Di recente mi sono trovato a ragionare su certi comportamenti osservati attorno al lavoro che porto avanti, lavoro svolto inevitabilmente come un esperimento sociologico e come studio dell’uomo, anzi per onestà devo dire, non tanto come studio dell’uomo, ma come studio della sua mentalità, qualcuno direbbe, condizionata. L’uomo di per se è una gran cosa in termini di principio ed essenziali, purtroppo è parassitato e posseduto da una forma energetica apparentemente aderente e somigliante in tutto e per tutto a lui che opera in sua vece facendogli credere di essere lui a prendere le decisioni.

Il punto infatti è riuscire a vedere come tutto questo opera. Parlare di condizionamento diventa sempre di più un approccio superficiale, è importante vedere il contenuto di questo condizionamento, altrimenti, la parola stessa resta vuota di significati, cosa che invece non si vuole. Il condizionamento ha a che vedere col modo con cui pensiamo, alle nostre tendenze, a quello che crediamo, a come ci muoviamo e perché. La sua prevedibilità a volte è quasi disarmante. E’ interessante osservare come puntualmente questa mente umana, anzi, direi, disumana e disumanizzata, quasi meccanica, un mio caro amico la chiama eso-mente, non si smentisca mai; come, se stimolata in precisi punti, dia sempre la stessa risposta automatica. Il bisogno di costanti conferme e di auto affermazione è interessante, questo bisogno di sentirsi al centro ed importanti è insolito per un individuo dotato coscienza, l’uso di questa coscienza per il raggiungimento di traguardi effimeri o per esprimere giudizi ed opinare è raccapricciante quando allo stesso tempo grottesco.

Lo sviluppo di una forma di furbizia nel tentativo di trovare puntualmente la sistemazione più comoda possibile è poi disarmante quando inequivocabile. Faccio alcuni esempi. In questi anni, tante volte mi sono trovato a dire che gli incontri che tengo, l’opera, il progetto che sto cercando di sviluppare pur essendo rivolto a tutti, non è sempre per tutti. Questo però non perché lo decido io o non lo voglia, ma perché è necessario che emerga nei partecipanti una certa volontà al cambiamento. Un cambiamento che vada oltre appunto la speculazione personale, oltre i personalismi, e il vantaggio a discapito di altri, oltre l’affermazione personale e l’arrivismo. Tu guarda se qualcuno ha capito che mi riferisco proprio a lui. Ognuno pensa che questa cosa non lo riguarda, che è già evoluto e pronto a svolgere le sue mansioni e funzioni in Zion. A lui non serve il lavoro che propongo. Beh! Brutte notizie, non è così.

Negli ultimi 10 anni mi sono dedicato alla divulgazione di un idea fondamentale che ha a che vedere con la possibilità per un individuo di svilupparsi ulteriormente rispetto al conosciuto o a quello che crede o sente di essere, cercando di stimolare e di rafforzare in chi mi ascoltava l’idea del bisogno di compiere un qualche tipo di lavoro su se stesso col fine ultimo di far nascere qualcosa che ancora non c’è.

Per tutto questo tempo ho cercato di far vedere un mondo che andava oltre le aspettative di tutti i giorni, ad esempio, oltre la realizzazione personale o di carriera. Qualcosa che ha a che vedere con un sistema più grande di quello socio-economico-culturale nel quale “essi vivono”, qualcosa che ha a che vedere con l’evoluzione e lo sviluppo della vita su questo pianeta e con buona probabilità con l’esistenza dell’intero universo. Un astrazione del pensiero che va oltre il bisogno di considerazione o la realizzazione di uno status materiale o di un benessere psicologico. Niente da fare, quando è andata bene, mi hanno preso per un rivoluzionario o un dissidente politico, quando è andata male per uno psico-terapeuta, altre volte per un profeta, che, se non si capisce la parola alla perfezione, è anche peggio, altre volte ancora per il loro padre.

L’opera o lavoro che porto avanti non può risolvere i problemi della vita e nemmeno quelli esistenziali o emotivi, men che meno quelli spirituali, per quanto nobili ed edificanti, e nemmeno parentali o di relazione, non è di questo che mi occupo, per queste cose ci sono i terapeuti, gli psicologi e le religioni; sono eccellenti anche i vari guru, guide, maestri, counselor o quant’altro vi piace frequentare che vi motivi a stare al mondo.

Occupazione, lavoro, amore, sesso, malattia, infelicità, e chissà cos’altro di simili, non sono parte della mia occupazione attuale: per chi non è in grado di risolvere questi presunti problemi da solo, il mio lavoro non serve. Quante volte l’avrò detto? Niente da fare, non ascoltano. Volete trovare sempre altri significati a quello che vi dico, interpretate a modo vostro le mie parole. Ho cercato di portarvi a vedere e farvi capire cosa vi imprigiona, cercando di mostrarvi il contenuto della prigione, una prigione per la mente, una prigione, come giustamente è stato detto, senza sbarre e senza odore; ma neanche questo è servito, a voi non riguardava, vi credete già liberi e quindi in grado di fare e di prendere decisioni a volte anche al posto mio e sul progetto che io ho ideato in anni di lavoro ed osservazione. A volte, nel farlo ho cercato anche di incoraggiare in alcuni di costoro la propria e libera iniziativa, con il risultato finale spesso di un disastro interminabile. Avete rotto tutto quello che si poteva rompere.

