Non c’è che dire si stanno proprio impegnando a forzare la decisione delle persone verso il voto unico. Non possono pubblicare i sondaggi per fare il solito giochetto di ridirigere gli indecisi e si avvalgono della solita stampa per terrorizzarli e vedere se si muovono. È noto che il terreno di battaglia sono coloro che non vanno a votare, e che, da un certo punto in poi,ovvero, da dopo aver polarizzato le persone tra destra e sinistra, ogni sforzo della politica in questo paese è stato quello di attrarre o intercettare, come dicono loro, il voto degli indecisi. Eh sì, perché i convinti seguono le loro tifoserie e non cambiano anche se la loro squadra fa stupidate. Il voto che sposta gli equilibri è quello degli indecisi e di quelli che non vanno a votare.

E allora ecco comparire a sette giorni dal voto, quando i sondaggi non possono più essere usati, la notizia che se vince il “no”, 8 banche saranno a rischio di fallimento. Il tono si alza poi nel momento in cui il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, a Cartabianca su Rai3 dice – «se vincesse il No credo che Renzi andrà dal capo dello Stato a rassegnare le sue dimissioni». Uno dice, ma dai figurati se questa cosa può essere presa in considerazione, è il solito terrorismo, non attacca, non possono attaccare questi argomenti. Sbagliato.

E sai perché ti stai sbagliando, perché tu non sei tra gli indecisi, non sei tra quelli che non gli frega nulla della politica, e quindi pensi ad un barlume, a un qualche tipo di visione, e invece la gente è bollita e, sì, ci crede. Sai quando me ne sono accorto? L’altro giorno. Ero a scuola e parlavo con un collega e quando siamo finiti sul discorso del referendum dopo il solito – “a me non  frega niente, la politica è tutta la stessa, io non mi faccio prendere per il culo, etc… ” – mi dice che comunque il rischio che cada il governo finirà per farlo decidere ad andare a votare e, anche se non me lo ha detto, deduco che voterà evidentemente “sì”.

Lo spauracchio di restare senza governo spinge le persone a votare contro le loro convinzioni? Il fatto che 8 banche chiudano se vince il “no” è una forte motivazione, soprattutto se sei un correntista di una di quelle banche. Lo so, è pazzesco, ma è così che funziona la paura. Da una parte ti fanno sentire che ti colpiscono nel conto corrente, che è diventato l’equivalente del granaio moderno, ovvero ti colpisco nel portafoglio, il moderno cibo, sappiamo tutti che denaro uguale a cibo, e, dall’altra sull’instabilità. Capisco chi ha paura che gli chiudano il conto, ma cosa importa a uno a cui non frega niente della politica che cada il governo? Sinceramente non lo capisco, registro che ha un appeal.

Prodi dice: «riforma poco chiara, ma voterò sì», ed ancora – «Sento il dovere di rendere pubblico il mio Sì» – parlando di fattori esterni che lo hanno portato a decidersi a manifestare la sua intenzione di voto. Forse si stava riferendo al fatto che questa riforma è molto popolare nelle cancellerie e ambienti finanziari che vogliono comandare.

Ci sono poi quelli che sostengono che una piccola modifica è meglio di nessuna modifica. La legge Fornero è stata una modifica al sistema pensionistico, è un cambiamento, ma non mi sembra che sia stato in meglio, ha creato il fenomeno degli “esodati”, cosa che prima di allora non esisteva nemmeno come termine, se pensate che il correttore qui non me lo trova nemmeno come termine, mi suggerisce “sodati” o “esondati”. Io direi “solati” – dall’espressione romanesca  “sola” ovvero “fregatura”. Tra l’altro tanto per smentire che le istituzioni sono lente o bloccate questa legge è passata in 16 giorni tra camera e senato. Un tempo record. Per me bisognerebbe fare una riforma della politica, non della costituzione. È la politica che non è matura per una costituzione come quella italiana.

Un’altra giustificazione a questo modo di fare viene da coloro che affermano che si sarebbe potuto farla meglio, ma intanto così è qualcosa, e semmai dopo ci si rimetterà le mani. Per me è pura follia, non stiamo parlando di ricette dei biscotti o dolci, ma della COSTITUZIONE ITALIANA cioè del documento che ha pacificato un paese distrutto da 2 guerre mondiali e dalla peggiore dittatura che abbia mai visto, la carta costituente che ha conciliato tutti gli italiani sotto un unico principio. Chi era per la monarchia e chi per la repubblica si è trovato unito nell’idea che cose come il ventennio fascista non sarebbero più dovute accadere!

