28 giugno 2016 | Eccoci qua di nuovo: Detto, fatto!

28 giugno 2016 | Eccoci qua di nuovo: Detto, fatto!

Ci sono ragioni per gli ultimi attentati in Turchia. La Turchia ha posto condizioni sul trattenere l’emigrazione, anche questo deve avere un qualche peso. La Turchia è al confine con la Siria e l’Iraq. In Turchia c’è l’antica Troia. La Turchia ha chiesto di far parte dell’Europa, ma così come è non piace a molti (degli Stati UE intendo, ovviamente), non si piega troppo alla Unione ed allora montano le questioni: prima il papa che parla di genocidio Armeno (politica) ed adesso i pazzi che si fanno saltare per aria (terrorismo).

Oramai sappiamo come dietro ai kamikaze ci può essere chiunque: Isis è un progetto criminale dove ci si sono messi dentro in molti che non conosciamo. Chi è sto Califfo? Boh! Stessa cosa fu Bill Haden: prima finanziato dagli States, e poi … beh! E’ storia vecchia, … appunto! Manco il nome giusto ho scritto, perchè chi se lo ricorda più, ma a quanto pare fosse un certo Osama Bin Laden. Un nome che terrorizzava gli animi. Questa invece è tutta storia nuova, vecchia strategia, vecchie leve e vecchie motivazioni imperialiste. La storia è nuova, perché sono nuovi gli obbiettivi, solo in Turchia dal 2015 ad oggi ci sono stati circa una decina di attentati.

La lista di seguito è presa dal sito http://www.internazionale.it, comprese le descrizioni degli attentati, pertanto occhio a non cadere nella trappola di fare certe associazioni:

  • 5 giugno 2015: 4 morti e 400 feriti a Diyarbakır. In piena campagna elettorale per le elezioni politiche del 7 giugno una doppia esplosione ha colpito un comizio del Partito democratico del popolo (Hdp, filocurdi) nella regione del Kurdistan, sono morte quattro persone. Le due bombe sono esplose una dopo l’altra: vicino a una centralina elettrica e dentro un cestino dell’immondizia. L’attentato non è stato rivendicato.
  • 20 luglio 2015: 34 morti a Suruç. Un attentato ha colpito la città curda di Suruç, nel sudest del paese. Sono morte 34 persone, tutti attivisti filocurdi che si stavano preparando per partecipare alla ricostruzione di Kobane, la città curdosiriana occupata dal gruppo Stato islamico. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo jihadista.
  • 10 ottobre 2015: 103 morti ad Ankara. Due bombe sono esplose davanti alla stazione ferroviaria di Ankara, mentre si radunavano attivisti, sindacalisti e militanti dell’Hdp che dovevano partecipare a una manifestazione per la pace. Questo attacco è stato il più cruento della storia della Turchia ed è avvenuto a pochi giorni dalle elezioni che si sono tenute per la seconda volta, dopo che il voto del 7 giugno non avevano portato nessun partito a conquistare la maggioranza necessaria per governare. L’attentato è stato attribuito al gruppo Stato islamico.
  • 12 gennaio 2016: 12 morti a Istanbul. Un attentatore suicida si è fatto esplodere a Sultanahmet, nel centro storico di Istanbul. Ci sono stati 12 morti, tra cui dieci turisti. L’attentato attribuito allo Stato islamico è stato compiuto vicino alla basilica di Santa Sofia e alla Moschea blu, nella zona più turistica della più grande città del paese.
  • 14 gennaio 2016: 6 morti a Cinar. Un poliziotto e cinque civili sono stati uccisi in un attentato condotto con un’autobomba davanti al commissariato centrale di Cinar, nel sudest della Turchia. L’esplosione ha provocato il crollo di un edificio. L’attentato è stato rivendicato da gruppi estremisti curdi.
  • 17 febbraio 2016: 29 morti ad Ankara. L’esplosione di un’autobomba innescata da un attentatore suicida nel centro di Ankara ha provocato 29 morti e 80 feriti. L’attacco, che era indirizzato contro un convoglio militare, è stato rivendicato dal Tak, un gruppo estremista curdo.
  • 13 marzo 2016: 35 morti ad Ankara. Un’autobomba ha colpito il centro della capitale turca. L’attentato è stato rivendicato dal Tak, in risposta ai bombardamenti dell’esercito turco nel sudest della Turchia, che hanno causato decine di vittime.
  • 19 marzo 2016: quattro morti a Istanbul. Un uomo si è fatto esplodere su Istiklal caddesi, la strada più importante e trafficata della parte europea di Istanbul. L’attacco non è stato immediatamente rivendicato, ma il governo turco ha identificato l’attentatore: Mehmet Oztürk, un turco legato allo Stato islamico.
  • 7 giugno 2016: 11 morti a Istanbul. Un’autobomba è esplosa nel centro di Istanbul durante il passaggio di un veicolo della polizia. Undici persone, tra cui sette poliziotti, sono morte e 36 sono state ferite. L’attentato è avvenuto nel quartiere storico di Vezneciler, non lontano dal Gran bazar e dall’università Beyazit. L’attentato non è stato rivendicato, ma gli estremisti curdi sono stati indicati come possibili responsabili.
  • 28 giugno 2016: 41 morti e 239 feriti all’aeroporto di Istanbul. Tre attentatori sono arrivati all’aeroporto in taxi, hanno aperto il fuoco nel terminal dei voli internazionali, poi si sono fatti esplodere quando la polizia ha cercato di fermarli. Si sospetta che l’attacco sia stato organizzato dal gruppo Stato islamico.

Stato islamico, gruppo islamico, gruppo jihadista; è tutta una montatura, non esiste legame con l’islam, e la gli attentati Curdi vertono nella direzione della strategia di Ankara di eliminare i Curdi e fargli guerra. Il terrorismo (islamico o meno) e la strategia che ci sta dietro di fatto aiutano i governi ed i popoli a fare quei passi verso un controllo totale di pochi e verso la riduzione delle libertà acquisite. La gente è bollita e quindi lascia fare, basta che non accada a casa propria. Ci sono interessi sovranazionali, commerciali e di dominio del territorio.

Non importa a nessuno dei morti, non può importare perché manca la coscienza per capire cosa siano, per i più sono numeri che servono per potare avanti le proprie convinzioni, per sfogare il proprio risentimento verso qualcosa, e molto altro che non ha nulla a che vedere con il sentimento umano che dovrebbero suscitare.

Multinazionali? Multinazionali non significa nulla, sembra oramai lo slogan per identificare un complottista, ma se ragioniamo su un pò vediamo che in realtà forse questa strategia non è diversa dalla politica coloniale di qualche secolo fa. Una strategia che può avere le connotazioni proprio di un complotto, se per complotto intendiamo qualcosa di ordito nei confronti delle popolazioni a vantaggio di pochi. Multinazionale sono consigli di amministrazione, sono uomini e donne senza scrupoli che guardano solo a realizzare utili.

Cosa fa una multinazionale? Cosa rappresenta? Interessi. Quali interessi? sfruttamento del territorio e di materie prime. E dietro? Investitori. Chi sono gli investitori? Nessuno e tutti quanti. Ecco trovato il contenitore ideale per far fare le cose alle persone senza che se ne rendano conto che si stanno fregando da sole. Rothschild? Secondo me è un capro espiatorio, un bersaglio, in un modo o nell’altro avevano un codice, questi invece che operano sono arrivisti, con le stesse degli speculatori che in America alla fine della guerra di secessione comprarono i territori del sud, o che uccidevano i Siox per il gusto di togliergli la possibilità di cacciare il bisonte e di spaziare per tutto il territorio. Gli stessi speculatori che pur di ottenere profitti propinano prodotti che ti ingrassano e fanno male alla salute, gli stessi che versano nella acque i loro veleni, gli stessi che pur di fare affare fanno fallire un mercato, distruggono un paese. Numeri. Siamo numeri sacrificabili, numeri in una statistica di attentati, numeri in una logica di conquista e arrivismo.

Individui senza scrupoli, non un élite, non lobbies, sarebbe troppo onore appellarli così, ma orrendi speculatori che usano l’interesse e la brama insinuatesi in secoli di arrivismo negli individui ed il consenso per poter fare pressione sui governi non solo farsi fare quelle leggi che li avvantaggiano, ma che li assecondino nello scellerato interesse di fare profitto. Il piano di conquista del mondo è solo per il profitto, il controllo non gli interessa; gli interessa nella misura che serve per ottenere il profitto.

Vedono solo profitto, ed ancora profitto. E’ come una droga che li fa sentire vivi. Sono uomini che giocano a Risico, ma i morti sono veri. Se continuiamo a schierarci come si aspettano da noi, facciamo il loro gioco, ma allo stesso tempo non si può restare in silenzio, perché, come ben sappiamo, chi tace acconsente.

E’ una partita difficile perché non siamo capaci di coalizzarci insieme sotto una causa più grande, sono anni che ci provo, ma ci scontriamo sul da farsi e su cose di poco conto. La libertà ci viene tolta un poco alla volta e non li stiamo vedendo, a livello ordinario non ce ne stiamo accorgendo, ma percepiamo in qualche modo che c’è qualcosa di strano in queste manovre, lo percepiamo a tal punto che le persone si fanno sempre più nervose, e più monta il nervosismo e meglio pescheranno nel torbido delle nostra emotività.

Non schieratevi, non date il fianco a lapidare i colpevoli, perché è quello che vogliono, qui le colpe sono ben distribuite, ci sono interessi e tattiche per raggiungere questi interessi. Non date il fianco quello che vogliono sono persone che odiano il terrore ed il terrorismo, che lo odiano e lo temono. Vogliono persone che abbiano paura, vogliono persone che hanno paura ad andare in giro, a salire in metro ad andare in aeroporto o in una piazza. La capite la strategia che c’è dietro? Colpiscono dove c’è mobilità, così tu ti chiudi in casa ed in te stesso ed assisti, perché da te vogliono solo quello: che tu assista, mentre loro giocano alla conquista del mondo. Tu gli servi per il consenso e per l’energia che rilasci quando hai paura.

E’ così che pensano di arginare la Brexit? Allora era tattica anche quella?! Non lo so, lo lascio agli esperti, qui ho voluto solo dare una pennellata, perché vedo che i tempi stanno diventando pesanti e voi sembrate senza orizzonte.

