolutamente innocua e marginale in realtà stiamo parlando del futuro dell’alimentazione, di come lo produrremo, di quale qualità, per chi, e con quale sicurezza alimentare. Voi avete capito che l’Expo è stata la vetrina mondiale per spiegarti a te, come intendono dividere il mercato e come e chi vogliono che a questo mercato acceda, ovvero noi? Ci hanno dettato le modalità attuative e forse queste strane storie di ristoranti e cucina sono solo le prime avvisaglie dell’ennesima falsa rivoluzione di classe, dove schieramenti contrapposti si fronteggia, per un unico grande ideale, ovvero: il mercato. Dai bambini surrogati al cibo surrogato l’attenzione va solo in una cosa.

E si perchè, ci sono le persone con grandi disponibilità economiche e poi c’è il cittadino medio(cre), c’è la fame nel mondo e il magatello senza grasso cucinato dallo chef stellato al “Temporary restaurant” (il nome stesso vuole dare l’idea di qualcosa di veloce e frugale) da 75€, il Kaiseki (pesce palla) a 300€ e il sushi da asporto preconfezionato dei ristoranti gestiti da cinesi (strano il sushi, non è giapponese come cibo?). Riuscite a vedere come si stanno delineando i fronti? Stete in campana ed imparate la tolleranza ed il rispetto di tutti per non cadere nella trappola che si sta preparando. E’ un ciclo, e di quando in quando ritorna. Si sarà capito che mi interessa relativamente fare questioni sull’episodio in se, – Cracco o non Cracco, Vegan o non vegan, – ma mi suona tanto che qui c’è dell’altro che una semplice notiziola da rotocalco o per tirare le simpatia da una o l’altra parte a seconda di chi riporta la notizia.

Tra l’altro il cuoco si chiama proprio “Cracco” tipico nome dell’epoca romana. Come mai l’imperatore Nerone accusò proprio i Cristiani dell’incendio? Come mai Cracco accusa proprio i Vegani? Dov’è il nesso? Ma siamo sicuri che sia stato Nerone ad appiccare il fuoco a Roma? Cui prodest? Cosa c’entra Cracco con Nerone? Forse in effetti niente, ma mi fanno pensare entrambi gli episodi alla gestione del potere ed al controllo dell’informazione. Gestione del Potere e il futuro dell’impero era fondamentale per Roma, … e oggi? L’impero qual’è? Sono cambiate le tecnologie, i contesti, l’impero oggi è il mercato, chi controlla il mercato controlla tutto, controlla le masse, e attualmente il mercato più importante è quello del cibo, non essendoci più Dio nello stato, la tavola è il riempitivo delle nostre vite. Cibo, riproduzione e territorio.

Vedo sempre lo stesso schema mentale, lo stesso psichismo, indefesso ed inarrestabile, venire nuovamente avanti. Del cibo ne ho parlato proprio a proposito dell’Expo, articolo dal titolo – Parliamo di cibo. EXPO 2015 come MISS ITALIA. Il futuro che ci aspettò? – se non l’avete letto vi consiglio di farlo, potreste capirci 2 cose in più di questa ultima vicenda del cuoco Cracco, della riproduzione, invece, recentemente a proposito della legge Cirinnà, prima ancora a proposito del “piacere”, mentre del territorio, ovvero, del controllo dell’uomo sull’uomo un pò ovunque e nuovamente in questo nuovo articolo.

La religione, per quanto non ve ne rendiate più conto, è stata ed è in effetti ancora oggi, il punto centrale e nevralgico di questo controllo, sia essa divina che atea. Questo perché hanno capito, in secoli di persecuzioni e prevaricazione, che non basta sottomettere i popoli con le armi e l’intimidazione, ma devi anche adulterarne i valori, e sostituire i bisogni reali dell’essere, i bisogni “esserici”, in altri bisogni, materiali e legati alla sopravvivenza. Proprio come nella storia lo schiavo si abituava alla schivitù perchè tutto sommato alla fine stava bene, il pasto lo aveva e anche le distrazioni alla fine non erano male. Sono sempre stati in pochi a ribellarsi, gli altri gli sono solo andati dietro, e secondo me, anche solo per paura di restare a bocca asciutta.

