Il problema sono realmente l’establishment e Trump? No, è la privazione radicale dello Scopo!

Il problema sono realmente l’establishment e Trump? No, è la privazione radicale dello Scopo!

Ed ecco che all’improvviso (si fa per dire, è un pò che viene usata, ma adesso ce l’hanno tutti sulla bocca) spunta un altra parola che deve fare il giro del web, diventare social, cult, cool, fresch, e soprattutto smart per intorpidirci la testa e l’animo e non farci capire cosa sta accadendo, mettendo tutto dentro un unico calderone, proprio come accade all’eroe dell’episodio “15 milioni di celebrità” della serie britannica “black mirror” .

La parola magica è Establishment! Volete sapere cosa significa? Significa “Istituzioni”, esattamente questo, ne più e ne meno che “istituzioni”, a volte inteso con l’accezione di “instaurazione” e nell’attuale caso riferito al potere che si è instaurato a governo del mondo, e ribadisco, non oggi, o ieri, ma sono secoli che questi sono così, cambiano le facce, gli strumenti fino ad arrivare alla democrazia, ma la logica è la stessa: potere, potere, potere; persino il profitto è uno strumento per avere potere sugli altri. Predicazioni, violenza, soprusi, ingiustizie, torture, guerre, sono la storia degli ultimi, 3000-5000 anni. Ma torniamo al termine, torniamo alla “parola”.

E’ come per la questione dei termini o parole quali la sindaca, l’assessora, la ministra, per le quali faccio notare, visto che lo vedo mentre scrivo, già il corretto di bozza non segna sotto rosso come errore ortografico, cosa che ancora non accade invece, per adesso, con il camionisto, il chitarristo, il bassisto, etc… e tutte cose che passano alla gente perché sono quello che chiamiamo i “media” in generale a darne voce ed il consenso al loro utilizzo.

Sono i media lo strumento del sistema per far passare culturalmente, alcune cose, mentre di dietro le istituzioni scrivono e attuano strategie. Sapete chi ha fatto o comunque a chi è stata attribuita la pensata del termine declinato al femminile del“la sindaca”? Esatto il presidente (perché si dice “il” presidente, è il nome dato al ruolo) della camera Laura Boldrini. E’ stata proprio lei a pretendere che si dicesse “sindaca” e “ministra”. Pare che la battaglia lessicale sia un tema molto caro al presidente della camera, infatti, nel marzo dell’anno scorso scrisse una lettera a tutti i parlamentari per declinare al femminile tutti i ruoli istituzionali. A me ricorda qualcosa questo modo di fare … Bah! Mi riverrà in mente!

Una vecchia canzone degli alpini sul fronte diceva: non passa lo straniero!!!! Bam, bam! Purtroppo lo straniero non è quello che viene da fuori, ma è quello che sta dentro, uno straniero che non riesce più a concepire una vita diversa da quella che gli hanno dato, uno straniero che ha accettato il ruolo che gli è stato attribuito, un ruolo che ha assimilato nel tempo e a sua totale insaputa, al punto tale da credere anche di averlo scelto, ma altro non è che, come in una simulazione virtuale, un personaggio la cui narrazione esiste solo a vantaggio della storia di qualcun altro. Un uomo che accetta quello che vede e subisce solo perché aspetta di poter tornare a casa, sdraiarsi sul suo divano e guardare la Tv, giocare forse coi suoi figli, forse uscire a bere una birra con gli amici, o andare al cinema, per distrarsi un pò e poter sentire che anche oggi ce l’ha fatta, anche se non ha combinato niente di utile per il suo scopo. Scopo che ovviamente ignora di avere.