Sono tempi dove bisogno svegliarsi e iniziare a capire di mettersi assieme, … ma per farlo resta sempre lo stesso ostacolo di sempre che avete voluto solo rimandare e non affrontare quando sarebbe stato meno faticoso e più fattibile. Infatti il punto è che senza ”lavoro”, e non mi sto riferendo all’economia famigliare, senza rinuncia in se stessi, senza rinunciare alle logiche di questo mondo, non si ottiene nulla, la rivoluzione deve iniziare dentro, ma qui per un pezzo questa idea è praticamente sparita, non è importato più a nessuno realizzarla.

E’ un pò che vi sprono, ma voi avete pensato solo di poterla rimandare, ma, come è giustamente stato scritto, questo sta accadendo solo a vantaggio del nostro nemico (figurato, ovviamente, qui ci sono solo opportunità di crescita, i nemici per questo andrebbero solo ringraziati, cosa che può avvenire solo quando si è realmente compreso e superato l’ostacolo, e soprattutto dopo che lo si è combattuto, capendo cosa sia il vero combattimento al quali gli uomini si danno in se stessi).

Rimandato a vantaggio dell’avversario, che sta inasprendo i metodi ed i sistemi di intimidazione, non usa più le armi in modo diretto per spaventarci, fa un gioco di sponda, mettendole in mano ad un fantomatico nemico, per convincerci che è giusto fare la guerra, che è giusto che tu rinunci ad un pò di libertà per ottenere in cambio protezione e sicurezza.

Avete pensato che la rivoluzione si potesse eludere, che col tempo sarebbe andato tutto per il meglio, ma siamo invece nuovamente qui a dover fare una scelta, perché è solo così che cresciamo, e questa volta i mezzi a disposizione che avevamo si sono ridotti e si sono ridotti anche gli entusiasmi e la certezza di una resurrezione, di una rinascita. Chissà se avremo la forza di alzarci, … al fine!!!


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Lettera di un ERETICO!

Lettera di un ERETICO!

Buona sera a tutti e buona sera a coloro che mi stanno scrivendo manifestandomi quanto abbia colpito nel segno con i miei ultimi articoli (sul Genocidio dei catari e sull’attuale politica del Vaticano). Mi riferisco a coloro che in modo a volte anche poco ortodosso si sentono offesi. Iniziamo col risolvere il primo dei quesiti e cioè che io non sono anti-cattolico, perché per essere “anti” ci deve essere una contrapposizione che in questo caso non c’è. Non ci provate a fare il giochino dell’anti-. A me importa poco quello che credete o non credete, e men che meno mi interessa essere contro qualcosa. Diversamente mi piacerebbe invece poter esprimere il mio pensiero senza dover essere sopraffatto dalla veemenza dei vostri appelli. Cosa che tra l’altro direi che confermano che il sangue vi bolle parecchio.

Quello che la chiesa fa è lecito nell’ambito di quello che persegue essa stessa come istituzione e come organizzazione, quello che ho voluto far notare è che forse non ha tutta questa autorità morale per fare la morale ad altri, e che forse qualche panno sporco o scheletrino nell’armadio c’è anche nella sua di storia. Che i suoi credenti si debbano sentire migliori o nel giusto solo per via del loro status di credenti è un altro assurdo del fanatismo dimostrato. Credenti poi in cosa? Non c’è un “giusto” nel credere ed un “non giusto” nel non farlo. Cosa vi fa credere che questa cosa nella quale credete sia assoluta e definitiva e tutti gli altri sono infedeli. Ma poi qui la questione che pongo non è questa, io ho sollevato una questione che è politica, non religiosa. I miei articoli parlano dell’uso strumentale della religione per fini politici e di potere, cosa che è inoppugnabile, a meno che non entriamo anche qui nel campo del negazionismo.

Personalmente mi considero una persona “spirituale”, ovvero una persona interessata a sviluppare l’altro che c’è e che considero essenziale, sono interessato alla coscienza ed al suo sviluppo armonico, sono interessato al mio sviluppo emotivo ed intellettuale, sono interessato a capire le ragioni che mi hanno portato ad esistere e a nascere su questo pianeta, sono interessato a capire se c’è dell’altro che gli altri non hanno ancora visto e concepito, non sono interessato a tutto questo solo perché voglio l’assoluzione alla mia stessa morte, o per paura o per bisogno di credere, sono interessato a conoscere la vita e arrivare a comprendere cosa la agita così tanto e come sia possibile che esisto, … se per questo mi devo considerare un ERETICO, bene, allora così sia!

Sono un ERETICO, ma non quel genere di eretico che la cultura e la storia racconta, ma l’originario “colui che sceglie” … o almeno è quello che cerco di realizzare. Niente credenze, nessun timore, libero di spaziare col pensiero e sognare un mondo migliore e convintamente libero di perseguirlo.

eretico e·rè·ti·co/
sostantivo maschile – fig. Persona ostentatamente irriverente nei confronti della religione, miscredente; anche, a proposito di chi dissente in maniera ferma e decisa dai principi di una dottrina o di un’ideologia, spec. politica.
f. -a; pl.m. -ci, f. – nella teologia cristiana e cattolica, seguace di un’eresia; chi propugna e diffonde un’eresia
2. (fam.) persona poco religiosa; miscredente

Questa è la definizione che proprio 2000 anni di crociate hanno finito per dare a questo termine, ma ricordate che il termine eretico ha origine dal gr. hairetikós il cui significato è colui ‘che sceglie”. E per scegliere non serve credere, serve essere, serve esistere, serve essere presenti, serve accorgersi, serve avere chiaro come la brutalità e la crudeltà si nasconda e si annidi nell’ignoranza che l’uomo abbraccia come verità, proprio perché ignora, non capisce le cause dei suoi comportamenti, crede ciecamente e di solito crede di essere nel giusto. L’ignorante non si mette in discussione, non prova a guardare con onestà intellettuale le cose, perché nel diventare un credente ha rinunciato all’intelletto. Se questo significa essere una persona poco religiosa, e quindi, come mi avete scritto, una triste e brutta persona, bene allora io sono quello, e quello sono io.

Dio come lo concepite voi dal mio punto di osservazione e di consapevolezza non esiste, non può esistere, non è sensato, mentre Dio lo è; ma questo lo capirete solo quando avrete abbandonato la certezza delle vostre credenze. Non c’è nessuno là fuori che fa arrivare niente, non c’è nessuno che punisce o manda malattie e dolore, non c’è nessuno in cielo che decide cosa è bene e cosa è male, non c’è nessun da accattivarsi o di cui conquistare la benevolenza con le proprie opere, quello è l’uomo a farlo ed è vergognoso che lo si attribuisca ad un entità invisibile al di sopra di tutti. Dio secondo per me è la massima aspirazione e grado coscienziale al quale un essere umano nel suo processo di rivoluzione della sua coscienza può arrivare ed aspirare.

Voi vi ricordate di Dio solo quando avete paura o qualcosa non va nel verso che vi aspettate. Se vi dicessero che potete giungere all’immortalità senza necessariamente credere in Dio, se vi si mostrasse la strada lo fareste, questo perché voi in realtà in Dio cercate l’attenuazione della paura della morte, cercate la salvezza dal fatto che un giorno morirete. Poi ci sono i ferventi credenti, che pregano e amano, sono in buona fede, sono gentili di animo, ma purtroppo a mio avviso sono ingannati anche loro dato che non possono capire cosa sia Dio, a causa dell’idea che si sono fatti e del fatto che invece di incarnarlo pensano di doverlo adorare, o di doverlo onorare non essendo peccatori. Il peso del peccato è tutto sulle spalle di una morale che viene coltivata ed è stato inculcata in secoli di vessazioni ed ignoranza, il peccato fa leva sul senso di colpa e sul non sentirsi adeguati, all’altezza, il peccato si basa sui complessi di inferiorità e superiorità.

Dio per me è una visione, Dio è la visione, una visione più ampia della realtà, è la comprensione che alla luce delle dimensioni immense del cosmo non possa esistere nessun individuo con la barba che ha creato l’universo e che ci spedisce delle leggi alle quali obbedire: non è credibile! L’universo è sempre mai esistito e non è umano, Dio è un grado di consapevolezza al quale l’uomo può aspirare grazie al fatto che diverge dagli altri essere proprio perché è dotato di una qualità che chiamiamo intelletto, una consapevolezza che gli permette di comprendere le ragioni per cui esiste l’universo.

Dio è la visione di un cosmocratore, non è un individuo, è lo stato d’animo al quale può giungere un individuo. Non è qualcosa là lontano e nascosto da adorare a distanza, ma qualcosa con cui entrare in intima connessione e contatto. E’ per questa ragione che è scritto che gli angeli invidiano l’uomo, ma siccome prendete tutto alla lettere non potete capire cosa vi stanno dicendo.

Le forze, per così dire, che si esprimono nella vita e nell’universo sono impersonali, è l’uomo invece a rendere tutto così maledettamente personale. E’ questa la sua qualità e la sua stessa dannazione, perché quando non comprende discende nelle passioni di un animale travolto dal suo intelletto: che è peggio!!!

Siamo noi in quanto dotati di coscienza e ragionamento che abbiamo la possibilità di dare una direzione a queste forze: ed allora se cercheremo il cielo, ovvero l’elevazione del nostro Spirito grazie all’intelletto, il sapere e la conoscenza e la purezza dei nostri sentimenti conosceremo il cielo e gli angeli, se cercheremo la soddisfazione della brama, delle aspettative, la mondanità, il potere ed il predominio, se applicheremo il pregiudizio e la paura conosceremo i demoni e l’inferno in terra. Il punto è che né gli angeli e né i demoni esistono; gli uni e gli altri non sono altro che stati d’animo nell’uomo. Le ali sono per l’ispirazione, sono per l’elevazione ed il sogno. Le ali sono per volare, per sognare sempre più in alto. Le corna invece sono per conoscere, … ed anche in questo c’è saggezza.

Il vero male dell’uomo è l’ignoranza unita alla presunzione invece di sapere già tutto, unitamente al voler stabile ciò che bene e ciò che è male partendo dai preconcetti e dai concetti della propria stessa ignoranza, applicando i precetti di una dottrina o fede senza un minimo di discernimento. L’ignoranza è la rinuncia al buon senso.

