Ricorre, ma purtroppo non si celebra, a causa del fatto che non è rimasto più nessuno a commemorarlo, in questi giorno l’anniversario del “genocidio” dei Catari per opera dei Cattolici della santa Romana Chiesa avvenuto nel XIII secolo. E’ stata la prima crociata della storia di cristiani contro altri cristiani. Quando la Chiesa nell’anno 2000, per mezzo dell’allora pontefice, parlò “dei modi poco evangelici che la Chiesa ha talora impiegato nella sua ricerca della verità” non ha dedicato una sola parola a quelle comunità che sono completamente scomparse, a cominciare proprio dai catari,  con l’Inquisizione.

Ancora oggi il primo rappresentante di questa importante istituzione (Papa Francesco), che a tanti pare così misericordioso e “buono”, non fa cenno di voler parlare di questa grave vergogna della storia del cristianesimo compiuta per mano di presunti seguaci di Cristo verso altri fratelli in Cristo. Non perde invece tempo, con una manovra da vero politico, di lisciare il pelo alla Turchia usando il termine “genocidio” a proposito dell’oppressione del popolo Armeno per opera dell’impero Ottomano. Il riferimento è ad eventi dello scorso secolo, ma non solo lo fa sembrare come una cosa appena accaduta, ma lo fa dimenticando che per secoli l’istituzione che egli rappresenta ha ucciso milioni di individui in nome del loro Dio.

Una sistematica epurazione per imporre un unico pensiero e visione evangelica, altro che ricerca della verità. Una rimozione sistematica dei simboli e dei valori Pagani che erano tipici e contraddistintivi della cultura e società Europea dai primi secoli della preistoria fino ad arrivare all’antica Roma pre-cristiana. Prima di pensare alle immani catastrofi conseguenti alla stagione del dramma degli Armeni per mezzo degli Ottomani, forse il pontefice Bergoglio dovrebbe preoccuparsi di fare qualche altro tipo di ammenda.

Già durante l’Impero Romano, appena ammesso ufficialmente il culto cristiano con decreto imperiale del 315 d.C., si cominciò a demolire i luoghi del culto pagano e a sopprimere i sacerdoti pagani. Sacerdoti cristiani, come Marco di Aretusa o Cirillo di Eliopoli, vennero persino celebrati come benemeriti «distruttori di templi». Dall’anno 356 d.C. venne sancita la pena di morte per chi praticava i riti pagani. L’imperatore cristiano Teodosio (408-450 d.C.) fece giustiziare perfino dei bambini per aver giocato coi resti delle statue pagane. Eppure, stando al giudizio di cronisti cristiani, Teodosio «ottemperava coscienziosamente a ogni cristiano insegnamento».

Nel VI secolo, si finì per dichiarare fuorilegge i fedeli pagani. Nel 415 d.C., la celeberrima scienziata e filosofa Ipazia di Alessandria venne letteralmente squartata da una plebaglia (i parabolani) guidata e aizzata da un predicatore di nome Pietro, e i suoi resti dispersi in un letamaio. alla faccia della proverbiale carità cristiana. 

Fu questa volta Cirillo, ma di Alessandria, vescovo e dottore della chiesa, fatto poi anche Santo, ad ordinare l’uccisione della donna; esattamente lo stesso Cirillo di Alessandria che proprio Benedetto XVI ha celebrato di recente come “Padre della Chiesa”. In quell’occasione Ratzinger, era il 2007, si è limitato a ricordare che Cirillo “governò Alessandria per 32 anni con grande energia”, mentre nessun cenno ad Ipazia, e nemmeno alla trasformazione operata delle sinagoghe ebraiche in chiese, ed alla conseguente distruzione di innumerevoli testi nonché della stessa biblioteca di Alessandria. Fu più determinato in questo senso Socrate Scolastico, avvocato e storico della Chiesa dell’impero romano d’Oriente, che in merito all’episodio annotava: «Tale fatto comportò una non piccola ignominia sia a Cirillo sia alla Chiesa alessandrina. (Storia ecclesiastica Libro VII, cap. 15, PG 67 col 769).

