Buona sera a tutti e buona sera a coloro che mi stanno scrivendo manifestandomi quanto abbia colpito nel segno con i miei ultimi articoli (sul Genocidio dei catari e sull’attuale politica del Vaticano). Mi riferisco a coloro che in modo a volte anche poco ortodosso si sentono offesi. Iniziamo col risolvere il primo dei quesiti e cioè che io non sono anti-cattolico, perché per essere “anti” ci deve essere una contrapposizione che in questo caso non c’è. Non ci provate a fare il giochino dell’anti-. A me importa poco quello che credete o non credete, e men che meno mi interessa essere contro qualcosa. Diversamente mi piacerebbe invece poter esprimere il mio pensiero senza dover essere sopraffatto dalla veemenza dei vostri appelli. Cosa che tra l’altro direi che confermano che il sangue vi bolle parecchio.

Quello che la chiesa fa è lecito nell’ambito di quello che persegue essa stessa come istituzione e come organizzazione, quello che ho voluto far notare è che forse non ha tutta questa autorità morale per fare la morale ad altri, e che forse qualche panno sporco o scheletrino nell’armadio c’è anche nella sua di storia. Che i suoi credenti si debbano sentire migliori o nel giusto solo per via del loro status di credenti è un altro assurdo del fanatismo dimostrato. Credenti poi in cosa? Non c’è un “giusto” nel credere ed un “non giusto” nel non farlo. Cosa vi fa credere che questa cosa nella quale credete sia assoluta e definitiva e tutti gli altri sono infedeli. Ma poi qui la questione che pongo non è questa, io ho sollevato una questione che è politica, non religiosa. I miei articoli parlano dell’uso strumentale della religione per fini politici e di potere, cosa che è inoppugnabile, a meno che non entriamo anche qui nel campo del negazionismo.

Personalmente mi considero una persona “spirituale”, ovvero una persona interessata a sviluppare l’altro che c’è e che considero essenziale, sono interessato alla coscienza ed al suo sviluppo armonico, sono interessato al mio sviluppo emotivo ed intellettuale, sono interessato a capire le ragioni che mi hanno portato ad esistere e a nascere su questo pianeta, sono interessato a capire se c’è dell’altro che gli altri non hanno ancora visto e concepito, non sono interessato a tutto questo solo perché voglio l’assoluzione alla mia stessa morte, o per paura o per bisogno di credere, sono interessato a conoscere la vita e arrivare a comprendere cosa la agita così tanto e come sia possibile che esisto, … se per questo mi devo considerare un ERETICO, bene, allora così sia!

Sono un ERETICO, ma non quel genere di eretico che la cultura e la storia racconta, ma l’originario “colui che sceglie” … o almeno è quello che cerco di realizzare. Niente credenze, nessun timore, libero di spaziare col pensiero e sognare un mondo migliore e convintamente libero di perseguirlo.

eretico e·rè·ti·co/
sostantivo maschile – fig. Persona ostentatamente irriverente nei confronti della religione, miscredente; anche, a proposito di chi dissente in maniera ferma e decisa dai principi di una dottrina o di un’ideologia, spec. politica.
f. -a; pl.m. -ci, f. – nella teologia cristiana e cattolica, seguace di un’eresia; chi propugna e diffonde un’eresia
2. (fam.) persona poco religiosa; miscredente

Questa è la definizione che proprio 2000 anni di crociate hanno finito per dare a questo termine, ma ricordate che il termine eretico ha origine dal gr. hairetikós il cui significato è colui ‘che sceglie”. E per scegliere non serve credere, serve essere, serve esistere, serve essere presenti, serve accorgersi, serve avere chiaro come la brutalità e la crudeltà si nasconda e si annidi nell’ignoranza che l’uomo abbraccia come verità, proprio perché ignora, non capisce le cause dei suoi comportamenti, crede ciecamente e di solito crede di essere nel giusto. L’ignorante non si mette in discussione, non prova a guardare con onestà intellettuale le cose, perché nel diventare un credente ha rinunciato all’intelletto. Se questo significa essere una persona poco religiosa, e quindi, come mi avete scritto, una triste e brutta persona, bene allora io sono quello, e quello sono io.

