I CIALTRONI DI PRESADIRETTA – Rai 3 | l’intervista integrale

I CIALTRONI DI PRESADIRETTA – Rai 3 | l’intervista integrale

Qui di seguito riporto l’intervista di 1 ora e 13 minuti rilasciata da Mark Pfister della Scuola di Formazione Professionale sulle 5 Leggi Biologiche scoperte dal Dr. Hamer al giornalista Danilo Procaccianti per la trasmissione “Presa Diretta” di Rai3. Di un ora e oltre di intervista sono stati utilizzati, nell’inchiesta andata in onda lunedì 16.1.2017, a malapena 30 secondi. Inchiesta che non fatico a definire una porcheria senza capo ne coda dove si è mescolato di tutto e di più, senza fare chiarezza su nulla se non portare avanti la tesi dei “ciarlatani” e dando dei “ciarlatani” a chiunque per il semplice fatto che faceva riferimento ad Hamer e le sue scoperte.

Un inchiesta che invece di fare luce, come dovrebbe essere un autentico servizio giornalistico, sull’utilità ed il funzionamento delle 5 leggi biologiche, distinguendo chi ha un codice deontologico dal marasma di avventurieri della cosa, è stata la caccia alle streghe alla quali oramai ci stanno abituando i media da tempo. Si sono messe in discussione le applicazioni, invece di fare chiarezza e semmai denunciare il fatto che questo tipo di diagnostica viene continuamente osteggiato e le ragioni semmai di tutto questo. Ma che, niente da fare, un servizio uguale agli altri già visti in passato su questa cosa, un incompetenza ed una mancanza di conoscenza di quello per cui si andava a chiedere conto che lascia senza parole. Come si possa essere così ottusi lo sanno solo loro.

Comunque vi lascio all’intervista. Chiunque potrà verificare da questa intervista nella sua versione integrale l’incompetenza del giornalista che non solo rimane sulle sue posizioni pregiudiziali, ma dimostra di non avere nessuna competenza medica per portare avanti l’intervista in modo serio, professionale e capire cosa il signor Pfister gli stia dicendo.

Poi ci domandiamo come mai l’Italia sia al 77° posto nell’annuale classifica di Reporters sans Frontieres sulla libertà di stampa; se questa è l’obbiettività delle inchieste e il modo di fare inchiesta in questo paese, c’è si di che preoccuparsene o di averne “paura” proprio come dice il giornalista nella stessa intervista a Pfister. 1 ora di intervento si è tradotto in pochissimi secondi di due passaggi presi ad oc per essere utilizzati in modo del tutto strumentale e per portare avanti una tesi fallace per sua stessa origine dato che partiva dal pregiudizio e non dalla voglia di conoscere veramente. Cosa che traspare per tutta l’intervista, ascoltate bene e guardate bene il modo con cui si pone lo pseudo giornalista Danilo Procaccianti, la cafonaggine dell’atteggiamento, la semplificazione quasi infantile delle domande, l’ostinazione sempre a portare l’interlocutore a dire quello che lui aveva già deciso a priori dovesse confermargli. Guardatelo molto bene e capirete.

Mi piacerebbe intervistare Danilo Procaccianti sulla limpidezza delle sue intenzioni quando ha pensato di fare questo servizio, capire se è così veramente limitato dal punto cognitivo come si evince dal servizio o la sua era solo una prosa per interpretare l’ignorante medio. Chissà veramente cosa ci ha capito di tutta questa faccenda? Mi piacerebbe fare proprio come ha fatto lui, chiedergli a che titolo fa il giornalista. Quali sono le sue qualifiche per farlo? Quali attestati?

Come faccio io a fidarmi di lui? Qual’è la sua competenza nelle materie scientifiche che tanto sventola? Quali in medicina? Quali sono i dati sui quali basa le sue domande e le sue affermazioni? In rete non si trova un briciolo del curriculum di questo soggetto, pochi riferimenti, un profilo su fb povero di informazioni e contenuti. Chi è Danilo Procaccianti? Da dove viene fuori? Visto come è facile fare i sensazionalisti, come si fa veloce a gettare discredito su una persona. Perché i giornalisti oggi sono tutti così?! Quali sono i veri motivi di questo degrado della stampa?

La “costante crescita” che spaventa? Dr. Ryke Geerd Hamer dai CIARLATANI di PRESA DIRETTA su RAI 3.

La “costante crescita” che spaventa? Dr. Ryke Geerd Hamer dai CIARLATANI di PRESA DIRETTA su RAI 3.