Ipazia fu accusata di essere colpevole di aver messo in discussione “la parola di Dio” e di discuterne il valore come “verità” rivelata. Credo che di fondo la cosa più imperdonabile per “loro” fu che a farlo fosse una donna.

Ma andiamo all’eccidio che commemoriamo oggi: il “genocidio” dei Catari ed Albigesi. La Crociata fu bandita da papa Innocenzo III intorno al 1209 col fermo intento di estirpare un idea differente, nota come catarismo, dalla versione ufficiale del messaggio di Cristo dai territori della Linguadoca (Occitania). A quel tempo in Occitania, Francia meridionale, si viveva pacificamente. Da molti decenni tirava aria d’indipendenza, di tolleranza e di scambi commerciali con i Saraceno e con gli Ebrei che erano i nemici noti della Chiesa.

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Questi ribelli che con il semplice atto di non offrire alla crociata i loro uomini mettevano in luce le contraddizioni della Chiesa. Nei loro confronti la reazione fu fortissima e probabilmente proporzionata al timore che questo atteggiamento nei confronti delle crociate e la differente visione del messaggio di Cristo più realistico potesse mettere in crisi l’intera istituzione Cattolica. Stiamo parlando di un movimento che si stava diffondendo in tutti i paesi di lingua d’Oc. La parola Cataro originariamente proveniva dal greco Katharós, che significa “puro”, non perché lo scopo della loro vita era di raggiungere un qualche genere di purezza, ma perché teologicamente non avevano aggiunto o tolto niente (rispetto al vangelo e alle fonti in loro possesso)  all’insegnamento cristico delle origini (sacramenti, etiche, virtù). Solo successivamente il termine diventerà ingiurioso derivandolo dal latino “catus” e nel tentativo di sostenere che i Catari baciavano nei loro riti il sedere di un gatto o di un caprone.

I catari Avevano aspirazioni gnostiche e facevano riferimento al canone delle Scritture, prima che fossero rimaneggiate dai concili. I catari infatti erano critici nei confronti dei Concili e dei Padri della Chiesa e sostenevano che il Cristo avesse dato un unico sacramento: il battesimo dello Spirito. I Catari negavano l’esistenza dell’Inferno perché ritenevano che esso fosse questa terra: rimproveravano a Roma di avere inventato questo Inferno immaginario ed il Purgatorio, con lo scopo di spaventare gli uomini per meglio controllarli.

Altro elementi distintivo era che la donna non era subordinata all’uomo e nemmeno competeva con lui, vi erano donne che apprendevano il sapere e che lo insegnavano proprio come nella più remota tradizione dei racconti leggendari della Maddalena e del suo apostolato in Provenza dove insegnò il sapere gnostico. Maria Maddalena simboleggiava per i catari infatti la Conoscenza (o gnosi), rappresentando l’incarnazione umana del sapere (Sophia) che, come tale, era la Sposa e la Sacerdotessa di Cristo.

Le manifestazioni di un profondo senso religioso, il tendere verso l’integrità, il canto d’amore e la rinascita della poesia, l’arte di “trovare”, la semplicità dei costumi, il rispetto di ogni creatura, una visione del mondo compassionevole e intelligente, faceva indubbiamente forte contrasto con una Chiesa Romana che, assiduamente impegnata sul piano politico, si affannava in crociate, l’elezione dei vescovi o la gestione dei diritti feudali, ed il ricorso alla violenza sempre più cruento ed ingiustificabile agli occhi del messaggio di Cristo. Una Chiesa protesa agli affari materiali molto orientata alla mondanità, ma poco, molto poco ai bisognosi, ed ancor di meno allo Spirito.

“Orsù, soldati di Cristo, orsù valorosi cavalieri della milizia cristiana. Vi muova il generale gemito della Santa Chiesa, vi accenda il pio zelo di punire una così grande ingiuria recata al vostro Dio!

Affrettatevi ad abolire la perfidia eretica,attaccando i suoi seguaci con maggiore sicurezza che i Saraceni, perché sono peggiori di essi”

Con queste parole nel marzo del 1208 il Papa Innocenzo III spronò il mondo cattolico alla Crociata contro l’eresia catara. La volontà papale era ed è sempre stata quella di diventare l’unico punto di riferimento per il cristiano e l’unica chiesa legittima.

