Come salvare capra e cavoli: la definizione di cancro va cambiata.

Come salvare capra e cavoli: la definizione di cancro va cambiata.

“La parola cancro evoca lo spettro di un processo inesorabilmente letale. Ma i tumori sono eterogenei e possono seguire molte strade, non tutti progrediscono fino alle metastasi e alla morte, e comprendono condizioni non dolorose, che non incidono sulla aspettativa di vita del paziente. […] L’uso del termine cancro dovrebbe essere circoscritto alle lesioni che hanno una ragionevole probabilità di portare alla morte, se non trattate”.

È con questa frase che la task force del National Cancer Institute statunitense propone una “rivoluzione semantica”, che mira a un fine molto pratico: mettere un freno all’abuso della parola cancro nelle diagnosi, con tutto il carico emotivo che si porta dietro, e che getta nella disperazione le persone anche quando non vi è un reale pericolo per la loro vita. Utilizzare i termini con maggiore cognizione di causa potrebbe anche aiutare a contrastare un fenomeno sempre più preoccupante: quello della sovra-diagnosi in oncologia.

Nel suo rapporto annuale il National Cancer Institute pubblicato nel 29 luglio 2016 sul Journal of the American Medical Association (Jama) dal titolo “Overdiagnosis and Overtreatment in Cancer”. Gli autori portano proprio il caso del carcinoma della mammella definito “duttale in situ”: molti medici concordano sul fatto che non si tratta di un tumore, e che dovrebbe avere un’altra definizione che non contenga la parola “carcinoma”. Un cambiamento che potrebbe rassicurare le donne e dissuaderle dal ricorrere a trattamenti non necessari, come la rimozione delle mammelle. Lo stesso discorso, scrivono i ricercatori, vale per altre lesioni della prostata, della tiroide, del polmone. Una delle definizioni proposte è Idle, acronimo di “lesioni indolenti di origine epiteliale”.

Personalmente ritengo che siano riusciti a trovare il modo di uscire dall’angolo del ring nel quale oramai si stavano mettendo nei confronti di pazienti sempre meno disposti a farsi massacrare, mutilare per poi ritornare sempre al punto di partenza. La crescita dell’attenzione ad altri modi vedere e pensare al cancro della popolazione media li ha spinti a cercare l’escamotage che gli permettesse di divincolarsi dalla scoperta che è oramai dietro l’angolo grazie soprattutto al lavoro del dottor Hamer e cioè che il Cancro (lo scrivo con la “C” maiuscola perché col tempo sono riusciti paradossalmente e le esagerazioni a farlo diventare un entità autonoma ed indipendente dotata di coscienza propria che piano piano si sostituisce all’organismo ospite) così come viene proposto, presentato e diagnosticato non solo porta con se uno spettro che spaventa al punto tale da portare i poveri pazienti ad una prematura dipartita da questo mondo a volte senza reali riscontri poi nelle successive autopsie, ma anche che di fatto è qualcosa di assolutamente sensato e che va trattano con meno clamore, evitando di spaventare inutilmente i pazienti e con meno accanimento terapeutico (sovra trattamento) e di diagnosi (sovra diagnosi) dato che di fatto molti di quelli che vengono diagnosticati come tali regrediscono da soli se gliene si da il tempo e che molti ancora di questi crescono talmente lentamente da non creare disagi particolari ai pazienti per il resto della loro vita.

Per 30 anni hanno massacrato la testa delle persone terrorizzandole con campagne di sensibilizzazione, la necessità di prevenzione  attraverso lo screening, un enfatizzazione della diagnosi precoce, venduta come panacea per ridurre il tasso di malattia in stadio avanzato e per la diminuzione della mortalità nell’oncologia, che non ha prodotto nel lungo termine assolutamente nulla, nessuno di questi obiettivi è stato raggiunto, un fallimento su tutta la linea, sia terapeutica che di prevenzione.