Dio come lo concepite voi dal mio punto di osservazione e di consapevolezza non esiste, non può esistere, non è sensato, mentre Dio lo è; ma questo lo capirete solo quando avrete abbandonato la certezza delle vostre credenze. Non c’è nessuno là fuori che fa arrivare niente, non c’è nessuno che punisce o manda malattie e dolore, non c’è nessuno in cielo che decide cosa è bene e cosa è male, non c’è nessun da accattivarsi o di cui conquistare la benevolenza con le proprie opere, quello è l’uomo a farlo ed è vergognoso che lo si attribuisca ad un entità invisibile al di sopra di tutti. Dio secondo per me è la massima aspirazione e grado coscienziale al quale un essere umano nel suo processo di rivoluzione della sua coscienza può arrivare ed aspirare.

Voi vi ricordate di Dio solo quando avete paura o qualcosa non va nel verso che vi aspettate. Se vi dicessero che potete giungere all’immortalità senza necessariamente credere in Dio, se vi si mostrasse la strada lo fareste, questo perché voi in realtà in Dio cercate l’attenuazione della paura della morte, cercate la salvezza dal fatto che un giorno morirete. Poi ci sono i ferventi credenti, che pregano e amano, sono in buona fede, sono gentili di animo, ma purtroppo a mio avviso sono ingannati anche loro dato che non possono capire cosa sia Dio, a causa dell’idea che si sono fatti e del fatto che invece di incarnarlo pensano di doverlo adorare, o di doverlo onorare non essendo peccatori. Il peso del peccato è tutto sulle spalle di una morale che viene coltivata ed è stato inculcata in secoli di vessazioni ed ignoranza, il peccato fa leva sul senso di colpa e sul non sentirsi adeguati, all’altezza, il peccato si basa sui complessi di inferiorità e superiorità.

Dio per me è una visione, Dio è la visione, una visione più ampia della realtà, è la comprensione che alla luce delle dimensioni immense del cosmo non possa esistere nessun individuo con la barba che ha creato l’universo e che ci spedisce delle leggi alle quali obbedire: non è credibile! L’universo è sempre mai esistito e non è umano, Dio è un grado di consapevolezza al quale l’uomo può aspirare grazie al fatto che diverge dagli altri essere proprio perché è dotato di una qualità che chiamiamo intelletto, una consapevolezza che gli permette di comprendere le ragioni per cui esiste l’universo.

Dio è la visione di un cosmocratore, non è un individuo, è lo stato d’animo al quale può giungere un individuo. Non è qualcosa là lontano e nascosto da adorare a distanza, ma qualcosa con cui entrare in intima connessione e contatto. E’ per questa ragione che è scritto che gli angeli invidiano l’uomo, ma siccome prendete tutto alla lettere non potete capire cosa vi stanno dicendo.

Le forze, per così dire, che si esprimono nella vita e nell’universo sono impersonali, è l’uomo invece a rendere tutto così maledettamente personale. E’ questa la sua qualità e la sua stessa dannazione, perché quando non comprende discende nelle passioni di un animale travolto dal suo intelletto: che è peggio!!!

Siamo noi in quanto dotati di coscienza e ragionamento che abbiamo la possibilità di dare una direzione a queste forze: ed allora se cercheremo il cielo, ovvero l’elevazione del nostro Spirito grazie all’intelletto, il sapere e la conoscenza e la purezza dei nostri sentimenti conosceremo il cielo e gli angeli, se cercheremo la soddisfazione della brama, delle aspettative, la mondanità, il potere ed il predominio, se applicheremo il pregiudizio e la paura conosceremo i demoni e l’inferno in terra. Il punto è che né gli angeli e né i demoni esistono; gli uni e gli altri non sono altro che stati d’animo nell’uomo. Le ali sono per l’ispirazione, sono per l’elevazione ed il sogno. Le ali sono per volare, per sognare sempre più in alto. Le corna invece sono per conoscere, … ed anche in questo c’è saggezza.