Durante i primi attacchi gli occitani si riorganizzano e scacciano i crociati, ma durò il tempo dei festeggiamenti, perchè nuovi eserciti si apprestarono alla conquista. Nel giro di pochi anni nella regione dei Catari e degli Albigesi, tra la rocche della gran resistenza e la furia distruttiva dei crociati, si è consumata una vera e propria pulizia etnica il cui risultato finale fu quello dell’eliminazione e sostituzione degli abitanti di quei luoghi con nuovi coloni.

La città di Béziers è in assoluto l’emblema della recrudescenza delle stragi perpetrate dai crociati: il 22 luglio 1209, infatti, l’esercito capitanato dal monaco cistercense Arnaud Amalric, abate di Citeaux sterminò almeno ventimila catari. Secondo il suo confratello Cesario di Heisterbach, nel corso dell’assedio Amalric avrebbe esclamato: “Uccideteli tutti! Il Signore conosce i suoi” – (la frase è direttamente tratta dalla Seconda lettera a Timoteo, 2,19.)

Così i legati pontifici Milone e Arnaud Amaury (capo della spedizione) raccontano il massacro di Béziers del 22 luglio 1209 trionfalmente rivendicato: «la città di Béziers fu presa e poiché i nostri non guardarono né a dignità, né a sesso né a età, quasi ventimila uomini morirono di spada. Fatta così una grandissima strage di uomini, la città fu saccheggiata e bruciata: così la colpì il mirabile castigo divino».

Come vedete uno è un monaco, l’altro è un abate. E’ di questo che stiamo parlando: uomini di Dio intolleranti, integralisti e propensi alla guerra ed all’oppressione. L’idea assurda di fondo era che il messaggio evangelico non doveva svilupparsi fuori dalle braccia della Chiesa Romana, dato che essa agiva secondo il “bene”, poteva anche decidere dove stava il “male”. Cosa che spiega la ragione per cui la sparizione dei catari doveva essere definitiva e doveva essere compiuta per mezzo del fuoco: essendo il fuoco simbolico del fuoco dell’inferno dove l’anima che ha peccato espia le sue colpe.

Interi villaggi di migliaia di abitanti furono rasi al suolo nel tentativo di costringerli a denunciare i resistenti. La solidarietà era totale e quindi i mezzi repressivi divennero sempre più duri. E’ qui che nasce l’Inquisizione, la prima polizia della storia, con le sue strategie, il suo trasformismo, l’appoggiarsi ai valori pauperistici (degli ordini mendicanti) attraverso il braccio dei domenicani, un pò come i moderni gesuiti. La scusa è la povertà per esercitare un potere senza eguali nella conversione degli infedeli. L’ultima roccaforte fu quella di Montségur che cadde il 16 marzo 1244, ai piedi della rocca vennero eretti pali ai quali tutti e 222 abitanti, compresa la moglie del signore della Rocca, furono legati e arsi vivi. Il prato ove venne eretto il rogo viene chiamato ancora oggi Pratz dels crematz, prato dei bruciati. Questo evento sancì la fine definitiva della guerra contro i catari in Occitania.

I Catari erano anche in Italia; il movimento fu decapitato successivamente a quello in Francia nel 1277. Come già precisato, la visione del messaggio Cristico dei Catari si diffuse in tutte le regioni in cui si parlava la Lingua d’Oc: fra esse, Lombardia e Piemonte. La Chiesa catara di Concorezzo (MB) contava 1500 “perfetti” (nome dato ai “sacerdoti” catari), su 4.000 complessivi sparsi sul territorio europeo. A difesa della Chiesa di Roma intervenne il podestà di Milano, Oldrano da Tresseno, che operò grandi stragi di catari ed eretici. Circa 170 fra vescovi, preti e perfetti catari, furono catturati a Sirmione, imprigionati e posti al rogo a Verona. Cambiano le epoche, cambiano i volti, ma la storia si ripete. Per giorni l’arena di Verona fu teatro di queste esecuzioni e il puzzo repellente di carne arsa viva impregnava le vie della città. Ci vollero 20 anni di guerra e 100 di inquisizione per stroncare li ultimi focolai eretici. La Chiesa dopo aver compiuto la sua “opera” riesumò e bruciò, per sino, i cadaveri degli eretici.

