«I “secondi lupi” sono tutti maschi omosessuali», «sulla bilancia ormonale siamo tutti in una certa misura omosessuali», – sono alcune tra le affermazioni comparse in un articolo di una web magazine che parla delle 5 leggi Biologiche scoperte dal dott. Hamer, affermazioni il cui intento sembra evidentemente quello di forzare l’idea secondo cui è biologico e sensato essere omosessuali. L’articolo infatti si intitola “L’omosessualità è scritta nelle leggi biologiche della natura“, chi volesse leggerlo lo trova a questo link.

Inutile dire che il concetto di sensatezza biologica della Natura ognuno se lo tira dove più gli torna comodo, ma solo per giustificare i propri orientamenti difronte alla morale comune, altro obbrobrio di questo modo di costruire la società. E’ la stessa operazione che fanno coloro che sostengono che la coppia etero è quella giusta perchè è quella prevista dalla natura, ma una cosa è quello che è previsto biologicamente, ovvero, una cosa è la filogenesi ed un altra è il modo con cui noi conduciamo i rapporti  e le relazioni sociali.

L’articolo conclude in modo perentorio con queste 2 solenni affermazioni:

In definitiva il genere sessuale maschio/femmina è un attributo biologico, e quindi non è opinabile.

Il comportamento e l’orientamento sessuali, che a volte sono ritenuti un prodotto socio-psicologico, in realtà sono comunque un attributo biologico, e quindi non sono opinabili.

E quindi non sono opinabili? E’ opinabile eccome dato che si tirano le 5 leggi biologiche in modo del tutto arbitrario sul comportamento e l’orientamento sessuale, mentre non è quello che le scoperte di Hamer ci dicono. Della bilancia ormonale secondo cui saremmo «tutti in una certa misura omosessuali», Hamer ne parla, riferendosi ai maschi del branco ed ai livelli di testosterone, in termini di gestione del territorio e non di comportamento ed orientamento sessuale. L’affermazione non solo è opinabile, ma è anche falsa. La Natura è mantenimento della vita, è sopravvivenza della specie, la Natura è resilienza, non tratta di orientamenti sessuali. E’ più resiliente una coppia etero o una coppia omo? Capite è di questo che si interessa la natura o biologia.

La biologia ci parla di sopravvivenza, le relazioni e quindi l’orientamento sessuale come viene comunemente inteso è una questione di come si è, di come ci si sente a livello del percepito, a livello di come interpretiamo la realtà, a livello cioè del vissuto, ed è per questo che è da ritenersi un prodotto socio-psicologico, per il quale cioè interviene un volere psicologico, non un volere biologico. L’orientamento, lo dice la parola stessa, è una direzione, c’entra con la facoltà di riconoscere dove ci si trova e con l’intraprendere la direzione in cui andare cosa che dipende dal sistema di riferimento. L’orientamento è indirizzo da prendere secondo non un intento biologico, ma evidentemente come conseguenze del tipo di influenze ricevute sin dai primi anni di infanzia e di come queste influenze contribuiscano all’apprendimento e ricodifica del vissuto, che determineranno o condizioneranno le scelte da fare, e la scelta o libero arbitrio non è biologica, la biologia è ferrea legge, non è eludibile.

Solo introducendo il concetto, anche questo espresso da Hamer, di – necessità biologica – potremmo spontaneamente arrivare a capire che non c’è nulla di scritto nelle leggi biologiche della natura, ovvero non c’è nulla di necessario o utile nell’omosessualità, almeno dal punto di vista della sopravvivenza biologica e men che meno c’entra con il normale funzionamento della leadership nel branco, se non per una questione puramente ormonale. C’entra, invece, si, con l’affettività ed i rapporti tra individui, e quindi con il comportamento sociale-culturale.

“Questo genere di omosessualità è quella, diciamo, di fisiologia normale, e riflette lo stratagemma che la biologia ha escogitato per il funzionamento dei branchi e anche della società umana.”

Anche qui si usa il termine “genere di omosessualità” – riferendolo ai branchi di animali, quando la parola “omosessuale” non solo è comunemente riferita esclusivamente agli essere umani e nemmeno solo al genere maschile come si fa nell’articolo, ma non c’entra ancora una volta con l’orientamento sessuale. E’ qui che sta la forzatura, voler far passare qualcosa relativo al funzionamento del branco e quindi del territorio come se fosse direttamente collegato con la sessualità.

