La Medicina di Zion. Un nuova frontiera!

La Medicina di Zion. Un nuova frontiera!

Nessuna guarisce nessuno, perché non c’è nulla da cui guarire se non dall’ignoranza e l’abitudine a pensare solo in un certo modo lineare e riduzionista. Tutto si muove secondo un preciso senso (biologico) che ancora non abbiamo capito e voluto vedere nonostante sia così evidente sotto i nostri occhi. “L’abitudine a credere è la causa principale. per cui la ragione umana è distolta dal percepire ciò che di per sè è evidente” (Aristotele).

Progetto Zion | l'Accademia della Pietra

In realtà non esiste nessuna medicina a Zion, dato che la medicina, intesa come misura della vita, consiste nell’osservazione ed apprendimento della sensatezza stessa della vita o biologia e del funzionamento del corpo umano. La “medicina” a Zion è ancora una volta “educazione”, è formazione, perché colui che conosce “guarisce“: si libera dalla prigionia della concezione di “malattia”.  Si legge nel Vangelo secondo Luca (4, 23): Medice, cura te ipsum, – che tradotto significa “medico, cura te stesso” – a significare che la malattia, intenso come “alterazione” di uno stato di “normotonia”, non risiede nei virus o batteri, o in chissà quali strani microrganismi che nessuno ha ancora visto, e nemmeno in qualche alterazione del sistema immunitario o ereditarietà, non risiede nei sintomi, ma nel “pensiero” stesso dell’uomo e del “medico” che non ha ancora compreso la perfezione della natura e i suoi processi vitali o biologici. La…

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Arcano 16 | la “Torre Fulminata”: un ignorante equivoco!

Arcano 16 | la “Torre Fulminata”: un ignorante equivoco!

L’Arcano N° 16 nel quale viene raffigurata una torre colpita da un fulmine, per questo detto anche la “Torre Fulminata”, è indubbiamente la “bestia nera” di molte scuole sia di pensiero che gnostiche. Dico questo perché in costoro ogni qualvolta venga nominato o compaia questo arcano in un qualsiasi genere di consultazione dei “tarocchi” si viene presi dal panico per il presunto catastrofico verdetto. Dove lo metti, metti non ce ne è uno che non esprima un giudizio negativo su questo arcano, alcuni etichettandolo addirittura “pericoloso” o come un grave avvertimento dell’onnipotente (dominatore), mentre in realtà di pericoloso c’è solo la forma mentale adultera che interpreta tutto questo secondo un canone tutto suo; e se qualcosa è mai stato realmente minacciato da questo arcano, semmai è proprio la logica lineare dello stesso pensiero viziato dalla condizione di sottomissione alla quale siamo stati sottoposti.

Sono proprio le certezze e la presunzione di aver capito, quando non è cosi’, che viene realmente minacciata da questo arcano, sono gli attaccamenti, le aspettative, il bisogno di controllo sugli altri, la menzogna stessa su ciò che ci si crede e pensa di essere. Sono il desideri, il bisogno di possesso, l’immaginazione negativa, il parlare inutile, il bisogno di considerazione, ad essere abbattute da questa forza dirompente e superiore della vita; l’identificazione con la nostra mente e il suo costante blaterare piena delle sue convinzioni e come conseguenza dell’ignoranza non vista. Leve che muovono la vera miseria dei nostri atti quali umani di questo pianeta. Immersi in immaginazione, menzogne, negatività ed identificazioni varie non abbiamo nessuno spazio per risvegliarci e capire realmente cosa sia lo Spirito cosa sia realmente il mondo dello Spirito, quali formule e magia ci può donare; quando siamo sottoposti a questo tipo di ipnosi, viviamo in un costante stato di sonno ad occhi aperti che alimenta solo l’illusione di essere svegli e nutre di fatto il nostro antico parassita.

Peggio ancora fanno, poi, certe scuole di presunti iniziati o gnostiche che interpretano questo arcano come una caduta nell’abisso di perdizione, associandolo in modo del tutto arbitrario, ed a causa di una cattiva interpretazione del segno, come il versare del Vaso Ermetico, ovvero, come una caduta sessuale. Niente di più lontano dalla verità. Come può una torre di contraddizioni essere la Pietra Filosofale dei saggi frutto della sublimazione del mercurio e dello zolfo?! C’è un equivoco di fondo clamoroso in tutto questo. Ciò che depone le armi e crolla è proprio la regola, non la Pietra; anzi quella si innalza proprio nel momento in cui la mente cede in passo a qualcos’altro.

Queste sono alcune tra le frasi più allucinanti che ho trovato in giro in merito a questo arcano: “Non sfidare il destino”, sembra ammonire l’arcano, perché la sorte non sta dalla tua parte. Se il consultante, forte delle proprie certezze, continua a dormire sugli allori e rifiuta di muoversi in una direzione evolutiva, il momento della caduta non è lontano.” – o ancora peggio – “Molti sono gli Iniziati che si lasciano cadere. Molte sono le Torri Fulminate. Ogni Iniziato che versa il Vaso di Hermes cade inevitabilmente. La leggenda degli Angeli Caduti si è ripetuta e continuerà a ripetersi eternamente.” E’ sempre la stessa logica di terrorizzare per portare gli individui all’immobilismo, il cui unico scopo alla fine è continuare a tenerli sotto controllo. Agenti in matrix lo sono tutti e non lo è nessuno, se non sei stato scollegato sei uno di loro.

Incapaci di intendere i messaggi della coscienza, si costruiscono muri e torri ancora più sofisticati e dal sapore trascendentale e religioso nelle quali imprigionarsi ancora di più. L’arcano 16 dei tarocchi di Kier è un “fuoco divoratore” capace di rompere e distruggere la nostra mente lineare così talmente strutturata da richiedere un forte intervento dall’alto. L’arcano 16 è una mano santa che dall’alto distrugge ogni illusione e contraddizione dello psichismo umano: una vera benedizione, direi!!!

Nessun ammonimento è contenuto in questo arcano. Ovviamente solo se si sa cogliere il messaggio. Come tutte le cose che richiamano ad uso volontario della coscienza la cosa richiederà un certo sforzo in avanti di comprensione e di lavoro; gli altri, intimoriti, non potranno che rifugiarsi nella paura di essere investiti da chissà quali nefaste previsioni o maledizioni. L’arcano 16 è l’apocalisse di tutte le “cazzate” che vivono nella nostra testa e soffocano la nostra libertà di agire, è la devastazione di un piano emozionale che suscita solo miseria e non onora il nome che ci siamo dati di “Esseri Umani”.

Un fulmina che lascia attoniti e costringe ad un cambiamento di valori, una chiarezza che arriva come un fulmine a ciel sereno che ci obbliga ad uscire dal trattamento disumano al quale ci siamo tutti condannati. La sua sintesi (16= 1+6=7), infatti, che può avvenire solo con la presa d’atto di questa grande opportunità, è l’arcano 7 ovvero il trionfo. L’arcano 16 è la forza di volontà che si risveglia dal profondo del nostro essere per mettere in fuga le forze sinistre e mettere ordine nella “casa” disordinata per portarci verso la città trionfante (arcano 7). Chi ha orecchie per intendere, intenderà.

Ecco qual’è l’unica cosa di veramente pericoloso. L’unica cosa veramente pericolosa sono le emozioni negative che scaturiscono da questa sbagliata interpretazione della nostra vita e di questo arcano. Abbiamo bisogno di una mente vigile e di una memoria attenta, un secondo tipo di attenzione in grado di incoraggiare e promuovere presenza di modo da vedere l’identificazione con l’altra mente, che come un vero parassita ci debilita e toglie ogni possibilità di vivere.

Un richiamo alla “coscienza” in grado di riportare di frequente ai pensieri ed agli assunti della scuola e di farci ricordare l’opera che stiamo compiendo e, soprattutto, perché la stiamo compiendo: “quando è cominciato tutto?”“quali erano le spinte che mi hanno portato a cominciare?” “cosa cerco?” – “perché esisto?” – queste sono le vere domande che questo arcano dovrebbe suscitare in noi, e non la paura di rimanerne fulminati. La devastazione è per indurci a cercare dove vi è il valore assoluto della nostra anima, solo così potremmo realmente offrire il nostro cuore a qualcun altro.

“Riconoscendo che le emozioni spesso sbagliano con il loro eccessivo entusiasmo e la mia facoltà della ragione, spesso, è carente dei sentimenti necessari per permettermi di combinare la giustizia con la misericordia nei miei giudizi, chiedo alla mia coscienza di guidarmi su ciò che è giusto e sbagliato; non mi permetterò mai di mettere da parte il suo verdetto, non importa quale sarà il prezzo per farlo.”

