Il mercato è l’ultimo ritrovamento della moderna umanità nel tentativo di mantenere in vita la dinamica storica di DOMINATORE – DOMINATO. L’illusione della scelta è l’agguato vero che lo fa stare in piedi. E si proprio come dice il Merovingio di “the matrix”.

Merovingio: Sapete? Esiste un solo principio costante, un solo principio universale ed è l’unica autentica verità: la causalità. Azione. Reazione. Causa ed effetto.
Morpheus: Tutto comincia però con una scelta.
Merovingio: No. Errore. La scelta è solo un’illusione creata e posta tra chi ha potere e chi non ne ha.

Nella storia sono molti i modi con cui questo modello ha cercato di sopravvivere. Per secoli la disuguaglianza, compresa quella di razza è stata utile proprio a mantenere questa organizzazione gerarchica della “società”, addirittura quando ancora non la chiamavamo così. Il punto è che le persone alle volte hanno anche una “testa”, nonostante sembrano non usarla spesso, e accade che coi secoli e con le rivoluzioni il popolo mosso da spinte esterne ad esso ha iniziato a cercare e credere nella democrazia. Fu questo l’inizio di quest’ultimo ritrovato che è l’illusione di scegliere.

E’ normale che l’elité, o per meglio dire, coloro che si rendevano conto di quello che stava accadendo e pensavano di poterne approfittare a proprio vantaggio personale, trovandosi nella condizione di farlo, saltassero sul carro dei nuovi vincitori per continuare a sopravvivere. Ricordo che l’algoritmo Agent Smith o effetti del Kundabuffer, come lo chiamava Gurdjieff, continua a esistere nella presenta generale dei nostri contemporanei e da un certo punto in avanti della storia in tutti quelli che ci hanno preceduto sino ad oggi. Cercando di adattarsi ai cambiamenti in atto, quest’algoritmo ha prodotto un nuovo tipo di soggetti o macchine in grado di continuare a garantire la sopravvivenza della logica o dinamica Dominatore-dominato e quindi delle disuguaglianza tra gli individui e lo sfruttamento e la prevaricazione.

Per mantenere le disuguaglianze create durante secoli di schiavitù, genocidi e colonialismo, bisognava adeguarsi ai tempi ed andare incontro al bisogno di cambiamento che lo schiavo di fatto chiedeva o manifestava. Forse anche questo bisogno  è stato pilotato o creato per ragioni di macro economia biologica. Sta di fatto che possiamo dire che il mercato di fatto è stato creato per mantenere queste “gerarchie”. E non a caso ho usato il termine “gerarchie”, l’intento qui è restare su un piano del tutto impersonale, perché quello che intendo qui non c’entra né con la nobiltà antica e nemmeno con i nuovi ricchi e potenti del rinascimento o di qualsiasi frazione della storia, ma con la logica stessa di disuguaglianza e di sopraffazione, sfruttamento e dominio dell’uomo sull’uomo attraverso la prepotenza sia essa fisica che economica o verbale, ovvero c’entra con l’idea stessa di TIRANNO, Tirannia o tirannide.

E a questo mondo fintanto che l’agente Smith agirà nella presenza generale dei “coabitanti” del pianeta terra: tiranni lo saranno tutti, e tiranni non lo sarà nessuno. La cosa dipenderà solo se si presenterà la famosa occasione che fa, inevitabilmente direi a questo punto, l’uomo ladro. Questo fino a quando o a meno che non si sia fatto un lavoro particolare e ben diretto in altre direzioni, per esempio nella direzione della comprensione di uno scopo più elevato che mangiare, dormire e lavorare, in quanto esseri di razza umana. Ma proseguiamo con la narrazione della storia moderna. Dopo la nascita del mercato, qualcosa che ha superato l’idea stessa originale di scambio di merci, materie prime, base dei rapporti tra varie civiltà da sempre nella storia, mi sto riferendo al tempo in cui nascerà l’idea di capitale, di impresa e di occupazione o lavoro.

Ed ecco che il lavoro da schiavo sfruttato, che era prima così evidente e chiaro diventa il diritto ad un lavoro, il diritto a sgobbare, basta che in cambio gli venga riconosciuto qualcosa, ovvero un salario o uno stipendio o un reddito.