Il termine poi viene associato all’espressione – “fisiologia normale” – e “stratagemma che la biologia escogita” – creando un gioco di parole per far passare ancora l’idea secondo cui l’omosessualità è utile al punto tale da essere addirittura uno stratagemma della natura atto al buon “funzionamento dei branchi” – e già che ci siamo – “e anche della società umana”, mentre è la gestione dei livelli ormonali e cioè del testosterone che serve al funzionamento dei branchi e non l’omosessualità.

La bilancia ormonale di cui si parla nell’articolo ed argomento degli studi di Hamer non ci parla né di orientamento sessuale e nemmeno di comportamenti sessuali tra individui dello stesso sesso, ma di territorio e di gerarchia nei branchi di animali. La sessualità di cui si parla nel contesto biologico scoperto da Hamer, quello cioè al quale chi scrive l’articolo in esame vorrebbe riferirsi, non ha alcuna attinenza con le problematiche sessuali odierne delle coppie, qualunque sia il tipo ed il genere.

Questa è una premessa sostanziale per non creare confusione sullo studio delle 5 leggi biologiche e per evitare di limitare la materia a questioni personali o di personalizzazione di stile, di visione, o per portare avanti le proprie battaglie sociali. Quella di trovare un riscontro nella filogenetica per giustificare agli occhi della moralità comune i proprio comportamenti e gusti sessuali, nasconde un profondo disagio psicologico e di sudditanza verso la stessa morale comune che si afferma implicitamente di voler combattere; un assoggettamento dovuto al concetto stesso di sentirsi in qualche modo dei “peccatori”. Semmai sarebbe su questo più utile interrogarsi e lavorare.

Dal punto di vista filogenetico quello che conta è il mantenimento della vita, ovvero, la sopravvivenza nel modo più resistente, o meglio, resiliente possibile. Alla Natura importa poco del nostro orientamento sessuale, alla Natura importa mantenere la vita ed evolversi. Resilienza significa protezione, significa riproduzione, minimo sforzo, massimo e miglior rendimento possibile.

Duplicazione, gemmazione, partenogenesi (prettamente femminile), ermafroditismo (con entrambi gli organi, proprio come le lumache), sono tra le varie forme che la Natura ha utilizzato per perpetrare la vita, la domanda è come mai ad un certo punto la Natura, in quanto forza della vita in azione (ovvero Spirito, in quanto principio volatile e sottile) ha trovato utile servirsi di esseri divisi in maschi e femmine per svilupparsi e mantenersi? Se inizialmente l’essere umano si riproduceva anch’esso per partenogenesi e non v’era distinzione di sesso, perché è sorta la riproduzione sessuata[1]?

La risposta? Semplice. La prima ragione è genetica: aumentare le variabili genetiche permettendo maggiori combinazioni. Resilienza equivale a biodiversità per rendere una forma di vita più resistente ai cambiamenti. A questo serve la riproduzione con la modalità sessuata. Attraverso miliardi di anni di mutamenti e riadattamenti ai cambiamenti ambientali l’evoluzione ha portato a realizzare e manifestare queste 2 differenti intenzioni funzionali, con differenti ormoni e con differenti somatizzazioni e comportamenti, che comunemente chiamiamo: maschio e femmina.

Il maschio è preposto al territorio, nulla di sessuale, la sessualità è lasciata alla femmina, ma per capirlo dobbiamo fare un salto di comprensione, capendo, come già detto, che la sessualità di cui si parla nel contesto biologico non ha alcuna attinenza con le problematiche sessuali odierne delle coppie, qualunque sia il tipo ed il genere.

Miliardi di anni per passare dall’originario anello-cellulare all’organizzazione sociale di un branco. Organizzazione che introduceva necessariamente nuove necessità biologiche. E’ così che sono nati i rapporto sociali, l’era della relazione sociale, che di fatto presentavano una nuova necessità biologica: la forza e la difesa (cervelletto, Mesoderma antico). E’ una questione semplicemente di sopravvivenza. Non c’è nessun significato biologico in due persone dello stesso sesso che si uniscono per riprodursi, datosi che non potranno produrre nulla. Se qualcosa esiste, esiste dal punto di vista affettivo, ed è questo il valore, ma non c’entra la biologia o la filogenesi.