Il genocidio dei Catari inaugurò l’inizio di una triste stagione, una delle pagine più nere ed oscure della Chiesa di Roma, che si è macchiata delle peggiori atrocità della storia dell’umanità. La “storia moderna” infatti è il risultato dell’opera, iniziata nel Medioevo, di distruzione sistematica e dell’imposizione di un unico credo dall’Europa all’America, da parte di un potere religioso senza scrupoli che non ha avuto pietà per nessuno dei sui avversari, o meglio, presunti tali. Il triste elenco delle immani ingiustizie ed eccidi in nome di Dio degli ultimi 1500/2000 anni è stato giustificato con aberranti motivazioni ideologiche, religiose e persino razziali. In America la segregazione dei neri era guidata da ferventi cattolici e credenti che consideravano i neri come bestiame, animali e per questo inferiori. Lo stesso è accaduto in sud Africa, con la Apartheid.

Aberranti motivazioni ideologiche e religiose che ottenebrarono la mente dei carnefici fino al punto di prefiggersi l’intento di annientare interi popoli, mentre le potenze internazionali dei vari sovrani dell’epoca, sottomessi al potere temporale della Chiesa, per opportunismo politico, guardavano dall’altra parte, cosa diversa quando invece partecipavano con i loro eserciti per la spartizione dei territori. Lo sterminio etnico nel Nuovo Mondo (America) è un altra delle storia non ancora raccontate. Scriveva nel 1634, e sottolineo 1634 (praticamente l’altro ieri, per la storia dell’umanità) – il governatore del Massachussets: «Quanto agli indigeni, sono morti quasi tutti contagiati dal vaiolo, e per tal modo il SIGNORE (e per chi non lo avesse capito si riferisce al Dio dei Cristiani) ha confermato il nostro diritto ai nostri possedimenti».

Per chi non lo sapesse, Cristoforo Colombo, diversamente da come viene celebrato nei libri di storia, era in realtà un commerciante di schiavi che aveva fatto carriera come milite crociato. Egli iniziò la ricerca del Nuovo Mondo allo scopo, come sempre, di espandere il cristianesimo e di evangelizzare gli infedeli. Questa idea malsana degli infedeli da evangelizzare accompagna tutta la storia dei Cattolici da Paolo in poi. Poi ci stupiamo quando sono altri ad usarlo, magari, riferendosi a noi.

Ma torniamo a Colombo il quale, solo poche tempo dopo lo sbarco sulla prima isola abitata in cui s’imbatte nel mare dei Caraibi, fa imprigionare e deportare sei indigeni che, come scrisse, «debbono servire da bravi servitori e schiavi (…) e si possono facilmente convertire alla fede cristiana, giacché mi sembra che non abbiano religione alcuna» (SH200). Mentre Colombo definisce gli abitanti autoctoni quali “idolatri”, esprimendo la volontà di offrirli come schiavi ai cattolici re di Spagna, il suo socio Michele da Cuneo, aristocratico italiano, rappresenta gli aborigeni come “bestie” per il fatto che «mangiano quando hanno fame, e si accoppiano in tutta libertà, dove e quando ne hanno voglia» (SH 204-205).

Su ogni isola su cui mette piede Colombo traccia una croce sul terreno e «dà lettura della rituale dichiarazione ufficiale» (il cosiddetto Requerimiento) al fine di prender possesso del territorio da parte della Spagna, nel nome dei suoi Cattolici Signori. Qualora gli Indios negassero il loro assenso (soprattutto perché non comprendevano semplicemente una parola di spagnolo), il Requerimiento recitava così: «Con ciò garantisco e giuro che, con l’aiuto di Dio e con la nostra forza, penetreremo nella vostra terra e condurremo guerra contro di voi (…) per sottomettervi al giogo e al potere della Santa Chiesa (…) infliggendovi ogni danno possibile e di cui siamo capaci, come si conviene a vassalli ostinati e ribelli che non riconoscono il loro Signore e non vogliono ubbidire, bensì a lui contrapporsi» (SH 66).