Cosa che non dico io, che non sono nessuno, ma che è confermata da praticamente tutti gli studi clinici fatti e che potete trovare pubblicati un pò ovunque anche sul web. I dati nazionali dimostrano un significativo aumento della malattia in stadio precoce, senza un proporzionale declino della malattia più avanzata. Come mai? Quale ne è la causa? Facile, la sovradiagnosi: accorciando i tempi, sono aumentati i malati e come ben sappiamo il malato è una risorsa economica importantissima nell’attuale sistema ospedaliero italiano. Il motore di un economia che si basa proprio sulle “transazioni” note come: prestazioni mediche. Non solo i dati parlano di sovradiagnosi, ma anche di sovra trattamenti. Per chi lavora una clinica è facile da capire. La ragione è sempre una: profitto, business, fatturato. Con gli screening si guadagna e soprattutto quando sono in convenzione statale.

C’è un reparto che sta calando di fatturato? Ecco partire subito una campagna di prevenzione per quel reparto. Ora che avessero “toppato” (neologismo per indicare un “errore madornale”) di grosso era abbastanza evidente a chi si interessa da tempo di senso biologico e si è preso il tempo di prendere in esame i lavori e gli studi dell’osteggiato dr Hamer; come era chiaro anche che l’eccessiva enfasi diagnostica e la conseguente paura fosse un fattore determinante nella restituzione o meno di una vita dignitosa ed accettabile ai soggetti sottoposti a tali controlli, ed era anche chiaro che questo stava portando ad un escalation che non poteva più essere contenuta, tanto è vero che le persone hanno iniziato a cercare via d’uscita differenti dai protocolli convenzionali vedasi anche servizio sul Presadiretta e relativo post (qui).

Studiare Hamer fa fare un primo grande balzo e cioè toglie proprio la “paura” e col tempo inizi a vedere tutto sotto tutta un altra luce, cosa che per quanto sia un bene assoluto di perse, il fatto però che la nuova medicina germanica non venga accettata ancora può diventare un problema quando si ha necessità di rivolgersi ad una struttura ospedaliera che intervenga con i requisiti necessari. Il mio augurio è sempre stato quello che prima o poi se ne rendessero conto e prendessero atto di quale geniale intuizione era stata quella di Hamer.

Allo stesso tempo, rendendomi conto di quanto denaro speso e delle tante persone maltrattate, mutilate e fatte morire male si erano sommate in tutti questi anni, quello che mi domandavo e mi sono domandato per molto tempo, infatti, era come avrebbero mai potuto tirarsene fuori senza dover dire alle persone tutte: “scusate ci siamo sbagliati il Cancro non esiste, quello che credevamo Cancro è un altra cosa, abbiamo capito e scoperto purtroppo troppo tardi anche questo; sapete non è colpa nostra noi ci siamo fidati e ci basavamo sulle ipotesi fatte nei primi del ‘900 da un medico tedesco, un certo Rudolf Virchow, che sosteneva di riscontrare queste crescite di tessuto nei cadaveri che studiava ed alle quali aveva erroneamente (diciamo oggi) attribuito la causa dei decessi”.

Ovviamente niente di tutto questo, e quindi ero un pò perplesso sul come, era impensabile che negassero completamente ed ammettessero il danno, ci sono in ballo profitti e cattedre prestigiose che saltano, non era possibile nonostante una via per introdurre queste idee ci voleva. A buon intenditore poche parole. Ed ecco che infatti proprio l’altro giorno ad una convention sulle leggi biologiche ecco vedere spuntare all’orizzonte la soluzione servita su un piatto d’argento. Con l’abilità di un prestigiatore e l’agilità di un tuffatore provetto, ecco il vero “carpiato con avvitamento multiplo” che salverà capra e cavoli, ovvero pazienti e istituti di medicina e centri di oncologia, cattedrati ed eminenti scienziati, che badate bene nel tempo dovranno un pò cambiare, ma intanto le basi sono gettate. Le campagne di sensibilizzazione sugli screening e non solo continueranno, non possono perdere troppo la faccia, ma nel giro di pochi anni dichiareranno di aver debellato il Cancro per sempre. Anzi per rendere gli screening più precisi e confacenti alle nuove necessità si spingerà ancora di più su chi fa innovazione creando un vero e proprio mercato.