Tutte le battaglie contro il mondo Pagano e le crociate erano atte a cancellarne i simboli; simboli che rappresentavano una antica (neolitica) conoscenza dell’uomo; conoscenza che si è voluto in tutti i modi rimuovere, distruggere e non lasciarne traccia. Perchè sottometterti non basta, devono allontanarti dall’ideale, dallo scopo autentico della tua vita. Cosa che è riuscita talmente bene che nei tempi moderni, gli organi o istituzioni preposte a questo, sono in grado di operare in modo sottile più di quanto possiamo vedere, in modo così celato dal farci credere tutto quello che serve a mantenere le attuali condizioni di vita e soprattutto di provilegio (loro).

A nessuno oggi interessa veramente fare una rivoluzione, nemmeno culturale, nessuno è interessato veramente a realizzare il divino (come lo intendo qui), neanche ai religiosi credenti, dato che credono che realizzare il divino significa pregare, adorare, blaterare di carità e misericordia in un mondo di egoisti. Quasi nessuno più è intento a capirci qualcosa in tutto questo, credono si tratti di un culto, credono che Dio è solo una questione di Culto.

Le persone sono state divise in chi crede e chi non crede, ma ne una parte e ne l’altra sperimenta più il bisogno di crescere come individui, che la il vero messaggio religioso cristiano, nessun pensa nemmeno che esista,  che ci possa, cioè, essere un ulteriore livello di sviluppo come umano; tutti sono bene o male, ipnotizzati nel tentativo di ottenere un pò di benessere, per se stessi e per la propria famiglia. Mel mondo cosidetto civilizzato, il bisogno da soddisfare è solo quello materiale, lo spirito è comunque vissuto come matarialità, come paliativo per sentirsi meglio, non come forme di trasformazione radicale anche della società, una volta cambiati se stessi.

Nonostante ci sia ancora sofferenza e fame nel resto del mondo, tutti sono impegnati nel realizzare il proprio sogno “americano”. Il rischio di una ribellione c’è solo perchè forse, e ripeto, forse, stanno iniziando a scarseggiare le risorse. Stiamo diventando troppi sulla faccia di questo pianeta e il timore di una rivolta, inaspettata ho idea che ci sia, ma stanno già trovando il modo di emarginarci tutti in luoghi preposti, condensandoci in queste metropoli che crescono sempre di più ed a dismisura. Aumentando le differenze sociali, creano il mondo ideale, libero e bello, e il sobborgo suburbano dove chi non ha risorse economiche adeguate rimane intrappolato. La tecnologia prende il posto della razza dei lavoratori, e quindi non servono più. Tutti sono impegnati a realizzare il “benessere”, col quale comprare quello che credono di volere. Possesso, è tutto qui, e se non possiedo, invidio chi ce l’ha: c’è solo il “benessere” al quale aspirare. Dio lo preghi, ma poi cerchi il “benessere”. E’ questa la grande rivelazione.

Lo strumento principe in tutte le epoche e in tutte le latitudini del mondo per il controllo delle persone è inevitabilmente l’adulterazione del senso religioso; questo perché chi detiene il sapere sulla conoscenza di Dio, inteso come il sapere su come fare ad arrivare a Dio e su cosa Dio sia realmente, la famosa verità che vi rende liberi, detiene il controllo dell’uomo, dato che la conoscenza di Dio è legata al sapere del perché esistiamo, cosa stiamo a fare a questo mondo; cosa che ha molto a che vedere con il concetto di “essere”, “esistere”, ovvero, con la percezione nella presenza generale del fluire della vita.