Allontanati gli individui dalla terra che produceva direttamente tutto il necessario al mantenimento della vita, la dipendenza verso i sistemi che via, via si sono venuti a produrre a seguito della rivoluzione industriale è diventata oggi totale, con l’aggravante che le nuove generazione ne sono totalmente assuefatte. Certo il mondo agricolo e rurale non dava nessun apporto o contributo allo sviluppo coscienziale e culturale come invece la città ha prodotto. Causa di tutta questa mancanza di alfabetizzazione e sviluppo umano era il latifondo, ovvero, lo sfruttamento dei braccianti e contadini o lavoratori della terra. Il nucleo famigliare principalmente patriarcale viveva di rigide regole e di dispotismo da parte del proprietario del latifondo o fondo agricolo da coltivare. Insomma sempre la stessa storia, con gli schiavi impiegati a lavorare la terra, proprio come nelle piantagioni Americane, ma con lo stipendio (da fame).

Il fascismo nasce da questi movimenti rurali, i padroni si organizzano e assoldano squadristi poco di buono, le famose camice nere, per arginare lo sciopero dei contadini che creava disagio alla produzione. Fu grazie alle idee progressiste (si fa per dire, ovviamente) e maxiste dell’800, che di fatto furono sdoganati tutti, nel tempo si creò il binomio indissolubile Capitalismo e classe operaia, dando di fatto nuova linfa vitale alla dinamica del dominatore/dominato ed incastrando tutti nella diabolica idea della necessità di regole certe sul lavoro e delle tutele altro vessillo indissolubile, anche questo, dei sindacati. Questo non significa che le tutele non ci debbano essere e che vanno bene i “voucher” o il “jobs act” o qualsiasi altra cosa si inventeranno nel tentativo di produrre “occupazione”, significa che abbiamo sbagliato di molto nel modo di riorganizzare l’opportunità che ci veniva incontro per provare a creare una società diversa. Il lavoro è finito per come lo conosciamo, ma non lo stiamo capendo, abbiamo paura di cambiare e questo produrrà ancora una volta le stesse cose già viste. Non serve essere un profeta, basta ricordare.

Sono questi i tempi in cui nacque la famosa lotta operaia, baluardo nostalgico di alcuni moderni politici che di moderno poveretti non gli è rimasto proprio nulla, paradossale lotta che avrebbe portato di fatto e nel giro di un ventennio alla regolamentazione della schiavitù del lavoro o, come la chiamano, dell’occupazione; come se lavorare 8 ore al giorno, con il riconoscimento degli straordinari e altro, fosse una specie di conquista sociale. Nuovamente è bastato inserire l’illusione della scelta per portare tutto come prima, con la differenza che se prima la schiavitù era imposta adesso la scelgo, e per la mia prestazione o mano d’opera ricevo in cambio del denaro. Fu così che lavoro divenne uguale a denaro, denaro diventò uguale a reddito, e reddito serviva per pagare i conti, compreso il cibo. Fu solo molto più tardi che si scopri che il reddito pagava anche il divertimento e le distrazioni dalle fatiche dal lavoro. Ma per farlo dovevi risparmiare, o diventare ricco. E siccome chi risparmia si priva, per i più fu logico che era meglio diventare ricchi.

Il binomio di denaro uguale ricchezza, è stata l’altra illusione che ha portato tutti a competere nel disperato tentativo di diventare tutti ricchi. Oggi noi misuriamo la crescita e la ricchezza di un paese e quindi di una società attraverso una cosa che si chiama P.i.l., l’acronimo sta per “prodotto interno lordo”. In poche parole misuriamo attraverso la capacità di produrre cose e servizi che fanno profitto, e solo quelle, perchè ciò che non fa profitto non è ricchezza, ricordati che denaro è ricchezza. Persino le organizzazioni non-profit devono fare un pò di profit. Che pazzia!

Questo modo di misurare la crescita e lo sviluppo non solo ha nulla a che vedere col progresso della coscienza o dell’anima di un individuo, ma non ha nemmeno nulla a che vedere con lo sviluppo di quel singolo individuo che sarebbe il vero valore in una civiltà degna di questo nome; la cosa, intendo lo sviluppo della coscienza, è lasciato al personale discernimento, discernimento che di fatto non esiste più a causa del fatto che per 21 anni abbiamo riempito la testa di quell’individuo di traguardi, percorsi, competizione, in una parola gli abbiamo riempito la testa di illusioni per convincerlo che era giusto che lavorasse, tant’è vero che non va a scuola per “capire” e conoscersi, ma per imparare un mestiere, cioè un lavoro che sia utile a qualcuno. Lo chiamiamo mestiere solo perché così sempre più nobilitante. La crescita di un paese dovrebbe essere la misura della sua capacità di esprime coscienza, di manifestare consapevolezza, mentre qui persino la cultura è una cosa da masturbatori mentali.