Sapete come faranno o anzi stanno già facendo? Si chiama IDLE che sta per “InDolent Lesions of Epithelial origin” ovvero “lesioni indolenti di origine epiteliale”. Bellissimo, non trovato?! Vi accorgete come così non faccia più paura a nessuno?! Ed è il linea con quello che Hamer ha scoperto oramai 40 anni fa. Oggi, una volta che una lesione sospetta viene rivelata, comincia il pesante iter diagnostico che può avere conseguenze fisiche e psicologiche. Presto sarà tutto superato. Sapete cosa si stanno inventando adesso? See and Wait. Guarda ed aspetta. Sono fantastici, ma non importa, l’importante che la finiscano di squartare le persone per nulla o per eccesso di zelo, di modo le persone possano tornare a sperare in una qualità della vita senza essere terrorizzate da termini come Cancro o Tumore o mutilati inutilmente per i profitti dei grandi gruppi della medicina.

Provate a immaginarvi la scena, andate dal medico ed il medico vi dice: “ho dato un occhiata allo screening che ha fatto ed abbiamo riscontrato una lesione indolente di origine epiteliale all’utero o allo stomaco o al seno o alla prostata“.  – E voi – “ok, cosa facciamo?” Ed il medico, che nel mentre sarà stato rieducato al nuovo nome e relativo protocollo e che ignora sia ancora la stessa cosa che anni prima decretava come Tumore, dirà: “niente di preoccupante, aspettiamo e vediamo cosa succede. MI stia bene”.  – “Avanti il prossimo“.

Vi rendete conto?! E’ meraviglioso e tra qualche anno smettendo progressivamente di diagnosticare cancri al quarto stadio infiltranti e metastasi a vario titolo, ma semplici “lesioni indolenti di origine epiteliale” finiranno per dichiarare che, grazie alle nuove tecnologie sempre più raffinate nella distinzione ed identificazione delle lesioni, sono riusciti a sconfiggere il Cancro. Che meraviglia tutto solo cambiandogli il nome, non perché le cose non ci siano, ma perché hanno trovato un nome più vicino alla realtà assolutamente sensata della vita che non crea mostri, ma solo soluzioni adeguate alle circostanze.

Sarà un mondo migliore, già lo vedo, ed avremo realmente salvato capra e cavoli. La gente sarà più felice perché non morirà più di tumore, e le cliniche diventeranno ancora più ricche nello sviluppo e della produzione di servizi ospedalieri di nuova generazione e di alta precisione. “E il lupo? Che fine fa il lupo?” – mi chiederanno i più attenti. Beh! “El lupo una volta andava via come il pane, ma adesso, el lupo, el va no!“, allora dovrà vestirsi da agnello per poter tornare a rubare il cestello della merenda alle vecchine e chissà cos’altro. Si capisce?!

Non mi credete? Leggete qui questo è un articolo uscito su Repubblica si intitola – “La definizione di cancro va cambiata” o anche qui intitolato “I cancri che non sono cancro!“.

Sapete quali sono le nuove raccomandazioni dell’istituto più prestigioso del mondo sullo studio del Cancro? No?! Ok, allora cito: Il rapporto del NCI rappresenta un primo passo verso un cambio di prospettiva: è necessario – si legge – identificare le strategie per ridurre le sovra-diagnosi e i sovra-trattamenti, mantenendo quelle che stanno dando il maggior contributo alla riduzione della mortalità e delle malattie localmente avanzate. Si parte da una serie di raccomandazioni:

I medici, i pazienti e i cittadini devono essere consapevoli che la sovra-diagnosi è comune e si verifica molto frequentemente durante gli screening.

[E’ necessario] cambiare la terminologia del cancro, partendo da nuovi criteri per la classificazione.

[E’ necessario] creare dei registri osservazionali per le lesioni che hanno basse probabilità di diventare maligne.

[E’ necessario] mitigare la sovra-diagnosi.

[E’ necessario] considerare nuovi modi di studiare la progressione dei tumori: le ricerche future dovrebbero tener conto dell’ambiente in cui si instaurano le condizioni che portano al cancro, per trovare una possibile alternativa alla chirurgia.

Che meraviglia. Viva la vita, viva la libertà di cura!!!! … forse!

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Come funziona la macchina dell’economia?! A scuola da Jake Green.

Come funziona la macchina dell’economia?! A scuola da Jake Green.