(Bruce Lee)

Ecco che il messaggio inizia a farsi chiaro e capiamo che, semmai, è l’uso improprio che è stato fatto di questa scienza e certi testi sacri, e che forse sono proprio le religioni quelle che vengono ad essere fulminate. L’Arcano 16 è forse il fulmine su San Pietro di qualche anno fa? Una sottolineatura di come non capendo autenticamente il messaggio Cristico si costruiscano torri od edifici che invece di edificare l’uomo nella sua parte più profonda e sottile, lo vincolano e lo imprigionano in schemi, strutture e credenze vuote, lasciandolo debole e buono solo per essere vessato o per l’auto-commiserazione.

vaticanofulmine

L’arcano 16, di per sé, altro non è che la runa Hagalaz degli antichi norreni che ci porta rinnovamento. Una “tegola tra capo e collo” estremamente potente che può apparire a prima vista come una disgrazia, mentre, non trattandosi di stabilire se è cosa buona o cattiva come siamo abituati a fare, è qualcosa di forte che interviene, non mediato dalla mente, per scuoterci e darci un opportunità di evolvere. Il sacrificio, che di fatto esiste, consiste nel cercare di andare oltre i rimpianti e i dispiaceri.

E’ dirompente perché abbiamo per troppo tempo rimandato lo scontro e, come direbbe Machiavelli, a vantaggio del nostro nemico, e siccome il nemico è nella nostra stessa testa, serve qualcosa che la oltrepassi che arrivi dalle viscere più profonde. Ed ecco che la biologia, la cosa più potente di cui disponiamo, dato che porta con se la forza dell’istinto di sopravvivenza, si eleva e ci investe con tutto la sua forza e voglia di vivere, è forte e dirompente a causa della nostra azione nel comprimere, a causa delle continue rimozioni e rimandi fatti nel tempo in attesa che le cose potessero cambiare da se. Hagalaz non è una scelta volontaria, ma come qualcosa che arriva per legge di natura, quantunque si sia capito di quale “natura” si tratti.

Hagalaz é quel taglio netto e decisivo, è Walnut dei fiori di Bach, lo strumento che ci permette di tagliare la fune con la quale legavamo la barca al molo, il rimedio estremo, l’amara medicina per coloro che hanno deciso di fare un passo in avanti nella vita, infrangendo e superando vecchi limiti, col fine ultimo di imboccare una nuova direzione, e non per questo esente dal dolore, lo stesso dolore che abbiamo rimosso per così tanto tempo e verso il quale è sempre bene inchinarsi con tanto rispetto. Il cambiamento inizia quando impariamo a volerci bene, la tortura di se stessi è un aberrazione prodotta da una mente piegata ai bisogni del sistema.

Hagalaz, come l’arcano 16, sono simboli, un momento critico che ci spinge a crescere, ma “sei tu che devi attraversarla quella soglia, parole tue!“. L’eloquenza e la forza di questa runa e di questo arcano vengono pienamente espresse nel cap. 116 (guarda caso) di Pistis Sophia dove Maria, a proposito del perdono dei peccati, rivela davanti agli apostoli il significato delle parole pronunciate da Gesù in una parabola: «Io sono venuto a gettare fuoco sulla terra» e ancora: «che cosa voglio io se non che bruci?»

«Credete voi ch’io sia venuto a gettare pace sulla terra? No, sono venuto a gettare divisione. Infatti, d’ora in poi cinque saranno in una casa [simbolo della presenza generale di un individuo]: tre saranno divisi contro due, e due contro tre» – ci consegna non solo un Gesù forte, ma un azione necessaria al fine di rendersi liberi (o pneumatici), una coscienza guidata dalla volontà di cambiamento e dal bisogno di rinnovamento e di sorgere a nuova vita. Questo capitolo è ben raffigurato nell’affresco di Michelangelo nella cappella Sistina. L’arcano 16 è il giudizio universale, nessun ammonimento, ma un grande messaggio di speranza e di cambiamento radicale.

E’ in questo che consiste la resurrezione delle anime, in un processo dove il corpo, lo spirito di opposizione (o ego) e l’ora fatale vengono separati, attraverso questo incredibile fuoco che si sprigiona dal profondo regno dell’Amenti, dall’anima e dalla forza contenuta in essa, ecco perchè dice: «tre saranno divisi contro due, e due contro tre». Operando con la coscienza una divisione nei corpi del mondo, simbolo della disidentificazione dalla mente Luciferina, che se ben usata porta la luce (Lux-ferre) e se no, ancora più tenebre tramutando l’incauto avventore nella bestia promessa.

Si legge nell’Apocalisse (XXII, 16) : “Io Gesù, ho mandato il mio angelo a rendervi testimonianza di queste cose per le congregazioni. Io sono la radice e la progenie di Davide, la luminosa stella del mattino” – suggellando inesorabilmente il legame che c’è tra il Cristo ed il Lucifero, tra la coscienza e un uso illuminato dell’intelletto. L'”ora fatale” altro non è che la morte che giorno dopo giorno ci diamo ed imponiamo alla nostra anima ingerendo atomi di inferno ed amarezza senza portarli alla luce della coscienza. Non una data di scadenza, ma un accumulo di dolore e sofferenza involontaria che finiscono per uccidere la vita di una persona ed a volte anche quella di altri che le stanno attorno.

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 VENGO E MI SPIEGO! – 2016/2017

 VENGO E MI SPIEGO! – 2016/2017 | PlaylistUn anno di lavoro e studio intenso e di grandi rivoluzioni.

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LA TENACIA. LA DOMANDA. LA SCUOLA. Cambiare le regole su ciò che ci controlla!

LA TENACIA. LA DOMANDA. LA SCUOLA. Cambiare le regole su ciò che ci controlla!

Nel cammino di un individuo, sia esso uomo che donna, verso la sapienza e verso la gnosi della conoscenza dell’ineffabile esiste un essenziale passaggio che è quello di collegare il Sapere acquisito (scuola o altro) ad un adeguata azione. Questo accade quale conseguenza del assorbimento di un sapere di scuola filosofica e come strumento per iniziare un autentica trasformazione del proprio Spirito. Un processo di questo tipo equivale di fatto ad un primo importante impegno con se stessi, cosa che, per persistere o esistere, deve aver portato con se una domanda forte di “volontà di conoscere” (che potremmo chiamare volere), che sulle prime si traduce in un bisogno di sapere e quindi voracemente mangiamo ogni insegnamento ed ogni libro, ma che successivamente dovrà tradursi in atti, altrimenti tutto quel sapere resta una passeggiata mentale, che può essere di sollievo, può aiutare, ma non è trasformativo. Si continua di fatto ad essere come siamo sempre stati, ma con la presunzione e l’arroganza di sapere, abbiamo solo aggiunto qualche frammento o frazione di un sapere che il tempo cancellerà.

E’ la domanda, il punto fermo. La domanda manifesta un volere, il volere è nella domanda. Senza la domanda non c’è passaggio, non si passa dal Sapere all’azione, e quindi neanche i suoi successivi. Poi, e come conseguenza dell’aver risvegliato qualcosa per mezzo della domanda, entriamo in territori dove è assolutamente necessaria la presenza di una qualità interiore specifica, senza la quale è letteralmente impossibile proseguire. Qualità necessaria, ma che solo la domanda ci dota. Solo se abbiamo la domanda riusciamo a mettere in atto la qualità più importante nel percorso di crescita di un individuo che è: la TENACIA.

Allora l’intento definito dalla domanda si fa forte e troviamo il coraggio di cambiare e di affrontare le dure prove alle quali verremo sottoposti in questo bisogno di crescere ed evolvere. Un evolvere, inteso come progresso, che cammina seguendo inevitabilmente le linee di una rivoluzione, dato che sarà proprio ciò che credo e penso di essere che viene rivoluzionato, ovvero, rimesso in discussione, e per fortuna alla luce di un Sapere esatto, un informazione puntuale, semplice e precisa, una sapere di scuola che ci permette di ricollocare tutto quello che viviamo osserviamo ed incontriamo. Ma tutto deve essere fatto in assenza di mente. I concetti o assunti pregressi alimentano una condizione di comodità e comfort perfettamente conforme ai bisogni della natura, mentre noi stiamo abbracciando quella parte della natura che ci spinge verso un nuovo salto nella direzione del perfezionamento di sé e di chissà cos’altro.

La rivoluzione della coscienza è un atto di volontà e non può realizzarsi involontariamente o in modo automatico, ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di costruire meccanismi che ci permettano di fare dei passi in avanti. Come si può osservare questa è una scienza dello sviluppo dell’uomo che a parole non può che lasciare dei vuoti, forse anche necessari per essere visti e capiti, ma sempre dei vuoti sono, a meno che non si sia iniziati a frequentarne una. Se un essere umano non è in grado di esercitare tenacia nel suo intento, il suo cammino è già finito, ma per esercitare tenacia serve una domanda forte, una forte domanda che è la volontà necessaria e predisposizione alla rivoluzione che lo attende.