Pensate che stia esasperando la fotografia o visione? Sapete cos’è lo skill mismatch? Mai sentito parlarne? Cito dal sole 24 ore: “In Italia un lavoratore su cinque (ci risiamo con le statistiche. ne parlerò in un altro momento, forse) ha competenze al di sotto o al di sopra di quelle richieste dal mestiere che svolge”. Esatto hai capito bene! E non finisce qui, pare che questa “cattiva allocazione delle risorse in Italia produce tassi eccezionalmente alti di disoccupazione giovanile e di lungo termine e rallenta la crescita della produttività e del Pil”.

Quindi non solo non sei stato preparato per essere collocato come si deve tra gli schiavi moderni, ma a quanto pare questa tua carenza è la causa della disoccupazione e soprattutto sei la causa della crisi, ovvero, della mancanza di crescita della produttività e del Pil. Pensa?! E tu che credevi che era la crisi a creare problemi alla tua vita e a creare quel senso di incertezza che sperimenti quotidianamente. Ed invece no, sei tu caro mio: “non sei all’altezza delle nuove esigenze del mercato, sei desueto: rinnovati!” Non ti preoccupare è la storia della moderna umanità: non essere all’altezza delle aspettative. Ironizzo ovviamente!

Il punto vero invece è che ci troviamo ad un nuovo crocevia che è la nuova rivoluzione dell’automazione e della robotica, dove il lavoro come lo conosciamo è finito, non significa più niente parlare di occupazione, dobbiamo scollegare l’equazione lavoro=reddito. Ma senza la maturità necessaria ed un percorso educativo adeguato, non c’è reddito di cittadinanza o reddito universale che possa colmare le carenze di Coscienza e di consapevolezza di questa umanità. E siccome non passa per la testa di nessuno che serve fare un “lavoro” su se stessi, sulla propria programmazione di base, sul modo con cui concepiamo la vita, chi ha le risorse e la volontà politica dovrà in qualche modo inventarsi sistemi di controllo più sofisticati per contenere i problemi di ordine pubblico che prima o poi queste orde di insoddisfatti inizieranno a manifestare. Per il momento li tengono impegnati ad odiare lo straniero, ma tra un pò anche quando quello andrà desueto, dovranno per forza inventarsi altro. Tutto solo perché non gli passa di ragionare in modo diverso. Tenete conto che a nessuna delle persone che appartengono alla categoria del popolo sovrano interessa fare un lavoro di cambiamento nella consapevolezza, sono soddisfatti di quello che sono diventati, nonostante sia la risultante di secoli di condizionamento, lo hanno oramai non solo assorbito, ma sono pronti anche a difenderlo: 80 anni devo vivere, voglio una casa, una famiglia, e un pò di soldi per divertirmi.

Purtroppo, che a costoro piaccia o meno, e per quanto altri blaterino di innovazione e di efficienza dei processi bisogna renderci conto che a questo mondo gli schiavi sono diventati fuori moda, non servono più e quindi non ci sarà più lavoro che tiene: “tutti a casa“. Vi ricorda niente? Vabè, andiamo oltre. Dopo secoli di tormentato sfruttamento dell’uomo sull’uomo ci troviamo davanti alla possibilità di far fare tutto quel lavoro a delle macchine, a dei dispositivi, come pensate veramente di poter trovare più un lavoro come lo pensate voi che non sia consegnare la pizza o rispondere al telefono di un call center o fare la cassiera o il commesso, o il barista. Persino il lavoro di concetto presto o tardi verrà totalmente sostituito con algoritmi, molto più precisi di semplice umani con ridotte capacità cognitive, delusi e demotivati, afflosciati e depressi come quelli che sempre di più si vedono in giro. Già oggi si realizzano software (SKILL LEARNING) in grado di imparare da soli dalla relazione con l’uomo. Opss! Scusa, forse dovevo dire UTENTE.

E’ già infatti, l’ultima grande frontiere dello sfruttamento sono i “big data”; e noi li produciamo in continuazione e in forma assolutamente gratuita sui social network che diventano concentratori di informazioni di tutti i generi sui gusti e le tendenze a disposizione di questi nuovi robot-antropologi, ovvero, macchine che studiano l’uomo per sostituirsi col tempo a lui in tutto e per tutto. In realtà anche questo decadrà nel breve periodo, perché non essendoci più reddito, ci saranno sempre meno persone che comprano cose, e quindi a chi le venderanno? Non si sa, ma non è questo che conta adesso, non ci sono menti in posti chiave in questo momento in grado di guardare al medio lungo periodo.