Maschile e femminile come sono comunemente intesi sono idee, non c’entrano con il genere, sono concezioni che ci parlano di qualità nell’essere umano: forza e coraggio da una parte, accudimento e sensibilità dall’altra, tutte cose che esistono in tutti gli individui indistintamente dal genere e che semmai attraverso il lavoro di Hamer trovano un riscontro a livello degli emisferi del cervello: l’emisfero destro della corteccia cerebrale viene gestito, governato dal testosterone e quindi detto maschile e per il quale si osserva che si riflette l’ambito del territorio; l’emisfero sinistro governato dall’estrogeno, femminile, e riguardante l’ambito della sessualità. Dove è l’omosessualità prevista biologicamente in questo? Si capisce che è una forzatura?!

La bilancia ormonale scoperta da Hamer non ci parla di sessualità, come si vuole far intendere nell’articolo in oggetto, ma di relazioni sociali e di ormoni relativi alla gestione del territorio. Ed è in quest’ambito che va inserito il discorso sui “lupi secondi“, che di fatto non sono tutti maschi omosessuali, ma semmai subiscono una gestione dell’ormone prevista per il mantenimento della leadership del capo branco, leadership assoluta che non può e non deve essere (in senso biologico) rimessa continuamente in discussione. E’ questa l’unica vera funzione della bilancia ormonale nei maschi del branco. Altra cosa lo sarà nelle femmine, anche questo ben descritto da Hamer.  

E’ una questione di livelli di testosterone. Capite che non c’entra niente con i rapporti di coppia o l’essere o meno omosessuali? Tra l’altro la cosa è riferibile esclusivamente al maschio ed al fatto che è competitivo nel branco per il comando. Quello che viene descritto è un comportamento di sottomissione che si instaura una volta stabilito chi è il capo branco, ed è questo, si, che riguarda il buon funzionamento del branco, non l’essere omosessuali. E’ il sottomettersi che ha rilevanza biologica.

Infatti, a livelli alti di testosterone conseguirebbe una maggiore conflittualità tra i maschi, ergo maggiore instabilità nel branco. E’ questo il discorso biologicamente sensato da fare, un discorso che contempla il concetto di necessità biologica e non la necessità sociologica di avere delle tutele e dei diritti Civili. O vogliamo veramente pensare di ridurre i rapporti sociali, per quanto gli somiglino già, ai comportamenti di un branco di lupi? Le necessità biologiche sono quello che sono, ma poi c’è l’essere umano, e l’essere umano dovrebbe essere un altra cosa che un animale in un branco.

dal racconto del viaggio di Ulisse «Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.» (vv. 112-120) Inferno | Dante Alighieri

Tra l’altro, ragionando in questo modo, si capisce perché le donne biologicamente non amano la guerra. La donna in quel senso è interessata alla vita ed al concepimento, i suoi livelli di testosterone hanno un altra funzione.

La riproduzione, e quindi la sessualità come viene intesa qui, è biologicamente femminile, il maschio secondo lo studio della bilancia ormonale si occupa del territorio, niente che parli di orientamento sessuale, è una questione di specializzazione funzionale, ovvero, una volta creata la separazione nei due sessi, si è sviluppata conseguentemente la separazione dei ruoli. La riproduzione è biologicamente femminile, tutti i più antichi processi di creazione o riproduzione sono guidati da questa forza, dall’energia creatrice femminile; cosa che i nostri più lontani antenati sapevano molto bene, come testimoniano le molte statuette di “Veneri” ritrovate e risalenti al periodo paleolitico, raffiguranti Dee con ampi fianchi e seni, a simbolo di fertilità.

E’ il dramma nascosto della storia recente, parlo degli ultimi 5-6000 anni, dell’umanità: uomini che per qualche ragione iniziano ad invidiare ed odiare le donne per il loro ruolo sociale, tanto da inventarsi un Dio maschio che controlli tutto il branco, che sostituisca la precedente Dea femminile antica, e che nella moderna società cercano ancora in tutti i modi di sostituirle con pratiche di uteri in affitto e molto altro. Forse è di questo che si dovrebbe parlare invece di cercare la sensatezza dell’omosessualità nei branchi di lupi maschi.

Chissà, forse un giorno troveranno il modo di clonarsi tra loro, così faranno a meno anche delle donne. Ironizzo! Non solo perché la cosa non interessa solo a costoro, ma anche perché è praticamente improbabile che riescano a farlo. Non capendo l’esistenza dell’anima, non solo perché la ignorano, ma perché non ne comprendono la funzione, l’utilità, il funzionalismo, non possono capire nemmeno che l’anima non possono essere clonate.