Ecco perché Gesù parlava del Dio vivente. Siccome hanno capito/saputo che Dio non è quella cosa che raccontano, si guardano bene dal farlo sapere ad altri, a non essere che finisce il controllo, i privilegi e il potere temporale dei Papi. Gesù incolpava i sacerdoti dell’epoca, che sono ancora gli stessi di oggi, hanno solo cambiato piano, piano, orientamento (verrebbe da dire: che hanno cambiato casacca, proprio come accade spesso in parlamento ed in senato),  li incolpava del fatto che, pur sapendo, non erano passati e non avevano lasciato passare altri. Cosa sapevano? Che Dio è qualcosa da trovare in noi stessi, che Dio è la natura di ciò che siamo, che Dio è la realizzazione di una visione superiore del mondo e dell’universo, la comprensione del “perchè” delle cosa.

Tu guarda come hanno ben operato sulle coscienze al punto da cancellarne ogni possibilità di presa di resposabilità. Nonostante venga detto in tutti i modi non viene compreso a fondo, persino Paolo, che non è proprio l’esempio del messaggero della gnosi cristica integrale, dice ai Corinzi: «Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?», – a simboleggiare che Dio non è là fuori, ma in un opera di crescita di sviluppo del proprio Spirito, e lo Spirito dell’uomo è nel suo “intelletto” e non altrove, i Cieli sono l’intelletto, la coscienza, la visione di un mondo migliore perché è cresciuto e migliorato l’uomo stesso. L’umanità è la somma delle coscienze di tutti. Queste parole del vangelo si riferiscono a questo:

“In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. 7 Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. 8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”. – Gv 3, 16-18

Come ho già detto altre volte Dio è un livello di sviluppo ulteriore dell’uomo, ogni uomo è destinato a diventare Dio, ecco perché fanno quello che fanno, ecco perché ti è stato letteralmente allontanato e messo al di fuori di te. Oggi Dio è un entità antropomorfa da adorare, mentre Dio è lo sviluppo ulteriore al quale aspirare, è che nessuno oggi aspira più di quello che ha, di quello che crede di poter possedere, solo perché lo ha pagato in denaro. Le massime religioni oggi sono le vestigia di frange fanatiche che non hanno capito molto il messaggio del loro profeta, lo hanno preso alla lettera, trovandolo utile per giustificare tutti i soprusi che per secoli hanno fatto scontare ai proprio oppositori o presunti tali.

In merito stesso all’incendio di Roma, lo studioso italiano, Dimitri Landeschi, “attraverso una accurata ricostruzione storica dei drammatici avvenimenti che si svolsero a Roma negli anni 64 e 65 d.C. (il grande incendio e la congiura di Pisone) ha avanzato l’ipotesi che ad incendiare Roma non fosse stato Nerone ma, con ogni probabilità, un pugno di fanatici appartenenti alla frangia più estremista della comunità cristiana di Roma, con la complicità morale di taluni ambienti dell’aristocrazia senatoria, in mezzo a cui si celavano i veri ispiratori di quella scellerata operazione. Non vi viene in mente niente?

Gli storici Gerhard Baudy, Carlo Pascal, Léon Herrmann e Giuseppe Caiati hanno esposto l’ipotesi simili tra loro e secondo le quali furono effettivamente i cristiani ad appiccare volontariamente fuoco a Roma, allo scopo di dare seguito ad una profezia apocalittica egiziana, secondo cui il sorgere di Sirio, la stella del Canis Major, avrebbe indicato la caduta della grande malvagia città. La domanda è di quali cristiani stiamo parlando? Distinguere le varie e numerose sensibilità sul sapere e della gnosi cristica è assolutamente importante per capire cosa sia potuto accadere ad un certo punto.

Diversamente sarebbe, in effetti, come se pensassimo che tutti i “vegani” siano intransigenti e fanatici integralisti, e quindi, visto che non rispettano la democrazia degli altri e la libertà di scegliersi il cibo che meglio si vuole mangiare, debbano essere perseguitati e resi innocui (tutti). Esisteva una gnosi pistica che portò alla chiesa della Fede, l’attuale ortodossia cattolica, ed una gnosi cristica integrale che portò alla chiesa pneumatica, gruppi in autonomia che lavoravano alla liberazione finale dall’ego, chiese la cui indipendenza era riconosciuta e rispettata; solo successivamente iniziarono ad essere osteggiate dai proseliti di Paolo di Tarso, tra i quali spiccano i noti, per la distruzione della biblioteca di Alessandria e la brutale uccisione della scienziata e filosofa Ipazia, parabolani.