Facciamo qualche passo indietro, la storia ci aiuta sempre a capire cosa stia accadendo, forse è per questo che a scuola non si racconta mai la storia moderna, ma ci si ferma alla II guerra mondiale. Gli ultimi 70 anni, che sono quelli dei cambiamenti che ci riguardano direttamente, non vengono studiati, non vengono raccontati, non vengono usati per far capire le cose, per evitare di rifare gli stessi errori. I costituenti uscivano da un momento molto complesso. Avevano visto con i loro occhi l’orrore della guerra, una guerra voluta dai capi, appunto, degli esecutivi, da un accentramento di poteri su pochi uomini. Figure autoritarie osannate dalle folle che hanno portato l’intera Europa in 2 conflitti mondiali senza precedenti. Lo sterminio degli ebrei è solo una piccola parte di questa devastazione. Anche quella fu una modifica: mi sto riferendo alle leggi razziali che aprirono il capitolo della deportazione e portarono allo sterminio nei campi di concentramento.

Quell’orrore era chiaro, ed era chiaro il bisogno che cose simili non dovessero più accadere, ed ecco che, allora, nasce l’idea dei contrappesi, di più poteri che interagiscono tra loro e che si capiscono, che dialogano. Volevano che imparassimo a dialogare, che imparassimo a pensare al bene comune prima che agli interessi personali e agli accentramenti di poteri per realizzarli. Una costituzione che ancora oggi non è stata attuata in tutte le sue parti, non perchè non si può, ma perché non esistono gli uomini e le donne per farlo. Siamo ancora egoisti, passata l’ubriacatura della guerra tutti sono ritornati a pensare al proprio orticello. Siamo ancora molto immaturi come individui, servirebbe una scuola per la costruzione di un’anima, servirebbe educare a una precisa interiorità, che porti il superamento del bisogno di considerazione, della considerazione interna come esaltazione e l’autoaffermazione egocentrica. Ma andiamo avanti.

Un altro principio sviscerato dai costituenti fu quello di garantire la pluralità, affinché le istanze di tutti potessero arrivare in parlamento ed essere discusse affinché l’esecutivo, che dovrebbe essere al servizio dei cittadini e delle loro istanze, raccogliesse le indicazioni dei parlamentari per poi produrre un documento condiviso, … cosa c’entra con tutto questo il voto di fiducia, modalità oramai adottata proprio per chiudere la porta al dibattito parlamentare con la scusa che serve dinamicità e fare le cose in fretta? I parlamentari sono rappresentanti dei cittadini perché eletti direttamente dal popolo. Era questa l’idea: portare la rappresentanza, per questo le circoscrizioni elettorali e non un sistema plebiscitario che premiasse un partito o una coalizione. L’idea era quella di collaborare, l’idea era quella di portare la maggior rappresentatività delle istanze di ognuno in parlamento, col fine ultimo di conciliare tutte le differenze, al fine di soddisfare tutti.

Abbiamo cancellato la storia: perdendo la memoria, siamo destinati a ripetere gli stessi errori. L’orrore che hanno visto i costituenti li ha svegliati, li ha toccati talmente in profondità che la loro coscienza si è mossa al punto da indurli a scrivere quella costituzione che è la massima espressione di intelligenza e compassione, che oggi uno sparuto gruppo di mediocri politici e leader di partito, che sono di fatto una minoranza, vorrebbe modificare in nome di una democrazia più moderna e decisionista.

Niente da dire. Una bella gita. Tra l’altro si sta mettendo mano alla costituzione senza prendere in considerazione o facendo finta di non rendersi conto che esistono di fatto organismi sovranazionali che danno direttive e definiscono trattati commerciali spesso non compatibili con gli interessi nazionali. Forse non sarà sfuggito che questa riforma è molto popolare nelle cancellerie, negli ambienti finanziari che vogliono comandare. Come mai è proprio il “Financial Times” a scrivere sulle banche? Perché non sottoponiamo a referendum questi trattati invece che una riforma senza valore autentico, una riforma motivata e fatta con l’unico intento di riorganizzare la Repubblica in un organismo più snello, concentrando nuovamente i poteri in un esecutivo decisionista?!