Il vero male dell’uomo è l’ignoranza unita alla presunzione invece di sapere già tutto, unitamente al voler stabile ciò che bene e ciò che è male partendo dai preconcetti e dai concetti della propria stessa ignoranza, applicando i precetti di una dottrina o fede senza un minimo di discernimento. L’ignoranza è la rinuncia al buon senso.

Nei miei precedenti scritti vi ho solo mostrato cosa l’ignoranza e l’arroganza possono portare, ho mostrato come prendendo alla lettere i testi sacri si possa distruggere un mondo e porre fine a tante vite, vi ho solo mostrato come sia assurdo che per un Dio, per quanto buon e misericordioso possa essere e per quanto si possa pensare che sia stato offeso, si possano uccidere altri esseri umani senza accorgersi, senza provare un minimo di rimorso. Come si fa a non accorgersi che si sta tradendo l’insegnamento più profondo di Cristo, chiunque sia stato, che è quello di amare i propri nemici.

Dove è finito?! Dov’è finito l’uomo, dov’è la sua umanità se diventa carnefice dei suoi simili? Ci turbiamo difronte all’olocausto e la crudeltà del nazismo, ma allo stesso tempo abbiamo l’incredibile convinzione che a noi non potrà di certo accaderci. Crediamo che una crudeltà simile non possa accadere più, ma se l’uomo non cambia, se l’uomo non evolve, non cresce, non supera il conflitto interiore: cambieranno i nomi, cambieranno i luoghi e cambieranno i tempi, ma le cose andranno ancora una volta nello stesso modo, questo perché le motivazioni di fondo in assenza di una crescita resteranno le stesse: egemoniche, fanatiche e di potere. Il fanatismo oscura la visione.

Non uccidere significa non uccidere, significa che devi trovare altre vie per risolvere le divergenze. Tanto più che i poteri che gestiscono il mondo usano il fanatismo per portare avanti le proprie crociate. Si offuscano le menti per convincerle a fare cose che in coscienza non farebbe nessuno mai. L’uomo è stato ingannato dice Filippo nel suo vangelo, ma non si è capito molto il livello di questo inganno.

Non abbiamo capito niente sul significato della vita degli antichi mistici, dei religiosi e dei profeti e sopra cosa si basava il loro sapere, perché troppo ignoranti per capirli e troppo pigri per svegliarci. Le persone sono così deboli che preferirebbero gettare una moneta nel pozzo dei desideri o pregare ed adorare un Dio inesistente piuttosto che incamminarsi in un qualche tipo di percorso di crescita ed auto-coscienza o di evoluzione. Ignoriamo che siamo esortati ad evolvere come individui e come specie, siamo chiamati ad essere migliori dei nostri padri, ed invece cadiamo ancora nello stesso peccato, che è l’ignoranza la cui colpa ricade sui figli. Pensiamo veramente di vivere su questo pianeta solo per stare lì e passare il tempo in qualche modo; ed è questa la più orrenda delle verità sull’uomo: l’essere convinto che veramente lui sia qui per lavorare, comprarsi un auto, farsi una casa, una famiglia, un conto in banca e cos’altro credete sia l’essenza per rendere confortevole il soggiorno ed il trascorrere di questa vostra esistenza.

Siamo ubriachi! Siamo ubriachi che si ciondolano nel paese dei balocchi convinti di avere anche una qualche tipo di ragione o giustificazione per farlo e se altri non sono ubriachi quanto noi, ci scagliate contro e li insultiamo senza renderci lontanamente conto che i primi dannati siamo proprio noi. Dov’è l’uomo in tutto questo? Dov’è il suo splendore? Lazzaro alzati e cammina, prima che ti camminino sulla testa. Si svegli chi può!

Viviamo di superstizioni, se non fosse che è oramai accertato che la peste si trasmette in qualche modo, ci sarebbe ancora chi andrebbe in giro a denunciare le persone giurando su Dio di averle viste ungere le porte. Siete così ignoranti e pericolosi che mandereste al rogo un poveraccio solo perché magari diverso o perché vi suscita un qualche tipo di antipatia che mascherate da sospetto.