Progetto Zion | l'Accademia della Pietra

Ecco l’ennesimo esempio che ci fa capire la ragione per cui l’Italia perde quattro posizioni, scendendo dal 73° posto del 2015 al 77° (su un totale di 180 Paesi) del 2016 nell’annuale classifica di Reporters sans Frontieres. Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana, che noi consideriamo sottosviluppati, ci precedono. Era soltanto in 21 dicembre 2016 che giocavamo nella consueta lezione del mercoledì di “Vengo e mi Spiego” nella sua veste natalizia “Xmas Edition” (vedasi qualche post qui sotto), ed ecco riaffiorare il problema non solo dell’informazione, ma degli attacchi mediatici dell’ultimo periodo al lavoro del Dr. Ryke Geerd Hamer.

Si scherzava proprio nel Tg Zion sul fatto che non si trattava di un metodo di cura, ma di un sistema diagnostico, ironizzando sulla commissione formata da Bombolo, Cannavaro e O’ pupazzo One e che non importava nulla a questa commissione di capirci qualcosa, ma l’importante era screditare il…

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La “costante crescita” che spaventa? Dr. Ryke Geerd Hamer dai CIARLATANI di PRESA DIRETTA su RAI 3.

La “costante crescita” che spaventa? Dr. Ryke Geerd Hamer dai CIARLATANI di PRESA DIRETTA su RAI 3.

Ecco l’ennesimo esempio che ci fa capire la ragione per cui l’Italia perde quattro posizioni, scendendo dal 73° posto del 2015 al 77° (su un totale di 180 Paesi) del 2016 nell’annuale classifica di Reporters sans Frontieres. Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana, che noi consideriamo sottosviluppati, ci precedono. Era soltanto in 21 dicembre 2016 che giocavamo nella consueta lezione del mercoledì di “Vengo e mi Spiego” nella sua veste natalizia “Xmas Edition” (vedasi qualche post qui sotto), ed ecco riaffiorare il problema non solo dell’informazione, ma degli attacchi mediatici dell’ultimo periodo al lavoro del Dr. Ryke Geerd Hamer.

Si scherzava proprio nel Tg Zion sul fatto che non si trattava di un metodo di cura, ma di un sistema diagnostico, ironizzando sulla commissione formata da Bombolo, Cannavaro e O’ pupazzo One e che non importava nulla a questa commissione di capirci qualcosa, ma l’importante era screditare il lavoro del dr Hamer, ed ecco che la realtà è ancora più paradossale.

Un servizio in piena regola sulla democratica e obbiettiva Rai 3 (si fa per dire) sul “metodo Hamer” senza nessun fondamento giornalistico o dati validi e dimostrando di non aver nemmeno preso visione del materiale di divulgazione, le pubblicazioni, e quant’altro riguardi il lavoro sul senso biologico e delle leggi scoperte da Hamer, ovvero, il più dettagliato ed adeguato sistema di analisi e diagnostica, il più incredibile al momento studio delle leggi di natura comprovabili e verificabili, che rimette l’uomo al centro dei suoi processi, compresi quelli di malattia e guarigione, una più elevata visione antropologica che ci dice che tutto ha un senso per quanto noi non possiamo vederlo, niente a che veder con metodi ciarlatani o altro, nulla a che fare con qualcosa che assomigli ad una terapia, e nemmeno con un qualsivoglia genere di cialtronesco o magico modus operandi.

Sarà stato dato un input (magari da qualche solita lobbie di medici, cliniche o case farmaceutiche) ed è stato seguito un unico filone pregiudiziale senza scrupolo e senza verifiche, solo per fare scoop nella solita oramai maniera alla quale ci hanno abituato di fare inchiesta. Ma “vengo e mi spiego”. Quando segue è comparso sulla pagina di RAI ufficio Stampa.it che annuncia il programma televisivo PRESADIRETTA che va in onda su Rai 3 (fonte clicca qui!). Riporto il contenuto:

RAI3: PRESADIRETTA

Ciarlatani della salute e servizi h24

16/01/2017 – 21:15

“Presadiretta” nella seconda puntata del nuovo ciclo, in onda lunedì 16 gennaio, alle 21.15, su Rai3, propone un’importante inchiesta dedicata ai ciarlatani della salute e a chi promette guarigioni miracolose da malattie come il cancro. Un doloroso viaggio tra l’Italia, la Germania, gli Stati Uniti e il Messico, tra storie, testimonianze inedite, interviste esclusive, per fare luce sul mondo di chi è pronto a speculare sul dolore degli altri.