Questo è necessario dato che le forze che si opporranno per ricondurlo nel recinto della sua schiavitù sono talmente potenti, talmente suadenti che finiranno per convincerlo che nel recinto si sta bene, – “Ti ricorderai che non hai mai creduto a queste sciocchezze da chiromante. Sei tu che gestisci la tua vita. Parole tue. (L’Oracolo, “the matrix”)”. Ti ricorderai che nel recinto ci si può abituare, persino, a soffrire, cercare la libertà è una scialba illusione, tu sei già libero, non è vero? Cercherai allora di nascondere il dolore, cercherai di ridurlo, di modo da non sembrarti più così forte, e rimozione dopo rimozione, assopirai la tua volontà e forse ucciderai anche la tua anima.

Soffrire è un dolore più dolce e reiterato. Dolore e sofferenza sono cose diverse per quanto sinonimi, la sofferenza è una consumazione lenta dell’anima, il dolore è per le percosse e l’intimidazione, il dolore è il parassita, la realizzazione mentale di tutte le privazioni e prepotenze subite che hanno creato un corpo energetico potente e magnetico che ci tiene agganciati ai bisogni del sistema, che ti ricordo per l’ennesima volta, non sono i tuoi, anche se così hanno cercato di farti credere per secoli.

La ricerca della libertà è molto più dolorosa della sofferenza umana. Non appena il fuoco del risveglio dello Spirito tocca il dolore e la paura che si nasconde dentro e che ci tiene schiavi, tutto ciò che si oppone si esprimerà cercando di indurci a retrocedere. E’ qui che l’uomo e la donna maturi, maturati nello Spirito, intendo, danno dimostrazione della loro tenacia ed ostinazione nel perseguire il loro intento di libertà. Per quanto sia molta la paura di sentire dolore ed è tanta la tentazione di tornare indietro e chiudersi di nuovo questo genere di esseri affronta con coraggio il momento che si approssima cercando conforto negli strumenti della pratica della disciplina della scuola (trasmutazione, preghiera, lavoro in calma, coltivazione, ricapitolazione, e quant’altro sono gli strumenti di quella scuola).

L’impatto con le circostanze avverse della vita indurisce le persone, ma coloro che hanno un certo tipo di sapere possono operare in un altro senso, ed allora è lì che il valore di quelle che si è ricevuto come insegnamento c’è, perché è passato dalla forma intellettuale a quelle delle esigenze contingenti. La via è dolorosa perché è necessari che il dolore ci abbandoni, ed allora dobbiamo camminarci assieme e scioglierlo un poco alla volta, ed è questo che comporta di fatto il comparire di situazioni e circostanze che ci mettono necessariamente alla prova, alla prova del 9 di quello che presumiamo aver acquisito ed imparato, alla prova della consumazione di questo dolore per opera del fuoco dello Spirito.

Ecco che allora da questa consumazione nasce lo Spirito Santo, uno spirito santificato dal fuoco dell’Amenti.

Serve cambiare le regole su ciò che ci controlla, e siccome il dolore è parte, insieme alla paura, di questo controllo, solo se sappiamo ricollocarlo, almeno e magari sulle prime, intellettualmente. Questo riposizionamento del nostro intento guidato dagli assunti e pratiche della scuola come conseguenza ci permette nel tempo di operare dei cambiamenti su ciò che  possiamo iniziare a controllare rispetto a prima, manifestando un “fare” inedito per i nostri schemi e regole comportamentali acquisiti sin dai primi anni d’infanzia e consolidati proprio grazie alle privazioni, o percepite tali, subite. Ma tutto sempre e solo se c’è la domanda. Senza la domanda è praticamente impossibile generare risultati che abbiano un valore significativo e duraturo.

Senza la domanda, senza il bisogno “esserico” di conoscere la natura di ciò che siamo o cosa siamo, non c’è lo spunto verso il cambiamento, verso nessun cambiamento, il mondo ci basta e ci soddisfa e la nostra ricerca nello spirito è l’ennesimo palliativo e per passare il tempo. Nell’uomo comune, come disse un saggio una volta, tutto si compie, tutto si fa. Io credo che anche in un uomo straordinario accada lo stesso, solo che lui ne è cosciente e può guidare il flusso di forze fino a portarle con la volontà della coscienza verso il cambiamento.

Questo perché quando “vede”, il cambiamento non è più una scelta, egli o ella si allineano inevitabilmente al flusso della vita, che è di fatto l’unica cosa che cambia in continuazione, in quanto l’unica cosa che “revolve”. La mente è statica, la vita brulica di movimento, la coscienza educata intercetta ed intercede su entrambe generando una terza cosa: l’Essere Umano.

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Come salvare capra e cavoli: la definizione di cancro va cambiata.

Come salvare capra e cavoli: la definizione di cancro va cambiata.

“La parola cancro evoca lo spettro di un processo inesorabilmente letale. Ma i tumori sono eterogenei e possono seguire molte strade, non tutti progrediscono fino alle metastasi e alla morte, e comprendono condizioni non dolorose, che non incidono sulla aspettativa di vita del paziente. […] L’uso del termine cancro dovrebbe essere circoscritto alle lesioni che hanno una ragionevole probabilità di portare alla morte, se non trattate”.

È con questa frase che la task force del National Cancer Institute statunitense propone una “rivoluzione semantica”, che mira a un fine molto pratico: mettere un freno all’abuso della parola cancro nelle diagnosi, con tutto il carico emotivo che si porta dietro, e che getta nella disperazione le persone anche quando non vi è un reale pericolo per la loro vita. Utilizzare i termini con maggiore cognizione di causa potrebbe anche aiutare a contrastare un fenomeno sempre più preoccupante: quello della sovra-diagnosi in oncologia.

Nel suo rapporto annuale il National Cancer Institute pubblicato nel 29 luglio 2016 sul Journal of the American Medical Association (Jama) dal titolo “Overdiagnosis and Overtreatment in Cancer”. Gli autori portano proprio il caso del carcinoma della mammella definito “duttale in situ”: molti medici concordano sul fatto che non si tratta di un tumore, e che dovrebbe avere un’altra definizione che non contenga la parola “carcinoma”. Un cambiamento che potrebbe rassicurare le donne e dissuaderle dal ricorrere a trattamenti non necessari, come la rimozione delle mammelle. Lo stesso discorso, scrivono i ricercatori, vale per altre lesioni della prostata, della tiroide, del polmone. Una delle definizioni proposte è Idle, acronimo di “lesioni indolenti di origine epiteliale”.

Personalmente ritengo che siano riusciti a trovare il modo di uscire dall’angolo del ring nel quale oramai si stavano mettendo nei confronti di pazienti sempre meno disposti a farsi massacrare, mutilare per poi ritornare sempre al punto di partenza. La crescita dell’attenzione ad altri modi vedere e pensare al cancro della popolazione media li ha spinti a cercare l’escamotage che gli permettesse di divincolarsi dalla scoperta che è oramai dietro l’angolo grazie soprattutto al lavoro del dottor Hamer e cioè che il Cancro (lo scrivo con la “C” maiuscola perché col tempo sono riusciti paradossalmente e le esagerazioni a farlo diventare un entità autonoma ed indipendente dotata di coscienza propria che piano piano si sostituisce all’organismo ospite) così come viene proposto, presentato e diagnosticato non solo porta con se uno spettro che spaventa al punto tale da portare i poveri pazienti ad una prematura dipartita da questo mondo a volte senza reali riscontri poi nelle successive autopsie, ma anche che di fatto è qualcosa di assolutamente sensato e che va trattano con meno clamore, evitando di spaventare inutilmente i pazienti e con meno accanimento terapeutico (sovra trattamento) e di diagnosi (sovra diagnosi) dato che di fatto molti di quelli che vengono diagnosticati come tali regrediscono da soli se gliene si da il tempo e che molti ancora di questi crescono talmente lentamente da non creare disagi particolari ai pazienti per il resto della loro vita.

Per 30 anni hanno massacrato la testa delle persone terrorizzandole con campagne di sensibilizzazione, la necessità di prevenzione  attraverso lo screening, un enfatizzazione della diagnosi precoce, venduta come panacea per ridurre il tasso di malattia in stadio avanzato e per la diminuzione della mortalità nell’oncologia, che non ha prodotto nel lungo termine assolutamente nulla, nessuno di questi obiettivi è stato raggiunto, un fallimento su tutta la linea, sia terapeutica che di prevenzione.