Voi magari vorreste anche sapere chi c’è dietro a questa rivoluzione? Purtroppo come al solito, tutti e nessuno, ma più che altro nessuno, dato che servirebbe avere una visione di insieme che la ristrettezza mentale che impazza a questo mondo difficilmente può avere, non a caso chi ce l’ha lo chiamano: visionario. Tra l’altro da quando i manager sono entrati nel panorama industriale mondiale e nella gestione delle aziende si è perso completamente la Trebisonda, sempre che ci sia mai veramente stata una visione generale. I manager sono stati veramente il colpo geniale e finale della sinistra coscienza che domina il mondo. Il risultato finale perché lo stanno liquidando, oggigiorno i manager si chiamano quando si vuole liquidare qualcosa e massimizzare i profitti. Un manager, infatti, funziona e ragione in un solo modo: breve periodo –> massimo profitto!

Le aziende di una volta sono sparite e i proprietari sono diventati gli investitori, piccoli o grandi poco importa l’importante è fare profitto per il profitto, e questa folle corsa a fare i soldi sta ubriacando tutti; e come ben sappiamo uno da ubriaco, per quanto siano limitate, non è al pieno delle sue facoltà cognitive. Investo in una cosa solo se o perché mi deve dare un rientro economico. Il profitto equivale accumulare ricchezza. Il manager non può ragionare sul lungo periodo, ragiona solo di fare la “crana”, è andato a scuola, all’università, si è laureato, ha seguito corsi di vendita, di marketing e di chissà cos’altro per diventare quello che è, si interessa di massimizzare i guadagni e ridurre i costi, anche a costo di licenziare un intera catena di produzione, … i robot qui ci vanno a nozze.

Non gli importa e quindi non capisce nemmeno cosa sia fare degli investimenti a lungo termine o per preservare l’azienda o un idea, dato che deve bruciare tutto e subito, fare contenti gli investitori, prendere le sue royalties e passare da un’altra parte sia questo un azienda o uno stato, cambia poco. Spesso privi di ogni scrupolo fanno scelte impopolari e le giustificano dietro alle necessità e i numeri, e soprattutto non rispondono mai dei danni che arrecano: ne per i disastri economici, e nemmeno di quelli ambientali. Chi dovrebbe risponderne è costituito in corporazioni o “corporations” e quindi distruggono persone e luoghi senza che qualcuno paghi mai veramente il conto. Pensa cosa possa fare un manager al governo di un paese. Lo hai immaginato? Bravo.

Oggi siamo difronte ad una trasformazione epocale che se non affronteremo mettendo l’intelligenza davanti a tutto, lo sviluppo dell’uomo come essere superiore e dotato di facoltà straordinarie, da non usare al servizio dello sfruttamento, non potremo evitare la devastazione alla quale stiamo per andare incontro. Non ci sarà reddito universale che tiene se le persone non verranno progressivamente rieducate a capire che c’è molto di più che fare gli schiavi nella vita, e che quello che loro credono essere la libertà e la scelta è un illusione da cui liberarsi velocemente per crescere ed essere maturi per i cambiamenti che verranno. Ma ovviamente questo è il mio impegno, non è detto che lo sia per il resto del mondo e soprattutto non è detto che sia nelle note di chi sta pilotando verso i proprio interessi questi cambiamenti e mi sto riferendo a chi usa la tecnologia per addormentare le coscienze. Come sempre: dovete svegliarvi!!! Tirati fuori Neo, matrix has you!!!

E gli altri? Risposta: sono totalmente dipendenti ed assuefatti al sistema. Così assuefatti, così disperatamente dipendenti che combatteranno per difenderlo e pur di non perderlo, anche se questo attaccamento è di fatto la causa prima della loro stessa miseria interiore. Non gli importa assolutamente nulla di niente, e se dovessero decidere se sopravvivere o rinunciare a passarti sopra ed investirti, ti investiranno con tutta la loro veemenza. E’ questa la natura di un Tiranno. Ci sono voluti secoli. altro che 21 giorni, di condizionamento e di lavoro, ma alla fine la piramide sociale è stata ribaltata. L’importante è che il sistema resti in equilibrio. Ma questa è un altra storia.

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