Cosa che, se capissero, capirebbero anche perché i loro tentativi fatti sino ad oggi sono falliti; il corpo senza anima, senza mente non sopravvive, e la mente e l’anima di una persona non può essere clonata, l’essere individuale e particolare che ognuno di noi è, è unico ed irripetibile. E’ di questo che dovremmo parlare se vogliamo capire l’essere umano. Essere umano sono 2 parole, l’umano forse lo possiamo anche misurare, ma l’essere è un altra cosa.

Mariae Nascente in quanto simbolo e principio allo stesso tempo (madre del Cristo, ovvero la coscienza, ovvero madre della coscienza, in quanto operosità della coscienza), è il tentativo di altri individui di far sopravvivere nella storia questo valore: il valore femminile è l’essere, è la creatività, la creazione, non solo come portatrice della vita, ma come somma qualità e virtù per umanizzarci e renderci migliori. I buoni sentimenti scaturiscono dal principio femminile, … e qui non è del genere che si sta parlando, evidentemente. Imparare a rispettare la vita è un valore.

Il peccato, semmai ci fosse, sarebbe che l’uomo, il maschio in particolare, si ostina a pensare di poter dominare la Natura e tirarsela dove più gli è comodo, di piegarla ai suoi voleri, pensando veramente di poterla governare attraverso la genetica e chissà cos’altro sta realizzando, quando in realtà la Natura di per se’ non esiste nemmeno se non come concetto creato dall’uomo stesso ed al quale l’uomo ha attribuito qualità cognitive che la natura non ha. E’ l’uomo l’essere ad essere dotato di intelletto e quindi dell’attributo cognitivo e per quanto egli non abbia piena coscienza di questo ed ignori di dover compiere un qualche tipo di sviluppo ulteriore in questa direzione, la forza della vita si esprime comunque attraverso di lui, forza che è emanazione delle forze indifferenziate ed impersonali dell’universo. In questo senso è l’umano a rendere tutto così maledettamente personale.

Probabilmente questa sua ostinazione nel dominio della terra è facile che sia proprio un riflesso del fatto che come tale, l’uomo è da sempre chiamato biologicamente alla gestione del territorio. La Natura è vita e come tale non è modulabile secondo i capricci di un intelletto addomesticato ai vizi di una società degenerata e senza valori. In questo senso la vita è la donna nel suo più ampio senso e valore. Degenerando la donna ed il principio femminile l’umanità condanna se stessa ad un’epoca di oscurantismo, e questo lo abbiamo già visto nella storia, e basta spostarsi di qualche miglio per vederlo ancora.

L’ostinazione e la cafoneria del maschio di questa specie non è una novità, quello che preoccupa è che la donna moderna cerca di emularlo, ne simula il potere ed i valori di competizione ed arrivismo, camuffandoli dietro la bandiera dell’emancipazione sociale. L’umanità attualmente cammina sopra una polveriera chiamata estinzione involontaria di se stessi, a causa dell’arrogante convincimento di poter dominare la Natura e piegare il pianeta ai suoi “voleri”, anche se forse sarebbe meglio chiamarli “capricci”, senza capire che il volere della biologia è più potente, l’istinto di sopravvivenza è “miglionardi[2]  di anni di evoluzione avanti a tutti noi e tutte le nostre pensate. Solo gli esseri umani che attualmente popolano questo pianeta possono trovare biologicamente sensato comportarsi come questi “uomini cane” ( vedasi presente articolo: Dai “transgender” ai “transspecies”: la comunità degli uomini-cane).

Poi per come l’ho sempre vista e sentita, ognuno ha tutte le ragioni ed il diritto di portare avanti i rapporti che desidera e sente suoi, e non perché è biologicamente sensato, ma perché così ha scelto. Non era questo infatti in discussione qui, ma l’uso improprio della filogenesi ed il senso biologico per fare affermazioni  non opinabili.


[1] Etimologicamente il termine “sessuata” – proviene da “secare“, ovvero dividere.

[2] Neologismo, somma delle parole “milioni” e “miliardi”, per rendere più forte il concetto di quantità enorme.


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2 pensieri su “I “secondi lupi” sono tutti maschi omosessuali? Ma manco per niente!

  1. https://www.rt.com/usa/346189-nonbinary-legal-gender-oregon/ L’articolo dice che , secondo una sentenza di tribunale , ora in Oregon, i residenti possono cambiare il loro genere , qualora non si identifichino né nel genere femminile né in quello maschile, in un “nuovo genere ” detto ” non binario”….la legge umana continua imperterrita a normare gli effetti e sancisce la dissoluzione dell’umanità.

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