Qui di seguito, in fondo a questo post, vi propongo un video estratto dal sito della Bridgewater Associates di Ray Dalio, suo fondatore, di cui ho trattato in un mio recente video (clicca qui). Il video  si intitola – Come funziona davvero l’economia? ed è un buon spunto per capire alcune cose relative a dove ci troviamo sia in termini temporali (epoca) che in termini spaziali (pianeta terra, umanità XXII), per poter eventualmente risalire la china di una discesa o caduta o rovinoso capitombolo, innanzitutto, prima in noi stessi, come individui, e poi eventualmente, sempre che lo vogliano la maggior parte del resto del mondo, come umanità intera.

Compito questo più arduo dato che è secoli che le cose vanno avanti in questo modo ed il livello di assuefazione e dipendenza da questo sistema di vita o civiltà o inciviltà prodotto è tale da risultare veramente ostico soltanto pensare di volerlo cambiare. Il punto è che prima o poi questi finiscono per distruggere tutto il pianeta che per quanto sia grande non ha risorse infinite, e pur potendole avere, lo divoriamo ad una velocità tale da impedirgli di rigenerarsi in tempo utile per assolvere a nuove istanze. E’ questa l’unica vera urgenza che mi motiva a provare e tenere botta nel tentativo di re stimolare nuovamente la coscienza e l’intelletto di quelli che possono capire al fine di produrre un non ben precisato effetto, cosa che è possibile solo se riusciamo a capire dove ci troviamo e soprattutto il “quando”.

Senza questa chiarezze, senza questa specifica comprensione restiamo in effetti affascinati dalle mille teorie comprese quelle spirituali e sull’anima che poco hanno a che vedere con le condizioni reali di inconsapevolezza e sonno della coscienza. Questo video semplice, ma non semplicistico di Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, mostra molte cose e non solo le forze fondamentali che fungono da motore dell’economia, ma per chi sa ascoltare danno un quadro di quello che sta accadendo da tempo e dove questo porterà nel medio e lungo periodo come scelte compreso il modo con cui si intenderà utilizzare l’innovazione e l’avanzamento tecnologico. Ricordo a chi non lo sapesse che il progetto PriOS è di ispirazione proprio del signor Dalio, nato non solo col tentativo di superare la debolezza emotiva dai processi di vendita e acquisizione, ma per sostituire egli stesso alla sua stessa morte biologica alla guida della sua azienda. Se a qualcuno sconvolgeva il mausoleo con integrato dispositivo criogenico dell’imprenditore Silvio Berlusconi leader politico del secolo scorso, figuriamoci l’idea di trasferire in una macchina la propria coscienza (an-affettiva). Vi viene in mente un film con Johnny Depp dal titolo Transcendence, regia di Wally Pfister (2014).

Ma ritorniamo all’analisi del video proposto. L’invito è a non soffermarvi troppo sul modello che si espone, dall’apparente superficialità con cui vengono usate parole quali transazioni, credito, tassi d’interesse, indebitamento e lasciate perdere il nervosismo che proposta di come uscirne; tutte cose che potrebbero deviare la vostra più profonda comprensione di questo piano esistenziale (e mi riferisco sempre a coordinate spazio-temporali e movimento ciclico delle leggi universali), evitare di rimanere invischiati nella superficie della critica economica o quando peggio nel sistema del “complottismo” assolutamente funzionale proprio a questo tipo di operazioni di addormentamento.

Più che l’attenzione al tema, dovete affinare la capacità di accorgervi “come” viene trattata la questione, cosa ad un primo ascolto personalmente ha rievocato quanto espresso nella pellicola Hollywoodiana intitolata Revolver (2015) da Jake Green, che essendo il contenuto di un film, nessuno si preoccuperà di dargli una connotazione di verità, dato che è noto a tutti che i film sono una finzione, infatti si chiama finzione cinematografica. Il punto è che nella finzione alle volte vengono messi elementi di realtà e verità di modo da rendere tale tutta la finzione. Comunque seguono alcune considerazione prima della visione finale ed andrò per sommi capitoli.

Più lo ascolti e più è dolce il tono!

La prima cosa su cui ho puntato l’attenzione è stata il tono gioviale e disteso con cui vengono esposte le cose. Come dice il protagonista in Revolver – “Più lo ascolti e più è dolce il tono!” – intendendo che cose tremende dette con un tono mansueto ed affabile possano passare senza che le persone si rendano conto delle assurdità che vengono dette e qui di assurdità ce ne sono diverse, penso per esempio al fatto stesso che la causa delle sofferenze economiche ovvero quello che noi chiamiamo comunemente “Crisi” sarebbe dovuta al fatto che ci sono persone che non capiscono il funzionamento della macchina economica, così semplice nel suo funzionamento (su questo ci ritornerò tra poco), o che la osteggiano, ovvero la colpa è di chi non è d’accordo su come funziona l’economia che l’economia non funziona bene e ci sono le sofferenze economiche.