Nell’America del sud i pronipoti dei Maya e gli Aztechi, sono stati rimossi a vantaggio dell’introduzione di conquistatori spagnoli. I secoli dopo non sono stati migliori. 29 novembre 1864: massacro di Sand Creek, nel Colorado. Il colonnello John Chivington, ex predicatore metodista e politico regionale fa passare per le armi un villaggio dei Cheyenne con circa 600 abitanti – quasi solo donne e bambini – benché il capo indiano agitasse bandiera bianca. Bilancio: da 400 a 500 vittime. Inutile dire che è incalcolabile il numero di uccisioni dei popoli nativi d’America, i quali sono stati praticamente eliminati per fare posto ai reietti delle galere Inglesi e i predecessori dei moderni uomini d’affari.

Considerando che il “genocidio” dei nativi americani e degli africani si è prodotto dal 1607-1890, ve lo vedete voi papa Bergoglio tirare le orecchie al presidente Obama per l’eccidio dei nativi d’America? E già che ci siamo. Che direbbe delle bombe atomiche del 6 e il 9 agosto 1945? Chiunque dopo aver visto la distruzione prodotta dalla prima bomba non avrebbe avuto esitazioni a non far esplodere la seconda! Forse siccome erano diverse volevano vederne gli effetti (Le atomiche di Hiroshima e Nagasaki: diverse ma terribili)?

In Canada, almeno 50.000 bambini delle popolazioni native sono stati uccisi nelle apposite “scuole residenziali”, di cui due terzi erano gestite da suore e preti cattolici. Attraverso le testimonianze di alcuni sopravvissuti risulta che i bambini venivano volontariamente infettati con malattie mortali, sterilizzati, forniti agli ospedali come cavie per esperimenti “scientifici”, stuprati, venduti ai pedofili, torturati atrocemente, picchiati a morte, assassinati in varie maniere, sottoposti ad ogni forma di violenza psicologica e fisica.

Riassumiamo. Dal 1500 alla fine del 1800, sterminio degli Indiani negli USA (97% della popolazione), dal 1922 al 1984, “genocidio” canadese, dal 1700 al 1928, “genocidio” degli indigeni australiani e neo-zelandesi ad opera degli inglesi (oltre il 90% della popolazione). Come mai il pontefice non va a tirare le orecchie come sta facendo con la Turchia?

Tutto questo mentre nel vecchio mondo (tenete conto che la caccia alle streghe dura dal 1484 al 1750) venivano trucidate, torturate e messe al rogo persone sospettate e condannate per pratiche stregoniche. I quattro quinti di essi erano donne. Con Colombo e i conquistatori delle Americhe, la caccia alle streghe e l’inquisizione spagnola si apre in effetti per Chiesa un periodo di oscurità e orrori che capisco vogliano tenere sotto il tappeto come lo sporco di una casa. Una stagione che dura fino quasi ai giorni nostri, infatti, non sono in molti a sapere che in Croazia, nel 1942-43, v’erano numerosi campi di sterminio, organizzati dai cattolici ustascia agli ordini del dittatore Ante Pavelic, un cattolico praticante ricevuto regolarmente dall’allora papa Pio XII (vero nome Eugenio Pacelli). Vi erano persino campi di concentramento speciali per bambini!

Non possiamo non dimenticare la trattativa politica per evitare l’occupazione dello Stato Vaticano in occasione della strage delle Fosse Ardeatine che proprio in questi giorni è stata deposta la consueta corona. Chissà, se la prossima volta che Papa Francesco andrà alle Fosse Ardeatine a rendere omaggio ai 335 martiri della Resistenza, gli venisse voglia di vergognarsi un pò e commuoversi come sa fare per l’insensibilità del suo predecessore Pio XII il quale, per ragioni di Stato, ha taciuto lasciando compiere ai tedeschi questo orrendo massacro. Pensate che lo stesso Ratzinger lo voleva santificare forse in nome dell’antico patto e riconoscenza cattonazista (prendetevi il tempo di dare un occhiata a queste foto, non dico di leggere l’articolo potreste pensare che sia di parte, ma le foto parlano chiaro).