E già, all’origine esistevano 2 filoni importante che poco avevano a che vedere con quello che poi viene raccontato come lo scisma d’oriente. I pistici (fides qua, di fede) erano più che altro credenti, vincolati ai dettami ed alle scritture che venivano intese alla lettera (morta, aggiungerei). Sotto la guida della modalità pistica (di fede), viene “approfondita”, si fa per dire, nel senso che di fatto viene passata al vaglio e giudicata peccaminosa o meno, secondo un generato codice di condotta morale, l’intera vita culturale di una persona o, peggio ancora, di una società.

Cosa che veniva fatta in assenza per lo più di un qualche tipo di autentica autorità morale proprio degli stessi fautori, i quali ipocritamente infliggevano pene a se stessi ed agli altri, celando la violenza e l’intransigenza sotto la convinzione della salvezza dell’anima e dell’emulazione di Cristo. Nel tentativo di essere zelanti nella loro opera costringevano altri a sottomettersi ad essa. Crociate, persecuzione di eretici, streghe, untori, devastazione delle società dei native delle Americhe, lo schiavismo e la deportazione di neri d’Africa, l’imperialismo in Oriente e nell’Australia, tutto in nome di una non ben precisata evangelizzazione e per salvare le anime di questi selvaggi. Fa spavento, vero? Ancora oggi rabbrividisco.

I pneumatici (pneuma, soffio vitale, il Dio vivente, Spirito Santificato) erano coloro che sapevano, che avevano applicato un metodo, avevano operato su di loro la liberazione dalla schiavitù intellettuale ed emotiva, che avevano cancellato gli effetti nefasti del condizionamento ricevuto ed erano tornati a vivere, erano giunti alla conoscenza diretta di ciò che è il “regno”, quale preciso stato dell’essere, una comprensione più grande della natura della cose, del creato e del perchè esistiamo e molto, molto altro che solo per presa diretta si può arrivare a “conoscere”, e ne davano testimonianza: era questo a fare di Cristo una figura assolutamente ingombrante, prima, durante e dopo, ragion per cui doveva essere annientato egli stesso e la sua dottrina manipolata.

In Gv si legge a questo proposito: “In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza“.

Testimoniare ciò che si è visto, non si riferisce all’occhio, ma alla comprensione interiore, a come elevando lo Spirito per mezzo dell’intelletto, del meditato ragionamento, del lavoro interiore, inziamo a vedere le cose in modo diverso, più aperto, più in grado di comprendere meglio la natura della verità, della vita che siamo. E’ questo anche il senso nelle tradizioni orientali della vista del 3° occhio, o la visione dell’occhio unico nelle tradizioni Lakota e nativi americani.

La Gnosi Cristica integrale trova spazio nell’autentica chiesa pneumatica, chiesa alla quale si contrappose la chiesa delle origini Romana e cattolica, chiusa nell’“ortodossia”. Essa, la chiesa cattolica e ortodossa, costituisce solo una parte, relativa e limitata, dell’integrale tradizione cristiana, una parte avente una funzione – catabasica (dal greco κατάβασις “discesa”, di κατα- “giù” e βαίνω “andare”) oscurante e degradante, – sia per la religione cristiana stessa, sia per le religioni dell’Orbe imperiale romano prima, e per altre religioni,  poi. La storia degli ultimi 2000 anni è costernata di prepotenze inaudite nel tentativo di imporre la propria visione ignorante, limitata e scorretta del vangelo Cristiano.