Qui ogni bisogno viene soddisfatto, a parte uno: lo scopo, il fine, il vero fine ultimo della nostra esistenza, il perché, il perché esistiamo. Per questo cercate distrazioni! Per provare emozioni e godere della vostra auto affermazione alla disperata ricerca della considerazione altrui. Per questo esistono i social network e tutta la virtualità che mano a mano costruiranno per tenervi/ci fuori dalla verità e dal cercare un senso alla nostra vita. Adesso è solo il piacere di farvi una foto, di mettere in mostra le vostre vacanze, i vostri beni, le serate danzanti, gli amici, … in futuro chissà. Il punto è che tutti qui sono convinti di non avercelo uno scopo, sono stati convinti che l’uomo non serve a nulla, che l’uomo è tale in quanto animale e come tutti gli altri animali soddisfa i bisogni della natura. Se da una parte l’umanità come specie non è destinata a niente, il singolo individuo se impara ad organizzarsi in gruppi, può tentare una sortita o fuga.

I MEDIA o meglio i giornalisti e conduttori televisivi che ci lavorano, dato che sono loro poi a fare la notizia, anche se non lo sanno o fanno finta di non saperlo, sono prevalentemente e di fatto la voce di quello che loro stessi chiamano l’establishment, devono obbedire per necessità ai dei grossi interessi e capitali instaurati dal secoli di guerre e prevaricazioni. Non è per fare della retorica spicciola, è proprio così, è proprio questo che si osserva ed è talmente ovvio che diventa quasi obsoleto dirlo e ridicolo spiegarlo, al punto che si è di fatto zimbello degli stessi giornalisti.

Che lo sappiano o meno di fatto devono fare l’interesse dei loro editori o proprietari, cosa che è giusta, tra l’altro; d’altronde ognuno qui tutela il suo interesse, protegge il suo investimento. E’ sensato ed è sistemico, c’è poco da stupirsi, queste sono le regole del normale funzionamento o gioco qui, nel quale, volente o nolente ci siamo trovati tutti a sottostare. Il problema infatti è il come ed il perché si è arrivati a questo tipo di sviluppo. Il capitalismo a vantaggio o a svantaggio di chi, se c’è, è un falso problema, il vero problema è l’ignoranza che ha portato a questo sviluppo e come fare per uscirne.

E’ la mancanza dello scopo, rimosso in secoli di prevaricazioni, crociate e devastazione culturale col fine di ottenere il potere ed il controllo sugli altri, ad aver generato un nuovo tipo di individui che cerca esclusivamente di soddisfare i bisogni primari come un qualsiasi altro animale su questo pianeta spacciandoli per ideali verso i quali dedicare il tempo di una esistenza. Io lo so che chi legge non crede che lui o lei possa avere uno scopo diverso da quello di nutrirsi, fare sesso, o trovare soddisfazione nell’auto affermazione di se stessi. Pur volendolo non lo può sentire, si racconta di averlo uno scopo, si racconta storie sulla sua evoluzione, ma i più non sentono. E’ una cosa viscerale, è la molla che agita la tua coscienza, che agita tutta la tua presenza, non puoi in questo senso mentire a te stesso.

E’ questo il contenuto del condizionamento subito: la privazione radicale dello Scopo. Non c’è malafede in quello che fanno le persone. La loro vigliaccheria e indolenza è solo il riflesso del vuoto esistenziale e dell’abitudine a consumare tutto voracemente. Non c’è malafede, ad esempio, nonostante, usino questa tecnica barbara (da Iene) di fermare le persone per strada a bruciapelo, o ti suonano al citofono, invece di chiedere un intervista vera, nei cronisti e reporter, semmai c’è arrivismo e voglia di mettersi in mostra o di fare lo scoop; lo dico perché sono in molti ad alimentare l’idea che le persone sono fomentate contro i giornalisti. Altra forma di vittimismo per giustificare in alcuni casi la mancanza di contenuti e di professionalità o di obbiettività.

Senza una mutazione del nostro pensiero queste logiche resteranno incrollabili e senza speranza. Poi evidentemente c’è anche un altra domanda è cioè: perché dovremmo cambiare? Perché? E se non c’è la risposta, cosa che personalmente conosco, non cambieremo, saremo solo ipocritamente indignati. Si esatto, indignati, proprio come una parte del mondo oggi che si fa pilotare nella campagna contro Trump senza capire che è un altro modo di dividersi in destra e sinistra, in alto basso, in buoni e cattivi.