Nei miei precedenti scritti vi ho solo mostrato cosa l’ignoranza e l’arroganza possono portare, ho mostrato come prendendo alla lettere i testi sacri si possa distruggere un mondo e porre fine a tante vite, vi ho solo mostrato come sia assurdo che per un Dio, per quanto buon e misericordioso possa essere e per quanto si possa pensare che sia stato offeso, si possano uccidere altri esseri umani senza accorgersi, senza provare un minimo di rimorso. Come si fa a non accorgersi che si sta tradendo l’insegnamento più profondo di Cristo, chiunque sia stato, che è quello di amare i propri nemici.

Dove è finito?! Dov’è finito l’uomo, dov’è la sua umanità se diventa carnefice dei suoi simili? Ci turbiamo difronte all’olocausto e la crudeltà del nazismo, ma allo stesso tempo abbiamo l’incredibile convinzione che a noi non potrà di certo accaderci. Crediamo che una crudeltà simile non possa accadere più, ma se l’uomo non cambia, se l’uomo non evolve, non cresce, non supera il conflitto interiore: cambieranno i nomi, cambieranno i luoghi e cambieranno i tempi, ma le cose andranno ancora una volta nello stesso modo, questo perché le motivazioni di fondo in assenza di una crescita resteranno le stesse: egemoniche, fanatiche e di potere. Il fanatismo oscura la visione.

Non uccidere significa non uccidere, significa che devi trovare altre vie per risolvere le divergenze. Tanto più che i poteri che gestiscono il mondo usano il fanatismo per portare avanti le proprie crociate. Si offuscano le menti per convincerle a fare cose che in coscienza non farebbe nessuno mai. L’uomo è stato ingannato dice Filippo nel suo vangelo, ma non si è capito molto il livello di questo inganno.

Non abbiamo capito niente sul significato della vita degli antichi mistici, dei religiosi e dei profeti e sopra cosa si basava il loro sapere, perché troppo ignoranti per capirli e troppo pigri per svegliarci. Le persone sono così deboli che preferirebbero gettare una moneta nel pozzo dei desideri o pregare ed adorare un Dio inesistente piuttosto che incamminarsi in un qualche tipo di percorso di crescita ed auto-coscienza o di evoluzione. Ignoriamo che siamo esortati ad evolvere come individui e come specie, siamo chiamati ad essere migliori dei nostri padri, ed invece cadiamo ancora nello stesso peccato, che è l’ignoranza la cui colpa ricade sui figli. Pensiamo veramente di vivere su questo pianeta solo per stare lì e passare il tempo in qualche modo; ed è questa la più orrenda delle verità sull’uomo: l’essere convinto che veramente lui sia qui per lavorare, comprarsi un auto, farsi una casa, una famiglia, un conto in banca e cos’altro credete sia l’essenza per rendere confortevole il soggiorno ed il trascorrere di questa vostra esistenza.

Siamo ubriachi! Siamo ubriachi che si ciondolano nel paese dei balocchi convinti di avere anche una qualche tipo di ragione o giustificazione per farlo e se altri non sono ubriachi quanto noi, ci scagliate contro e li insultiamo senza renderci lontanamente conto che i primi dannati siamo proprio noi. Dov’è l’uomo in tutto questo? Dov’è il suo splendore? Lazzaro alzati e cammina, prima che ti camminino sulla testa. Si svegli chi può!

Viviamo di superstizioni, se non fosse che è oramai accertato che la peste si trasmette in qualche modo, ci sarebbe ancora chi andrebbe in giro a denunciare le persone giurando su Dio di averle viste ungere le porte. Siete così ignoranti e pericolosi che mandereste al rogo un poveraccio solo perché magari diverso o perché vi suscita un qualche tipo di antipatia che mascherate da sospetto.

La religione, antica arte del risveglio, l’avete fatta diventare un cumulo di scemenze per creduloni e impauriti superstiziosi, il cui unico scopo è quello di stemperare la paura della morte, confidando in una improbabile salvezza (almeno dal piano della paura e dell’ignoranza dalla quale la guardate) ed in una resurrezione dal sepolcro, mentre non capite che per lo più è tutto simbolico del fatto che dovete svegliarvi perché come anime siete già morte! Le trombe del giudizio stanno suonando da secoli. Svegliatevi!

L’anima ritorna fintanto che non ha compreso l’esistenza umana, fintanto che non avrà concepito qualcos’altro di diverso per lei che non aveva ancora pensato. E voi cosa fate? Oscurate il vostro pensiero con la fede cieca, ritardando di incarnazione in incarnazione questa comprensione, e pretendete per giunta di spacciarla (la fede) agli altri come unica verità per giunta rivelata. Se non fosse che è un triste modo di esistere, verrebbe quasi da ridere per quanto grottesco ed assurdo.

Gli antichi rituali nati per sperimentare le profondità del nostro “essere”, li avete trasformati in vettori per il trasferimento proprio della paura e del disprezzo (creato ad oc, dal credo stesso) verso voi stessi su un qualche tipo di catalizzatore. Solo la debolezza nell’uomo, creata ad oc in secoli di sottomissione e privazione della libertà attraverso l’intimidazione e l’uso delle armi, della tortura e della prevaricazione morale, poteva creare un Dio vendicativo come quello raccontato nelle manipolazione delle scritture. E’ una questione di leadership: quando il leader muore o finisce, finisce anche la sua opera.

Ma se il capo branco diventa un entità superiore ed eterna, esterna al branco, ma che dall’alto lo dirige come un gregge, ed opera attraverso i suoi ministri … beh, allora, i suoi ministri si sono assicurati il mantenimento del potere per secoli. L’idea di Dio in questo senso è molto resiliente, in grado di superare 2000 anni di vessazioni e feudalesimo senza sentirne nemmeno troppo gli urti, pronta ancora oggi ad avere un ruolo nella gestioni delle questioni politiche e diplomatiche. Cambiano i pontefici, ma la chiesa come istituzione permane nei secoli dei secoli.

La chiesa non ha superato il suo atavico attaccamento al passato, anche perché senza quel passato essa stessa non esisterebbe. Vi lasciate sedurre dai suoi modi cortesi ed apparentemente avanguardisti, ma chiunque conosce il duro lavoro e l’addestramento al quale è chiamato un “cavaliere” sa che non si cambiano 2000 anni di vessazioni, perversione (mi riferisco alla pedofilia) ed oscurantismo in pochi mesi e solo perché adesso abbiamo trovato il volto giusto per una nuova propaganda.

La religione così come viene offerta ai fedeli è solo consolazione, non c’è lavoro, non c’è azione, non c’è scoperta, è già tutto rivelato. Il nuovo papa vi piace perché assorbe la vostra paura con la sua oratoria e solleva i vostri animi facendovi sospirare in un mare di belle parole alimentando e nascondendo l’ipocrisia alla quale assistete ogni giorni, vi solleva dalla sofferenza e vi insegna che è Dio a volere da voi questo sacrificio, mentre sono altri uomini a farlo per mantenere la loro posizione di prestigio. Senza rinunciare a nulla e senza realmente vedere il prossimo come un fratello.

“Più lo ascolti più è dolce il tono!”. Revolver di Guy Ritchie 2005

Mai parole più adatte furono pronunciate: la religione è da secoli un virus del linguaggio che riscrive i percorsi nel cervello per soffocare il pensiero critico. Pare che questa cosa debba essere ricordata a più non posso, a non essere che si finisce per scambiare il “pensiero critico” di un eretico in qualcosa anti-qualcos’altro!!!


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LA VERVOGNOSA CAMPAGNA POLITICA DEL VATICANO

LA VERVOGNOSA CAMPAGNA POLITICA DEL VATICANO

Oramai diventa sempre più evidente che LA VERGOGNOSA CAMPAGNA POLITICA DEL VATICANO ha uno scopo ben preciso. Proseguono infatti senza sosta gli articoli, le dichiarazioni e gli atti del pontefice nel tentativo di alimentare rancori ed accanimento verso l’Oriente, proprio come fu a suo tempo verso il Saraceno. Il tentativo è di ALIMENTARE NUOVAMENTE GLI ANIMI VERSO UNA NUOVA CROCIATA. Ieri era il saraceno oggi è ISIS e l’Islam.

Una crociata che evidentemente verrà appoggiata da tutti i governi che con le recenti emigrazioni vedono la possibilità di realizzare nuovi feudi e benefici commerciali e in materie prime. Il sollevarsi degli animi sempre più vicino e maturo nella cittadinanza e negli abitanti dell’Europa, in particolare qui in Italia, permette a costoro di sfruttare l’onda del disagio che si sta producendo. Disagio prodotto evidentemente intenzionalmente evitando di trovare strumenti adatti per accogliere questi profughi delle guerre. L’odio è oramai alle porte: le persone sono state convinte che è in atto un invasione.

Questo che segue è uno dei tanti commenti sempre dello stesso tono che si possono trovare sotto il presente articolo apparso su Repubblica, evidentemente di parte governativa, la quale modera i commenti secondo un criterio particolare; commento che riscuote indiscutibile successo come gli altri che lo seguono.

Dice GI MI (è il nickname di chi ha postato il commento): “Questi ipocriti non debbono assolutamente entrare in EU e dovrebbero essere espulsi anche dalla NATO per la persecuzioni dei Curdi e la collusione con l’ISIS“.

Come ho già avuto modo di dire nel momento in cui saranno riusciti a farci credere che il nemico è Isis e Isis è l’Islam, cosa pensate che ci diranno per convincerci a combatterli? Facile. Riposto qui gli estratti dell’epoca relativi al genocidio dei Catari avvenuto per mano crociata e per ordine pontificio Vaticano, parti che ho riportato anche come commento all’articolo di Repubblica sopra evidenziato, commento che forse il giornale trova scomode da pubblicare, mentre approva, postato nella stessa ora, il commento GI MI. Gli altri commenti non sono di tono minore.

Ovviamente nemmeno a me fa particolarmente impazzire la politica del primo ministro Turco e non per via del genocidio Armeno, che nessuno nega, ma per il modo di opprimere il popolo Turco. Il punto è sempre lo stesso: l’uso ipocrita e politico dei fatti; ipocrita perché il realtà non frega a nessuno di questi signori del massacro degli Armeni, se gli fosse importato qualcosa sarebbero intervenuti quando serviva.