Cosa che non dico io, che non sono nessuno, ma che è confermata da praticamente tutti gli studi clinici fatti e che potete trovare pubblicati un pò ovunque anche sul web. I dati nazionali dimostrano un significativo aumento della malattia in stadio precoce, senza un proporzionale declino della malattia più avanzata. Come mai? Quale ne è la causa? Facile, la sovradiagnosi: accorciando i tempi, sono aumentati i malati e come ben sappiamo il malato è una risorsa economica importantissima nell’attuale sistema ospedaliero italiano. Il motore di un economia che si basa proprio sulle “transazioni” note come: prestazioni mediche. Non solo i dati parlano di sovradiagnosi, ma anche di sovra trattamenti. Per chi lavora una clinica è facile da capire. La ragione è sempre una: profitto, business, fatturato. Con gli screening si guadagna e soprattutto quando sono in convenzione statale.

C’è un reparto che sta calando di fatturato? Ecco partire subito una campagna di prevenzione per quel reparto. Ora che avessero “toppato” (neologismo per indicare un “errore madornale”) di grosso era abbastanza evidente a chi si interessa da tempo di senso biologico e si è preso il tempo di prendere in esame i lavori e gli studi dell’osteggiato dr Hamer; come era chiaro anche che l’eccessiva enfasi diagnostica e la conseguente paura fosse un fattore determinante nella restituzione o meno di una vita dignitosa ed accettabile ai soggetti sottoposti a tali controlli, ed era anche chiaro che questo stava portando ad un escalation che non poteva più essere contenuta, tanto è vero che le persone hanno iniziato a cercare via d’uscita differenti dai protocolli convenzionali vedasi anche servizio sul Presadiretta e relativo post (qui).

Studiare Hamer fa fare un primo grande balzo e cioè toglie proprio la “paura” e col tempo inizi a vedere tutto sotto tutta un altra luce, cosa che per quanto sia un bene assoluto di perse, il fatto però che la nuova medicina germanica non venga accettata ancora può diventare un problema quando si ha necessità di rivolgersi ad una struttura ospedaliera che intervenga con i requisiti necessari. Il mio augurio è sempre stato quello che prima o poi se ne rendessero conto e prendessero atto di quale geniale intuizione era stata quella di Hamer.

Allo stesso tempo, rendendomi conto di quanto denaro speso e delle tante persone maltrattate, mutilate e fatte morire male si erano sommate in tutti questi anni, quello che mi domandavo e mi sono domandato per molto tempo, infatti, era come avrebbero mai potuto tirarsene fuori senza dover dire alle persone tutte: “scusate ci siamo sbagliati il Cancro non esiste, quello che credevamo Cancro è un altra cosa, abbiamo capito e scoperto purtroppo troppo tardi anche questo; sapete non è colpa nostra noi ci siamo fidati e ci basavamo sulle ipotesi fatte nei primi del ‘900 da un medico tedesco, un certo Rudolf Virchow, che sosteneva di riscontrare queste crescite di tessuto nei cadaveri che studiava ed alle quali aveva erroneamente (diciamo oggi) attribuito la causa dei decessi”.

Ovviamente niente di tutto questo, e quindi ero un pò perplesso sul come, era impensabile che negassero completamente ed ammettessero il danno, ci sono in ballo profitti e cattedre prestigiose che saltano, non era possibile nonostante una via per introdurre queste idee ci voleva. A buon intenditore poche parole. Ed ecco che infatti proprio l’altro giorno ad una convention sulle leggi biologiche ecco vedere spuntare all’orizzonte la soluzione servita su un piatto d’argento. Con l’abilità di un prestigiatore e l’agilità di un tuffatore provetto, ecco il vero “carpiato con avvitamento multiplo” che salverà capra e cavoli, ovvero pazienti e istituti di medicina e centri di oncologia, cattedrati ed eminenti scienziati, che badate bene nel tempo dovranno un pò cambiare, ma intanto le basi sono gettate. Le campagne di sensibilizzazione sugli screening e non solo continueranno, non possono perdere troppo la faccia, ma nel giro di pochi anni dichiareranno di aver debellato il Cancro per sempre. Anzi per rendere gli screening più precisi e confacenti alle nuove necessità si spingerà ancora di più su chi fa innovazione creando un vero e proprio mercato.

Sapete come faranno o anzi stanno già facendo? Si chiama IDLE che sta per “InDolent Lesions of Epithelial origin” ovvero “lesioni indolenti di origine epiteliale”. Bellissimo, non trovato?! Vi accorgete come così non faccia più paura a nessuno?! Ed è il linea con quello che Hamer ha scoperto oramai 40 anni fa. Oggi, una volta che una lesione sospetta viene rivelata, comincia il pesante iter diagnostico che può avere conseguenze fisiche e psicologiche. Presto sarà tutto superato. Sapete cosa si stanno inventando adesso? See and Wait. Guarda ed aspetta. Sono fantastici, ma non importa, l’importante che la finiscano di squartare le persone per nulla o per eccesso di zelo, di modo le persone possano tornare a sperare in una qualità della vita senza essere terrorizzate da termini come Cancro o Tumore o mutilati inutilmente per i profitti dei grandi gruppi della medicina.

Provate a immaginarvi la scena, andate dal medico ed il medico vi dice: “ho dato un occhiata allo screening che ha fatto ed abbiamo riscontrato una lesione indolente di origine epiteliale all’utero o allo stomaco o al seno o alla prostata“.  – E voi – “ok, cosa facciamo?” Ed il medico, che nel mentre sarà stato rieducato al nuovo nome e relativo protocollo e che ignora sia ancora la stessa cosa che anni prima decretava come Tumore, dirà: “niente di preoccupante, aspettiamo e vediamo cosa succede. MI stia bene”.  – “Avanti il prossimo“.

Vi rendete conto?! E’ meraviglioso e tra qualche anno smettendo progressivamente di diagnosticare cancri al quarto stadio infiltranti e metastasi a vario titolo, ma semplici “lesioni indolenti di origine epiteliale” finiranno per dichiarare che, grazie alle nuove tecnologie sempre più raffinate nella distinzione ed identificazione delle lesioni, sono riusciti a sconfiggere il Cancro. Che meraviglia tutto solo cambiandogli il nome, non perché le cose non ci siano, ma perché hanno trovato un nome più vicino alla realtà assolutamente sensata della vita che non crea mostri, ma solo soluzioni adeguate alle circostanze.

Sarà un mondo migliore, già lo vedo, ed avremo realmente salvato capra e cavoli. La gente sarà più felice perché non morirà più di tumore, e le cliniche diventeranno ancora più ricche nello sviluppo e della produzione di servizi ospedalieri di nuova generazione e di alta precisione. “E il lupo? Che fine fa il lupo?” – mi chiederanno i più attenti. Beh! “El lupo una volta andava via come il pane, ma adesso, el lupo, el va no!“, allora dovrà vestirsi da agnello per poter tornare a rubare il cestello della merenda alle vecchine e chissà cos’altro. Si capisce?!

Non mi credete? Leggete qui questo è un articolo uscito su Repubblica si intitola – “La definizione di cancro va cambiata” o anche qui intitolato “I cancri che non sono cancro!“.

Sapete quali sono le nuove raccomandazioni dell’istituto più prestigioso del mondo sullo studio del Cancro? No?! Ok, allora cito: Il rapporto del NCI rappresenta un primo passo verso un cambio di prospettiva: è necessario – si legge – identificare le strategie per ridurre le sovra-diagnosi e i sovra-trattamenti, mantenendo quelle che stanno dando il maggior contributo alla riduzione della mortalità e delle malattie localmente avanzate. Si parte da una serie di raccomandazioni:

I medici, i pazienti e i cittadini devono essere consapevoli che la sovra-diagnosi è comune e si verifica molto frequentemente durante gli screening.

[E’ necessario] cambiare la terminologia del cancro, partendo da nuovi criteri per la classificazione.

[E’ necessario] creare dei registri osservazionali per le lesioni che hanno basse probabilità di diventare maligne.

[E’ necessario] mitigare la sovra-diagnosi.

[E’ necessario] considerare nuovi modi di studiare la progressione dei tumori: le ricerche future dovrebbero tener conto dell’ambiente in cui si instaurano le condizioni che portano al cancro, per trovare una possibile alternativa alla chirurgia.

Che meraviglia. Viva la vita, viva la libertà di cura!!!! … forse!

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Come funziona la macchina dell’economia?! A scuola da Jake Green.

Come funziona la macchina dell’economia?! A scuola da Jake Green.