Personalmente considero che c’è un altro modo di capire ed interpretare questo modo di votare delle persone, e cioè che forse, stanno cominciando ad essere in molto a capire che in realtà la politica non conta nulla, che le decisioni non le prendono i presidenti o i capi di governo, che quello che un candidato o l’altro promette non viene fatto, hanno capito che è un proforma perché serve dare la parvenza di democrazia attraverso l’espressione di un voto, hanno capito che un burattino vale l’altro, hanno capito che la stanza dei bottoni è altrove, che le politiche vengono decise in un altro modo e questo per me non è populismo, ma potrebbe anche essere una chiara “presa di coscienza”, il problema è che si esprime in una mente condizionata e soprattutto esasperata dalle angherie, malversazioni ed ingiustizie che ritiene o crede di aver subito, e quindi se non segue uno ulteriore sviluppo del pensiero e di questa nuova ribellione resta materiale utile per essere pilotato e servire ancora una volta le solite logiche.

E’ come con Hamer le persone hanno preso a curarsi come vogliono loro, e forse questo è un ulteriore cambiamento che spaventa se i media si sono attivati per screditarlo. Per fortuna la gente se ne frega delle loro inchieste, e continuerà ad affermare un grande principio che è la scelta di curarsi come vogliono. E’ impossibile fare il bene comune in uno stato di cose come quello attualmente in essere e mi riferisco con il sistema di valori.

Forse veramente esiste un numero accettabile di persone che ha smesso di farsi prendere in giro, hanno capito che qualsiasi cosa votiamo il potere precostituito, instauratosi in secoli di conflitti e privazioni, farà solo quello che è il suo interesse e a vantaggio inevitabilmente di pochi. A dicembre voteranno tutti “no”, non perché gli importa di cambiare il parlamento o perché hanno timore di perdere la democrazia o la costituzione, quella è solo una minoranza istruita e per certi versi anche un pò politicizzata, come tutti del resto quelli che si interessano o partecipano come un tifo calcistico ad un partito.

Voteranno No, per dirgli che hanno capito in giochetto, proprio come si vede nelle ultime battute di V per vendetta. E se fosse così il momento è realmente delicato, infatti mancando degli elementi necessari il rischio di manipolazione è forte. Quello infatti che bisognerebbe approfondire è semmai: come mai? – cioè: perché adesso? Potrebbe essere un risveglio, come anche invece qualcosa di pilotato anche questo a vantaggio di altro e col fine ultimo (la butto lì, anche se è fin troppo scontato) di liberarsi di una classe di politici e dirigenti che hanno talmente dato spettacolo e si sono resi ridicoli (penso a – Matteo risponde o alla copertina di Rolling Stone qui sopra) da non essere più, nonostante quei pochi irriducibili che li sostengono perché ci credono, credibili ed utili al sistema, … o magari entrambe le cose, proprio come l’episodio di cui all’inizio dell’articolo (“15 milioni di celebrità” della serie britannica “black mirror”).

Non dimentichiamo mai che questo è il mondo del “vantaggio di qualcuno a discapito di qualcun altro o qualcos’altro”. Serve scuola. Serve un lavoro profondo alla rimozione del condizionamento, che vi assicuro è forte, è molto forte, non basta aver capito di essere in trappola, non basta aver preso coscienza del meccanismo e del giochino come sembra adesso mostrarsi dall’analisi di certi voti (Brexit, Trump, etc…), non basta.

Pensare di essere liberi in questo momento è solo l’inizio della rinuncia a rimuovere gli ostacoli ad un risveglio nella direzione della comprensione della nostra verità più inconfessabile e terrificante e cioè che il vero nemico è dentro. Negli ultimi anni in questo paese Italia sono state raccolte firme per leggi di iniziativa popolare, sono stati votati referendum sul nucleare, l’acqua pubblica, e molto altro che sinceramente non ricordo.