Con queste parole nel marzo del 1208 Papa Innocenzo III spronò il mondo cattolico alla Crociata contro l’eresia catara:

“Orsù, soldati di Cristo, orsù valorosi cavalieri della milizia cristiana. Vi muova il generale gemito della Santa Chiesa, vi accenda il pio zelo di punire una così grande ingiuria recata al vostro Dio! Affrettatevi ad abolire la perfidia eretica, attaccando i suoi seguaci con maggiore sicurezza che i Saraceni, perché sono peggiori di essi“!

State attenti gente perché questi ci vogliono portare ancora una volta in una vera e propria guerra santa. Cercate di ricordare bene per quale ragione i pontefici facevano le crociate, non c’entrava la religione, c’entrava l’egemonia nel mediterraneo e nel medio oriente, c’entrava l’imposizione di un pensiero unico, la visione di un unico Dio è solo lo strumento per caricare di significato qualcosa che ha connotazioni puramente egemoniche e di detenzione del potere. La volontà papale è sempre stata quella di diventare l’unico punto di riferimento, non solo per il cristiano, ma per tutti gli altri credenti, arrogandosi il diritto di essere l’unica chiesa legittima.

La Chiesa Romana è da sempre assiduamente impegnata sul piano politico, lo Spirito è in secondo ordine o per modellare le folle, cercando seguaci che possano sostenerli e dargli consenso, Se una volta per fare questo c’era anche un ricorso alla violenza, negli ultimi secoli, dopo la caduta e l’annessione al regno d’Italia (solo formalmente) con la breccia di porta Pia, il ricorso alla violenza è stato delegato ai governi che il Vaticano pilota con arguzia. A cosa pensate che servano i patti lateranensi?

Vi siete dimenticati il papa Polacco eletto per questioni puramente opportunistiche durante gli scontri di Varsavia organizzati da Sindacato dei Lavoratori  “Solidarność” e con l’utilità di creare imbarazzo all’URSS e costringerla ad arretrare? URSS che in quell’occasione mostrò per la prima volta il volto umano di Michail Gorbačëv, il quale creò a sua volta l’imbarazzo al presidente USA cow boy, noto attore del cinema, di religione cristiana presbiteriana ed ex democratico Ronald Regan.

Non fatevi imbambolare dal lifting francescano, è sempre la stessa chiesa, una Chiesa protesa agli affari materiali ed orientata a nascondersi dietro gli sfarzi di un “vergognoso” giubileo straordinario, il cui scopo è anche quello di far dimenticare gli scandali della pedofilia ed attrarre un pò di “utenza” alla causa cattolica. Guardate che questi non hanno smesso di avere velleità politiche e temporali, non hanno mica mandato giù che sono stati spodestati e che il Vaticano non ha più lo scettro in mano come un tempo. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio (saggezza popolare). Quanto segue è un estratto della voce di Wikipedia sulla città del vaticano:

La Città del Vaticano è un’enclave nel territorio dell’Italia inserita nel tessuto urbano della città di Roma. Nello stato vige un regime di monarchia assoluta[16] elettiva di tipo patrimoniale[17] con a capo il papa della Chiesa Cattolica. La lingua ufficiale è l’italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede. Lo Stato della Città del Vaticano batte moneta propria, ma per effetto dell’unione doganale e monetaria con l’Italia adotta l’euro che negli otto tagli delle monete metalliche riportano nella faccia nazionale l’effigie del papa regnante.

Già, avete letto bene <<un regime di monarchia assoluta elettiva di tipo patrimoniale e che batte moneta propria>>. “monarchia assoluta”? “batte moneta propria”? Perchè? Adottare l’euro sulle cui monete metalliche riportano nella faccia nazionale l’effigie del papa regnante, significa che usufruiscono del Signoraggio bancario, cioè del fatto che la differenza tra il costo effettivo, in termini di materie prime e per produrre una moneta, ed il valore nominale, il ricavato finisce nelle casse vaticane.

Altra cosa sul fomentare l’odio e a quali conseguenze porta. Pensate veramente che tra i commentatori dell’articolo de “La Repubblica” o tra i ferventi credenti in Dio non ci saranno persone pronte ad esclamare le stesse trionfali parole espresse dai legati pontifici Milone e Arnaud Amaury a proposito del massacro di Béziers? Cosa penserete che accadrà se si continuerà a fomentare gli animi con tutta questa campagna di odio, di terrore e di fandonie sul fatto che siamo in guerra? Cosa faremo e cosa diremo il giorno cui qualcuno di questi “formidabili pensatori” (sono ironico) avrà dato fuoco in nome di Dio a qualche moschea o presidio o chissà cos’altro di percepito come estraneo o nemico? Pensate che solo perché le parole che seguono sono state pronunciate e i fatti ascritti risalgono al 1200 non possa più ripetersi?

Io credo e dico invece di si, soprattutto se gli uomini e le donne intelligenti smettono di sorprendersi dell’ignoranza e smettano di sorvegliare sul bisogno estremo di civiltà, onestà e maturità intellettuale. L’uomo non cambia solo perché si confessa la domenica, cambia se capisce l’orrore dei suoi pensieri e delle parole che pronuncia, pronuncerà ed ha pronunciato. Le seguenti parole risuonano ancora nella storia con accresciuto disgusto. E’ questo disgusto e questo orrore che ci permetterà di fermarci finché siamo ancora in tempo.

«la città di Béziers fu presa e poiché i nostri non guardarono né a dignità, né a sesso né a età, quasi ventimila uomini morirono di spada. Fatta così una grandissima strage di uomini, la città fu saccheggiata e bruciata: così la colpì il MIRABILE CASTIGO DIVINO».

STATE ALLERTA! SIETE AVVISATI!

Il “Genocidio” Cataro | Storia criminale del cristianesimo

Il “Genocidio” Cataro | Storia criminale del cristianesimo

Ricorre, ma purtroppo non si celebra, a causa del fatto che non è rimasto più nessuno a commemorarlo, in questi giorno l’anniversario del “genocidio” dei Catari per opera dei Cattolici della santa Romana Chiesa avvenuto nel XIII secolo. E’ stata la prima crociata della storia di cristiani contro altri cristiani. Quando la Chiesa nell’anno 2000, per mezzo dell’allora pontefice, parlò “dei modi poco evangelici che la Chiesa ha talora impiegato nella sua ricerca della verità” non ha dedicato una sola parola a quelle comunità che sono completamente scomparse, a cominciare proprio dai catari,  con l’Inquisizione.

Ancora oggi il primo rappresentante di questa importante istituzione (Papa Francesco), che a tanti pare così misericordioso e “buono”, non fa cenno di voler parlare di questa grave vergogna della storia del cristianesimo compiuta per mano di presunti seguaci di Cristo verso altri fratelli in Cristo. Non perde invece tempo, con una manovra da vero politico, di lisciare il pelo alla Turchia usando il termine “genocidio” a proposito dell’oppressione del popolo Armeno per opera dell’impero Ottomano. Il riferimento è ad eventi dello scorso secolo, ma non solo lo fa sembrare come una cosa appena accaduta, ma lo fa dimenticando che per secoli l’istituzione che egli rappresenta ha ucciso milioni di individui in nome del loro Dio.

Una sistematica epurazione per imporre un unico pensiero e visione evangelica, altro che ricerca della verità. Una rimozione sistematica dei simboli e dei valori Pagani che erano tipici e contraddistintivi della cultura e società Europea dai primi secoli della preistoria fino ad arrivare all’antica Roma pre-cristiana. Prima di pensare alle immani catastrofi conseguenti alla stagione del dramma degli Armeni per mezzo degli Ottomani, forse il pontefice Bergoglio dovrebbe preoccuparsi di fare qualche altro tipo di ammenda.

Già durante l’Impero Romano, appena ammesso ufficialmente il culto cristiano con decreto imperiale del 315 d.C., si cominciò a demolire i luoghi del culto pagano e a sopprimere i sacerdoti pagani. Sacerdoti cristiani, come Marco di Aretusa o Cirillo di Eliopoli, vennero persino celebrati come benemeriti «distruttori di templi». Dall’anno 356 d.C. venne sancita la pena di morte per chi praticava i riti pagani. L’imperatore cristiano Teodosio (408-450 d.C.) fece giustiziare perfino dei bambini per aver giocato coi resti delle statue pagane. Eppure, stando al giudizio di cronisti cristiani, Teodosio «ottemperava coscienziosamente a ogni cristiano insegnamento».

Nel VI secolo, si finì per dichiarare fuorilegge i fedeli pagani. Nel 415 d.C., la celeberrima scienziata e filosofa Ipazia di Alessandria venne letteralmente squartata da una plebaglia (i parabolani) guidata e aizzata da un predicatore di nome Pietro, e i suoi resti dispersi in un letamaio. alla faccia della proverbiale carità cristiana. 

Fu questa volta Cirillo, ma di Alessandria, vescovo e dottore della chiesa, fatto poi anche Santo, ad ordinare l’uccisione della donna; esattamente lo stesso Cirillo di Alessandria che proprio Benedetto XVI ha celebrato di recente come “Padre della Chiesa”. In quell’occasione Ratzinger, era il 2007, si è limitato a ricordare che Cirillo “governò Alessandria per 32 anni con grande energia”, mentre nessun cenno ad Ipazia, e nemmeno alla trasformazione operata delle sinagoghe ebraiche in chiese, ed alla conseguente distruzione di innumerevoli testi nonché della stessa biblioteca di Alessandria. Fu più determinato in questo senso Socrate Scolastico, avvocato e storico della Chiesa dell’impero romano d’Oriente, che in merito all’episodio annotava: «Tale fatto comportò una non piccola ignominia sia a Cirillo sia alla Chiesa alessandrina. (Storia ecclesiastica Libro VII, cap. 15, PG 67 col 769).

Ipazia fu accusata di essere colpevole di aver messo in discussione “la parola di Dio” e di discuterne il valore come “verità” rivelata. Credo che di fondo la cosa più imperdonabile per “loro” fu che a farlo fosse una donna.