Delle quattordici regioni (quartieri) che componevano la città, tre (la III, Iside e Serapis, attuale colle Oppio, la XI, Circo Massimo, e la X, Palatino) furono totalmente distrutte dall’incendio. Iside e Serapis? Chi erano? Simboli della tradizione antica, Iside la dea Serket, Hadit, colei a cui nessun mortale ha sollevato il velo. Iside altro non è che la Dea madre e coniuge delle antiche civiltà neolitiche, Serapis o Serapide altro non era che il Cristo greco-romano, la cui origine deve essere fatta risalire indietro nel tempo in quella leggenda che tratta di Osiride, essere trionfatore, Horus il suo figlio, la forza che attua, l’uomano, e Iside la madre di tutte le creazioni. Nulla ovviamente a che vedere con il culto, ovvero, con l’adorazione di qualcuno, ma ancora una volta e sempre un sapere essenziale ed integrale dell’ulteriore possibilità di sviluppo dell’uomo stesso.

I simboli della barba e del capello lungo e arricchiato tipiche rappresentazioni greche di un grado di maestria raggiunto, il capello lungo ed arricciato è sinonimo di castità ed integrazione del principio femminile, e la barba è il verbo fatto santo, reso fecondo. E’ di tramutazione e matrimonio perfetto che parlano tutti questi miti. Inutile spiegarlo per iscritto se poi non segue una attenta volontà di trasformare se stessi da animali intellettuali ad uomini veri e poi in Dei. Dio è il lavoro al quale è stato destinato, preposto e predisposto l’essere umano. Non ha altre ragioni nella sua esistenza che lo esulino dal compiere questa crescita ulteriore della sua coscienza, cosa che era perfettamente chiara dalla notte dei tempi ai nostri antenati e che oggi si perde e si dissolve nel mare di necessità primarie che, per quanto siano legittime, non possono essere considerate la pienezza della nostra esistenza e la risposta a tutte le nostre pene morali.

Riempitivi e paliativo alla vera neccessità del nostro Spirito, necessità senza la quale la nostra vita risulterà senza senso. Spunti riflessivi a margine. In Gv 3 16-18 si legge ancora:

 11In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. 12Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? 13Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo. 14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”.

Il serpente è la Divina Madre Kundalini degli indù, il serpente alato di luce, Quetzalkoatl degli Inka, Iside sposa di Serapide, Minerva, Medusa, Mariae Nascenti e molto altro che rappresenta in processo di trasformazione per mezzo di una sessualità vissuta in modo diverso, differente, non alternativo o trasgressiva, ma una sessualità vissuta nell’unione dell’uomo e della donna consapevoli della potente alleanza insita in loro. L’arca dell’alleanza è questa unione, l’arca dell’alleanza è la coppia naturale, la spina e la presa per il passaggio del Flusso Luminoso che accende lo Spirito e la Coscienza umana. L’arca dell’alleanza tra l’uomo e la donna è il matrimonio perfetto, l’arcano degli arcani, la camera nuziale descritta nel vangelo di Filippo.

“Fatti non fummo per vivere come lupi”. (Il Sommo poeta Dante Alighieri)

Ah, certo, Dimenticavo. Per quanto a scuola continuino ad insegnarvi che fu Nerone a bruciare Roma, perché era ossessionato dall’incendio di Troia e perchè le vecchie e orribili case, le strade strette e tortuose offendevano il suo occhio, per poi accusare e perseguitare i cristiani incolpandoli dell’incendio, la cosa è totalmente falsa e faziosa, la presunta follia di Nerone è riconducibile all’interno di un progetto politico, basato sulle accuse formulte da un certo Svetonio (vi viene in mente nessuno?) e rinforzate, un secolo più tardi, da Dione Cassio che lo riprende.

Quella che per Tacito era solo una diceria, per Svetonio diventa una certezza. Nerone non incendiò Roma e con buona probabilità non perseguitò i cristiani, almeno non nel modo e per le ragioni che ci vengono raccontate a scuola e a catechismo. Anche di questo abbiamo una visione distorta: i cristiani delle origini non erano tutti cristiani nello stesso modo, nel senso che c’erano diverse frange ed ognuna seguiva i suoi precetti.

Chi era stato a più stretto contatto col maestro aveva capito e vissuto delle cose, quelli che sono arrivati dopo, come ogni volta accade, sempre a causa del nostro psichismo atavico e oramai divenuto storico, ne hanno capito o voluto capire delle altre. Sarebbe interessante vedere come reagiremmo noi se oggi una “congrega di prototalebani” desse fuoco al Duomo di Milano, o al Vaticano, o magari giusto ad una metropolitana.