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Dalle cronache di quei giorni, infatti, si sa che sarebbe bastato un suo intervento per scongiurare la rappresaglia. Era opinione comune che Pio XII era l’unico a scongiurare questo massacro, l’unico in quel momento a poter convincere Hitler a rinunciarci, proprio come dalla foto qui sopra traspare! Ma decise di tacere per evitare la minacciata occupazione nazista della Santa Sede, affidando il suo sgomento ad un comunicato pubblicato sull’Osservatorio Romano solo il giorno successivo alla strage. E’ vero padre Bergoglio, è proprio vero, come lei ha detto in occasione della commemorazione: “Qui è stato offeso Dio“! Chissà se lei può capire in che modo ed in quale misura. Pare che il «silenzio di Pio XII» fu su molte questioni anche su quella degli Ebrei deportati ad Auswitz. Ma proseguiamo ancora. 

Nel 1954 i combattenti per la libertà del Vietnam, i cosiddetti Viet Min, erano guidati dal fanatico cattolico Ngo Dinh Diem e crearono le condizioni per il noto conflitto. Diem fece in modo che gli aiuti dagli USA, viveri e medicinali, risorse tecniche e d’ogni specie andassero a beneficio dei soli cattolici. I buddhisti, o i villaggi a maggioranza buddhista, vennero ignorati, oppure dovettero pagare per gli aiuti che i cattolici ottenevano invece gratuitamente. Nel 1956, il presidente Diem emise un decreto in cui si diceva che gli: «Individui che minacciano la difesa nazionale o la sicurezza collettiva potevano essere internati dalle autorità in campi di concentramento». Per contrastare il comunismo, come usava dire, vennero così posti in “custodia cautelativa” migliaia di dimostranti e di monaci buddhisti. Si stima che in questo periodo di terrore (dal 1955 al 1960) restassero ferite nei disordini almeno 24.000 persone, che fossero giustiziati circa 80.000 oppositori; 275.000 furono le persone incarcerate e torturate, mentre circa mezzo milione vennero ristrette in campi di concentramento o di prigionia (MW 76-89).

Rwanda, anno 1994, Sacerdoti e suore anglicani, ma soprattutto cattolici, sono gravemente accusati di aver preso parte attiva all’assassinio di indigeni. Ok, basta, mi fermo, dato che l’elenco è lungo, potrebbe risultare oltremodo monotono per qualcuno leggerlo, e mi sta venendo il mal di testa. Vedete come è facile mettersi a fare la conta dei disastri, il punto è che tutta questa cosa del genocidio Armeno è l’ennesima operazione politica di un potere che con Dio ha sempre avuto molto poco e che fare, e men che meno con Cristo il cui messaggio è stato tradito sin dalla prima notte.

Il mio auspicio è che la piantino di giocare con le vite delle persone, che la smettano con questa ipocrisia, questa falsa “carità” cristiana e con questa separazione, che si ravvedano del dolore e del male che hanno già provocato e provocano con questo alimentare l’ignoranza, la paura, la superstizione, la credulità in questo modo nelle coscienze. Dio è un grande traguardo per l’uomo, è il risveglio della sua coscienza per elevare attraverso l’intelletto il suo Spirito alle più elevate sfere del sapere e della conoscenza. I giochini politici nel tentativo di muovere ancora le file del potere mondiale e il marketing per razzolare fedeli o utenza è una visione squallida da vedere per un istituzione che si propone almeno a parole di crescere gli uomini e le donne nel messaggio inascoltato di Cristo, messaggio di speranza e rinascita umana. Fate ammenda e fatevi da parte, avete fatto il vostro tempo. Lasciate spazio alla vita, ricucite lo strappo che avete creato con l’intera umanità riconoscendo i vostri orrori.