Ma andiamo all’eccidio che commemoriamo oggi: il “genocidio” dei Catari ed Albigesi. La Crociata fu bandita da papa Innocenzo III intorno al 1209 col fermo intento di estirpare un idea differente, nota come catarismo, dalla versione ufficiale del messaggio di Cristo dai territori della Linguadoca (Occitania). A quel tempo in Occitania, Francia meridionale, si viveva pacificamente. Da molti decenni tirava aria d’indipendenza, di tolleranza e di scambi commerciali con i Saraceno e con gli Ebrei che erano i nemici noti della Chiesa.

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Questi ribelli che con il semplice atto di non offrire alla crociata i loro uomini mettevano in luce le contraddizioni della Chiesa. Nei loro confronti la reazione fu fortissima e probabilmente proporzionata al timore che questo atteggiamento nei confronti delle crociate e la differente visione del messaggio di Cristo più realistico potesse mettere in crisi l’intera istituzione Cattolica. Stiamo parlando di un movimento che si stava diffondendo in tutti i paesi di lingua d’Oc. La parola Cataro originariamente proveniva dal greco Katharós, che significa “puro”, non perché lo scopo della loro vita era di raggiungere un qualche genere di purezza, ma perché teologicamente non avevano aggiunto o tolto niente (rispetto al vangelo e alle fonti in loro possesso)  all’insegnamento cristico delle origini (sacramenti, etiche, virtù). Solo successivamente il termine diventerà ingiurioso derivandolo dal latino “catus” e nel tentativo di sostenere che i Catari baciavano nei loro riti il sedere di un gatto o di un caprone.

I catari Avevano aspirazioni gnostiche e facevano riferimento al canone delle Scritture, prima che fossero rimaneggiate dai concili. I catari infatti erano critici nei confronti dei Concili e dei Padri della Chiesa e sostenevano che il Cristo avesse dato un unico sacramento: il battesimo dello Spirito. I Catari negavano l’esistenza dell’Inferno perché ritenevano che esso fosse questa terra: rimproveravano a Roma di avere inventato questo Inferno immaginario ed il Purgatorio, con lo scopo di spaventare gli uomini per meglio controllarli.

Altro elementi distintivo era che la donna non era subordinata all’uomo e nemmeno competeva con lui, vi erano donne che apprendevano il sapere e che lo insegnavano proprio come nella più remota tradizione dei racconti leggendari della Maddalena e del suo apostolato in Provenza dove insegnò il sapere gnostico. Maria Maddalena simboleggiava per i catari infatti la Conoscenza (o gnosi), rappresentando l’incarnazione umana del sapere (Sophia) che, come tale, era la Sposa e la Sacerdotessa di Cristo.

Le manifestazioni di un profondo senso religioso, il tendere verso l’integrità, il canto d’amore e la rinascita della poesia, l’arte di “trovare”, la semplicità dei costumi, il rispetto di ogni creatura, una visione del mondo compassionevole e intelligente, faceva indubbiamente forte contrasto con una Chiesa Romana che, assiduamente impegnata sul piano politico, si affannava in crociate, l’elezione dei vescovi o la gestione dei diritti feudali, ed il ricorso alla violenza sempre più cruento ed ingiustificabile agli occhi del messaggio di Cristo. Una Chiesa protesa agli affari materiali molto orientata alla mondanità, ma poco, molto poco ai bisognosi, ed ancor di meno allo Spirito.

“Orsù, soldati di Cristo, orsù valorosi cavalieri della milizia cristiana. Vi muova il generale gemito della Santa Chiesa, vi accenda il pio zelo di punire una così grande ingiuria recata al vostro Dio!

Affrettatevi ad abolire la perfidia eretica,attaccando i suoi seguaci con maggiore sicurezza che i Saraceni, perché sono peggiori di essi”

Con queste parole nel marzo del 1208 il Papa Innocenzo III spronò il mondo cattolico alla Crociata contro l’eresia catara. La volontà papale era ed è sempre stata quella di diventare l’unico punto di riferimento per il cristiano e l’unica chiesa legittima.

Durante i primi attacchi gli occitani si riorganizzano e scacciano i crociati, ma durò il tempo dei festeggiamenti, perchè nuovi eserciti si apprestarono alla conquista. Nel giro di pochi anni nella regione dei Catari e degli Albigesi, tra la rocche della gran resistenza e la furia distruttiva dei crociati, si è consumata una vera e propria pulizia etnica il cui risultato finale fu quello dell’eliminazione e sostituzione degli abitanti di quei luoghi con nuovi coloni.

La città di Béziers è in assoluto l’emblema della recrudescenza delle stragi perpetrate dai crociati: il 22 luglio 1209, infatti, l’esercito capitanato dal monaco cistercense Arnaud Amalric, abate di Citeaux sterminò almeno ventimila catari. Secondo il suo confratello Cesario di Heisterbach, nel corso dell’assedio Amalric avrebbe esclamato: “Uccideteli tutti! Il Signore conosce i suoi” – (la frase è direttamente tratta dalla Seconda lettera a Timoteo, 2,19.)

Così i legati pontifici Milone e Arnaud Amaury (capo della spedizione) raccontano il massacro di Béziers del 22 luglio 1209 trionfalmente rivendicato: «la città di Béziers fu presa e poiché i nostri non guardarono né a dignità, né a sesso né a età, quasi ventimila uomini morirono di spada. Fatta così una grandissima strage di uomini, la città fu saccheggiata e bruciata: così la colpì il mirabile castigo divino».

Come vedete uno è un monaco, l’altro è un abate. E’ di questo che stiamo parlando: uomini di Dio intolleranti, integralisti e propensi alla guerra ed all’oppressione. L’idea assurda di fondo era che il messaggio evangelico non doveva svilupparsi fuori dalle braccia della Chiesa Romana, dato che essa agiva secondo il “bene”, poteva anche decidere dove stava il “male”. Cosa che spiega la ragione per cui la sparizione dei catari doveva essere definitiva e doveva essere compiuta per mezzo del fuoco: essendo il fuoco simbolico del fuoco dell’inferno dove l’anima che ha peccato espia le sue colpe.

Interi villaggi di migliaia di abitanti furono rasi al suolo nel tentativo di costringerli a denunciare i resistenti. La solidarietà era totale e quindi i mezzi repressivi divennero sempre più duri. E’ qui che nasce l’Inquisizione, la prima polizia della storia, con le sue strategie, il suo trasformismo, l’appoggiarsi ai valori pauperistici (degli ordini mendicanti) attraverso il braccio dei domenicani, un pò come i moderni gesuiti. La scusa è la povertà per esercitare un potere senza eguali nella conversione degli infedeli. L’ultima roccaforte fu quella di Montségur che cadde il 16 marzo 1244, ai piedi della rocca vennero eretti pali ai quali tutti e 222 abitanti, compresa la moglie del signore della Rocca, furono legati e arsi vivi. Il prato ove venne eretto il rogo viene chiamato ancora oggi Pratz dels crematz, prato dei bruciati. Questo evento sancì la fine definitiva della guerra contro i catari in Occitania.

I Catari erano anche in Italia; il movimento fu decapitato successivamente a quello in Francia nel 1277. Come già precisato, la visione del messaggio Cristico dei Catari si diffuse in tutte le regioni in cui si parlava la Lingua d’Oc: fra esse, Lombardia e Piemonte. La Chiesa catara di Concorezzo (MB) contava 1500 “perfetti” (nome dato ai “sacerdoti” catari), su 4.000 complessivi sparsi sul territorio europeo. A difesa della Chiesa di Roma intervenne il podestà di Milano, Oldrano da Tresseno, che operò grandi stragi di catari ed eretici. Circa 170 fra vescovi, preti e perfetti catari, furono catturati a Sirmione, imprigionati e posti al rogo a Verona. Cambiano le epoche, cambiano i volti, ma la storia si ripete. Per giorni l’arena di Verona fu teatro di queste esecuzioni e il puzzo repellente di carne arsa viva impregnava le vie della città. Ci vollero 20 anni di guerra e 100 di inquisizione per stroncare li ultimi focolai eretici. La Chiesa dopo aver compiuto la sua “opera” riesumò e bruciò, per sino, i cadaveri degli eretici.

Il genocidio dei Catari inaugurò l’inizio di una triste stagione, una delle pagine più nere ed oscure della Chiesa di Roma, che si è macchiata delle peggiori atrocità della storia dell’umanità. La “storia moderna” infatti è il risultato dell’opera, iniziata nel Medioevo, di distruzione sistematica e dell’imposizione di un unico credo dall’Europa all’America, da parte di un potere religioso senza scrupoli che non ha avuto pietà per nessuno dei sui avversari, o meglio, presunti tali. Il triste elenco delle immani ingiustizie ed eccidi in nome di Dio degli ultimi 1500/2000 anni è stato giustificato con aberranti motivazioni ideologiche, religiose e persino razziali. In America la segregazione dei neri era guidata da ferventi cattolici e credenti che consideravano i neri come bestiame, animali e per questo inferiori. Lo stesso è accaduto in sud Africa, con la Apartheid.

Aberranti motivazioni ideologiche e religiose che ottenebrarono la mente dei carnefici fino al punto di prefiggersi l’intento di annientare interi popoli, mentre le potenze internazionali dei vari sovrani dell’epoca, sottomessi al potere temporale della Chiesa, per opportunismo politico, guardavano dall’altra parte, cosa diversa quando invece partecipavano con i loro eserciti per la spartizione dei territori. Lo sterminio etnico nel Nuovo Mondo (America) è un altra delle storia non ancora raccontate. Scriveva nel 1634, e sottolineo 1634 (praticamente l’altro ieri, per la storia dell’umanità) – il governatore del Massachussets: «Quanto agli indigeni, sono morti quasi tutti contagiati dal vaiolo, e per tal modo il SIGNORE (e per chi non lo avesse capito si riferisce al Dio dei Cristiani) ha confermato il nostro diritto ai nostri possedimenti».

Per chi non lo sapesse, Cristoforo Colombo, diversamente da come viene celebrato nei libri di storia, era in realtà un commerciante di schiavi che aveva fatto carriera come milite crociato. Egli iniziò la ricerca del Nuovo Mondo allo scopo, come sempre, di espandere il cristianesimo e di evangelizzare gli infedeli. Questa idea malsana degli infedeli da evangelizzare accompagna tutta la storia dei Cattolici da Paolo in poi. Poi ci stupiamo quando sono altri ad usarlo, magari, riferendosi a noi.