Risultato finale? Nulla di fatto, non è cambiato nulla, la consultazione popolare è la facciata necessaria per poter assolvere al concetto che il popolo è sovrano, dovesse accorgersene il popolo e rovesciarli tutti. Le persone in questo senso sono incattivite dalla deflazione sono decise a dare una lezione al “re o al padrone” come titola una nota canzone di Dario Fo “Ho visto un Re“, dove il povero ha capito che se lui sorride e si mostra felice, fa sta male il ricco, il potente, il re, il cardinale, e tutti quelli che detengono il potere, che invece si nutrono della sua infelicità. E’ il dispetto, la consolazione perché si è persa ogni speranza, ci si è rassegnati e questa resta l’unica rivincita.

Questo moto di rivolta deve poter essere usato per crescere e con intelligenza, ma di questo ne parleremo … forse, mercoledì! At salut.
Rocco Bruno


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Rinunciare a ciò che si è. Accomodarsi e stare bene. Il biscotto dell’Oracolo.

Rinunciare a ciò che si è. Accomodarsi e stare bene. Il biscotto dell’Oracolo.

Di recente mi sono trovato a ragionare su certi comportamenti osservati attorno al lavoro che porto avanti, lavoro svolto inevitabilmente come un esperimento sociologico e come studio dell’uomo, anzi per onestà devo dire, non tanto come studio dell’uomo, ma come studio della sua mentalità, qualcuno direbbe, condizionata. L’uomo di per se è una gran cosa in termini di principio ed essenziali, purtroppo è parassitato e posseduto da una forma energetica apparentemente aderente e somigliante in tutto e per tutto a lui che opera in sua vece facendogli credere di essere lui a prendere le decisioni.

Il punto infatti è riuscire a vedere come tutto questo opera. Parlare di condizionamento diventa sempre di più un approccio superficiale, è importante vedere il contenuto di questo condizionamento, altrimenti, la parola stessa resta vuota di significati, cosa che invece non si vuole. Il condizionamento ha a che vedere col modo con cui pensiamo, alle nostre tendenze, a quello che crediamo, a come ci muoviamo e perché. La sua prevedibilità a volte è quasi disarmante. E’ interessante osservare come puntualmente questa mente umana, anzi, direi, disumana e disumanizzata, quasi meccanica, un mio caro amico la chiama eso-mente, non si smentisca mai; come, se stimolata in precisi punti, dia sempre la stessa risposta automatica. Il bisogno di costanti conferme e di auto affermazione è interessante, questo bisogno di sentirsi al centro ed importanti è insolito per un individuo dotato coscienza, l’uso di questa coscienza per il raggiungimento di traguardi effimeri o per esprimere giudizi ed opinare è raccapricciante quando allo stesso tempo grottesco.

Lo sviluppo di una forma di furbizia nel tentativo di trovare puntualmente la sistemazione più comoda possibile è poi disarmante quando inequivocabile. Faccio alcuni esempi. In questi anni, tante volte mi sono trovato a dire che gli incontri che tengo, l’opera, il progetto che sto cercando di sviluppare pur essendo rivolto a tutti, non è sempre per tutti. Questo però non perché lo decido io o non lo voglia, ma perché è necessario che emerga nei partecipanti una certa volontà al cambiamento. Un cambiamento che vada oltre appunto la speculazione personale, oltre i personalismi, e il vantaggio a discapito di altri, oltre l’affermazione personale e l’arrivismo. Tu guarda se qualcuno ha capito che mi riferisco proprio a lui. Ognuno pensa che questa cosa non lo riguarda, che è già evoluto e pronto a svolgere le sue mansioni e funzioni in Zion. A lui non serve il lavoro che propongo. Beh! Brutte notizie, non è così.