Qui di seguito, in fondo a questo post, vi propongo un video estratto dal sito della Bridgewater Associates di Ray Dalio, suo fondatore, di cui ho trattato in un mio recente video (clicca qui). Il video  si intitola – Come funziona davvero l’economia? ed è un buon spunto per capire alcune cose relative a dove ci troviamo sia in termini temporali (epoca) che in termini spaziali (pianeta terra, umanità XXII), per poter eventualmente risalire la china di una discesa o caduta o rovinoso capitombolo, innanzitutto, prima in noi stessi, come individui, e poi eventualmente, sempre che lo vogliano la maggior parte del resto del mondo, come umanità intera.

Compito questo più arduo dato che è secoli che le cose vanno avanti in questo modo ed il livello di assuefazione e dipendenza da questo sistema di vita o civiltà o inciviltà prodotto è tale da risultare veramente ostico soltanto pensare di volerlo cambiare. Il punto è che prima o poi questi finiscono per distruggere tutto il pianeta che per quanto sia grande non ha risorse infinite, e pur potendole avere, lo divoriamo ad una velocità tale da impedirgli di rigenerarsi in tempo utile per assolvere a nuove istanze. E’ questa l’unica vera urgenza che mi motiva a provare e tenere botta nel tentativo di re stimolare nuovamente la coscienza e l’intelletto di quelli che possono capire al fine di produrre un non ben precisato effetto, cosa che è possibile solo se riusciamo a capire dove ci troviamo e soprattutto il “quando”.

Senza questa chiarezze, senza questa specifica comprensione restiamo in effetti affascinati dalle mille teorie comprese quelle spirituali e sull’anima che poco hanno a che vedere con le condizioni reali di inconsapevolezza e sonno della coscienza. Questo video semplice, ma non semplicistico di Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, mostra molte cose e non solo le forze fondamentali che fungono da motore dell’economia, ma per chi sa ascoltare danno un quadro di quello che sta accadendo da tempo e dove questo porterà nel medio e lungo periodo come scelte compreso il modo con cui si intenderà utilizzare l’innovazione e l’avanzamento tecnologico. Ricordo a chi non lo sapesse che il progetto PriOS è di ispirazione proprio del signor Dalio, nato non solo col tentativo di superare la debolezza emotiva dai processi di vendita e acquisizione, ma per sostituire egli stesso alla sua stessa morte biologica alla guida della sua azienda. Se a qualcuno sconvolgeva il mausoleo con integrato dispositivo criogenico dell’imprenditore Silvio Berlusconi leader politico del secolo scorso, figuriamoci l’idea di trasferire in una macchina la propria coscienza (an-affettiva). Vi viene in mente un film con Johnny Depp dal titolo Transcendence, regia di Wally Pfister (2014).

Ma ritorniamo all’analisi del video proposto. L’invito è a non soffermarvi troppo sul modello che si espone, dall’apparente superficialità con cui vengono usate parole quali transazioni, credito, tassi d’interesse, indebitamento e lasciate perdere il nervosismo che proposta di come uscirne; tutte cose che potrebbero deviare la vostra più profonda comprensione di questo piano esistenziale (e mi riferisco sempre a coordinate spazio-temporali e movimento ciclico delle leggi universali), evitare di rimanere invischiati nella superficie della critica economica o quando peggio nel sistema del “complottismo” assolutamente funzionale proprio a questo tipo di operazioni di addormentamento.

Più che l’attenzione al tema, dovete affinare la capacità di accorgervi “come” viene trattata la questione, cosa ad un primo ascolto personalmente ha rievocato quanto espresso nella pellicola Hollywoodiana intitolata Revolver (2015) da Jake Green, che essendo il contenuto di un film, nessuno si preoccuperà di dargli una connotazione di verità, dato che è noto a tutti che i film sono una finzione, infatti si chiama finzione cinematografica. Il punto è che nella finzione alle volte vengono messi elementi di realtà e verità di modo da rendere tale tutta la finzione. Comunque seguono alcune considerazione prima della visione finale ed andrò per sommi capitoli.

Più lo ascolti e più è dolce il tono!

La prima cosa su cui ho puntato l’attenzione è stata il tono gioviale e disteso con cui vengono esposte le cose. Come dice il protagonista in Revolver – “Più lo ascolti e più è dolce il tono!” – intendendo che cose tremende dette con un tono mansueto ed affabile possano passare senza che le persone si rendano conto delle assurdità che vengono dette e qui di assurdità ce ne sono diverse, penso per esempio al fatto stesso che la causa delle sofferenze economiche ovvero quello che noi chiamiamo comunemente “Crisi” sarebbe dovuta al fatto che ci sono persone che non capiscono il funzionamento della macchina economica, così semplice nel suo funzionamento (su questo ci ritornerò tra poco), o che la osteggiano, ovvero la colpa è di chi non è d’accordo su come funziona l’economia che l’economia non funziona bene e ci sono le sofferenze economiche.

Incredibile bisogna avere la faccia come una certa parte del corpo per fare certe affermazioni dopo le bolle speculative fatte che hanno spazzato via interi capitali e stati è dovuto proprio all’uso irresponsabile delle “transazioni” finanziarie a responsabilità limitate i moderni fondi di investimento noti anche come Hedge fund di cui Bridgewater è considerato vincente o money winner. Ricordo che bolla ed il crollo del 2008 ha portato alla devastazione della Grecia e l’azzoppamento dei paesi sul mediterraneo, non certo a causa di quelli che non sono d’accordo sul funzionamento dell’economia così come va, ma a causa di squali del profitto che hanno venduto titoli tossici basati su muti dati a poveracci che non potevano ripagarli, tutto solo per alzare la “crana” o per il profitto.

cap. 2 “La formula è profonda e possiede applicazioni infinite. Ma è semplice e logica”.

La semplicità con cui viene spiegato il meccanismo delle transazione come una cosa assolutamente naturale e prevista dal comportamento umano è un altra delle applicazioni della formula per realizzare un buon trucco. La formula è semplice si basa sull’idea di “transazioni“. La transazione è una cosa molto semplice, “si fanno transazioni continuamente, ogni volta che si compra qualcosa si crea una transazione”, non dice ogni volta che si vende, perché tu devi comprare è lui che vende (lo capirai ascoltando il video). La Transazione pertanto è la base della macchina economica, ovvero è la base del TRUCCO o truffa, … questo è tutto!

Transazioni che sono guidate dalla natura umana più e più volte che creano 3 forze (Si avete capito bene le chiama forze): a. crescita di produttività b. ciclo del debito a breve termine c. ciclo del debito a lungo termine. L’economia è la somma della transazioni che la costituiscono, è così che si crea il mercato della domanda e dell’offerta, venditore e compratore. Cosa c’è di strano? Al di là del fatto che ogni TRANSAZIONE= COMPRARE? Noi fondiamo il nostro modello di sviluppo sul COMPRARE e VENDERE qualcosa, scambia moneta o credito con servizi, beni, e non ultimo i beni finanziari. Ma è il monopoli. Dov’è l’individuo? dov’è lo sviluppo dell’uomo? della coscienza? Tutto viene gestito come una transazione, senza transazione non c’è crescita, o meglio questo è quello che ci si vuole far credere e questo è il trucco o allucinazione generale nella quale siamo incastrati.

cap. 3 – “Più grande è il trucco, più vecchio è il trucco e più facile è usarlo”.

Un MERCATO consiste in tutti gli acquirenti e tutti i venditori che fatto TRANSAZIONI per la stessa cosa. Esisterà pertanto un mercato del grano, dell’auto, un mercato delle azioni, ci sono mercati per milioni di cose, ma un unico trucco, partita o truffa ed è proprio vero: La formula è profonda e possiede applicazioni infinite. 

Nessuno può rendersi conto di quello che gli accade, pensa che non possa essere (il trucco) così vecchio e così grande da farci cascare dentro tante persone eppure sono secoli che le cose vanno in questo modo e la maggior parte ha smesso di domandarsi di cosa si tratta e quando è cominciato tutto. Capite perché mi interesso di Gilan e Kurgan? Dobbiamo ricostruire i passaggi che hanno portato alla condizione attuale di incoscienza e sonno totale dei partecipanti alla vita, il cascarci è proprio il sintomo dell’ipnosi di massa alla quale siamo tutti soggetti, nessuno escluso dato che noi siamo le generazioni che sono arrivate dopo, a frittata fatta e ne abbiamo assorbito i termini sin dai primi anni di infanzia senza mai realmente provare a mettere in discussione il tutto. Chi lo fa è preso per un idiota che non ha capito dove sta. Forse è anche vero, ma non come lo possono intendere.