La gente non ascolta quello che gli viene detto, trova sempre altri significati, interpreta a modo suo, perché crede di aver capito, credo di avere un qualche tipo di volontà o autorità, senza rendersi conto che è qualcos’altro ad agire in loro, non si accorge che in realtà è la prigione a parlare ed agire per loro. Poco male, io qui spengo un interruttore, e la fuori voi non vedrete altro che sparire un qualche tipo di influenza. Se sarà stata utile o meno solo il tempo lo manifesterà. Molte volte ho detto che la mia opera non può aiutare in nessun modo a risolvere niente che abbia a che fare con le questioni del mondo, perché cerca di superarlo questo ordine di mondo, perché cerco di farvi vedere altro, un altro con cui e come conseguenza si risolveranno anche i famosi problemi che credete di avere, ma non è lì il punto. La cosa non può essere fatta per questo, può essere fatta solo se dentro sorge il bisogno di evolvere o rivoluzionare attraverso un uso adeguato e coerente della coscienza.

E’ di un chiodo fisso che sto parlando, un chiodo fisso che proviene dalle viscere più profonde della volontà della natura di questo pianeta di evolvere in un altra forma di vita o specie diversa da quella umana, attualmente esistente e fin troppo sopravvalutata. Un evoluzione che si produce solo se si è capaci di rivoluzionare tutti i dati raccolti e di rinunciare, non smetterò mai di ripeterlo, a se stessi. Voi volete essere voi stessi perché vi manca un passaggio: dovete ancora affermarvi come esseri umani. Come potete pensare di diventare altro? Siete stati piegati ai voleri dei potenti e di chi governa questo mondo da secoli e da prima che voi nasceste, non potete pensare di capire quello che dico se non vi elevate prima al rango di essere viventi; e per farlo avete bisogno prima di essere voi stessi. Il problema per voi è che il mio lavoro è smontare quello che siete o credete di essere, e non aiutarvi ad affermarlo. Capite che siete nel posto sbagliato?!

Molti di coloro che vengono agli incontri, lo fanno senza curarsi di quello che dico, ci vengono per sentirsi bene; credendo di ricevere risposte ai loro problemi, anche e nonostante io non l’abbia fatto. Altri ancora mi chiedono consiglio, ma non vogliono aiuto, vogliono solo trovare quello che già si aspettano, e quando non do’ loro la risposta che volevano sentirsi dire si offendono o si arrabbiano, o cercano di screditarmi.

Non ascoltate le mie parole; dico sempre le stesse cose e per quanto possa fare sforzi per essere chiaro, non mi credete, cercate sempre un altro significato, che esiste solo nella vostra testa bacata. Ma non lo capite che il problema sta proprio nella testa? In quello che volete e che vi aspettate? E’ inutile che citate il Budda che dice di rinunciare alle aspettative, che sono le aspettative a generare la sofferenza, se è quello che poi all’atto pratico fate in continuazione. Voi non volete veramente cambiare, voi volete, i più intendo,  solo sentirvi bene e volete solo avere ragione, non siete disposti a mettervi in discussione; volete solo sentirvi meglio di come vi sentite normalmente, volete alleggerirvi dai fardelli che portate e passarli a qualcuno altro che li porti per voi, non volete cambiare, non volete altro che consolazione, senza capire che anche questo è frutto del vostro stesso condizionamento.

Voi volete andare dall’Oracolo (il riferimento è al film di “the matrix”) che vi dica quello che vi piace sentirvi dire, volete il biscotto dell’Oracolo per dimenticare tutto e per un momento sentire anche voi di contate qualcosa, per sentirvi per un momento anche voi come l’Eletto. Volete essere gli eletti senza la responsabilità di esserlo. Allora, sapete cosa vi dico: adesso basta; dovete pagare per questa bella sensazione. Dovete pagare perché questo è diventato l’unico modo per cui potete capire qualcosa. Nulla mostra meglio le persone che la loro attitudine verso il denaro, oltre al fatto che così facendo finalmente posso liberarmi di tanti scrocconi fancazzisti che non servono a nulla.

Le persone sono disposte a spendere denaro per le loro fantasie personali, ma non hanno il ben che minimo apprezzamento per le cose ed il lavoro che ricevono. Il modo con cui guardate al denaro è la prima grande contraddizione del vostro condizionamento, ma siccome non lo capite e non lo vedete, adesso pagate, non vi è rimasto altro, fosse solo che se non lo fate mi sento abusato e non sono più disposto ad accettarlo.