Chiudo con un antico e noto “andante”:

«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» (Gv 8,7)

Sapete chi dovrebbe essere la “lei” citata in questo passo? Lei era Maria Maddalena: sposa e madre del Cristo, ovvero della coscienza. Iside alla quale nessun mortale ha sollevato ancora il velo!!! La pietra invece è il sesso. Capire come questa funzione biologica possa essere utilizzata per realizzare e santificare il nostro Spirito è essenziale per il nostro ulteriore sviluppo come individui. Un serbatoio di energia particolare, più fine, più sottile e di alta qualità a disposizione in qualsiasi momento della nostra esistenza. Essere l’eletto è come essere innamorati. Ma questa è una altra storia, Ci si prende in onda.


Fonti bibliografiche

  • DA: Karl-Heinz Deschner, Abermals krähte der Hahn, Stuttgart 1962.
  • DO: Karl-Heinz Deschner, Opus Diaboli, Reinbek, Hamburg 1987.
  • DZ: Die Zeit, Nr. 5, 1998.
  • EC: P.W. Edbury, Crusade and Settlement, Cardiff University Press 1985.
  • EJ: S. Eidelberg, The Jews and the Crusaders, Madison 1977.
  • HA: M. Hunter, D. Wootton, Atheism from the Reformation to the Enlightenment, Oxford 1992.
  • LI: H.C. Lea, The Inquisition of the Middle Age, New York 1961.
  • LM: E. Le Roy Ladurie, Montaillou. Ein Dorf vor dem Inquisitor 1294-1324, Frankfurt 1982.
  • MM: M. Margolis, A. Marx, A History of the Jewish People.
  • MV: A. Manhattan, The Vatican’s Holocaust, Springfield 1986. V. Dedijer, The Yugoslav Auschwitz and the Vatican, Buffalo NY 1992.
  • NC: J.T. Noonan, Conception: A History of its Treatment by the Catholic Theologians and Canonists, Cambridge, Massachussets 1992.
  • S2: Notiziario radiofonico di S2 Aktuell, 10 ottobre 1996, h 12:00.
  • SH: D. Stannard, American Holocaust, Oxford University Press 1992.
  • SP: Settimanale Der Spiegel, Nr. 49, 12/2/1996.
  • TA: A True Account of the Most Considerable Occurrences that have Hapned in the Warre Between the English and the Indians in New England, London 1676.
  • TG: F. Turner, Beyond Geography, New York 1980.
  • WW: H. Wollschläger, Die bewaffneten Wallfahrten gen Jerusalem (I pellegrinaggi armati contro Gerusalemme) Zürich 1973 (È quanto di meglio in circolazione a proposito di crociate. Contiene una silloge di cronache cristiane del medioevo. Purtroppo non più ristampato).
  • WV: Calcoli e stime sul numero delle streghe condannate al rogo:
        N. Cohn,

    Europe’s Inner Demons: An Inquiry Inspired by the Grat Witch Hunt, Frogmore 1976, 253.

  • R.H. Robbins, The Encyclopedia of Witchkraft and Demonology, New York 1959, 180.
  • J.B. Russell, Witchcraft in the Middle Ages, Ithaca, NY 1972, 39.
  • H. Zwetsloot, Friedrich Spee und die Hexenprozesse, Treviri 1954, 56.

 

Questo documento prende spunto dai testi originali di Karlheinz Deschner dal titolo Victims of the Christian Faith (in inglese) e Opfer des christlichen Glaubens (in tedesco).


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Un pensiero su “Il “Genocidio” Cataro | Storia criminale del cristianesimo

  1. OTTIMO intervento, caro Gabriele Ara, quello sul genocidio degli ARMENI, a cominciare dal ricordo di quello dei CATARI. Ma anche l’esilo di Dante, si legge nella sua condanna al ROGO, è per DISOBBEDIENZA AL SOMMO PONTEFICE BONIFACIO VIII. La CHIESA CATTOLICA non voleva, e non vuole anche adesso…!!!, che emergesse, p.e., quello che io dimostro di scientifico-filosofico in questa mia intervista, da te già conosciuta, ma che mi è utile qui riproporre. Giovangualberto Ceri su Internet: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA

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