Sono passati quasi 100 anni e nuovamente Germania ed Italia si apprestano a compiere, su un’ottava, diversa gli stessi passi che portarono alla Repubblica di Weimar da una parte e alla Repubblica Sociale Italiana (RSI) dall’altra, che ricordo non solo fu un regime esistito tra il settembre 1943 e l’aprile 1945, ma che fu voluto dalla Germania nazista e guidato da Benito Mussolini. La storia finisce sempre per ripetersi. Lo so già, le sapete queste cose. 

Oggi è stupido parlare e pensare a una nuova guerra mondiale, o a un regime, alla dittatura dell’esecutivo o altro, ed è assolutamente vero, infatti esiste un modo assolutamente più efficace per gestirci e farci fare quello che qualcun altro ha scelto per noi. Come è ben risaputo, una volta che abbiamo consegnato i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti a vantaggio dei loro presunti interessi commerciali noi smettiamo di fatto di esistere, e siamo portati a realizzare il volere di altri nella maniera più automatica e meccanica e sopratutto prevedibile che si possa osservare ad “occhio nudo”. La cosa veramente incredibile è che tu sei convinto di scegliere.  

E’ di potere che si tratta, la finanza è sempre stata una questione di potere, di esercizio del potere, del senso di onnipotenza, che ogni tanto colpisce alcuni uomini piccoli e mediocri che trovano nell’espressione del potere esteriore una forma di riscatto. La forza di questo modo di manipolarci è che difficilmente i soggetti si accorgeranno di essere manipolati, crederanno e sentiranno fortemente di essere loro a scegliere, mentre stanno solo obbedendo ad una “narrazione” che si è formata lentamente nel tempo. E’ questo lavorio lento che genera la distorsione. Siccome siamo stati manipolati a livello viscerale, c’è un coinvolgimento forte ed emotivo nelle scelte, ed è questo a creare l’illusione di essere liberi di scegliere. Siamo profondamente coinvolti, ma non per questo siamo liberi.

Per quanto non lo comprendiamo e non vediamo, dal momento in cui ci lasciamo guidare, tutte le nostre azioni procedono in conseguenza e mosse dall’unica leva di ottenere un qualche tipo di vantaggio personale che fa riferimento ai bisogni primari di cibo, sesso, ed affermazione di se. A meno che non si sia fatto un lavoro sistematico di rimozione dei filtri, degli stereotipi, delle conseguenze degli effetti di certe influenze assorbite sin dai primi anni d’età; filtri utilizzate dai nostri (im)potenti per indurci a servirli senza accorgerci di farlo. Le forme con cui la guerra si svolgerà dipenderanno solo dall’innovazione tecnologica attualmente disponibile.

Ci sono ordini di cose, e una guerra non conviene più, ci sono sistemi più sofisticati e inoffensivi per portarci ad accettare ogni cosa come un dogma di fede. La dinamicità, il decisionismo sono sempre state leve importanti, questo perché deresponsabilizzano il popolo, il quale si sente accudito, fino a quando non si accorge che gli è stato tolto il cibo. Allora, e solo allora, per questioni puramente di pancia si volgerà verso una sommossa rivolta popolare, la quale durerà il tempo di uno sparo. Quando le logiche restano le stesse, perché di fatto non è cambiato l’uomo, cambiano solo i sistemi con cui plagiarlo quest’uomo e trattenerlo in certe logiche, se servono un sistema corrotto.

Noi non stiamo imparando dai nostri errori, abbiamo allontanato dalla società coloro che avevano il ricordo, li ridicolizziamo, e li consideriamo fuori dal tempo. Le costituzioni sono scritte per durare secoli, la politica dura il tempo di una legislatura, non possiamo veramente pensare di permettere a un esecutivo di mediocri burocrati, anche un po’ approssimativo, espressione di un qualunquismo senza eguali, di adeguare la costituzione italiana ai bisogni contingenti di quello stesso esecutivo. I contrappesi esistono per delle ragioni.

Oggi è il giorno del giudizio: ITALIANI svegliamoci, abbiamo cancellato la storia, perdendo la memoria, siamo destinati a ripetere gli stessi errori. La costituzione è il patto che ci unisce tutti, è la carta costituente attraverso la quale tutti ci riconosciamo in un popolo. Non permettiamo che si calpesti in questo modo il nostro diritto a contribuire alla riscrittura. E’ questa logica decisionista che esclude il popolo dalle decisioni che lo riguardano che va smontata. 

Ma non lo vedete che è un referendum “farlocco”? Ma è possibile cambiare la carta costituzionale di un popolo senza quorum?! Sveglia gente! Ci stanno prendendo per il di dietro: LAZZARO ALZATI E CAMMINA!!!!

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