Un economia consiste di tutte le transazioni in tutti i suoi mercati: un bel ampio ambiente. Come ci insegna Mr Green: “se l’avversario è molto bravo riuscirà a mettere la vittima in un ambiente che può controllare. Più grande è l’ambiente, più facile è il controllo. Getta un osso al cane, trova la sua debolezza e dagli solo un pezzetto di quello che pensa di volere“.

Tutti prendono parte a transazioni nel modo descritto dalle persone, alle società ai governi. E’ semplice e logico, funzionale, una macchina perfetta verso la quale tutti indistintamente procedono scambiando denaro e credito, beni servizi attività finanziarie. Cosa c’è di strano? Che non vedranno altro che quello e pur di fare transazioni e quindi avere denaro e credito o beni e servizi da scambiare per farlo non guarderanno in faccia a nulla, a come consumano beni materiali, perchè l’unico traguardo che vedono è fare transazione. In un attimo abbiamo masse inconsapevoli pronte a mettere le mani su tutto pur di ottenerne un vantaggio, senza educazione alla coscienza, anzi, e questo è il progetto PriOS di Ray Dalio, lo scrupolo o il moto di coscienza diventa un “Weaknesses”

Cap. 4 – Jake Green: “È semplice: voi fate il lavoro duro, io vi aiuto e basta”.

“L’arte è darvi i pezzetti del mosaico e farvi credere che siete voi a prenderli perché siete furbi e io stupido. In ogni partita, in ogni truffa c’è un avversario e c’è una vittima. Più la vittima pensa di avere il controllo, meno ne ha nella realtà. Si stringe il cappio alla gola. E io mi limito ad aiutarlo a farlo.”

Il maggior acquirente è il settore pubblico che consiste di 2 parti importanti: un amministrazione centrale che riscuote tasse e spende denaro, ed una banca centrale che controlla l’ammontare di denaro e credito dell’economia. State capendo perché fanno gli appalti per cose che chiunque abbia un pò di testa capisce che non servono? Penso alle rotonde disseminate su tutto il territorio, ma questo è il minimo. Risposta: Transazioni.

Essendo di fatto le “transazioni” il motore dell’economia, bisogna farne altrimenti l’economia non cammina, ed è poco importante se si transi qualcosa di utile o meno, l’importante e farne tante perché questo da viaggiare l’economia. Se poi creiamo un ente (settore pubblico o stato) che raduna tutti i polli da spennare o vittime e di cui ne controlliamo l’amministrazione, è ancora meglio; e sai in cosa consistono i pezzetti del mosaico che ti vengono dati ogni giorno? Esatto la tua occupazione, il tuo tempo-lavoro, ovvero il tempo che dedichi nell’essere occupato a prestare l’opera, quella mansione che tanto vuoi e difendi e per la quale ne vai tanto fiero: il lavoro duro.

Hai capito adesso, è semplice: voi fate il lavoro duro, io vi aiuto e basta”. Che significa io ti do il lavoro da svolgere, la mansione, ti dico come occupare il tempo, e quando ne hai un pò a disposizione ti attraggo col mercato dell’intrattenimento. Un unica formula molte applicazioni. Il colpo da maestro è il controllo dei tassi di interesse che permettono di stampare nuova moneta, …. fantastici creano economia sul nulla, sulla carta che stampano. Ci potete credere? Si, che ci potete, dato che gli date, gli diamo, il nostro tempo tutti i giorni della settimana, per 8-12 ore e per anni interi, uno dopo l’altro, sentendovi soddisfatti e felici quando poi ve li spendete o sputtanate tutti in vacanze e divertimenti, come dire ritorna direttamente al via consumandoti progressivamente. Cosa che si traduce in ed è questo il senso del seguente capitolo:

Cap. 5 – “l’avversario distrae piano piano la vittima, facendo si che si consumi lentamente”.

Giorno dopo giorno le persone si stringono il cappio intorno al collo pensando di lavorare per se stessi, per pagare le bollette, per pagare il mutuo, per pagare le rate dell’auto, trovando sollievo solo quando posso distrarsi un pò e credendo di ricaricarsi per poi ricominciare proprio con quella routine che li consuma lentamente senza capirci nulla perchè troppo impegnati nella distrazione costante dalla crescita personale che viene evidentemente nemmeno percepita come una urgenza o necessità, ma come qualcosa da coltivare nel tempo libero.

Personalmente l’unica soluzione che vedo per uscirne già la sapete, si chiama Progetto Zion, il cui scopo è quello di far transitare una parte di quel capitale in un impresa valorosa che servirà ad uscire da questo sistema o gioco malefico, il punto è che per farlo coloro che vogliono parteciparvi dovranno cambiare testa e mettersi in gioco utilizzando tutto il resto del tempo che gli rimane invece che a divertirsi, in un cambiamento sostanziale che per sua stessa utilità per essere una possibilità di successo si deve tradurre in una scuola, in un lavoro di scuola dove le istruzioni devono essere eseguite esattamente come impartite da chi la conduce. Cosa questa che nessuno è disposto ad accettare, visto il livello attuale di diffidenza, nemmeno da se stesso.

Siccome da questa cosa non se ne può uscire, ecco che non ci resta che concentrarsi sul considerare che c’è un bel livello di assuefazione e che quindi disintossicarsi è d’obbligo prima di poter intraprendere qualsiasi ulteriore iniziativa e al contempo provare a produrre quelle condizioni affinché questo genere di lavoro si possa realizzare. Le dipendenze le risolvi sfruttando il sistema stesso, ma l’assuefazione mentale ad uno stile di vita richiede impegno, non basta volerlo, bisogna realizzarlo.

Epilogo – Avi: “Ma non capisce cosa è giusto fare? Dovrebbe essere rigido, freddo e sottoterra, e ancora non si fida di noi. Gli spari, il debito deve essere pagato”.

Il “credito è la parte più importante dell’economia e quella meno capita“, ci dice Ray Dalio nel video, infatti se solo l’aveste capita avremmo già realizzato il tunnel d’uscita. Infatti nel film Revolver al quale ho fatto riferimento per tutto il post, il personaggio di Avi e il suo compare costringono Mr Green a dare via tutti i suoi soldi. Cosa che evidentemente non viene molto capita, questo perché abbiamo fatto del denaro la misura del nostro sviluppo. Il denaro non è un valore, ma un unità di misura nel sistema economico, siamo noi però ad averlo fatto diventare un traguardo fine a se stesso. Adesso l’unico modo che abbiamo per liberarci della trappola è capire come ha funzionato e liberarcene, che non significa liberarcene materialmente, ma dell’attaccamento e di tutti i valori che ci abbiamo appiccicato sopra. Il denaro dovrebbe servire per fare cose, non per accumularlo o prestarlo, ma qui mi fermo tanto è fiato sprecato e poi sembra che tiro l’acqua al mio mulino. Non importa il tempo mostrerà cosa avevo in mente.

Il credito, lo dice la parola stessa è fiducia, vuole dire mi fido, ti do credito, credo in quello che vuoi portare avanti, un livello avanzato di consapevolezza se state capendo dove è il problema dentro di voi. Infatti non sono gli strumenti malati, ma le persone, il mostro è dentro: Jake Green: [Pensando tra sé e sé] C’è una cosa dentro di te che non conosci e di cui negherei l’esistenza. Finché non sarà troppo tardi per farci qualcosa. È l’unico motivo per cui ti alzi al mattino. L’unico motivo per cui sopporti un capo stupido. Il sangue, il sudore e le lacrime. Questo perché vuoi che le persone sappiano quanto sei bravo, attraente, generoso, divertente, intelligente. Temetemi o riveritemi, ma per favore pensate che sono speciale. Condividiamo una dipendenza. Siamo tossicomani dichiarati. Vogliamo tutti la pacca sulla spalla e l’orologio d’oro. L’ hipp-ip-ourrà del cazzo. Guardate il ragazzo intelligente con il distintivo, che lucida il suo trofeo, brillanti e diamanti impazziti: siamo solo scimmie avvolte in bei vestiti, che implorano l’approvazione degli altri. Se lo sapessimo, non ci comporteremmo così.

E non c’è nessuno che ce lo nasconde, siamo solo noi che non vogliamo vederlo, proprio come il protagonista della pellicola (Revolver) non siamo pronti per un mondo diverso da quello nel quale siamo messi ed assuefatti e dipendenti. Adesso vi lascio alla visione della trappola che potrete gustare minuto dopo minuto. Buona visione.

MERCATO – DOMANDA e OFFERTA (LA SCELTA).

MERCATO – DOMANDA e OFFERTA (LA SCELTA).

Il mercato è l’ultimo ritrovamento della moderna umanità nel tentativo di mantenere in vita la dinamica storica di DOMINATORE – DOMINATO. L’illusione della scelta è l’agguato vero che lo fa stare in piedi. E si proprio come dice il Merovingio di “the matrix”.