A partire dalle teorie del dottor Hamer, ex medico tedesco che più di 30 anni fa ha elaborato la teoria in base alla quale il tumore sarebbe la risposta a “un conflitto non risolto” e dunque ha elaborato metodi di cura alternativi, fino ai suoi seguaci molto attivi ancora oggi. Il cosiddetto metodo Hamer sostiene che “il tumore è utile”, che le metastasi non esistono e soprattutto che il cancro non va curato perché il corpo è in grado di guarire da solo. Niente chemio, radio o antidolorifici.

Gli hameriani e gli altri “guaritori” alternativi propongono metodi di cura a base di integratori vitaminici, clisteri di caffè, dieta vegana, ma anche aloe, ginseng o artemisia. Nessuno di questi purtroppo seguitissimi “guaritori” ha mai prodotto alcun dato, metodologia o protocollo con evidenze scientifiche. Non esistono prove insomma, solo molta propaganda.

Un vero e proprio business che fattura cifre da capogiro, che non conosce confini, e che purtroppo è in costante crescita. Da anni, amici e parenti dei malati di cancro che hanno deciso di abbracciare le cosiddette cure alternative, come il metodo Hamer, denunciano. Il problema non sono le terapie ufficiali, non si muore di chemioterapia ma di tumore.”

Seguaci? “guaritori” alternativi? seguitissimi “guaritori”? Ma che linguaggio è? Ma dov’è l’inchiesta? Sono andati ad intervistare Hamer? Perchè non sono andati a chiedere a chi ne scrive? Perché non invitare, penso a Claudio Trupiano, o Marco Pfister o altri che hanno competenza su questa materia? Si limitano ad asserire – “Nessuno di questi purtroppo seguitissimi “guaritori” ha mai prodotto alcun dato, metodologia o protocollo con evidenze scientifiche“. Ma non è così, la teoria è stata presentata e non mai stata voluta discutere. La storia è molto diversa su Hamer.

Tu guarda se qualcuno si è mai veramente premurato di fare un inchiesta vera, in tutti questi anni, nonostante la testimonianza di un detenuto della stessa cella che lo inchioda alle sue responsabilità, sull’omicidio del figlio di Hamer, Dirk, per mano del principe Vittorio Emanuele di Savoia (art. e video che incastra l’ex monarca qui!).

Se potevano manipolare allora una corte, cosa pensate possano fare oggi? Perché mettere tutto in un calderone? Guaritori, ciarlatani, pseudo terapeuti, metodi originali,  quasi a fare sembrare non solo i bravi, competenti professionisti che praticano questa modo di fare diagnosi come delle specie di fattucchiere stile mamma Ebe, ma anche la scoperta stessa una specie di cialtronata senza basi biologiche, una porcheria su cui non vale neanche la pena darci un occhio. E’ questo il metodo giornalistico in auge: metto una verità in un calderone di porcate, così anche la verità diventa una porcata.

Che metodo è questo di fare giornalismo? Ma poi mischiano tutto, cose che non c’entrano niente con l’idea stessa di senso biologico e la scientificità delle 5 leggi: integratori vitaminici, clisteri di caffè, dieta vegana, ma anche aloe, ginseng o artemisia, ma cosa c’entra con le scoperte fatte? Manco a dirlo 2 colpi ai vegani sempre, si vede che gli stanno portando via fette di mercato culinario. Valli a capire. Forse è veramente sempre e solo questione di mancati guadagni, non di onesta intellettuale. Anche perché se è disinformazione, a che pro?!

Lo capite e vedete dove è il 77° posto? Qui non ci sono minacce ai giornalisti o cose simili che sono tra i parametri nello stilare la classifica, eppure c’è un utilizzo strumentale dei media, c’è l’infangare la credibilità e l’autorevolezza di una persona senza neanche permettergli il diritto di replica; è un modus operandi senza scopo, a meno che, non ci sia invece un qualche altro tipo di interesse che spiegherebbe questo modo di operare e, secondo me, il succo del problema sta proprio in questa frase: “un vero e proprio business che fattura cifre da capogiro” – e soprattutto – “che non conosce confini, e che purtroppo è in costante crescita“.