Ma torniamo a Colombo il quale, solo poche tempo dopo lo sbarco sulla prima isola abitata in cui s’imbatte nel mare dei Caraibi, fa imprigionare e deportare sei indigeni che, come scrisse, «debbono servire da bravi servitori e schiavi (…) e si possono facilmente convertire alla fede cristiana, giacché mi sembra che non abbiano religione alcuna» (SH200). Mentre Colombo definisce gli abitanti autoctoni quali “idolatri”, esprimendo la volontà di offrirli come schiavi ai cattolici re di Spagna, il suo socio Michele da Cuneo, aristocratico italiano, rappresenta gli aborigeni come “bestie” per il fatto che «mangiano quando hanno fame, e si accoppiano in tutta libertà, dove e quando ne hanno voglia» (SH 204-205).

Su ogni isola su cui mette piede Colombo traccia una croce sul terreno e «dà lettura della rituale dichiarazione ufficiale» (il cosiddetto Requerimiento) al fine di prender possesso del territorio da parte della Spagna, nel nome dei suoi Cattolici Signori. Qualora gli Indios negassero il loro assenso (soprattutto perché non comprendevano semplicemente una parola di spagnolo), il Requerimiento recitava così: «Con ciò garantisco e giuro che, con l’aiuto di Dio e con la nostra forza, penetreremo nella vostra terra e condurremo guerra contro di voi (…) per sottomettervi al giogo e al potere della Santa Chiesa (…) infliggendovi ogni danno possibile e di cui siamo capaci, come si conviene a vassalli ostinati e ribelli che non riconoscono il loro Signore e non vogliono ubbidire, bensì a lui contrapporsi» (SH 66).

Nell’America del sud i pronipoti dei Maya e gli Aztechi, sono stati rimossi a vantaggio dell’introduzione di conquistatori spagnoli. I secoli dopo non sono stati migliori. 29 novembre 1864: massacro di Sand Creek, nel Colorado. Il colonnello John Chivington, ex predicatore metodista e politico regionale fa passare per le armi un villaggio dei Cheyenne con circa 600 abitanti – quasi solo donne e bambini – benché il capo indiano agitasse bandiera bianca. Bilancio: da 400 a 500 vittime. Inutile dire che è incalcolabile il numero di uccisioni dei popoli nativi d’America, i quali sono stati praticamente eliminati per fare posto ai reietti delle galere Inglesi e i predecessori dei moderni uomini d’affari.

Considerando che il “genocidio” dei nativi americani e degli africani si è prodotto dal 1607-1890, ve lo vedete voi papa Bergoglio tirare le orecchie al presidente Obama per l’eccidio dei nativi d’America? E già che ci siamo. Che direbbe delle bombe atomiche del 6 e il 9 agosto 1945? Chiunque dopo aver visto la distruzione prodotta dalla prima bomba non avrebbe avuto esitazioni a non far esplodere la seconda! Forse siccome erano diverse volevano vederne gli effetti (Le atomiche di Hiroshima e Nagasaki: diverse ma terribili)?

In Canada, almeno 50.000 bambini delle popolazioni native sono stati uccisi nelle apposite “scuole residenziali”, di cui due terzi erano gestite da suore e preti cattolici. Attraverso le testimonianze di alcuni sopravvissuti risulta che i bambini venivano volontariamente infettati con malattie mortali, sterilizzati, forniti agli ospedali come cavie per esperimenti “scientifici”, stuprati, venduti ai pedofili, torturati atrocemente, picchiati a morte, assassinati in varie maniere, sottoposti ad ogni forma di violenza psicologica e fisica.

Riassumiamo. Dal 1500 alla fine del 1800, sterminio degli Indiani negli USA (97% della popolazione), dal 1922 al 1984, “genocidio” canadese, dal 1700 al 1928, “genocidio” degli indigeni australiani e neo-zelandesi ad opera degli inglesi (oltre il 90% della popolazione). Come mai il pontefice non va a tirare le orecchie come sta facendo con la Turchia?

Tutto questo mentre nel vecchio mondo (tenete conto che la caccia alle streghe dura dal 1484 al 1750) venivano trucidate, torturate e messe al rogo persone sospettate e condannate per pratiche stregoniche. I quattro quinti di essi erano donne. Con Colombo e i conquistatori delle Americhe, la caccia alle streghe e l’inquisizione spagnola si apre in effetti per Chiesa un periodo di oscurità e orrori che capisco vogliano tenere sotto il tappeto come lo sporco di una casa. Una stagione che dura fino quasi ai giorni nostri, infatti, non sono in molti a sapere che in Croazia, nel 1942-43, v’erano numerosi campi di sterminio, organizzati dai cattolici ustascia agli ordini del dittatore Ante Pavelic, un cattolico praticante ricevuto regolarmente dall’allora papa Pio XII (vero nome Eugenio Pacelli). Vi erano persino campi di concentramento speciali per bambini!

Non possiamo non dimenticare la trattativa politica per evitare l’occupazione dello Stato Vaticano in occasione della strage delle Fosse Ardeatine che proprio in questi giorni è stata deposta la consueta corona. Chissà, se la prossima volta che Papa Francesco andrà alle Fosse Ardeatine a rendere omaggio ai 335 martiri della Resistenza, gli venisse voglia di vergognarsi un pò e commuoversi come sa fare per l’insensibilità del suo predecessore Pio XII il quale, per ragioni di Stato, ha taciuto lasciando compiere ai tedeschi questo orrendo massacro. Pensate che lo stesso Ratzinger lo voleva santificare forse in nome dell’antico patto e riconoscenza cattonazista (prendetevi il tempo di dare un occhiata a queste foto, non dico di leggere l’articolo potreste pensare che sia di parte, ma le foto parlano chiaro).

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Dalle cronache di quei giorni, infatti, si sa che sarebbe bastato un suo intervento per scongiurare la rappresaglia. Era opinione comune che Pio XII era l’unico a scongiurare questo massacro, l’unico in quel momento a poter convincere Hitler a rinunciarci, proprio come dalla foto qui sopra traspare! Ma decise di tacere per evitare la minacciata occupazione nazista della Santa Sede, affidando il suo sgomento ad un comunicato pubblicato sull’Osservatorio Romano solo il giorno successivo alla strage. E’ vero padre Bergoglio, è proprio vero, come lei ha detto in occasione della commemorazione: “Qui è stato offeso Dio“! Chissà se lei può capire in che modo ed in quale misura. Pare che il «silenzio di Pio XII» fu su molte questioni anche su quella degli Ebrei deportati ad Auswitz. Ma proseguiamo ancora. 

Nel 1954 i combattenti per la libertà del Vietnam, i cosiddetti Viet Min, erano guidati dal fanatico cattolico Ngo Dinh Diem e crearono le condizioni per il noto conflitto. Diem fece in modo che gli aiuti dagli USA, viveri e medicinali, risorse tecniche e d’ogni specie andassero a beneficio dei soli cattolici. I buddhisti, o i villaggi a maggioranza buddhista, vennero ignorati, oppure dovettero pagare per gli aiuti che i cattolici ottenevano invece gratuitamente. Nel 1956, il presidente Diem emise un decreto in cui si diceva che gli: «Individui che minacciano la difesa nazionale o la sicurezza collettiva potevano essere internati dalle autorità in campi di concentramento». Per contrastare il comunismo, come usava dire, vennero così posti in “custodia cautelativa” migliaia di dimostranti e di monaci buddhisti. Si stima che in questo periodo di terrore (dal 1955 al 1960) restassero ferite nei disordini almeno 24.000 persone, che fossero giustiziati circa 80.000 oppositori; 275.000 furono le persone incarcerate e torturate, mentre circa mezzo milione vennero ristrette in campi di concentramento o di prigionia (MW 76-89).

Rwanda, anno 1994, Sacerdoti e suore anglicani, ma soprattutto cattolici, sono gravemente accusati di aver preso parte attiva all’assassinio di indigeni. Ok, basta, mi fermo, dato che l’elenco è lungo, potrebbe risultare oltremodo monotono per qualcuno leggerlo, e mi sta venendo il mal di testa. Vedete come è facile mettersi a fare la conta dei disastri, il punto è che tutta questa cosa del genocidio Armeno è l’ennesima operazione politica di un potere che con Dio ha sempre avuto molto poco e che fare, e men che meno con Cristo il cui messaggio è stato tradito sin dalla prima notte.

Il mio auspicio è che la piantino di giocare con le vite delle persone, che la smettano con questa ipocrisia, questa falsa “carità” cristiana e con questa separazione, che si ravvedano del dolore e del male che hanno già provocato e provocano con questo alimentare l’ignoranza, la paura, la superstizione, la credulità in questo modo nelle coscienze. Dio è un grande traguardo per l’uomo, è il risveglio della sua coscienza per elevare attraverso l’intelletto il suo Spirito alle più elevate sfere del sapere e della conoscenza. I giochini politici nel tentativo di muovere ancora le file del potere mondiale e il marketing per razzolare fedeli o utenza è una visione squallida da vedere per un istituzione che si propone almeno a parole di crescere gli uomini e le donne nel messaggio inascoltato di Cristo, messaggio di speranza e rinascita umana. Fate ammenda e fatevi da parte, avete fatto il vostro tempo. Lasciate spazio alla vita, ricucite lo strappo che avete creato con l’intera umanità riconoscendo i vostri orrori.

Chiudo con un antico e noto “andante”:

«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» (Gv 8,7)

Sapete chi dovrebbe essere la “lei” citata in questo passo? Lei era Maria Maddalena: sposa e madre del Cristo, ovvero della coscienza. Iside alla quale nessun mortale ha sollevato ancora il velo!!! La pietra invece è il sesso. Capire come questa funzione biologica possa essere utilizzata per realizzare e santificare il nostro Spirito è essenziale per il nostro ulteriore sviluppo come individui. Un serbatoio di energia particolare, più fine, più sottile e di alta qualità a disposizione in qualsiasi momento della nostra esistenza. Essere l’eletto è come essere innamorati. Ma questa è una altra storia, Ci si prende in onda.