La religione, antica arte del risveglio, l’avete fatta diventare un cumulo di scemenze per creduloni e impauriti superstiziosi, il cui unico scopo è quello di stemperare la paura della morte, confidando in una improbabile salvezza (almeno dal piano della paura e dell’ignoranza dalla quale la guardate) ed in una resurrezione dal sepolcro, mentre non capite che per lo più è tutto simbolico del fatto che dovete svegliarvi perché come anime siete già morte! Le trombe del giudizio stanno suonando da secoli. Svegliatevi!

L’anima ritorna fintanto che non ha compreso l’esistenza umana, fintanto che non avrà concepito qualcos’altro di diverso per lei che non aveva ancora pensato. E voi cosa fate? Oscurate il vostro pensiero con la fede cieca, ritardando di incarnazione in incarnazione questa comprensione, e pretendete per giunta di spacciarla (la fede) agli altri come unica verità per giunta rivelata. Se non fosse che è un triste modo di esistere, verrebbe quasi da ridere per quanto grottesco ed assurdo.

Gli antichi rituali nati per sperimentare le profondità del nostro “essere”, li avete trasformati in vettori per il trasferimento proprio della paura e del disprezzo (creato ad oc, dal credo stesso) verso voi stessi su un qualche tipo di catalizzatore. Solo la debolezza nell’uomo, creata ad oc in secoli di sottomissione e privazione della libertà attraverso l’intimidazione e l’uso delle armi, della tortura e della prevaricazione morale, poteva creare un Dio vendicativo come quello raccontato nelle manipolazione delle scritture. E’ una questione di leadership: quando il leader muore o finisce, finisce anche la sua opera.

Ma se il capo branco diventa un entità superiore ed eterna, esterna al branco, ma che dall’alto lo dirige come un gregge, ed opera attraverso i suoi ministri … beh, allora, i suoi ministri si sono assicurati il mantenimento del potere per secoli. L’idea di Dio in questo senso è molto resiliente, in grado di superare 2000 anni di vessazioni e feudalesimo senza sentirne nemmeno troppo gli urti, pronta ancora oggi ad avere un ruolo nella gestioni delle questioni politiche e diplomatiche. Cambiano i pontefici, ma la chiesa come istituzione permane nei secoli dei secoli.

La chiesa non ha superato il suo atavico attaccamento al passato, anche perché senza quel passato essa stessa non esisterebbe. Vi lasciate sedurre dai suoi modi cortesi ed apparentemente avanguardisti, ma chiunque conosce il duro lavoro e l’addestramento al quale è chiamato un “cavaliere” sa che non si cambiano 2000 anni di vessazioni, perversione (mi riferisco alla pedofilia) ed oscurantismo in pochi mesi e solo perché adesso abbiamo trovato il volto giusto per una nuova propaganda.

La religione così come viene offerta ai fedeli è solo consolazione, non c’è lavoro, non c’è azione, non c’è scoperta, è già tutto rivelato. Il nuovo papa vi piace perché assorbe la vostra paura con la sua oratoria e solleva i vostri animi facendovi sospirare in un mare di belle parole alimentando e nascondendo l’ipocrisia alla quale assistete ogni giorni, vi solleva dalla sofferenza e vi insegna che è Dio a volere da voi questo sacrificio, mentre sono altri uomini a farlo per mantenere la loro posizione di prestigio. Senza rinunciare a nulla e senza realmente vedere il prossimo come un fratello.

“Più lo ascolti più è dolce il tono!”. Revolver di Guy Ritchie 2005

Mai parole più adatte furono pronunciate: la religione è da secoli un virus del linguaggio che riscrive i percorsi nel cervello per soffocare il pensiero critico. Pare che questa cosa debba essere ricordata a più non posso, a non essere che si finisce per scambiare il “pensiero critico” di un eretico in qualcosa anti-qualcos’altro!!!


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