E’ già! Ecco dove potrebbe stare il problema o dilemma: la COSTANTE CRESCITA e il fatto che tolgano fatturato all’industria dei malati che oramai è diventato un grande business in questo paese ed in particolare nella regione in cui vivo, che è la Lombardia. E’ questa la cosa che crea tutta questa ottusa opposizione e spiegherebbe questo modo di fare inchiesta privo di senso. La confusione con cui viene continuamente affrontato l’argomento lascia veramente basiti. La cafoneria ed ignoranza della cosa è enorme e traspare da ogni parola, figuriamoci cosa dobbiamo aspettarci dal servizio che andrà in onda lunedì prossimo.

Le “5 leggi biologiche” scoperte e postulate da Hamer spiegano l’origine e il decorso “naturale” di quello che noi chiamiamo malattie. Le leggi biologiche sono il migliore strumento diagnostico oggi disponibile sul pianeta e sono compatibili con ogni metodo di cura. Siamo oltre, oltre persino la più moderna psico-somatica. Persino l’indicare come causa primaria della malattia la psiche e che Hamer o i sui “seguaci” suggeriscano un pizzico di psicoterapia, è un altro modo distorto di recepire e riferirsi al lavoro di Hamer .

Quello che noi chiamiamo malattia è biologico sensata e non è di natura psichica, la psiche non c’entra, semmai è un problema cognitivo. Quello che noi chiamiamo malattia è solo il sintomo e si presenta in fase di restituzione o risoluzione o guarigione. Quello che chiamiamo malattia è il modo con cui il corpo umano, ma di tutte le altre forme di vita animali e vegetali, risponde a come noi interpretiamo la realtà; se avvertiamo che la tale cosa o persona sono una minaccia risponderemo coerentemente a questo stimolo. Non c’è malattia, non c’è guarigione, ci sono risposte biologicamente sensata alla nostra totale ignoranza cognitiva.

Se solo ci fosse un minimo di onesta intellettuale e di approccio alla questione, un pò di mente aperta, invece che pregiudizio, affrontando i lavori di chi ne ha scritto, si capirebbe da soli e solo leggendo e volendo studiare tali scoperte quanto sia assolutamente sensata e logica la scoperta, così semplice che diventa quasi evidente e banale, quando si apre davanti agli occhi di chi vuole vedere. Tutto il nostro apparato diagnostico preventivo “tradizionale” potrebbe solo giovarne di scoperte simili, tanto più che nonostante le possibilità di cura vantate, di tumore si continua a morire proprio usando i protocolli normali di operazioni e kemio.

In Italia, la sopravvivenza media a cinque anni dalla diagnosi di un tumore maligno è del 57% fra gli uomini e del 63% fra le donne.” “Il cancro è ancora la seconda causa di morte (il 30% di tutti i decessi) dopo le malattie cardiovascolari” – (fonte Le statistiche del cancro dell’AIRC). Se muori col “metodo Hamer”, che ripeto non esiste, perchè le 5 leggi biologiche non sono un metodo, allora Hamer è un ciarlatano, se si muore di protocolli dell’istituto superiore della sanità, all’istituto dei Tumori, invece va bene. Io ho visto ammazzare mio padre in poco meno di 7 anni, una vera via crucis della sofferenza e del dolore morale, una prescrizione ed intervento medico sbagliato dopo l’altro, un incuria dovuta a questo modo industriale di guardare ai pazienti che lascia disarmati, ho tutte le cartelle e i referti che confermano le mie parole.

Viene operato chirurgicamente ad un polmone e rimandato a casa in meno di una settimana, dimenticandosi di dargli l’anticoagulante, più o meno un mese dopo parte un embolo dal lato dell’operazione e ha un ictus dal quale ne esce afasico e paralizzato per una parte. Nel periodo di riabilitazione presso una nota clinica accreditata alla regione Lombardia e quindi finanziata con soldi pubblici, la logopedista passava il tempo a farsi cercare, a volta la incontravi alla macchinetta del caffè e quando veniva richiamata diceva che era ancora presto per iniziare con le sedute, per poi scoprire dopo che sarebbe stato bene prenderlo da subito ed in tempo, come invece fu, per fortuna, con gamba e braccio. Un problema da niente per un uomo che la parola era importante e parlava 5 lingue. Loro vedevano solo un vecchio afasico mezzo storpio, non l’uomo di intelletto che era – “Ma sa com’è, ha anche 70 anni”. L’importante è seguire i protocolli, giusto?!