Merovingio: Sapete? Esiste un solo principio costante, un solo principio universale ed è l’unica autentica verità: la causalità. Azione. Reazione. Causa ed effetto.
Morpheus: Tutto comincia però con una scelta.
Merovingio: No. Errore. La scelta è solo un’illusione creata e posta tra chi ha potere e chi non ne ha.

Nella storia sono molti i modi con cui questo modello ha cercato di sopravvivere. Per secoli la disuguaglianza, compresa quella di razza è stata utile proprio a mantenere questa organizzazione gerarchica della “società”, addirittura quando ancora non la chiamavamo così. Il punto è che le persone alle volte hanno anche una “testa”, nonostante sembrano non usarla spesso, e accade che coi secoli e con le rivoluzioni il popolo mosso da spinte esterne ad esso ha iniziato a cercare e credere nella democrazia. Fu questo l’inizio di quest’ultimo ritrovato che è l’illusione di scegliere.

E’ normale che l’elité, o per meglio dire, coloro che si rendevano conto di quello che stava accadendo e pensavano di poterne approfittare a proprio vantaggio personale, trovandosi nella condizione di farlo, saltassero sul carro dei nuovi vincitori per continuare a sopravvivere. Ricordo che l’algoritmo Agent Smith o effetti del Kundabuffer, come lo chiamava Gurdjieff, continua a esistere nella presenta generale dei nostri contemporanei e da un certo punto in avanti della storia in tutti quelli che ci hanno preceduto sino ad oggi. Cercando di adattarsi ai cambiamenti in atto, quest’algoritmo ha prodotto un nuovo tipo di soggetti o macchine in grado di continuare a garantire la sopravvivenza della logica o dinamica Dominatore-dominato e quindi delle disuguaglianza tra gli individui e lo sfruttamento e la prevaricazione.

Per mantenere le disuguaglianze create durante secoli di schiavitù, genocidi e colonialismo, bisognava adeguarsi ai tempi ed andare incontro al bisogno di cambiamento che lo schiavo di fatto chiedeva o manifestava. Forse anche questo bisogno  è stato pilotato o creato per ragioni di macro economia biologica. Sta di fatto che possiamo dire che il mercato di fatto è stato creato per mantenere queste “gerarchie”. E non a caso ho usato il termine “gerarchie”, l’intento qui è restare su un piano del tutto impersonale, perché quello che intendo qui non c’entra né con la nobiltà antica e nemmeno con i nuovi ricchi e potenti del rinascimento o di qualsiasi frazione della storia, ma con la logica stessa di disuguaglianza e di sopraffazione, sfruttamento e dominio dell’uomo sull’uomo attraverso la prepotenza sia essa fisica che economica o verbale, ovvero c’entra con l’idea stessa di TIRANNO, Tirannia o tirannide.

E a questo mondo fintanto che l’agente Smith agirà nella presenza generale dei “coabitanti” del pianeta terra: tiranni lo saranno tutti, e tiranni non lo sarà nessuno. La cosa dipenderà solo se si presenterà la famosa occasione che fa, inevitabilmente direi a questo punto, l’uomo ladro. Questo fino a quando o a meno che non si sia fatto un lavoro particolare e ben diretto in altre direzioni, per esempio nella direzione della comprensione di uno scopo più elevato che mangiare, dormire e lavorare, in quanto esseri di razza umana. Ma proseguiamo con la narrazione della storia moderna. Dopo la nascita del mercato, qualcosa che ha superato l’idea stessa originale di scambio di merci, materie prime, base dei rapporti tra varie civiltà da sempre nella storia, mi sto riferendo al tempo in cui nascerà l’idea di capitale, di impresa e di occupazione o lavoro.

Ed ecco che il lavoro da schiavo sfruttato, che era prima così evidente e chiaro diventa il diritto ad un lavoro, il diritto a sgobbare, basta che in cambio gli venga riconosciuto qualcosa, ovvero un salario o uno stipendio o un reddito.

Allontanati gli individui dalla terra che produceva direttamente tutto il necessario al mantenimento della vita, la dipendenza verso i sistemi che via, via si sono venuti a produrre a seguito della rivoluzione industriale è diventata oggi totale, con l’aggravante che le nuove generazione ne sono totalmente assuefatte. Certo il mondo agricolo e rurale non dava nessun apporto o contributo allo sviluppo coscienziale e culturale come invece la città ha prodotto. Causa di tutta questa mancanza di alfabetizzazione e sviluppo umano era il latifondo, ovvero, lo sfruttamento dei braccianti e contadini o lavoratori della terra. Il nucleo famigliare principalmente patriarcale viveva di rigide regole e di dispotismo da parte del proprietario del latifondo o fondo agricolo da coltivare. Insomma sempre la stessa storia, con gli schiavi impiegati a lavorare la terra, proprio come nelle piantagioni Americane, ma con lo stipendio (da fame).

Il fascismo nasce da questi movimenti rurali, i padroni si organizzano e assoldano squadristi poco di buono, le famose camice nere, per arginare lo sciopero dei contadini che creava disagio alla produzione. Fu grazie alle idee progressiste (si fa per dire, ovviamente) e maxiste dell’800, che di fatto furono sdoganati tutti, nel tempo si creò il binomio indissolubile Capitalismo e classe operaia, dando di fatto nuova linfa vitale alla dinamica del dominatore/dominato ed incastrando tutti nella diabolica idea della necessità di regole certe sul lavoro e delle tutele altro vessillo indissolubile, anche questo, dei sindacati. Questo non significa che le tutele non ci debbano essere e che vanno bene i “voucher” o il “jobs act” o qualsiasi altra cosa si inventeranno nel tentativo di produrre “occupazione”, significa che abbiamo sbagliato di molto nel modo di riorganizzare l’opportunità che ci veniva incontro per provare a creare una società diversa. Il lavoro è finito per come lo conosciamo, ma non lo stiamo capendo, abbiamo paura di cambiare e questo produrrà ancora una volta le stesse cose già viste. Non serve essere un profeta, basta ricordare.

Sono questi i tempi in cui nacque la famosa lotta operaia, baluardo nostalgico di alcuni moderni politici che di moderno poveretti non gli è rimasto proprio nulla, paradossale lotta che avrebbe portato di fatto e nel giro di un ventennio alla regolamentazione della schiavitù del lavoro o, come la chiamano, dell’occupazione; come se lavorare 8 ore al giorno, con il riconoscimento degli straordinari e altro, fosse una specie di conquista sociale. Nuovamente è bastato inserire l’illusione della scelta per portare tutto come prima, con la differenza che se prima la schiavitù era imposta adesso la scelgo, e per la mia prestazione o mano d’opera ricevo in cambio del denaro. Fu così che lavoro divenne uguale a denaro, denaro diventò uguale a reddito, e reddito serviva per pagare i conti, compreso il cibo. Fu solo molto più tardi che si scopri che il reddito pagava anche il divertimento e le distrazioni dalle fatiche dal lavoro. Ma per farlo dovevi risparmiare, o diventare ricco. E siccome chi risparmia si priva, per i più fu logico che era meglio diventare ricchi.

Il binomio di denaro uguale ricchezza, è stata l’altra illusione che ha portato tutti a competere nel disperato tentativo di diventare tutti ricchi. Oggi noi misuriamo la crescita e la ricchezza di un paese e quindi di una società attraverso una cosa che si chiama P.i.l., l’acronimo sta per “prodotto interno lordo”. In poche parole misuriamo attraverso la capacità di produrre cose e servizi che fanno profitto, e solo quelle, perchè ciò che non fa profitto non è ricchezza, ricordati che denaro è ricchezza. Persino le organizzazioni non-profit devono fare un pò di profit. Che pazzia!

Questo modo di misurare la crescita e lo sviluppo non solo ha nulla a che vedere col progresso della coscienza o dell’anima di un individuo, ma non ha nemmeno nulla a che vedere con lo sviluppo di quel singolo individuo che sarebbe il vero valore in una civiltà degna di questo nome; la cosa, intendo lo sviluppo della coscienza, è lasciato al personale discernimento, discernimento che di fatto non esiste più a causa del fatto che per 21 anni abbiamo riempito la testa di quell’individuo di traguardi, percorsi, competizione, in una parola gli abbiamo riempito la testa di illusioni per convincerlo che era giusto che lavorasse, tant’è vero che non va a scuola per “capire” e conoscersi, ma per imparare un mestiere, cioè un lavoro che sia utile a qualcuno. Lo chiamiamo mestiere solo perché così sempre più nobilitante. La crescita di un paese dovrebbe essere la misura della sua capacità di esprime coscienza, di manifestare consapevolezza, mentre qui persino la cultura è una cosa da masturbatori mentali.