Incredibile bisogna avere la faccia come una certa parte del corpo per fare certe affermazioni dopo le bolle speculative fatte che hanno spazzato via interi capitali e stati è dovuto proprio all’uso irresponsabile delle “transazioni” finanziarie a responsabilità limitate i moderni fondi di investimento noti anche come Hedge fund di cui Bridgewater è considerato vincente o money winner. Ricordo che bolla ed il crollo del 2008 ha portato alla devastazione della Grecia e l’azzoppamento dei paesi sul mediterraneo, non certo a causa di quelli che non sono d’accordo sul funzionamento dell’economia così come va, ma a causa di squali del profitto che hanno venduto titoli tossici basati su muti dati a poveracci che non potevano ripagarli, tutto solo per alzare la “crana” o per il profitto.

cap. 2 “La formula è profonda e possiede applicazioni infinite. Ma è semplice e logica”.

La semplicità con cui viene spiegato il meccanismo delle transazione come una cosa assolutamente naturale e prevista dal comportamento umano è un altra delle applicazioni della formula per realizzare un buon trucco. La formula è semplice si basa sull’idea di “transazioni“. La transazione è una cosa molto semplice, “si fanno transazioni continuamente, ogni volta che si compra qualcosa si crea una transazione”, non dice ogni volta che si vende, perché tu devi comprare è lui che vende (lo capirai ascoltando il video). La Transazione pertanto è la base della macchina economica, ovvero è la base del TRUCCO o truffa, … questo è tutto!

Transazioni che sono guidate dalla natura umana più e più volte che creano 3 forze (Si avete capito bene le chiama forze): a. crescita di produttività b. ciclo del debito a breve termine c. ciclo del debito a lungo termine. L’economia è la somma della transazioni che la costituiscono, è così che si crea il mercato della domanda e dell’offerta, venditore e compratore. Cosa c’è di strano? Al di là del fatto che ogni TRANSAZIONE= COMPRARE? Noi fondiamo il nostro modello di sviluppo sul COMPRARE e VENDERE qualcosa, scambia moneta o credito con servizi, beni, e non ultimo i beni finanziari. Ma è il monopoli. Dov’è l’individuo? dov’è lo sviluppo dell’uomo? della coscienza? Tutto viene gestito come una transazione, senza transazione non c’è crescita, o meglio questo è quello che ci si vuole far credere e questo è il trucco o allucinazione generale nella quale siamo incastrati.

cap. 3 – “Più grande è il trucco, più vecchio è il trucco e più facile è usarlo”.

Un MERCATO consiste in tutti gli acquirenti e tutti i venditori che fatto TRANSAZIONI per la stessa cosa. Esisterà pertanto un mercato del grano, dell’auto, un mercato delle azioni, ci sono mercati per milioni di cose, ma un unico trucco, partita o truffa ed è proprio vero: La formula è profonda e possiede applicazioni infinite. 

Nessuno può rendersi conto di quello che gli accade, pensa che non possa essere (il trucco) così vecchio e così grande da farci cascare dentro tante persone eppure sono secoli che le cose vanno in questo modo e la maggior parte ha smesso di domandarsi di cosa si tratta e quando è cominciato tutto. Capite perché mi interesso di Gilan e Kurgan? Dobbiamo ricostruire i passaggi che hanno portato alla condizione attuale di incoscienza e sonno totale dei partecipanti alla vita, il cascarci è proprio il sintomo dell’ipnosi di massa alla quale siamo tutti soggetti, nessuno escluso dato che noi siamo le generazioni che sono arrivate dopo, a frittata fatta e ne abbiamo assorbito i termini sin dai primi anni di infanzia senza mai realmente provare a mettere in discussione il tutto. Chi lo fa è preso per un idiota che non ha capito dove sta. Forse è anche vero, ma non come lo possono intendere.