Negli ultimi 10 anni mi sono dedicato alla divulgazione di un idea fondamentale che ha a che vedere con la possibilità per un individuo di svilupparsi ulteriormente rispetto al conosciuto o a quello che crede o sente di essere, cercando di stimolare e di rafforzare in chi mi ascoltava l’idea del bisogno di compiere un qualche tipo di lavoro su se stesso col fine ultimo di far nascere qualcosa che ancora non c’è.

Per tutto questo tempo ho cercato di far vedere un mondo che andava oltre le aspettative di tutti i giorni, ad esempio, oltre la realizzazione personale o di carriera. Qualcosa che ha a che vedere con un sistema più grande di quello socio-economico-culturale nel quale “essi vivono”, qualcosa che ha a che vedere con l’evoluzione e lo sviluppo della vita su questo pianeta e con buona probabilità con l’esistenza dell’intero universo. Un astrazione del pensiero che va oltre il bisogno di considerazione o la realizzazione di uno status materiale o di un benessere psicologico. Niente da fare, quando è andata bene, mi hanno preso per un rivoluzionario o un dissidente politico, quando è andata male per uno psico-terapeuta, altre volte per un profeta, che, se non si capisce la parola alla perfezione, è anche peggio, altre volte ancora per il loro padre.

L’opera o lavoro che porto avanti non può risolvere i problemi della vita e nemmeno quelli esistenziali o emotivi, men che meno quelli spirituali, per quanto nobili ed edificanti, e nemmeno parentali o di relazione, non è di questo che mi occupo, per queste cose ci sono i terapeuti, gli psicologi e le religioni; sono eccellenti anche i vari guru, guide, maestri, counselor o quant’altro vi piace frequentare che vi motivi a stare al mondo.

Occupazione, lavoro, amore, sesso, malattia, infelicità, e chissà cos’altro di simili, non sono parte della mia occupazione attuale: per chi non è in grado di risolvere questi presunti problemi da solo, il mio lavoro non serve. Quante volte l’avrò detto? Niente da fare, non ascoltano. Volete trovare sempre altri significati a quello che vi dico, interpretate a modo vostro le mie parole. Ho cercato di portarvi a vedere e farvi capire cosa vi imprigiona, cercando di mostrarvi il contenuto della prigione, una prigione per la mente, una prigione, come giustamente è stato detto, senza sbarre e senza odore; ma neanche questo è servito, a voi non riguardava, vi credete già liberi e quindi in grado di fare e di prendere decisioni a volte anche al posto mio e sul progetto che io ho ideato in anni di lavoro ed osservazione. A volte, nel farlo ho cercato anche di incoraggiare in alcuni di costoro la propria e libera iniziativa, con il risultato finale spesso di un disastro interminabile. Avete rotto tutto quello che si poteva rompere.

La gente non ascolta quello che gli viene detto, trova sempre altri significati, interpreta a modo suo, perché crede di aver capito, credo di avere un qualche tipo di volontà o autorità, senza rendersi conto che è qualcos’altro ad agire in loro, non si accorge che in realtà è la prigione a parlare ed agire per loro. Poco male, io qui spengo un interruttore, e la fuori voi non vedrete altro che sparire un qualche tipo di influenza. Se sarà stata utile o meno solo il tempo lo manifesterà. Molte volte ho detto che la mia opera non può aiutare in nessun modo a risolvere niente che abbia a che fare con le questioni del mondo, perché cerca di superarlo questo ordine di mondo, perché cerco di farvi vedere altro, un altro con cui e come conseguenza si risolveranno anche i famosi problemi che credete di avere, ma non è lì il punto. La cosa non può essere fatta per questo, può essere fatta solo se dentro sorge il bisogno di evolvere o rivoluzionare attraverso un uso adeguato e coerente della coscienza.