Vi ho ripetuto per anni che dovevate rinunciare a ciò che siete, vi ho invitato al più elevato dei sacrifici, ma non c’è stato niente da fare, non avete capito e mi avete anche rotto l’anima con le vostre cose e preoccupazioni, con i vostri dubbi, e i vostri giudici. Siete diventati ancora più sordi. Quando dicevo dovete rinunciare a tutto significava rinunciare a se stessi, significa rinunciare a tutto quello che dici, fai, rinunciare alle tue opinioni, rinunciare alle tue ovvie ragione, significa rinunciare a stare bene, significa lavorare per vedere i meccanismi che vi fanno comportare in un modo assurdo, significa uscire da un idea o modello di sviluppo, significa uscire da questa idea di speculazione, “approfittamento”, significa che se restate nelle vostre convinzioni attuali avete già chiuso, vi passeranno sopra la testa e voi li ringrazierete o vi lamenterete, che tanto è la stessa cosa.

Come? Ma tu non eri quello che diceva che non si può fare del commercio con il sapere, che la conoscenza deve essere donata’? Ho cambiato idea, non ve lo meritate più, se non pagate non siete più in grado di capire cosa state ricevendo e lo svendete. Siete stati educati al raggiungimento di un vantaggio personale o profitto a discapito di altri, anche se il fatto che sia a discapito degli altri non è percepito. Siete stati educati a sperperare le vostre risorse a cominciare dal quelle finanziarie che impiegate per soddisfare piaceri effimeri e non per il vostro sviluppo personale. Come usate il denaro vi tradisce.

Avete un limite cognitivo e come gestite il denaro lo manifesta appieno, non siete capaci di capire quello che vi viene dato, non siete capaci di capire cosa sia donare, non siete capaci di capire cosa significa sostenere e partecipare ad una causa più grande senza necessariamente dover ricevere qualcosa in cambio od ottenere un vantaggio materiale. Perché è di questo che si tratta: voi non vedete il vantaggio spirituale del progetto Zion, vedete solo il profitto, guardate a questa cosa solo come ad una sistemazione finale nella vostra esistenza. Siete voi che guardate a Zion come un ricovero per la vecchiaia, non io. Messi così, donare a questa causa giustificherebbe e darebbe un senso alla vostra esistenza.

Ovviamente fatto salvo che non consideriate che questa cosa o causa non lo sia, ovvero, a meno che non consideriate che non sia una causa più grande o nobile, il che è anche peggio, perché porterebbe inevitabilmente alla domanda più semplice – “ma tu, allora, cosa ci vieni a fare qui ad ascoltarmi?” – Ti rispondo io: per stare bene, vuoi accomodarti alla mensa di Zion e mangiare per il resto della vita a spese degli altri, compresi e a maggior ragione se sono loro che finanziano e sostengono il progetto.

Pagare per certe persone è in questo momento una ricompensa sufficiente a giustificare la loro permanenza ai miei incontri e lavori, indipendentemente dal fatto che servano o meno soldi alla causa, cosa che tra l’altro, detto inter nos, è così. E’ incredibile come nessuno ha ancora capito o fa finta di non aver capito che quelli raccolti ed i fondi personali che io e la mia famiglia abbiamo messo nel progetto sono finiti. Che senza altri fondi non c’è più nessun lavoro da portare avanti. Le persone vogliono venire a dare una mano, senza capire che non c’è più nulla da spostare; cosa, tra l’altro, quella di voler dare una mano, assolutamente opinabile, chiunque ha un po’ di discernimento ed ancora un briciolo di buon senso può capire da solo che è solo una scusa per venire a curiosare, o cercare ancora una volta un modo per accomodarsi e stare bene.

Non hanno capito o fanno finta di non capire che i soldi sono finiti e senza non ci sono più lavori da fare: materiale, mezzi, quello che si poteva fare è stato fatto, quello che ho chiamato i corsi estivi sono finiti: lavori di ripristino, di inventariato e pulizia, cose di ordinaria amministrazione necessari almeno a capire cosa c’è da fare, sono stati fatti. Piantatela di scrivermi che volete venire a dare una mano, e questa volta non sto scherzando o vi sto tirando un agguato. E’ troppo forte, adesso, siccome ho detto nell’ultimo incontro che il mio modo pormi a luglio dopo il rogito era stile Fight Club, come per i partecipanti al progetto Mayhem, adesso si sono svegliati tutti. Ma siete troppo forti. Qui di seguito è uno tra i tanti. Leggetevelo. Ah! Vi invito a leggere bene anche la mia risposta, come l’ho data a lui vale per tutti gli altri che pensano di venire a dare una mano. Dovete pagare! Non vi resta altro. Basta fumare dal mio pacchetto!
rinunciare-a-se-stessi

Per onor del vero devo anche riportare l’ulteriore risposta. Tizio.jpg


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Un pensiero su “Rinunciare a ciò che si è. Accomodarsi e stare bene. Il biscotto dell’Oracolo.

  1. Anche il dottor Bach, come tanti altri visionari, aveva iniziato a distribuire i suoi rimedi gratuitamente con scarsi risultati. E per un visionario i “scarsi risultati” sono la poca e superficiale distribuzione delle sue idee rivoluzionarie. Evidentemente la gratuità è disarmonia in questo universo. buon lavoro!

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