Un economia consiste di tutte le transazioni in tutti i suoi mercati: un bel ampio ambiente. Come ci insegna Mr Green: “se l’avversario è molto bravo riuscirà a mettere la vittima in un ambiente che può controllare. Più grande è l’ambiente, più facile è il controllo. Getta un osso al cane, trova la sua debolezza e dagli solo un pezzetto di quello che pensa di volere“.

Tutti prendono parte a transazioni nel modo descritto dalle persone, alle società ai governi. E’ semplice e logico, funzionale, una macchina perfetta verso la quale tutti indistintamente procedono scambiando denaro e credito, beni servizi attività finanziarie. Cosa c’è di strano? Che non vedranno altro che quello e pur di fare transazioni e quindi avere denaro e credito o beni e servizi da scambiare per farlo non guarderanno in faccia a nulla, a come consumano beni materiali, perchè l’unico traguardo che vedono è fare transazione. In un attimo abbiamo masse inconsapevoli pronte a mettere le mani su tutto pur di ottenerne un vantaggio, senza educazione alla coscienza, anzi, e questo è il progetto PriOS di Ray Dalio, lo scrupolo o il moto di coscienza diventa un “Weaknesses”

Cap. 4 – Jake Green: “È semplice: voi fate il lavoro duro, io vi aiuto e basta”.

“L’arte è darvi i pezzetti del mosaico e farvi credere che siete voi a prenderli perché siete furbi e io stupido. In ogni partita, in ogni truffa c’è un avversario e c’è una vittima. Più la vittima pensa di avere il controllo, meno ne ha nella realtà. Si stringe il cappio alla gola. E io mi limito ad aiutarlo a farlo.”

Il maggior acquirente è il settore pubblico che consiste di 2 parti importanti: un amministrazione centrale che riscuote tasse e spende denaro, ed una banca centrale che controlla l’ammontare di denaro e credito dell’economia. State capendo perché fanno gli appalti per cose che chiunque abbia un pò di testa capisce che non servono? Penso alle rotonde disseminate su tutto il territorio, ma questo è il minimo. Risposta: Transazioni.

Essendo di fatto le “transazioni” il motore dell’economia, bisogna farne altrimenti l’economia non cammina, ed è poco importante se si transi qualcosa di utile o meno, l’importante e farne tante perché questo da viaggiare l’economia. Se poi creiamo un ente (settore pubblico o stato) che raduna tutti i polli da spennare o vittime e di cui ne controlliamo l’amministrazione, è ancora meglio; e sai in cosa consistono i pezzetti del mosaico che ti vengono dati ogni giorno? Esatto la tua occupazione, il tuo tempo-lavoro, ovvero il tempo che dedichi nell’essere occupato a prestare l’opera, quella mansione che tanto vuoi e difendi e per la quale ne vai tanto fiero: il lavoro duro.

Hai capito adesso, è semplice: voi fate il lavoro duro, io vi aiuto e basta”. Che significa io ti do il lavoro da svolgere, la mansione, ti dico come occupare il tempo, e quando ne hai un pò a disposizione ti attraggo col mercato dell’intrattenimento. Un unica formula molte applicazioni. Il colpo da maestro è il controllo dei tassi di interesse che permettono di stampare nuova moneta, …. fantastici creano economia sul nulla, sulla carta che stampano. Ci potete credere? Si, che ci potete, dato che gli date, gli diamo, il nostro tempo tutti i giorni della settimana, per 8-12 ore e per anni interi, uno dopo l’altro, sentendovi soddisfatti e felici quando poi ve li spendete o sputtanate tutti in vacanze e divertimenti, come dire ritorna direttamente al via consumandoti progressivamente. Cosa che si traduce in ed è questo il senso del seguente capitolo:

Cap. 5 – “l’avversario distrae piano piano la vittima, facendo si che si consumi lentamente”.

Giorno dopo giorno le persone si stringono il cappio intorno al collo pensando di lavorare per se stessi, per pagare le bollette, per pagare il mutuo, per pagare le rate dell’auto, trovando sollievo solo quando posso distrarsi un pò e credendo di ricaricarsi per poi ricominciare proprio con quella routine che li consuma lentamente senza capirci nulla perchè troppo impegnati nella distrazione costante dalla crescita personale che viene evidentemente nemmeno percepita come una urgenza o necessità, ma come qualcosa da coltivare nel tempo libero.