E’ di un chiodo fisso che sto parlando, un chiodo fisso che proviene dalle viscere più profonde della volontà della natura di questo pianeta di evolvere in un altra forma di vita o specie diversa da quella umana, attualmente esistente e fin troppo sopravvalutata. Un evoluzione che si produce solo se si è capaci di rivoluzionare tutti i dati raccolti e di rinunciare, non smetterò mai di ripeterlo, a se stessi. Voi volete essere voi stessi perché vi manca un passaggio: dovete ancora affermarvi come esseri umani. Come potete pensare di diventare altro? Siete stati piegati ai voleri dei potenti e di chi governa questo mondo da secoli e da prima che voi nasceste, non potete pensare di capire quello che dico se non vi elevate prima al rango di essere viventi; e per farlo avete bisogno prima di essere voi stessi. Il problema per voi è che il mio lavoro è smontare quello che siete o credete di essere, e non aiutarvi ad affermarlo. Capite che siete nel posto sbagliato?!

Molti di coloro che vengono agli incontri, lo fanno senza curarsi di quello che dico, ci vengono per sentirsi bene; credendo di ricevere risposte ai loro problemi, anche e nonostante io non l’abbia fatto. Altri ancora mi chiedono consiglio, ma non vogliono aiuto, vogliono solo trovare quello che già si aspettano, e quando non do’ loro la risposta che volevano sentirsi dire si offendono o si arrabbiano, o cercano di screditarmi.

Non ascoltate le mie parole; dico sempre le stesse cose e per quanto possa fare sforzi per essere chiaro, non mi credete, cercate sempre un altro significato, che esiste solo nella vostra testa bacata. Ma non lo capite che il problema sta proprio nella testa? In quello che volete e che vi aspettate? E’ inutile che citate il Budda che dice di rinunciare alle aspettative, che sono le aspettative a generare la sofferenza, se è quello che poi all’atto pratico fate in continuazione. Voi non volete veramente cambiare, voi volete, i più intendo,  solo sentirvi bene e volete solo avere ragione, non siete disposti a mettervi in discussione; volete solo sentirvi meglio di come vi sentite normalmente, volete alleggerirvi dai fardelli che portate e passarli a qualcuno altro che li porti per voi, non volete cambiare, non volete altro che consolazione, senza capire che anche questo è frutto del vostro stesso condizionamento.

Voi volete andare dall’Oracolo (il riferimento è al film di “the matrix”) che vi dica quello che vi piace sentirvi dire, volete il biscotto dell’Oracolo per dimenticare tutto e per un momento sentire anche voi di contate qualcosa, per sentirvi per un momento anche voi come l’Eletto. Volete essere gli eletti senza la responsabilità di esserlo. Allora, sapete cosa vi dico: adesso basta; dovete pagare per questa bella sensazione. Dovete pagare perché questo è diventato l’unico modo per cui potete capire qualcosa. Nulla mostra meglio le persone che la loro attitudine verso il denaro, oltre al fatto che così facendo finalmente posso liberarmi di tanti scrocconi fancazzisti che non servono a nulla.

Le persone sono disposte a spendere denaro per le loro fantasie personali, ma non hanno il ben che minimo apprezzamento per le cose ed il lavoro che ricevono. Il modo con cui guardate al denaro è la prima grande contraddizione del vostro condizionamento, ma siccome non lo capite e non lo vedete, adesso pagate, non vi è rimasto altro, fosse solo che se non lo fate mi sento abusato e non sono più disposto ad accettarlo.

Vi ho ripetuto per anni che dovevate rinunciare a ciò che siete, vi ho invitato al più elevato dei sacrifici, ma non c’è stato niente da fare, non avete capito e mi avete anche rotto l’anima con le vostre cose e preoccupazioni, con i vostri dubbi, e i vostri giudici. Siete diventati ancora più sordi. Quando dicevo dovete rinunciare a tutto significava rinunciare a se stessi, significa rinunciare a tutto quello che dici, fai, rinunciare alle tue opinioni, rinunciare alle tue ovvie ragione, significa rinunciare a stare bene, significa lavorare per vedere i meccanismi che vi fanno comportare in un modo assurdo, significa uscire da un idea o modello di sviluppo, significa uscire da questa idea di speculazione, “approfittamento”, significa che se restate nelle vostre convinzioni attuali avete già chiuso, vi passeranno sopra la testa e voi li ringrazierete o vi lamenterete, che tanto è la stessa cosa.