Pensate che stia esasperando la fotografia o visione? Sapete cos’è lo skill mismatch? Mai sentito parlarne? Cito dal sole 24 ore: “In Italia un lavoratore su cinque (ci risiamo con le statistiche. ne parlerò in un altro momento, forse) ha competenze al di sotto o al di sopra di quelle richieste dal mestiere che svolge”. Esatto hai capito bene! E non finisce qui, pare che questa “cattiva allocazione delle risorse in Italia produce tassi eccezionalmente alti di disoccupazione giovanile e di lungo termine e rallenta la crescita della produttività e del Pil”.

Quindi non solo non sei stato preparato per essere collocato come si deve tra gli schiavi moderni, ma a quanto pare questa tua carenza è la causa della disoccupazione e soprattutto sei la causa della crisi, ovvero, della mancanza di crescita della produttività e del Pil. Pensa?! E tu che credevi che era la crisi a creare problemi alla tua vita e a creare quel senso di incertezza che sperimenti quotidianamente. Ed invece no, sei tu caro mio: “non sei all’altezza delle nuove esigenze del mercato, sei desueto: rinnovati!” Non ti preoccupare è la storia della moderna umanità: non essere all’altezza delle aspettative. Ironizzo ovviamente!

Il punto vero invece è che ci troviamo ad un nuovo crocevia che è la nuova rivoluzione dell’automazione e della robotica, dove il lavoro come lo conosciamo è finito, non significa più niente parlare di occupazione, dobbiamo scollegare l’equazione lavoro=reddito. Ma senza la maturità necessaria ed un percorso educativo adeguato, non c’è reddito di cittadinanza o reddito universale che possa colmare le carenze di Coscienza e di consapevolezza di questa umanità. E siccome non passa per la testa di nessuno che serve fare un “lavoro” su se stessi, sulla propria programmazione di base, sul modo con cui concepiamo la vita, chi ha le risorse e la volontà politica dovrà in qualche modo inventarsi sistemi di controllo più sofisticati per contenere i problemi di ordine pubblico che prima o poi queste orde di insoddisfatti inizieranno a manifestare. Per il momento li tengono impegnati ad odiare lo straniero, ma tra un pò anche quando quello andrà desueto, dovranno per forza inventarsi altro. Tutto solo perché non gli passa di ragionare in modo diverso. Tenete conto che a nessuna delle persone che appartengono alla categoria del popolo sovrano interessa fare un lavoro di cambiamento nella consapevolezza, sono soddisfatti di quello che sono diventati, nonostante sia la risultante di secoli di condizionamento, lo hanno oramai non solo assorbito, ma sono pronti anche a difenderlo: 80 anni devo vivere, voglio una casa, una famiglia, e un pò di soldi per divertirmi.

Purtroppo, che a costoro piaccia o meno, e per quanto altri blaterino di innovazione e di efficienza dei processi bisogna renderci conto che a questo mondo gli schiavi sono diventati fuori moda, non servono più e quindi non ci sarà più lavoro che tiene: “tutti a casa“. Vi ricorda niente? Vabè, andiamo oltre. Dopo secoli di tormentato sfruttamento dell’uomo sull’uomo ci troviamo davanti alla possibilità di far fare tutto quel lavoro a delle macchine, a dei dispositivi, come pensate veramente di poter trovare più un lavoro come lo pensate voi che non sia consegnare la pizza o rispondere al telefono di un call center o fare la cassiera o il commesso, o il barista. Persino il lavoro di concetto presto o tardi verrà totalmente sostituito con algoritmi, molto più precisi di semplice umani con ridotte capacità cognitive, delusi e demotivati, afflosciati e depressi come quelli che sempre di più si vedono in giro. Già oggi si realizzano software (SKILL LEARNING) in grado di imparare da soli dalla relazione con l’uomo. Opss! Scusa, forse dovevo dire UTENTE.

E’ già infatti, l’ultima grande frontiere dello sfruttamento sono i “big data”; e noi li produciamo in continuazione e in forma assolutamente gratuita sui social network che diventano concentratori di informazioni di tutti i generi sui gusti e le tendenze a disposizione di questi nuovi robot-antropologi, ovvero, macchine che studiano l’uomo per sostituirsi col tempo a lui in tutto e per tutto. In realtà anche questo decadrà nel breve periodo, perché non essendoci più reddito, ci saranno sempre meno persone che comprano cose, e quindi a chi le venderanno? Non si sa, ma non è questo che conta adesso, non ci sono menti in posti chiave in questo momento in grado di guardare al medio lungo periodo.

Voi magari vorreste anche sapere chi c’è dietro a questa rivoluzione? Purtroppo come al solito, tutti e nessuno, ma più che altro nessuno, dato che servirebbe avere una visione di insieme che la ristrettezza mentale che impazza a questo mondo difficilmente può avere, non a caso chi ce l’ha lo chiamano: visionario. Tra l’altro da quando i manager sono entrati nel panorama industriale mondiale e nella gestione delle aziende si è perso completamente la Trebisonda, sempre che ci sia mai veramente stata una visione generale. I manager sono stati veramente il colpo geniale e finale della sinistra coscienza che domina il mondo. Il risultato finale perché lo stanno liquidando, oggigiorno i manager si chiamano quando si vuole liquidare qualcosa e massimizzare i profitti. Un manager, infatti, funziona e ragione in un solo modo: breve periodo –> massimo profitto!

Le aziende di una volta sono sparite e i proprietari sono diventati gli investitori, piccoli o grandi poco importa l’importante è fare profitto per il profitto, e questa folle corsa a fare i soldi sta ubriacando tutti; e come ben sappiamo uno da ubriaco, per quanto siano limitate, non è al pieno delle sue facoltà cognitive. Investo in una cosa solo se o perché mi deve dare un rientro economico. Il profitto equivale accumulare ricchezza. Il manager non può ragionare sul lungo periodo, ragiona solo di fare la “crana”, è andato a scuola, all’università, si è laureato, ha seguito corsi di vendita, di marketing e di chissà cos’altro per diventare quello che è, si interessa di massimizzare i guadagni e ridurre i costi, anche a costo di licenziare un intera catena di produzione, … i robot qui ci vanno a nozze.

Non gli importa e quindi non capisce nemmeno cosa sia fare degli investimenti a lungo termine o per preservare l’azienda o un idea, dato che deve bruciare tutto e subito, fare contenti gli investitori, prendere le sue royalties e passare da un’altra parte sia questo un azienda o uno stato, cambia poco. Spesso privi di ogni scrupolo fanno scelte impopolari e le giustificano dietro alle necessità e i numeri, e soprattutto non rispondono mai dei danni che arrecano: ne per i disastri economici, e nemmeno di quelli ambientali. Chi dovrebbe risponderne è costituito in corporazioni o “corporations” e quindi distruggono persone e luoghi senza che qualcuno paghi mai veramente il conto. Pensa cosa possa fare un manager al governo di un paese. Lo hai immaginato? Bravo.

Oggi siamo difronte ad una trasformazione epocale che se non affronteremo mettendo l’intelligenza davanti a tutto, lo sviluppo dell’uomo come essere superiore e dotato di facoltà straordinarie, da non usare al servizio dello sfruttamento, non potremo evitare la devastazione alla quale stiamo per andare incontro. Non ci sarà reddito universale che tiene se le persone non verranno progressivamente rieducate a capire che c’è molto di più che fare gli schiavi nella vita, e che quello che loro credono essere la libertà e la scelta è un illusione da cui liberarsi velocemente per crescere ed essere maturi per i cambiamenti che verranno. Ma ovviamente questo è il mio impegno, non è detto che lo sia per il resto del mondo e soprattutto non è detto che sia nelle note di chi sta pilotando verso i proprio interessi questi cambiamenti e mi sto riferendo a chi usa la tecnologia per addormentare le coscienze. Come sempre: dovete svegliarvi!!! Tirati fuori Neo, matrix has you!!!

E gli altri? Risposta: sono totalmente dipendenti ed assuefatti al sistema. Così assuefatti, così disperatamente dipendenti che combatteranno per difenderlo e pur di non perderlo, anche se questo attaccamento è di fatto la causa prima della loro stessa miseria interiore. Non gli importa assolutamente nulla di niente, e se dovessero decidere se sopravvivere o rinunciare a passarti sopra ed investirti, ti investiranno con tutta la loro veemenza. E’ questa la natura di un Tiranno. Ci sono voluti secoli. altro che 21 giorni, di condizionamento e di lavoro, ma alla fine la piramide sociale è stata ribaltata. L’importante è che il sistema resti in equilibrio. Ma questa è un altra storia.

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