Fonti bibliografiche

  • DA: Karl-Heinz Deschner, Abermals krähte der Hahn, Stuttgart 1962.
  • DO: Karl-Heinz Deschner, Opus Diaboli, Reinbek, Hamburg 1987.
  • DZ: Die Zeit, Nr. 5, 1998.
  • EC: P.W. Edbury, Crusade and Settlement, Cardiff University Press 1985.
  • EJ: S. Eidelberg, The Jews and the Crusaders, Madison 1977.
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  • LI: H.C. Lea, The Inquisition of the Middle Age, New York 1961.
  • LM: E. Le Roy Ladurie, Montaillou. Ein Dorf vor dem Inquisitor 1294-1324, Frankfurt 1982.
  • MM: M. Margolis, A. Marx, A History of the Jewish People.
  • MV: A. Manhattan, The Vatican’s Holocaust, Springfield 1986. V. Dedijer, The Yugoslav Auschwitz and the Vatican, Buffalo NY 1992.
  • NC: J.T. Noonan, Conception: A History of its Treatment by the Catholic Theologians and Canonists, Cambridge, Massachussets 1992.
  • S2: Notiziario radiofonico di S2 Aktuell, 10 ottobre 1996, h 12:00.
  • SH: D. Stannard, American Holocaust, Oxford University Press 1992.
  • SP: Settimanale Der Spiegel, Nr. 49, 12/2/1996.
  • TA: A True Account of the Most Considerable Occurrences that have Hapned in the Warre Between the English and the Indians in New England, London 1676.
  • TG: F. Turner, Beyond Geography, New York 1980.
  • WW: H. Wollschläger, Die bewaffneten Wallfahrten gen Jerusalem (I pellegrinaggi armati contro Gerusalemme) Zürich 1973 (È quanto di meglio in circolazione a proposito di crociate. Contiene una silloge di cronache cristiane del medioevo. Purtroppo non più ristampato).
  • WV: Calcoli e stime sul numero delle streghe condannate al rogo:
        N. Cohn,

    Europe’s Inner Demons: An Inquiry Inspired by the Grat Witch Hunt, Frogmore 1976, 253.

  • R.H. Robbins, The Encyclopedia of Witchkraft and Demonology, New York 1959, 180.
  • J.B. Russell, Witchcraft in the Middle Ages, Ithaca, NY 1972, 39.
  • H. Zwetsloot, Friedrich Spee und die Hexenprozesse, Treviri 1954, 56.

 

Questo documento prende spunto dai testi originali di Karlheinz Deschner dal titolo Victims of the Christian Faith (in inglese) e Opfer des christlichen Glaubens (in tedesco).


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11.6.2016 | Monza, R. Bruno | Maria Nascente. L’esoterismo del duomo Milano!

Il presente video è una SINTESI dell’incontro pubblico che si è tenuto l’11 giugno 2016 a Monza (Brianza) sulla cattedrale Mariae Nascente e l’esoterismo del duomo Milano. Per chi volesse vedere il video nella sua versione integrale di 4 ore e 36 minuti circa può andare a questo link https://sellfy.com/p/GO2S/.

Il ricavato della vendita verrà interamente devoluto per la realizzazione dell’Ateneo | Centro Studi e Seminari | del progetto Zion qui di seguito presentato su BuonaCausa.org http://goo.gl/XD3Zwo.

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I “secondi lupi” sono tutti maschi omosessuali? Ma manco per niente!

I “secondi lupi” sono tutti maschi omosessuali? Ma manco per niente!

«I “secondi lupi” sono tutti maschi omosessuali», «sulla bilancia ormonale siamo tutti in una certa misura omosessuali», – sono alcune tra le affermazioni comparse in un articolo di una web magazine che parla delle 5 leggi Biologiche scoperte dal dott. Hamer, affermazioni il cui intento sembra evidentemente quello di forzare l’idea secondo cui è biologico e sensato essere omosessuali. L’articolo infatti si intitola “L’omosessualità è scritta nelle leggi biologiche della natura“, chi volesse leggerlo lo trova a questo link.

Inutile dire che il concetto di sensatezza biologica della Natura ognuno se lo tira dove più gli torna comodo, ma solo per giustificare i propri orientamenti difronte alla morale comune, altro obbrobrio di questo modo di costruire la società. E’ la stessa operazione che fanno coloro che sostengono che la coppia etero è quella giusta perchè è quella prevista dalla natura, ma una cosa è quello che è previsto biologicamente, ovvero, una cosa è la filogenesi ed un altra è il modo con cui noi conduciamo i rapporti  e le relazioni sociali.

L’articolo conclude in modo perentorio con queste 2 solenni affermazioni:

In definitiva il genere sessuale maschio/femmina è un attributo biologico, e quindi non è opinabile.

Il comportamento e l’orientamento sessuali, che a volte sono ritenuti un prodotto socio-psicologico, in realtà sono comunque un attributo biologico, e quindi non sono opinabili.

E quindi non sono opinabili? E’ opinabile eccome dato che si tirano le 5 leggi biologiche in modo del tutto arbitrario sul comportamento e l’orientamento sessuale, mentre non è quello che le scoperte di Hamer ci dicono. Della bilancia ormonale secondo cui saremmo «tutti in una certa misura omosessuali», Hamer ne parla, riferendosi ai maschi del branco ed ai livelli di testosterone, in termini di gestione del territorio e non di comportamento ed orientamento sessuale. L’affermazione non solo è opinabile, ma è anche falsa. La Natura è mantenimento della vita, è sopravvivenza della specie, la Natura è resilienza, non tratta di orientamenti sessuali. E’ più resiliente una coppia etero o una coppia omo? Capite è di questo che si interessa la natura o biologia.

La biologia ci parla di sopravvivenza, le relazioni e quindi l’orientamento sessuale come viene comunemente inteso è una questione di come si è, di come ci si sente a livello del percepito, a livello di come interpretiamo la realtà, a livello cioè del vissuto, ed è per questo che è da ritenersi un prodotto socio-psicologico, per il quale cioè interviene un volere psicologico, non un volere biologico. L’orientamento, lo dice la parola stessa, è una direzione, c’entra con la facoltà di riconoscere dove ci si trova e con l’intraprendere la direzione in cui andare cosa che dipende dal sistema di riferimento. L’orientamento è indirizzo da prendere secondo non un intento biologico, ma evidentemente come conseguenze del tipo di influenze ricevute sin dai primi anni di infanzia e di come queste influenze contribuiscano all’apprendimento e ricodifica del vissuto, che determineranno o condizioneranno le scelte da fare, e la scelta o libero arbitrio non è biologica, la biologia è ferrea legge, non è eludibile.

Solo introducendo il concetto, anche questo espresso da Hamer, di – necessità biologica – potremmo spontaneamente arrivare a capire che non c’è nulla di scritto nelle leggi biologiche della natura, ovvero non c’è nulla di necessario o utile nell’omosessualità, almeno dal punto di vista della sopravvivenza biologica e men che meno c’entra con il normale funzionamento della leadership nel branco, se non per una questione puramente ormonale. C’entra, invece, si, con l’affettività ed i rapporti tra individui, e quindi con il comportamento sociale-culturale.

“Questo genere di omosessualità è quella, diciamo, di fisiologia normale, e riflette lo stratagemma che la biologia ha escogitato per il funzionamento dei branchi e anche della società umana.”

Anche qui si usa il termine “genere di omosessualità” – riferendolo ai branchi di animali, quando la parola “omosessuale” non solo è comunemente riferita esclusivamente agli essere umani e nemmeno solo al genere maschile come si fa nell’articolo, ma non c’entra ancora una volta con l’orientamento sessuale. E’ qui che sta la forzatura, voler far passare qualcosa relativo al funzionamento del branco e quindi del territorio come se fosse direttamente collegato con la sessualità.

Il termine poi viene associato all’espressione – “fisiologia normale” – e “stratagemma che la biologia escogita” – creando un gioco di parole per far passare ancora l’idea secondo cui l’omosessualità è utile al punto tale da essere addirittura uno stratagemma della natura atto al buon “funzionamento dei branchi” – e già che ci siamo – “e anche della società umana”, mentre è la gestione dei livelli ormonali e cioè del testosterone che serve al funzionamento dei branchi e non l’omosessualità.

La bilancia ormonale di cui si parla nell’articolo ed argomento degli studi di Hamer non ci parla né di orientamento sessuale e nemmeno di comportamenti sessuali tra individui dello stesso sesso, ma di territorio e di gerarchia nei branchi di animali. La sessualità di cui si parla nel contesto biologico scoperto da Hamer, quello cioè al quale chi scrive l’articolo in esame vorrebbe riferirsi, non ha alcuna attinenza con le problematiche sessuali odierne delle coppie, qualunque sia il tipo ed il genere.

Questa è una premessa sostanziale per non creare confusione sullo studio delle 5 leggi biologiche e per evitare di limitare la materia a questioni personali o di personalizzazione di stile, di visione, o per portare avanti le proprie battaglie sociali. Quella di trovare un riscontro nella filogenetica per giustificare agli occhi della moralità comune i proprio comportamenti e gusti sessuali, nasconde un profondo disagio psicologico e di sudditanza verso la stessa morale comune che si afferma implicitamente di voler combattere; un assoggettamento dovuto al concetto stesso di sentirsi in qualche modo dei “peccatori”. Semmai sarebbe su questo più utile interrogarsi e lavorare.

Dal punto di vista filogenetico quello che conta è il mantenimento della vita, ovvero, la sopravvivenza nel modo più resistente, o meglio, resiliente possibile. Alla Natura importa poco del nostro orientamento sessuale, alla Natura importa mantenere la vita ed evolversi. Resilienza significa protezione, significa riproduzione, minimo sforzo, massimo e miglior rendimento possibile.

Duplicazione, gemmazione, partenogenesi (prettamente femminile), ermafroditismo (con entrambi gli organi, proprio come le lumache), sono tra le varie forme che la Natura ha utilizzato per perpetrare la vita, la domanda è come mai ad un certo punto la Natura, in quanto forza della vita in azione (ovvero Spirito, in quanto principio volatile e sottile) ha trovato utile servirsi di esseri divisi in maschi e femmine per svilupparsi e mantenersi? Se inizialmente l’essere umano si riproduceva anch’esso per partenogenesi e non v’era distinzione di sesso, perché è sorta la riproduzione sessuata[1]?