Come? Ma tu non eri quello che diceva che non si può fare del commercio con il sapere, che la conoscenza deve essere donata’? Ho cambiato idea, non ve lo meritate più, se non pagate non siete più in grado di capire cosa state ricevendo e lo svendete. Siete stati educati al raggiungimento di un vantaggio personale o profitto a discapito di altri, anche se il fatto che sia a discapito degli altri non è percepito. Siete stati educati a sperperare le vostre risorse a cominciare dal quelle finanziarie che impiegate per soddisfare piaceri effimeri e non per il vostro sviluppo personale. Come usate il denaro vi tradisce.

Avete un limite cognitivo e come gestite il denaro lo manifesta appieno, non siete capaci di capire quello che vi viene dato, non siete capaci di capire cosa sia donare, non siete capaci di capire cosa significa sostenere e partecipare ad una causa più grande senza necessariamente dover ricevere qualcosa in cambio od ottenere un vantaggio materiale. Perché è di questo che si tratta: voi non vedete il vantaggio spirituale del progetto Zion, vedete solo il profitto, guardate a questa cosa solo come ad una sistemazione finale nella vostra esistenza. Siete voi che guardate a Zion come un ricovero per la vecchiaia, non io. Messi così, donare a questa causa giustificherebbe e darebbe un senso alla vostra esistenza.

Ovviamente fatto salvo che non consideriate che questa cosa o causa non lo sia, ovvero, a meno che non consideriate che non sia una causa più grande o nobile, il che è anche peggio, perché porterebbe inevitabilmente alla domanda più semplice – “ma tu, allora, cosa ci vieni a fare qui ad ascoltarmi?” – Ti rispondo io: per stare bene, vuoi accomodarti alla mensa di Zion e mangiare per il resto della vita a spese degli altri, compresi e a maggior ragione se sono loro che finanziano e sostengono il progetto.

Pagare per certe persone è in questo momento una ricompensa sufficiente a giustificare la loro permanenza ai miei incontri e lavori, indipendentemente dal fatto che servano o meno soldi alla causa, cosa che tra l’altro, detto inter nos, è così. E’ incredibile come nessuno ha ancora capito o fa finta di non aver capito che quelli raccolti ed i fondi personali che io e la mia famiglia abbiamo messo nel progetto sono finiti. Che senza altri fondi non c’è più nessun lavoro da portare avanti. Le persone vogliono venire a dare una mano, senza capire che non c’è più nulla da spostare; cosa, tra l’altro, quella di voler dare una mano, assolutamente opinabile, chiunque ha un po’ di discernimento ed ancora un briciolo di buon senso può capire da solo che è solo una scusa per venire a curiosare, o cercare ancora una volta un modo per accomodarsi e stare bene.

Non hanno capito o fanno finta di non capire che i soldi sono finiti e senza non ci sono più lavori da fare: materiale, mezzi, quello che si poteva fare è stato fatto, quello che ho chiamato i corsi estivi sono finiti: lavori di ripristino, di inventariato e pulizia, cose di ordinaria amministrazione necessari almeno a capire cosa c’è da fare, sono stati fatti. Piantatela di scrivermi che volete venire a dare una mano, e questa volta non sto scherzando o vi sto tirando un agguato. E’ troppo forte, adesso, siccome ho detto nell’ultimo incontro che il mio modo pormi a luglio dopo il rogito era stile Fight Club, come per i partecipanti al progetto Mayhem, adesso si sono svegliati tutti. Ma siete troppo forti. Qui di seguito è uno tra i tanti. Leggetevelo. Ah! Vi invito a leggere bene anche la mia risposta, come l’ho data a lui vale per tutti gli altri che pensano di venire a dare una mano. Dovete pagare! Non vi resta altro. Basta fumare dal mio pacchetto!
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Per onor del vero devo anche riportare l’ulteriore risposta. Tizio.jpg


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