C’è molto che non ci è stato raccontato e quei pochi che lo fanno vengono circoscritti e alle volte ignorati, quando denigrati. Dovete sapere che il cristianesimo non nasce come vi viene raccontato, esso emerge dal giudaismo solamente nel I secolo D.c. e si distinse come religione a se stante e distinta da quella ebraica solo dopo il “Sinodo di Jamnia“.  Prima era una commistione di tanti gruppi e fazioni diverse e alle volte in contrasto e lotta tra di loro, i più integralisti nel tempo sono riusciti a prendere in sopravvaento e in pochi secoli hanno prevalso non solo sulla comunità cristiana, ma anche sulla gestione dell’impero. Il vescovo di Alessandria Teofilo spinse energicamente per ottenere la fine dell’antica religione, convincendo l’imperatore a distruggere i templi pagani (tra cui il famoso tempio di Serapide) o a trasformarli in chiese (come avvenne ai templi di Dioniso e di Augusto, detto anche Cesareo). Insomma, una vera e propria persecuzione anti-pagana.

Capite cosa è accaduto a Roma al tempo di Nerone, oppure vi ostinate ancora a credere che sia tutta una messa in scena? Alla morte di Teofilo divenne vescovo Cirillo. Le fonti cristiane lo celebrano come un campione dell’ortodossia contro gli eretici e i pagani, e la Chiesa lo venera come santo e dottore. Si, esatto proprio lo stesso Cirillo che per fede e carità cristiana fece massacrare Ipazia, non perchè filosofa, ma perchè sacerdotessa Pagana. Come è possibile considerare e venerare qualcuno che in nome di un Dio distrugge altri essere viventi?! Come è possibile parlare di carità cristiana e poi odiare chi la pensa diversamente da noi?! Babè, vi lascio con Nerone. – Estratto dall’articolo – Nerone non incendiò Roma e non perseguitò i cristiani

«A torto Nerone è stato considerato il primo persecutore dei cristiani. L’imperatore non li condannò per la loro fede, ma per un reato di diritto comune. (53) E infatti la cosiddetta persecuzione neroniana fu circoscritta alla capitale come la causa da cui era nata (fuori Roma e nelle province i cristiani non furono toccati) ed ebbe effetti oltre che nello spazio anche nel tempo, nel senso che si esaurì con le condanne e le esecuzioni del 64. (54) E anche nella stessa Roma non tutta la comunità cristiana fu perseguita, ma solo quella frangia che venne sospettata per l’incendio.

In quanto agli altri, vale a dire la maggioranza, furono lasciati in pace. E non perché fossero riusciti a sfuggire alla polizia nascondendosi e imboscandosi. Paolo, per esempio, nel 64 si trovava a Roma ed era ben noto alle autorità come cristiano, anzi come uno dei leader della comunità, ma non fu nemmeno inquisito. (55) Cosi come non vennero toccati, in linea di massima, i cristiani di cittadinanza romana e di condizione patrizia che già a quell’epoca erano piuttosto numerosi: (56) non per ragioni di privilegio o di classe, ma perché, meno fanatici ed esaltati dei loro compagni di fede più umili, non avevano dato luogo a sospetti. Che l’azione di Nerone sia stata circoscritta lo prova anche il fatto che la comunità cristiana di Roma si ricostituì rapidamente. (57)

È quindi un grossolano falso di Tertulliano che sia esistito un Institutum Neronianum, cioé una legge la quale avrebbe stabilito lapidariamente che «non licet esse vos», è proibito essere cristiani. (58) Sia perché, come s’è visto, Nerone condannò alcuni cristiani (anche se in numero rilevante) per un fatto preciso. Sia perché di questo Institutum non si trova traccia da nessuna parte. Sia perché, se ciò non bastasse, c’e la prova documentaria che una simile legge non fu mai promulgata da Nerone. (Continua qui!!!)


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