Nei successivi anni verrà operato nuovamente al polmone (l’altro questa volta), mentre la sua condizione di invalido genererà un disagio tale che finirà per sviluppare una proliferazione cellulare nella vescica e in uno dei reni. Nei successivi 5 anni subirà interventi a vario titolo tra infiltrazione di virus della tubercolosi in vescica, raschiamento della stessa, operazioni con laser nel bacinetto renale col tentativo di rimozione di un “cavolfiore”. Morirà per emorragia interna, la cavità peritoneale e lo stomaco si sono riempiti del sangue fuori uscito a seguito di un errata sutura dei punti dell’ultimo intervento di asportazione del rene, che verrà interpretata al pronto soccorso, dove lo portai, come una metastasi addominale.

Se aggiungiamo che tutto questo è iniziato con un caso di assoluta malasanità dove mio nonno, il padre di mio padre, veniva ricoverato, un anno prima delle vicende sopra esposte, per un grave esaurimento nervoso in una clinica e si buttava la notte stessa dal terzo piano, senza sbarre alla finestre e senza nessuno che lo sorvegliasse tutta notte nonostante i 2000€ pagati sull’unghia al primario che sosteneva di aver perfettamente capito quanto grave fosse e che era stato informato che aveva già tentato il suicidio la settimana prima. Bene, cosa facciamo la gara di chi sta peggio?! Vogliamo parlare di Ciarlatani? Di imbroglioni? Di incuria? Pronti. Per ogni storia lacrimosa che vorranno raccontare per incolpare Hamer di fallire, ci sono fascicoli di fallimenti della medicina tradizionale sotto gli occhi di tutti, è per questo che le persone hanno cercato una via di uscita, e a mio avviso l’hanno trovata.

Hamer ti toglie quello che nessun medico attualmente può toglierti (visto che è lui ad alimentarla), Hamer ti toglie la “paura”, è questa la vera conquista, e i medici devono capire che non sono l’onnipotente in terra e non guariscono un bel niente, è il paziente che se è in grado, può risolversi. Deve crescere il medico e deve crescere l’ammalato che deve imparare ad informarsi ed essere parte della sua stessa vita. Noi abbiamo tolto l’idea stesso di crescere ed evolversi dal concetto di uomo, ma l’uomo esiste per una ragione e quello che gli accade nella vita fa parte di questa crescita o evoluzione. Cura vuole dire cura, vuol dire prendersi cura mentre il pazienza evolve. Non è un problema di trattamenti, ma di diagnosi e di mappa, bisogna capire perché ti sta accadendo quello che ti accade.

“Metodo Hamer”, in un contesto simile, è una frase senza senso, e questo per onesta intellettuale andrebbe ben precisato, invece di nicchiare e mettere tutto nel mucchio. Il lavoro di Hamer non si occupa di qualche tipo di cura, ma di diagnosi, un punto diverso da cui si guarda cosa succede al corpo; per fare scelte terapeutiche adeguate a quello che sta realmente accadendo a quell’individuo. La cura infatti potrebbe essere persino quella “tradizionale”, ma invece che usare protocolli standardizzati uguali per tutti, il “metodo Hamer”, come lo chiamano loro, basa la sua diagnosi sull’unicità di ogni singolo individuo.

E’ questa la sostanziale differenza. Siamo persone non malati su cui fare soldi e soprattutto abbiamo il diritto e la libertà di scegliere e di esercitare e chiedere di essere curati con la medicina che meglio consideriamo adeguata o che troviamo efficace, invece di essere trattati come dei fanatici squilibrati appartenenti ad una non ben precisata setta. Siamo alla follia! Il rifiuto della chemio – un diritto sacrosanto – viene fatto passare come una scelta insensata da fuori di testa.

Intervistano i parenti che saranno il tradimento finale della scelta del paziente, che confermano che ultimamente si comportava in modo strano. Vorrei vedere te se ti diagnosticano, e nei modi in cui lo fanno, un carcinoma ove sia, se non diventi strano. Bisogna affrontare la “paura”, è la “paura” ad uccidere le persone, non le malattie. E la paura si debella con una chiara visione di quello che sta accadendo e con la fine di questo spauracchio del “tumore” o del “cancro” che uccide.

Ricordo ancora come fosse oggi quel “coglione” del chirurgo polmonare esultare davanti a mio padre con i risultati dell’istologico: “c’è l’abbiamo fatta, l’abbiamo sconfitto”! Tutto questo mentre mio padre versava sangue perché il “coglione” lo aveva ricucito male e dovettero riaprirlo giorni dopo.

E’ proprio vero Rai 3 PRESA DIRETTA siete dei CIARLATANI.

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