La risposta? Semplice. La prima ragione è genetica: aumentare le variabili genetiche permettendo maggiori combinazioni. Resilienza equivale a biodiversità per rendere una forma di vita più resistente ai cambiamenti. A questo serve la riproduzione con la modalità sessuata. Attraverso miliardi di anni di mutamenti e riadattamenti ai cambiamenti ambientali l’evoluzione ha portato a realizzare e manifestare queste 2 differenti intenzioni funzionali, con differenti ormoni e con differenti somatizzazioni e comportamenti, che comunemente chiamiamo: maschio e femmina.

Il maschio è preposto al territorio, nulla di sessuale, la sessualità è lasciata alla femmina, ma per capirlo dobbiamo fare un salto di comprensione, capendo, come già detto, che la sessualità di cui si parla nel contesto biologico non ha alcuna attinenza con le problematiche sessuali odierne delle coppie, qualunque sia il tipo ed il genere.

Miliardi di anni per passare dall’originario anello-cellulare all’organizzazione sociale di un branco. Organizzazione che introduceva necessariamente nuove necessità biologiche. E’ così che sono nati i rapporto sociali, l’era della relazione sociale, che di fatto presentavano una nuova necessità biologica: la forza e la difesa (cervelletto, Mesoderma antico). E’ una questione semplicemente di sopravvivenza. Non c’è nessun significato biologico in due persone dello stesso sesso che si uniscono per riprodursi, datosi che non potranno produrre nulla. Se qualcosa esiste, esiste dal punto di vista affettivo, ed è questo il valore, ma non c’entra la biologia o la filogenesi.

Maschile e femminile come sono comunemente intesi sono idee, non c’entrano con il genere, sono concezioni che ci parlano di qualità nell’essere umano: forza e coraggio da una parte, accudimento e sensibilità dall’altra, tutte cose che esistono in tutti gli individui indistintamente dal genere e che semmai attraverso il lavoro di Hamer trovano un riscontro a livello degli emisferi del cervello: l’emisfero destro della corteccia cerebrale viene gestito, governato dal testosterone e quindi detto maschile e per il quale si osserva che si riflette l’ambito del territorio; l’emisfero sinistro governato dall’estrogeno, femminile, e riguardante l’ambito della sessualità. Dove è l’omosessualità prevista biologicamente in questo? Si capisce che è una forzatura?!

La bilancia ormonale scoperta da Hamer non ci parla di sessualità, come si vuole far intendere nell’articolo in oggetto, ma di relazioni sociali e di ormoni relativi alla gestione del territorio. Ed è in quest’ambito che va inserito il discorso sui “lupi secondi“, che di fatto non sono tutti maschi omosessuali, ma semmai subiscono una gestione dell’ormone prevista per il mantenimento della leadership del capo branco, leadership assoluta che non può e non deve essere (in senso biologico) rimessa continuamente in discussione. E’ questa l’unica vera funzione della bilancia ormonale nei maschi del branco. Altra cosa lo sarà nelle femmine, anche questo ben descritto da Hamer.  

E’ una questione di livelli di testosterone. Capite che non c’entra niente con i rapporti di coppia o l’essere o meno omosessuali? Tra l’altro la cosa è riferibile esclusivamente al maschio ed al fatto che è competitivo nel branco per il comando. Quello che viene descritto è un comportamento di sottomissione che si instaura una volta stabilito chi è il capo branco, ed è questo, si, che riguarda il buon funzionamento del branco, non l’essere omosessuali. E’ il sottomettersi che ha rilevanza biologica.

Infatti, a livelli alti di testosterone conseguirebbe una maggiore conflittualità tra i maschi, ergo maggiore instabilità nel branco. E’ questo il discorso biologicamente sensato da fare, un discorso che contempla il concetto di necessità biologica e non la necessità sociologica di avere delle tutele e dei diritti Civili. O vogliamo veramente pensare di ridurre i rapporti sociali, per quanto gli somiglino già, ai comportamenti di un branco di lupi? Le necessità biologiche sono quello che sono, ma poi c’è l’essere umano, e l’essere umano dovrebbe essere un altra cosa che un animale in un branco.

dal racconto del viaggio di Ulisse «Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.» (vv. 112-120) Inferno | Dante Alighieri

Tra l’altro, ragionando in questo modo, si capisce perché le donne biologicamente non amano la guerra. La donna in quel senso è interessata alla vita ed al concepimento, i suoi livelli di testosterone hanno un altra funzione.

La riproduzione, e quindi la sessualità come viene intesa qui, è biologicamente femminile, il maschio secondo lo studio della bilancia ormonale si occupa del territorio, niente che parli di orientamento sessuale, è una questione di specializzazione funzionale, ovvero, una volta creata la separazione nei due sessi, si è sviluppata conseguentemente la separazione dei ruoli. La riproduzione è biologicamente femminile, tutti i più antichi processi di creazione o riproduzione sono guidati da questa forza, dall’energia creatrice femminile; cosa che i nostri più lontani antenati sapevano molto bene, come testimoniano le molte statuette di “Veneri” ritrovate e risalenti al periodo paleolitico, raffiguranti Dee con ampi fianchi e seni, a simbolo di fertilità.

E’ il dramma nascosto della storia recente, parlo degli ultimi 5-6000 anni, dell’umanità: uomini che per qualche ragione iniziano ad invidiare ed odiare le donne per il loro ruolo sociale, tanto da inventarsi un Dio maschio che controlli tutto il branco, che sostituisca la precedente Dea femminile antica, e che nella moderna società cercano ancora in tutti i modi di sostituirle con pratiche di uteri in affitto e molto altro. Forse è di questo che si dovrebbe parlare invece di cercare la sensatezza dell’omosessualità nei branchi di lupi maschi.

Chissà, forse un giorno troveranno il modo di clonarsi tra loro, così faranno a meno anche delle donne. Ironizzo! Non solo perché la cosa non interessa solo a costoro, ma anche perché è praticamente improbabile che riescano a farlo. Non capendo l’esistenza dell’anima, non solo perché la ignorano, ma perché non ne comprendono la funzione, l’utilità, il funzionalismo, non possono capire nemmeno che l’anima non possono essere clonate.

Cosa che, se capissero, capirebbero anche perché i loro tentativi fatti sino ad oggi sono falliti; il corpo senza anima, senza mente non sopravvive, e la mente e l’anima di una persona non può essere clonata, l’essere individuale e particolare che ognuno di noi è, è unico ed irripetibile. E’ di questo che dovremmo parlare se vogliamo capire l’essere umano. Essere umano sono 2 parole, l’umano forse lo possiamo anche misurare, ma l’essere è un altra cosa.

Mariae Nascente in quanto simbolo e principio allo stesso tempo (madre del Cristo, ovvero la coscienza, ovvero madre della coscienza, in quanto operosità della coscienza), è il tentativo di altri individui di far sopravvivere nella storia questo valore: il valore femminile è l’essere, è la creatività, la creazione, non solo come portatrice della vita, ma come somma qualità e virtù per umanizzarci e renderci migliori. I buoni sentimenti scaturiscono dal principio femminile, … e qui non è del genere che si sta parlando, evidentemente. Imparare a rispettare la vita è un valore.

Il peccato, semmai ci fosse, sarebbe che l’uomo, il maschio in particolare, si ostina a pensare di poter dominare la Natura e tirarsela dove più gli è comodo, di piegarla ai suoi voleri, pensando veramente di poterla governare attraverso la genetica e chissà cos’altro sta realizzando, quando in realtà la Natura di per se’ non esiste nemmeno se non come concetto creato dall’uomo stesso ed al quale l’uomo ha attribuito qualità cognitive che la natura non ha. E’ l’uomo l’essere ad essere dotato di intelletto e quindi dell’attributo cognitivo e per quanto egli non abbia piena coscienza di questo ed ignori di dover compiere un qualche tipo di sviluppo ulteriore in questa direzione, la forza della vita si esprime comunque attraverso di lui, forza che è emanazione delle forze indifferenziate ed impersonali dell’universo. In questo senso è l’umano a rendere tutto così maledettamente personale.

Probabilmente questa sua ostinazione nel dominio della terra è facile che sia proprio un riflesso del fatto che come tale, l’uomo è da sempre chiamato biologicamente alla gestione del territorio. La Natura è vita e come tale non è modulabile secondo i capricci di un intelletto addomesticato ai vizi di una società degenerata e senza valori. In questo senso la vita è la donna nel suo più ampio senso e valore. Degenerando la donna ed il principio femminile l’umanità condanna se stessa ad un’epoca di oscurantismo, e questo lo abbiamo già visto nella storia, e basta spostarsi di qualche miglio per vederlo ancora.

L’ostinazione e la cafoneria del maschio di questa specie non è una novità, quello che preoccupa è che la donna moderna cerca di emularlo, ne simula il potere ed i valori di competizione ed arrivismo, camuffandoli dietro la bandiera dell’emancipazione sociale. L’umanità attualmente cammina sopra una polveriera chiamata estinzione involontaria di se stessi, a causa dell’arrogante convincimento di poter dominare la Natura e piegare il pianeta ai suoi “voleri”, anche se forse sarebbe meglio chiamarli “capricci”, senza capire che il volere della biologia è più potente, l’istinto di sopravvivenza è “miglionardi[2]  di anni di evoluzione avanti a tutti noi e tutte le nostre pensate. Solo gli esseri umani che attualmente popolano questo pianeta possono trovare biologicamente sensato comportarsi come questi “uomini cane” ( vedasi presente articolo: Dai “transgender” ai “transspecies”: la comunità degli uomini-cane).

Poi per come l’ho sempre vista e sentita, ognuno ha tutte le ragioni ed il diritto di portare avanti i rapporti che desidera e sente suoi, e non perché è biologicamente sensato, ma perché così ha scelto. Non era questo infatti in discussione qui, ma l’uso improprio della filogenesi ed il senso biologico per fare affermazioni  non opinabili.


[1] Etimologicamente il termine “sessuata” – proviene da “secare“, ovvero dividere.

[2] Neologismo, somma delle parole “milioni” e “miliardi”, per rendere più forte il concetto di quantità enorme.


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