Personalmente l’unica soluzione che vedo per uscirne già la sapete, si chiama Progetto Zion, il cui scopo è quello di far transitare una parte di quel capitale in un impresa valorosa che servirà ad uscire da questo sistema o gioco malefico, il punto è che per farlo coloro che vogliono parteciparvi dovranno cambiare testa e mettersi in gioco utilizzando tutto il resto del tempo che gli rimane invece che a divertirsi, in un cambiamento sostanziale che per sua stessa utilità per essere una possibilità di successo si deve tradurre in una scuola, in un lavoro di scuola dove le istruzioni devono essere eseguite esattamente come impartite da chi la conduce. Cosa questa che nessuno è disposto ad accettare, visto il livello attuale di diffidenza, nemmeno da se stesso.

Siccome da questa cosa non se ne può uscire, ecco che non ci resta che concentrarsi sul considerare che c’è un bel livello di assuefazione e che quindi disintossicarsi è d’obbligo prima di poter intraprendere qualsiasi ulteriore iniziativa e al contempo provare a produrre quelle condizioni affinché questo genere di lavoro si possa realizzare. Le dipendenze le risolvi sfruttando il sistema stesso, ma l’assuefazione mentale ad uno stile di vita richiede impegno, non basta volerlo, bisogna realizzarlo.

Epilogo – Avi: “Ma non capisce cosa è giusto fare? Dovrebbe essere rigido, freddo e sottoterra, e ancora non si fida di noi. Gli spari, il debito deve essere pagato”.

Il “credito è la parte più importante dell’economia e quella meno capita“, ci dice Ray Dalio nel video, infatti se solo l’aveste capita avremmo già realizzato il tunnel d’uscita. Infatti nel film Revolver al quale ho fatto riferimento per tutto il post, il personaggio di Avi e il suo compare costringono Mr Green a dare via tutti i suoi soldi. Cosa che evidentemente non viene molto capita, questo perché abbiamo fatto del denaro la misura del nostro sviluppo. Il denaro non è un valore, ma un unità di misura nel sistema economico, siamo noi però ad averlo fatto diventare un traguardo fine a se stesso. Adesso l’unico modo che abbiamo per liberarci della trappola è capire come ha funzionato e liberarcene, che non significa liberarcene materialmente, ma dell’attaccamento e di tutti i valori che ci abbiamo appiccicato sopra. Il denaro dovrebbe servire per fare cose, non per accumularlo o prestarlo, ma qui mi fermo tanto è fiato sprecato e poi sembra che tiro l’acqua al mio mulino. Non importa il tempo mostrerà cosa avevo in mente.

Il credito, lo dice la parola stessa è fiducia, vuole dire mi fido, ti do credito, credo in quello che vuoi portare avanti, un livello avanzato di consapevolezza se state capendo dove è il problema dentro di voi. Infatti non sono gli strumenti malati, ma le persone, il mostro è dentro: Jake Green: [Pensando tra sé e sé] C’è una cosa dentro di te che non conosci e di cui negherei l’esistenza. Finché non sarà troppo tardi per farci qualcosa. È l’unico motivo per cui ti alzi al mattino. L’unico motivo per cui sopporti un capo stupido. Il sangue, il sudore e le lacrime. Questo perché vuoi che le persone sappiano quanto sei bravo, attraente, generoso, divertente, intelligente. Temetemi o riveritemi, ma per favore pensate che sono speciale. Condividiamo una dipendenza. Siamo tossicomani dichiarati. Vogliamo tutti la pacca sulla spalla e l’orologio d’oro. L’ hipp-ip-ourrà del cazzo. Guardate il ragazzo intelligente con il distintivo, che lucida il suo trofeo, brillanti e diamanti impazziti: siamo solo scimmie avvolte in bei vestiti, che implorano l’approvazione degli altri. Se lo sapessimo, non ci comporteremmo così.

E non c’è nessuno che ce lo nasconde, siamo solo noi che non vogliamo vederlo, proprio come il protagonista della pellicola (Revolver) non siamo pronti per un mondo diverso da quello nel quale siamo messi ed assuefatti e dipendenti. Adesso vi lascio alla visione della trappola che potrete gustare minuto dopo minuto. Buona visione.